SALVINI SENTE CROLLARE LA TERRA SOTTO AI PIEDI E S’AGGRAPPA AL VIMINALE. I LEGHISTI DA GIORNI MARTELLANO SUL RITORNO DEL SEGRETARIO DEL CARROCCIO AL MINISTERO DELL’INTERNO AL POSTO DI MATTEO PIANTEDOSI (EX CAPO DI GABINETTO DI SALVINI PROPRIO AL VIMINALE)
IL SOGNO È TORNARE AI TEMPI DEL PRIMO GOVERNO CONTE, DOVE A SUON DI POST CONTRO I MIGRANTI E SEQUESTRI DI NAVI, IL FU TRUCE DEL PAPEETE PORTÒ IL PARTITO AL 30%. MA I TEMPI SONO CAMBIATI
Chiuso nel riserbo più stretto il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, nei giorni più difficili
in cui i leghisti continuano a pressare affinché il segretario Matteo Salvini prenda il suo posto al Viminale.
Mentre l’entourage del ministro continua a ripetere che non ha commenti da fare e che è «un prefetto al servizio delle istituzioni», lui, nel tardo pomeriggio, arriva nella masseria di Bruno Vespa a Manduria, dove da due giorni è in corso il tradizionale Forum. Nessuna intervista né partecipazione ai panel, a differenza di molti colleghi che si sono succeduti sul palco, viene accolto sotto il portale cinquecentesco dal padrone di casa e dal viceministro ai Trasporti Edoardo Rixi, che della Lega è segretario in Liguria.
È Rixi, davanti alle telecamere, a dire che «Piantedosi sta facendo bene, ma sicuramente anche Matteo Salvini è stato un ministro degli Interni, che ha dato una forte connotazione al tema della sicurezza, quando c’è stato». A chi gli chiede del possibile rimpasto, il leghista risponde: «Discuteremo con la premier, vedremo come fare». E sintetizza così il pensiero del suo partito: nulla contro il titolare del Viminale «ma» quel posto tocca a noi. Soprattutto ora che la leadership di Salvini è in discussione.
Appena 24 ore prima, durante l’inaugurazione di un parco giochi a Montefradane in provincia di Avellino, Piantedosi non aveva escluso la possibilità di una sua candidatura alle politiche del 2027: «Non lo so ma non è necessario, sono un
rappresentante delle istituzioni, sono un prefetto. Se dovesse essere utile e necessario fare qualcosa per la mia terra lo farò sempre e senza tirarmi indietro».
Il ministro cerca di mantenere l’aplomb, mentre il terreno gli frana sotto i piedi. Domani è atteso a Palermo, per presiedere il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, dopo l’escalation di intimidazioni agli imprenditori degli ultimi mesi.
Il Pd lo ha attaccato sugli organici delle Forze dell’ordine, Italia viva sul controllo del territorio. La «carenza forte di percezione di sicurezza», pochi giorni fa, era stata utilizzata anche dal vicesegretario nazionale della Lega, Claudio Durigon, per ribadire che «Piantedosi sta facendo un gran lavoro ma Salvini potrebbe incidere di più».
(da agenzie)
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