RIFORMA MEDICI DI FAMIGLIA, IL CENTRODESTRA AFFOSSA IL TESTO DEL SUO MINISTRO SCHILLACI
PD E M5S: “ENNESIMO DISASTRO, IL GOVERNO IMPLODE. A PAGARE SANNO ANCORA UNA VOLTA FAMIGLIE E CITTADINI”
Per il momento, il centrodestra resta in silenzio. Le opposizioni, invece, attaccano il
centrodestra per aver affossato la riforma Schillaci sui medici di famiglia. “Il governo implode”, “nuovo fallimento della maggioranza”, “ennesimo disastro”, attaccano Pd e M5S.
Ilenia Malavasi, deputata Pd e capogruppo in Commissione affari sociali chiede al ministro Schillaci “di riferire immediatamente in Parlamento sullo stato delle case di comunità, sui rischi di inadempienza rispetto agli obiettivi Pnrr e su quali strumenti alternativi intende mettere in campo, se ne è ancora capace, per garantire ai cittadini italiani una sanità territoriale degna di questo nome. Siamo di fronte allo spettacolo imbarazzante di un governo e di una maggioranza allo sbando e di un ministro commissariato – osserva – Il governo Meloni non è caduto su una proposta dell’opposizione. È imploso su un provvedimento che aveva costruito da solo, in casa propria, con le mani dei suoi ministri, dei suoi presidenti di Regione, dei suoi assessori. Schillaci spingeva. Rocca firmava. Bertolaso annunciava. E nel frattempo, a Roma, i parlamentari di FdI e Forza Italia lavoravano nell’ombra per far saltare tutto, con il sottosegretario Gemmato che, secondo quanto emerge, incontrava i sindacati medici per rassicurarli che la riforma non avrebbe visto la luce”. Anche per il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia “le divisioni nella maggioranza stanno affossando anche quella che doveva essere la riforma Schillaci sui medici di famiglia. E ora a rischio sono le Case di comunità e gli Ospedali di Comunità finanziati con le risorse del Pnrr. La destra è divisa, schiava di chi preferisce la privatizzazione della sanità, e una riforma che aveva avuto l’ok delle regioni ora viene affossata. È l’ennesimo annuncio che questo governo non realizza e a pagare saranno ancora una volta famiglie e cittadini. Sono al tutti contro tutti sulla pelle degli italiani. Per colpa del governo Meloni e delle sue divisioni rischiamo che risorse e investimenti importarti per rafforzare la sanità territoriale diventino inutili e sprecati – conclude Boccia – Si conferma che il bilancio di quasi quattro anni di governo Meloni è sempre lo stesso: tanti annunci, zero risultati e una sanità pubblica sempre più privatizzata”. E Ylenia Zambito, senatrice dem, aggiunge: “L’Italia aveva l’occasione di utilizzare le risorse europee per costruire una sanità più vicina alle persone. Oggi vediamo invece ritardi, divisioni e assenza di visione. È il bilancio di quasi quattro anni di governo: tanti annunci, pochi risultati e una sanità pubblica sempre più in difficoltà”.
Per il M5S si fa sentire Mariolina Castellone, vicepresidente del Senato e capogruppo del Movimento 5 Stelle in commissione Affari sociali: “Ancora una volta prevalgono i veti, le resistenze corporative e gli interessi organizzati, mentre i cittadini continuano a fare i conti con carenza di medici, servizi territoriali insufficienti e Case della Comunità che rischiano di rimanere scatole vuote. Il governo trovi il coraggio di scegliere l’interesse generale e di realizzare quelle riforme che tutti riconoscono come necessarie per garantire una sanità pubblica moderna, efficiente e vicina ai bisogni delle persone”. Per Castellone “il sostanziale fallimento della riforma della medicina generale, proposta dal ministro Schillaci e appoggiata dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, certifica l’incapacità di questo governo di affrontare uno dei principali nodi della sanità italiana”. E Andrea Quartini, deputato del M5S in commissione Affari sociali e
coordinatore del Comitato salute e inclusione sociale del M5S, aggiunge: “A poche settimane dalla scadenza dei progetti del Pnrr, lo scontro tra maggioranza e governo si tradurrebbe anche in un colpo di grazia per la riforma della sanità territoriale e delle case di comunità. Come se non bastassero i tagli al numero delle strutture e l’incapacità nel realizzarle, ora queste rischiano seriamente di restare senza personale, in sostanza delle scatole vuote senza la possibilità di erogare servizi. Un autentico disastro, l’ennesimo, che ricade sulla pelle dei cittadini”.
FdI e FI non commentano. Il dipartimento Sanità della Lega, invece, fa sapere in una nota che “da sempre ha espresso forti dubbi sulla riforma Schillaci delle cure primarie, impostata quasi esclusivamente sul cambio di tipologia contrattuale dei medici di famiglia e sull’obbligo di presenza nelle case della comunità. Da oltre due anni abbiamo depositato al Senato un disegno di legge concreto e pragmatico che punta a valorizzare le aggregazioni tra medici per offrire più servizi ai cittadini, ridurre drasticamente la burocrazia che grava sui professionisti e rafforzare l’assistenza territoriale di base, evitando così di intasare ulteriormente gli ospedali – si legge – Crediamo che la salute dei cittadini si tuteli con soluzioni operative e di buonsenso, non con imposizioni ideologiche o modelli rigidi che rischiano di lasciare vuote le strutture finanziate dal Pnrr. La Lega è pronta a lavorare per una vera riforma condivisa che metta al centro medici e pazienti, non la sola ridefinizione del contratto di lavoro”.
(da agenzie)
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