Novembre 26th, 2018 Riccardo Fucile
IL FUORICORSO SENTENZIA SUL MILAN E L’ALLENATORE REPLICA: “PENSI AL PAESE CHE HA PROBLEMI PIU’ SERI, SIAMO RIDOTTI MALE SE UN VICEPREMIER PARLA DI CALCIO”
Un pareggio che lascia tutto invariato nella lotta Champions. Lazio e Milan si spartiscono la posta
all’Olimpico-
Al termine del match, intercettato da alcuni cronisti, il vicepremier Matteo Salvini, noto tifoso milanista e con sciarpa rossonera al collo, non ha mandato giù certe scelte di Gattuso: “Non capisco per quale motivo non abbia fatto cambi. Erano stanchi”, le parole dell’esponente del governo.
In conferenza stampa è arrivata la replica del tecnico milanista.
Evidentemente irritato per il fatto che questa sia stata solo l’ultima di una lunga serie di ‘incursioni’ di Salvini sulla sua squadra del cuore: “Salvini si lamenta perchè non ho fatto cambi? Sentite – ha sbottato Gattuso – io non parlo di politica perchè non capisco nulla. A Salvini dico di pensare alla politica perchè con tutti i problemi che abbiamo nel nostro Paese, se il vicepremier parla di calcio significa che siamo messi male”.
Quindi Gattuso ha aggiunto: “Questo è un Paese incredibile – ha rimuginato -: Salvini si lamenta perchè non ho fatto i cambi. Ha cominciato con Higuain, ora è un’abitudine, poi i biglietti del derby, continuiamo così allora”.
(da agenzie)
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Novembre 26th, 2018 Riccardo Fucile
IL REGISTA AVEVA 77 ANNI ED ERA MALATO DA TEMPO… PREMIO OSCAR E MAESTRO DI UNA GENERAZIONE DI CINEASTI
È morto Bernardo Bertolucci.
Il grande regista, nato a Parma nel 1941, si è spento a Roma dopo una lunga malattia. Suoi alcuni capolavori del cinema come Ultimo tango a Parigi, Il tè nel deserto, Piccolo Buddha, Novecento e L’ultimo imperatore.
Proprio questo film gli valse l’Oscar al miglior regista e alla migliore sceneggiatura non originale. Nel 2007 gli fu conferito il Leone d’oro alla carriera alla 64/a Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia e nel 2011 la Palma d’oro onoraria al 64/o festival di Cannes. L’ultimo film da lui diretto è Io e te del 2012, tratto dal romanzo di Nicolò Ammaniti.
Parma era tutto per Bernardo Bertolucci, primogenito del poeta Attilio, cresciuto al cinema da Pier Paolo Pasolini (ne fu aiutoregista tra il ’60 e il ’61) e alla poesia da suo padre che lo incoraggiò a pubblicare la prima raccolta In cerca del mistero con cui vinse nel ’62 il Premio Viareggio.
Nello stesso anno Bernardo debuttava come regista con La commare secca da un racconto di Pasolini, conquistandosi due anni più tardi, con Prima della rivoluzione, la fama incontrastata di miglior autore di una nuova generazione di cineasti in cui l’ispirazione creativa va di pari passo con l’impegno civile.
Dopo anni di sperimentazione tra il Living Theatre e Sergio Leone (per cui scrisse insieme a Dario Argento il soggetto di C’era una volta il west) acquisì statura internazionale nel 1970 con due capolavori: Strategia del ragno e Il conformista dal racconto dell’amico Alberto Moravia.
Due anni dopo scandalizzava il mondo intero con Ultimo tango a Parigi (mandato al rogo in Italia nel ’76 con sentenza definitiva). E nello stesso 1976 saldava la sua anima poetica, fortemente legata alla terra natale, e quella internazionale, figlia degli umori americani e del cinema inteso come prodigio meraviglioso, firmando il fluviale Novecento diviso in due atti.
Dopo alcune regie minori in cui, vedi La luna del ’79, dedica un atto d’amore al prediletto melodramma, si trasferisce a Londra, adottato da Hollywood a cui regala la trilogia esotica, i nove Oscar de L’ultimo imperatore, il viaggio disperato del Tè nel deserto, la pace interiore del Piccolo Buddha.
Rientrato in Italia con rinnovato desiderio di coglierne l’inquietudine con l’occhio ormai distaccato del grande viaggiatore stava preparando un Novecento Atto III destinato a concludersi alle soglie del nuovo secolo.
Cineasta sapiente, fedele ai collaboratori (dal montatore Kim Arcalli al fotografo Vittorio Storaro alla costumista Gabriella Pescucci), innamorato del bello e del lirico, Bertolucci ha piegato tutto il suo cinema al gusto del melodramma e alla fisicità della vita in cui va ricercata una pace interiore che forse coincide con la meditazione buddista.
(da “Huffingtonpost”)
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Novembre 26th, 2018 Riccardo Fucile
ARRESTATI MOGLIE E SUOCERO DI UN MEMBRO DEL COMMANDO… RIPERCUSSIONI SUL TURISMO, INIZIANO LE DISDETTE
Al sesto giorno dal rapimento di Silvia Romano, le certezze che abbiamo dalle dichiarazioni degli
inquirenti kenyani sono che è viva, confermato anche dal ministro dell’Interno Matteo Salvini, e che non si tratta di un’azione terroristica di impronta jihadista.
La notizia di un passo avanti nelle indagini arriva dalle autorità kenyane che hanno annunciato di aver arrestato la moglie e il suocero di uno dei sospetti rapitori della volontaria italiana: la donna è stata intercettata al telefono con il presunto rapitore, e adesso i due fermati saranno “interrogati per ottenere maggiori informazioni sull’ubicazione” della ragazza rapita “e sulle sue condizioni”.
Inoltre, è stato richiesto l’aiuto degli anziani dei villaggi vicini per avere altre informazioni.
Pur continuando a non escludere che i malviventi possano avere intenzione di cedere la ragazza agli shebaab, gli integralisti islamici somali che oltrepassano il confine con il Kenya per attentati e rapimenti con cui si finanziano, la polizia kenyana insiste a definirli “banditi comuni”.
Quasi certamente sono di etnia somala, ma sarebbero cani sciolti. Da qui l’appello alla popolazione locale di non accanirsi contro i clan di origine somala, che in questa parte del Kenya sono tanti e pacifici.
Le ricerche continuano senza sosta in un’area impenetrabile di oltre 36mila metri quadri. La foresta è fitta, gli abitanti si contano sulle dita di una mano e le strade sono sterrate e frequentate saltuariamente dagli animali selvatici del vicino parco nazionale dello Tsavo.
La 23enne cooperante milanese della onlus di Fano “Africa Milele” è ostaggio di tre degli otto uomini del commando che martedì scorso ha assaltato il villaggio in cui lavorava con i bimbi del luogo: Chakama, area rurale poverissima, a 80 chilometri dalla cittadina turistica di Malindi.
Le foto dei rapitori sono state diffuse dalla polizia con una taglia ciascuno di un milione di scellini tanzaniani (8.600 euro): “Sono armati e pericolosi”. “Che siano di etnia somala lo si capisce dai nomi e dalle fattezze somatiche”, ha dichiarato il governatore della contea di Kilifi, di cui fa parte Malindi e Chakama, Amason Jeffah Kingi.
Il commando che ha fatto irruzione nel villaggio di Chakama era composta da otto uomini. Due sono entrati nell’alloggio della 23enne per trascinarla via, sei sono rimasti fuori sparando all’impazzata sulla gente in strada. Cinque persone sono rimaste ferite, di cui 4 bambini. Tutti salvi. Dopo l’assalto, il gruppo si è diviso. Cinque sono scomparsi e tre si sono dati alla fuga tenendo in ostaggio Silvia. La direzione presa dai rapitori è quella che va verso la contea di Tana River, a nord est del Paese verso il confine con la Somalia, dove vivono prevalentemente I clan somali.
La polizia del Kenya ha messo in campo tutte le forze a disposizione e ormai li hanno stanati. Ma la sicurezza della vita di Silvia Romano viene prima di tutto e nessuno per ora ha dato il via a un blitz di terra.
Ieri, in mattinata, il coordinatore delle forze di polizia kenyana dell’intera regione costiera, Noah Mwivanda, si è imbarcato, dall’alba a sera inoltrata, su uno degli elicotteri che sorvolano l’area in cui sono stati individuati i tre banditi che la tengono in ostaggio.
“Lo ribadisco — dice a Repubblica Mwivanda dall’elicottero – Silvia è viva”.
La notizia che la vita della cooperante sia “in sicurezza” è stata confermata anche da Joseph Boinnet, il comandante della polizia del Kenya: “Siamo molto vicini al luogo del nascondiglio e abbiamo dispiegato tutte le risorse in nostro possesso. L’area è remota e disabitata. Non è un’operazione facile ma stiamo procedendo nella giusta direzione”. Nessuno lo dichiara ufficialmente, ma fonti che preferiscono rimanere anonime fanno intendere che sarebbe in corso una trattativa per il rilascio.
Arrivano nel frattempo le prime cancellazioni turistiche per le festività natalizie: “Una decina, meno di quanto temessimo”, racconta Pasquale Tiritò, uno dei maggiori imprenditori turistici di Malindi, proprietario del Jacaranda Beach Resort di Watamu e anche filantropo che si è molto adoperato per le comunità locali tra costruzioni di pozzi, scuole e chiese.
Gli italiani imprenditori e residenti nella cittadina kenyana sono molto preoccupati, innanzitutto per la vita di Silvia, che in tanti conoscevano bene, e in secondo luogo per le sorti del turismo. Malindi è una località di vacanza quasi interamente gestita da italiani e indiani, che vive soprattutto di turismo, grazie al quale la gente del posto ha un impiego sicuro per tutto l’anno.
(da agenzie)
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Novembre 26th, 2018 Riccardo Fucile
DOPPIATO IL CANDIDATO GRILLINO SCONFESSATO
Nicolò Nicolosi del centrodestra è il nuovo sindaco di Corleone con 3.587 voti. Il primo cittadino, eletto nel paese del Palermitano sciolto per mafia nel 2016, ha doppiato il candidato M5s Maurizio Pascucci (1830 voti) che solo venerdì 23 novembre era stato sconfessato da Luigi Di Maio per avere postato su Facebook una foto con il nipote di Bernardo Provenzano.
Il terzo candidato Salvatore Antonino Saporito ha ottenuto 1.006 consensi. Domenica 25 novembre sono andati a votare 6.611 elettori dei 10.814 aventi diritto, facendo registrare un’affluenza del 61,13%.
Nicolò Nicolosi, 76 anni, ex esponente della Democrazia cristiana, è stato sindaco di Corleone dal 2002 al 2007, più volte deputato regionale e per una legislatura è stato eletto alla Camera dei deputati.
E’ stato parlamentare dell’Ars dal 1986 al 2001, prima con la Democrazia cristiana, poi con una lista civica, ricoprendo anche la carica di assessore al Bilancio, dal 2000 al 2001, nella giunta Leanza dal 2000 al 2001. Nel 1992 da vicepresidente dell’Ars fu arrestato, ma poi assolto da tutte le accuse e risarcito dallo Stato per i 40 giorni di ingiusta detenzione. È stato leader e fondatore del movimento regionalista Patto per la Sicilia.
Alle elezioni politiche italiane del 2001 è stato eletto con il centrodestra alla Camera dei deputati nel collegio maggioritario di Termini Imerese (Palermo), ed è rimasto in carica fino al 2006.
Dal 2002 al 2007 è stato sindaco della città di Corleone, eletto al primo turno da una coalizione di centrodestra con il 64,34% dei voti di preferenza. Nel 2007 si è ricandidato, sostenuto da cinque liste civiche, riuscendo ad andare al ballottaggio con Antonino Iannazzo, sostenuto dal Polo delle libertà , e non fu eletto per tre voti. In passato è stato con Udeur, Nuova Sicilia, Patto per la Sicilia, Udc e Movimento per le Autonomie.
Quanto a Pascucci invece, ha garantito che continuerà il suo impegno all’opposizione anche se prevede che “sarà espulso”.
“Nicolosi evidentemente è stato più bravo di me e rispetto la scelta, che non condivido, di averlo votato”, ha dichiarato subito dopo il risultato. “Sarò espulso dal Movimento, ma il mio impegno a Corleone nel versante dell’opposizione, continua. Sul mio caso, dovranno esprimersi i probiviri ma sarà una formalità … aspetto l’espulsione”.
Anche se Pascucci ha detto di “sentirsi ancora in sintonia con loro” e che “continuerò il mio impegno qui insieme agli altri tentando di ricucire le divisione e stemperare le polemiche”.
Contemporeneamente si sono svolte le elezioni a Palazzo Adriano, il Comune sciolto per mafia nel quale si è votato ieri, come a Corleone, dopo due anni di commissariamento. E’ Nicolò Granà il nuovo sindaco di Palazzo Adriano: alla testa della lista SìAmo Palazzo Adriano, ha ottenuto 867 voti su 1351, contro i 481 di Giuseppe Alessi, che guidava la lista Noi ci mettiamo la faccia.
(da agenzie)
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