Destra di Popolo.net

SCUOLA, LA RIFORMA RENZI-GELMINI

Settembre 3rd, 2014 Riccardo Fucile

100 MILA PRECARI DA ASSUMERE, SENZA SCATTI DI STIPENDIO, COME FECE IL PDL, COPRONO CHI VA IN PENSIONE O POCO PIÙ

La riforma della scuola non sarà  una riforma.
Questa è la prima certezza che si ricava dalla pubblicazione, prevista per questa mattina alle ore 10 sul sito passodopopas  so.it  , del Rapporto sulla scuola pubblica più volte annunciato da Matteo Renzi.
Si chiamerà  la “Buona scuola” e, appunto, invece di una riforma rappresenta le “Linee guida” che saranno messe a disposizione del mondo degli insegnanti, degli studenti, delle famiglie per l’ennesima consultazione popolare che dovrebbe tenersi dal 15 settembre al 15 novembre.
Poi, con calma, si tracceranno i vari provvedimenti. Qualsiasi novità , comunque, non potrà  che vedere la luce con il prossimo anno scolastico, quello che prenderà  il via a settembre del 2015.
In attesa del piano governativo, le indiscrezioni dei giorni scorsi si sono accumulate l’una sull’altra.
Un po’ più di chiarezza, però, l’ha fatta lo stesso Renzi, proprio ieri, pubblicando la sua E-news mensile in cui un passaggio è dedicato proprio alla scuola.
Fra vent’anni, scrive Renzi, “l’Italia sarà  come l’avranno fatta le maestre elementari, gli insegnanti di scuola superiore, le famiglie che sono innanzitutto comunità  educanti”.
Per questo, dice il premier, “noi non facciamo l’ennesima riforma della scuola” ma proponiamo “un nuovo patto educativo”.
Saranno “proposte” e non dei “diktat prendere o lasciare” scrive ancora Renzi.
E qui arrivano i punti salienti: “Proporremo agli insegnanti di superare il meccanismo atroce del precariato permanente e della ‘supplentite’, ma chiederemo loro di accettare che gli scatti di carriera siano basati sul merito e non semplicemente sull’anzianità : sarebbe, sarà , una svolta enorme”.
La frase, incomprensibile per i più, può voler dire una cosa già  circolata nelle bozze allo studio.
Si tratta di rivedere le piante organiche della scuola pubblica, adeguando l’organico di diritto (più basso) a quello di fatto o funzionale (più alto) in modo da dotare le scuole del personale necessario a svolgere le lezioni.
Quindi, sulla carta , fine delle supplenze.
Non significa però che tutti i precari oggi in circolazione verranno assunti, come ha più volte sottolineato Renzi.
Anzi, è probabile che sfruttando un ampio turn-over offerto dall’andata in pensione di molti insegnanti entrati in servizio negli “anni d’oro” dei 70, si arrivi a una stabilizzazione più o meno consistente — 100 mila? — nel giro di tre anni.
Un modo per stare dentro i margini finanziari rispettando in questo modo i tagli mai più recuperati della riforma Gelmini.
In cambio, dice Renzi, gli insegnanti devono rinunciare agli scatti automatici progressivi e accettare scatti di stipendio basati sul merito.
Problema spinoso perchè nella scuola italiana è difficile capire cosa sia e chi possa stabilire il merito.
In ogni caso, una soluzione del genere è stata già  applicata nel 2011 con il ministro Gelmini, quando i sindacati, tranne la Cgil, accettarono la soppressione dello scatto nei primi tre anni per portarlo a otto.
Ne derivò un risparmio che permise la stabilizzazione di circa 67 mila precari.
Oggi si potrebbe produrre uno scambio analogo.
L’obiettivo di Renzi in ogni caso è di parlare direttamente a “famiglie e studenti” per chiedere loro se “condividono le nostre proposte sui temi oggetto di insegnamento: dalla storia dell’arte alla musica, dall’inglese all’informatica”.
L’aspetto mediatico dell’iniziativa consiste anche nella volontà  di scavalcare gli insegnanti per parlare direttamente a tutto il resto, famiglie in primis.
In questa logica si spiega l’intenzione di ridare centralità  alle scuole private con l’ipotesi della defiscalizzazione della spesa per le rette.
Misura che potrebbe valere anche diverse centinaia di milioni. Ma anche l’idea di paragonare i presidi ai sindaci, dando loro più ruolo, responsabilità  e autonomia. Infine, la centralità , ribadita più volte, della “alleanza scuola-lavoro” anche con l’enfasi posta sulla riforma dello Statuto dei Lavoratori per tendere a quel “modello tedesco” riscoperto ormai come strategico.
Ieri, non a caso, Renzi ha visto a lungo anche il ministro Poletti per mettere a punto il piano sulla delega-lavoro la cui discussione riprende domani al Senato.
E che al premier non dispiacerebbe appaiare al dibattito sulla scuola pubblica.
La consultazione popolare, dunque, scatta dal 15 settembre al 15 novembre, poi, nella legge di stabilità , “ci saranno le prime risorse e da gennaio gli atti normativi conseguenti”.
Come si vede, non si va più di corsa ma “passo dopo passo” perchè, dice lo stesso Renzi, “la scuola non si cambia con un decreto”.
Forse nemmeno con due.

Salvatore Cannavò
(da “Il Fatto Quotidiano“)

argomento: scuola | Commenta »

INTERVISTA A CACCIARI: “ANNUNCITE? MATTEO NON SIA GENERICO. E BASTA GELATI E SECCHIATE D’ACQUA”

Settembre 3rd, 2014 Riccardo Fucile

“FARE IL SIMPATICO FA PRESTO A STUFARE, PIU’ CONCRETEZZA E STILE”

«Ma cosa significa riforma della scuola? Come deve essere la scuola per Matteo Renzi? Francamente non si capisce. Una riforma si annuncia quando hai nero su bianco un disegno complessivo, un programma di sistema. Altrimenti rischi di fare annunci a vanvera… »
Massimo Cacciari non vuole accusare Matteo Renzi di «annuncite acuta», come fanno in molti.
Sottolinea che il Presidente del Consiglio «è pieno di buona volontà , ha molte energie e idee». Solo gli consiglia di «mettere un po’ di ordine tra i suoi vari fini. Essere meno generico e più concreto. E avere uno stile un po’ più da statista. Altro che secchiate d’acqua in testa e gelati in mano… Essere simpatico fa presto a stufare ».
Professor Cacciari, la scuola è una cosa molto seria, che tocca da vicino la vita delle famiglie. Cosa si aspetta lei dal Governo in questo campo?
«Bisogna ridurre drasticamente i tempi dello studio. Arrivare alla fine della scuola a 18 anni, non un secondo dopo. Per l’università  puntare tutto sull’autonomia, abbandonando ogni mentalità  centralistica. E eliminare il valore legale del titolo di studio».
Cercando di andare piano con gli annunci
«L’uomo politico si trova spesso per necessità  a dover fare annunci. Questo può anche essere un fenomeno positivo. Un modo per indicare i programmi che si hanno in testa. Se ho un fine e lo indico non sono affetto da annuncite».
Quando si scivola, invece, nell’annuncite?
«Quando non esprimo coerenza. E faccio fuochi d’artificio. Se un giorno parlo di Jobs Act, quello dopo di riforma del Senato, l’altro ancora di riforma della scuola, senza un programma di sistema… »
Un po’ quello che sta facendo Renzi?
«Ma no, il suo problema è decidere da che parte cominciare a srotolare il gomitolo. Mettere un po’ di ordine. Avere metodo. Visto che di soldi non ce ne sono molti dovrebbe cominciare col semplificare le procedure. Per esempio semplificare la giustizia amministrativa, il pagamento delle tasse ».
Invece Renzi è partito dalle riforme istituzionali.
«Sì, mi è sembrata un po’ una mentalità  alla Berlusconi. Come dire «non mi permettono di decidere ».
Professore è decisamente severo con Renzi. Finita anche per lei la luna di miele?
«Renzi va bene. Anche perchè, non dimentichiamolo, a lui sembra andare a pennello il soprannome “Tina” che davano al primo ministro inglese Margaret Thatcher ».
L’acronimo di «There is no alternative »(non ci sono alternative).
«Esatto. Ci piaccia a no».
Dica la verità  non va matto per lo stile renziano?
«Prima di gettarsi il secchio di acqua gelata in testa avrebbe fatto bene a informarsi se lo avrebbero fatto anche gli altri capi di Stato, come Obama o la Merkel. Cominci ad avere anche lui un po’ di stile da statista».

Carlo Brambilla
(da “La Repubblica“)

argomento: Renzi | Commenta »

COSA LORO: PIU’ PROVANO A NEGARE LA TRATTATIVA STATO-MAFIA, PIU’ NE CONFERMANO L’ESISTENZA

Settembre 3rd, 2014 Riccardo Fucile

SOLIDARIETA’ DELLE MASSIME CARICHE DELLO STATO A DON CIOTTI, MA DI MATTEO ASPETTA ANCORA UNA TELEFONATA

Tecnicamente si chiama “eterogenesi dei fini”: quando un’azione produce l’effetto opposto a quello sperato dal suo autore.
È quel che accade ai nostri politici che tentano di negare o sminuire la trattativa Stato-mafia, e più ci provano più ne confermano l’esistenza e l’importanza.
L’altro giorno sono state depositate e rese note alcune conversazioni fra Totò Riina e il suo compare di 41-bis, in cui il boss delle stragi augura la morte a don Luigi Ciotti. Il presidente Napolitano e il premier Renzi hanno subito telefonato al sacerdote per dargli la solidarietà  delle istituzioni, com’è giusto, doveroso e normale che sia. Purtroppo non hanno fatto altrettanto nove mesi fa, quando furono divulgate le frasi di Riina che non si limitava a voler morto il pm Nino Di Matteo, ma aggiungeva ripetutamente, ossessivamente che va eliminato con una strage tipo Capaci e via D’Amelio, e che “dobbiamo farla subito”.
Da allora, era la fine del 2013, si attende che Napolitano e Renzi chiamino Di Matteo o almeno pronuncino il suo nome e cognome accanto alla parola solidarietà , ma in quasi 300 giorni non han trovato un minuto per farlo.
Perchè? Non è un’illazione dedurre dal loro silenzio che Di Matteo è un condannato a morte di serie B, anzi di serie C perchè ha il grave torto di indagare sulla trattativa, ha osato ascoltare Napolitano a colloquio con Mancino (nelle quattro bobine poi fatte distruggere nel giorno del suo reinsediamento al Colle), addirittura di convocarlo come testimone al processo in Corte d’Assise.
Chissà  la soddisfazione di Riina nell’apprendere che il suo nemico pubblico numero uno è anche il nemico pubblico numero uno dei vertici dello Stato.
Per fortuna, là  dove non arriva la politica, osa il cinema.
Al Festival di Venezia sono due i film che parlano di trattativa: due gioiellini firmati da Franco Maresco (Belluscone) e da Sabina Guzzanti (La trattativa).
Prima ancora che venissero proiettati, avevano già  attirato un mare di critiche: non dal punto di vista artistico o storico (nessuno li aveva ancora visti), ma da quello politico. E qui l’aggettivo “politico” è sinonimo di “omertoso”: di mafia, peggio se associata allo Stato, è meglio non parlare.
È quel che sostiene anche il vero protagonista del film di Maresco, che non è Berlusconi (il titolo col cognome storpiato è pura satira), ma un palermitano piccolo piccolo: Ciccio Mira, impresario di cantanti neomelodici e di feste popolari nei quartieri più mafiosi di Palermo, come Brancaccio, feudo dei fratelli Graviano e base di partenza delle stragi di via D’Amelio nel ’92 e di Firenze, Milano e Roma nel ’93.
I palchi dei concerti sono posizionati dinanzi alle case dei boss, a mo’ di inchino. E al termine il cantante rivolge un commosso e deferente saluto “agli amici ospiti dello Stato”, i mafiosi detenuti al 41-bis, augurando loro “un presto (sic) ritorno a casa”.
La storia è quella del sottoproletariato palermitano, rigorosamente filomafioso e berlusconiano (ma chissà  che non stia diventando renziano).
Peraltro speculare ai figli della buona borghesia che, intervistati in discoteca, parlano di mafia esattamente come i figli di Brancaccio: “Il 23 maggio? Un giorno come un altro”, “Il 19 luglio? Si sposò mia sorella”, “La trattativa Stato-mafia? Niente so, ma non penso ci sia stata”, e comunque “meglio la mafia che lo Stato, no?”.
Il film di Maresco non è un film su Brancaccio, e nemmeno su Palermo, e neppure sulla Sicilia: ma sull’Italia.
Al di là  delle declamazioni retoriche, quelle risposte in discoteca corrispondono perfettamente al pensiero di gran parte della nostra classe politica, della Prima e della Seconda e della Terza Repubblica (si fa per dire, ovvio).
Infatti ieri, per non farci mancare nulla, il forzista Lucio Malan — valoroso esponente della maggioranza che sta riscrivendo, cioè devastando la Costituzione — ha chiesto il sequestro del film per l’“immagine negativa” che dà  di Berlusconi (forse quando mostra la faccia di Dell’Utri, o la foto di Mangano, o la tomba di Bontate) e dell’Italia. Testuale: “Il cinema può essere un veicolo eccezionale di promozione non solo turistica, ma anche economica” e non dovrebbe “indulgere sulla mafia”.
Bravo Malan, e grazie.
Sei tutti loro.

Marco Travaglio
(da “il Fatto Quotidiano”)

argomento: mafia | Commenta »

DAGLI ANNUNCI ALLE DEDICHE: ANCHE LA BOSCHI HA TROVATO IL SUO APICELLA

Settembre 2nd, 2014 Riccardo Fucile

IL PAROLIERE DI IGLESIAS NON AVEVA DI MEGLIO DA FARE CHE DEDICARE UNA CANZONE ALLA MARIA ELENA… IL TUTTO IN MANIERA RISERVATA SU “CHI”….LEI E’ “LUSINGATA”, LUI APPREZZA “IL SUO CARISMA”, GLI ITALIANI SE NE FOTTONO

“Ringrazio Gianni Belfiore, lo storico paroliere di Julio Iglesias per avermi dedicato una canzone. Anzi mi meraviglio che abbia scelto proprio me. Io amo la melodia italiana e nonostante non appartengano alla mia generazione, conosco le canzoni più celebri di Julio Iglesias da “Se mi lasci non vale” a “Manuela””.
Così il ministro Maria Elena Boschi, commenta in esclusiva con “Chi”, nel numero in edicola mercoledì 3 settembre, il testo della canzone scritta in suo onore da Gianni Belfiore, storico paroliere di Julio Iglesias ma anche di Raffaella Carrà  e Fred Bongusto.
Belfiore ha scritto per il ministro Boschi il brano intitolato “Immagine” e ha rivelato in anteprima il testo al settimanale diretto da Alfonso Signorini.
La prima strofa della canzone recita: “A prima vista fai innamorare per quel tuo fascino vellutato che non si lascia decifrare, sei come la compagna di scuola del liceo, il simbolo dell’amore dove il sesso si fa reo”.
“Ho scritto una canzone per lei perchè la Boschi emana un carisma che nemmeno lei sa di avere”, spiega a “Chi” Gianni Belfiore.
“Ha un alone di mistero e sensualità  non comune. E’ giovane e tosta ma poi, alla sera si ritrova triste e sola davanti alla tv. Tutto ciò è molto umano”.
“Dalle parole di Belfiore”, commenta a “Chi” il ministro Boschi “arriva un augurio a me e a tutte le donne della mia età  a trovare la persona adatta con la quale condividere la vita. Certo io l’ho sempre dichiarato che sarei felice di trovarla e di avere dei figli. Non sono assolutamente alla spasmodica ricerca di un fidanzato, ma è normale che avverta una simile esigenza in questo momento della vita, anche se il mio impegno principale resta quello istituzionale”.
E su chi vedrebbe come interprete della canzone a lei dedicata Maria Elena Boschi dice: “Cremonini è bravissimo e a me piacerebbe sentirlo cantare, ma credo che scriva da solo le sue canzoni. E poi chissà  se si trova qualcuno disposto a cantare una canzone scritta per un ministro”.

(da “Huffingtonpost”)

argomento: Costume | Commenta »

QUANTO CI E’ COSTATA LA NOMINA DELLA MOGHERINI A LADY PESC ?

Settembre 2nd, 2014 Riccardo Fucile

ALTRO CHE VITTORIA DELL’ITALIA… I TRE COSTI CHE HA DOVUTO PAGARE IL NOSTRO PAESE

Alea iacta est! Il dado è tratto e il nuovo commissario per la Politica Estera è stato scelto dai Capi di Stato e/o di governo europei. Anzi, “è stata scelta”, visto che si tratta di una donna.
“Lady Pesc” succede così a ” Lady Pesc”, in una continuità  che speriamo si limiti solo al sesso, considerato il livello bassissimo delle prestazioni fornite da Lady Ashton nel corso del precedente mandato.
La prescelta, ancora in attesa dell’indispensabile conferma da parte del Parlamento Europeo, è il ministro degli Esteri italiano Federica Mogherini, candidata dal nostro presidente del Consiglio e accettata dagli altri responsabili soltanto dopo dure e prolungate polemiche imperniate sul fatto che la Mogherini veniva considerata priva della necessaria esperienza nel settore della politica estera, nonchè troppo filorussa per i gusti dei paesi del Nord e soprattutto dell’Est europeo
Si è così generato un vero e proprio stallo che ha finito col ritardare di circa un mese la definizione dei nuovi titolari delle cariche europee in rinnovo ed è stato superato soltanto dopo lunghe trattative, centrate sul do ut des, che hanno coinvolto tutti i responsabili.
Alla fine, comunque, la Mogherini ha prevalso. Un fatto che a prima vista costituisce un’indubbia vittoria dell’Italia che si trova ora ad avere due suoi funzionari, il governatore della Bce Mario Draghi e la neo-eletta Lady Pesc, al vertice delle istituzioni europee.
La sensazione di “vittoria nazionale ” è stata accresciuta dal modo in cui la nomina è stata accolta e salutata dalla nostra stampa, pronta a osannare il successo raggiunto, se non addirittura ad indicarlo come un trionfo personale del nostro giovane e iperattivo presidente del Consiglio.
In questo clima nessuno si è posto il problema di impostare un corretto bilancio, valutando quanto la nomina della Mogherini sia costata alla Italia e decidendo soltanto dopo un confronto fra profitti e perdite se l’elezione della nostra candidata possa essere considerata una vera vittoria o non sia invece, se non una sconfitta, perlomeno una vittoria di Pirro.
La scelta del ministro degli Esteri per la carica di Commissario ha infatti comportato per il nostro Paese costi in tre settori che, pur essendo ben diversi l’uno dall’altro, hanno finito con l’addizionarsi, configurando un totale negativo di tutto rispetto.
Il primo è il costo di ciò che avremmo potuto avere e a cui abbiamo rinunciato ostinandoci a mantenere sul tavolo la nostra proposta iniziale.
In parecchi momenti della trattativa è apparso chiaro che i nostri interlocutori erano disposti a offrirci, qualora avessimo rinunciato alla carica Pesc, il posto di presidente dell’Unione – fino a ieri occupato da Van Rompuy – per Enrico Letta.
Veniva inoltre fatta balenare la possibilità  di concedere all’Italia anche quello di Commissario alle politiche agricole, per cui avevamo una potenziale candidatura considerata tecnicamente fortissima: quella di Paolo de Castro, ex ministro della Agricoltura e attuale presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo.
La scelta Mogherini ci è quindi costata, ed è questo il primo punto, il posto di presidente del Consiglio Europeo e quello di commissario alle Politiche Agricole, un posto di tutto rilievo in quanto comporta la gestione di circa il 50% del bilancio dell’Unione.
Il secondo costo è quanto abbiamo pagato nel do ut des derivante dalla necessità  di acquisire il supporto – soprattutto dei paesi maggiori – per l’elezione della Mogherini.
È un costo difficile se non impossibile da valutare nel dettaglio, visto che i particolari delle trattative sono – e resteranno – noti soltanto al presidente del Consiglio, al ministro degli Esteri e ai loro “sherpa”, cioè proprio alle persone che meno hanno interesse a pubblicizzarli
Di sicuro però possiamo riscontrare come, alla fine del valzer delle nomine, la Germania si sia garantita – attraverso la scelta già  avvenuta di Juncker e Tusk e quella, per ora solo probabile, dello spagnolo de Guindos – il pieno rispetto di quella politica dell’austerity che le è cara e che l’Italia invece vorrebbe modificare in molti dei suoi aspetti.
Un secondo costo quindi per il nostro paese; un costo che può rivelarsi particolarmente pesante.
Il terzo costo infine è quello che la nostra politica e la nostra economia dovranno pagare allorchè la Mogherini e di conseguenza il nostro governo saranno costretti ad allinearsi su posizioni che avremmo rifiutato per evitare di dare nuova voce alle accuse di essere eccessivamente filo-russi.
Nella complessa partita a scacchi che si gioca attualmente fra Russia e Unione Europea, e che ha come posta il futuro dell’Ucraina, i nostri interessi coincidono infatti solo in parte con quelli dei consoci europei del Nord e dell’Est.
Se li seguiamo senza temperarne l’iniziativa rischiamo quindi di trovarci in situazioni di cui subiremmo tutti gli svantaggi senza condividerne i guadagni.
Un terzo costo di cui potremo riparlare questo inverno, magari in presenza di forti difficoltà  nel rifornimento del gas indispensabile al nostro paese.
Tre costi che si sommano l’uno all’altro, per un totale che si intravede già  come considerevole.

Giuseppe Cucchi
(da “Limes”)

argomento: Europa | Commenta »

MATTEO RENZI, PICCOLI GUFI CRESCONO

Settembre 2nd, 2014 Riccardo Fucile

L’ARTIFICIO DI DIVIDERE GLI ITALIANI TRA CHI VUOLE IL CAMBIAMENTO E CHI NO… COME SE NON ESISTESSE UN CAMBIAMENTO BUONO, UNO CATTIVO E UN ALTRO UTILE SOLO AL POTERE DI UNO, OVVERO LUI

Piccoli gufi crescono, si direbbe, con l’autunno che incombe. I dubbi sulla capacità  di Matteo Renzi di trasformare in provvedimenti utili e concreti gli annunci altisonanti di radicali miglioramenti della vita mostrano che è sempre più evidente il carattere demagogico della sostanza: illudere e dare speranza a chi ha perso tutte o quasi le speranze.
Tutto questo non è una novità  per chi dall’inizio ha criticato e denunciato chi con abilità  da prestigiatore ha trovato compagni di strada impresentabili in qualunque Parlamento democratico, alleandosi con la destra di Silvio Berlusconi e convincendo nel nome del “potere” che lui soltanto è ancora in grado di assicurare e distribuire, potere e briciole di potere, a quasi tutti quelli che si dicevano “di sinistra”.
Nella natura di Renzi c’è infatti questa certezza: di essere un “predestinato”, uno caro agli dei sin dalla prima giovinezza.
Un destino già  scritto, in nome del quale sacrificare e spegnere ogni voce critica: operazione non difficile in un Paese ancora tanto distante dalla idea di democrazia della libertà .
Chi lo sostiene ancora senza tentennamenti recita un copione abbastanza omogeneo: le riforme che vuole questo presidente del Consiglio sono quelle che servono all’Italia: velocità  nelle decisioni del governo, fine delle ostilità  contro Berlusconi.
Le due cose si sorreggono l’una con l’altra. E’ stato proprio Berlusconi l’inventore della linea decisionista, sollecitata da Bettino Craxi e da B. ereditata.
Renzi non ha fatto altro che sposarla, in un’epoca in cui la politica aveva pochissimo se non niente da offrire tranne gli eredi dei vecchi capipartito e lo spettro di Grillo.
Paese corrotto, nazione infetta. Renzi ha cominciato presto a misurare le distanze dall’uomo di Arcore e si sono piaciuti. Si sono intesi.
Cosa avevano, cosa hanno in comune? E cosa invece li distingue?
Sono domande interessanti, che mi sento rivolgere più volte. Ma che non intaccano il cuore del problema.
Certamente Renzi sapeva fin dall’inizio che, una volta conquistata la presidenza del Consiglio, non avrebbe potuto contare da subito su due Camere totalmente allineate, dal momento che erano state nominate in altri tempi.
Dunque l’alleanza con Berlusconi gli era e gli è tuttora essenziale almeno fino a quando la sua abilità  e l’assenza di altre prospettive non gli avranno consegnato il potere assoluto sull’unica Camera rimasta, comunque non eletta ma nominata attraverso una legge elettorale quale che sia.
Perchè anche questa sarà  concordata con Berlusconi e, come si sa, all’ex cavaliere serve di poter scegliere lui i suoi uomini in Parlamento (si fa per dire, dovremo presto abituarci a scriverlo tra virgolette).
La conferma ci viene dalla Toscana, dove nonostante i dubbi espressi da un giurista come Enzo Cheli si sta per votare un pasticcio con listini facoltativi imposto da Forza Italia che metterà  la regione al primo posto tra gli esempi negativi come lo è stata in questi anni.
Dunque, non si muove foglia che Berlusconi non voglia, o a cui sia veramente (e non per finta) contrario.
Ora la strategia mediatica è quella di dividere gli italiani in due categorie: chi vuole il cambiamento di tutto ciò che non va nel nostro Paese e chi invece vuole “arroccarsi” nel vecchio.
Tra chi vuole che ci sia qualcuno che decide, e invece chi vuole che nulla si decida e tutto possa essere oggetto di trattativa e discussione.
Messa in questi termini la questione, è facile dire da che parte uno sta.
Ma si tratta di semplificazione, di espediente ottimo per dibattiti televisivi. Di un artificio.
E’ abbastanza ovvio infatti che c’è cambiamento buono e c’è cambiamento cattivo. C’è cambiamento inevitabile, non rinviabile per il bene di tutti i cittadini. E c’è cambiamento utile solo al potere di uno o di pochissimi.
Qui passa il discrimine. Si chiama: difficoltà  e responsabilità  del governare.
Governare per tutti e non per acquisire potere personale. I vecchi democristiani sapevano benissimo di che si tratta. Renzi anche lo sa, ma ci sparge sopra il cono del gelato e le sue battute che, come le barzellette di Berlusconi, cominciano finalmente a non far ridere nessuno.
Ha scritto recentemente Walter Veltroni che “la democrazia imbelle genera bisogno di autoritarismo. Per questo si deve andare avanti, in Italia come in Europa, con riforme che rendano veloce, nitido e tracciabile il processo democratico a tutti i livelli”.
Per ora la democrazia del partito unico renziano si orienta esclusivamente verso il primo dei tre aggettivi; “veloce”.
Di “nitido” e di “tracciabile” c’è molto poco.
O forse nulla.

Sandra Bonsanti

argomento: Renzi | Commenta »

PEPPONE E DON CAMILLO IN TERRA DI COREA: SALVINI TORNA ALLE ORIGINI E VA IN VISITA AI PAESI COMUNISTI

Settembre 2nd, 2014 Riccardo Fucile

“NON E’ IL MIO MODELLO MA LE NOSTRE IMPRESE POSSONO TRARNE BENEFICI”…E TRA POCO IN RUSSIA A OMAGGIARE L’IMPERIALISMO SOVIETICO

Matteo Salvini, appena sbarcato all’aereoporto di Milano, è tempestato di telefonate per sapere cosa ci è andato a fare in Nord Corea con il senatore Antonio Razzi.
“Da parte mia c’era grande curiosità  verso il 38mo parallelo e ho accolto di buon grado l’invito che mi hanno rivolto Razzi e l’associazione parlamentare Amicizia Italia-Corea. Certo è che il mio modello di libertà  è ben distante da quello di Kim Jong-Un e del partito comunista nordcoreano.”
Salvini ci tiene a precisare subito che preferisce non condannare nè giudicare: “Finiremmo per emarginare milioni di cittadini che pagano il dazio di un embargo ingiusto e fuori dal tempo. Ma ovviamente non posso considerare la Repubblica nordcoreana come la Svizzera, come invece ama ripetere Razzi. Di sicuro però non è il regno di Satana”.
Durante la visita si è discusso anche di questioni commerciali ed economiche in vista di futuri accordi bilaterali.
Insieme a Salvini e Razzi anche alcuni imprenditori italiani che già  lavorano sul territorio di Pyonyang: “Hanno bisogno di know how per quanto riguarda l’agricoltura, il turismo e le energie alternative — spiega Salvini — e le imprese italiane possono trarre grandi benefici da tutto questo. Ci sono già  due milioni di piante di mele del Trentino in Nord Corea e molto ancora è possibile per esportare i nostri modelli di agricoltura biologica. La Nord Corea è una sfida che dobbiamo saper cogliere”.
Il leader della Lega nega di essere a conoscenza del contenuto della lettera che Silvio Berlusconi ha indirizzato al dittatore Kim Jong-Un (“Non ho la più pallida idea di cosa ci fosse scritto, è una questione di cui dovete parlare con Razzi”), mentre conferma la storia dell’allenatore di calcio di cui il suo compagno di viaggio ha raccontato a Repubblica: “Si tratta di un progetto per portare alcune centinaia di ragazzini nordcoreani a fare degli stage presso le giovanili di alcune squadre di serie A e B italiane.”
E visto che Antonio Razzi ha portato in dono a Kim Yong-Nam, presidente dell’Assemblea suprema del Popolo della Corea del Nord, un sacchetto di confetti abruzzesi, anche il segretario della Lega Nord ha fatto il suo regalo: una scultura del Trentino portata da alcuni amici imprenditori di Trento.
“Sono stati cinque giorni particolari — prosegue Salvini — senza internet e senza cellulari con notti stellate senza alcuna luce nelle case. Un mondo a parte che ci è lontano. Ma con note speciali laddove i bambini nei pomeriggi si riversano nelle strade a giocare tutti insieme senza problemi di sicurezza. Un po’ come tornare ai tempi dei nostri nonni e al loro spirito di comunità ”.
Archiviato il viaggio in Nord Corea, Salvini si prepara a quello del prossimo mese in Russia. Decisamente più politico visti gli ottimi rapporti che il Carroccio mantiene da alcuni mesi con Vladimir Putin e la presa di posizione filorussi in occasione della crisi in Ucraina.
Con Salvini i vertici dell’Associazione Lombardia-Russia e gli europarlamentari del Carroccio a Strasburgo.

Marzio Brusini
(da “L’Espresso”)

argomento: LegaNord | Commenta »

L’ARRETRATEZZA DIGITALE ITALIANA: QUEI SORPASSI SUBITI IN RETE

Settembre 2nd, 2014 Riccardo Fucile

UN PREMIER SEMPRE AFFACCENDATO TRA FACEBOOK, TWITTER, WHATSAPP E INSTAGRAM MA UNO DEI PAESI PIU’ ARRETRATI AL MONDO SUL DIGITALE

Ci ha spezzato le reni, per dirla ironicamente, anche la Grecia.
Da ieri, sentenzia il sito netindex.com che misura la velocità  di download domestica sulla base di cinque milioni di test al giorno, siamo novantottesimi al mondo.
Dopo l’amata e malmessa Ellade e davanti al Kenya.
Nel dicembre 2010 eravamo al 70 º posto. Nel dicembre 2012 all’84 º. Sempre più giù, giù, giù.
Coi nostri mediocri 8,51 megabyte mediamente scaricabili al secondo siamo ultimi tra i Paesi del G8 (penultimo è il Canada che svetta dal 23,09: il triplo), penultimi tra quelli europei davanti alla Croazia e ultimissimi tra i 34 dell’Ocse.
Abissalmente lontani dalla velocità  con cui scaricano dal Web i cinesi di Hong Kong, quasi undici volte la nostra, ma anche i sudcoreani, gli svedesi, gli svizzeri.
C’è chi dirà : si tratta di realtà  disomogenee e in qualche modo eccentriche rispetto alle realtà  economiche, tanto da vedere ai primi posti per eccellenza della Rete la Romania, dove però i cittadini dialogano ancor peggio di noi con gli sportelli informatici pubblici. Vero.
Resta il fatto che in classifica siamo staccati di 58 gradini dalla Cina, 65 dalla Spagna, 69 dalla Germania, 71 dalla Gran Bretagna, 76 dalla Francia con la quale fino a una dozzina di anni fa eravamo sostanzialmente alla pari.
Per non dire della velocità  di upload, cioè del tempo che si impiega per caricare un documento in Rete: quattro anni fa eravamo ottantaseiesimi. Oggi siamo al 157 º posto. Molto ma molto più distanti dalla Francia che dal Congo o dal Burkina Faso.
Ora, se il Web servisse solo ai ragazzini per dibattere dei tatuaggi preferiti o alle amanti della tisana per consigliare la menta piperita, poco male.
Il nodo, come dimostra un’analisi di MMOne Group su dati Eurostat, è che la Rete è sempre più un volano per l’economia.
Il fatturato delle imprese europee ricavato dal Web nel 2013 è stato in media del 14%. Ma la Gran Bretagna e la Slovacchia sono già  al 18, la Repubblica ceca al 26, l’Irlanda al 31%: quasi un euro su tre, a Dublino e dintorni, arriva via Internet.
Noi siamo al 7%: la metà  o meno delle altre europotenze.
Per non dire del turismo, che vive un boom spropositato a livello planetario ma che solo parzialmente ci sfiora nonostante il nostro immenso patrimonio culturale, paesaggistico ed enogastronomico.
Il business vacanziero europeo dipende per un quarto dal Web ma la quota si impenna fino al 39% nel Regno Unito.
Noi siamo al 17%: nettamente sotto la Francia e la Spagna, le concorrenti dirette.
Quanto al rapporto fra cittadini e pubblici sportelli, un’altra ricerca MM-One sui Paesi che sfruttano meglio le potenzialità  della Rete dice che, se la Danimarca sta a 100, noi siamo a 9. Umiliante.
Come se mancasse la consapevolezza, al centro e in periferia, di quanto il settore sia centrale. Come se nessuno si fosse accorto che perfino qui da noi, negli ultimi anni, come spiega l’Agenda digitale italiana, il Web ha creato 700 mila posti di lavoro: sei volte più degli addetti di un settore storico quale la chimica.
Eppure, davanti a un quadro così, lo stesso governo del primo premier incessantemente affaccendato tra Facebook e Twitter, WhatsApp ed Instagram pare aver deciso, stando alle bozze dello Sblocca Italia, di limitare gli aiuti per l’estensione della banda larga, sulla quale siamo in angoscioso ritardo sulla tabella di marcia europea, agli sgravi fiscali (sostanziosi o meno non si sa) per chi investirà  sulle «aree a fallimento di mercato», quelle dove gli operatori non mettono soldi per paura di perderci.
Che dire? #inboccaallupo.

Gian Antonio Stella
(da “il Corriere della Sera“)

argomento: Renzi | Commenta »

COGNOME PER COGNOME IL REGALO DEL GOVERNO ALLE AUTOSTRADE

Settembre 2nd, 2014 Riccardo Fucile

ECCO COME E PERCHà‰ LA “PROROGA DELLE CONCESSIONI” DELLO “SBLOCCA ITALIA” FA FELICI BENETTON, GAVIO, COOP, BANCHE… SODDISFATTO PURE VITO BONSIGNORE CON LA SUA ORTE-MESTRE

Che pacchia lo Stato in bolletta per i signori delle autostrade. Siccome di soldi pubblici per finanziare la costruzione di nuove tratte non ce ne sono più, i concessionari si travestono da Babbi Natale, promettono investimenti per oltre 12 miliardi di euro e in cambio ottengono dal governo di Matteo Renzi, con il decreto Sblocca Italia, una cosetta di appena tre parole, «allungamento delle concessioni», che detta così sembra acqua fresca, ma è una miniera d’oro.
Le autostrade sono come bancomat e per chi le gestisce non c’è rischio di impresa o quasi, i pedaggi aumentano sempre e automaticamente, collegati come sono all’inflazione e ai piani di investimento finanziario calcolati con complicatissimi algoritmi.
“Allungamento delle concessioni” significa dilatare nel tempo l’accesso dei signori del casello al bancomat, con un altro bel regalo incorporato: siccome l’Unione Europea pretendeva che, al momento della scadenza, le concessioni fossero riaffidate tramite gare a cui avrebbero potuto partecipare altri soggetti, privati e pubblici, italiani e stranieri, molti dei concessionari attuali stavano tremando all’idea di dover rinunciare alla pacchia.     Il governo Renzi ora li fa dormire tra due guanciali.
Sempre che la norma approvata dal Consiglio dei ministri ottenga alla fine anche l’ok della Commissione europea, assenso che non è affatto scontato.
Il ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, ha presentato la proposta all’Europa forse confidando anche sul fatto che è in corso il rinnovo delle cariche e i nuovi responsabili devono ancora prendere visione dei problemi e orientarsi di conseguenza.
Il comportamento del governo italiano, a proposito delle autostrade, da un bel pezzo è sotto osservazione attenta da parte dell’Europa, parecchio contrariata dall’atteggiamento incredibilmente prodigo usato nei confronti dei concessionari.
Il precedente più clamoroso risale alla fine del secolo scorso, governo D’Alema imperante, quando fu deciso un allungamento monstre della concessione a favore dell’Autostrada del Sole e di tutte quelle autostrade pubbliche, già  dell’Iri, la cui gestione diventava privata e affidata ai Benetton.
I tempi già  lunghi della concessione fissati per il 2018 furono spostati in avanti di altri 20 anni, fino al 2038.
In pratica tra mille polemiche la concessione fu trasformata in un diritto di sfruttamento autostradale a vita.
Il governo Renzi si pone in quella scia. I signori omaggiati sono un bel gruppetto: di nuovo le Autostrade dei Benetton e poi quelle del gruppo Gavio, le Cooperative di costruzione, il gruppo Astaldi, Banca Intesa, i costruttori Mattiona di Torino.
Tutti questi soggetti hanno più o meno il loro tornaconto, anche se ci sono concessionarie che nella giungla autostradale appaiono più intensamente coinvolte di altre, avendo la concessione già  scaduta o in scadenza o anche potendo essere “unificate a tratte interconnesse o contigue ad altre o complementari”, così come prevede l’articolo 4.
Tra i più avvantaggiati dalla novità  c’è il gruppo Gavio che, unificando la Torino-Alessandria-Piacenza (la concessione scade nel 2017) alla Torino-Milano e all’Asti-Cuneo potrebbe ottenere l’allungamento della concessione fino oltre il 2040.
Le Autostrade per l’Italia (gruppo Benetton) sono interessate per la Napoli-Salerno, la cui concessione è scaduta, ma che tramite l’accorpamento con la tangenziale di Napoli sarebbe prorogata fino al 2038.
Il provvedimento potrebbe riguardare anche l’Autostrada Tirrenica della Sat (Gavio-Autostrade-Cooperative) tra Civitavecchia e Rosignano, quella in costruzione nella Maremma laziale e toscana, contestata sia dalle popolazioni interessate sia da gran parte dei sindaci dei comuni attraversati.
Una volta realizzato, quel tracciato potrebbe essere considerato un prolungamento della A12 Roma-Civitavecchia di Autostrade e accorpato ad esso, ottenendo automaticamente un prolungamento della concessione dal 2028 attuale al 2038.
Il decreto Renzi porterà  benefici anche alla Brescia-Padova del gruppo BancaIntesa e del costruttore romano Astaldi (la concessione finisce tra nove mesi).
O alla Torino-Ivrea (gruppo Gavio e Mattiona costruzioni) che scade esattamente tra un anno e all’Autostrada del Brennero, posseduta da comuni, province e Camere di commercio emiliane, venete e lombarde, più la holding finanziaria Cis e banche popolari, gestita dall’Anas sulla base di una concessione scaduta alla fine di aprile.
Il decreto si occupa anche della Orte-Mestre (costo oltre 10 miliardi) per cui è prevista una defiscalizzazione, cioè potrà  essere costruita senza pagare tasse.
Il dominus dell’operazione è Vito Bonsignore, una condanna definitiva a due anni per corruzione e svariati procedimenti in corso, passato di recente con il Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano.

Daniele Martini
(da “Il Fatto Quotidiano”)

argomento: denuncia | Commenta »

« Previous Entries
Next Entries »
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.295)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.222)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (119)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.583)
    • criminalità (1.402)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.530)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.331)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.077)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (821)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (510)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (542)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.786)
    • governo (5.801)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.413)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (39.195)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.684)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (454)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Maggio 2026 (55)
    • Aprile 2026 (591)
    • Marzo 2026 (641)
    • Febbraio 2026 (617)
    • Gennaio 2026 (653)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (458)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (503)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (460)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (584)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (633)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (204)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (159)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Settembre 2014
    L M M G V S D
    1234567
    891011121314
    15161718192021
    22232425262728
    2930  
    « Ago   Ott »
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • VANNACCI CONVOCA A GIUGNO A ROMA LA PRIMA ASSEMBLEA DEI “FUTURO NAZIONALE” E PROVA A PLACARE LE FRONDE INTERNE AL MOVIMENTO: DIETRO AL GENERALE IN CONGEDO CI SONO GELOSIE INTERNE, PARECCHI COLONNELLI CHE SGOMITANO E COMITATI LOCALI CHE SI MUOVONO IN AUTONOMIA
    • “BEATRICE VENEZI NON AVREBBE DIRETTO NEANCHE IL CONCERTO DI CAPODANNO. AVEVA ALTRI IMPEGNI. UN VEGLIONE?”
    • “NICOLE MINETTI, CON QUEI PRECEDENTI, NON MERITAVA L’AFFIDO”: LE PAROLE DEL DIRIGENTE DELLA DIVISIONE ADOZIONI DELL’ISTITUTO URUGUAGIO (INAU) CHE SI OCCUPO’ DELLA RICHIESTA DI NICOLE MINETTI E GIUSEPPE CIPRIANI. L’UOMO, CON UNA STRANA COINCIDENZA, DOPO UNA SETTIMANA DALLA NOTIZIA DELLA GRAZIA CONCESSA A NICOLE MINETTI, E’ STATO TRASFERITO
    • È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 .AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA
    • “SI PUÒ PERDERE TUTTO A 300 ALL’ORA E DECIDERE COMUNQUE DI CONQUISTARE IL MONDO?”, L’OMAGGIO DE “L’EQUIPE” A ALEX ZANARDI, IL PILOTA DELL’IMPOSSIBILE CHE “AVEVA SCONFITTO LA MORTE SETTE VOLTE”
    • “SCHLEIN, VAI A SCHIACCIARE I RICCI DI MARE COL CULO” – “L’ELEGANTE” INVITO ALLA SEGRETARIA DEM È ARRIVATO DA PASQUALE NATUZZI JUNIOR, FIGLIO DEL FONDATORE DELL’AZIENDA DI DIVANI
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA