MELONI CONTRO MEDIASET PER LE ACCUSE A NORDIO
LO SPETTRO DEL SABOTAGGIO DEI BERLUSCONI DIETRO LE ACCUSE DI RANUCCI OSPITE DI RETEQUATTRO
E’ l’Otto settembre della civiltà. Una repubblica finisce nelle mani di Sigfrido Ranucci, Diego della Palma e Mauro Corona. Dice Meloni, dopo aver visto Rete 4: “E’ uno spettacolo indegno”. Ranucci, un volto Rai, va a Mediaset, da Bianca Berlinguer, a dire che “una fonte ci avrebbe detto di aver visto Nordio del ranch di Cipriani”, il compagno di Nicole Minetti, graziata da Mattarella. Nordio, informato, telefona in trasmissione e si difende: “E’ una follia. Non è vero”. In una rete Mediaset, della famiglia Berlusconi, si consente di calunniare un ministro attraverso Minetti, l’amica del padre Silvio, e tutto per raccogliere un miserabile tre per cento di share. Tre per cento. Il “ci avrebbero detto” è lo spirito del tempo. I quotidiani informano Nordio dell’esistenza di foto di lui e Giusi Bartolozzi all’Harry’s Bar di Venezia, di proprietà dei Cipriani, e la Rai invia una lettera di richiamo a Ranucci. Siamo in pieno notturno della ragione.
Questa è solo cronaca. E’ la cronaca che il comando è saltato ovunque. Otto settembre. Ranucci, volto Rai, di Report, si presenta nella rete avversaria, Rete 4, a “E’ sempre Cartabianca”, con ospite Mario Giordano, il diretto concorrente della domenica, per annunciare che “una fonte gli ha detto che Nordio… ”, e invita a guardare la prossima puntata di Report. Giordano, un eroe, consiglia agli spettatori di non fuggire perché se proprio dovete vederla: “Registratela”. Riassumendo: il rivale di Giordano si fa pubblicità con una notizia, non verificata, nella rete dove Giordano lavora. Ah, i vecchi e sani manicomi…
Berlinguer fa sponda con Ranucci, non lascia parlare Nordio, e commenta una notizia che destabilizza un governo come se si parlasse di bigodini e mai paragone ha più valore. Ospite in studio è Diego Della Palma, vestito come un domatore di tori, e Berlinguer gli passa la parola per commentare il caso Minetti-Uruguay. A Mediaset scoppia il panico ma il programma di Berlinguer è una zona franca e la condirettrice che dovrebbe vigilare, Siria Magri (e si fa per dire) il caso vuole sia assente. La zona Berlinguer è così franca che Mauro Corona, il Sartre con la fiaschetta, l’opinionista principe, si può permettere, in diretta, di sputazzare un bicchiere di latte senza che gli venga suggerito da Pier Silvio Berlusconi, dal direttore dell’informazione Mauro Crippa: torna in video quando hai digerito. Se Mediaset fosse la Rai, i cdr avrebbero già costretto, da tempo, Berlinguer a darsi una regolata, ma Mediaset è una grande famiglia. Dice Giordano, che incredulo è rimasto al suo posto mentre assisteva al Ranucci pasolianiano, al suo io so e ho una fonte a Montevideo, che “Mediaset è la mia casa e la casa si difende sempre”. Ovviamente c’è di mezzo la Rai. L’ad, Giampaolo Rossi, neppure è a conoscenza che Ranucci è in trasferta a Rete 4. In Rai basta avere un libro in uscita (e Ranucci lo ha) per andare ospite ovunque, anche alla sagra del carciofo ammuffito, ed è sufficiente comunicarlo alla direttrice dell’offerta informativa (non si sa di chi) Angela Mariella (area Lega). Non serve neppure l’autorizzazione. Per dare la cifra dello stato del paese va aggiunto che Ranucci, volto Rai, pubblicizza il suo libro a Mediaset dove a Giordano, volto di Rete 4, viene impedito. Ranucci attacca Nordio e scatta la controffensiva di FdI. Si cerca Giovanni Donzelli, si fa ponte con Nordio. Si chiede al ministro, che viene difeso anche in una nota interna del partito, “puoi smentire questa ricostruzione?”. Nordio conferma e telefona in diretta a Berlinguer. Meloni è piena di collera perché ci vede il dolo dei Berlusconi, la voglia di sabotare il governo. A Mediaset, e direbbe Ranucci, ce “lo avrebbero detto i soldati di Cologno”, squilla il telefono di Crippa, il direttore dell’informazione, e dall’altra parte gli viene riversato qualsiasi improperio: “Mediaset sembra La7”, “con Silvio Berlusconi non sarebbe accaduto”. Lo sconcerto di Mediaset è tale, e totale, anche fra i generali di corpo d’armata ma nessuno può dire nulla e non accade nulla malgrado la puntata abbia compromesso i rapporti con Meloni. E’ una fiasco in diritto commerciale (la puntata ha totalizzato il tre per cento), in diritto berlusconiano (offesa al padre), in diritto puro (la smentita in diretta). Il direttore dell’approfondimento Rai, Paolo Corsini, rimproverato da FdI perché non sa gestire Ranucci (al punto da proporre di sostituirlo con Francesco Giorgino) anche lui sarebbe all’oscuro dell’ospitata di Ranucci. Se le regole Rai, quelle vecchie belle frasi sull’importanza del servizio pubblico e delle notizie verificate, valessero (e ora c’è chi vuole valgano) Ranucci rischia la lettera di richiamo dei legali Rai. E’ partita ma, prima che arrivi, Ranucci sarà già ospite a Tele Montevideo. Dice il viceministro della Giustizia, Paolo Sisto, che è stato il legale di Berlusconi: “Siamo arrivati alle minacce in diretta, l’invito a guardare la prossima puntata. La menzogna ha sostituito gli ideali e la menzogna resta addosso”. Una battaglia sul garantismo di un governo, e tanto più di un partito come Forza Italia, viene mandata a male in una sera. Nordio, atteso alla Camera per un evento, rinuncia. Vogliono la sua testa perché sono convinti che se cade Nordio, cade il governo. Da mesi ogni telefonata che ha un deputato con i colleghi comincia con: “Ma Crosetto?”. Se non è Nordio resta Crosetto. Si vive così. Alla Biennale di Venezia è iniziato il processo a Buttafuoco. Sono stati inviati gli ispettori per sequestrare carteggi (oltre la Russia si cerca la combutta con l’Iran) per dimostrare la colpevolezza al di là di ogni ragionevole dubbio. Da ieri è cambiato il rapporto fra Meloni e Mediaset. Lo racconta FdI. I parlamentari hanno ricevuto l’ordine di prendersi una pausa di riflessione. Non andranno ospiti da Berlinguer. E’ già l’Otto settembre con Diego della Palma al posto di Alberto Sordi.
(da Il Foglio)
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