PER LA FOGA DI ALLISCIARSI GIORGIA MELONI, “PIER DUDI” SI PERDE IL PARTITO: LE PAROLE SPREZZANTI DI PIER SILVIO BERLUSCONI VERSO TAJANI E GLI ALTRI VERTICI DI FORZA ITALIA (RITA DALLA CHIESA E MAURIZIO GASPARRI) AGITANO GLI AZZURRI, GIÀ DEBILITATI DALLE CONTINUE GAFFE DEL SEGRETARIO E DALLA GESTIONE LOCALE
MA ALTERNATIVE NON SE NE VEDONO: SE PIER SILVIO VUOLE UN NUOVO “FORMAT”, PERCHÉ NON SCENDE IN CAMPO DIRETTAMENTE? … LA CHIAMATA DI TAJANI CON MARINA BERLUSCONI
FI è un pentolone che ribolle di crucci, turbamenti personali e malcelati compiacimenti.
L’ala tajanea mastica amaro, ma ingoia il boccone. Quella fetta di partito che il vicepremier l’ha sempre mal sopportato invece pare appagata dai «colpetti» assestati da Berlusconi jr.
Tutti pubblicamente tacciono, però, e nessuno può sapere davvero se la sortita di Pier Silvio sull’ipotetico futuro in politica sia solo un modo di accarezzare l’idea, di vedere magari l’effetto che fa, o un progetto che tra un anno, un anno e mezzo, può sul serio mettere radici. «E con lui arriveremmo al 20%!», sparano i più entusiasti, con la garanzia del massimo riserbo
I più indaffarati a smorzare l’impatto dei «colpetti» del capo del Biscione sono gli uomini del segretario. L’ordine di scuderia è: minimizzare. Della serie: queste cose Pier Silvio le ha sempre dette.
Da fonti parlamentari vicine al capo della Farnesina trapela però una notizia: ieri l’altro, alla vigilia della presentazione dei palinsesti Mediaset, Tajani ha avuto una lunga e cordiale chiamata con Marina Berlusconi.
Quasi a suggerire un avvertimento della primogenita del Cavaliere sui marosi alle viste. Ambienti vicini alla presidente di Mondadori confermano sì la telefonata, ma smentiscono che Marina Berlusconi abbia avuto contezza di quanto avrebbe dichiarato il fratello l’indomani.
Di conseguenza questo argomento, con Tajani, di certo non è stato affrontato. La telefonata ha riguardato invece la battaglia sulla cittadinanza che si è intestato il leader azzurro. Lo Ius
scholae o Ius italiae, che però è stata derubricata ora dallo stesso vicepremier come una «non priorità». Su questo, Marina e Pier Silvio sembrano allineati.
Ma più della riforma, già moribonda da quando è stata annunciata un anno fa, a gettare scompiglio tra gli azzurri sono le parole con cui Pier Silvio ha bollato praticamente tutta la catena di comando di San Lorenzo in Lucina: «Servono nuovi leader».
Berlusconi junior cita Maurizio Gasparri, oltre a Tajani, e subito dopo Rita Dalla Chiesa, che pure in Parlamento è al primo giro e senza ruoli apicali. Ma il messaggio viene allargato ad altri, come il capogruppo a Montecitorio, Paolo Barelli, anni 71. Tajani però, raccontano nel suo giro stretto, non avrebbe in mente cambi di organigramma.
(da agenzie)
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