Gennaio 17th, 2019 Riccardo Fucile
ALBA PARIETTI SMONTA LA CUCCARINI: “SONO IN MOLTI A SALTARE SUL CARRO DEL VINCITORE, IO CI STO SCOMODA, SARO’ SEMPRE SU QUELLO CHE VIAGGIA IN DIREZIONE CONTRARIA AL POTERE”
“Cosa ci vede di sinistra la Cuccarini nella politica di Salvini?”. Alba Parietti è
particolarmente irritata dalle recenti parole di Lorella Cuccarini, che in un’intervista ad Oggi aveva detto che “ha fatto più cose di sinistra questo governo di quelli precedenti”.
Ai Lunatici di Rai Radio 2, Alba Parietti smonta la tesi della collega:
“Ha detto che questo Governo ha fatto più cose di sinistra degli altri governi? Non sapevo che Lorella si occupasse di politica…Interessante questo suo spunto sociologico e politico. Quindi dopo Gramsci e Berlinguer c’è Salvini. E’ veramente una teoria molto molto interessante che mi fa capire quanto sia attenta alla politica e alla storia…Mi sembra evidente che il pensiero di Lorella sia ben allineato con Salvini”
Per la Parietti è solo l’ennesimo caso di ascesa al carro dei vincitori – “che è lo sport nazionale […] Io non riesco a star comoda su questo carro”, il pensiero di sinistra non c’entra niente. Anche per questo le piacerebbe confrontarsi con la Cuccarini:
“Se vogliamo paragonare Salvini a Che Guevara, a questo punto Berlusconi era Trotsky
Anche lei, infine, si è espressa sulla diatriba tra Matteo Salvini e Claudio Baglioni sull’immigrazione. Anche lei, come Al Bano, crede che il direttore artistico di Sanremo non abbia detto niente di male, ha solo espresso un’opinione legittima.
Ma non arriva alle stesse conclusioni del leccese, che protendeva per il ministro sull’immigrazione. Al contrario, la Parietti si sente sempre lontana dal potere.
“Il paradosso è che i fans di Salvini sono molto più salviniani di Salvini stesso. Sono dalla parte di Baglioni, sarò sempre sul carro che viaggia in direzione contraria al potere. Le opinioni a favore della maggioranza mi fanno quasi ridere”.
(da “Huffingtonpost”)
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Gennaio 17th, 2019 Riccardo Fucile
IL CAPOLAVORO DI UMORISMO INVOLONTARIO DEL SENATORE DESSI’
Quelli del MoVimento 5 Stelle, è notorio, hanno delle idee ma se non vi piacciono ne hanno delle altre.
E quindi non desta il necessario stupore il fatto che nei giorni scorsi con la Lega abbiano presentato due emendamenti che miravano a ottenere una sanatoria di 2 anni (o fino a data da destinarsi) per la riscossione dei canoni delle spiagge oggetto di contenzioso, facendo un regalone ai balneari tra cui quelli di Ostia, e che oggi, dopo l’intervento di Virginia Raggi, l’emendamento grillino sia stato ritirato.
Quello che invece dovrebbe però ancora stupire è il comportamento del senatore Emanuele Dessì, uno dei firmatari dell’emendamento-sanatoria dei balneari — e che era finito agli onori delle cronache durante la campagna elettorale per aver ritirato la candidatura a sua insaputa — nella vicenda.
Stamattina, in una dichiarazione rilasciata al Fatto Quotidiano, Dessì difendeva l’emendamento: “Non tutti i balneari sono Papagni — il riferimento è al presidente di un sindacato balneari di Ostia a cui era stato sequestrato lo stabilimento — noi vogliamo revisionare tutto il settore. Cerchiamo di andare incontro a chi si prende cura delle nostre spiagge”.
Oggi invece, dopo che la Raggi ha ottenuto il ritiro dell’emendamento, Dessì ha avuto il barbaro coraggio di mandare questa nota alle agenzie di stampa: “Non ci sarà alcun condono per i balneari nel decreto Semplificazioni. Dopo quanto il Movimento 5 Stelle ha fatto in una realtà come Roma per liberare il litorale di Ostia da un sistema di concessioni impregnato dall’illegalità , non lasceremo nessuna sponda a scorciatoie o regalie. Accolgo con soddisfazione il ritiro dell’emendamento contestato. Esso, che in buona fede si dava l’obbiettivo di dare aiuti concreti ad attività che vivono una fase di difficoltà in alcune zone del Paese, purtroppo andava a impattare in maniera devastante in quelle aree d’Italia dove il malaffare è più radicato”.
E ancora “Non si può creare nessuna sacca di ambiguità su questo fronte, per questo ho avuto subito una consultazione proficua con la sindaca Raggi e con la presidente Di Pillo”.
La dichiarazione è un capolavoro di nonsense: prima Dessì prepara una sanatoria e poi annuncia orgogliosamente che non ci sarà alcuna sanatoria, prima scrive un emendamento per sospendere le sanzioni a chi ha contenziosi e poi dice che lui non lascia sponde a scorciatoie o regalie.
Infine, accoglie con soddisfazione il ritiro dell’emendamento che lui stesso aveva presentato.
Un capolavoro di comicità involontaria che non ammiravamo dai tempi di Razzi.
(da “NextQuotidiano”)
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Gennaio 17th, 2019 Riccardo Fucile
ERA DIVENTATA CELEBRE PER UNA FOTO IN CUI LEI E ALTRE DONNE DAVANO IL LATTE CON IL BIBERON A UN PICCOLO PROFUGO ARRIVATO CON UN BARCONE
Maritsa Mavrapidou, un’anziana signora dell’isola greca di Lesbo che divenne celebre per
una foto in cui lei ed altre ‘nonne’ davano il latte con il biberon ad un neonato arrivato su una barca di migranti, è morta all’età di 89 anni.
La foto la rese celebre, tanto che lei e le sue compaesane furono anche candidate al Nobel per la pace.
“Noi abbiamo accolto i rifugiati perchè anche noi discendiamo da rifugiati”, disse in un’intervista nel 2015, al culmine della crisi migratoria in Grecia, riferendosi al fatto che la sua famiglia era arrivata a Lesbo dalla Turchia, quando nel 1922 ci fu un traumatico scambio di popolazione tra i due paesi.
Le tre nonne della foto passarono mesi, nel 2015, sulla costa dell’isola. Portavano vestiti e pane fatto in casa ai migranti.
“Se stavano male appena scesi dalle barche, li aiutavamo”, disse Maritsa, “Ci comportavamo da esseri umani”.
(da agenzie)
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Gennaio 17th, 2019 Riccardo Fucile
L’OPERAZIONE CONTRO I CAPORALI DI LATINA CHE SFRUTTANO GLI IMMIGRATI… QUEI BRAVI IMPRENDITORI ITALIANI CHE PAGANO I DISPERATI 3 EURO L’ORA E LI ALLOGGIANO IN STALLE A 5 STELLE
Vi piace la lattuga? E il rafano? Le fragole sono buonissime, anche il fiordilatte è sopra la media.
L’agro pontino ci riempie di soddisfazioni a tavola.
E gli imprenditori agricoli sono soddisfatti perchè Fondi, città a sud del Lazio, è il più grande mercato ortofrutticolo del Mezzogiorno, uno snodo commerciale che fa divenire Latina capitale dello smistamento dei beni da mangiare.
Purtroppo stamane, e davvero non si capisce perchè, la polizia ha arrestato alcuni bravi lavoratori chiamati ingiustamente “caporali” che trasferivano la merce, in questo caso uomini con la barba lunga, dai luoghi di ristoro e di residenza ai campi di lavoro. I sikh, che vengono dal Punjab, lontana regione che non conosciamo nemmeno, fanno a meraviglia il loro mestiere: sono per metà uomini e per metà animali.
Nel senso che possono essere collocati anche in una stalla dove riescono incredibilmente a trovare refrigerio e infatti la chiamano casa.
E non fanno casino, non hanno il sindacato, non hanno bisogno di mangiare molto, non si stancano, e si accontentano della paga.
Tutti stranieri, tutti senza permesso di soggiorno. Una vergogna, vero?
Con questo stratagemma — trasformarsi in schiavi, cioè — rubano il lavoro agli italiani. Almeno settemila posti di lavoro, molto ben retribuiti: due anche tre euro l’ora, dal momento che fa luce al momento che fa buio più l’alloggio gratuito e il trasporto.
Mi domando, ma sono sicuro che ve lo domandiate anche voi: perchè loro sì e gli italiani no? Perchè loro devono essere i primi? E noi? Non abbiamo per caso braccia a sufficienza da impiegare nell’agricoltura?
La polizia ha appena fatto una retata e gli imprenditori, che puntano tutto sulla crescita, non aspettano altro che nostri connazionali a cui concedere ciò che finora è stato tolto: il lavoro.
La pacchia è finita. Ma resta insoluta la questione: se si abolisce la schiavitù poi la lattuga (e il rafano, e le fragole, le melanzane, i finocchi, i cetrioli, eccetera eccetera) chi li raccoglie da terra?
(da “il Fatto Quotidiano“)
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Gennaio 17th, 2019 Riccardo Fucile
ALLL’UDIENZA CON IL PAPA UNA STOCCATA PER SALVINI… MA NON SUFFICIENTE PER DARE L’ORDINE DI CONTESTARE UN REATO A CHI INFANGA LA DIVISA
Il riferimento era rivolto agli ‘abusivi’ della divisa che sfoggiano magliette, felpe e giubbotti
come se fossero l’ultima moda: “Quella che oggi vede qui riunita davanti a Lei è una piccola rappresentanza dei circa 100 mila poliziotti in servizio nel nostro Paese, tra i quali potrà riconoscere le donne e gli uomini dell’Ispettorato di P.S. Vaticano, che ogni giorno si dedicano con professionalità e passione alla sicurezza della Santità Vostra e dei tanti fedeli che animano questo territorio”
Lo ha detto il capo della Polizia, Franco Gabrielli, nel suo indirizzo di saluto a papa Francesco durante l’udienza nella Sala Clementina all’Ispettorato di Pubblica Sicurezza presso il Vaticano.
“Pur se destinati a svolgere compiti e funzioni diversi ed eterogenei, tutti indossano e si riconoscono nella nostra divisa, che lungi dall’essere un mero capo di abbigliamento è espressione di un patrimonio di valori, radicato nella storia della nostra Istituzione”, ha osservato Gabrielli.
“Divisa – ha aggiunto – che è sinonimo di uniformità ma non di omologazione perchè, pur nel rispetto delle leggi dello Stato, ciascun poliziotto è custode di una propria ricchezza interiore che rappresenta il vero patrimonio della nostra Amministrazione”.
“Grazie a questa complessità riusciamo, infatti, ad interpretare al meglio quell’opera di ascolto e di aiuto del prossimo, per la quale la missione della Santità Vostra assume un valore esemplare – ha sottolineato il capo della Polizia -. La consapevolezza di far parte, pur con questa varietà , di un’unica grande famiglia, e’ fondamentale proprio in momenti, come quelli che stiamo vivendo, in cui sembra smarrito il senso profondo di appartenenza alla comunità “.
“Le donne e gli uomini che vede davanti a Lei, invece, il significato della propria missione lo conoscono e lo interpretano quotidianamente al meglio, senza ricercare una fama ed una visibilità che sembrano essere assurti a valore universale”, ha concluso Gabrielli.
(da agenzie)
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Gennaio 17th, 2019 Riccardo Fucile
E’ IN SARDEGNA PER LA CAMPAGNA DELLE SUPPLETTIVE DELLA CAMERA: “”VADO DOVE MANCA PENSIERO PROFONDO”
Rieccolo. Silvio Berlusconi si candida alle elezioni europee del 26 maggio 2019.
Lo ha annunciato lo stesso ex presidente del consiglio da Quartu, in Sardegna, dove trascorrerà due giorni di tour elettorale per le suppletive del collegio della Camera. “Alla bella età che ho, ho deciso per senso di responsabilità di andare in Europa dove manca il pensiero profondo del mondo“, ha detto Berlusconi, ottantadue anni: a fine mandato ne avrebbe ottantasette.
Dopo la riabilitazione del maggio scorso, Berlusconi è tornato candidabile
L’ex cavaliere è poi tornato ad attaccare il governo: “L’alleanza gialloverde è innaturale, una vera iattura per tutti noi e non credo che riuscirà a reggere — dice — Spero che una rottura tra la Lega e il M5s avvenga presto. Anche in Parlamento ci sono molti fermenti venuti fuori recentemente che mi fanno pensare che questo governo non abbia ancora molto tempo per andare avanti”.
E visto che in Sardegna si vota anche alle regionali, Berlusconi ne ha approfittato per fare uno spot “al centrodestra unito che raccoglierà risultati molto positivi. La Sardegna molto spesso, anche in passato, ha anticipato situazioni che poi si sono verificate a livello nazionale e mi auguro che già con il voto di domenica prossima si possa dimostrare che molti sardi hanno capito chi sono i grillini”.
In pratica il leader di Arcore spera di riconquistare i voti persi in questi anni a danno del Movimento 5 stelle: “Chissà che questa andata fuori di testa di molti elettori che hanno votato M5s non possa subire un cambiamento”.
Poi l’aspirante europarlamentare si è dedicato ad argomenti più consoni al suo nuovo ruolo: “Spero che gli inglesi ci ripensino su Brexit“.
Le elezioni suppletive in Sardegna sono dovute alle dimissioni Andrea Mura, il deputato velista cacciato dal Movimento 5 stelle. Il leader di Forza Italia è arrivato sull’isola per sostenere la candidata azzurra Daniela Noli.
L’annuncio della ricandidatura, arriva a venticinque anni esatto dal messaggio televisivo con cui Berlusconi annunciò la sua “discesa in campo”: era il 26 gennaio del 1994.
Berlusconi vinse le elezioni due mesi dopo dando vita al suo primo governo, durato meno di un anno.
A Palazzo Chigi tornerà due volte: tra il 2001 e il 2006 e tra il 2008 e il 2011. Poi, il 27 novembre del 2013, era decaduto da senatore dopo la condanna per frode fiscale, scontata in affidamento ai servizi sociali. Nel maggio scorso a il tribunale di Sorveglianza di Milano gli ha concesso la riabilitazione: da quel momento l’ex premier è di nuovo candidadibile.
(da agenzie)
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Gennaio 17th, 2019 Riccardo Fucile
IL FONDO PRIMA CASA E’ ESAURITO E LEGA E M5S NON L’HANNO RIFINANZIATO: L’ALLARME DI ADICONSUM
La legge di stabilità 2014 (legge 27 Dicembre 2013, n, 147) ha istituito il Fondo di garanzia
per la prima casa conosciuto anche come Fondo prima casa o Fondo Consap. Il Fondo — che è stato istituito — con una dotazione di 200 milioni di euro per ciascuno degli anni 2014, 2015 e 2016 — prevede la concessione di garanzie statali a prima richiesta su mutui, dell’importo massimo di 250 mila euro, per l’acquisto e per interventi di ristrutturazione e accrescimento dell’efficienza energetica.
Il Fondo — tramite il quale lo Stato garantisce il 50% della quota capitale del mutuo ipotecario — è gestito da Consap, Concessionaria servizi assicurativi Pubblici S.p.A, e da quando è diventato operativo nel 2015 fino a settembre 2018 ha consentito l’accensione 90.170 operazioni di mutuo per un controvalore di circa 10,1 miliardi di euro.
Ad accedere al Fondo sono stati principalmente (il 58%) giovani coppie e persone al di sotto dei 35 anni di età , ovvero quelle categorie di persone che hanno maggiori difficoltà ad accendere un mutuo proprio a causa della mancanza di garanzie dovuta spesso al tipo di contratto di lavoro e ad una generalizzata situazione di precarietà .
L’attuale esecutivo però ha deciso di non rifinanziare la dotazione del Fondo Consap. Già a fine novembre 2018 Adiconsum aveva denunciato il rischio della mancanza di un rifinanziamento lanciando l’allarme sul progressivo diminuire delle risorse.
In una congiuntura economica come quella attuale, nella quale anche a causa dell’aumento dello spread, per i giovani è sempre più difficile accendere un mutuo senza ricorrere alle garanzie fornite dai genitori il rifinanziamento del Fondo è importante sia perchè consente alle giovani coppie di comprare casa sia per dare una boccata d’ossigeno all’asfittico mercato immobiliare.
Nella Manovra del Popolo però il governo Conte non ha previsto un rifinanziamento della dotazione del Fondo Consap.
Secondo le stime di Adiconsum le giacenze del Fondo prima casa dovrebbero andare ad esaurirsi entro i prossimi mesi.
Ma di fatto — spiega l’Associazione di difesa dei consumatori — le banche hanno già smesso di erogare i mutui a chi fa richiesta di poter usufruire della garanzia del Fondo Consap. I tempi necessari per istituire la pratica infatti non consentirebbero ai richiedenti di poter accedere alle garanzie statali che nel frattempo potrebbero essere terminate.
E così sulla pagina Facebook di Adiconsum hanno iniziato ad arrivare numerose segnalazioni da parte dei consumatori che hanno tentato di accendere un mutuo tramite il Fondo Consap ai quali il proprio istituto di credito ha risposto che non c’è più questa possibilità .
Si tratta per la maggior parte di giovani coppie oppure di lavoratori precari con un contratto a tempo determinato che difficilmente potrebbero avere la possibilità di accendere un mutuo senza ricorrere alle garanzie dei genitori.
Adiconsum ha quindi deciso di lanciare un appello al ministro dell’Economia Giovanni Tria affinchè venga rifinanziato il Fondo Consap.
Un’operazione che non richiede alcun onere a carico dello Stato e che è vista con favore anche da ABI, l’Associazione bancaria italiana.
A novembre il direttore generale Giovanni Sabatini durante un’audizione alla Camera portava all’attenzione della Commissione Bilancio l’esaurimento delle possibilità finanziare del Fondo Consap chiedendone il rifinanziamento.
Un’operazione che non solo avrebbe potuto «favorire l’acquisto della prima casa per molte famiglie, soprattutto composte da giovani di età inferiore ai 35 anni» ma anche «sostenere il mercato immobiliare residenziale che negli ultimi anni ha registrato una significativa riduzione delle compravendite e dei valori di mercato».
Sorprende che il governo che vuole rilanciare i consumi, far ripartire l’economia e tutelare i precari si sia dimenticato del Fondo Consap.
(da “NextQuotidiano”)
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Gennaio 17th, 2019 Riccardo Fucile
IL FATTO RIVELA UNA INDAGINE DELLA PROCURA DI SALERNO SU COLLEGHI CALABRESI
Magistrati calabresi sotto indagine dei colleghi salernitani.
Secondo quanto riporta il Fatto Quotidiano, se le ipotesi dovessero trovare riscontri, ci sarà un terremoto giudiziario in diverse procure della Calabria, investendo magistrati anche con ruoli apicali per reati di vario tipo che vanno dalla corruzione al favoreggiamento mafioso.
L’inchiesta è condotta dalla Procura di Salerno, competente per territorio.
Secondo quanto risulta al Fatto, tra gli inquisiti c’è il procuratore di Cosenza Mario Spagnuolo, sotto indagine per corruzione e corruzione in atti giudiziari.
Secondo una ipotesi accusatoria, tutta da verificare da parte dei pm salernitani, nel 2016 Spagnuolo avrebbe favorito l’indagato Giuseppe Tursi Prato in cambio del suo silenzio sul fratello: Tursi Prato, ex consigliere regionale socialdemocratico ed ex presidente dell’Asl di Cosenza, avrebbe favorito in precedenza Ippolito Spagnuolo per il suo trasferimento dal reparto di psichiatria dell’Asl di Cosenza al servizio territoriale.
C’è poi una indagine che tocca l’ufficio di Nicola Gratteri, a carico del procuratore aggiunto di Catanzaro Vincenzo Luberto.
Secondo una accusa, anche questa tutta da verificare, è accusato di rivelazione di segreto d’ufficio. L’accusa di violazione del segreto d’ufficio riguarda notizie su una operazione di polizia che Luberto avrebbe rivelato all’ex vicepresidente della Calabria Nicola Adamo (PD) che si trovata in compagnia di Giuseppe Tursi Prato.
Per quanto riguarda l’ipotesi accusatoria di abuso d’ufficio, è connessa a un arresto per mafia nel marzo del 2016.
Altro filone d’indagine riguarda invece il procuratore di Castrovillari Eugenio Facciolla, per abuso d’ufficio. Chiamato in causa da un maresciallo della Forestale di Cava di Melis, Carmine Greco, fatto arrestare per mafia a luglio scorso dalla procura di Catanzaro. Greco sostiene di aver manipolato degli atti una indagine, con il presunto avallo del procuratore Facciolla.
“A Salerno, per quanto riguarda la posizione del procuratore Facciolla, è in corso un approfondimento su temi amministrativi e organizzativi della procura di Castrovillari. Soltanto questo”.
Lo dice all’Agi l’avvocato Antonio Zecca, legale del procuratore capo di Castrovillari, Eugenio Facciolla, in riferimento all’inchiesta della procura campana su 15 magistrati calabresi. “Ho letto l’articolo che riguarda un grappolo di magistrati calabresi per reati associativi o per collusioni con reati associativi – dice l’avvocato – ma assolutamente nulla ha a che vedere l’indagine che riguarda Eugenio Facciolla con questi temi. Il dottor Facciolla ha già ampiamente chiarito il suo ruolo e il suo comportamento – aggiunge il legale – ma, ripeto, sotto l’aspetto amministrativo ed organizzativo dell’ufficio. E’ a dir poco sorprendente che ci sia una fuga di notizie su questi temi – conclude l’avvocato Zecca – mi sembra un vero e proprio salto nel passato, quando negli anni Novanta le informazioni di garanzia gli interessati le ricevevano dalle testate giornalistiche”.
(da “Huffingtonpost”)
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Gennaio 17th, 2019 Riccardo Fucile
CONTE: “SONO PREOCCUPATO”… SONO IL PRODOTTO DEGLI ISTIGATORI ALL’ODIO A CUI AVETE DATO SPAZIO, INVECE CHE LAMENTARVI METTETELI IN GALERA
Una lettera di minacce scritta in stampatello fatta arrivare a Enrico Mentana. “Presto vi
puniremo, sappiamo tutto di voi, punirvi è un dovere”, è il testo del messaggio che lo stesso conduttore del Tg di La 7 ha pubblicato su Instagram.
La lettera è firmata con un “Boia chi molla” e il disegno di una svastica. E arriva a pochi giorni dall’aggressione a due giornalisti dell’Espresso durante una manifestazione neofascista.
Oltre che a Mentana, l’anonimo fa riferimento ad altri giornalisti “i vari Giannini, Floris, Formigli, Damilano”, cui sono rivolti pesanti epiteti.
“La tua enfasi contro chi è stato eletto dal popolo è vomitevole”, comincia la lettera. E poi giù offese e minacce contro i giornalisti: “Siete degli sfascisti che sperano che si affondi”, e ancora “Acqua e non benzina, pietre e non pane, per non parlare di via Rasella”. E ancora insulti sessisti nei confronti delle giornaliste Gruber e Fanuele.
Contro questo nuovo episodio di intimidazione nei confronti dei giornalisti, si muove il mondo politico. “Le intimidazioni rivolte al direttore Mentana sono un atto vile e inqualificabile – dice il premier Giuseppe Conte, in una nota – le minacce a chi esercita la professione di giornalista sono inaccettabili in sè ma anche perchè costituiscono un grave attentato alla libertà di stampa”.
“Sono molto preoccupato – aggiunge – perchè questo episodio segue di pochi giorni un altro fatto gravissimo, un’aggressione fisica di cui sono stati vittime il giornalista Federico Marconi e il fotografo Paolo Marchetti dell’Espresso”. Solidarietà anche da Luigi Di Maio: “Un gesto vile che va stigmatizzato nella maniera più assoluta”.
E poi da Maria Stella Gelmini e Mara Carfagna di Forza Italia (“Le minacce non piegheranno la libera stampa”).
E da molti esponenti del Pd. “È intollerabile che continui a crescere questo clima di odio verso professionisti liberi e indipendenti. Non facciamo finta di niente per favore. C’è un aumento grave di odio e minacce”, dice il deputato dem Emanuele Fiano.
(da agenzie)
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