Destra di Popolo.net

L’ELENCO DEI TAGLI (SOLTANTO) ANNUNCIATI

Maggio 24th, 2013 Riccardo Fucile

PICCOLI TRIBUNALI RESISTONO ANCORA, DECISO IL RINVIO DI UN ANNO… NULLA DI FATTO SULL’ABOLIZIONE DELLE PROVINCE

Smontare il poco che è stato già  fatto: la regola base cui si attiene scrupolosamente ogni nuovo Parlamento è destinata a segnare anche l’avvio di questa legislatura.
Ecco allora spuntare nella commissione Giustizia del Senato, presieduta dall’ex Guardasigilli del governo Berlusconi Francesco Nitto Palma, il rinvio di un anno dei tagli agli uffici giudiziari voluto dal precedente governo.
D’accordo il centrosinistra, che ha proposto la proroga: «Le norme hanno creato in vari territori disfunzioni pesanti e dubbi di legittimità  anche costituzionale», dice la proposta di legge di cui è primo firmatario l’ex magistrato Felice Casson.
D’accordo il centrodestra: «È un testo che crea molti problemi, ci sono diverse cose da fare e per questo serve tempo», dice il senatore pidiellino Giacomo Caliendo.
D’accordo con la proroga anche i grillini e perfino Scelta civica di Mario Monti, proprio il premier del governo autore della riforma che senza lo stop avrebbe tagliato 31 piccoli tribunali e 220 sedi distaccate.
Risparmio stimato, 17 milioni l’anno.
Difficile dire se siano più insormontabili i problemi tecnici che pure ci saranno, o invece le allergie politiche locali allo smantellamento di posti di lavoro pubblici.
Ma che dopo tre mesi di paralisi parlamentare si parta innestando la retromarcia, non depone proprio bene.
Del resto è un segnale perfettamente in linea con la conclusione della legislatura precedente, spentasi affossando la riformina delle Province.
Non era certo l’abolizione: un semplice accorpamento. Comunque avrebbe fatto risparmiare 500 milioni, sepolti in Parlamento sotto una irridente gragnuola di emendamenti.
Non possono dunque non far ripensare a quella storia le dichiarazioni di chi, oggi, torna a parlare di abolizione delle Province: sono gli stessi partiti che l’hanno affossata. Di più. Un mesetto fa, in barba al decreto «salva Italia» che a fine 2011 aveva comunque privato le Province dell’elezione diretta da parte dei cittadini, si è votato per il rinnovo del consiglio provinciale di Udine.
Quale migliore prova dell’esistenza di «nodi aperti» che secondo Graziano Delrio renderebbero complicata l’eliminazione di quegli enti, se non questa?
Lo stesso ministro degli Affari regionali si è spinto a rilanciare pubblicamente il federalismo. I suoi colleghi l’avranno guardato come un extraterrestre.
Perchè quella è una parola che non va più di moda da un bel pezzo.
Il federalismo è completamente arenato. A cominciare da quello fiscale, per continuare con quello demaniale e finire con i costi standard.
Già , chi se li ricorda più?
Eppure era il meccanismo pensato per farla finita con le siringhe pagate dagli ospedali del Sud il doppio che dagli ospedali del Nord.
Niente di così complicato: soltanto una cosa di buonsenso.
Ma chissà  perchè quando si tratta di risparmiare soldi pubblici diventa tutto difficile.
Così anche il piano di riordino degli incentivi industriali cui aveva lavorato l’economista Francesco Giavazzi, e per il quale inizialmente erano stati stimati risparmi di 10 miliardi l’anno, si è misteriosamente spiaggiato.
E pensare che il governo Letta non sa dove trovare i quattrini per gli sgravi fiscali, il taglio dell’Imu, il salvataggio degli esodati…
Altrettanto misteriosamente si arenano leggi alle quali tutti si dichiarano favorevoli.
Per trovare qualcuno che sia contrario alla riduzione del numero dei parlamentari bisogna andarlo a cercare con il lanternino.
Al Senato, nella scorsa legislatura, sono andati avanti per mesi a negoziare tagli e sforbiciatine.
Quando però si è arrivati al dunque, la riforma costituzionale è rimasta nel cassetto insieme all’abolizione del bicameralismo perfetto.
A un passo dal traguardo c’è sempre qualcuno che fa «più uno!», e magicamente tutto si ferma.
Nella fattispecie, il Pdl voleva accoppiare il taglio di deputati e senatori al presidenzialismo.
E l’accordo è evaporato.
Per la riforma elettorale, invece, non c’è stato nemmeno bisogno di rilanciare. A nulla hanno portato 46 disegni di legge e 24 proposte di iniziativa popolare: il Porcellum nessuno lo voleva cambiare.
Nè ora le prospettive sono migliori, com’è chiaro dalle inconcludenti schermaglie cui stiamo assistendo. Se avremo un sistema elettorale meno indecente di quello attuale sarà  solo dopo che la Consulta ne avrà  decretato l’illegittimità  costituzionale.
Ma non aspettiamoci miracoli nemmeno su altri fronti. E ce ne sono davvero tanti.
Del tutto escluso, per esempio, è che si possa assistere a qualche inasprimento delle misure anticorruzione, magari con l’introduzione del falso in bilancio o del reato di autoriciclaggio: le norme approvate in Parlamento prima delle elezioni sembrano un brodino tiepido.
E anche se il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando ha rivelato un «accordo con il ministro dell’Agricoltura Nunzia Di Girolamo» per riprendere il tema della limitazione al consumo di suolo aperto la scorsa estate con un disegno di legge dell’ex ministro Mario Catania (sperduto anch’esso nei cassetti rigonfi di buoni propositi), su quel fronte siamo ancora alle pie intenzioni.
Idem sulle norme relative alla natura giuridica dei partiti, che riguardano un articolo della Costituzione (il numero 49) mai attuato compiutamente in 65 anni: l’iter della legge quasi in dirittura d’arrivo pochi mesi fa si è esaurito insieme alla legislatura e le proposte sfornate questi giorni assomigliano più a un tentativo di mettere il dito nell’occhio di Beppe Grillo che alla soluzione del problema.
Per non parlare poi delle tante riforme arrivate a un passo dall’approvazione e mai diventate legge, dalle adozioni al testamento biologico, al divorzio breve.
Talvolta, però, la paralisi non è colpa della cattiva volontà  dei politici.
Dipende dalle decine di norme attuative che non vedono la luce rendendo inapplicabili i provvedimenti.
Quando non da indolenze locali, spesso per cause impalpabili.
Un caso? La liberalizzazione delle farmacie.
Il decreto Monti prevede l’apertura di 4.500 nuovi punti vendita tramite gare a cura delle Regioni. Doveva concludersi tutto lo scorso 24 marzo. Ma non è successo ovunque.
Nel Lazio siamo ancora a carissimo amico: sostengono che il termine del 24 marzo non era perentorio…

Sergio Rizzo
(da “il Corriere della Sera“)

argomento: Politica, Provincia, sprechi | Commenta »

IL TAPIRO STAVOLTA LO PRENDE EZIO GREGGIO: STIPENDIO PAGATO ALL’ESTERO

Maggio 24th, 2013 Riccardo Fucile

IN QUATTRO ANNI MEDIASET HA SBORSATO 23 MILIONI DI EURO PER IL VOLTO DI “STRISCIA”: VANNO TUTTI IN IRLANDA E A MONTECARLO, 15 A LUI, 8 A UNA SOCIETA’ CON SEDE   A DUBLINO

Di ramanzine a personaggi più o meno noti, Ezio Greggio ne ha fatte un bel po’. Maghi truffaldini, terapeuti imbroglioni, politici beccati in fuori onda imbarazzanti.
Il prossimo Tapiro d’oro, però, potrebbe meritarselo proprio lui, dopo 25 anni passati alla conduzione di Striscia la notizia.
Perchè il suo caso è tra quelli che stanno suscitando l’interesse dell’Agenzia delle entrate.
Per aggiudicarsi le sue battute e le sue frecciate irriverenti, Mediaset ha speso negli ultimi quattro anni più di 23 milioni di euro, parte dei quali sono finiti a una società  con base in Irlanda.
E da valutare, per l’agenzia, c’è soprattutto la residenza dello showman, che non si trova a Milano o nelle vicinanze di Cologno Monzese, ma in uno dei paradisi fiscali più prossimi a casa nostra, il principato di Monaco.
Vicino sì, ma da Montecarlo agli studi tv della famiglia Berlusconi — ragionano gli ispettori del Fisco — sono sempre più di 300 chilometri ad andare e altrettanti a tornare.
Un bel viaggio da fare per ognuna delle oltre 160 puntate all’anno che Greggio conduce a Striscia.
Insomma, di tempo nei dintorni di Milano, deve passarne parecchio, soprattutto nei mesi in cui il tg satirico è affidato a lui.
Ci sono poi da fare i promo, le riunioni con gli autori e con la produzione, ogni tanto pure qualche prova.
Il contratto con Mediaset, poi, oltre a Striscia comprende anche le ospitate a Paperissima, una fiction e trasmissioni serali come Veline, andata in onda l’estate scorsa.
Per ogni partecipazione di Greggio a Striscia, la società  Rti del gruppo Mediaset spende intorno ai 24mila euro.
La cifra va moltiplicata per tutte le puntate di un anno e poi vanno aggiunte le altre presenze sullo schermo.
Così nelle quattro stagioni che vanno dal 2009 al 2013 Greggio è costato a Rti oltre 23 milioni di euro.
Di questi, più di 12 milioni sono stati versati direttamente a lui per le trasmissioni e quasi 2,5 per l’esclusiva.
Mentre altri 8 milioni sono finiti alla Wolf Pictures Ltd, una società  con sede a Dublino, in Irlanda, in cui in passato ha lavorato anche Leonardo Recalcati, una vecchia conoscenza con cui Greggio ha collaborato nel 2011 per produrre ‘Box Office 3D — Il film dei film’, la sua ultima fatica cinematografica da regista.
Alla Wolf Pictures Ltd Greggio ha ceduto tutti i diritti di sfruttamento economico della sua immagine, che poi sono stati venduti a Mediaset.
Un triangolo su cui l’Agenzia delle entrate vuole vederci più chiaro. Come sulla residenza a Monaco, grazie a cui Greggio può cavarsela con una ritenuta alla fonte del 30 per cento su quanto ricevuto da Mediaset, invece di versare nel nostro Paese imposte con aliquote che per importi così elevati superano il 40 per cento.
La residenza monegasca, tra l’altro, non vale a Greggio solo vantaggi fiscali.
È capitato infatti che per partecipare a una puntata di Paperissima, ai 60mila euro di cachet ne siano stati aggiunti 25mila per le spese di viaggio da Monaco, 600 chilometri davvero ben pagati.
Greggio non è il primo vip che attira l’attenzione del Fisco.
Tra gli altri, nel 2008 Valentino Rossi ha dovuto firmare un accordo da 35 milioni di euro per chiudere il contenzioso con l’Agenzia delle entrate che gli contestava la residenza londinese.
Luciano Pavarotti invece ha sostenuto di essere residente a Montecarlo, finchè nel 2000 ha dovuto rimborsare all’Erario 24 miliardi delle vecchie lire.
Da Greggio, per ora, nessun commento: il suo cellulare ieri ha suonato a vuoto per tutto il giorno, nè gli sms hanno avuto risposta.
È all’estero, fanno sapere dalla Greggio Comunicazione di Milano, l’agenzia della sorella Paola.
In ogni caso, nulla dovrebbe accadere a Mediaset, che nel contratto si è fatta garantire dall’artista una manleva nel caso di sanzioni fiscali per sue dichiarazioni false.
Ma il Gabibbo, di certo, una bella predica non la risparmierebbe.

(da “Il Fatto Quotidiano”)

argomento: Costume | Commenta »

EPIFANI: “OGNI AVVERSARIO VA BATTUTO POLITICAMENTE”

Maggio 24th, 2013 Riccardo Fucile

IMBARAZZO NEL PD SULL’INELEGGIBILITA’, MA IL SEGRETARIO FRENA

«Certo, l’Abc della politica è che gli avversari vanno combattuti e sconfitti politicamente, detto ciò in questo momento abbiamo tutti molto più a cuore i problemi della crisi e dell’economia, quindi non ho neanche avuto modo di leggere le motivazioni della sentenza. Comunque sul nodo dell’eleggibilità  sentirò i pareri dei membri della Giunta che dovranno pronunciarsi nel merito».
Guglielmo Epifani è consapevole che la sentenza di Milano pone un ulteriore problema a chi è costretto a condividere le sorti del governo con il Cavaliere, ma ai suoi interlocutori in queste ore fa capire quale sarà  la linea che terrà  il partito.
È una posizione che trova d’accordo anche i più anti-berlusconiani come Rosy Bindi, che pure non fanno mistero di quanto sia difficile portare la croce delle larghe intese. Una linea che già  è stata espressa dal capogruppo alla Camera Roberto Speranza, mentre il suo omologo al Senato, Luigi Zanda, ha più volte chiarito di aver personalmente sempre ritenuto che Berlusconi fosse ineleggibile.
E quindi, se un fedelissimo di Enrico Letta come il presidente della commissione Bilancio Francesco Boccia si augura che la sentenza di Milano non abbia «ripercussioni sul governo», è ben comprensibile la cautela del segretario che sa di muoversi su un crinale delicatissimo: nel suo partito l’imbarazzo si taglia a fette, ancor più di fronte alla lettura delle motivazioni della sentenza sui diritti Mediaset, che per i 5Stelle «rafforza la necessità  che sia dichiarato ineleggibile», come sostiene la capogruppo Roberta Lombardi.
Detto questo, Epifani non teme di finire nel mirino dei grillini su un voto delicato come quello che si prospetta di qui a qualche settimana nella Giunta per le elezioni del Senato.
«Perchè dico sempre che noi dobbiamo mantenere una nostra identità  e un partito serio fa così senza farsi trascinare nelle polemiche».
Insomma, si tratta di un «problema affrontato altre volte e in ogni cosa va mantenuta una certa coerenza, si sa che fanno giurisprudenza i pareri già  espressi in passato».
Nel merito, Luciano Violante, già  presidente della Camera negli Anni 90, fa notare infatti che una cosa è l’ineleggibilità  di cui si parla a proposito di Mediaset, altra cosa sarebbe una condanna eventuale della Cassazione, che comporterebbe cinque anni di interdizione dai pubblici uffici: sono due problemi ben diversi, perchè rispetto alla legge sull’ineleggibilità  dei titolari di concessioni dello Stato, siccome il titolare non è lui, noi ci siamo sempre comportati nello stesso modo ogni volta, dal ’92 al 2008. E se la coerenza di un partito è il fondamento della sua credibilità , bisognerebbe essere coerenti anche questa volta».
Ma tra i senatori la fibrillazione sale e l’ex magistrato Felice Casson, uno dei nove membri che il Pd annovera nella Giunta per le elezioni, fa notare subito che «ora ci sono fatti nuovi che vanno valutati bene: e a chi in questi giorni sosteneva che non c’ era nulla di nuovo sull’ineleggibilità , invito a leggere le motivazioni della Corte».
A dare un’ idea di quanto i Democratici siano in affanno è la Bindi, perchè «certo, il problema dell’ineleggibilità  si pone e ogni fatto che ci rimette davanti alla contraddizione di Berlusconi rende più difficile e complicato tutto, sia la tenuta del governo, che le decisioni da assumere».
Ma la «pasionaria» del Pd se la prende con i «falchi» del Cavaliere, in quanto «non sono solo le motivazioni particolarmente eloquenti, dove il conflitto di interessi è fotografato nella sua forma più odiosa, bensì gli attacchi alla magistratura che minano la stabilità ».
Comunque sia, «è inutile girarci attorno, dal punto di vista politico Berlusconi è in una posizione di ineleggibilità ».
E se Nicola Latorre sostiene che «va fatta con urgenza una legge sul conflitto di interessi», la Bindi conviene che «il vero problema è questo: non abbiamo avuto la forza di rimuovere un macigno nella vita democratica del paese e questa responsabilità  ce la trascineremo dietro».

Carlo Bertini

argomento: partito del popolo della libertà, Partito Democratico | Commenta »

NEL PD SI DISCUTE SUL CASO INELEGGIBILITA’: CASSON LANCIA IL BLOCCA-PRESCRIZIONE

Maggio 24th, 2013 Riccardo Fucile

IL SENATORE DEMOCRATICO: “DOPO L’APPELLO I PROCESSI NON DEVONO SCADERE”

«Potrebbe essere la chiave di volta». Dice così il senatore democratico Felice Casson quando legge la notizia delle motivazioni dei giudici di Milano sul caso Mediaset. Giusto in quei minuti è alle prese con la proposta di legge per cambiare radicalmente il meccanismo della prescrizione.
Per bloccarne la corsa se, in un processo, è già  stata pronunciata la sentenza di appello.
Una proposta che, se fosse stata già  legge, avrebbe cancellato subito la prescrizione del caso Mediaset, in scadenza nel giugno 2014.
Casson, componente della commissione Giustizia del Senato, ma anche della giunta per le autorizzazioni, convinto che la legge del ’57 sul conflitto d’interessi è da leggere in chiave anti-Berlusconi, resta fortemente impressionato dalla decisione di Milano. Non dice di più.
Ma la sua reazione lascia intendere che, dopo quelle 194 pagine, anche la battaglia dell’ineleggibilità  del Cavaliere al Senato potrebbe avere un corso diverso da quello disegnato fino a oggi.
Soprattutto all’interno del Pd dove, negli ultimi due giorni e soprattutto dopo la presa di posizione del segretario Guglielmo Epifani, pareva prevalere la tesi che Berlusconi va combattuto sul piano politico e non su quello giudiziario.
E soprattutto che i precedenti pronunciamenti su di lui alla Camera – ovviamente favorevoli alla sua eleggibilità  – vanificano l’ulteriore tentativo su cui il partito di Grillo ha concentrato le energie al Senato.
Ma adesso la storia potrebbe cambiare.
Le motivazioni di Milano potrebbero rappresentare quel «fatto nuovo» di cui andava in cerca la Pd Doris Lo Moro proprio per modificare indirizzo rispetto al passato.
Ora, come lascia intendere Casson, è scritto nero su bianco in un atto giudiziario che, pur formalmente fuori dall’azienda, Berlusconi ha continuato a prendere le decisioni che contano.
Tanto forte e documentata è questa convinzione da portare alla pesante condanna del Cavaliere in bendue gradi di giudizio.
Un fatto nuovo, inequivocabile, destinato per forza a pesare sui delicati equilibri nella giunta.
Dove, ovviamente, il Pdl respingerà  la richiesta del M5s, ma dove tutto dipende da cosa farà  il Pd.
Ovviamente, sul fronte Pdl, la valutazione di Casson viene stroncata come «il giudizio di una ex toga di sinistra che vuole a tutti i costi cacciare Berlusconi, tant’è che adesso modifica anche il meccanismo della prescrizione ».
Casson replica a stretto giro: «Non è affatto così, tant’è che la mia proposta contiene anche una norma transitoria che impedisce di applicare la futura legge ai processi “per i quali sia già  stata pronunciata sentenza di primo grado”».
Se, per ipotesi, la legge, che smonta del tutto la famosa legge Cirielli approvata nel 2005 dal governo Berlusconi per accorciare la prescrizione, fosse approvata prima della fine del caso Mediaset, essa comunque non avrebbe effetti, non fermerebbe l’orologio.
Casson ha già  depositato il testo in commissione Giustizia.
Tre articoli, il primo sulle fasce temporali legate all’entità  della pena, il secondo sui casi di sospensione, il terzo sulla norma transitoria.
Il calendario dipende dal presidente Francesco Nitto Palma.
Ma tutto lascia intendere che la trattazione non sarà  sollecita.

Liana Milella
(da “La Repubblica”)

argomento: Partito Democratico, PD | Commenta »

E IL CAVALIERE ORA CAMBIA STRATEGIA: TONI BASSI, L’OBIETTIVO E’ LA CASSAZIONE

Maggio 24th, 2013 Riccardo Fucile

LA CONDIZIONE POSTA DAL PROF. COPPI PER DIFENDERE IL CAVALIERE IN CASSAZIONE: BASTA ATTACCHI AI GIUDICI

«Perchè hanno usato quei toni così duri? Perchè infierire tanto? Tutto questo non lascia presagire nulla di buono per il futuro ». Silvio Berlusconi rientra a Palazzo Grazioli in vista del comizio di oggi pomeriggio al Colosseo al fianco di Alemanno, incontra i suoi legali, poi Verdini e alcuni dirigenti Pdl e confessa tutta la sua preoccupazione, dopo la lettura in sequenza delle motivazioni della Cassazione (sul mancato spostamento a Brescia dei procedimenti di Milano) e quelle della Corte d’Appello (per la condanna Mediaset).
Pronunciamenti attesi, ma non in questi termini.
Una escalation che induce ancora una volta il Cavaliere a parlare in privato di «assedio giudiziario» ai suoi danni.
«Perchè la Cassazione ricorda la mia definizione di “giudicesse femministe e comuniste” riferita alle toghe che hanno deciso sull’assegno di separazione per Veronica? Quello era il Tribunale civile, cosa c’entra?»
Chiede con insistenza il leader Pdl agli avvocati Ghedini e Longo. È un’agitazione che si proietta sul futuro.
Perchè quella medesima Corte di Cassazione sarà  chiamata a pronunciare il terzo, ultimo, decisivo giudizio nel processo Mediaset da qui a un anno.
Sentenza nella quale parecchio confida il Berlusconi condannato a quattro anni e cinque di interdizione dai pubblici uffici.
Ma se questi sono i chiari di luna, il quadro si fa fosco. Per non dire delle possibili ricadute politiche sul Pd alleato di governo, ma spaccato al suo interno, con le ali più antiberlusconiane pronte sempre a soffiare sul fuoco.
Così, in un primo momento la linea decisa coi legali è stata quella del silenzio.
Del «no comment» a caldo sulle motivazioni Mediaset, salvo lasciare partire la consueta contraerea di decine di parlamentari Pdl con le loro dichiarazioni anti giudici.
Poi, nel giro di poche ore, l’ha spuntata la voglia irrefrenabile del Cavaliere di intervenire in prima persona per bollare come «surreali» le ragioni della sentenza, non in un’intervista ma in un sobrio comunicato.
Detto questo, la strategia politica dei «toni bassi» sulle toghe non cambia di una virgola.
Zero attacchi alla magistratura nel suo complesso, in quella nota. E nessun riferimento al governo e alla sua stabilità  a rischio.
Il portavoce Paolo Bonaiuti, ieri a lungo a colloquio con Berlusconi, conferma: «La linea dell’appoggio al governo non cambia di sicuro, resta confermata».
L’esecutivo Letta deve andare avanti, per il leader Pdl resta una «occasione storica», come detto nei giorni scorsi, e soprattutto «non cadrà  certo per mano mia o per le provocazioni in cui certi magistrati cercano di farmi cadere».
La parola d’ordine, insomma, resta ancora pacificazione. Ecco perchè anche nel comizio di oggi al fianco del candidato sindaco di Roma non intende alzare il tiro sui giudici.
Ai piedi del Colosseo – unico strappo alla decisione di non affrontare per ora comizi, dopo le contestazioni di Brescia – si atterrà  a temi assai concreti, «da comunali», dall’Imu a Equitalia.
Strategia politica ma anche – ed è quel che più interessa al leader – processuale. Non bruciare i pozzi, evitare di arroventare il clima con i supremi giudici di Cassazione.
A volerla dire tutta, sembra che il principe dei cassazionisti Franco Coppi scelto per affrontare la partita più importante, sembra lo abbia posto, anzi imposto come condizione.
Avrebbe accettato l’incarico solo a patto che cambiasse lo stile dell’imputato fuori dalle aule di giustizia. Niente più attacchi ai giudici.
Il modello Andreotti resta Napolitano, inarrivabile, ma quanto meno nei prossimi mesi l’imputato dovrà  tenerlo in alta considerazione.
Ma a convincere il Cavaliere sull’opportunità  di cambiare registro sarebbero state in ultimo le riflessioni che il presidente Napolitano ha affidato il 16 maggio scorso al Messaggero.
Laddove il capo dello Stato spiegava di capire «chi si trova impigliato» in vicende giudiziarie, ma suggeriva: «Meno reazioni scomposte arrivano, meglio è dal punto di vista processuale».
Considerazioni generiche dell’inquilino del Colle, alle quali tuttavia – racconta chi lo frequenta – il Berlusconi «impigliato » preferisce adesso attenersi.

Carmelo Lopapa

argomento: Berlusconi, Giustizia | Commenta »

LA VITA BLINDATA DI ILDA LA ROSSA

Maggio 24th, 2013 Riccardo Fucile

“PRIMA LA INSULTAVANO I BOSS, ADESSO I FAN DEL CAVALIERE”

«Ci sarebbe quasi da fare un catalogo delle minacce arrivate alla dottoressa», dice uno dei detective che le ha lette e contate.
Aggiungendo, con qualche preoccupazione: «In effetti, si sono incrementate con il processo Ruby-Silvio. E negli ultimissimi giorni, dopo gli speciali giornalistici di Canale 5 e di La7, ancor di più».
La busta con i due proiettili di fucile approdata ieri all’ufficio poste del Palazzo di giustizia dice quello che si sa da moltissimo tempo: Ilda Boccassini è un magistrato nel mirino.
Da decenni è una donna nel mirino. E di minacce concrete e preoccupanti ne erano e ne sono arrivate «più d’una».
Alcune sue indagini hanno toccato il potere dei «mammasantissima », di gente che non dimentica.
La stessa gente che ha organizzato le stragi palermitane del 1992 e che sa benissimo quanto Falcone a Palermo e Boccassini a Milano avessero collaborato nella mappa aggiornata di Cosa Nostra e dintorni, nello studio dei prestanome e riciclatori al Nord e del loro dare e avere con «le famiglie » al Sud.
L’inchiesta «Duomo connection » (mafiosi che pagavano la tangente ai socialisti per costruire a Milano) portò a Ilda Boccassini, anno 1988, le prime lettere con la «bara» disegnata.
Poi, la tensione crebbe, erano periodi oscuri, in cui a Milano si scoprivano arsenali di bazooka, fatti arrivare dai mercanti d’armi per eliminare i magistrati.
È da allora che «la dottoressa», come tutti i suoi la chiamano, entrò nel programma di protezione.
Due auto blindate. Uomini e donne armate a proteggerla. Tragitti studiati e bonificati.
Una vita dura, forse più dura di altri colleghi.
E impregnata di allarmi costanti, con qualcuno di grado più elevato di recente, per le inchieste sull’asse Milano-Reggio Calabria: e per una strategia investigativa («il metodo Falcone») che per la prima volta nella storia dell’anticrimine italiano ha portato i carabinieri e la polizia a registrare assoluti inediti.
Come le votazioni del capo di tutta la ‘ndrangheta in Lombardia per alzata di mano. O come i sistemi di «conquista» di aziende pulite e di uomini politici da asservire
Ora il dato può fare o meno impressione, ma è e resta un dato: negli ultimi mesi non sono più i boss e i loro familiari a minacciare il procuratore aggiunto, ma «c’è una specie di tsunami di schifezze, parolacce, bastardate», per dirla con le parole dell’investigatore, e riguarda lo scandalo Ruby Rubacuori, nome d’arte di Karina El Mahroug, che da minorenne frequentava le «cene eleganti» dell’ex presidente del Consiglio ad Arcore.
Il processo, le polemiche che ne sono nate, i commenti su Internet che si dividono, a volte con violenza protetta dall’anonimato, tra innocentisti e colpevolisti, segnano una specie di linea di confine.
Tutte le lettere di minacce e di insulti citano il caso Ruby: tutte.
E anche «quei titoli delle tv, nello stile «Ilda contro Silvio», fanno sottintendere l’esistenza di uno scontro personale », aggiunge il detective.
E, in effetti, sono la sintesi precisa della «narrazione» che Berlusconi ha imposto sin dai primissimi tempi della prima campagna elettorale: lui è innocente, sono le «toghe rosse » che lo odiano e gli «fanno guerra » per sconfiggere «l’uomo della Provvidenza» per conto dei «comunisti ».
Uno slogan ripetuto per anni, senza possibilità  di contraddittorio.
Da questo clima, sul quale ognuno può avere il suo parere, possono nascere le «illegittime» lettere di minacce: sia a Ilda Boccassini, sia allo stesso Silvio Berlusconi (anche a lui erano indirizzati dei proiettili, recentemente).
E quella manifestazione dei parlamentari   Pdl, entrati nel Palazzo di giustizia a fine inverno, aveva riacceso i toni. Gridavano «contro la persecuzione».
Un’azione che, ha rivelato solo nella requisitoria del processo, aveva lasciato la Boccassini «smarrita». Perchè?
Basta pensare a come il magistrato milanese sotto scorta ha risolto l’incredibile sequestro del ragionier Giuseppe Spinelli: e cioè l’uomo dei conti personali di Berlusconi, quello che paga anche le tante ragazze, spesso testimoni ai processi per prostituzione, stipendiate mensilmente.
Il suo sequestro, come si ricorderà , venne denunciato in ritardo.
La procura arrestò comunque l’intero commando e il capo dei banditi, in un interrogatorio, aveva provato a dare una versione-truffa. Per esempio aveva raccontato che conosceva personalmente Spinelli.
Un altro magistrato, diciamo un «nemico» di Berlusconi, che cosa avrebbe potuto fare?
Con il pretesto di «indagare a tutto tondo» quanto avrebbe potuto tenere sulla corda Berlusconi e l’avvocato Niccolò Ghedini, prima di archiviare?
Invece gli autori di un sequestro avvenuto a metà  ottobre sono stati condannati e l’immagine di Berlusconi neppure scalfita.
Per Ilda Boccassini — così dicono di lei nei Tribunali — contano solo i reati. Come nel passato, quando era stata lei a ottenere la condanna dell’avvocato Cesare Previti per aver comprato i giudici e favorire la direzione pro-Berlusconi della sentenza Mondadori.
Sentenza passata in giudicato. Ma come aveva taciuto allora sui processi, così Boccassini tace adesso. Non può reagire agli attacchi.
Nella sua vita blindata, sono blindate anche le sue reazioni.
Può soltanto «parlare con gli atti giudiziari ».
È un po’ poco? Siamo in un clima dove chi le apre le buste, qualche lettera da delirio, così confida, «per fortuna» gliela risparmia.

Piero Colaprico

argomento: Giustizia | Commenta »

Next Entries »
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.297)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.222)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (120)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.586)
    • criminalità (1.403)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.531)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.332)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.079)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (823)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (511)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (543)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.787)
    • governo (5.803)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.413)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (38.373)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.685)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (454)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Marzo 2026 (460)
    • Febbraio 2026 (617)
    • Gennaio 2026 (653)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (458)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (504)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (462)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (585)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (633)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (207)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (159)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Maggio 2013
    L M M G V S D
     12345
    6789101112
    13141516171819
    20212223242526
    2728293031  
    « Apr   Giu »
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • GIORGIA MELONI HA PRESO UNA SCOPPOLA ANCHE NELLA “SUA” GARBATELLA, A ROMA: NELLA SEZIONE CHE COMPRENDE IL QUARTIERE DELLA PREMIER, IL “NO” HA TRIONFATO CON IL 78% DEI VOTI
    • GIORGIA MELONI HA PERSO, L’ARROGANZA NON PAGA
    • LA PRIMA VERA SCONFITTA DI GIORGIA MELONI SEGNA LA FINE DELLA SUA LUNA DI MIELE CON GLI ITALIANI: QUANDO UNA RIFORMA VIENE BOCCIATA COSÌ, CON IL 59% DEGLI ELETTORI CHE SI È RECATO ALLE URNE, NON BASTA DIRE “ANDIAMO AVANTI”, COME HA FATTO MELONI
    • AL REFERENDUM UNA BATOSTA TUTTA POLITICA: A GIORGIA NON BASTERA’ FAR FINTA DI NIENTE
    • IL NO STRAVINCE TRA I GIOVANI: IL 61% CONTRO LA RIFORMA
    • REFERENDUM, SCHIAFFO AL GOVERNO: PERCHE’ HA VINTO IL NO E COSA CAMBIA ORA
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA