Novembre 6th, 2010 Riccardo Fucile
15 MILIONI DI EURO PER LA MANUTENZIONE CHE DOVEVANO SERVIRE A CONSOLIDARE GLI ARGINI, PULIRE I FOSSI E RIPARARE IDROVORE SONO STATI TAGLIATI DA GALAN E ZAIA… CALCOLATI IN 750 MILIONI DI EURO IL COSTO PER METTERE IN SICUREZZA IL VENETO, MA AL MINISTERO I TECNICI NON SONO NEANCHE RICEVUTI… LE LEGGI CI SAREBBERO, MA I SINDACI FANNO FINTA DI NULLA
Nel Veneto delle migliaia di sfollati nelle province di Verona e Padova, della città di
Vicenza allagata, dei 121 comuni gravemente colpiti dagli straripamenti, di un disperso a Caldogno per la piena del Bacchiglione, delle frane nel trevigiano e delle strade interrotte, si sono permessi lo stravagante lusso di tagliare perfino i fondi per la manutenzione ordinaria di fiumi e canali. E lo hanno fatto concentrando le sforbiciate proprio nelle zone ora più in sofferenza, Padova e Vicenza.
Da un momento all’altro, di colpo, hanno cancellato circa 15 milioni di euro sui 100 impegnati di solito per ripulire i fossi, tenere in efficienza le casse di espansione, consolidare gli argini e riparare paratie e idrovore.
E’ stata una decisione ponderata, presa addirittura con una legge, la numero 12 articolo 37, approvata dalla giunta uscente di Giancarlo Galan e sostenuta dalla stessa maggioranza di centrodestra che ora appoggia il leghista Luca Zaia.
L’intenzione dichiarata era quella di sgravare i cittadini da una tassa, i contributi che i proprietari di immobili fino a quel momento erano tenuti a versare ai Consorzi di bonifica per pagare lo smaltimento delle acque “meteoriche”, cioè le piogge.
Al posto dei cittadini, a tirar fuori i soldi, sarebbero stati i gestori dei servizi idrici integrati, per esempio le società degli acquedotti.
Ma fino a questo momento non hanno versato nemmeno un euro e alla voce manutenzione idrogeologica nei mesi passati sono mancati, appunto, 15 milioni.
Con questi quattrini si sarebbero evitati i disastri di questi giorni? Probabilmente no, ma forse i danni sarebbero stati più contenuti.
Di fronte all’esito disastroso dI quella scelta della giunta veneta, ora pare che tutti, maggioranza e opposizione, vogliano innestare una rapida marcia indietro, approvando un secondo provvedimento a correzione del precedente. Ma intanto il danno è fatto.
E mentre il Veneto vive uno dei momenti più dolorosi della sua storia recente, nessuno è ancora in grado di assicurare se alla fine la manutenzione ordinaria sarà rifinanziata davvero e per intero e soprattutto se saranno attuati gli interventi strutturali di prevenzione su cui a parole nei momenti di emergenza tutti concordano, ma che di solito vengono speditamente riposti nei cassetti appena rispunta il primo raggio di sole.
L’Unione dei Consorzi veneti di bonifica, che con i suoi circa 1.300 dipendenti, in prevalenza operai, è uno dei pochi organismi che fa qualcosa per impedire il peggio, curando come può i 6 mila chilometri di canali della regione, ha calcolato che ci vorrebbero circa 750 milioni di euro per ridare sicurezza agli abitanti.
Ma il presidente nazionale dell’associazione, Massimo Gargano, da mesi non riesce neppure ad accennare questi programmi al ministro, Stefania Prestigiacomo, da cui non è stato mai ricevuto.
E neppure riesce a discutere con un delegato tecnico, magari un direttore generale.
Al ministero non esiste più neanche una direzione specifica per la Difesa del suolo, è stata soppressa ed accorpata a quella per l’Inquinamento.
Fonti ufficiali dicono che la decisione è stata presa nell’ambito di una riorganizzazione complessiva degli uffici che prevedeva la riduzione delle direzioni da 6 a 5, con l’obiettivo di risparmiare.
Di fatto, però, in seguito a queste modifiche, i soggetti che dovrebbero avere scambi ripetuti e continui con gli uffici ministeriali sui temi dell’ambiente non trovano più nessuna porta aperta.
La faccenda è tanto più anomala perchè capita proprio nel momento in cui almeno sulla carta sarebbero disponibili i primi finanziamenti per gli interventi più urgenti, circa 1 miliardo e 200 milioni di euro dei Fas, i fondi per le aree sottoutilizzate, soldi in parte nazionali, ma soprattutto di provenienza comunitaria, da utilizzare con programmi concordati con le Regioni, i comuni e i Consorzi di bonifica.
Il presidente del Consiglio dei geologi, Antonio De Paola, in un voluminoso rapporto sullo stato del territorio redatto alcune settimane fa in collaborazione con il Cresme, il centro di ricerche economiche per l’edilizia, elaborando i dati Istat ha previsto che da ora al 2020 crescerà in maniera massiccia la popolazione nelle zone ad alto rischio sismico ed idrogeologico, circa 700 mila persone in più, in prevalenza immigrati, e metà si insedieranno proprio nel Nordest.
Alla domanda se l’evento è ineluttabile o se al contrario sarebbe possibile impedire che queste previsioni nefaste si avverino, risponde sconsolato che le leggi ci sarebbero e anche severe, ma nessuno, a cominciare dalla maggioranza dei sindaci, ha la minima intenzione di farle rispettare.
Grazie alla disinvolta disattenzione delle autorità locali negli ultimi 15 anni è stato costruito ed asfaltato un pezzo d’Italia grande quanto il Lazio e l’Abruzzo messi insieme.
Senza contare la marmellata delle case abusive spalmata su tutto il territorio nazionale.
E meno male che qualcuno ama ricordare l’efficienza leghista delle giunte del nord est
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Novembre 6th, 2010 Riccardo Fucile
“SIAMO UN MOVIMENTO POST IDEOLOGICO: QUELLO ATTUALE SEMBRA UN GOVERNO ANDREOTTIANO SENZA SOBRIETA'”… SI E’ DOVUTA CAMBIARE LOCATION PER IL NUMERO ENORME DI ADESIONI PERVENUTE… L’ENTUSIASMO DEI GIOVANI TRASCINERA’ ALLA VITTORIA I FALCHI?….IL MANIFESTO PER L’ITALIA
Occhi puntati su Perugia.
Su cosa Gianfranco Fini dirà dal palco.
Su cosa conterrà quel “manifesto per l’Italia”, ultimo passo prima del congresso di gennaio che consacrerà la nascita del partito di Futuro e Libertà . Due giorni che erano nati come un’assise di Generazione Italia e che invece si sono trasformati, in corsa, in un appuntamento sul quale si sono accesi i riflettori della politica nazionale.
Circa 6000 persone che hanno costretto gli organizzatori a trovare una sala più capiente.
Crece l’attesa su quello che Fini dirà dal palco domenica.
Si capirà se il presidente della Camera “staccherà la spina” al governo o continuerà in quello che il premier definisce un tattica di logoramento.
“Quello che mi aspetto di sentire è una visione per il futuro, che immagini una fase politica nuova, un’Italia normale” dice Gianmario Mariniello.
Ventott’anni, prima in An, poi vicecoordinatore campano del Pdl, Mariniello è alla guida di Generazione Italia, la fondazione che fa riferimento a Italo Bocchino.
Con i suoi ottocento circoli in tutta italia (gli iscritti si aggirano sui 20mila), Generazione Italia, che a Perugia confluirà in Fli, si appresta a diventare la spina dorsale del nuovo partito.
Per questo è utile capire da lui, reduce da un tour in tutta Italia, quali aspettative si concentrano su Perugia. “Ho girato l’Italia da Nord a sud e la gente si è stancata di veline e gossip: a Fini chiedono tutti di superare il berlusconismo. Ed è questa la nostra missione”.
Mariniello legge le statistiche e rivela come Generazione Italia porti in dote a Fli un 40% di persone che si affaccia alla politica per la prima volta.
Accanto a loro ex aennini e gente che viene da Forza Italia.
Mille di loro Fini se li troverà davanti sabato sera quando incontrerà la platea degli under 30.
Ma chi sono i giovani futuristi?
“Siamo un movimento post ideologico, tra di noi c’è gente che viene dall’Msi e persino dalla sinistra moderata. Alcuni di noi hanno creduto al sogno berlusconiano che però si è trasformato nel velinismo, ovvera la sua versione degradata. Con una battuta quello di oggi mi sembra un governo andreottiano senza sobrietà ”
“Siamo ragazzi che siamo stanchi di pensare che l’unica soluzione di crescita professionale è un volo di sola andata all’estero o che bisogna trovare un marito ricco – continua il direttore di Generazione Italia – Stanchi di veder l’Italia rappresentata da battute, spagnetti e mandolino. Vogliamo un paese normale. Lo chiedeva anche Massimo D’Alema anni fa. “La normalità è rivoluzionaria” ribatte Mariniello parafrasando un comunista come Antonio Gramsci.
Stando ai sondaggi di Generazione Italia, Fli sarebbe all’8%.
Ma, prevede Mariniello, il discorso di Fini potrebbe farà lievitare la percentuale.
E si torna così a quello che dirà il presidente della Camera a Perugia. Scoccherà l’ora della rottura?
“La gente non vuole andare a votare – frena Mariniello – e non si supera l’attuale fase politica solo facendo cadere il governo”.
Sarà , ma a leggere il web e le dichiarazioni di molti dirigenti di Fli, traspare come la misura sia colma.
A frenare, secondo alcune ricostruzioni, sarebbero le cosidette colombe di Fli, preoccupate per una rottura con il premier.
“La divisione non è tra falchi e colombe, ma tra chi lavora e chi si lamenta e non fa nulla – attacca il giovane dirigente – E comunque sto notando che ultimamente le colombe stanno diventando più falchi”.
Il motivo?
“Devono affrontare la platea di Perugia che nella stragrande maggioranza sarà composta da falchi”.
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Novembre 5th, 2010 Riccardo Fucile
OGGI E’ ANDATO IN ONDA IL SOLITO SPOT SULLA SICUREZZA, SPACCIATA PER STRETTA SULLA PROSTITUZIONE DI STRADA, ESPULSIONE DEI CITTADINI COMUNITARI, VIOLENZA AGLI STADI… IL PREMIER SI MISURA : “NESSUNO ALL’ALTEZZA QUANTO ME”
Certo che quanto a materiale per le trasmissioni satiriche di tutto il mondo, questo
governo ne fornisce a vagonate, più che di autocompattatori in Campania.
Nel giorno in cui Bertolaso toglie finalmente il disturbo, ritirandosi a vita privata, in modo da potersi dedicare alla sua cervicale e alle relative massaggiatrici, ecco il formidabile duo “Berlusconi-Maroni” che lancia la campagna elettorale direttamente sui vostri schermi.
In un attimo libero dai rispettivi impegni di corte, il primo specializzato nel ricevere pulmini di ragazze per le feste di palazzo, il secondo nel fornire consulenze legale “orali”, assistito dalla Isabella, oggi hanno insieme presentato l’ennesimo “pacco” sicurezza.
Investimenti economici per poter pagare la benzina alle volanti?
Pagamento degli straordinari agli agenti?
Rinnovo dei mezzi sfasciati o fondo per consentire ai funzionari di cambiarsi la camicia almeno una volta l’anno?
Elargizione di croccantini ai cani poliziotto per evitare che l’agente debba pagarli di tasca propria?
Saldo dei fitti arretrati delle questure prima che siano esecutivi gli sfratti?
Dimezzamento delle scorte ai politici che non si fila nessuno, neanche con uno sputacchio?
No, tranquilli, “foglio di via per le prostitute di strada”, quello che già era in atto due decenni fa e che ora viene riproposto come la panacea al decoro urbano.
Una presa per i fondelli, ma condita, diamogli atto, in chiave umoristica.
Silvio prende la parola davanti ai giornalisti e annuncia: “Adesso faremo la lotta alle prostitute in strada”.
L’italiano medio si piega dal ridere: “Ma non è meglio controllare quelle che fa entrare a casa sua?”
Poi Silvio si supera nell’auto-umorismo: “Nessuno è mai stato all’altezza quanto me”.
Che si riferisca alla sua statura? Ma quella fisica? O quella morale?
Ma ecco in soccorso Maroni che dopo aver combinato il casino della tessera del tifoso ora vuole estendere la flagranza di reato ai tifosi teppisti (già esisteva in passato, nulla di nuovo).
Non contento dice che ora si potranno espellere i cittadini comunitari nulla facenti che dopo tre mesi stazionano ancora in Italia: peccato che nessuno li andrà mai a cercare, come peraltro è accaduto in questi due anni, causa carenza di uomini e mezzi.
Badate bene, non di espulsione peraltro realmente si tratta, ma di “invito ad allontanarsi”: se uno non lo fa, in teoria potrà essere espulso.
E dov’è la novità ? Tanto chi lo trova più? E con che mezzi verrà accompagnato al suo Paese visto che non abbiamo neanche i soldi per cambiare la marmitta rotta della Volante?
Altro che teatrino della politica, siamo al lancio elettorale di fumogeni e gas asfissianti.
Ma il buon borghese militonto forzaleghista sarà contento: quando così esce la sera con la moglie non vedrà più “spettacoli indecenti” per strada, mentre per le “marchettare di livello” da 5.000 euro a botta che frequentano i palazzi della politica tutto rimarrà come prima.
Le prostitute batteranno in periferia o sulle provinciali, al massimo la sera dopo, quando la moglie è a casa, il buon borghese forzaleghista dovrà solo fare un giro più lungo per trovarle.
La finta destra oggi ha “battuto” (mai concetto fu più adatto) un colpo, per quella vera c’è ancora tempo.
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Novembre 5th, 2010 Riccardo Fucile
TUTTI QUELLI CHE HANNO CAPITO DEVONO URLARE LA VOGLIA DI SPARIGLIARE LE CARTE…. UN ARTICOLO DI FILIPPO ROSSI SU “FAREFUTURO” ALLA VIGILIA DI PERUGIA
C’è una sfida, davanti ai nostri occhi.
È quella di raccontare il respiro della storia, cogliere la trama degli eventi, delineare il futuro.
Ma è una sfida che non si può cogliere con uno sguardo vecchio, con mezzi e modi del passato.
Perchè cercare di raccontarlo con le regole della cronaca, quel respiro della storia, è un errore.
Ed è un errore che tanti, troppi “osservatori” stanno facendo in questi mesi. Senza capire (e senza far capire) quello che sta succedendo davvero. Parlano di uomini e non d’idee.
Si calano nei piccoli fatti, non negli “eventi” che plasmeranno il nostro domani.
Alla prima contestazione, agitano lo spettro degli anni Settanta.
Come se l’Italia fosse ancora quella, come se gli italiani non fossero cambiati, non avessero cambiato sguardo.
Alla prima polemica politica, snocciolano i retroscena, gli scandali e i contro scandali; si dilettano nel risiko del potere, sviscerano dinamiche che girano attorno a poltrone e strapuntini.
Senza vedere che le carte si stanno rimescolando, senza la capacità di immaginare che c’è altro, oltre alle poltrone, oltre agli strapuntini. Oltre ai politici. Oltre ai leader, anche.
Senza rendersi conto che stiamo per mettere un punto. Che stiamo per andare a capo.
E non è questione di nomi, di persone, di identikit, di alleanze e di cartelli elettorali.
È in gioco l’anima di un paese, il modo in cui una comunità civile si specchia, si legge, si racconta.
È in gioco il futuro della Politica.
Le nuove categorie, le nuove contrapposizioni, le nuove regole, forse.
Certo, all’epoca della società liquida è più difficile del solito individuare gli scarti epocali, cogliere il “senso” della storia.
Insomma, le attenuanti ci sono: niente manifestazioni quotidiane, niente carri armati per le strade, niente pensieri forti, niente slogan martellanti.
Niente di niente (anche se a qualcuno, forse, piacerebbe ritornarci, a quei bei vecchi tempi…).
Tutto è più difficile. È più “minimal”, per certi aspetti.
Richiede più pazienza, per essere capito. E meno paraocchi.
E così gli osservatori di professione, quelli che raccontano e non prendono parte, faticano a individuare quella che è, in sostanza, una rivolta generazionale.
Un’onda quasi sempre silenziosa che sta per mettere un punto, sta per andare accapo.
Un’onda che, come tutte le rivolte generazionali, sta ribaltando i paradigmi culturali. Un’onda che ha fame di nuovi orizzonti.
Tranne qualche eccezione, gli osservatori di professione, quelli che stanno alla finestra a guardare la gente che passa, che vive, che si incazza, che ride, che spera, non lo capiscono, questo rimescolamento delle carte.
Non capiscono il nuovo gioco che si sta preparando.
E cercano, a tratti anche disperatamente, di giocare la nuova partita con regole vecchie.
Si aggrappano al vecchio decalogo di una politica a gestione proprietaria, di una politica antiquaria e reliquiaria, che cerca di restaurarsi, di nascondere le rughe, di stuccare le sue crepe che sono sempre più profonde.
Una politica figlia dello strapotere televisivo, ancorata al tubo catodico e incapace di sopravvivere alla rivoluzione del web.
Questi signori, ci dispiace per loro, verranno travolti da questa marea tranquilla.
Che sta riscrivendo, dal basso e per il basso, la cultura dominante.
E la sta riscrivendo con una lingua tutta nuova, barbara, per dirla con Alessandro Baricco.
Incomprensibile per quella clas se intellettuale e politica che preferisce rimanere sorda. Vecchia dentro. E vecchia fuori.
Nonostante gli infiniti (e patetici) trucchi estetici a cui ha scelto di ricorrere.
È per questo che tutti quelli che hanno capito tutto, senza scriverlo, senza dirlo, devono urlare forte la voglia di andare accapo.
E di andare ancora accapo. E ancora. E ancora…
Per farla finita con una cultura congelata.
Con una cultura che non ha più nulla da dire.
Filippo Rossi
Farefuturoweb
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Novembre 5th, 2010 Riccardo Fucile
SI PENSA A UN COLLEGAMENTO CON L’INDAGINE SUL CASO DELLA MINORENNE MAROCCHINA: NON E’ STATO PORTATO VIA NULLA… I DOCUMENTI ERANO CUSTODITI ALTROVE, ORA SONO SEMPRE VIGILATI E “SCORTATI”
Qualcuno ha scassinato prima l’ufficio del presidente dei Gip, poi quello del magistrato
titolare delle indagini. Secondo la procura le due effrazioni sono collegate all’inchiesta sulle escort di Berlusconi
Assume connotati inquietanti e misteriosi il caso nato dalla vicenda di Karima El Mahroug, in arte Ruby, la giovane marocchina fermata per furto a fine maggio e rilasciata dopo le telefonate del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
Ci sono state, infatti, due misteriose effrazioni in due giorni negli uffici dei giudici titolari dell’inchiesta milanese sul giro di escort in cui sono indagati Lele Mora, Emilio Fede e Nicole Minetti.
I fatti risalgono alla seconda metà di agosto.
In un primo tempo è stato preso di mira l’ufficio del presidente dei giudici delle indagini preliminari di Milano: la porta è stata trovata forzata e l’unico armadio chiuso a chiave era scassinato.
Nell’ufficio non mancava niente, come se l’obiettivo fosse stato non un furto ma un’operazione di spionaggio.
Due giorni dopo l’incursione si è ripetuta, questa volta proprio nell’ufficio del giudice, una donna, che in quel momento era e che è tuttora titolare dell’inchiesta su Ruby.
Secondo quanto ha verificato oggi ‘L’espresso’ la Procura ha immediatamente collegato le due effrazioni al fascicolo su Karima El Mahroug e sul presunto sfruttamento della prostituzione. E da quel momento il fascicolo in questione è stato sottoposto a una “sorveglianza speciale”: anzichè passare per le normali cancellerie è stato sempre scortato fisicamente da un ufficiale di polizia giudiziaria in tutti i passaggi tra i diversi uffici dei Gip e della Procura.
L’ultimo caso di allarme spionaggio per le inchieste milanesi aveva riguardato l’indagine sul sequestro Abu Omar, quando la Procura decise di far sorvegliare di notte l’ufficio del pm Spataro che stava indagando sui servizi segreti.
La nuova inchiesta sul giro di escort di lusso era iniziata alla fine del 2009. Il nome di Silvio Berlusconi è comparso solo il 27 maggio di quest’anno quando il premier ha telefonato in questura per chiedere il rilascio dell’allora minorenne Ruby, fermata per furto: del fermo e del successivo intervento di Berlusconi però, la procura è stata informata solo con un’annotazione di polizia di fine luglio.
E adesso si scopre che in agosto qualcuno ha spiato i giudici.
Chi l’abbia fatto e con quali scopi è ancora un mistero.
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Novembre 5th, 2010 Riccardo Fucile
LA TESTIMONIANZA DI RUBY ALLA FESTA AD ARCORE: COME SI PUO’ PERMETTERE CHE, A CASA DI UN PREMIER, LE INVITATE SCATTINO FOTO E GIRINO FILMATI COL CELLULARE?…. RAGAZZE CHE AVEVANO GIA’ IN MENTE DI SFRUTTARE QUELLE FOTO NEL CASO NON AVESSERO OTTENUTO QUELLO CHE SI PROPONEVANO
Perchè la Roma politica ha così paura che nell’inchiesta milanese sul favoreggiamento della prostituzione dietro le feste di Arcore esistano fotografie o filmati, se anche ieri il procuratore della Repubblica Edmondo Bruti Liberati ha ribadito che agli atti non ve ne sono?
E quante sono le giovani donne che possono imbarazzare o mettere nei guai il presidente del Consiglio con immagini e video?
E quanto sono permeabili i controlli di sicurezza alle residenze del premier? Sono gli interrogativi suggeriti da un passaggio delle deposizioni rese come testimone al procuratore aggiunto Pietro Forno e al pm Antonio Sangermano dalla 17enne marocchina accompagnata il 27 maggio in Questura dopo essere scappata dalla comunità per minorenni nella quale era stata collocata dal Tribunale dei Minorenni di Messina, aver trovato asilo a Milano nella cerchia dell’impresario tv Lele Mora, ed essere stata fermata per un sospetto furto di 3 mila euro.
È infatti proprio la ragazza nordafricana, che dice di non aver avuto incontri sessuali a pagamento con il premier ma che afferma di aver assistito ad ardite performance sessuali nelle occasioni in cui fu ospite di feste a casa Berlusconi ad Arcore, a fare presente nei suoi verbali che alcune altre ragazze, partecipanti con lei a quelle occasioni mondane nel 2010, avrebbero praticato la tendenza all’autoscatto già inaugurata a Palazzo Grazioli (ad onta dei dispositivi di sicurezza del premier) da Patrizia D’Addario, Barbara Montereale e Lucia Rossini la notte dell’elezione di Obama nel 2008.
Ora la ragazza marocchina, che solo da pochi giorni ha compiuto 18 anni e i cui interrogatori sono al vaglio dei pm che ne soppesano sia talune conferme sia molte incongruenze, giura di non aver effettuato nè conservato foto o filmati: ma racconta che alle feste a casa di Berlusconi circolavano ragazze che invece fotografavano, eccome.
Anzi, quel che più conta, se si presta credito al racconto della giovane, è che a suo dire le altre scattavano foto o giravano video con i telefoni cellulari avendo già in mente un utilizzo futuro di quelle immagini (non è chiaro se ritraenti solo gli interni di Arcore o anche eventuali scene hard) nel caso in cui – dicevano – non avessero ottenuto ciò che si proponevano di ricavare da queste feste.
Se ciò fosse vero, suonerebbe cupi rintocchi per l’entourage del premier, esposto alla circolazione (se non commercializzazione) di numerose immagini in mano ad ancor più numerose ragazze.
Luigi Ferrarella Giuseppe Guastella
(da “Il Corriere della Sera“)
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Novembre 5th, 2010 Riccardo Fucile
LA VERA PARTITA GIUDIZIARIA NON SI GIOCA SULL’EVENTUALE ABUSO DI POTERE CHE NON PUNISCE PIU’ IL “DANNO POTENZIALE” (ART. 323 C.P.) O SUL REATO DI SFRUTTAMENTO DELLA PROSTITUZIONE… LA MINETTI SI ERA ASSUNTA L’OBBLIGO DI TENERE RUBY “A DISPOSIZIONE DEI PM E DI VIGILARE SUL SUO COMPORTAMENTO”: SE SCATTASSE PER LEI IL REATO DI FALSE DICHIARAZIONI E DI ABBANDONO DI MINORE, PER BERLUSCONI VI SAREBBE IL CONCORSO PENALE NEL REATO PER LA “MESSA IN SCENA”
I legali di Silvio Berlusconi guardano con preoccupazione alla posizione processuale di
Nicole MInetti, l’ex ballerina riminese, poi igienista dentale, poi consigliera regionale Pdl.
Ovvero a colei che la notte del 27 maggio fu spedita in questura a “ritirare” la minorenne marocchina Ruby.
Se infatti venissero contestati alla Minetti i reati di false dichiarazioni a pubblico ufficiale e di abbandono di minore, due ipotesi che emergono abbastanza chiaramente dalle indagini in corso, potrebbe scattare per il premier il reato di concorso.
La vera partita giudiziaria che si gioca a Palazzo di Giustizia non riguarda infatti le false piste di cui molti parlano.
Chi parla di “abuso di potere” non conosce la nuova formulazione dell’art 323 del codice penale che non punisce più il semplice danno potenziale, ma richiede il verificarsi di un “ingiusto profitto patrimoniale per sè” o di un “ingiusto danno per altri”.
Difficile sostenere che il premier abbia arricchito se stesso o danneggiato altri. La modifica del reato di abuso d’ufficio si deve tra l’altro al governo Prodi, con la legge del 16 luglio 1997.
Chi parla di “favoreggiamento della prostituzione” è altrettanto fuori pista: a verbale Ruby ha dichiarato di non aver avuto alcun rapporto sessuale con Berlusconi, mentre i soldi ricevuti sarebbero stati un aiuto per la sua difficile situazione personale.
Il vero pericolo invece deriva dal richiesto e ottenuto “affidamento provvisorio” della minorenne, con la quale la MInetti si è assunta “l’obbligo di tenerla a disposizione dei pm e di vigilare sul suo comportamento”.
Invece di ospitare a casa propria Ruby, la Minetti la affida immediatamente a una ragazza immagine brasiliana.
La stessa a cui pare l’affido era stato negato dalla Questura poco prima.
Se quindi emergesse che la Minetti in realtà si è prestata a una “messa in scena”, si configurerebbe per lei il reato di false dichiarazioni in atto pubblico (pena fino a 2 anni) e quello di abbandono di minore (pena fino a 5 anni).
E per il premier scatterebbe automaticamenti il reato di concorso penale con lei.
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Novembre 5th, 2010 Riccardo Fucile
LEGA STABILE AL 13,5%, IDV AL 5,8%, UDC AL 6,2%, SINISTRA E LIBERTA’ AL 4,8%, 5 STELLE AL 2,2%, LA DESTRA AL 2,4%, RIFOND. E C.I. ALL’ 1,4%, RADICALI ALL’ 1%…. LA FIDUCIA IN BERLUSCONI SCENDE DAL 40% al 37% , QUELLA NEL GOVERNO DAL 40% AL 38%
Futuro e Libertà festeggia il suo simbolo con un risultato di tutto rispetto: l’8%, in aumento rispetto al 7,6% di una settimana fa.
E’ quanto rivela il consueto Osservatorio Settimanale realizzato da Crespi Ricerche .
Continua il trend discendente del Popolo della Libertà , che crolla al 27%, rispetto al 27,8% precedente, tallonato dal PD, a quota 24,5%, in calo rispetto al 25% che aveva sette giorni fa.
Stabile la Lega al 13,5% (stessa percentuale).
In leggero aumento l’Udc al 6,2% ( aveva il 6%), tallonata da Di Pietro che guadagna quasi un punto in una settimana e si ferma al 5,8% (aveva il 5%).
Continua invece la marcia di Sinistra Ecologia e Libertà , che sale a quota 4,8 (rispetto al 4,5%).
Scendono al 2,2% il Movimento 5 stelle (aveva il 2,5%) e al 2,4% La Destra di Storace (dal 2,6%).
Primo partito d’Italia sempre quello degli indecisi, con il 39%.
Crolla la fiducia in Silvio Berlusconi, a quota 37% (aveva una settimana fa il 40%), distante ben tre punti dal governo al 40%, che comunque perde il 2% in una sola settimana.
E il caso Ruby deve ancora farsi sentire.
E’ invece Gianfranco Fini a guidare la classifica di fiducia nei politici italiani.
Il Presidente della Camera è a quota 41%.
Molto più indietro Nichi Vendola (32%), Pierferdinando Casini e Pierluigi Bersani al 31%.
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Novembre 4th, 2010 Riccardo Fucile
IL PREMIER ELENCA IL SOLITO LIBRO DEI SOGNI, SENZA IDEE INNOVATIVE E PARLA DEL SOLITO COMPLOTTO CONTRO DI LUI… BOCCHINO REPLICA: “DISCORSO DELUDENTE, DOMENICA SI DECIDE, MA NULLA PUO’ RESTARE COME ADESSO”..GRANATA:”DISCORSO SCONTATO E FUORI TEMPO MASSIMO”
«Il frazionamento dei partiti politici è il peggior guaio che possa capitare ad una
democrazia».
Silvio Berlusconi esordisce così nel suo intervento alla Direzione del Pdl.
Parlando davanti allo stato maggiore del partito – leggendo un testo scritto al posto del consueto discorso a braccio «perchè così ha deciso il partito» , il premier ha spiegato che d’ora in avanti ci saranno convocazioni regolari degli organi dirigenti e che l’obiettivo è aumentare la base di consenso arrivando a «un milione di iscritti».
Dal milione di posti di lavoro al milione di iscritti, insomma.
Berlusconi ha esordito con un affondo nei confronti dell’opposizione («mi attaccano perchè sanno che fino a che ci sono io non potranno mai salire al potere») e ha parlato di campagne mediatiche mirate a sminuire i risultati del governo che invece «ha lavorato come mai nessun altro prima».
Ha elencato quelli che a suo dire sono i tanti successi dell’esecutivo, insistendo tra l’altro sugli arresti di esponenti di spicco della criminalità organizzata, come se li avesse fatti lui («E visti i colpi che stiamo infierendo – ha fatto notare – , nessuno oggi può con certezza escludere che alcune cose che accadono siano frutto della vendetta della malavita»).
«Non faremo passi indietro – ha detto – bensì cinque balzi in avanti».
“L’Università ? Ci saranno risorse per la riforma. Il federalismo? Farà ridurre la pressione fiscale. La famiglia? E’ al centro della nostra azione. La mafia? Possiamo vincerla. Pensioni? Abbiamo fatto una riforma senza un’ora di sciopero. Fisco? Non tasseremo bot e casa. Giustizia? Riformarla è una priorità , entro fine mese sarà varato il testo condiviso”.
Chiuso il libro dei sogni un invito: «Cessino le polemiche e si interrompa quella che mi auguro non sia una strategia di logoramento del governo che non può essere accettata se si hanno a cuore gli interessi del Paese».
Poi un’esortazione diretta ai «ribelli» del centrodestra: «Se Futuro e Libertà ritiene esaurita l’esperienza di questo governo e non intende andare avanti lo deve dire con chiarezza e lo deve dire subito. Noi siamo pronti a raccogliere la sfida e andare subito alle urne” (pare vero…).
«Se volete archiviare Berlusconi dovete chiederlo al popolo, non potete farlo voi con una congiura di palazzo e non potete farlo perchè gli italiani non ve lo permetterebbero» ( ha già deciso per gli italiani)
“Discorso deludente figlio della debolezza, domenica si decide ma nulla può restare come adesso”.
Duro il commento del capogruppo di Fli Italo Bocchino al discorso pronunciato da Silvio Berlusconi alla direzione del Pdl.
Il Cavaliere ha sfidato i finiani: “Pronti a patto di Legislatura ma diteci subito se volete andare via. Nel caso la sfida è nelle urne”.
E Bocchino replica: “Ha riconosciuto l’esistenza della terza gamba nel Pdl? A Napoli si direbbe ‘e ci voleva la zingara?’. Berlusconi ha dovuto prendere atto della realtà , di una realtà che esiste dal 29 luglio e che è certificata dai numeri”.
Quanto alla minaccia elettorale il dirigente finiano non ha dubbi: “Le urne? decide il capo dello Stato”.
D’altra parte Bocchino già in mattinata aveva avvertito: “C’è una maggioranza alternativa per fare le riforme”.
Negativa anche la reazione di Adolfo Urso, coordinatore del comitato promotore di Fli: “E’ una reazione chiaramente difensiva, non completamente consapevole dei problemi e delle aspettative degli italiani. In questo senso la giudichiamo deludente”.
Fabio Granata, uno dei pasdaran finiani commenta: «Il discorso di Berlusconi è scontato e arriva fuori tempo massimo: noi siamo già entrati in una fase nuova, stiamo costruendo una alternativa per l’Italia. Da Perugia dove terremmo l’assise di Fli si aprirà una pagina nuova della politica italiana».
Indietro insomma non si torna.
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