Novembre 2nd, 2017 Riccardo Fucile
E NOI MANDIAMO L’AMBASCIATORE IN UN PAESE DOVE DEMENTI DEL GENERE HANNO LIBERO ACCESSO IN TV INVECE CHE IN GALERA
È polemica in Egitto dopo alcune assurde affermazioni di un avvocato del posto nel corso
di una trasmissione televisiva di approfondimento nelle quale si parlava tra l’altro di donne, comportamenti e occidentalizzazione del Paese nordafricano e di nuove e recenti leggi in esame.
“È dovere violentare ragazze con abiti succinti” è arrivato infatti a dichiarare il legale, Nabih al-Wahsh, raccogliendo immediatamente le vivaci proteste di alcune donne presenti in studio e scatenando numerose polemiche.
L’episodio durante una trasmissione in diretta sull’emittente Al-Assema mentre si discuteva su un progetto di legge riguardante la prostituzione.
Dopo le frasi, il National Council for Women del Cairo ha annunciato che intende presentare una denuncia contro l’avvocato e il canale tv e inoltre ha invitato i media a non ospitare figure controverse come al-Wahsh che incitano alla violenza contro il genere femminile.
L’avvocato, esponente di un’ala ultra conservatrice nel Paese, infatti non è nuovo a simili dichiarazioni. “Si può essere felice quando vedi una ragazza che cammina per la strada con metà del copro in mostra? Io dico che quando una ragazza cammina in quel modo è un dovere patriottico metterla in pericolo e un dovere nazionale stuprarla” ha dichiarato l’uomo, scatenando le proteste delle associazioni locali e un nuovo dibattito nella società egiziana su idee così pericolose ancora nelle menti di uomini di potere .
(da agenzie)
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Novembre 2nd, 2017 Riccardo Fucile
ALTRO CHE LE PALLE DEL TRENO SUPERVELOCE DI TOTI E MARONI: 14 TRENI GIORNALIERI SU 18 PEGGIORANO LE PRESTAZIONI RISPETTO AL 2016
La proverbiale “goccia” che fa traboccare il vaso è stato il ritardo di 45 minuti, ieri
mattina, per un guasto sul Genova-Milano più affollato, quello dei pendolari settimanali. Che si aggiunge alla serata da incubo di sabato scorso, con ritardi a catena causati da incendi sui binari in Piemonte.
Ma secondo i pendolari della tratta Genova-Milano, organizzati da anni con una newsletter molto seguita, il 2017 è stato un “annus horribilis” sulla tratta su cui si sognava, non più di un anno fa, il “treno veloce” da un’ora e dieci minuti.
La realtà invece è questa: 14 treni su 18 (quelli che circolano ogni giorno tra le due città ) peggiorano le prestazioni rispetto all’analogo periodo (da gennaio a settembre, ma ottobre non è andata meglio) del 2016.
Il totale del ritardo accumulato, di cui i pendolari prendono nota per ogni convoglio, supera i 19mila minuti.
«Rispetto allo scorso anno siamo a oltre 2.500 minuti di ritardo in più, un aumento del 20%», snocciola le cifre Enrico Pallavicini, portavoce dei pendolari affiliati ad Assoutenti.
I pendolari da tempo insistono sulla richiesta di un quadruplicamento dei binari nel tratto Milano-Pavia, il più trafficato.
Il Cipe ha finanziato la progettazione di quest’opera, ma fra bando di gara, assegnazione, avvio dei cantieri, fine dell’opera la prospettiva arriva al 2025.
Nel frattempo (secondo il cronoprogramma) dovrebbe essere finito anche il Terzo Valico. «Ma anche se ce lo spacciano come la panacea di tutti i mali porterà , per i treni passeggeri, ad una velocizzazione di appena 8 minuti».
L’altra richiesta è l’innalzamento a 200 km/h della Tortona – Pavia, sulla quale però non risulta nessun finanziamento, nè per la progettazione, nè tantomeno per la realizzazione.
Sul fronte dell’offerta, però, dopo l’esperimento naufragato del treno lombardo-ligure di Maroni e Toti, si muove qualcosa: secondo i rumors dell’ambiente a giugno del prossimo anno potrebbe comparire una coppia di Frecciarossa per collegare Genova con Venezia, ovviamente via Milano.
Una richiesta che sarebbe sostenuta, politicamente, dal senatore Maurizio Rossi. Solo un “si dice”, per il momento, ma che ai pendolari non piace: «Ci sdraieremmo sui binari: a cosa serve una Ferrari se la devi fare andare in un corridoio? Ci sarebbe un recupero di una decina di minuti a fronte di una spesa ben superiore ai venti euro attuali degli Intercity», sostiene Pallavicini.
(da “il Secolo XIX”)
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Novembre 2nd, 2017 Riccardo Fucile
GIOVANE TUNISINA HA REGISTRATO TUTTO, INCASTRATO IL NOTO GINECOLOGO… MA NON ERAVAMO NOI ITALIANI I CUSTODI DELLA CIVILTA’ CONTRO GLI INVASORI?
In Italia era arrivata con la speranza di essere curata, dopo tredici interventi in Tunisia. Ma a Palermo è precipitata in un baratro.
Il medico a cui era stata affidata, il professore Biagio Adile, il direttore della Uroginecologia di Villa Sofia-Cervello, avrebbe abusato di lei nel corso di due visite in ospedale. La donna ha denunciato e questa mattina il professionista 65enne è finito agli arresti domiciliari con l’accusa pesante di violenza sessuale.
I poliziotti della sezione di polizia giudiziaria della procura dei minori hanno notificato ad Adile il provvedimento firmato dal gip Maria Cristina Sala su richiesta del sostituto procuratore Giorgia Righi e dell’aggiunto Ennio Petrigni.
L’atto d’accusa della procura di Palermo si fonda su una registrazione consegnata dalla vittima. Una registrazione fatta con un telefonino, in occasione della seconda visita in ospedale. E, poi, contro il notissimo primario che è stato anche candidato sindaco a Racalmuto c’è il lungo racconto della vittima, un racconto drammatico, affidato prima a un amico, che ha subito consigliato di presentare una denuncia alla polizia.
C’è tanta delusione nelle parole di questa giovane tunisina di 29 anni: all’unità operativa di Uroginecologia di Villa Sofia-Cervello avevano trovato finalmente una terapia per la sua malattia, ma la speranza è durata appena qualche settimana, la giovane non è più tornata in ospedale per paura di altri abusi.
(da agenzie)
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