Luglio 26th, 2018 Riccardo Fucile
“NON E’ POSSIBILE CHE UN TALE SPARI DAL BALCONE FERENDO UNA BAMBINA DI UN ANNO”
“L’Italia non può somigliare a un Far West dove un tale compra un fucile e spara dal
balcone ferendo una bambina di un anno, rovinandone la salute e il futuro. Questa è barbarie e deve suscitare indignazione”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel corso della cerimonia del Ventaglio al Quirinale. L’episodio a cui si riferisce Mattarella è avvenuto nei giorni scorsi a Roma.
Molti i temi toccati dal discorso del Capo dello Stato. Vediamo i principali
Profughi, segnali positivi di Paesi Ue. “Sessantacinque milioni di profughi nel mondo danno la misura di un fenomeno epocale. Tante volte l’Italia ha chiesto all’Ue responsabilità e leggiamo finalmente segnali positivi da parte di diversi Paesi dell’Unione. Passo dopo passo serve un piano di interventi dell’Unione per governare il fenomeno e non subirlo”.
Dazi e guerre commerciali. “Dobbiamo esercitare il dovere ineludibile della responsabilità . Si avvertono incrinature nell’ordine internazionale che bisogna sorreggere e non destrutturare. C’è Incertezza e instabilità . Ci sono guerre commerciali che spesso nel tempo hanno condotto ad altri tipi di guerre. Sono seduzioni che sembrano rimuovere le lezioni della storia”.
Responsabilità dei cittadini. “L’Italia non diventerà , non può diventare preda di quel che con grande efficacia descrive Manzoni nei Promessi sposi a proposito degli untori della peste: “il buonsenso c’era ma stava nascosto per paura del senso comune”. La Repubblica vive dell’esercizio della responsabilità di ciascun cittadino”.
Declino Europa. “L’Ue deve esprimere con vigore il suo ruolo su tutti i fronti aperti. Viviamo un periodo di instabilità : o gli europei ritrovano le ragioni del rilancio dell’Unione o è prevedibile il declino del Continente”.
No al Brennero come elemento di separazione. “Grandi conquiste della storia e della civiltà dei rapporti internazionali, come la scomparsa della frontiera tra Francia e Germania, tra Repubblica d’Irlanda e Irlanda del Nord rappresentano patrimonio dell’umanità . Emblematica, a questo riguardo, la trasformazione del Brennero da elemento di separazione ad anello di congiunzione e di vita comune, che improvvide iniziative, paradossalmente a un secolo dalla fine della prima guerra mondiale, rischiano di contraddire”
Imparzialità pubblica amministrazione. “A me compete ricordare, a ciascuno, il rispetto del principio di “concorrere all’ordinato funzionamento degli organi istituzionali”. Le finalità sono tracciate, con chiarezza, nel testo della Costituzione e verso di esse devono convergere le pubbliche amministrazioni, nell’imparzialità della loro funzione, diretta a servizio di tutti i cittadini. Le finalità sono tracciate, con chiarezza, nel testo della Costituzione e verso di esse devono convergere le pubbliche amministrazioni, nell’imparzialità della loro funzione, diretta a servizio di tutti i cittadini. Il limite dell’intervento dello Stato è indicato, limpidamente, laddove è pienamente riconosciuto, alla società civile, di esprimersi in tutte le forme organizzate della vita economica e sociale, senza interferenze da parte delle autorità pubbliche tese a influenzarne l’attività “.
Libertà di stampa. “La libertà di informazione e i diritti che vi sono collegati – e il sostegno, funzionale ad assicurarla in concreto – alimentano il circuito democratico”. “La libera stampa è uno dei elementi che contrassegnano l’Europa e costituisce un suo grande contributo alla civiltà del mondo”, aggiunge. “Voi accompagnate, narrate, analizzate, criticate le vicende della vita politica e istituzionale e, in questo modo, contribuite alla sua qualità e al suo buon livello”, aggiunge. “Una vita politica e istituzionale che fosse priva di questa condizione sarebbe inevitabilmente distorta, e a rischio di involuzioni”.
“L’abbondanza informativa, offerta dal web, è preziosa ma occorre evitare che, con essa, si riduca il livello dell’approfondimento e la capacità di stimolare riflessioni. Insomma, evitare che ne derivi una forma di povertà critica o di rifiuto del confronto con le altrui opinioni. Questo è il compito di quella che chiamiamo libera stampa, che ricomprende, ovviamente, anche l’informazione radio, tv e digitale”.
La reputazione del Paese. “La reputazione di un Paese ordinato, bene amministrato, coeso è un bene comune, collettivo. Indisponibile. Sottratto a interessi di parte perchè costruito, nel tempo, con il contributo del nostro popolo”. “E’ patrimonio di storia, di cultura, di valori che disegna il ruolo dell’Italia nella comunità internazionale. Ovunque si vada, si registra un gran desiderio di collaborazione e di interlocuzione stretta e concreta con l’Italia. Tutto ciò che intacca questo patrimonio ferisce l’intera comunità ”
(da agenzie)
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Luglio 26th, 2018 Riccardo Fucile
CON IL GOVERNO DEL CAMBIAMENTO ORA LE CONSULTAZIONI SI FANNO A CASA DEL VICEPREMIER?… SANGIULIANO E MATANO A CASA DI MAIO
Chissà come sarà felice Marco Travaglio, che da un paio di giorni accusa Lega e MoVimento 5 Stelle di ingerenze sulle nomine in RAI, di sapere che ieri Luigi Di Maio ha incontrato Gennaro Sangiuliano e Alberto Matano a casa sua.
I due sono rispettivamente candidati alla direzione del TG1 e alla direzione del Tg3, Sangiuliano è considerato il luogotenente di Salvini nella televisione pubblica. Racconta oggi Repubblica:
Sangiuliano è gradito anche a FI, avendo tra i suoi testimoni di nozze Maurizio Gasparri. Di più: secondo fonti di centrodestra, oltre ai padani il giornalista campano avrebbe conosciuto il premier Giuseppe Conte, prima della sua ascesa a Palazzo Chigi. E, secondo alcuni, un contatto ci sarebbe stato in passato anche in ambito accademico.
Il problema è che Di Maio vuole garanzie sul Tg1. Le alternative sono sempre il direttore del Fatto quotidiano on line Peter Gomez, oppure un nome che non piace alla Lega: Antonio Di Bella, attualmente al timone di Rai News 24.
La circostanza raccontata da Repubblica ha fatto arrabbiare il deputato PD Michele Anzaldi: “Davvero, come scrive Repubblica, il ministro Di Maio ha ricevuto i giornalisti del Tg1 Gennaro Sangiuliano e Alberto Matano, peraltro nella sua abitazione privata, in una sorta di consultazioni per la direzione dei telegiornali che non hanno precedenti e violano ogni legge? Sarebbe un caso di ingerenza governativa sull’informazione Rai di gravità inaudita, al livello di conflitti di interesse e editti bulgari del passato
(da “NextQuotidiano”)
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Luglio 26th, 2018 Riccardo Fucile
VOGLIONO DIFFONDERE ODIO MA QUANDO L’ODIO ESPLODERA’ NESSUNO NE SARA’ IMMUNE… SENZA SOLUZIONE ABITATIVE ALTERNATIVE E’ REATO SGOMBERARE I CAMPI ROM
L’ordinanza di chiusura firmata la scorsa settimana dalla sindaca Raggi parla di motivi
sanitari alla base della chiusura del villaggio.
Lo sgombero del campo, programmato dal Campidoglio per martedi’, e’ slittato inizialmente per un ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, inoltrato da tre residenti, con l’organismo di Strasburgo che ha chiesto al governo italiano uno stop delle operazioni fino a domani.
Ieri, durante un vertice tra la sindaca Virginia Raggi e il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini, il titolare del Viminale ha garantito il supporto del governo all’operazione.
“Stanno sgomberando il Camping River. Senza dire nulla alle famiglie sulle soluzioni alternative, senza un progetto. Senza nulla se non la voglia di prendere voti umiliando i deboli. Questo sono la Raggi e Salvini. Non vogliono risolvere i problemi, vogliono diffondere l’odio”. Così su Twitter Matteo Orfini, presidente del Pd.
“Questa mattina sono venuti per buttarci fuori, ci hanno trattato come animali. C’è stata violenza, hanno spinto le donne e usato lo spray al peperoncino su una signora. Qualcuno è uscito volontariamente, qualcuno è svenuto, le donne strillavano. Io sto andando a prendere la mia roba non so dove andrò”.
Lo racconta Florin, 31 anni, uno dei nomadi del Camping River, campo in via di sgombero nella capitale. A chi glielo ha chiesto Florin ha spiegato che non è stata usata violenza contro i bambini. “Io sapevo che la sospensione dello sgombero è fino a domani e invece non gliene frega niente. Non ce lo aspettavamo, stavamo tutti dentro tranquilli. C’è gente che è svenuta ma non è stata fatta nessuna violenza contro i bambini”, ha concluso.
“Ci troviamo di fronte ad una gravissima violazione del governo italiano di fronte alla Corte per i Diritti dell’Uomo di Strasburgo. Un precedente unico e gravissimo”.
Così il presidente dell’Associazione 21 luglio, Carlo Statolla, commenta al telefono con LaPresse la notizia dello sgombero in corso. “Siamo in contatto con la Corte di Strasburgo e ci hanno confermato che non c’è stata alcuna retromarcia”.
Intanto fuori dal campo circa cento residenti, tra cui decine di bambini, dopo essere stati sgomberati dalla struttura ora stazionano di fronte al cancello dell’insediamento. Hanno portato fuori materassi, frigoriferi, sedie e altro mobilio e protestano contro le soluzioni alloggiative proposte dal Campidoglio, che prevederebbero la separazione dei nuclei familiari con donne e bambini in alcune strutture e uomini ricoverati altrove.
Sul portone del Camping lo striscione ‘Virginia Raggi lascia in pace le nostre famiglie’.
(da agenzie)
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Luglio 26th, 2018 Riccardo Fucile
LA SINDACA SA SOLO CACCIARE ESSERI UMANI SENZA NESSUNA SOLUZIONE ALTERNATIVA AI CAMPI NOMADI, ALLA CASA DELLE DONNE E AI RIFUGIATI
Se qualcuno pensa che così a Roma si governi il problema dei campi nomadi o dei Rom sbaglia di grosso. Sbaglia anche il peggior razzista che plaude.
Perchè fino a ieri gli ‘zingari’ avevano un luogo, un’area, una zona, ora non più.
Ora andranno dove capita, magari sotto i giardini dei vostri confortevoli condomini. Grazie a Virginia Raggi, la sindaca nostro malgrado, quella che ha trasformato Roma nella Waterloo del Movimento 5 Stelle, la donna che ha bisogno dei maschi per confermare il suo esistere: da Grillo a Salvini, la peggiore sindaca della città di Roma, due scandali con cui fare i conti – Roma Capitale e lo Stadio della Roma – e la pretesa di restare in sella colpendo sempre i più deboli.
Dopo aver messo in mezzo alla strada i rifugiati politici di via Scorticabove, 350 Rom del Camping River ora caccia anche i disperati della ex Fiera di Roma.
A darne notizia il presidente dell’Ottavo Municipio, Amedeo Ciaccheri, su Facebook. Che scrive. “Proprio nel giorno in cui la Corte Europea per i Diritti dell’Uomo sospende lo sgombero del Camping River, all’ex Fiera di Roma è andato in scena il teatro dell’assurdo: lo sgombero, senza nessun tipo di assistenza sociale, di 36 persone – tra le quali 20 bambini, 4 donne incinte e 2 diversamente abili – dagli alloggi di fortuna messi a disposizione da Roma Capitale nel 2012. Dalle prime ore della mattina, sono immediatamente intervenuto sul posto, insieme al Consigliere regionale Paolo Ciani, per assicurarmi che le operazioni avvenissero nel massimo del rispetto e della tutela delle persone coinvolte. Eppure ho trovato la solita situazione allo sbando: gli agenti della Polizia locale costretti ad intervenire senza il minimo supporto da parte dell’amministrazione capitolina e, cosa ancor più grave, l’allontanamento di queste 36 persone senza una reale soluzione alternativa, nonostante le ripetute promesse del Campidoglio di trovare alloggi per tutti i nuclei familiari
Credo sia giusto superare il modo di vivere non dignitoso in cui erano costrette donne, uomini e bambini all’ex Fiera, ma è obbligo di un’amministrazione seria fornire alternative adeguate soprattutto alle persone in condizioni di fragilità sociale.
Tutto il contrario rispetto a quanto fatto da Virginia Raggi, che continua a piegarsi alla logica dell’“amico” Matteo Salvini, mettendo in campo operazioni di pura propaganda contro gli ultimi e i più deboli. Ecco il bilancio di oggi della Sindaca Raggi: 36 persone, di cui 20 bambini, che da stanotte saranno costretti a cercare ripari di fortuna. Questa è la legge della giungla. Roma merita di meglio”.
(da Globalist)
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Luglio 26th, 2018 Riccardo Fucile
LO SCRITTORE: “NELLE NOSTRE SCUOLE INSEGNIAMO GRATUITAMENTE L’ITALIANO AI NUOVI ARRIVATI”… “IN AFRICA HO VISTO MISERIA E SPLENDORE DI ESSERI UMANI CHE NON HANNO NULLA”
“L’appello di Saviano a parlare, denunciare le falsità sui migranti è sacrosanto. Ma non
basta. Io vorrei che le nostre parole fossero sempre legittimate da ciò che facciamo, altrimenti ogni pronunciamento rischia di essere vano. Oggi il discorso politico è svuotato di senso a causa di questo».
Eraldo Affinati, docente e scrittore, i problemi di chi proviene dall’altra parte del mare li conosce bene per esperienza diretta.
Nelle scuole di lingua che ha creato per insegnare l’italiano ai nuovi arrivati. Di loro ha anche scritto nella sua ultima opera: “Tutti i nomi del mondo”.
Che fare davanti a quello che accade oggi in Italia?
«Dipende dal carattere. Io preferisco agire in concreto. Con la nostre scuole Penny Wirton per l’insegnamento gratuito della lingua italiana agli immigrati, uno a uno, senza voti e classi, coinvolgiamo centinaia di persone in ogni parte d’Italia, anche studenti in alternanza scuola-lavoro».
Il silenzio però ha conseguenze, diceva Sartre.
«A me non piace tanto Jean Paul Sartre. Io sono sempre stato dalla parte di Albert Camus. Bisogna superare le categorie novecentesche. Faccio un solo esempio: una nostra volontaria del Nord mi ha detto che fra gli insegnanti della sua Penny Wirton ci sono anche alcuni leghisti. Se noi connotassimo in chiave partitica la nostra azione didattica, non verrebbero. Invece così lo fanno: gratis. Riflettiamoci. L’essere umano è sorprendente».
Qual è il compito degli intellettuali verso il potere?
«Esistono le poetiche personali, le situazioni specifiche, non le categorie generali. Uno scrittore può formulare, se non la sua protesta, la sua ragione di stare al mondo, semplicemente restando fedele al proprio stile».
Se fosse nato in Africa?
«Ci sono stato, ho visto la miseria e lo splendore delle persone che non hanno niente e vivono, senza guerra sì, ma nella polvere e nel degrado. Se fossi nato lì, avrei cercato di venire qui. Noi parliamo spesso di ciò che non conosciamo. Consultiamo le tabelle. Guardiamo la tv. Navighiamo in Rete. Ma ciò che conta è come ti guarda Mohamed quando gli spieghi il verbo essere».
(da “La Repubblica”)
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Luglio 26th, 2018 Riccardo Fucile
LA DENUNCIA DI CONFCOMMERCIO: TARI INGIUSTA E PARADOSSALE
La Tari? È la tassa più ingiusta e paradossale che c’è, denuncia Confcommercio.
Che lancia un nuovo portale (www.osservatoriotasselocali.it) proprio allo scopo di raccogliere ed analizzare dati e informazioni sull’intero territorio relative alla tassa rifiuti pagata da cittadini e imprese del terziario.
«Dal primo monitoraggio dell’Osservatorio — spiega una nota – emergono alcuni dati che evidenziano come costi eccessivi e ingiustificati per cittadini e imprese derivino, in particolare, da inefficienza ed eccesso di discrezionalità di molte amministrazioni locali, da una distorta applicazione dei regolamenti e dal continuo ricorso a coefficienti tariffari massimi».
In particolare la Tari è sempre più alta: nel 2017 è arrivata complessivamente a 9,3 miliardi di euro con un incremento di oltre il 70% negli ultimi 7 anni nonostante una significativa riduzione nella produzione dei rifiuti.
Per le imprese del terziario poi «sono sempre più evidenti distorsioni e divari di costo tra medesime categorie economiche a parità di condizioni e nella stessa provincia». Ad esempio, un albergo con ristorante di 1.000 mq paga 4.210 euro/anno a San Cesario (Le) mentre ne paga 7.770 euro/anno a Lecce, per la stessa attività in provincia di Padova si passa da 4.189 euro/anno di Abano Terme a 5.901 euro/anno del capoluogo.
Per Patrizia Di Dio, membro di Giunta di Confcommercio con delega all’ambiente, «i dati dell’Osservatorio sono la conferma di quanto le nostre imprese siano penalizzate da costi dei servizi pubblici che continuano a crescere in modo ingiustificato. Negli ultimi sette anni la sola Tari è cresciuta di quasi 4 miliardi di euro. Bisogna, dunque, applicare con più rigore il criterio dei fabbisogni e dei costi standard nel quadro di un maggiore coordinamento tra i vari livelli di governo, ma soprattutto è sempre più urgente una profonda revisione dell’intero sistema che rispetti il principio europeo ‘chi inquina paga’ e tenga conto delle specificità di determinate attività economiche delle imprese del terziario al fine di prevedere esenzioni o agevolazioni. In due parole, meno costi e meno burocrazia per liberare le imprese dal peso delle inefficienze locali di gestione».
Secondo Confcommercio l’inefficienza delle amministrazioni locali (in media, il 62% dei Comuni capoluogo di provincia registra una spesa superiore rispetto ai propri fabbisogni) costa a cittadini e imprese 1 miliardo l’anno a causa del mancato raggiungimento degli obiettivi comunitari di raccolta differenziata (siamo al 52% contro il 65% fissato a livello europeo).
Non solo, ma in molti casi le imprese pagano costi per un servizio mai erogato (con aggravi di oltre l’80%) o per il mancato riconoscimento della stagionalità delle attività .
Ad esempio, nel primo caso, a Roma, un distributore di carburante di 300 mq paga 2.667 euro mentre l’importo corretto dovrebbe essere di 446 euro; nel secondo caso, un campeggio di 5.000 mq nel Comune di Fiumicino paga 13.136 euro quando per i soli 5 mesi di attività dovrebbe pagare 5.473, oppure uno stabilimento balneare di 600 mq, nello stesso comune, paga 1.037 euro a fronte dei 432 che dovrebbe pagare.
(da agenzie)
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Luglio 26th, 2018 Riccardo Fucile
IL RAPPORTO DELL’INTELLIGENCE SEGNALA CHE CRESCE L’ESTREMISMO NEL PAESE
La radicalizzazione e l’estremismo in Germania sono in aumento, è questa in sintesi la
conclusione del rapporto presentato dal presidente dei servizi di sicurezza interna, Hans-Georg Maas e dal ministro degli Interni Seehofer
Gli estremisti sono 126.000, un 9% in più rispetto allo scorso anno.
I ‘cittadini del regno’, il movimento che non riconosce il governo e i confini della Germania sanciti alla fine della seconda guerra mondiale, sono cresciuti nel 2018, passando dai 16.500 del 2017 agli attuali 18.000 di quest’anno.
Alla fine del 2017, secondo le autorità , gli appartenenti alla destra estrema in tutto erano circa 24.000 sull’intero territorio della Germania federale, 1000 in più rispetto all’anno precedente.
Anche la percentuale delle persone appartenenti a gruppi di estrema sinistra è aumentata nel corso dell’ultimo anno, secondo quanto presentato nel rapporto dei servizi di sicurezza, raggiungendo il numero di 29.500.
Segno evidente che il clima di intolleranza neonazista genere una crescita anche degli oppositori a tale visione, alimentando un circuito pericolos per la sicurezza dello Stato.
(da Globalist)
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Luglio 26th, 2018 Riccardo Fucile
UN 29ENNE ITALIANO A TORINO INFRANGE MEZZO CODICE DELLA STRADA
Sono bastati pochi minuti per confezionare un insieme di infrazioni da quasi seimila euro e rischiare l’azzeramento dei punti sulla patente.
L’incauto automobilista ha infatti violato cinque articoli del codice stradale in un colpo solo sotto gli occhi di una pattuglia della polizia municipale a Torino, in corso Vercelli, quasi all’incrocio con via Oxilia, nella periferia nord della città .
L’automobilista, 29 anni, italiano, alle 2,30 di notte è sfrecciato a tutta velocità passando con il semaforo rosso (200 euro di multa e 6 punti sulla patente) e con i fari spenti (335 euro). Stava anche parlando al cellulare, il che gli è costato un altro verbale da 646 euro e un’altra manciata di punti sulla patente; lo stesso vale per la guida senza cinture (323 euro e 5 punti).
E infine gli agenti hanno scoperto che l’auto non era assicurata: multa di 3170 euro e immediato sequestro del veicolo.
Il conto alla fine del controllo è stato salatissimo. La polizia municipale, inoltre, è riuscita a fermarlo solo dopo averlo inseguito per un po’.
Il “recordman” alla rovescia è solo uno dei tanti finiti la notte scorsa nel mirino dei vigili, che tra i quartieri Vallette, Barriera di Milano e Aurora hanno controllato 273 veicoli e multato 42 persone.
(da agenzie)
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Luglio 26th, 2018 Riccardo Fucile
IL QUIRINALE CHIEDE SOSTEGNO AI VERTICI DELLO STATO PER BLINDARE IL MINISTRO DELL’ECONOMIA DAI DELIRI SOVRANISTI
Le recenti esternazioni dei due capi della maggioranza Luigi Di Maio e Matteo Salvini sul
rapporto con Bruxelles in vista della prossima Legge di Stabilità sono state prese molto sul serio dal Capo dello Stato.
Pur non rappresentando dichiarazioni di guerra nei confronti dell’Ue e pur proiettando in un futuro imprecisato il superamento dei vincoli europei, il tono arrembante delle dichiarazioni ha indotto il Quirinale ad accendere i riflettori sul percorso che porterà alla stesura della Legge di Bilancio.
Ecco perchè il Capo dello Stato, per Costituzione garante del rapporto tra Italia e Ue in rapporto ai vincoli di bilancio, ha deciso un giro informale di incontri.
Col presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che ha già visto e con la presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati e con quello della Camera Roberto Fico, che incontrerà nei prossimi giorni, al fine di prevenire degli attriti che potrebbero portare a una crisi di governo.
Naturalmente il Capo dello Stato non ha alcuna intenzione di interferire sul percorso legislativo e neppure su quello che precede la presentazione alle Camere del testo della Legge di stabilità , ma la sua moral suasion sarà indirizzata ad evitare un combinato disposto di norme fuori dai parametri e di dichiarazioni che suscitino pericolosi corti circuiti.
Anzitutto con la Commissione europea. Ma anche con i mercati.
Da Bruxelles la raccomandazione che ha raggiunto anche il Quirinale negli ultimi giorni è chiara: davanti ad atteggiamenti di sfida la prima sanzione verrebbe dai mercati e dallo spread.
Una sanzione sostanziale che rischierebbe di manifestarsi prima di quella formale da parte della Commissione europea, chiamata a pronunciarsi in autunno sul progetto di Legge di Stabilità che il governo è tenuto a presentare entro il 15 ottobre.
Se l’imperativo del Capo dello Stato è scongiurare corti circuiti pericolosi per la stabilità del Paese, del tutto conseguente la sintonia tra il Quirinale e il ministro dell’Economia Giovanni Tria.
Nell’intreccio di dichiarazioni ed interviste ad opera dei principali ministri del governo, proprio Tria non ha dato margini ai “contestatori” di Bruxelles.
In una intervista al “Washington post”, il ministro dell’Economia ha messo a verbale alcune affermazioni inequivocabili.
La prima: «Non c’è nessuna discussione sul fatto che l’Italia appartenga o meno all’Ue o all’Eurozona».
Come finanziare una riforme costosa come la flat tax? «Se abbassi alcune tasse devi aumentare il gettito proveniente da altre tasse».
Dichiarazioni che, non soltanto al Quirinale, sono parse distanti da quelle dei due leader di governo, ma anche da un personaggio influentissimo tra i Cinque Stelle come Davide Casaleggio.
Il vicepremier Matteo Salvini ha annunciato: «Andremo oltre i numeri Ue». Una frase che può voler dire tante cose: al momento opportuno può essere rincarata ma anche occultata.
Certo, Salvini ha usato parole di sfida, anche rispetto a tabù che finora sono stati tollerati in silenzio: «Cercheremo di cambiare anche alcuni numeri scelti a tavolino a Bruxelles, che molti paesi Ue – come Francia, Spagna e Germania – ignorano bellamente».
E Di Maio, pur usando espressioni da Prima Repubblica («Non dobbiamo tirare a campare») si è messo sulla stessa sintonia, indicando come obiettivo la modifica dei «parametri europei».
Posizioni distanti da quelle di Tria e che ripropongono quella solitudine dei ministri dell’Economia che è una caratteristica di molti degli “inquilini” di via Venti Settembre.
Nel passato diversi di loro, compreso Pier Carlo Padoan (solidissimo e apparentemente imperturbabile), sono stati presi dalla tentazione di gettare la spugna davanti alla generale ostilità che circonda tutti i propugnatori di una spesa misurata.
È ancora presto per capire se un sentimento di questo tipo abbia preso anche il ministro Tria, ma indubbiamente il “monitoraggio” del Capo dello Stato e la sua iniziativa con i tre presidenti (Consiglio, Senato e Camera) se non può essere banalizzata come una “blindatura” del ministro dell’Economia, segnala però un sostegno di Mattarella a Giovanni Tria.
(da “La Stampa”)
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