Agosto 4th, 2010 Riccardo Fucile
L’APPEAL DEL PREMIER IN DISGRAZIA NON SOLO IN POLITICA, ORA LE DONNE LO SFRATTANO PURE DAL LETTONE DI PUTIN… DE MAGISTRIS RACCOGLIE IL 16%, MARONI SI FERMA AL 4%…IL SONDAGGIO REALIZZATO DAL SITO DI INCONTRI “GLEEDEN”
Proprio nel giorno in cui dai verbali della escort Terry de Nicolò, inviata speciale a
Palazzo Grazioli da suo noto procacciatore di affari barese, emerge l’immagine di ben tre donne nel lettone di Putin con il premier (sicuramente a recitare le poesi di Bondi), un sondaggio fa andare su tutte le furie Silvio Berlusconi.
Non si tratta del solito sondaggio tarocco che abitualmente commissiona per farsi rassicurare che il 101,7% degli italiani lo adora e che, in caso di elezioni anticipate, un partito di Fini prenderebbe un “meno 2,3%”.
Quello che lo ha fatto imbestialire è il sondaggio tutto al femminile compiuto, tra donne di età compresa tra i 35 e i 60 anni, da un sito per incontri extraconiugali, Gleeden, che vanta oltre 300.000 iscritti nel mondo.
In pratica donne specializzate e qualificate in materia, con tutte le credenziali per indicare “l’amante ideale” tra i politici italiani, l’uomo adatto per una scappatella, hanno fatto una pagella.
A queste esperte sono stati sottoposti i nomi dei nostri politici più in vista con connessioni non solo di “impatto fisico”, ma anche requisiti di attitudine alla leadership e dialettica raffinata, fascino maschile e capacità di seduzione mentale.
In verità , Bonaiuti ha cercato di nascondere il foglietto coi risultati del sondaggio alla vista del capo ancora intento col pallottoliere a verificare quanti voti gli mancano alla Camera per raggiungere la soglia di sopravvivenza, ma Silvio è uomo dalla vista lunga e ha intimato a Paolo di consegnarli il foglio.
Silvio è sbiancato alla lettura dei dati: lui ha raccolto solo il 3% di consensi e Nicki Vendola il 19%?
Ma come, un omosessuale dichiarato attizza di più le donne italiane di un macho come lui che ne accoglie a decine con tubino nero d’ordinanza a Palazzo Grazioli? Continua »
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Agosto 4th, 2010 Riccardo Fucile
LA RIUNIONE DI 88 DEPUTATI TRA FUTURO E LIBERTA’, UDC, API E MPA SEGNA UNA SVOLTA IN PARLAMENTO…. SBAGLIATO PARLARE DI UN TERZO POLO CENTRISTA PERCHE’ NON C’E’ UNA DESTRA AL GOVERNO, SOLO UN PARTITO DEGLI AFFARI… FINI SI ASTIENE SU CALIENDO PERCHE’ IL CAMPIONATO NON SI VINCE IN UNA PARTITA, SOLO DI PIETRO FA FINTA DI NON CAPIRLO
Sul caso Caliendo ha detto parole intelligenti Eugenio Scalfari nell’editoriale di domenica su “Repubblica”: in sintesi il “vecchio saggio” della sinistra italiana ha rimbrottato Di Pietro e Vendola che non sanno far altro che chiedere elezioni anticipate per “interessi di bottega”.
Scalfari fa notare che se si andasse a votare ora, con le divisioni che permangono nella sinistra, si farebbe solo un favore a Berlusconi.
Reclamare tafazzianamente il mito del voto vuol dire non comprendere che l’elettore da un lato non vede a sinistra ancora un’alternativa credibile al premier, dall’altro subire le conseguenze di un monopolio dei media tv in atto da mesi.
Scalfari quindi ritiene che al voto si debba andare dopo un periodo di governo tecnico e istituzionale che faccia decantare i miti berlusconiani e la sua longa manus su quasi tutti i Tg nazionali.
Non a caso i falchi del Pdl e Lega ogni giorno minacciano elezioni anticipate, un po’ per farsi coraggio, un po’ per intimidire i peones trasversali che temono per la loro pensione, un po’ perchè si illudono che Napolitano le conceda senza battere ciglio.
Speravano in fondo che i finiani votassero la sfiducia a Caliendo, ma il Gianfri non è fesso, sa di avere la golden share sul futuro del governo, ma non ha certo fretta, il tempo gioca a suo favore.
La si pensi come si vuole sul presidente della Camera, ma è indubbio che quanto ad abilità nel muoversi sembra la cavalleria contro un fante sfiatato. Ha già assestato i colpi necessari, non si gioca la crisi su Caliendo quando a ottobre può giocarsela sul processo breve, magari unito a qualche nuovo scandalo che potrà colpire quel Pdl che sembra sempre più un “partito della libertà vigilata”.
Ma Fini non ha rinunciato comunque a una mossa strategica: poteva astenersi coi suoi 33 deputati che Berlusconi non è riuscito a comprare, invece ha preferito coinvolgere Casini coi suoi 39, l’Mpa con 5, l’Api con 8 e i repubblicani con 2..
Totale: uno schieramento di 87 deputati definita “area di responsabilità ” e che promette di creare altri problemi al governo.
Con uno schieramento più ampio alle spalle, cresce la credibilità di Fini e diventa più facile aggregare altri transfughi del Pdl in un contenitore nuovo che garantisce più possibilità .
Più diminuisce il consenso al governo (e ciò accade nonostante i sondaggi taroccati che ci elargisce il premier), più l’elettorato moderato, di destra ma anche di sinistra, troverà uno sfogo elettorale credibile in un terzo polo “antagonista”, più il premier si vende alla Lega più aumenterà il consenso per Fini al centro sud, più il Pdl dimostrerà di proteggere gli inquisiti più si comprometterà .
Immagino già che qualcuno potrebbe obiettare: ma della destra cosa rimane? Provocatoriamente verrebbe da rispondere: sempre più di quello che attualmente esprime il governo attuale che di destra non ha nulla. Continua »
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Agosto 3rd, 2010 Riccardo Fucile
“IL GIORNALE” SOSTENEVA CHE LA CASA A MONTECARLO ATTRIBUITA A FINI ERA STATA VENDUTA PER 67.000 EURO…. IL PREZZO DI VENDITA E’ STATO INVECE DI 322.980,24 EURO: 40 MQ IN CONDIZIONI PIETOSE VALUTATA DA UNA SOCIETA’ MONEGASCA ESPERTA IN PERIZIE IMMOBILIARI PER 250.000 EURO… IL CECCHINO DALLA MIRA STORTA HA SBAGLIATO TRA PLUSVALENZE E PREZZO DI VENDITA
Oggi per “il Giornale” e “Libero” suona la campana a morto, niente più fuochi artificiali
a tutto tondo, ma messa da requiem con visi funerei di convenienza. Dopo aver sostenuto per giorni che la famosa casa lasciata in eredità da una facoltosa contessa ad An in quel di Montecarlo e che attualmente vede come affittuario, con regolare contratto, il cognato di Fini, era stata venduta a un prezzo irrisorio e ridicolo, ovvero per 67.000 euro a una società estera, oggi sono costretti ad ammettere che hanno scritto il falso.
Il cecchino che si era appostato sui tetti per impallinare il cofondatore del Pdl, ha sbagliato penosamente mira, confondendo, nel bilancio di An, la plusvalenza con il prezzo di vendita.
La cifra di 67.000 euro corrisponde infatti alla plusavalenza ricevuta dalla differenza tra la valutazione dell’appartamento e il reale prezzo di vendita che risulta agli atti.
I 40 metri quadri erano infatti ridotti in uno stato pietoso, dopo anni di abbandono, e quando i tesorieri di An ricevettero il lascito, fu loro cura farli periziare da una società specializzata per conoscerne il reale valore, affidandosi a una società specializzata del luogo.
Il valore presunto di stima fu di 250.000 euro, considerando la mole di lavori necessari per ristrutturare l’appartamento, ma gli amministratori di An riuscirono ugualmente a venderla per 322.980,24, come risulta da atto ufficiale di cessione.
Facendo quindi un affare, con relativa plusvalenza indicata a bilancio del partito.
Ovviamente da parte dei cecchini c’è stata una cauta ritirata, anche perchè la Bongiorno non scherza e la querela per aver dichiarato il falso costerà cara all’ufficiale pagatore. Continua »
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Agosto 3rd, 2010 Riccardo Fucile
ORA BASTA SPOT: GLI ELETTORI DEL PLD HANNO VOTATO PER LA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA, NON PER LE LEGGI AD PERSONAM, PER QUELLA DELLA SCUOLA E DELLA SICUREZZA, NON PER SOLI TAGLI CHE NE PREGIUDICANO IL FUNZIONAMENTO… PER LA LEGALITA’, NON PER UN “PARTITO DELLA LIBERTA’ VIGILATA”, PER UN’ITALIA UNITA, NON PER LA SECESSIONE, PER L’ETICA POLITICA NON PER I PUTTANIERI
La classe politica italiana nel corso del dopoguerra, quando litiga per le poltrone, ama usare il metodo apparentemente nobile di richiamarsi al programma.
“Entrerete a far parte della giunta?”, chiede il giornalista all’esponente locale di uno dei tanti partiti che pullulano nel nostro Paese.
Mai che dicano: “se ci danno un assessorato sì”, la risposta ipocrita è sempre fotocopiata: “dipende dal programma”.
Questa regola del richiamo al programma vale prima, per acchiappare la poltrona, e vale dopo per mantenerla.
Anche il premier è due anni che parla di “rispetto del programma”, salvo, in primo luogo, confondere quello del Pdl con quello della Lega e, in secondo luogo, fottersene.
Scendiamo nel dettaglio con una serie di esempi concreti.
1) Riforma della giustizia: sono due anni che abbiamo sentito solo parlare di legittimo impedimento, processo breve, lodo Alfano, tutti provvedimenti ad personam che servono al premier per scapolare da due processi.
Sarebbe questa la riforma dell’ordinamento giudiziario necessario per assicurare una giustizia più rapida?
2) Sistema carcerario: dopo due anni di chiacchiere, nulla è stato fatto.
Mai come ora, dopo l’ultimo indulto, gli istituti di pena sono cosi a tappo, con oltre 66.000 detenuti, una vergogna per un paese occidentale.
3) Riforma della scuola: tagli massicci di miliardi spacciati per riforma che hanno portato tanti istituti persino alla colletta tra i genitori per comprare la carta igienica, blocco degli scatti per 4 anni e meritocrazia propugnata proprio da colei che, per passare l’esame di Stato da avvocato, è andata a sostenerlo a Catanzaro.
4) Sicurezza: tagli di 3 miliardi di euro alle forze dell’ordine, questure con volanti ferme per mancanza di pezzi di ricambio, straordinari non pagati agli agenti, mancano persino le crocchette per i cani poliziotto, aumenti contrattuali di 10 euro lordi a chi rischia la pelle per la Casta.
Per un governo di centrodestra davvero un bel fiore all’occhiello
5) Immigrazione clandestina: lo abbiamo già scritto spesso, Maroni fa solo spot.
Circa 8.000 profughi in meno a Lampedusa, 300.000 irregolari in più in un anno arrivati comodamente in aereo e treno col visto turistico e mai più visti. Anche perchè per rintracciarli occorrerebbero agenti che non ci sono.
Molti stanno in ufficio a fare il lavoro che dovrebbe fare un civile.
Per non parlare dei 5 miliardi di dollari regalati a Gheddafi per fare il lavoro sporco sui profughi al nostro posto: una vergogna che ci ha gratificato di decine di condanne internazionali.
6) Nel programma del Pdl era forse prevista una legge sulle intercettazioni “formato bavaglio” a magistrati, forze dell’ordine e stampa libera?
Era previsto ridurre la possibilità di indagine per reati connessi alla criminalità mafiosa? Continua »
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Agosto 3rd, 2010 Riccardo Fucile
I DUE MAGGIORI SONDAGGISTI PARLANO DI “FUTURO E LIBERTA” COME DI UNA REALTA’ CON CUI FARE I CONTI… SE SI RADICA SUL TERRITORIO CON LE SUE STRUTTURE, E’ DESTINATO A CRESCERE ANCORA… IL PDL SCENDE AL 28,5%… L’ELETTORE DI FINI PROVIENE PER IL 55% DAL PDL, PER IL 22% DALL’ASTENSIONISMO, PER IL 15% DALLA SINISTRA
Quanto vale Gianfranco Fini in percentuale?
Ora che la divisione da Berlusconi è visibile a tutti, quanti voti prenderebbe alle elezioni
politiche la sua nuova formazione politica?
Nessuno può rispondere con precisione, perchè sono troppe le variabili da valutare all’interno di una situazione politica in costante evoluzione e in periodo vacanziero.
Ma se valutiamo i rilievi fatti da Renato Mannheimer e da Crespi Ricerche emerge un dato comune: Fini è intorno al 10% per entrambi.
L’Ispo di Renato Mannheimer vede un Fini che può arrivare al 10% se decide di correre da solo: se poi mettesse a punto una coalizione più ampia e aggregasse altre forse centriste, potrebbe tranquillamente sfondare il muro del 20%.
Crespi Ricerche è andato più a fondo, indicando anche le percentuali degli altri partiti, in caso si presentasse un partito di Fini.
Al presidente della Camera viene dato un prudente 9,5% sicuro, con forbice fino al 12%, mentre il Pdl scenderebbe al 28,5%, la Lega ferma al 12%, il Pd al 25%, Idv al 6,5%, Udc al 6%, sale Vendola al 5,5%, intorno all’1% i partiti minori.
Crespi ha poi sondato l’elettorato che nel 2006 votò per l’ultima volta per Alleanza Nazionale: il 48% sceglie ancora Fini, il 26% Berlusconi, il 17% la Destra di Storace che però oggi sta con il premier (e questo non gli giova al momento del voto), il 5% vota Udc e solo il 2% la Lega.
Dimostrazione quest’ultimo dato di quanto fosse fasullo il “teorema La Russa”, in base al quale i voti di An al nord sarebbero andati alla Lega.
Ma Crespi risponde a un’altra domanda: da dove vengono gli elettori di Fini? Per il 55% dal Pdl (quindi Fini non recupera solo gli ex An, ma pesca anche negli ambienti di Forza Italia), per il 22% dal mondo dell’astensione (dato molto rilevante) per il 15% dalla sinistra, per un altro 8% da Udc e Lega.
Vi sono poi molte variabili che giocano a favore di Fini: Continua »
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Agosto 2nd, 2010 Riccardo Fucile
L’ACCUSA E’ ATTIVITA’ ILLECITA PER OTTENERE VANTAGGI PER LA RICOSTRUZIONE POST TERREMOTO: EZIO STATI ERA GIA’ STATO CONDANNATO IN PASSATO PER FINANZIAMEMTO ILLECITO….LA FIGLIA DANIELA, ASSESSORE PDL ALLA PROTEZIONE CIVILE, ACCUSATA DI CORRUZIONE E INTERDETTA DALLA CARICA
L’ex assessore regionale abruzzese Ezio Stati (Dc e poi FI), padre dell’attuale assessore Daniela, e altre tre persone sono state arrestate nell’ambito di un’inchiesta coordinata dal procuratore della Repubblica dell’Aquila, Alfredo Rossini.
Sarebbero implicati in un’attività illecita “al fine di ottenere il vantaggio di essere inseriti nella lista di beneficiari per fatti e atti connessi alla ricostruzione post sisma del 6 aprile 2009”.
Ezio Stati, già condannato per finanziamento illecito ai partiti, era stato tesoriere della Democrazia Cristiana.
Nel 2000 era capogruppo regionale di Forza Italia ma fu costretto alle dimissioni perchè passò in giudicato la sentenza di condanna relativa alla precedente vicenda giudiziaria.
La figlia, Daniela Stati, assessore regionale alla Protezione civile, ambiente e rifiuti, è stata interdetta dalla carica e si è dimessa.
Gli altri tre coinvolti nell’inchiesta sono il compagno della Stati, Marco Buzzelli, al quale sono stati concessi i domiciliari, l’ex deputato di FI Vincenzo Angeloni, e Sabatino Stornelli, ex amministratore delegato di Telespazio e attuale amministratore delegato di Selex Service Management, società di Finmeccanica.
Per quest’ultimo è stao deciso l’obbligo di dimora nel Comune di Roma.
“Le indagini continuano a ritmo serrato, ci possono essere altri sviluppi – ha detto il procuratore Rossini, che ha spiegato che il reato ipotizzato è quello di corruzione . ”
L’assunto accusatorio è sostenuto da uno scrupoloso lavoro di riscontro che non consente lettura dei fatti alternativa a quella proposta al giudice per le indagini preliminari dell’Aquila”. Continua »
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Agosto 2nd, 2010 Riccardo Fucile
MENTRE BERLUSCONI IMBARCA TRE EX DINIANI PROMETTENDO POSTI DA VICEMINISTRO E PERSINO L’INQUISITO GRASSANO, SCARICATO DALLA LEGA, I FINIANI STANNO SELEZIONANDO LE ADESIONI… ENTRO UNA SETTIMANA OTTO EX FORZISTI ENTRERANNO IN “FUTURO E LIBERTA'”…. SI PARLA ORMAI DI 50 ENTRO FINE AGOSTO…E SUL TERRITORIO 322 CIRCOLI E 1.000 AMMINISTRATORI
Dai corteggiamenti ai consigli, dalle proposte di poltrone alle minacce: dando per
scontato che i finiani attualmente dichiarati ala Camera sono 33, alla maggioranza serve recuperare almenoo otto voti per non schiantarsi contro il muro della caduta del governo.
E’ così iniziata la “campagna acquisti” dei deputati mancanti che stavolta Berlusconi intende gestire personalmente, non fidandosi più (giustamente) di La Russa, Gasparri, Alemanno e Matteoli, rei di avergli sottovalutato le truppe finiane.
Dove pescarli?
Nei gruppi misti, nei piccoli raggruppamenti, persino tra gli inquisiti.
Ricevuta la porta in faccia sia da Casini che da Rutelli, ecco il premier incassare l’adesione, sicuramente “sofferta”, di tre apparentemente sconosciuti diniani: Daniela Melchiorre che ha già cambiato tre partiti, Italo Tanoni, Riccardo Villari, ex Uduer e Pd, e persino di Maurizio Grassano, subentrato a Cota, espulso dalla Lega e sotto processo ad Alessandria per truffa al Comune.
Porta in faccia dalla Poli Bortone che ha commentato: “Pdl partito della Libertà ? Certo, quella vigilata”.
Altrettanta chiusura dal Mpa di Lombardo.
Dietro la battuta di Roberto Menia di ieri : “C’è la coda per entrare in “Futuro e Libertà “, a tanti stiamo dicendo di no, ci teniamo a far entrare solo gente perbene”, c’è una realtà che si nota anche a livello locale. Continua »
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Agosto 2nd, 2010 Riccardo Fucile
PER FELTRI ERA GIA’ STATO CHIESTO IL RINVIO A GIUDIZIO DAL TRIBUNALE DI MONZA PER UNA QUERELA PER DIFFAMAZIONE PRECEDENTE… IL METODO BOFFO NON PAGA: CERCANO DI COLPIRE I FINIANI MA NON AZZECCANO UN COLPO
“Il presidente Fini non è titolare dell’appartamento, e non sono a lui riconducibili le società che hanno acquistato l’immobile. Del pari è falsa la notizia relativa alla cifra versata quale corrispettivo.
Sarà l’autorità giudiziaria ad acclarare la totale infondatezza di quanto divulgato e ad accertare la condotta diffamatoria”.
E’ Fabrizio Alfano ad affermarlo nella nota in cui il portavoce del presidente della Camera annuncia che “il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha conferito incarico all’avvocato Giulia Bongiorno di agire in sede legale contro ‘il Giornale’ e il suo direttore per aver pubblicato negli ultimi giorni una serie di notizie false e diffamatorie riguardo alla cessione da parte di Alleanza Nazionale di un immobile ubicato a Montecarlo”.
“Nonostante la falsità delle notizie e delle accuse già rivolte al presidente Fini da Vittorio Feltri – prosegue Alfano – in un editoriale del 14 settembre 2009 dal titolo ‘Il Presidente Fini e la strategia del suicidio lento’, per il quale è stato chiesto il rinvio a giudizio dalla Procura di Monza, ‘il Giornale’ e il suo direttore hanno ritenuto di proseguire la loro campagna diffamatoria nei confronti del presidente Fini e in un articolo pubblicato questa mattina, ‘Prime crepe nel muro di omerta’ sulla casa dei Fini a Montecarlo”, gli attribuiscono la titolarità dell’appartamento in Montecarlo, indicando anche la cifra alla quale l’immobile sarebbe stato venduto”.
Di qui la decisione di adire le vie legali, affinchè la verità venga accertata, mettendo a disposizione dell’autorità giudiziaria tutti i documenti e le testimonianze necessarie ad acclarare i fatti.
Dalle dichiarazioni del tesoriere di An, Francesco Pontone, e dell’ex capo della segreteria politica del partito, Donato La Morte, oggi responsabile della fondazione che cura il patrimonio immobiliare di An, emerge una semplice versione.
La famosa casa di 40mq lasciata in eredità ad An a Montecarlo era decisamente da ristrutturare e i fondi per farlo non erano nella disponibilità del partito. Continua »
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Agosto 2nd, 2010 Riccardo Fucile
UN’INCHIESTA DEL “SECOLO XIX” RIVELA CHE LA SCHEDA PERSONALE DEL TESORIERE DELLA LEGA, SEDICENTE LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE, INDICA ALL’UNIVERSITA’ DI GENOVA LA DICITURA “CARRIERA ANNULLATA” … LUI ALLORA SOSTIENE DI ESSERSI LAUREATO ALL’ESTERO, MA NON DICE DOVE… DUBBI PERSINO SUL SUO DIPLOMA
Sul sito web ufficiale del governo, Francesco Belsito, nominato recentemente
sottosegretario alla Semplificazione normativa, dopo la scomparsa di Maurizio Balocchi, ha fatto scrivere “laureato in Scienze politiche”.
Belsito è l’uomo nuovo della Lega in Liguria: 39 anni, da ragazzo animatore, buttafuori e organizzatore in discoteca, in politica debutta come autista e portaborse di Alfredo Biondi, in Forza Italia.
Poi diventa collaboratore di Balocchi, fino a subentrargli ora come segretario amministrativo vicario della Lega.
Oggi il quotidiano indipendente ligure “il Secolo XIX”, a firma Giovanni Mari, gli dedica un articolo non certo per le sue dichiarazioni politiche (per fortuna rare, visto che quando parla spesso commette autogol, come quando ha rivendicato posti per la Lega nelle fondazioni bancarie) e neanche per i gettoni che percepisce nel consiglio di amministrazione di Fincantieri.
Il quotidiano titola ” La laurea fantasma del sottosegretario Belsito”, raccogliendo e soprattutto verificando voci che provengono peraltro dall’interno della Lega stessa.
Fino ad ora c’era stato un tiro al bersaglio velenoso, ma sotterraneo, circa la sua laurea: diversi militanti leghisti, dice il Secolo XIX, la bollavano come una laurea fasulla, presa forse a Malta.
Ma Belsito ai suoi aveva detto che non era vero, l’avrebbe conseguita a Londra, dopo essersi iscritto all’Università di Genova.
Il giornalista è andato allora a verificare la sua scheda personale conservata nel cervellone dell’Ateneo genovese dove è apparsa la poco nobile dicitura: “Belsito Francesco, carriera annullata”.
Sempre secondo altre voci, il suo diploma di scuola superiore non sarebbe stato riconosciuto dalle leggi universitarie italiane e prtanto Belsito in realtà avrebbe solo la terza media.
A questo punto il giornalista ha chiesto direttamente all’esponente leghista una spiegazione, sentendosi rispndere: “E’ una storia vecchia, non era il diploma non riconosciuto, ma un timbro”(sic). Continua »
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