Destra di Popolo.net

DELLA VALLE E LA TENTAZIONE DI ENTRARE IN POLITICA

Settembre 28th, 2014 Riccardo Fucile

DOPO AVER PRESO LE DISTANZE DA RENZI, L’IMPRENDITORE HA CONFIDATO AGLI AMICI CHE DECIDERA’ NEI PROSSIMI GIORNI

Fare politica in prima persona? Nei giorni prossimi Diego Della Valle prenderà  la decisione.
Ha confidato che stavolta non si pone limiti. Che serve una squadra di governo più credibile, più adeguata alla situazione.
«Per ora non ha pronto un suo partito», dice un amico caro, che chiede protezione.
Per ora. «Se Diego scendesse in campo – dice l’amico – la competizione sarebbe difficile per Renzi e per tutti. Si creerebbe un quadro nuovo, con lo stesso effetto della discesa in campo di Berlusconi nel ’94. La differenza è che Della Valle non è proprietario di televisioni, anche se lo invitano tutti volentieri in tv…».
Nell’ottobre 2011, dopo aver comprato pagine sui giornali intitolate «Politici ora basta», dichiarò: «Io non farò mai politica nella mia vita».
Ora però il presidente e amministratore delegato del gruppo Tod’s – un miliardo quasi di fatturato, 3.500 dipendenti – non lo ripeterebbe.
Siamo in una vera emergenza, sostiene da qualche tempo, e intorno c’è troppo silenzio. Ci viene detto – ha spiegato alle persone più vicine – che solo questo governo può risolvere i problemi e che l’alternativa sarebbe il baratro.
Secondo Della Valle non è vero. Anzi.
Della Valle vede in atto una presa del potere alle spalle del Paese, chiacchiere sulla scena e un sempre più forte presidio del potere mediatico dietro la scena.
Una prova di questo progressivo rafforzamento del potere del presidente del Consiglio – secondo l’analisi che Della Valle ha esplicitato in varie sedi – è il nuovo sistema che consegna l’elezione del presidente della Repubblica in poche mani.
Ed è proprio al presidente della Repubblica – è l’idea di Della Valle – che le persone più sensibili all’emergenza in atto dovrebbero rivolgersi per una svolta della situazione.
È impressionante la virata di Della Valle nei confronti di Renzi.
Finito il tempo delle partite della Fiorentina gomito a gomito o delle passeggiate assieme per Firenze (l’ultima quando Renzi diventò presidente del Consiglio).
Della Valle ha raccontato che teneva davvero al funzionamento di questo governo e che la delusione è stata forte, tanto da ricordare che si tratta di un governo di non eletti.
Lo ha ripetuto anche venerdì sera a La7. Così come ha elencato i consigli dati a Renzi, inascoltati: lasciar governare Letta, costruirsi con cura la squadra per il governo, conoscere meglio il mondo.
In tv, poi, ha pronunciato la frase: «Se serve sono disponibile a dare una mano, a fare cose, anche domani mattina…».
Ad alimentare la delusione nei confronti di Renzi, molti episodi.
A luglio Della Valle parla di «segrete stanze dove si discutono accordi e accordini» e tutti pensano al patto fra Renzi e Berlusconi e Verdini.
All’inizio di settembre c’è la crisi di Ntv (treni Italo), società  di Della Valle, Montezemolo e altri soci.
Secondo loro i governi – compreso quello di Renzi – non hanno permesso la libera concorrenza e hanno favorito Trenitalia.
L’avversario di Italo, Mauro Moretti, amministratore di Trenitalia, è stato «promosso» da Renzi in Finmeccanica, mentre Trenitalia è stata lasciata a un suo fedelissimo.
Venerdì l’incontro fra Marchionne e Renzi a Detroit, ultima goccia.
Per Della Valle trattare Marchionne come un eroe del nostro tempo è stato colmare il lago della delusione. Vada a raccontarlo ai 128 mila cassintegrati Fiat, gli hanno sentito sibilare.
Adesso Della Valle ha sul tavolo il dossier «politica in prima persona». Studia i casi difficili del suo amico Montezemolo e di Corrado Passera.
Decisione da prendere rapida.

Andrea Garibaldi

argomento: Politica | Commenta »

TAGLI ALLA RICERCA, L’UNIVERSITA’ SI RIBELLA

Settembre 28th, 2014 Riccardo Fucile

OLTRE LE PAROLE VUOTE DEL GOVERNO, NON CI SONO CERTEZZE DI RISORSE

Si procede alla vecchia maniera, pre-Renzi.
Si promette un finanziamento alla scuola, tre miliardi si era detto, almeno uno necessario per portare in cattedra 148 mila insegnanti precari.
Ci si costruisce sopra, per sei mesi, una riformona ricca e articolata.
Poi ci si accorge che l’Europa non scuce un centesimo, nonostante i proclami del premier. Piuttosto continua, come con Monti e con Letta al timone, a non farti spendere neppure gli euro che tu, Stato, Regione o Comune, hai in cassa.
Si ammette, e al governo sono serviti altri sei mesi per questo, che bisogna trovare venti miliardi nella prossima legge di stabilità .
Quindi, per garantire la riforma e le assunzioni, si fa partire un piano di spending review sui ministeri. Il tre per cento per tutti, lineare, alla Tremonti.
Per il ministero dell’Istruzione fa un miliardo e mezzo secco.
Un po’ di quel miliardo e mezzo si andrà  a recuperare, sostiene Il Sole 24 ore, togliendo 400 milioni alla ricerca.
Siamo da capo. Non c’è nulla di diverso dai governi Monti-Profumo e Letta-Carrozza, che pure hanno operato in una fase politica costretta dall’emergenza spread.
In più, ci sono solo le promesse, in alcuni casi vere e proprie iperboli.
Siamo in attesa dell’approvazione del piano universitario del ministro Giannini che dovrà  definire   –   a ottobre – i livelli essenziali delle prestazioni per il diritto allo studio, introdurre i costi standard negli atenei (da Catania a Trento), specificare i finanziamenti sulle singole università .
Le bozze che circolano sul decreto ministeriale dicono, però, che sono previsti nuovi tagli alla ricerca, un inasprimento dei criteri di merito e di quello anagrafico (fuori corso) per ottenere borse di studio.
Gli studenti, nel caso la Link, sostengono che con i nuovi parametri “in tutte le regioni italiane le borse di studio diminuirebbero in modo sostanziale”.
E offrono proiezioni sul taglio della platea degli idonei: “Il governo proverà  a far passare l’eliminazione dell’idoneo non beneficiario”.
Ecco, diminuzione degli aventi diritto, aumento dei criteri di merito e anagrafici e ancora tagli delle risorse del fondo integrativo statale per le borse di studio.
Le ipotesi sul piano università  si fanno fosche.
Scrive Alberto Campailla di Link: “Così facciamo un enorme passo indietro rispetto a quanto previsto dal cosiddetto decreto “l’Istruzione riparte” firmato nell’autunno 2013 dal ministro Carrozza. Serve   un rifinanziamento totale”.
Più in generale: “Pensare di cambiare il sistema formativo italiano continuando a togliere risorse economiche rappresenta lo svelamento degli slogan del presidente Renzi. Tagliare 400 milioni sulla ricerca non è la strategia politica di chi vuole investire sull’innovazione e sul futuro della nostra generazione, è solo il gioco delle tre carte”.
La Cgil scuola, fin qui messa ai margini come tutto il sindacato, attacca: “Se dovessero trovare conferma le notizie che circolano sui tagli pesantissimi a scuola, università , ricerca e Afam saremmo di fronte a decisioni gravissime che metterebbero in soffitta tutte le promesse fatte dal governo Renzi. Nel piano scuola non ci sono certezze di risorse, ma adesso si scopre che addirittura si vogliono fare altri tagli alla scuola pubblica. Università , ricerca e Afam rischiano il collasso finanziario e invece di affrontare le questioni vere la ministra Giannini continua a vendere fumo. Di certo nel piano scuola ci sono la cancellazione degli scatti, un’idea di istruzione piegata alle logiche del mercato, la competizione individuale e l’autoritarismo”.
L’Anief: “Il governo vuole fare la riforma a costo zero. L’Esecutivo vuole attuare una partita di giro tra tagli di spesa e nuove risorse”.
L’Anief illustra quali sono gli altri tagli che porteranno il Miur ad autofinanziare “La buona scuola”: riduzione della pianta organica degli Ata, bidelli, applicati di segreteria, assistenti tecnici dei laboratori, quindi stop alle assunzioni per coprire il turn-over e ai commissari esterni per la maturità , avvio di un piano di dematerializzazione per ridurre il personale di segreteria. Sembra il piano Brunetta”.
Il ministro Giannini nega che le bozze circolanti siano definitive, sostiene che l’ipotesi che la spending review possa colpire la ricerca è “assolutamente in contrasto con questo governo che mette istruzione sì ma anche ricerca al centro dell’agenda politica”, poi ammette che anche nel campo della ricerca si può “ancora agire su costi intermedi”.
La quality spending, è l’ultimo anglismo importato.
Ci prova Francesca Puglisi, neoresponsabile Istruzione del Pd, a fermare l’onda di contestazione: “Rispetto ai “si dice” il governo ha investito grandi risorse in un piano straordinario per l’edilizia scolastica”.
Parole alte, che si frantumano sulla questione finanziamenti. Anche il piano edilizia, fin qui, di nuovi soldi ne ha visti davvero pochi.
La gran parte dei (pochi) fin qui utilizzati li aveva già  trovati il penultimo governo.

argomento: Università | Commenta »

UGL NEL CAOS: SI DIMETTE ANCHE MANCINI, ELETTO SEGRETARIO DUE MESI FA

Settembre 28th, 2014 Riccardo Fucile

“E’ VENUTO MENO LO SPIRITO UNITARIO CHE AVEVA PORTATO ALLA MIA ELEZIONE”

Non c’è pace per l’Ugl.
Il segretario nazionale Geremia Mancini, eletto appena due mesi fa, si è dimesso oggi a sorpresa, spiegando che è venuto “lo spirito unitario” e aggiungendo che le sue dimissioni sono irrevocabili.
Mancini è la seconda vittima del caos in cui è piombato il sindacato ‘di centrodestra’ nell’era post-Renata Polverini e non solo a causa della crisi di consenso e rappresentanza dell’area politica di riferimento.
Il predecessore di Mancini, Giovanni Centrella, è stato costretto a dimettersi a luglio per le conseguenze dell’inchiesta della procura di Roma che lo vede indagato per appropriazione indebita di fondi del sindacato, qualcosa come 250 mila euro che secondo l’accusa il dirigente avrebbe utilizzato in parte comprare una casa poi intestata al figlio.
L’Ugl aveva pensato di superare lo scandalo affidandosi a Geremia Mancini, già  sindacalista Cisnal, abruzzese della provincia di Pescara, uomo senza grandi ambizioni di potere e dunque senza grandi nemici interni.
Anche per questo la sua elezione, lo scorso 26 luglio, era avvenuta quasi all’unanimità , ma già  odorava di soluzione di transizione.
Nella nota odierna che annuncia le dimissioni, l’Ugl non spiega le ragioni della decisione di Mancini.
Contattato dall’Ansa, il segretario uscente ha spiegato: “Sono un uomo dell’unità : così mi ero proposto e così ho lavorato questi due mesi, ma queste condizioni sono venute meno e ho preferito rimettere il mandato. Prima della mia elezione – ricorda Mancini – c’erano due componenti in campo, con diverse vedute, un confronto molto vivace. Poi si si sono ricomposte intorno al mio nome, e sono stato eletto con un solo voto contrario e tre astenuti. Ho accettato con spirito di servizio”.
Ad appena due mesi da quella elezione, Mancini ha constatato però che “non c’è   più la possibilità  di condurre la segreteria con uno spirito unitario”.
“Si sono rimessi in moto meccanismi che, per carattere, non mi sento di governare”, dice il segretario dimissionario, confermando che, aldilà  dei grandi tempi su cui l’Ugl è chiamata a impegnarsi in questo momento (a cominciare dalla riforma del lavoro), a pesare sulla sua scelta sono soprattutto problemi interni all’Ugl, incluse “le riforme statutarie” di “un sindacato che va rivisto”.
Domani si riunirà  la segreteria confederale Ugl per fissare la data del Consiglio nazionale che dovrà  scegliere il nuovo segretario.

(da “La Repubblica”)

argomento: sindacati | Commenta »

NO PROFIT NO IVA: LA CAMPAGNA D’OPINIONE DELLE ASSOCIAZIONI CONTRO LA TASSA SULLA BENEFICIENZA

Settembre 28th, 2014 Riccardo Fucile

RIFORMA VUOTA, TASSA INIQUA: MENTRE NEL RESTO D’EUROPA SI PUNTA SULLA DEFISCALIZZAZIONE DELLE DONAZIONI

Il decreto che ridisegna il welfare rischia di essere una scatola vuota.
Le associazioni continuano la campagna no profit no Iva per ridurre le tasse sulla beneficenza.
Una campagna d’opinione contro l’Iva sulla beneficenza ha riportato il mondo del no profit al centro dell’agenda politica, ma l’imbarazzato silenzio del governo non promette niente di buono per rimuovere questo assurdo balzello su chi fa del bene.
Mentre nel resto d’Europa si punta sulla defiscalizzazione delle donazioni, il decreto legge per ridisegnare il welfare italiano rischia di essere una scatola vuota, con una copertura finanziaria insufficiente e poco coraggio nell’innovazione.
Se questa è la risposta al deficit d’attenzione nei confronti del Terzo settore, la strada da fare è ancora in salita.
Invece di spingere il no profit a un salto di qualità  per avviare al meglio l’azione di supplenza nei servizi alla persona, nella ricostruzione di scuole e ospedali, nella salvaguardia dei patrimoni artistici, la politica italiana rimaneggia generiche linee guida e rinuncia a responsabilizzare associazioni e cittadini nel volontariato sociale.
Un percorso che si può agevolare, come avviene in altri Paesi europei e negli Stati Uniti, dove le donazioni sono deducibili dalle tasse e le Onlus non devono pagare gabelle.
L’Iva incassata dallo Stato con l’aliquota al 10 per cento (come nel caso denunciato dal Corriere per il polo scolastico del Comune di Cavezzo, distrutto nel terremoto dell’Emilia) è un’iniquità  che scoraggia la generosità .
Per questo la campagna no profit no Iva va avanti.
Per aiutare chi governa a non commettere un altro errore, come la chiusura dell’Agenzia del volontariato (lo fece il premier Monti) che oggi sarebbe utile per verificare la correttezza dei comportamenti di Fondazioni e associazioni.
Eliminare l’Iva, evitando tassazioni penalizzanti a chi fa del bene è un provvedimento semplice e concreto: non è una perdita, ma un’opportunità .

Giangiacomo Schiavi

argomento: denuncia | Commenta »

BERLUSCONI, RENZI E L’IDEA DI SOSTITUIRE NCD NELL’ESECUTIVO

Settembre 28th, 2014 Riccardo Fucile

MA FINORA “L’OPERAZIONE LASSIE” PER TOGLIERE AD ALFANO LA GOLDEN SHARE DELLA MAGGIORANZA IN SENATO NON HA SORTITO EFFETTI

Berlusconi vuole allearsi con Ncd per i governi regionali o vuole sostituirsi a Ncd al governo nazionale?
Ultimamente pensieri parole opere (e omissioni) del Cavaliere – assai contraddittori – hanno alimentato il dubbio sul suo reale intento: cerca Alfano o aspira a Renzi? Vuole ricostruire una coalizione di centrodestra per battere poi Renzi nelle urne o pensa piuttosto di asfaltare il Nuovo centrodestra per poi allearsi con Renzi in Parlamento? È una domanda che ormai si pongono apertamente anche dentro Forza Italia, siccome gli indizi sono numerosi, tanti quante le impronte che Berlusconi ha lasciato sul telefonino nel corso dell’estate, passata a corteggiare i senatori transitati con Alfano: per Schifani e Bonaiuti – visti i rapporti di un tempo – non ha avuto bisogno di intermediari.
Mentre a Verdini, Tajani, Ghedini e Romani ha lasciato il compito di saggiare la disponibilità  degli altri a tornare insieme
Il Cavaliere, si sa, è abile nel toccare le corde giuste, e per ogni interlocutore – da Colucci a D’Alì, da Viceconte a Gentile – ha usato il tasto dei ricordi, il tono struggente dell’amarcord.
Peccato che la cordialità  (ricambiata) non abbia fatto breccia, per ragioni politiche e interessi personali.
D’altronde quale senso avrebbe avuto – vista l’offerta che veniva avanzata – lasciare Ncd, passare un paio di giorni all’opposizione e poi tornare per una via diversa di nuovo in maggioranza?
E in più, con Forza Italia in «overbooking» e la vecchia guardia azzurra minacciata dal ricambio generazionale, chi mai tornerebbe in Parlamento?
Così l’«operazione Lassie», voluta da Berlusconi per togliere ad Alfano la golden share della maggioranza in Senato, non ha sortito effetti.
E visto che non riusciva a superare l’ostacolo, il Cavaliere – come raccontava ieri Libero – ha provato ad aggirarlo, puntando a costruire un altro gruppo, nel quale far confluire pezzi di Ncd e di centristi, da unire ad altri parlamentari che militano nel gruppo delle Autonomie.
Ma anche questa iniziativa non è decollata, e Schifani – stufo di vedersi tirato in ballo – spiega che «c’è piena sintonia con Alfano» e che «questi malevoli rumors sono finalizzati a ostacolare l’unificazione di Ncd con l’Udc e i Popolari di Mauro».
Strana storia, quella del centrodestra: di giorno si riuniscono per stabilire come andare insieme alle Regionali, e la sera c’è chi si adopera per soffiare l’argenteria in casa altrui. Il «caso Bugaro» – l’ormai ex coordinatore ncd delle Marche – è emblematico. Non è certo un «selfie» che ha indotto Alfano a porsi l’interrogativo: «Berlusconi vuole ricostruire o vuole vendicarsi?».
Domanda retorica, visti gli indizi, disseminati dal leader di Forza Italia.
Dell’offerta di alleanza fatta in agosto a Renzi, per esempio, c’è traccia nei sondaggi che il Cavaliere aveva commissionato prima dell’incontro, e che pare abbia lasciato in copia sulla scrivania del premier.
È un lavorio frenetico, quello di Berlusconi, che continua a ripetere di aver fatto la «cosa giusta» rompendo le larghe intese con il governo Letta.
Però, mentre le sue parole provano a giustificare quella scelta, le sue azioni rivelano che sta tentando di rimediare all’errore.
Non si spiega altrimenti il modo in cui ha argomentato le sue avances ad alcuni alfaniani, l’idea cioè – in prospettiva – di «farmi promotore di un partito popolare. Capisci, così sarebbe più facile avere un rapporto con Renzi, piuttosto che chiamarci Forza Italia».
È un ripensamento strategico che sta dietro il sostegno al Jobs act e che cova sotto la cenere della riforma elettorale.
Sull’Italicum infatti il Cavaliere tentenna, e coltiva intimamente il sogno di tenersi il proporzionale. Renzi ha fiutato puzza di bruciato.
Così si torna alla domanda: Berlusconi vuole allearsi con Ncd alle Regionali o vuole sostituirsi a Ncd al governo?
Tutto non può avere.

Francesco Verderami

argomento: Renzi | Commenta »

LO STATO RUBA I SOLDI A SE STESSO: IL FONDO PROSCIUGATO DELL’8 PER MILLE

Settembre 28th, 2014 Riccardo Fucile

LA LEGGE NE DELIMITA L’USO, MA DA ALITALIA ALLA SPENDLING LO USANO PER TUTTO

Spesso i Radicali o associazioni come l’Uaar (atei, agnostici e razionalisti) si lamentano dell’opacità  con cui la Chiesa spende il miliardo di euro che le frutta l’8 per mille: era stato istituito per pagare lo “stipendio” dei preti, ma è un tale fiume di soldi che finisce per servire a molto altro, comprese le milionarie campagne pubblicitarie della Cei quando si avvicinano le dichiarazioni dei redditi.
Una chiara violazione del rapporto di fiducia tra il contribuente che fa la donazione e chi quella donazione deve amministrare.
Il problema è che lo Stato italiano non ha i requisiti per chiedere il rispetto della norma visto che è il primo a non rispettarla e in maniera assai più radicale dei vescovi: il Fondo dell’8 per mille di competenza statale – 170 milioni circa nel 2013 – è stato infatti sistematicamente svuotato negli ultimi dieci anni per finanziare le spese più varie in aperta violazione della legge
Una norma del 1985, e le modificazioni successive, stabilisce infatti quali sono le destinazioni possibili per l’8 per mille statale: all’ingrosso i beni culturali (che poi spesso sono chiese e conventi), le calamità  naturali, l’assistenza ai rifugiati e interventi contro la fame nel mondo.
Da quest’anno – così sancisce il relativo Dpr approvato dal Parlamento la scorsa settimana – si aggiunge anche l’edilizia scolastica.
Funziona così: chi ha i requisiti presenta la domanda e poi palazzo Chigi prevede al riparto dei fondi per assicurare i meritori obiettivi di cui sopra
Questo in teoria, perchè nella pratica lo stesso governo ha l’abitudine di borseggiare il Fondo dell’8 per mille fino a svuotarlo: nel 2011 e nel 2012, si legge in un dossier predisposto dal Servizio Studi della Camera, “non si è proceduto alla predisposizione del decreto di ripartizione della quota dell’8 per mille dell’Irpef a diretta gestione statale per mancanza di disponibilità  finanziaria”.
Tradotto: non c’era più un euro.
E perchè? Sono sempre i tecnici di Montecitorio a spiegarcelo: nel 2011 “l’intero stanziamento, pari a oltre 145 milioni di euro, è stato utilizzato a copertura di interventi legislativi approvati nell’ambito delle manovre di consolidamento dei conti pubblici” (una sorta di spending review alla Tremonti) ; mentre “la quota per l’anno 2012 è risultata interamente decurtata per effetto di successivi provvedimenti legislativi, per la gran parte legati a esigenze di Protezione civile”.
Nel 2013, infine, il capolavoro.
I soldi che gli italiani avevano dato allo Stato per le belle cose che sappiamo ammontavano in tutto a 169,899 milioni di euro.
Alla fine, a differenza degli anni precedenti, il decreto di riparto del Fondo c’è stato: peccato che dentro ci fossero rimasti solo 404.771 euro, il che ha consentito di dar corso nientemeno che allo 0,1% delle domande presentate.
E gli altri 169 milioni e spicci?
Ci hanno fatto po’ di tutto: la metà  (85 milioni) se li è presi Enrico Letta per la Legge di Stabilità  dell’anno scorso; dieci milioni sono finiti a finanziare l’inutile decreto Crescita, cinque milioni sono serviti al Fondo per la Cassa integrazione dei dipendenti Alitalia; 64 milioni alla flotta aerea della Protezione civile; un milione e mezzo per rilanciare l’occupazione giovanile (?) ; un altro paio di milioni e più a riduzioni di spesa.
Ora il M5S, che in questo anno e mezzo di legislatura ha sempre seguito la materia, ha presentato una mozione sul tema (ancora non calendarizzata) a prima firma Francesco Cariello, deputato membro della commissione Bilancio.
L’idea del Movimento 5 Stelle è impegnare formalmente il governo – con la prossima legge di Stabilità  – “a reperire risorse finanziarie destinate al ripristino integrale delle somme dell’8 per mille a gestione statale per l’anno 2014 e i successivi” e “a non utilizzare in futuro” quei soldi per coprire spese non previste dalla legge che regola il Fondo.
In realtà , già  nel decreto che smistò i 404mila euro dell’anno scorso c’era scritto quanto segue: “C’è la necessità  di intervenire al fine di individuare specifiche modalità  di reintegrazione delle risorse al fine di contemperare le criticità  dovute alla riduzione delle risorse dell’8 per mille a gestione statale con il rispetto delle scelte operate dai contribuenti”.
Tradotto: il governo aveva già  detto a se stesso che rubare così soldi destinati ad altro è molto brutto, aveva promesso di non farlo più e riconsegnare il maltolto, il Parlamento s’era detto d’accordo e aveva votato.
La tentazione, però, è evidentemente troppo forte: facendo dei conti all’ingrosso, ad esempio, dal 2004 – l’anno in cui debutta l’autoborseggio dell’8 per mille – a oggi parliamo di più di un miliardo di euro.
E tutti sappiamo quanto fa comodo un miliardo di euro da spendere.

Marco Palombi

argomento: denuncia | Commenta »

LA “DOTTRINA BERLUSCONI” DOPO 20 ANNI SI FA LARGO A SINISTRA

Settembre 28th, 2014 Riccardo Fucile

DALLA MANCANZA DI POTERI DEL PREMIER AL SUPERAMENTO DELL’ART.18 PASSANDO PER LA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA: SONO DIVENTATI I TEMI DEL GOVERNO

Pochi giorni fa Silvio Berlusconi, con non scontata lucidità , ha definito sè una bandiera a mezz’asta.
E però, per paradosso, proprio oggi sventolano in sommità  del pennone le battaglie di un ventennio, combattute e mai vinte per colpe varie, del centrodestra e non soltanto. In queste settimane si racconta del milione abbondante di manifestanti radunati al Circo Massimo dalla Cgil di Sergio Cofferati nel marzo del 2002 in difesa dell’articolo 18, ma non sarà  inutile ricordare una direzione nazionale dei Democratici di sinistra (4 dicembre 2001, segretario Piero Fassino) che produsse un ordine del giorno per emettere condanna contro «l’attacco condotto dal governo Berlusconi all’articolo 18», e cioè «uno degli architravi del nostro diritto del lavoro e delle moderne relazioni industriali»; evviva, dunque, alla «ritrovata unità  dei sindacati confederali». Massimo D’Alema – ora dipinto come un anticipatore della riforma proposta da Matteo Renzi – scrisse una lettera al Corriere della Sera e puntualizzò il suo pensiero: «Proposte confuse, inique, controproducenti». Lui comunque l’articolo 18 non aveva mai inteso sfiorarlo.
Se Berlusconi non la spuntò dipese dai tremori della sua maggioranza, dall’opposizione sdegnata della sinistra, soprattutto dalla forza ora annacquata della Cgil
Eppure Berlusconi non ebbe mai gli atteggiamenti sprezzanti riservati da Renzi ai sindacati: lui li incontrava, talvolta sosteneva la necessità  di «un dialogo serrato», magari li accusava di essere «campioni del conservatorismo», esprimeva aperto fastidio per il rito superato e al ribasso della concertazione.
Non è che ora si parli d’altro.
E però Renzi combatte contro un avversario indebolito dalla storia e spiazzato da ceffoni che arrivano da sinistra: il premier si fa riprendere dallo smartphone e replica a Susanna Camusso che lui non ha un bel niente da concertare con chi invece di difendere i lavoratori ha difeso ideologie del secolo passato.
Insomma, siamo ancora lì. Siamo al tema centralissimo e ripetuto a noia da un sempre più prolisso Berlusconi sull’impossibilità  di governare: si metteva davanti a pubblico e telespettatori e si prendeva delle mezzore per descrivere l’iter infinito di una legge, fra commissioni, doppia lettura (Camera e Senato), dominio del parlamentarismo, controlli costituzionali: tutte cose eccellenti in tempi in cui la rapidità  non era richiesta.
Berlusconi disse nei suoi modi sempre un po’ dozzinali che per guadagnare tempo sarebbe stato utile far votare soltanto i capigruppo (ma aggiunse: «Chi non è d’accordo può votare contro o astenersi»); in confronto quello del Movimento cinque stelle è un capolavoro: si chiama «traditore» chi vota in dissenso e lo si caccia, e il vicesegretario del Pd, Debora Serracchiani, teorizza il dibattito ma poi non sono ammesse defezioni (intanto che Renzi studia il modo di rafforzare i poteri dell’esecutivo, e nel frattempo pure lui comanda tramite i decreti d’urgenza, per i quali l’urgenza non è evidentemente più un requisito).
Quelli di destra, si diceva, avevano la solita tentazione totalitaria, e qualcosa del genere lo si attribuisce a Renzi, ma fra i partiti è poca roba, il più viene da fuori il Parlamento, da giornali, da intellettuali.
Chissà  allora se è proprio un paradosso, o se invece è la logica conseguenza che, declinante Berlusconi, dilaghi la sua dottrina, specie a sinistra.
Il nuovo Pd non soltanto abbandona la complicata teoria di Padoa Schioppa sulla bellezza delle tasse, ma le abbassa (gli 80 euro) e promette di abbassarle ulteriormente.
Contrasta tremontianamente il rigore europeista, punta verdinianamente a una legge elettorale che premi il partito e non la coalizione, sfida brunettianamente il tempio della pubblica amministrazione, e si intravede semmai il pericolo che tutte queste riforme berlusconianamente non vengano approvate.
Sarà  interessante soprattutto vedere che sarà  di quella della giustizia: il concetto di inchieste a orologeria, spuntato di colpo fuori da Forza Italia, e le geremiadi di Luigi De Magistris (prima erano corrotti i politici, ora i giudici), hanno reso evidente – se ce n’era bisogno – che i rapporti fra politica e magistratura sono da ridefinire, dopo un ventennio di parziale e colpevole cessione di sovranità  alle procure.

Mattia Feltri
(da “La Stampa”)

argomento: economia, governo | Commenta »

RENZI, GLI AMICI SE NE VANNO: “SI E’ SCELTO I PACCIANI DELLA POLITICA”

Settembre 28th, 2014 Riccardo Fucile

L’EX ALLEATO DIEGO DELLA VALLE PRONTO ALLA BATTAGLIA

Neanche un anno fa, Matteo Renzi respingeva le telefonate di Sergio Marchionne, lo teneva ai cancelli. Quasi indifferente.
E la domenica, che fosse mattina presto o sera tardi, incontrava di nascosto Diego Della Valle, che illustrava le tattiche per la conquista di Roma, lenta eppure inesorabile
Oggi il signor Tod’s non compone più il numero di Renzi, le comunicazioni sono interrotte, ma il ruvido duello è appena cominciato: “Io non sono incavolato perchè ho interessi da tutelare, ma perchè Renzi — questo è il ragionamento di Della Valle con i suoi amici in queste sere e quello che ripete in tv — ha sbagliato dal principio: squadra di governo, nomine per le società  pubbliche, intollerabile e continuo ricatto all’Italia: o siete miei amici o miei nemici”.
A Della Valle non piacciono le riforme di Renzi, i ministri inesperti che le accudiscono su preciso mandato, i compagni che arruola per riscrivere la Carta: “Quelli sono i Pacciani della politica. Matteo vuole soltanto controllare tutto”.
Il marchigiano va oltre le sfuriate televisive contro l’ex amico toscano, un tempo considerato un ragazzo intraprendente persino da consigliare (ruolo che Renzi non affida a nessuno): “Vedrete quel che accadrà  nei prossimi mesi. Matteo non è l’unica speranza, non è l’ultima spiaggia, non è l’estrema salvezza, semmai s’è rivelato una condanna”, queste sono le risposte frequenti che Della Valle concede a chi lo interpella su Renzi.
E il significato è semplice da desumere: un pezzo di imprenditoria italiana si sta organizzando.
Ci sono tre uomini, tre “colleghi” che il signor Tod’s non supporta, l’ordine è sparso: John Elkann, Mauro Moretti e Marchionne.
I nuovi oppositori di Renzi credono che l’inattesa sintonia con il capo di Fca dipenda anche dai prossimi assetti nel Corriere della sera, che a breve dovrà  sostituire Ferruccio de Bortoli.
Questo Corriere, dopo l’editoriale di de Bortoli con la parola “massoneria” in prima pagina e le pungenti critiche a Renzi, non è considerato un amico di palazzo Chigi.
E non sono amici neppure i soci di Della Valle in Italo: Luca Cordero di Montezemolo e Alberto Bombassei. La società  Nuovo Trasporto Viaggiatori ha accumulato un debito di 781 milioni e la tassa per utilizzare le rotaie di proprietà  pubblica, di recente elevata dal ministro Federica Guidi dopo che Enrico Letta l’aveva scontata, non è un toccasana.
Della Valle e Montezemolo sono convinti che sia scorretta la concorrenza di Trenitalia, passata dall’odiato Moretti all’epigono Michele Elia, e che sia assecondata da un’inefficiente Autorità  di Garanzia
Seppur il rapporto tra Della Valle e Renzi sia inesistente, Dario Nardella, sindaco di Firenze e renziano integerrimo, va molto d’accordo con Andrea Della Valle: non ci sono attriti sul progetto per lo stadio dei Viola; i lavori dovrebbero iniziare entro 18 mesi, e sugli spalti del “Franchi” sono sempre seduti vicino.
Il fattore Renzi ha diviso la Conferenza episcopale italiana.
Il segretario Nunzio Galantino ha invitato il premier a sospendere la politica degli annunci e non ha approvato l’abolizione dell’articolo 18, mentre il presidente Angelo Bagnasco ha replicato con un secco: “Non è un dogma”.
Anche se i vescovi non sono più così determinanti per i palazzi romani come in epoca Camillo Ruini e il governo santo non è governato più dal tentacolare Tarcisio Bertone, le opinioni vanno pesate e non contate, parafrasando Enrico Cuccia: monsignor Galantino è stato nominato lo scorso marzo da papa Francesco; il genovese Bagnasco è un residuato di una stagione finita.
In questa selezione tra renziani e oppositori, i vescovi sono più attigui al secondo gruppo.
Scelte: Renzi è il presidente del Consiglio che ha disertato la festa in Riviera di Comunione e Liberazione.
Quanto siano forti questi poteri è piuttosto superfluo. Quel che è evidente — ormai lampante per Renzi — è il numero di amici che se ne vanno.

Carlo Tecce
(da “il Fatto Quotidiano”)

argomento: Renzi | Commenta »

CARRAI SPOSO, I BANCHIERI FESTEGGIANO A FIRENZE

Settembre 28th, 2014 Riccardo Fucile

PER IL MATRIMONIO DEL CONSIGLIERE DEL PREMIER ARRIVANO A OMAGGIARLO “I POTERI FORTI” DALL’ITALIA E DALL’AMERICA

Si potrebbe liquidare come semplice gossip, il matrimonio tra Marco Carrai e Francesca Campana Comparini celebrato ieri pomeriggio in San Miniato al Monte a Firenze.
E la presenza di Matteo Renzi, insieme al fido consigliere Luca Lotti e all’eurodeputata Simona Bonafè, potrebbe tutt’al più dare alla cerimonia una legittimazione da evento politico.
Eppure non si tratta nè di gossip nè di politica. Ma solo ed esclusivamente di potere.
Meglio: di poteri forti.
Gli stessi che Renzi sostiene di voler mettere ai margini si sono riuniti per la cerimonia di Carrai. A cominciare da Davide Serra del fondo Algebris, fino a Fabrizio Viola, amministratore delegato di Monte dei Paschi di Siena.
Il presidente di Snam ed ex Bce Lorenzo Bini Smaghi, l’ex ad di Fiat Paolo Fresco, Marco Morelli di Bofa Merrill Lynch, gli imprenditori toscani Marco e Leonardo Bassilichi a capo della Camera di Commercio fiorentina, il presidente di Corporacion America Italia Roberto Naldi, nonchè referente di fiducia in Aeroporto di Firenze per Eduardo Eurnekian.
Il responsabile delle Casse del Centro di Banca Intesa San Paolo Luciano Nebbia e il presidente dell’Ente CR Firenze Umberto Tombari. Ancora: Giuseppe Recchi, Giampiero Palenzona, Gian Maria Gross Pietro, Giuseppe Morbidelli, Chicco Testa.
Il mondo di Carrai accorso al suo matrimonio non si conclude con la schiera di finanziari, imprenditori, uomini che hanno gestito il potere economico in Italia e non solo negli ultimi decenni.
Da Los Angels è appositamente arrivato Michael Ledeen, 73enne amico intimo di Carrai.
Ex consulente di Cia, Sismi, governo Reagan ai tempi della crisi di Sigonella.
Uno che teorizza il disordine per mantenere l’ordine, considerata l’eminenza grigia di molti intrecci internazionali degli ultimi decenni.
Fra gli oltre 300 invitati anche l’ambasciatore Usa John R. Phillips.
In seconda fila il gruppo di potere fiorentino. Alberto Bianchi, tesoriere delle fondazioni di Renzi e nominato dal premier nel cda dell’Enel, Matteo Spanò, presidente della Banca di credito cooperativa di Pontassieve (quella che ha concesso un mutuo senza garanzia da 500 mila euro all’azienda di Tiziano Renzi Chil Post poi fallita) e alla guida del Museo dei Ragazzi del Comune di Firenze. Jacopo Mazzei, membro, tra l’altro, del cda dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze. Il sindaco ereditario Dario Nardella, il direttore commerciale della Rai Luigi De Siervo e sorella Lucia, accompagnata dal marito Filippo Vannoni, presidente della controllata municipale Publiacqua.
Presente anche Erasmo D’Angelis, a capo dell’unità  di crisi di Palazzo Chigi.
Persino il procuratore generale della Corte d’appello di Firenze, Tindari Baglione, si è arrampicato sulla scalinata per raggiungere la cattedrale. Seguito da Paolo Mieli.
Lo sposo Carrai, fedelissimo fundraiser del premier, ha riunito gli amici di una vita a cui negli anni ha chiesto di finanziare e sostenere Renzi. Ma l’abisso di mondi è evidente.
Con Matteo che nonostante il potere sembra l’invitato fuori luogo. Si siede al posto del testimone, al fianco di Bianchi, mentre la moglie Agnese è dietro l’altare a cantare con il coro del Maggio Musicale.
Presieduto da Francesco Bianchi, fratello di Alberto. Renzi ha preferito evitare di partecipare al rinfresco serale a villa Corsini.
Nell’esercito di smoking, il premier appare ingessato, fuori luogo. In abiti non suoi. Cerca sostegno nel codazzo di fedelissimi che ha voluto portare con sè, come Luca Lotti, invitato nonostante non abbia rapporti con Carrai.
Con Alessandro Baricco e Oscar Farinetti si conclude l’elenco dei renziani presenti. Maria Elena Boschi è stata esclusa dalla cerimonia.
Nella giornata di ieri, con l’amico Marco impegnato nel suo matrimonio, l’anello di congiunzione tra i due universi è stato Bianchi che, con aspetto signorile e passo nobiliare, ha tentato di sdoganare gli adepti del premier tra banchieri, imprenditori e blasoni presenti.
I risultati sono stati decisamente mediocri, ma i mondi sono visibilmente distanti.
“Lei considera il ruolo politico di Renzi, è comprensibile, per noi invece è come ad Ascot, nel Berkshire, ha presente? ”, commenta uno degli invitati che sostiene di essere amico anche di Serra. Ascot è noto per le corse dei cavalli.
“Esattamente, per noi Matteo è un cavallo: lo abbiamo svezzato, allevato e coccolato. Ci ha dato delle soddisfazioni. Abbiamo deciso di scommettere su di lui, ora aspettiamo di vedere se arriva al traguardo da vincente oppure no”.
E se perde? “Il mondo è pieno di puro sangue, mi creda, basta allevarli”.
Per molti dei presenti il rischio della scommessa è minimo, fuori da questa cerchia invece la posta in gioco su quel cavallo è massima: le sorti del Paese.

Davide Vecchi
(da “il Fatto Quotidiano“)

argomento: la casta | Commenta »

« Previous Entries
Next Entries »
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.297)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.222)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (120)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.586)
    • criminalità (1.403)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.531)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.332)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.079)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (823)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (511)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (543)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.787)
    • governo (5.803)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.413)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (38.049)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.685)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (454)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Marzo 2026 (136)
    • Febbraio 2026 (617)
    • Gennaio 2026 (653)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (458)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (504)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (462)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (585)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (633)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (207)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (159)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Settembre 2014
    L M M G V S D
    1234567
    891011121314
    15161718192021
    22232425262728
    2930  
    « Ago   Ott »
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • “VANNACCI È UN GENERALE A DUE STELLE”. VINCENZO CAMPORINI, EX CAPO DI STATO MAGGIORE DELLA DIFESA, STRAPPA LE MOSTRINE AL FONDATORE DI “FUTURO NAZIONALE”: “HA SUPERATO UN GRADINO MA NON È ARRIVATO NEMMENO ALLA TERZA STELLA, LASCIAMO PERDERE DAI”
    • SI METTE MALE PER GIORGIA MELONI: TRA LE “VITTIME” DELLA NUOVA GUERRA DEL GOLFO C’E’ IL REFERENDUM
    • TRUMP BOMBARDA L’IRAN PER NASCONDERE I GUAI CHE HA IN CASA: LO SCORSO MESE GLI STATI UNITI HANNO PERSO 92MILA POSTI DI LAVORO RISPETTO GENNAIO, MENTRE GLI ANALISTI ATTENDEVANO UN AUMENTO DI 50.000 UNITÀ. SI TRATTA DEL DATO PEGGIORE DAL DICEMBRE 2020
    • FACT-CHECKING: LA SCUOLA DI MINAB IN IRAN CHE HA UCCISO 200 RAGAZZE INNOCENTI E’ STATA BOMBARDATA DAGLI STATI UNITI
    • L’ULTIMO SONDAGGIO “YOUTREND” CERTIFICA CHE, IN MERITO ALLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA, IL “NO” È AVANTI CON IL 54,1% (SE L’AFFLUENZA SARÀ BASSA) O CON IL 51,4% (SE L’AFFLUENZA SARÀ PIÙ ALTA)
    • “TRUMP STA CREANDO UN PROBLEMA ALLA SUA ALLEATA GIORGIA MELONI”. IL SITO “POLITICO.EU” INFILA IL DITO NELLA PIAGA DELLA DUCETTA: “SEBBENE IL REFERENDUM RIGUARDI FORMALMENTE LA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA, SI È RAPIDAMENTE TRASFORMATO IN UN PIÙ AMPIO VOTO DI FIDUCIA SU MELONI E SUL SUO GOVERNO DI DESTRA”
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA