“TRUMP USA LA NOSTRA CITTÀ COME UN ESPERIMENTO PER MILITARIZZARE IL PAESE” : INTERVISTA ALLA SINDACA DI LOS ANGELES, KAREN BASS
“È VERGOGNOSO. NON SIAMO NEL CAOS DESCRITTO DAL PRESIDENTE, CHE STA PROVOCANDO DANNI ENORMI. SONO IN CORSO MANIFESTAZIONI IN LARGA PARTE PACIFICHE, PER PROBLEMI POLITICI SERI CREATI DALL’AMMINISTRAZIONE, MA SIAMO IN CONTROLLO”
Karen Bass è infuriata: «Donald Trump sta usando la nostra città come un esperimento,
per vedere fino a dove può spingersi nel violare la legge. Se sfonda qui, potrà farlo in tutto il Paese». Sono passate da poco le cinque del pomeriggio e, mentre nelle strade vicino al municipio continuano le proteste, la sindaca convoca un gruppo di giornalisti per un briefing nel Los Angeles Emergency Operations Center di Temple Street.
Come prima cosa dà la parola al capo della polizia Jim McDonnell, per smentire il presidente con la voce delle forze dell’ordine che lui pretende di difendere: «Non abbiamo bisogno dei militari per garantire la sicurezza della nostra città. Anzi, il loro arrivo senza alcun coordinamento con noi crea solo caos e problemi logistici». Chiarito questo, Bass riprende la parola per rispondere ai giornalisti.
Cosa sta succedendo nella sua città?
«Oggi l’Immigration and Customs Enforcement (Ice) ha condotto cinque raid per arrestare immigrati, uno davanti alla scuola di mio nipote. Stanno provocando caos e terrore, senza motivo. Ho parlato con i famigliari di alcuni sequestrati: una madre originaria del Guatemala, che cerca da giorni il marito e il figlio presi nella retata al magazzino Ambiance; una figlia che ha visto il padre portato via in manette e da allora non ha più saputo nulla. Non consentono neanche di comunicare con gli avvocati, violando la legge. Molti arrestati non sono illegali: vengono catturati mentre vanno negli
uffici dell’Ice, a completare le pratiche burocratiche per confermare il permesso di residenza. Così gli altri in attesa non vanno più, diventando illegali e deportabili».
Perché lo fa?
«Ha descritto Los Angeles come una città invasa dagli illegali, che ha bisogno dei militari nelle strade per liberarla. Vi pare questa la situazione? Sono avvenute proteste, per la maggior parte pacifiche, in un’area di poche strade intorno al municipio. È vergognoso. La verità è che ci sta usando per fare un esperimento: se riesce a violare impunemente la legge nella seconda città americana allora sarà libero di farlo ovunque».
Lo scopo è solo questo?
«E anche rovinare la nostra economia, perché sa che molti settori chiave dipendono dal lavoro degli immigrati. Così danneggia le persone, le famiglie e la nostra amministrazione».
Los Angeles è una città internazionale, che l’anno prossimo ospiterà la prima partita dei Mondiali di calcio e nel 2028 le Olimpiadi. Cosa dice al mondo che vi guarda?
«Non siamo nel caos descritto dal presidente, che sta provocando danni enormi. Sono in corso manifestazioni in larga parte pacifiche, per problemi politici seri creati dall’amministrazione, ma siamo in controllo».
Non è vero però che ci sono state violenze?
«Sì e le condanno con forza. Non hanno nulla a che vedere con chi si adopera onestamente per difendere i diritti degli immigrati. In base alle nostre indagini, le proteste sono nate in modo spontaneo, non provocate da agenti sovversivi. Però chi viola la legge viene arrestato. Non pensate di farla franca, se stasera tornate a casa liberi, perché vi troveremo, verremo a prendervi. Non escludo il coprifuoco
notturno per il centro della città, se diventasse necessario».
A questo scopo non sono utili Guardia nazionale e Marines?
«Sapete cosa stanno facendo i soldati? Su oltre 2.000 mobilitati, solo 300 vengono impiegati. Fanno la guardia davanti all’edificio federale vicino al municipio e quello di Westwood. Gli altri siedono in caserma a girarsi i pollici. A cosa serve aggiungere 700 marines a questi militari già inutili?».
Allora perché Trump li manda?
«Per fare scena. Vi dico solo questo: l’amministrazione ha pubblicato un messaggio di congratulazioni alla Guardia nazionale per aver riportato l’ordine prima ancora che i soldati arrivassero fisicamente a Los Angeles. Vi pare una cosa seria?».
(da agenzie)
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