Destra di Popolo.net

PERCHE’ I MOVIMENTI PER LA CASA HANNO CONTESTATO GRILLO: LA RAGGI STA SISTEMANDO QUALCHE SFRATTATO NELLE CASETTE IKEA DI PLASTICA

Novembre 24th, 2017 Riccardo Fucile

LA GIUNTA GRILLINA FINORA, DI FRONTE A UNA DRAMMATICA EMERGENZA ABITATIVA, HA FATTO UN BANDO PER CASETTE IKEA: 17 MQ PER SEI POSTI LETTO, UNA NUOVA BARACCOPOLI

Ieri sera i movimenti per la casa romani si sono dati appuntamento davanti teatro Flaiano ha debuttato “Insomnia”, il nuovo spettacolo teatrale di Beppe Grillo.
Al grido di «L’insonnia è quella nostra, di chi non ha un tetto e non sa come arrivare a fine mese» i manifestanti hanno protestato contro la sindaca Virginia Raggi e la gestione dell’emergenza abitativa nella Capitale.
Secondo gli attivisti la nuova Amministrazione “costruisce ghetti per i poveri e promuove rastrellamenti etnici” rivendicando al tempo stesso di essere “diversi” da chi è venuto prima.
Qualche tempo fa la sindaca aveva annunciato di avere una soluzione per l’emergenza abitativa e l’emergenza freddo: le strutture prefabbricate.
Si tratta di quelle che vengono chiamate “Casette Ikea“, moduli abitativi prefabbricati per i quali il Comune ha stanziato — in base ad una determina dirigenziale firmata il 23 ottobre dall’assessora alle politiche sociali Michela Micheli — circa 900 mila euro. Vengono chiamate Casette Ikea perchè si tratta proprio di baracche di plastica (17,5 metri quadri per sei posti letto) ideate dalla multinazionale svedese per far fronte a situazioni di emergenza in particolare per i rifugiati in contesti difficili, non certo all’interno di una città  come Roma.
Ogni modulo costa circa mille euro e la Croce Rossa ne ha installati già  una quarantina nel centro di via Ramazzini, nel Gianicolense.
Dopo il disastro e la vergogna dello sgombero di Palazzo Curtatone l’Amministrazione ha cercato una soluzione per evitare nuove occupazioni e fare in modo che gli occupanti fossero più precari e di conseguenza più facilmente sgomberare.
Un conto è far uscire qualche centinaio di persone da un palazzo, con tutto quello che ne è conseguito a Piazza Indipendenza, un altro è smobilitare una baraccopoli.
Non che la Raggi sia in grado di farlo, la triste vicenda dello sgombero e della chiusura del Camping River è lì a dimostrarlo, ma senza dubbio in questo modo il Comune ha una maggiore capacità  di “risolvere” il problema abitativo qualora ne dovesse avere la necessità .
Secondo i movimenti per la casa le Casette Ikea non faranno altro che favorire la nascita di ghetti e di baraccopoli.
Non si tratta di una soluzione “all’emergenza abitativa” ma di una misura tampone che va poco più in là  della distribuzione di sacchi a pelo alle persone che dormono per strada d’inverno.
Il bando per il reperimento di 100 posti letto ha prodotto — denunciano i movimenti per la casa — la nascita di un lager con le famose casette appoggiate su uno spiazzo.
La CRI smentisce di aver vinto il bando e del resto la gara non è ancora ufficialmente chiusa (sarà  aperta fino a inizio dicembre) ma secondo i movimenti per l’abitare la CRI si starebbe “prendendo avanti” facendo nascere una baraccopoli pronta ad accogliere i futuri sgomberati.
Non è difficile prevedere come si evolverà  la situazione. Basta guardare quello che è successo nei diversi campi Rom autorizzati della capitale.
Ma l’emergenza abitativa non è solo quella degli immigrati, dei Rom e dei richiedenti asilo, a rischio — secondo gli attivisti — ci sono anche i residenti delle case popolari.
La vicenda di palazzo Curtatone — con il Comune che si “dimentica” di spendere 40 milioni di euro stanziati per l’emergenza abitativa — è emblematica di una situazione che riguarda anche gli italiani e tutte quelle migliaia di famiglie che ogni anno vengono sfrattate.
Eppure a fine agosto la Raggi, parlando dell’emergenza abitativa, spiegava la necessità  di “azioni di sistema” altrimenti “si continuerà  a rincorrere le emergenze come nel caso dello sgombero di via Curtatone”.
La sindaca concludeva che “immigrazione, accoglienza e emergenza abitativa sono temi legati tra loro” sostenendo che per affrontare il problema “serve una visione complessiva, nuova”.
Evidentemente tutta questa novità  nell’azione di sistema(zione) dei richiedenti asilo nelle casette dell’Ikea sfugge ai movimenti per la casa.
Anche perchè, casette o meno, le soluzioni abitative di cui al bando del 23 ottobre saranno tali solo per un anno.
E poi? Probabilmente la sindaca e la sua giunta stanno ancora “studiando” la situazione. Così come stanno studiando tante altre questioni da un anno e mezzo a questa parte.
I movimenti a quanto pare fino ad ora hanno portato pazienza, attendendo un cambiamento che la Raggi non sembra essere in grado di realizzare.
E così dopo la rottura con i forum dell’Acqua Pubblica arriva quella con i movimenti per la casa.

(da “NextQuotidiano”)

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E’ GIALLO SUL SINDACO DI MANTOVA INDAGATO PER “FAVORI SESSUALI IN CAMBIO DI FONDI”

Novembre 24th, 2017 Riccardo Fucile

IN REALTA’ LA PRESUNTA VITTIMA NEGA NON SOLO I FATTI MA ANCHE DI ESSERE L’AUTRICE DELLA DENUNCIA: “SINDACO SEMPRE CORRETTISSIMO”… MA ALLORA CHI HA FATTO LA DENUNCIA E SU CHE BASI, VISTO CHE CONTRIBUTO NON C’E’ MAI STATO?

Il sindaco di Mantova, Mattia Palazzi, Pd, è indagato dalla procura di Mantova per concussione. L’accusa è di aver chiesto favori sessuali ad una rappresentante di un’associazione culturale cittadina, in cambio di contributi comunali da erogare allo stesso sodalizio. Ne dà  notizia la Gazzetta di Mantova nell’edizione in edicola oggi.
La vicenda del sindaco Mattia Palazzi, indagato per concussione per aver chiesto favori sessuali in cambio di un contributo ad un’associazione, si tinge però di giallo.
La presunta vittima, di cui la Gazzetta di Mantova non fa il nome ma che ha sentito, nega di essere l’autrice della denuncia contro il sindaco: “Non ho mai mosso nulla contro Palazzi” ha detto al quotidiano la vice presidente dell’associazione -. Anzi, dico di più: se emergeranno falsità  sul suo conto lo difenderò. Lo conosco, ci siamo incontrati in occasioni pubbliche. Dal Comune di Mantova non abbiamo ricevuto neanche un euro, ma solo il patrocinio che neanche abbiamo mai usato”.
Presidente e vice presidente dell’associazione culturale ieri mattina sono state sentite come persone informate dai fatti dal sostituto procuratore Donatella Pianezzi.
Al momento, dunque, non è ancora chiaro chi abbia presentato denuncia contro il sindaco e su che basi, visto che le parti in causa negano.

(da agenzie)

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STUDENTI PER LA TERZA VOLTA IN PIAZZA, ATENEI IN RIVOLTA CONTRO LO SFRUTTAMENTO

Novembre 24th, 2017 Riccardo Fucile

MIGLIAIA IN PIAZZA IN 50 CITTA’, SCIOPERO DI DOCENTI E PRECARI, SEDI CNR OCCUPATE

Sono di nuovo in piazza, e non sembra un’abitudine. Sono scesi in corteo, solo in questo scorcio di anno scolastico, contro l’Alternanza scuola lavoro e, la scorsa settimana, contro la Legge di bilancio in via di approvazione.
Così gli studenti stanno protestando nella terza manifestazione nazionale   in 40 giorni a cui si devono aggiungere – per offrire il senso di mobilitazione in corso – le occupazioni degli istituti scolastici (con polemiche pubbliche al liceo romano Virgilio, le occupazioni della sede romana e dei centri di ricerca periferici del Consiglio nazionale delle ricerche (a Pisa, Palermo e Roma si è aggiunta ieri la protesta di Napoli Bagnoli).
E, con loro scioperano negli atenei, spinto dai docenti e ricercatori precari, anche se questa volta non abbracciato dal Movimento per la dignità  della docenza universitaria che da settembre ha proposto e ottenuto i precedenti boicottaggi degli esami.
In questo “link” tra scuola e università  si trova il titolo di questa terza discesa in piazza, “Stop sfruttamento”, e si echeggia l’ultima grande mobilitazione studentesca, le proteste tra il 2008 e il 2010 contro le Leggi Gelmini.
Sono migliaia, in cinquanta piazze e sotto il ministero. Francesca Picci, coordinatrice nazionale dell’Uds,   attacca direttamente il ministro: “Vogliamo subito uno Statuto degli studenti in Alternanza che garantisca percorsi di qualità  e totalmente gratuiti e   il ritiro dell’accordo Miur-Campioni dell’Alternanza. Attraverso l’Alternanza e i tirocini di bassa qualità  vogliono avallare il lavoro minorile e gratuito al posto dell’esperienza formativa”. E Andrea Torti, coordinatore di Link Coordinamento universitario: “Siamo stanchi di ricevere schiaffi da ogni governo, i fondi previsti in questa Legge di stabilità  non sono sufficienti a garantire il diritto allo studio, il numero chiuso esclude sempre più studenti dai corsi di laurea e interi dipartimenti universitari e degli enti di ricerca continuano ad essere retti da ricercatori precari”.
Anche l’altra organizzazione studentesca con seguito, l’Unione degli universitari, sta organizzando assemblee di lavoratori e studenti nelle università  italiane.
Elisa Marchetti, coordinatrice nazionale dell’Udu, dice: “Rilanceremo sulla necessità  di investire più consistentemente nel diritto allo studio, aumentare il Fondo di funzionamento ordinario delle università , avviare un piano straordinario per il reclutamento dei ricercatori, investire nel dottorato di ricerca e sul salario di tutto il personale universitario. Chiederemo, poi, di rivedere le attuali modalità  della valutazione”.
Nella lettera aperta di diverse componenti del mondo accademico si legge: “I lavoratori dell’università  si impegnano quotidianamente per prestare al meglio il loro servizio nelle condizioni date, ma ormai la situazione è al limite della sostenibilità  ed è a rischio la qualità  stessa del servizio pubblico che è doveroso fornire agli studenti e al nostro Paese”. Serve, ancora, “una maggiore attenzione e adeguati finanziamenti per il sistema universitario del nostro Paese, prima che gli effetti delle politiche di disinvestimento dell’ultimo decennio portino l’università  oltre il ciglio del baratro su cui si trova”.
La Cgil, attraverso la sua Federazione dei lavoratori della conoscenza, chiede di togliere il nome “Alternanza scuola lavoro” per sostituirlo con “istruzione integrata”: “Non dovrebbe essere obbligatoria nè materia curriculare”, scrive il segretario Francesco Sinopoli: “Fare le fotocopie in un ufficio pubblico o sparecchiare in noti ristoranti non è istruzione”.

(da “La Repubblica”)

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PROCESSO RUBY TER, CHIESTO IL RINVIO A GIUDIZIO DI BERLUSCONI

Novembre 24th, 2017 Riccardo Fucile

LA PROCURA DI TORINO COMPETENTE TERRITORIALMENTE PERCHE’ L’INCHIESTA COINVOLGE ANCHE UNA MODELLA DI NICHELINO

Una richiesta di rinvio a giudizio di Silvio Berlusconi è stata depositata dalla Procura di Torino.
Il procedimento è uno dei filoni della cosiddetta inchiesta ‘Ruby ter’ ed è stato originato dalla decisione presa il 29 aprile 2016 da un gup di Milano di ‘spacchettare’ il processo principale e di trasferire gli atti a sette diverse procure per competenza territoriale. Berlusconi è indagato per corruzione in atti giudiziari insieme a Roberta Bonasia, 32 anni, di Nichelino, ex infermiera poi diventata modella
Il giudice milanese aveva ritenuto determinante il luogo in cui ha la sede l’Istituto bancario dove arrivò il bonifico. Bonasia, ora 32 anni, ex infermiera, poi modella e soubrette, ricevette del denaro da Berlusconi, secondo le accuse della Procura di Milano, per rendere dichiarazioni non veritiere nei procedimenti giudiziari sulle cene di Arcore.
E il bonifico fu fatto su una banca torinese.
Bonasia aveva vinto nel 2010 il titolo di Miss Torino e ha poi partecipato al concorso nazionale di Miss Italia.
Nelle intercettazioni si era fatto cenno a lei quale possibile “compagna” del presidente del Consiglio: una circostanza che era però stata smenttita dagli interessati.

(da “La Stampa”)

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L’IRA DI PAPA FRANCESCO: “I POLITICI CHE FOMENTANO PAURE SEMINANO LA VIOLENZA RAZZISTA”

Novembre 24th, 2017 Riccardo Fucile

“I RIFUGIATI ARRICCHISCONO LA VITA DELLE NAZIONI CHE LI ACCOLGONO”… “NECESSARIO COMBATTERE QUANTI FOMENTANO ODIO E PAURE”

“Spingere le politiche di accoglienza fino al massimo dei limiti consentiti dal bene comune rettamente inteso” e combattere “quanti fomentano la paura nei confronti dei migranti a fini politici”.
Il tutto arrivando entro il 2018 “alla definizione e all’approvazione da parte delle Nazioni Unite di due patti globali, uno per migrazioni sicure, ordinate e regolari, l’altro riguardo ai rifugiati”.
È quanto chiede Papa Francesco nel suo Messaggio per la 51.ma Giornata Mondiale della Pace, che si celebra il 1° gennaio 2018 sul tema: Migranti e rifugiati: uomini e donne in cerca di pace.
Francesco, che fin dal suo primo viaggio a Lampedusa, nel luglio del 2013, ha mostrato di avere particolarmente a cuore “gli oltre 250 milioni di migranti nel mondo, dei quali 22 milioni e mezzo sono rifugiati”, ha denunciato il fatto che “in molti Paesi di destinazione si è largamente diffusa una retorica che enfatizza i rischi per la sicurezza nazionale o l’onere dell’accoglienza dei nuovi arrivati, disprezzando così la dignità  umana che si deve riconoscere a tutti, in quanto figli e figlie di Dio”.
Questa retorica, largamente diffusa anche in Italia, non piace a papa Bergoglio che anzi ha ricordato che quanti fomentano la paura a fini politici “anzichè costruire la pace, seminano violenza, discriminazione razziale e xenofobia, che sono fonte di grande preoccupazione per tutti coloro che hanno a cuore la tutela di ogni essere umano”.
E ancora: “Tutti gli elementi di cui dispone la comunità  internazionale indicano che le migrazioni globali continueranno a segnare il nostro futuro. Alcuni le considerano una minaccia. Io, invece, vi invito a guardarle con uno sguardo carico di fiducia, come opportunità  per costruire un futuro di pace”.
La maggior parte dei migranti non cerca altro che un luogo in cui poter vivere in pace. Per trovarlo, molti di loro, ha detto il Papa, “sono disposti a rischiare la vita in un viaggio che in gran parte dei casi è lungo e pericoloso, a subire fatiche e sofferenze, ad affrontare reticolati e muri innalzati per tenerli lontani dalla meta”.
Il motivo per il quale lasciano la loro terra è principalmente uno: “Fuggono dalla guerra e dalla fame o sono costretti a lasciare le loro terre a causa di discriminazioni, persecuzioni, povertà  e degrado ambientale”.
Francesco chiede azioni di accoglienza concrete, chiamando in causa anzitutto i governanti che “praticando la virtù della prudenza sapranno accogliere, promuovere, proteggere e integrare, stabilendo misure pratiche, nei limiti consentiti dal bene comune rettamente inteso, per permettere l’inserimento”.
Sono loro ad avere una “precisa responsabilità ”. Dopo “l’interminabile e orrenda sequela di guerre, di conflitti, di genocidi, di pulizie etniche che hanno segnato il XX secolo” ci sono oggi altri motivi che spingono le persone a migrare: “I conflitti armati e le altre forme di violenza organizzata continuano a provocare spostamenti di popolazione all’interno dei confini nazionali e oltre”. E poi, come detto, il desiderio di una vita migliore.
I migranti “non arrivano a mani vuote: portano un carico di coraggio, capacità , energie e aspirazioni, oltre ai tesori delle loro culture native, e in questo modo arricchiscono la vita delle nazioni che li accolgono”.
Ma offrire a richiedenti asilo, rifugiati, migranti e vittime di tratta una possibilità  di trovare quella pace che stanno cercando, “richiede una strategia che combini quattro azioni: accogliere, proteggere, promuovere e integrare”.
Francesco, quindi, auspica “che lungo il 2018” si possa arrivare “alla definizione e all’approvazione da parte delle Nazioni Unite di due patti globali, uno per migrazioni sicure, ordinate e regolari, l’altro riguardo ai rifugiati. In quanto accordi condivisi a livello globale, questi patti rappresenteranno un quadro di riferimento per proposte politiche e misure pratiche”.

(da agenzie)

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PALERMO, ALCUNI GENITORI BIGOTTI FANNO ENTRARE I FIGLI A SCUOLA CON IL ROSARIO E IL CROCIFISSO

Novembre 24th, 2017 Riccardo Fucile

CONTINUA LA FARSA: MA SE VOGLIONO PREGARE VADANO IN CHIESA O IN MOSCHEA E NON ROMPANO I COGLIONI, LA SCUOLA E’ LAICA

I genitori l’avevano promesso e così è stato.
Stamattina i loro figli, iscritti alla scuola elementare Ragusa Moleti, sono entrati in classe con crocifisso e rosario al collo, dopo che il preside Nicolò La Rocca, ieri, aveva fatto girare una circolare con la quale vieta le preghiere e rimuoveva le statue della Madonna e del Sacro Cuore di Gesù.
“Non capiamo perchè il preside abbia preso questa decisione che penalizza chi vuole esercitare liberamente il suo credo — dice Alessandra De Simone, una delle mamme che oggi hanno protestato davanti alla scuola di via Ragusa Moleti, traversa di corso Calatafimi— Lunedì i nostri figli non entreranno e pregheranno davanti alla scuola, questo non possono vietarcelo”.
Altri parlano di “dittatura” e se la prendono con quei genitori, che, secondo il preside avrebbero segnalato l’inopportunità  delle statue e delle preghiere a scuola, facendo scattare la circolare del divieto.
Ad accendere il clima già  dalle prime ore del mattino ci aveva pensato uno striscione firmato Forza Nuova, con scritto “Torni la Madonna”, poi strappato da un cittadino in un momento di tensione con i genitori che protestavano.
E in almeno una trentina hanno aspettato invano l’arrivo del preside   lamentando di non essere stati consultati: “Abbiamo portato il parere dell’Avvocatura di Stato che secondo il preside giustifica le sue decisioni, qui si fa riferimento al fatto che le decisioni vanno prese sempre informando e dialogando con le parti come il consiglio di istituto”, dice Giuseppe Di Vincenti, consigliere di circoscrizione, che ha un nipote iscritto alla scuola.
Ma c’è anche chi la pensa diversamente: “Ho vissuto tanti anni a Modena e mio figlio si è iscritto quest’anno, lì una cosa del genere non sarebbe mai successa – dice la signora Daniela – capisco alcuni simboli come il crocifisso, ma statue come quelle che hanno rimosso devono stare in Chiesa, la scuola è un’istituzione laica, io non avrei mai creato tutto caos mettendo in mezzo i bambini”.

(da agenzie)

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D’ALEMA: “IL VOTO UTILE SCHIACCERA’ IL PD, CHI NON VUOLE BERLUSCONI VOTERA’ GRILLO E VICEVERSA”

Novembre 24th, 2017 Riccardo Fucile

“NON SIAMO MATTI, CON RENZI NON CONDIVIDIAMO NULLA”

Basta appelli all’unità , basta con questo “negoziato surreale”, “sarebbe stata necessaria una svolta radicale”, non “pannicelli caldi”, che “ci hanno proposto a parole mentre ce le negavano nei fatti in Parlamento”.
Ora Pd “rimarrà  schiacciato dal voto utile” che polarizzerà  il voto nella scelta fra M5S e centrodestra.
Quanto a Mdp “non siamo dei matti” e quando, dopo il voto, non ci sarà  una maggioranza capace di sostenere un governo, “noi ci saremo”.
Il leader “lo decideremo al momento opportuno”. Potrebbe essere Piero Grasso, che “sarebbe un valore aggiunto straordinario. È una delle personalità  più stimate del Paese”.
In un’intervista al Corriere della Sera Massimo D’Alema sigilla la porta di Mdp dai tentativi di ricucire la tela del centrosinistra di Piero Fassino: “mi stupisco che una persona seria come Piero si sia prestata a un’operazione priva di senso”.
L’ex premier respinge la retorica del centrosinistra che “perde perchè è diviso”, perchè in realtà  “il Pd si è separato da una parte del suo popolo, e non c’è nessuna coalizione che possa porvi rimedio. Il centrosinistra unito ha perso ovunque”.
Prova ad allontanare questioni di rancore personale nei confronti di Renzi – “una sciocchezza” – spostando il tiro sulle “scelte politiche del Pd a guida renziana”.
“Io ho lavorato fianco a fianco con persone che mi stavano antipatiche. Non si può dividere la sinistra per questioni personali. Se noi abbiamo deciso di dar vita a una nuova esperienza politica, ci sono ragioni profonde. Abbiamo un’idea del tutto diversa del Paese, del partito, della democrazia”.
Ognun per sè, con rispetto, aggiunge D’Alema.
“Se siamo irrilevanti, non vedo perchè dobbiamo essere tormentati in questo modo, come se dipendesse da noi il futuro dell’umanità “. […] “Evitiamo che la campagna elettorale sia dominata da una polemica tra di noi. Finiamola con questo tormentone, questo assillo dell’appello unitario; perchè così si creano le premesse per le recriminazioni successive. […] Non siamo dei matti, vogliamo riaprire una prospettiva di governo del Paese, ricostruire un centrosinistra autentico. Se avremo una forza consistente, costringeremo il Pd a dialogare con noi. E daremo maggior forza a quelli che dentro quel partito dicono che bisogna cambiare strada. Ce ne sono tanti”.
D’Alema ricorda il no del Pd “con arroganza e cecità  politica” sulla legge elettorale, ad esempio alla proposta sul voto disgiunto.
L’effetto è il Rosatellum, “una legge mostruosa, pasticciata, confusa”.
“Il Pd l’ha voluta pensando che il voto utile ci avrebbe schiacciato; poi in Sicilia hanno visto che il voto utile schiaccia loro. Sono rimasti imprigionati nella trappola che avevano preparato per noi. Mi chiedo che gruppo dirigente sia questo: dovrebbero essere gli eredi, oltre che di nobili tradizioni, di una certa professionalità  politica. Ma se il bipolarismo diventa tra 5 Stelle e il centrodestra, la cui riunificazione è stata favorita da questa legge scritta dal Pd sotto dettatura di Forza Italia, allora chi non vuole Berlusconi voterà  Grillo, e chi non vuole Grillo voterà  Berlusconi”
Riunire il centrosinistra sarebbe “una dinamica suicida”.
Per quanto riguarda Giuliano Pisapia, dice D’Alema, “mi pare un uomo tormentato, incerto”.
Per quanto riguarda Matteo Renzi, spiega ancora l’ex premier, “ci divide tutto: la politica economica, estera, istituzionale. Anche il populismo”.
E aggiunge:
“Ho provato una stretta al cuore nel vedere Renzi alla corte di Macron, mentre la Francia colonizza il nostro sistema economico, scala Telecom, fa incetta di marchi; e appena noi tentiamo una mossa in casa sua, nazionalizza i cantieri navali. Io sono un federalista europeo convinto, come Ciampi, Prodi e la Bonino. Renzi ha una visione dell’Europa intergovernativa, rivendicativa, da pugni sul tavolo. È all’opposto”.
Alla fine, però “tutti sanno” che non ci sarà  una maggioranza in grado di governare da sola, prevede D’Alema.
“La prospettiva per il dopo-voto è di una forte centralità  del Parlamento. E noi ci saremo”.

(da “Huffingtonpost”)

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I GRANDI DEBITORI DI VENETO BANCA: DAL GRUPPO STATUTO ALLA CATENA BOSCOLO, DA MARITALIA A BIALETTI, DALLA FERRARINI ALLA VISMARA, DA STEFANEL A BETTEGA

Novembre 24th, 2017 Riccardo Fucile

I FINANZIAMENTI DEL GRUPPO FINITO A GAMBE ALL’ARIA PER IL CREDITO FACILE

Chi sono i titolari delle aziende che tra il 2012 e il 2017 hanno svuotato le casse di Veneto Banca grazie alla compiacenza degli amministratori che hanno concesso prestiti e finanziamenti senza le necessarie garanzie?
Oggi un articolo di Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera riepiloga i contorni di una vicenda che ha portato al crac della banca e alla richiesta di rinvio a giudizio dell’amministratore delegato Vincenzo Consoli, dell’ex presidente Flavio Trinca e altri nove manager.
Tra questi spicca il gruppo Statuto, come proprietario di alberghi che ha ottenuto 77 milioni di euro, e la catena Boscolo, che ne ha ricevuti 22 milioni. Poi c’è la Maritalia con 14 milioni e Bialetti che ne ha ottenuti 13 e mezzo.
Finanziamenti da record per le aziende del Gruppo Ferrarini che ha interessi in numerosi settori, ma certamente è conosciuto per i prodotti alimentari.
Sono cinque le pratiche relative alla holding comprese nella lista: nel dicembre 2015 arrivano i primi 15 milioni di euro alla Immobiliare Vendina; un anno dopo altre due erogazioni con 16 milioni e mezzo di euro alla Agricola Elle e 18 milioni e mezzo alla Agri Food; nel dicembre 2016 poco meno di 12 milioni alla Vismara spa; l’ultima elargizione nel maggio scorso con poco meno di 18 milioni alla Ferrarini spa.
Da segnalare anche la Lotto Sport, il Gruppo Bettega e il Gruppo Stefanel.
Infine, ci sono le partite di giro, ovvero i finanziamenti della banca a fondi della stessa banca.

(da “NextQuotidiano”)

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MANTOVA, FAVORI SESSUALI IN CAMBIO DI FONDI, INDAGATO IL SINDACO PD DI MANTOVA

Novembre 24th, 2017 Riccardo Fucile

LUI SI DIFENDE IN LACRIME: “CONOSCO LA DONNA, ABBIAMO DATO SOLO IL PATROCINIO ALLA SUA ASSOCIAZIONE, MAI CHIESTO NULLA” … SEQUESTRATI I CELLULARI DI ENTRAMBI PER LE VERIFICHE

Il sindaco di Mantova, Mattia Palazzi, Pd, è indagato dalla procura di Mantova per concussione.
L’accusa è di aver chiesto favori sessuali ad una rappresentante di un’associazione culturale cittadina, in cambio di contributi comunali da erogare allo stesso ente.
Ne dà  notizia la Gazzetta di Mantova nell’edizione in edicola oggi.
“Non ho mai chiesto favori a nessuno abusando del mio ruolo di sindaco, conosco quella signora ma non vi è mai stato nulla di privato con lei. Alla fine il Comune concesse solo il patrocinio ad una iniziativa dell’associazione” si è difeso il primo cittadino, che ha aggiunto “Io ho una sola certezza: nella mia vita non ho mai chiesto favori a nessuno in cambio di una collaborazione con il Comune, abusando del mio ruolo di sindaco. Ciò mi dà  la forza di rimanere dentro questa vicenda, che nelle ultime ventiquattro ore mi ha sconvolto”.
Palazzi ha precisato che il Comune concesse il patrocinio ad un’iniziativa dell’associazione di cui fa parte la donna che lo accusa “lo scorso inverno, ma – si è difeso – senza dare soldi”.
I carabinieri del nucleo investigativo di Mantova ieri hanno sequestrato, nell’abitazione del primo cittadino, cellulare, pc e tablet; sequestro del telefonino anche per la donna coinvolta nella vicenda e per la presidente dell’ associazione.
Palazzi non riesce a darsi una spiegazione, ipotizza che qualcuno voglia voglia fargli del male e chiede di essere ascoltato al più presto dalla procura.

(da agenzie)

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