Febbraio 26th, 2018 Riccardo Fucile
IL GOVERNATORE SI SFOGA DOPO LA PUBBLICAZIONE, DA PARTE DI UN UTENTE LEGHISTA, DELLA FOTO TAROCCATA DELLA MANIFESTAZIONE DI MILANO IN CUI E’ STATO CANCELLATO LA SCRITTA “VIVA IL NORD” PER NON COMPROMETTERE IL VOTO AL SUD
«La gloriosa storia della Lega Nord non può finire così. E non finirà ». Sembra una promessa,
quella di Roberto Maroni.
Il governatore lombardo è sempre più lontano da Salvini e la riprova arriva quasi ogni giorno. L’episodio più recente è di questa mattina, quando ha dichiarato che «Antonio Tajani sarebbe un ottimo premier», in contrasto con il «Salvini premier» che compare in tutti i manifesti della Lega.
Ieri sera, poi, ha condiviso sul suo profilo Facebook la foto di un militante pugliese della Lega che sabato scorso era venuto a Milano per la manifestazione di piazza Duomo.
Un’immagine in cui tra la folla sventolava una bandiera con la scritta «Prima il Nord», il classico slogan padano prima della svolta nazionale salviniana. Sennonchè, la foto è stata poi ritoccata: e la bandiera con la scritta nordista è scomparsa (come segnalato dal canale Facebook Informazione democratica).
Maroni alla manifestazione di sabato non era andato, anche se era previsto addirittura un suo intervento dal palco.
E ora, ha condiviso il post messo online da Gianni Fava, assessore lombardo all’agricoltura e sfidante «padanista» di Salvini al congresso della Lega scorso maggio.
Che nel suo commento ha scritto: «Se questi sono i nuovi padroni della Lega prevedo tempi bui. Provo un profondo senso di vergogna nel vedere abbinato il nome della Lega a soggetti di questo tipo. Io continuerò a dire: Prima il Nord! Io però come tutti sanno non devo chiedere scusa. Io no!»
(da agenzie)
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Febbraio 26th, 2018 Riccardo Fucile
I LEONI DA TASTIERA QUANDO SI IPOTIZZANO DENUNCE SCAPPANO… MINNITI, EROE DELLA LEGALITA’, COSA ASPETTI A IDENTIFICARLI? CHE LA GENTE SI FACCIA GIUSTIZA DA SE’ ?
Cerca lavoro con un post su un gruppo Facebook, ma viene travolto dagli insulti degli utenti. È quanto accaduto, domenica 25 febbraio, a un cittadino senegalese residente a Galatina, in provincia di Lecce, colpevole di aver pubblicato la sua offerta di manodopera sul gruppo dal titolo “Cerco offro lavoro Lecce”.
Il post ha scatenato i soliti delinquenti razzisti del web. Offese a più riprese, a partire da quella di chi, nello stesso gruppo, ha scritto: “Mi serve uno che raccoglie banane, ho un’azienda agricola, cerco scimmie”.
Commento successivamente rimosso, con le scuse dell’autore.
Ma sufficiente a innescare un parapiglia di dure repliche, ulteriori offese e precisazioni. E l’onda lunga delle offese razziste si è fatta sentire ancora sui social network ma stavolta i “buonisti” si stanno incazzando e rispondono a tono.
Unico assente lo Stato che non provvede a identificare gli istigatori all’odio perseguibili in base alle leggi vigenti.
Solo un’ora più tardi, infatti, un altro utente ha pubblicato un’offerta di lavoro per la sua compagna originaria del Niger. Stesso gruppo, stessa offerta, ma con un avvertimento in più: “Niente insulti o commenti razzisti. In caso contrario – ha scritto Giuseppe Saponaro – gli insulti verranno fotografati e usati come prova in eventuali denunce”.
Da qui i commenti di altri internauti, come quello di una giovane donna: “Mi chiedo a cosa serva specificare”, ha precisato lei. Pronta la replica e gli ulteriori commenti. Come quello di un’altra donna: “Specificare è molto utile, data la scarsa civiltà e cultura in cui siamo abituati in certi casi”.
(da agenzie)
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Febbraio 26th, 2018 Riccardo Fucile
DOPO UN APPARTAMENTO A NAPOLI ORA TOCCA A UN BAR A CAVA DEI TIRRENI
E due. Salgono a due i casi di incendi sospetti contro i familiari dei giornalisti di Fanpage, la
testata web che sta pubblicando la videoinchiesta a puntate “Bloody Money” su rifiuti e tangenti che sta facendo tremare la politica campana.
Nella notte tra sabato e domenica un incendio probabilmente doloso ha semidistrutto un bar-edicola-tabaccheria in via Atenolfi a Cava dei Tirreni (Salerno).
L’attività è conosciuta come “bar Rosa”, ed è gestita da circa 25 anni dalla famiglia di Carmine Benincasa, uno dei reporter firmatari della videoinchiesta, il suo nome compare alla fine di ogni puntata tra quelli dei giornalisti che hanno collaborato al lavoro firmato da Sasha Biazzo.
I vigili del Fuoco hanno impiegato diverse ore per sedare il fuoco. Sull’episodio ora indagano i carabinieri di Nocera Inferiore. I militari stanno lavorando a una prima informativa da trasmettere alla Procura di Nocera Inferiore guidata da Antonio Centore.
Non si esclude nessuna pista, compresa quella della ritorsione a Fanpage e alle inchieste di Benincasa, anche alla luce di un dato: giovedì pomeriggio in via Sedile di Porto a Napoli un altro incendio doloso ha distrutto il ballatoio dell’appartamento al quinto piano dove vive la famiglia della cognata di Francesco Piccinini, il direttore di Fanpage.
Si tratta dell’unico indirizzo noto a Napoli riconducibile a Piccinini, che conduce una vita riservata.
A Napoli gli inquirenti avrebbero ritrovato tracce di un liquido infiammabile. Anche in quel caso le fiamme hanno causato danni abbastanza ingenti, fino a toccare parte degli interni della casa.
Coincidenze? Oppure c’è la regia di una mano ignota che vuole lanciare un “avvertimento” agli autori di “Bloody Money”?
Sono domande alle quali è presto per dare una risposta. Si aspettano gli esiti delle indagini e dei rilievi scientifici sui luoghi, a Cava dei Tirreni si spera nella presenta di telecamere in zona che aiutino a risalire ai presunti attentatori.
Il bar “Rosa” era chiuso da qualche giorno e questo forse ha agevolato il lavoro dei piromani. L’attività era ferma a causa di un contenzioso tra i gestori e la proprietà dell’immobile sull’importo dell’affitto, conclusosi da poco con una sentenza che condannava i proprietari a risarcire la famiglia Benincasa di circa 100.000 euro.
Si era poi in attesa della decisione del giudice sui tempi di prosecuzione del contratto.
Dalla redazione di Fanpage.it non filtrano dichiarazioni ufficiali, ma la loro preoccupazione è palpabile. La tempistica degli incendi è un dato che conduce verso la direzione indicata in una nota dal parlamentare di LeU, Peppe De Cristofaro: “Due coincidenze inquietanti, perchè immediatamente successive alle inchieste di Fanpage.it che hanno disvelato un sistema di connivenza affaristico-criminale. Nelle prossime ore — annuncia De Cristofaro — allerteremo il questore di Napoli, perchè bisogna tenere alta la guardia in vista delle elezioni di domenica prossima”.
(da “il Fatto Quotidiano”)
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Febbraio 26th, 2018 Riccardo Fucile
QUALCUNO LO AVVISI CHE IL SALE SI SPARGE PRIMA CHE CADA LA NEVE O DOPO IL PASSAGGIO DEGLI SPAZZANEVE
«Operativi al 100%». Al Comune di Roma vogliono evitare la figuraccia dell’amministrazione guidata da Gianni Alemanno. E per questo si erano presi per tempo: scuole chiuse, sindaca in Messico e mezzi spargisale in azione.
La precipitazione nevosa era stata ampiamente annunciata, quindi volendo ci sarebbe stato tutto il tempo per spargere il sale prima che iniziasse a cadere la neve. Evidentemente si è preferito fare diversamente.
Il consigliere comunale Paolo Ferrara, da sempre portavoce dei piccoli e grandi successi dell’amministrazione pentastellata, ha postato sui suoi canali social un video dove due eroici operai del Comune sono impegnati in un’impresa tanto faticosa quanto inutile.
Con già una decina di centimetri di neve a terra due uomini del servizio Lavori Pubblici sono dentro il cassone di un camioncino mentre spargono (o meglio lanciano) sale con la pala sulla strada.
Ferrara rivendica con orgoglio l’operato del Comune e ringrazia il lavoro di tutti coloro che “da questa notte lavorano per alleviare i disagi ai cittadini romani”.
Non serve essere nati in montagna o nel profondo Nord per sapere che quando ormai la neve si è posata è assolutamente inutile spargere il sale.
Materiale che non ha alcuna proprietà magica e che è utile se sparso per strada prima che inizi a nevicare. Il sale serve a ridurre la temperatura di congelamento di circa 5°, dunque grazie al sale il ghiaccio non si forma più a zero gradi, ma a temperature inferiori a -5°.
Con la strada già innevata spargere il sale è quasi del tutto inutile. A Roma evidentemente però non lo sanno e fanno uscire i mezzi “spargisale” operati a braccia quando ormai la neve si è posata copiosa.
Anche il metodo utilizzato non sembra poi così efficace. Buttare il sale con la pala non garantisce una distribuzione uniforme del sale su tutta la carreggiata ma solo in alcuni “spot”. Ammesso e non concesso che finisca effettivamente tutto sul manto stradale e non fuori dal ciglio della strada.
Altrove si utilizzano mezzi spargisale automatizzati che garantiscono minor fatica e un minor spreco di sale.
Probabilmente però la Capitale non si è dotata di mezzi del genere.
Ma il punto è che nella situazione inquadrata da Ferrara sarebbe stato più opportuno mandare fuori i mezzi spazzaneve per pulire davvero le strade invece che sperare nel sale magico sparso a forza di braccia.
Successivamente al passaggio dei mezzi spazzaneve è possibile passare a spargere il sale per evitare la formazione di ghiaccio sul manto stradale.
(da “NextQuotidiano”)
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Febbraio 26th, 2018 Riccardo Fucile
ERIK URSINO, IL FIGLIO DEL SEGRETARIO DI FORZA NUOVA PICCHIATO A PALERMO, FREQUENTA IL CENTRO SOCIALE ANOMALIA DI CUI FA PARTE UNO DEI PRESUNTI AUTORI DELL’AGGRESSIONE
Erik Ursino — il figlio di Massimo Ursino, l’esponente di Forza Nuova aggredito la scorsa
settimana a Palermo — frequenta i centri sociali e partecipa a manifestazioni con i gruppi studenteschi di sinistra.
A renderlo noto è il centro sociale Anomalia di Palermo che in un comunicato ha reso nota la ”frequentazione dello spazio e dei suoi militanti da parte di Erik Ursino”.
Erik Ursino è il primogenito di Massimo e da qualche giorno sui social circola una foto, scattata all’interno del centro sociale, di un gruppo di militanti dell’Anomalia tra i quali ci sarebbe proprio il figlio del forzanovista palermitano.
C’è poi una seconda foto dove Erik Ursino è accanto a a Carlo Mancuso, uno dei due militanti dei centri sociali fermati per l’aggressione al padre e successivamente scarcerati dal Gip.
In un’altra foto Erik Ursino è tra i partecipanti ad un corteo studentesco organizzato dai movimenti dei centri sociali.
I militanti erano al corrente dell’identità del padre di Erik: «Lo abbiamo accettato e accolto fra noi nonostante sapessimo chi fosse suo padre semplicemente perchè pensiamo che ognuno sia responsabile delle proprie azioni. Ciò che è unicamente importante è la condivisione delle idee. Se vuole essere dei nostri è, e continuerà ad essere, ben accetto».
Il centro sociale Anomalia mette così a tacere le voci che si stavano rincorrendo sui social network ma non rinuncia a sferrare un attacco al partito di cui Massimo Ursino è segretario provinciale.
Le immagini testimoniano — si legge nel comunicato di Anomalia — «come la stabilità della famiglia tradizionale, tanto decantata dal partito Forza Nuova, sia qui evidentemente minata dal conflitto generazionale, senza tener conto, peraltro, che lo stesso concetto di famiglia tradizionale vede delle crepe nella casa del segretario provinciale forzanovista essendo Erik figlio della prima moglie di Massimiliano Ursino da cui egli si è poi separato».
Giorgio Martinico, portavoce dell’Anomalia fa sapere che Erik Ursino ha partecipato ad alcune serate e a manifestazioni indette dal centro sociale senza alcun problema da parte degli attivisti “nonostante la genitorialità discutibile”.
È andato all’Anomalia in questi ultimi giorni?
«Di recente non lo abbiamo sentito — continua Martinico — non ho suoi contatti personali, ci siamo solo incrociati al centro sociale, aveva più rapporti con Carlo [Mancuso], ma non credo si siano parlati. Visto però che in tanti, anche di Forza Nuova, in tutta Italia dicono che noi siamo solo dei drogati violenti forse non sapevano che in quel momento lo stavano dicendo anche al figlio del loro capo e forse adesso dovranno rivedere qualche valutazione a riguardo»
(da “NextQuotidiano”)
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Febbraio 26th, 2018 Riccardo Fucile
L’ULTIMO DELIRANTE POST DI RICCARDO IACCARINO: “COMINCERO’ A UCCIDERVI TUTTI”
Adesso Twitter, dopo averlo più volte “sospeso”, gli ha staccato la spina: e così la pagina di Riccardo Iaccarino, candidato alla Camera con Forza Nuova a Palermo, non è più accessibile.
Troppo odio, troppa violenza, palate di razzismo che il candidato forzanovista ha riversato fino all’ultimo sui suoi “nemici”.
Un’escalation da tastiera iniziata dopo l’aggressione a Massimo Ursino, il segretario provinciale palermitano di Fn, e che è culminata nell’ultimo tweet prima del cartellino rosso del social network.
Con vere e proprie minacce di morte. Iaccarino l’ha destinato (22.36 del 20 febbraio) a dei militanti di Potere al Popolo, da lui assurdamente associati al pestaggio del camerata.
“Il problema lo avrete voi tutti… quando comincerò ad uccidervi uno ad uno”, ha minacciato. Poi ha continuto con insulti razzisti e volgari promettendo di “arrostire su appositi roghi le “t…e comuniste”
Il tweet è stato segnalato sia a Twitter sia alla polizia postale.
Da lì la decisione di chiudere la pagina di Iaccarino.
Candidato alla Camera da Roberto Fiore, il militante neofascista negli ultimi giorni aveva preso di mira altri utenti del social network: a Oiza, una ragazza di colore, ha scritto: “A me sembra ridicolo che tu, negra, parli italiano… e magari hai anche il passaporto italiano… e che stai in Italia… e che abbia diritto di parola verso dei biancbianchi… e che forse sei stata a letto con uomini bianchi… pensa un po’! Punti di vista”.
Il teppismo online di Iaccarino, che ha riguardato anche gli ebrei, non ha risparmiato nemmeno quegli utenti che visitando la sua pagina lo invitavano a darsi una calmata e a dare un taglio ai post razzisti, sessisti e antisemiti.
Lui ha tirato dritto con le sue crociate, che giorni fa hanno preso di mira anche la presidente della Camera, Laura Boldrini.
(da agenzie)
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Febbraio 26th, 2018 Riccardo Fucile
IL SENATORE DI FORZA ITALIA TWITTA LA FOTO TAROCCATA DI UN RAGAZZO DI COLORE CONTRO IL NOSTRO PAESE, GIA’ SMASCHERATA DA TEMPO DA BUFALE.NET
“Altro che scappare dalla guerra: fanno la guerra a noi!”. 
E sotto la foto di un ragazzo nero con un cartello “VIA LITAGLIANI DAL’ITAGLIA LA TERA E DI TUTTI”.
È il tweet indignato di Lucio Malan, senatore e candidato di Forza Italia alle elezioni del 4 marzo. Peccato che l’immagine pubblicata dal politico di centrodestra sia un evidente fotomontaggio, una delle tante bufale diffuse in rete per solleticare gli istinti più bassi degli elettori e giusificare le prese di posizione più retrograde e razziste.Che si tratti di un fotomontaggio risulterebbe abbastanza evidente anche agli occhi meno esperti.
Basta comunque una banale ricerca su Google Immagini per trovare l’immagine originale, contenuta tra l’altro anche in un articolo del Giornale che racconta di una protesta dei migranti contro il centro di accoglienza Arci di Perugia risalente all’ottobre 2016.
Una fotogallery di Perugia Today contiene varie immagini di quella stessa protesta. Inoltre, la fake news “Via litagliani dal’Itaglia” era stata già smascherata dal sito Bufale.net lo scorso dicembre.
Nel momento in cui scriviamo, nonostante siano passate 11 ore dalla pubblicazione e vari utenti abbiano immediatamente segnalato a Malan l’errore, il tweet è ancora al suo posto, avendo ricevuto oltre ottanta mi piace e altrettanti retweet e raggiungendo così migliaia di persone.
Tra i commenti, accanto a quelli che prendono di mira la bufala, ce ne sono di più che la danno per buona e la usano come spunto per insultare i migranti, il governo, il Pd, la sinistra, la presidente della Camera, insomma il solito armamentario populista e intollerante.
Il ministro Minniti avrebbe già dovuto provvedere a denunciare Malan per violazione della legge Mancino (art 1 comma 1).
(da agenzie)
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Febbraio 26th, 2018 Riccardo Fucile
SCONTRO SU UNA FESTA DI SETTEMBRE
«Il cachet di Jo Squillo alla Festa del riso pagato con le risorse che dovevano servire per 500 pacchi alimentari per i poveri». È la denuncia del Pd di Trecate, che sulla vicenda dà battaglia da settimane, chiede una commissione d’inchiesta e ha raccolto le firme per convocare il Consiglio comunale (che non si riunisce dal 29 novembre).
L’istanza è stata depositata il 5 febbraio: i venti giorni di legge per provvedere scadevano sabato. Per quel giorno, alle 9 del mattino, in effetti è stato convocato il Consiglio, che però la stessa maggioranza ha disertato.
All’appello c’era solo il presidente Andrea Crivelli accanto a cinque dei sei esponenti di minoranza (i tre del Pd, lista «Nel cuore di Trecate» e 5 Stelle). Assenti il sindaco e gli altri 9 consiglieri che lo sostengono.
Senza numero legale la seduta è stata aggiornata alle 14 di oggi, quando era già fissata in seconda convocazione. «È stata una farsa» tuona Marco Uboldi, Pd. Che spiega: «Da tempo chiediamo chiarezza sulle spese della festa “Riso gorgonzola e antichi sapori” del 23-24 settembre. Questa maggioranza, incapace di governare la città , è invece bravissima a nascondersi e sfuggire alle responsabilità ».
«L’appuntamento è solo rimandato di un paio di giorni, non potranno sottrarsi in eterno», aggiunge il capogruppo Filippo Sansottera.
Ma la discussione della mozione non è certa neppure oggi: è al ventunesimo posto di un ordine del giorno di 21 punti, tra i quali il bilancio.
Il sindaco Federico Binatti minimizza: «Da tempo avevamo deciso la data del 26 febbraio per portare in Consiglio il bilancio. Quando è arrivata la richiesta di convocazione urgente abbiamo visto che i venti giorni scadevano il 25. Così la riunione è stata fissata in prima convocazione per il 24 e in seconda per il 26. Non cambia nulla: ne discuteremo al ventunesimo giorno anzichè al diciannovesimo. Non c’è alcuna volontà di sottrarsi».
L’accordo con l’azienda
La questione sollevata dal Pd parte dall’aggiudicazione alla Markas di Bolzano dell’appalto per la mensa scolastica, un affare da 9,1 milioni per 12 anni. L’offerta includeva come miglioria 500 pacchi alimentari all’anno da destinare ai bisognosi e 22 servizi di catering in occasione di eventi (cene, rinfreschi, aperitivi, coffee break, merende). Solo quattro sono stati fruiti nel 2017.
Il pagamento
Grazie a un accesso agli atti si è scoperto che l’amministrazione – senza atti di giunta ma solo con uno scambio di lettere con la ditta – ha «monetizzato» il resto, compresi i pacchi per i poveri, valutando il tutto 11.950 euro, somma che Markas ha pagato per il compenso degli artisti invitati alla Festa del riso: Jo Squillo, Johnson Righeira e Papa Winnie. Secondo le stime del Pd i servizi «barattati» valevano oltre 40 mila euro.
(da “La Stampa“)
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Febbraio 26th, 2018 Riccardo Fucile
UNINOMINALE PUGLIA 4 AL SENATO: LA NEOGRILLINA ERA STATA CANDIDATA AL COMUNE DI CASTELLANA GROTTE NEL 2012… IL MS5 CHIUDE UN OCCHIO “LO AVEVA COMUNICATO”, MA CAMBIA POCO, ALTRI PER LO STESSO MOTIVO SONO STATI ESCLUSI
Patty L’Abbate, oppure Pasqua L’Abbate, candidata all’uninominale Puglia 4 con il MoVimento 5
Stelle al Senato, durante l’incontro con i candidati delle altre coalizioni sul locale Canale 7, aveva dichiarato di non essere mai stata candidata con altri partiti. E invece eccola che sorride dal manifesto di Io Sud-PLI alle elezioni comunali di Castellana Grotte nel 2012.
Il regolamento del M5S parla(va) chiaro: il candidato “non dovrà aver mai partecipato a elezioni di qualsiasi livello, nè aver svolto un mandato elettorale o ricoperto ruoli di amministratore e/o componente di giunta o governo, con forze politiche diverse dal MoVimento 5 Stelle a far data dal 4 ottobre 2009”.
Patty L’Abbate è quindi un’altra incandidabile per le regole del MoVimento 5 Stelle e in Puglia va a far compagnia ad Antonio Tasso, che Luigi Di Maio ha deferito ai probiviri per l’espulsione per la condanna in primo grado nel frattempo prescritta per violazione del copyright.
Alle elezioni comunali di Castellana Grotte Patty L’Abbate aveva preso 41 voti e non era stata eletta.
La candidata era stata presentata qualche tempo fa da Di Maio come “specializzata in economia dell’ambiente e con un dottorato di ricerca in economia e gestione delle risorse naturali. Si occupa di ciclo di vita dei prodotti, di contabilità ambientale e di impronta ecologica. Vanta una serie di pubblicazioni scientifiche nel settore della sostenibilità ambientale, eco innovazione ed economia circolare”.
Nel 2012 aveva utilizzato una frase di Luigi Einaudi per presentare la sua candidatura: “Giustizia non esiste là dove non vi è libertà ”.
In una pubblicità pubblicata sui giornali all’epoca invece la scelta era ricaduta su Gandhi: “Sii tu il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”.
Qualche tempo fa il Foglio si è occupato di lei e del suo curriculum: la candidata lavora al Politecnico di Bari. Collaboratrice, si legge sul sito dell’università pugliese dove, appunto, collabora al dipartimento di Ingegneria civile, ambientale, del territorio, edile e chimica. Non una docente universitaria, neppure una ricercatrice, ruolo per cui c’è un inquadramento specifico e distinto, come dimostra anche la semplice ma chiara grafica del sito Didatech.
Relatrice a un convegno sulla decrescita felice, L’Abbate veniva presentata come “docente universitario” e membro di Isib.
Cosa sia l’Isib non è molto chiaro. Se si cerca su Google appare l’Institute of Biomedical Engineering del Cnr, dipartimento soppresso il 23 dicembre 2014 e fra i cui collaboratori non risulta alcuna L’Abbate, oppure una pagina vuota del sito di Mdf, che rimanda alle domande frequenti.
In mattinata arriva il salvagente dei vertici del MS5: “la sua precedente candidatura e’ stata debitamente comunicata al MoVimento”, una deroga che però non è stata concessa ad altri e che farà discutere.
(da “NextQuotidiano”)
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