Dicembre 3rd, 2018 Riccardo Fucile
L’IPOTECA DI EQUITALIA PERO’ E’ STRANAMENTE CONGELATA DAL 2010… IN OTTO ANNI NESSUNO HA MAI INIZIATO UNA PROCEDURA ESECUTIVA
Eccola la grana forse più pesante del padre di Luigi Di Maio. 
C’entra la ex Equitalia Polis spa (oggi Agenzia entrate riscossione), c’entrano debiti fiscali. Un’ombra a cinque zeri.
È il primo settembre del 2010, quando la Equitalia Polis spa di Napoli, con sede in via Bracco, decide di iscrivere un’ipoteca legale nei confronti di Antonio Di Maio per debiti fino a quel momento mai pagati.
L’iscrizione alla conservatoria di Santa Maria Capua Vetere è di due giorni dopo, eseguita entro i 60 giorni dalla notifica della cartella esattoriale.
Debiti pregressi, tanto che l’impresa edile di famiglia, la Ardima, dal 2006 è intestata come ditta individuale a Paolina Esposito, moglie e in quel momento docente di lettere, di Antonio Di Maio.
L’ipoteca nasce da un credito dell’Equitalia di 176.724,59 euro.
Una somma rilevante, naturalmente iscritta, come da prassi, per la somma doppia di 353.449,18 euro.
Tre gli immobili ipotecati. Due sono particelle di terreni, quelli di via Umberto a Mariglianella. Si tratta delle già note particelle 811 e 1309. Poi, sempre in via Umberto a Mariglianella, viene ipotecato un fabbricato costruito nel 1981.
In otto anni, il debito non è stato mai pagato.
In quel momento, Luigi Di Maio aveva 24 anni, era già passato per gli impegni politici universitari, era già iscritto all’albo dei pubblicisti campani e aveva avviato da tre anni l’importante meet up di Pomigliano.
Proprio nel 2010, mentre il padre riceve l’iscrizione dell’ipoteca per quel corposo debito con il fisco, Luigi Di Maio si candida a consigliere comunale di Pomigliano, senza riuscire ad essere eletto.
(da agenzie)
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Dicembre 3rd, 2018 Riccardo Fucile
QUATTRO FABBRICATI SONO ABUSIVI… E L’INTESTAZIONE ALLA MADRE POTREBBE PORTARE A UNA DENUNCIA PER ELUSIONE FRAUDOLENTA, CONSIDERATO CHE IL PADRE DOVEVA 176.000 EURO A EQUITALIA PER DEBITI MAI PAGATI
Ci sono quattro fabbricati nel terreno dell’azienda Di Maio che non risultano dalle mappe catastali, e dunque sarebbero totalmente abusivi, che possono mettere in grave difficoltà direttamente Luigi Di Maio, non più solo suo padre, per (almeno) due storie scoperte ieri sera da Le Iene.
La prima storia è questa.
Intervistato dall’inviato Filippo Roma, Di Maio aveva riconosciuto due dei quattro fabbricati: uno, aveva detto, è «una masseria dove ha vissuto mio padre per un periodo della sua vita quando era piccolo», l’altro è «un magazzino», del quale Di Maio apriva la porta agli operai per consegnar loro delle attrezzature («L’unica cosa che facevo era aprire questa porta perchè mio padre non dava la chiave del catenaccio a tutti e quindi lo aprivo io, i lavoratori si prendevano quel che dovevano prendere e poi andavano via»).
Del terzo fabbricato, il vicepremier dice che si trattava di «una stalla», che starebbe lì «credo dalla Seconda guerra mondiale».
Senonchè Le Iene mostrano che – da foto satellitari prese da Google Earth nel 2002 – la presunta «stalla» non c’era, compare solo dal 2008 in poi.
E, secondo altre foto che la trasmissione ha mostrato ieri sera, non sarebbe una stalla, ma un patio con mattoni in cotto, pensato per delle serate, dotato di una cucina e una piscina fuori terra montabile.
Le Iene hanno pubblicato foto di Di Maio in piscina, o di lui che cena con alcuni amici. Cioè fa ampio uso di un luogo nel quale, secondo le mappe catastali, non vi dovrebbe essere alcuna costruzione nè «per usi abitativi», nè «ricreativi»? I quattro fabbricati, l’ha dichiarato anche il sindaco di Mariglianella, sono tutti abusivi.
Di Maio alla trasmissione ha detto che «non è una villetta, nel senso che non è abitata, non è un posto abitato, non ci sono camere da letto o altro».
Le foto di quella cena sarebbero del 2013, e quelle del suo bagno in piscina sono state pubblicate – ha detto ieri sera la trasmissione – ad agosto 2018.
La domanda che ci si pone è dunque: Di Maio ha mentito ripetutamente sulla «stalla», che invece sarebbe un patio con piccola piscina montabile? E andava ad aprire agli operai la porta di un magazzino abusivo, in un contesto di totale illegalità , sapendolo oppure no?
La seconda storia è questa: da tutte le carte – sia del terreno dell’azienda a Mariglianella, sia dell’ipoteca che vi grava – si apprende che Antonio Di Maio, dal 2006, non figura più in nessun documento.
Dal 2006 al 2013 proprietaria è la madre del vicepremier, Paolina Esposito (tra parentesi, da dipendente pubblico non poteva essere proprietaria), e poi subentrano i figli, tra cui Luigi.
Ma, ecco il punto, nel 2010 è iscritta sui terreni un’ipoteca di Equitalia del valore di 333.499 euro, per un credito non pagato di 176.724 euro.
Secondo l’avvocato Raffaella Di Carlo (Studio Martinez&Novebaci), la cui intervista è stata mandata ieri in tv, parlando in linea generale «ormai la giurisprudenza è costante nell’aver riconosciuto la figura sia del socio occulto che dell’amministratore occulto, cioè di quelle persone che pur non risultando da nessuna parte sono di fatto le persone che esercitano il ruolo di chi la gestisce e la organizza».
Quali possono essere i motivi – le domandano Le Iene – per cui uno gestisce di fatto un’azienda perchè ne è proprietario, però ufficialmente non compare?
L’avvocato risponde: «Ce ne possono essere diversi, diciamo che uno dei più ricorrenti, dei più frequenti, è quando una persona ha dei debiti e non vuole che i propri beni vengano aggrediti dai creditori».
Sarebbe reato di elusione fraudolenta, e chi vi concorre, come prestanome di fatto, compierebbe un altro reato, quello di concorso.
(da “La Stampa”)
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Dicembre 3rd, 2018 Riccardo Fucile
NEL 2013 FA IL BAGNO IN QUELLA PISCINA CHE PER LUI NON ESISTEVA
Le Iene tornano a parlare dei presunti abusi nei terreni del padre di Luigi Di Maio e stavolta
pubblicano un nuovo video nel quale si vede il vicepremier M5S nuotare in una piscina (di quelle montabili, dette “fuori terra”) che sarebbe una pertinenza di una casa abusiva, immortalata in un fermo immagine della trasmissione.
Nel servizio la casa con “piscina”, a Mariglianella, viene fatta vedere al ministro che in base ai suoi «ricordi» sostiene che al suo posto ci sarebbe stata una stalla.
Ma in una foto del 2013 si vede però Di Maio che si fa un bel bagno – denunciano le Iene – in quella stessa piscina con fabbricato abusivo alle sue spalle in bella evidenza.
Il Pd parte subito all’attacco: «Prestanome per far eludere il fisco al padre. Titolare di un’azienda che ha assunto in nero. Quella che per lui era una stalla è invece la casa abusiva con piscina dove faceva il bagno. Ancora una volta DiMaio sbugiardato in diretta televisiva. Ora basta. DiMaioBugiardo», scrive su Twitter il deputato del Pd Luciano Nobili.
«Bugie, costruzioni abusive, lavoro nero, cartelle esattoriali scomparse, irregolarità nell’intestazione dell’impresa. E DiMaio che ha perso la memoria su tutto. Venga in Parlamento, è sempre più urgente», rincara sempre su Twitter il capogruppo al Senato Andrea Marcucci.
(da “il Messaggero”)
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