ITALIA, FRANCIA E SPAGNA SONO UN COLABRODO E I RUSSI NE APPROFITTANO. MENTRE I PAESI DEL NORD EUROPA HANNO DRASTICAMENTE TAGLIATO IL NUMERO DI VISTI CONCESSI AI RUSSI, NOI CONTINUIAMO A PERMETTERE L’ENTRATA DI TURISTI, OLIGARCHI E “INFILTRATI” DAL GOVERNO DI PUTIN
NEL 2024 L’ITALIA È STATA LA DESTINAZIONE SCHENGEN PIÙ RICHIESTA: 161MILA DOMANDE DALLA FEDERAZIONE RUSSA, DI CUI IL 94.3%ACCETTATE. IACOBONI: “COME MAI ITALIA, FRANCIA E SPAGNA SONO COSÌ GENEROSE CON I VISTI AI RUSSI? QUI ENTRANO IN GIOCO ORIENTAMENTI GOVERNATIVI. NON A CASO, SONO I TRE PAESI CHE SI OPPONGONO ALL’INSERIMENTO DI ULTERIORI RESTRIZIONI AI RUSSI”
Dopo l’invasione su larga scala della Russia in Ucraina nel 2022, l’Unione europea ha
drasticamente ridotto il rilascio di visti per i cittadini russi.
Eppure Italia, Francia e Spagna continuano a essere i Paesi che concedono più visti ai russi, da soli coprono nel 2025 il 75% di tutti i russi entrati nell’area-Schengen. […] L’Italia in particolare è una specie di colabrodo.
Secondo un ufficiale di una intelligence occidentale, la preoccupazione «molto fondata è che la Russia approfitti e infili un buon numero di agenti o asset dei servizi russi».
In questo mare di legittimi viaggiatori russi benestanti, o ricchi, che hanno case e proprietà in Sardegna, a Portofino o Forte dei Marmi, può poi entrare di tutto, dalle spie alla figlia di Putin. I due “turisti” russi che andarono a fare gli attentati a Skripal a Salisbury, agenti del Gru, erano passati tranquillamente, più volte, dagli aeroporti di Roma e Milano.
Una delle figlie di Vladimir Putin, Katerina Tichonova, prima di finire nell’elenco delle sanzioni russe (con divieto di ingresso in Europa) dal 2015 a tutto il 2022 ha visitato molto spesso la Germania […] grazie a un visto Schengen emesso dall’Italia oltre 20 volte, che non figurava neanche nei registri. Il bielorusso accusato dalla Germania dell’attentato a Lipsia è entrato con visto consolare ottenuto a Minsk. La tradizione continua.
Non una tradizione gloriosa.
I numeri ufficiali forniti dalla Commissione sono eloquenti. Nel 2019, prima della pandemia, i cittadini russi avevano ottenuto circa 4 milioni di visti Schengen. Poi, dopo l’invasione di Putin in Ucraina del 22 febbraio 2022, grazie soprattutto all’impegno dei Paesi del nord e dell’est Europa, il numero totale dei visti ai russi è sceso a 600 mila (nel 2022) e 500 mila (nel 2023). Nel 2024 e nel 2025 si è verificato un leggero aumento, con 552.600 e 620.000 visti. Ma in questa cifra il grosso passa da Italia e Francia (e subito, in terza posizione, la Spagna di Sanchez).
Nel 2024 l’Italia è stata nettamente la destinazione Schengen più richiesta dai russi: 161.401 domande, […] circa il 26,6% delle 606.594 domande Schengen presentate in quell’anno dalla Federazione Russa. Di queste l’Italia ne ha generosamente accettate 152.254, il 94,3%. Nel 2025, delle 170.511 domande di visti russi (tra consolati di Mosca e Pietroburgo) l’Italia ne ha accettate 163.908.
A queste vanno aggiunti almeno i visti dal consolato di Minsk, dove i russi che chiedono, ottengono: 50.912 domande russe, 50.711 visti russi concessi. Non ci piace dire no a Putin e Lavrov. Lasciamo stare i visti concessi a russi attraverso consolati a Tashkent (Uzbekistan), Baku (Azerbaijan), Ashgabat (Turkmenistan 2
Come mai Italia Francia e Spagna sono così generose, e di gran lunga, rispetto a tutti gli altri Paesi, con i visti ai russi? Qui entrano in gioco orientamenti governativi che influenzano consolati e ambasciate. Non a caso, sono (e di gran lunga) i tre Paesi che si oppongono all’inserimento di ulteriori restrizioni ai russi.
Poi c’è una questione che riguarda i visti russi illegali, o eventuali reati. L’ambasciatore italiano in Uzbekistan, il nobile Piergabriele Papadia de Bottini (che avrebbe agevolato anche diversi ingressi di russi per il padiglione russo alla Biennale di Venezia), è stato arrestato in primavera in un’inchiesta della Procura di Roma perché avrebbe venduto visti a russi a cifre impossibili per russi normali (da 4 mila a 16 mila euro a persona), ma assolutamente fattibili per oligarchi, e siloviki, ossia gli uomini dei servizi russi.
Papadia per i pm aveva inserito nel suo ufficio una russa di 53 anni, residente in Bulgaria, di nome Tatiana Tarakanova, che aveva già lavorato con lui e dove? Al consolato italiano a Mosca. In questo modo sono entrati in Italia 97 nuovi russi. Di questi cento, un certo numero è legato ai servizi di Mosca, e sotto l’attenzione, ci dice una fonte, delle nostre agenzie d’intelligence.
(da “La Stampa”)
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