MINE VAGANTI. DAGLI AMICI RITROVATI GRILLO-DI BATTISTA AL DUPLEX VANNACCI-ALEMANNO, DAL TANDEM CALENDA-PICIERNO A ONORATO IN COPPIA CON L’EX IENA LA VARDERA: TUTTI GLI OUTSIDER CHE POSSONO ESSERE DECISIVI ALLE PROSSIME ELEZIONI
L’INCOGNITA DI MATTEO RENZI: STAREBBE ATTREZZANDO UN PIANO B CHE PASSA DALL’INGRESSO DI ALCUNI DEI SUOI NELLE LISTE PD MA NON DISDEGNA DI GUARDARSI ATTORNO, ESCLUDENDO A PRIORI SOLO L’APPRODO NEL CANTIERE DI ONORATO … LE MOSSE DI DIBBA, IL VANNACCI DI SINISTRA, E L’ATTACCO DI ONORATO A CALENDA: “OGNI VOTO DATO A LUI È UN VOTO MASCHERATO A GIORGIA MELONI…”
C’è il tandem degli amici ritrovati, Beppe Grillo e Alessandro di Battista, con l’ipotesi sempre più concreta che dietro la zampata del vecchio leone ferito contro il Movimento ci sia un viatico per la nuova creatura dell’eterna promessa mancata, e questo sta succedendo all’estrema sinistra.
Dall’altra parte, all’estrema destra, c’è la lepre che tutti inseguono, il generale Roberto Vannacci, che prova a dare forma e corpo al suo Futuro nazionale prendendo in casa una delle calamite della fu destra sociale dei primi anni Duemila, Gianni Alemanno.
E poi c’è il centro, affollato come non mai: l’ex «iena» (nel senso del programma tv) Ismaele La Vardera che entra con i galloni da presidente nel Progetto civico di Alessandro Onorato, ancorato al centrosinistra; la strana coppia formata da Carlo Calenda e Pina Picierno, due dei mille fuoriusciti dal Pd, che sta costruendo una lista riformista che insegue il 3 percento fuori dai due poli; e l’incognita di Matteo Renzi, che secondo molti starebbe attrezzando anche un piano B che passa dall’ingresso di alcuni dei suoi nelle liste democratiche ma non disdegna di guardarsi attorno, escludendo a priori solo l’approdo nel cantiere di Onorato.
«Noi comunque saremo decisivi. Ogni voto dato a Calenda, per esempio, è un voto mascherato a Giorgia Meloni. Mentre un voto a noi è indispensabile per far vincere il centrosinistra, come capitò alle ultime comunali di Roma. Se non avessi sostenuto Gualtieri, al ballottaggio sarebbe arrivato Calenda e la storia sarebbe cambiata», gongola tra i ricordi Onorato, convinto che di aver già costruito una rete di amministratori locali che «già ora, coi soli voti di Lazio, in Campania e in Sicilia, ci garantirebbe il 3 percento per entrare in Parlamento».
Se fosse il calciomercato, come qualche volta sembra, il super-assessore della giunta capitolina si attribuirebbe, grazie all’«acquisto» del siciliano La Vardera e all’accordo col suo movimento Controcorrente, la palma dell’uomo del mese. E le vacanze?
Dietro ogni biglietto andata e ritorno di un treno, dietro ogni carta d’imbarco, dietro ogni prenotazione alberghiera, c’è l’assillo di irrobustire la rete di quasi mille amministratori locali. «Mia moglie m’ha sgamato. Ha capito che ogni luogo di vacanza è stato scelto con finalità politiche…».
E poi ci sono le estreme. La conta di grillini della primissima ora e di delusi del nuovo corso contiano (nel senso di Giuseppe) messa in moto da Alessandro di Battista e, dietro le quinte, da Beppe Grillo; il cantiere avrebbe voluto pregiarsi del raggiungimento del numero di firme necessarie per un referendum contro il contributo pubblico ai giornali ma l’obiettivo è fallito.
È l’opzione che in tanti chiamano «Vannacci di sinistra». Quello originale, di Vannacci, sta saldamente all’estrema destra, inseguito dalla maledizione dei fedelissimi di Giorgia Meloni, convinti — come diceva un ministro qualche giorno fa — «che il generale prenderà parecchi voti ma molti di meno di quanti gliene accrediteremo fino all’ultimo secondo».
Ma sufficienti, forse, a spostare il traguardo come si fa con la recinzione dei tanti cantieri aperti. Un millimetro più in qua, un millimetro più in là. E in mezzo cambia tutto.
(da il Corriere della Sera)
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