Destra di Popolo.net

SQUALLORE ITALICO: A DECINE DA ROMA AD AMATRICE ED ACCUMOLI PER OTTENERE I CONTRIBUTI

Settembre 26th, 2017 Riccardo Fucile

CAMBI DI RESIDENZA FITTIZI, LA PROCURA DI RIETI INDAGA SU 120 CASI DI EROGAZIONE DI CONTRIBUTI ANOMALI

Tentavano di cambiare residenza per risultare cittadini di Amatrice e Accumoli per percepire i contributi economici destinati ai comuni delle zone terremotate. E ora rischiano l’accusa di truffa e falso.
È l’ipotesi degli investigatori della procura di Rieti che hanno concentrato l’attenzione su 120 erogazioni del Cas – Contributo di autonoma sistemazione destinate a cittadini provenienti da altri territori, prevalentemente dalla Capitale che hanno controllato nel dettaglio.
Secondo le ipotesi dei magistrati, le erogazioni sono state effettuate nei confronti di persone che non avevano nè i requisiti nè il diritto di percepire l’indennità  economica a sostegno di chi risiede nei Comuni devastati dal terremoto del 2016.
Ieri, lunedì 25 settembre, il procuratore capo Giuseppe Saieva ha anticipato la chiusura imminente dell’indagine condotta sulle erogazioni dei contributi Cas, un canale diverso rispetto alle assegnazioni delle soluzioni abitative d’emergenza, conosciute come Sae.
Le indagini dei magistrati si erano da subito concentrate su un incremento dei cambi di residenza nei comuni di Amatrice e Accumoli, considerati da subito “sospetti”. Cambi operati da cittadini residenti in altri territori, prevalentemente nella Capitale, che, secondo l’ipotesi degli investigatori, avrebbero tentato di spostare la residenza nei due Municipi devastati dal sisma proprio per poter percepire i contributi economici stanziati dallo Stato in sostegno delle popolazioni residenti.
La procura ha vagliato le tante domande di accesso al sostegno economico – da un minimo di 400 euro al mese, per i nuclei familiari composti da una sola persona, a un massimo di 900 per le famiglie numerose – anche con il supporto dei sindaci dei comuni interessati, riscontrando centinaia di anomalie.
Nomi per i quali, ora, potrebbe scattare l’accusa di truffa e falso da parte della Procura di Rieti.

(da agenzie)

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BERLUSCONI PRONTO A FAR SALTARE IL CENTRODESTRA: “VENDERO’ CARA LA PELLE, SALVINI A PALAZZO CHIGI NON CI ARRIVERA'”

Settembre 26th, 2017 Riccardo Fucile

“IN GERMANIA HANNO VINTO I MODERATI, NON GLI AMICI DI SALVINI”…   “MEGLIO ANDARE AL VOTO DA SOLI CHE SUBIRE CONTINUE IMPOSIZIONI, MANDO TUTTI AL DIAVOLO”

Berlusconi si attende, decisamente «seccato», anzi parecchio «infastidito», che Salvini attacchi a suonare la fanfara, con lui la Meloni, e tutto il gruppo dei forzisti pro-Lega ne profitti per gridare che le ragioni dell’unità  a destra sono più forti dopo il voto tedesco, dunque vai col “listone” alle prossime elezioni, vai con i candidati comuni, vai con il partito unico e con il grande cambio generazionale destinato a pensionare il Cav, giunto all’età  di anni 81 (li compirà  tra 3 giorni).
Tutto ciò mette l’ex premier di pessimo umore.
Ma il paradosso è che adesso gli tocca addirittura difendere la Merkel, proprio lei, e per difendersi da Salvini sostenere che Angela non ha perso, no, semmai «è riuscita nell’impresa ammirevole di farsi riconfermare Bundeskanzlerin dopo 12 anni di governo, un record assoluto nonostante abbia spalancato le braccia a 1 milione 200mila migranti».
Lo va ripetendo al telefono con Antonio Tajani, o negli scambi di valutazioni con i rari collaboratori ammessi nelle riunioni strategiche del lunedì.
Sestino Giacomoni, la sua «ombra», argomenta il contrario esatto dei «sovranisti», cioè che in Germania hanno vinto i moderati e pure in Italia bisognerà  seguire l’esempio. Quanto più Salvini canta vittoria, tanto più ad Arcore si minimizza. Un clima che promette nulla di buono.
ARIA PESSIMA
Basta poco, a volte, per determinare i cambi di umore. Fino a poco fa Berlusconi non vedeva l’ora di abbracciare i suoi alleati, voleva incontrarli e quelli sfuggivano, Silvio proponeva di unire le forze ma Giorgia e Matteo si telefonavano tra loro, «io non ci penso nemmeno, e tu?», «ma figuriamoci».
Poi è arrivata la nuova proposta di legge elettorale, il «Rosatellum», con la Lega super-favorevole e Forza Italia tiepidamente. Gianni Letta ha messo una pulce nell’orecchio del Cav, «attento è una trappola, con i candidati comuni finirà  che Salvini ti sfila il partito, diventerà  padrone in casa tua».
Nemmeno il tempo di dirlo, che il consigliere politico berlusconiano, Giovanni Toti, è andato ad applaudire Salvini a Pontida. E loro due, insieme col capogruppo Paolo Romani, si sono fatti un selfie alla festa della Meloni: il ritratto di famiglia della destra post-berlusconiana.
Uno show di balzanza, forse un peccato di presunzione perchè dopo il selfie si sono precipitati in tanti dal Capo a denunciare i «golpisti», a dirgli che «c’è un’Opa ostile su Forza Italia, dobbiamo vender cara la pelle».
ATTACCO DI NERVI
Così il pendolo berlusconiano è ritornato indietro. La convenienza politica spingeva all’unità  del centrodestra, ora è tornata l’insofferenza dell’uomo per gli urlatori, gli odiatori, gli estremisti in genere.
Le ultime, di fonte più che autorevole, raccontano come il «piano B» di Berlusconi stia diventando «A», dunque la voglia di marciare da solo contro tutti, con qualunque sistema elettorale, prevalga ora sui calcoli di convenienza. A costo di perdere seggi pur di farne perdere a Salvini e sbarrargli la via verso Palazzo Chigi.
Domanda un dignitario berlusconiano tra i massimi: «Si rende conto Matteo che, se gli prende un attacco di nervi come spesso capita, il nostro presidente è prontissimo a mandare al diavolo gli alleati? Rinuncerebbe a qualche seggio, ma resterebbe padrone di Forza Italia. Gli eletti sarebbero tutti suoi, nessuno in condominio con la Lega. L’Europa non chiede di meglio. E potrebbe dargli una mano il 22 novembre a Strasburgo, quando la Corte deciderà  sulla decadenza da senatore. Le sensazioni? Erano buone, sono diventate ottime».

(da “La Stampa”)

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LA CANDIDATA DI FORZA ITALIA E LA STRANA STORIA DELLA CASA “ACQUISTATA” DAI GRILLINI

Settembre 26th, 2017 Riccardo Fucile

SEDICI MESI FA IL M5S RICONSEGNO’ ALLA 32ENNE LA CASA PIGNORATA, OGGI LEI SI CANDIDA CON FORZA ITALIA

La beffa per i 5 Stelle arriva da Vittoria (Ragusa): Martina Guarascio, figlia di un commerciante toltosi la vita dandosi fuoco davanti alla casa pignorata dalle banche, era diventata uno dei simboli delle battaglia dei grillini, che avevano organizzato una raccolta fondi per scongiurare il suo sfratto: non più di sedici mesi fa il M5S riconsegnò con tutti gli onori alla 32enne la casa pignorata — presenti per l’occasione Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista.
Adesso lei si candida alla Regione Sicilia con Forza Italia: «Siamo contenti per lei: ci dispiace solo che abbia scelto il lato sbagliato», la replica del candidato governatore M5S Giancarlo Cancelleri.
Ma la storia è più complicata di così e l’ha raccontata qualche tempo fa Mauro Munafò su l’Espresso: nel 2013 la trasmissione Servizio Pubblico di Michele Santoro aveva dedicato un lungo servizio al caso, promuovendo una raccolta di fondi tra gli ascoltatori con l’obiettivo di riacquistare l’immobile.
La raccolta fondi, diretti verso un conto corrente della famiglia, era stata dichiarata conclusa con successo.
Se i soldi per il riacquisto erano già  stati raccolti, cosa hanno acquistato quindi i consiglieri del Movimento 5 Stelle?
Da quanto dichiarato a Vittoria dai 5 Stelle e dal figlio di Giovanni Guarascio in un’intervista alla testata locale MeridioNews, la casa non era stata riacquistata perchè sotto sequestro preventivo.
Quella cifra è stata quindi in parte usata per spese legali e mediche.
La casa è stata invece acquistata solo di recente ed è costata intorno ai 70mila euro. Di questi, quelli donati dal Movimento 5 Stelle sono stati “circa 30mila” secondo Giovanni Guarascio.
Per l’esattezza 32mila afferma il Movimento 5 Stelle Sicilia con un video pubblicato sulla sua pagina Facebook.
Lo stesso figlio di Guarascio disse all’epoca la sua sull’uso politico fatto della loro vicenda. “All’inizio il Movimento cinque stelle ha detto “L’abbiamo comprata noi”, poi hanno corretto il tiro. Ma in fondo li capisco. Se dici “abbiamo contribuito” ha meno peso. Così invece ha più impatto politico, ma non voglio innescare polemiche”.

(da “NextQuotidiano”)

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ALTRO SCHIAFFO PER TRUMP, IL CONGRESSO SALVA DI NUOVO L’OBAMACARE

Settembre 26th, 2017 Riccardo Fucile

TRE I NO DECISIVI, TRA CUI JOHN MCCAIN… CENTINAIA DI PERSONE IN PIAZZA A DIFESA DELLA RIFORMA SANITARIA DI OBAMA

Una nuova pesante sconfitta per i repubblicani e per Donald Trump: il progetto di legge per abolire e sostituire l’Obamacare non ha i voti in Senato e quindi affonda, mandando all’aria l’ennesimo tentativo della destra di smantellare una delle eredità  di Barack Obama. A rendere ancora più pesante la sconfitta è il fatto che i repubblicani perdono di fatto l’autorità  di approvare la riforma con una maggioranza semplice, opzione che scade il 30 settembre.
Lo schiaffo parlamentare arriva inoltre in una settimana chiave per l’agenda del presidente Donald Trump: mercoledì infatti è attesa la presentazione della riforma delle tasse che, insieme all’abolizione dell’Obamacare, è una delle promesse durante la campagna elettorale.
E mentre la debacle politica si consumava, centinaia di attivisti, fra cui diversi disabili in sedia a rotelle, manifestavano al Congresso contro il nuovo, fallito tentativo di abolire e sostituire l’Obamacare.
Anche molti disabili sono stati allontanati con la forza dalla polizia e arrestati mentre chiedevano, cantando, di non tagliare fondi alla sanità .
Il progetto di legge messo a punto dai senatori Lindsey Graham e Bill Cassidy non ha riscosso abbastanza consensi: ai no dichiarati di John McCain e Rand Paul si è aggiunto quello della senatrice Susan Collins.
Un no che vale la bocciatura del progetto. I repubblicani potevano infatti permettersi di perdere solo due voti. Con Collins invece i no sono saliti a tre, mandando all’aria l’ennesimo affondo contro l’Obamacare.
Collins ha spiegato la sua opposizione al progetto con la valutazione preliminare del Congressional Budget Office (Cbo), l’organismo bipartisan incaricato di fornire analisi economiche al Congresso.
Secondo il Cbo, il progetto Graham-Cassidy avrebbe causato la perdita della copertura sanitaria per “milioni” di americani.
Il numero esatto non è stato comunicato, con il Cbo che ha sottolineato che l’ammontare preciso “dipende da come gli stati” avrebbero attuato la riforma.
In una giornata convulsa i repubblicani hanno cercato di ottenere la maggioranza dei voti. Il vice presidente Mike Pence sarebbe intervenuto direttamente, chiamando Collins e cercando di risolvere la sue perplessità . Sforzi che però sono caduti nel vuoto.
Trump se la prende con McCain su Twitter. “Ha completamente invertito rotta”, ha scritto il presidente, postando alcuni video con dichiarazioni di McCain contro l’Obamacare.
A difesa di McCain, eroe di guerra e tra i parlamentari più rispettati del Congresso Usa, si è levata niente di meno che la voce di uno degli autori della proposta Gop, il senatore Lindsey Graham. “Agli americani che hanno un problema con il voto di John McCain, posso dire che che John McCain era pronto a morire per questo Paese e può votare come vuole, a me non importa”, ha detto Graham.
Il senatore democratico Bernie Sanders ha difeso McCain, chiedendosi come qualcuno possa permettersi di attaccare un eroe americano.
Per il presidente Donald Trump si tratta di uno schiaffo si aggiunge alla ‘guerra’ in corso con la Nfl, il popolare mondo del football americano, per le ‘genuflessioni’ di protesta di alcuni giocatori durante l’inno nazionale.
Secondo indiscrezioni riportate dalla Cnn, la battaglia si Trump con il mondo sportivo americano sarebbe stata criticato dal capo dello staff della Casa Bianca.
John Kelly sarebbe stato infatti colto di sorpresa dall’attacco di Trump agli atleti, e non sarebbe affatto contento del nuovo fronte di scontro aperto dal presidente. Ma Trump nega la ricostruzione e attacca la Cnn, colpevole a suo avviso di diffondere ‘fake news’. “Il generale Kelly è completamente d’accordo con me” twitta Trump.

(da agenzie)

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IL SINDACO DI SEREGNO ARRESTATO PREDICAVA ORDINE, SICUREZZA E FORBICI PER GLI STUPRATORI

Settembre 26th, 2017 Riccardo Fucile

SU FB POSTAVA DIRETTE SETTIMANALI … ELETTO CON I VOTI DI LEGA E FORZA ITALIA

L’ordine e la sicurezza al primo posto.
Il sindaco di Seregno Edoardo Mazza è stato arrestato ed è finito ai domiciliari nel maxi blitz dei carabinieri di Milano contro le infiltrazioni della ‘ndrangheta in Lombardia.
Il sindaco è accusato di corruzione per i suoi rapporti con un imprenditore di origine calabrese, Antonio Lugarà , molto conosciuto nella zona e ritenuto vicino alle cosche il cui ruolo sarebbe stato decisivo per la sua elezione. Favori (la strada spianata per la costruzione di un supermercato) in cambio di voti.
Avvocato civilista di 38 anni, Edoardo Mazza, in politica da più di dieci anni con Forza Italia, è stato assessore all’Urbanistica durante il mandato del suo predecessore leghista Giaginto Mariani.
E’ stato eletto sindaco di Seregno a giugno del 2015 con il 53,65 % (7.792 voti) in una coalizione di centrodestra sostenuto da Forza Italia, Lega Nord e le due liste civiche Amare Seregno e La Nuova Seregno e battendo al ballottaggio il candidato del Pd William Viganò.
Il suo arresto, negli ambienti politici della cittadina in provincia di Monza e Brianza, non è un fulmine a ciel sereno, pare che in molti si aspettassero l’epilogo di questa mattina.
Molto attivo sul suo profilo Facebook, dove postava ‘dirette’ settimanali per parlare con i suoi concittadini, è noto per le sue uscite non certo sobrie.
Dopo lo stupro di Rimini si era mostrato con una forbice in mano. “Se fossi il genitore di quella ragazza, altro che forbice vorrei utilizzare”, diceva nel filmato.
Ma ha messo in campo, durante il suo mandato, diverse misure contro chi chiede l’elemosina, contro i Rom in particolare, da lui definiti “una piaga”.
“Invito la popolazione a non aiutare gli accattoni – diceva – basta dare soldi a chi chiede l’elemosina. Chi ha davvero bisogno è già  aiutato dal Comune. Gli accattoni sono una delle piaghe che affliggono la nostra città . Sono ovunque e non sappiamo più come trovare una soluzione”. Sul suo profilo Facebook campeggia lo slogan “serietà , concretezza e passione”.
Recentemente un paio di vicende hanno scombussolato la sua giunta.
L’ultimo fatto è stato l’improvviso stop a un’importante trattativa che andava avanti da più di un anno per la fusione della partecipata Gelsia (la multiservizi che fornisce luce e gas e che è considerata il gioiello del Comune) con un’altra società , la Ascopiave. Mentre mesi fa si sono dimessi l’assessora all’Urbanistica Barbara Milani della Lega insieme a due consiglieri comunali sempre dal Carroccio e al segretario locale del partito perchè in disaccordo con le politiche territoriali del sindaco.
Tempo fa fece scalpore il silenzio del sindaco sullo striscione con la scritta “Noi vi vogliamo bene” rimasto appeso sulla saracinesca di un bar-panetteria chiuso per ‘ndrangheta. Lì dove fece tappa anche lui per la campagna elettorale in compagnia di Mario Mantovani, l’ex vicepresidente ed ex assessore della Regione Lombardia, arrestato durante indagini sulle mazzette nella sanità .

(da “La Repubblica”)

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‘NDRANGHETA, MAXIOPERAZIONE IN LOMBARDIA: ARRESTATO IL SINDACO DI SEREGNO PER CORRUZIONE

Settembre 26th, 2017 Riccardo Fucile

EDOARDO MAZZA (FORZA ITALIA): IL SINDACO CONTRARIO A CHI CHIEDEVA L’ELEMOSINA

Dal traffico internazionale di droga alla corruzione, dalla Calabria alla Lombardia, fino a una cittadina della Brianza, quella di Seregno, dove nell’ultimo blitz contro le infiltrazione della ‘ndrangheta al nord, ai domiciliari finisce anche il sindaco.
E’ accusato di corruzione per aver favorito gli affari di un noto costruttore ritenuto legato alle cosche, interessato in particolare alla costruzione di un supermercato, in cambio di voti.
In un rapporto tra criminalità  organizzata e politica, che secondo gli inquirenti, è stato determinante per la sua stessa elezione.
Il blitz.
I carabinieri del Comando provinciale di Milano hanno eseguito dalle prime luci dell’alba una serie di arresti nelle province di Monza, Milano, Pavia, Como e Reggio Calabria nell’ambito di un’inchiesta su infiltrazioni della ‘ndrangheta nel mondo dell’imprenditoria e della politica in Lombardia.
Tra gli arrestati anche il sindaco di Seregno (Monza) Edoardo Mazza, di Forza Italia. È accusato di corruzione: avrebbe favorito gli affari (in particolare la realizzazione di un supermercato) di   un noto imprenditore legato alle cosche, Antonio Lugarà , che a sua volta si sarebbe doperato per procurargli voti.
Le misure cautelari.
L’inchiesta è coordinata dalla Procura di Monza e dalla Procura distrettuale Antimafia di Milano. In tutto, 27 misure cautelari: 21 in carcere, 3 ai domiciliari e 3 interdittive, firmate dai Gip Pierangela Renda e Marco Del Vecchio.
Nell’inchiesta, tra l’altro, sono coinvolti anche altri due politici locali di Seregno: un consigliere comunale è agli arresti domiciliari, mentre per un assessore, Gianfranco Ciafrone, è stata disposta l’interdizione dai pubblici uffici.
Le accuse.
Le 27 persone sono accusate a vario titolo di associazione di tipo mafioso, estorsione, detenzione e porto abusivo di armi, lesioni, danneggiamento (tutti aggravati dal metodo mafioso), associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio, abuso d’ufficio, rivelazione e utilizzazione di segreto d’ufficio e favoreggiamento personale.
L’inchiesta.
L’inchiesta dei carabinieri, partita nel 2015, e che porta la firma dei Pm monzesi Salvatore Bellomo, Giulia Rizzo e del Procuratore della Repubblica di Monza Luisa Zanetti e dei Pm della DIA Alessandra Dolci, Sara Ombra e Ilda Boccasini, rappresenta una costola dell’indagine “Infinito”, che nel 2010, sempre coordinata dalle procure di Monza e Milano, aveva inferto un duro colpo alle “Locali” ‘ndranghetiste in Lombardia.
Cosche e politica.
A legare a “doppio filo” politica e ‘ndrangheta, sarebbe stato l’imprenditore edile di Seregno il quale avrebbe intrattenuto rapporti con politici del territorio, e coltivato frequentazioni e rapporti fatti di reciproci scambi di favori con esponenti della criminalità  organizzata. Il suo ruolo sarebbe stato “determinante” per l’elezione del sindaco arrestato, secondo le ricostruzioni degli inquirenti. Il suo interesse era quello di ottenere dai politici una convenzione per realizzare un supermercato nel monzese.
Droga ed estorsioni.
Secondo le indagini, i presunti esponenti della ‘ndrangheta arrestati stamane erano dediti al traffico di droga e alle estorsioni. Le indagini hanno portato all’identificazione del sodalizio legato alla Locale della ‘ndrangheta di Limbiate (Monza) composto da soggetti prevalentemente originari di San Luca (Reggio Calabria), che secondo l’accusa aveva avviato in provincia di Como un ingente traffico di cocaina, ed è ritenuto responsabile di alcuni episodi di violente estorsioni nella zona di Cantù.
Le intercettazioni.
“Vogliono mettere in piedi San Luca (…) San Luca a Milano … al nord”. Così uno degli arrestati parlava delle mire espansionistiche (il riferimento è a San Luca, piccolo comune in provincia di Reggio Calabria) delle cosche in relazione ad un grosso traffico di cocaina nel Comasco. In altre telefonate captate dagli investigatori i presunti affiliati alla ‘ndrangheta parlavano anche di “mitra” e “kalashnikov”.

(da agenzie)

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