Marzo 8th, 2019 Riccardo Fucile
PER LA LEGA SI PUO’ ASPETTARE LUNEDI’, PER IL M5S NO… DI MAIO SI AUTODENUNCIA: “ABBIAMO VOTATO COSE CHE NON CONDIVIDEVAMO, COME LA LEGITTIMA DIFESA, FATE ALTRETTANTO”… CARO DI MAIO, IL 20 VOTATE PER IL PROCESSO A SALVINI E VI TOGLIETE IL PROBLEMA, SE AVETE LE PALLE
“Non si possono vincolare i soldi degli italiani se non si arriva prima a una decisione”. Lo ripete più volte Luigi Di Maio nel corso della conferenza stampa sulla Tav a Palazzo Chigi.
Il vicepremier vuole che la discussione sul tema prosegua in queste ore. Nessun rinvio a lunedì, come aveva chiosato Matteo Salvini.
Di Maio nasconde il disappunto per le parole pronunciate poche ore prima dall’alleato di governo e si dice interdetto per il fatto che la Lega abbia messo in dubbio la tenuta del governo sul tema.
Nelle sue parole anche una velata minaccia all’alleato di governo: “Mi rivolgo agli elettori della Lega “Sono rimasto interdetto del fatto che la Lega abbia messo in discussione addirittura il Governo, legandolo alla Torino Lione. Se io avessi messo in discussione la legittima difesa, voi vi sareste arrabbiati”.
Non manca una frecciatina al ministro dell’Interno che il 7 marzo, nel corso del suo intervento a Dritto e Rovescio, aveva affermato che sulla Tav si sarebbe visto “chi aveva la testa più dura”. Sul punto Di Maio dice: “Questi sono discorsi da bambini. Qui dobbiamo sederci a un tavolo, ridiscutere l’opera come da contratto ed evitare di vincolare i soldi degli italiani”.
Salvini ha preso tempo, affermando che la discussione sulla Torino Lione sarebbe ripresa lunedì. Ma per Di Maio non c’è un’ora da perdere: “Io penso che la giornata di oggi debba essere una giornata in cui continuiamo a lavorare per la ridiscussione dell’opera nel pieno rispetto della posizione francese e per evitare di vincolare i soldi degli italiani lunedì ad un’opera che va ridiscussa. Quindi non mi si può dire ci rivediamo lunedì. Questo è un weekend che deve essere di lavoro”.
In molti hanno visto oggi una leggera frenata di Salvini sulla eventuale apertura della crisi.
Il motivo lo diciamo noi: il 20 in Parlamento si deve votare l’autorizzazione a procedere per il sequestro di persona della Diciotti, servono almeno 40 voti del M5S o qualcuno finisce in galera.
Un buon motivo per Cuordileone di evitare la crisi, non sia mai che i grilini si incazzino
Sul fronte dei dissidenti, le spinte sono ancora più forti: “Sul dossier Tav è arrivato il momento, tardivo, di far valere il peso della nostra maggioranza” e se la Lega insiste col sì all’alta velocità Torino-Lione “a quel punto sarà il Carroccio a prendersi una responsabilità sul governo”, dando al Movimento 5 Stelle la spinta a cercare “altre alleanze in Parlamento” a partire dal Partito democratico, ha detto la senatrice dissidente Paola Nugnes.
(da agenzie)
argomento: governo | Commenta »
Marzo 8th, 2019 Riccardo Fucile
ABBIAMO 7.000 KM DI STRADE FERRATE ARRUGGINITE, NEANCHE LO SAPPIAMO… GUARDIAMO LE LUCCIOLE E LE SCAMBIAMO PER LANTERNE
Di quanti minuti si compone un’ora? E voi, come impiegate il tempo? 
Nello Yemen le donne impegnano duecento milioni di ore al giorno, togliendole al lavoro, allo studio, al piacere, per raccogliere l’acqua pulita per la propria sopravvivenza e della loro comunità .
In Italia da giorni impegniamo quasi lo stesso tempo per parlare di Tav.
Se si fa il binario veloce saremo in Europa, se non si fa verremo ricondotti alla barbarie.
E quanto tempo utilizziamo invece per domandare i motivi che hanno portato i governi, tutti i governi, a fare arrugginire settemila chilometri di strade ferrate?
Settemila, Non settecento. Non sette.
Siamo il Paese dei binari morti e neanche lo sappiamo. Non ci interessa, abbiamo altro a cui pensare.
Ieri i barconi, oggi il Tav. Domani chissà .
Guardiamo le lucciole e le scambiamo per lanterne.
(da “il Fatto Quotidiano”)
argomento: Costume | Commenta »
Marzo 8th, 2019 Riccardo Fucile
VIOLATE LE REGOLE CHE DISCIPLINANO I FINANZIAMENTI AI PARTITI POLITICI CONSENTITI SOLO A CITTADINI TEDESCHI
Ancora guai per l’estrema destra tedesca.
Dopo essere finito nel mirino dei Servizi interni per politiche definite contrarie all’ordinamento democratico» Alternative fà¼r Deutschland (AfD) rischia adesso una multa di oltre 100.000 euro per presunte donazioni illegali al partito.
Secondo le accuse, riportate dalla stampa tedesca, il partito avrebbe ricevuto prestazioni e finanziamenti, pari a oltre 50mila euro, da una società svizzera, in occasione della campagna elettorale del 2017.
Anche il leader dell’AfD Meuthen avrebbe beneficiato di servizi gratuiti da parte della stessa azienda svizzera.
Le donazioni violerebbero le regole che disciplinano i finanziamenti ai partiti politici in Germania, consentiti solo a cittadini tedeschi, anche quando risiedono all’estero, alla condizione che siano all’interno dell’Unione Europea.
I criteri di trasparenza del Bundestag impongono poi di informare immediatamente le autorità quando la donazione supera i 50mila euro.
(da Globalist)
argomento: denuncia | Commenta »
Marzo 8th, 2019 Riccardo Fucile
L’INCONTRO CON I SOVRANISTI POLACCHI, PROBABILE L’APPRODO NEL GRUPPO DEI CONSERVATORI … E’ FINITA LA PACCHIA DI PRENDERE MILIARDI DALL’EUROPA E POI NON RISPETTARNE LE REGOLE
Il capogruppo dei Popolari Manfred Weber lo ha ripetuto più volte negli ultimi mesi: se il premier
ungherese Viktor Orban non rispetta i valori europei non può più rimanere nel Ppe.
E gli scontri negli ultimi mesi sono diventati sempre più pesanti, fino alla mozione di espulsione che sarà discussa il prossimo 20 marzo.
Ma se i moderati di centrodestra sono pronti a tagliarlo fuori, il sovransta Orban ha lasciato intendere che il suo partito potrebbe avvicinarsi ai polacchi di Diritto e Giustizia (PiS), che all’Europarlamento fanno parte del gruppo dei Conservatori europei (Ecr) e che sono al governo a Varsavia.
Se la decisione andasse in porto, i popolari perderebbero a6 seggi (stando agli ultimi sondaggi dell’Eurocamera) e Orban diventerebbe alleato di Fratelli d’Italia.
L’incontro coi conservatori polacchi è stato anticipato dallo stesso Orban all’emittente ungherese Kossuth radio.
“Sarò domenica in Polonia“, ha detto, dopo aver già dichiarato che, nel caso di un’uscita dal Ppe, “il primo posto in cui avviare colloqui sarebbe la Polonia dove il partito al potere non è membro del Ppe“.
Il premier di Budapest precisa che preferirebbe restare nel Ppe per “riformarlo” e “trasformarlo” per “permettere che al suo interno ci siano forze anti-migranti come noi”.
Il 20 marzo il Ppe discuterà la mozione presentata da alcuni partiti del gruppo che chiede l’espulsione di Fideszper le sue posizioni razziste, inconciliabili con i valori del Ppe
(da agenzie)
argomento: Europa | Commenta »
Marzo 8th, 2019 Riccardo Fucile
IL PM PRESENTA IL DOCUMENTO DURANTE L’UDIENZA: NON SI POTEVA STABILIRE LA CERTEZZA DELLE CAUSE DELLA MORTE DI STEFANO
Nuova svolta nel processo Cucchi. Nel corso dell’udienza al processo-bis sulla morte del 31enne geometra, il pm Giovanni Musarò ha sostenuto che esiste una primissima relazione medica segreta svolta il giorno stesso del decesso, la sera del 30 ottobre 2009.
A differenza di quanto sostenuto sempre nell’autopsia e nella maxi-consulenza, l’analisi mai emersa finora contiene risultati completamente diversi da quelli scritti nell’autopsia che vennero anticipati nel carteggio interno fra i carabinieri.
Negli accertamenti preliminari infatti, che vennero negati anche all’avvocato della famiglia Cucchi, si parlava di due fratture e non precedenti, oltre a un’insufficienza cardio-circolatoria acuta e si diceva che non si poteva stabilire con certezza le cause della morte: “Allo stato degli atti essa (la morte, ndr) appare riconducibile ad insufficienza cardiocircolatoria acuta, mentre la definizione dei mezzi produttori della medesima necessita di ancor più approfondito esame”, legge nel documento.
“Se il medico nel 2009 non poteva sapere il motivo della morte di Cucchi, allora come è possibile che i carabinieri già lo sapessero?”, ha sottolineato Musarò in aula.
Per il medico legale per definire le cause della morte occorre “un più approfondito esame della documentazione sanitaria esistente in atti, nonchè della valutazione delle risultanze degli accertamenti di laboratorio chimico-tossicologico ed istologico, ancora da effettuare su materiale biologico vario prelevato in corso di autopsia”.
Nel suo intervento di fronte alla Corte d’Appello di Roma, il pm Giovanni Musarò ha sottolineato che “nei verbali a firma dell’allora comandante del Gruppo Roma Casarsa e dell’allora comandante provinciale Tomasone la relazione non viene menzionata. Nel documento, sottoscritto dal dottor Tancredi, si sottolineava che la lesività delle ferite allo stato non consentiva di accertare con esattezza le cause della morte. Ma già in quei giorni i carabinieri, pur sapendo di quella relazione preliminare segreta, nel verbale escludevano un nesso di causalità delle ferite con la morte”.
Musarò ha aggiunto che “gli stessi legali di Cucchi nel 2009 avrebbero fatto invano richiesta quel documento”.
(da agenzie)
argomento: Giustizia, Politica | Commenta »
Marzo 8th, 2019 Riccardo Fucile
MARIKA POLETTI, EX PRESIDENTE DI FRATELLI D’ITALIA, HA RASSEGNATO LE DIMISSIONI
-A seguito di un’interrogazione al consiglio provinciale autonomo di Trento, si è dimessa Marika
Poletti, neo responsabile dell’Ufficio di Gabinetto dell’assessore agli Enti locali e rapporti con il consiglio provinciale Mattia Gottardi.
Il motivo? La donna 34enne ha una svastica tatuata su una gamba, messa ben in evidenza in uno scatto pubblicato sui social network.
Ex presidente di Fratelli d’Italia, Marika Poletti si era giustificata affermando che il tatuaggio non raffigurava una svastica bensì un’antica runa che nulla aveva a che vedere con la simbologia nazista.
La lettera di dimissioni è stata consegnata nelle mani di Maurizio Fugatti, il presidente della Provincia autonoma di Trento. “Al Servizio per il personale dell’amministrazione provinciale è pervenuta la lettera con cui Marika Poletti comunica le proprie dimissioni volontarie dall’incarico di responsabile dell’Ufficio di gabinetto dell’assessore agli enti locali e rapporti con il Consiglio provinciale”, si legge in una nota dell’amministrazione provinciale.
Il tatuaggio della donna ha scatenato grosse polemiche e reazioni da parte di Alleanza per Israele, così come altre richieste di intervento sono giunte da parte di formazioni partitiche (tra cui, Pd e Futura 2018).
Inoltre, come riporta il Corriere della Sera, sul web circolerebbe un video in cui la Poletti canta una parodia del Ragazzo della via Gluck di Adriano Celentano con questo testo: “C’era un ragazzo della Wehrmacht si divertiva a giocare con me/ qual era il gioco non te lo dico, ogni mattina spariva un amico/ là dove c’era il Belgio ora c’è il Terzo Reich…”.
(da agenzie)
argomento: Razzismo | Commenta »
Marzo 8th, 2019 Riccardo Fucile
DECINE DI COMMENTI CONTESTANO LA INUTILE MARCHETTA AI POTERI FORTI: “CHI SALE TROPPO PERDE LA TESTA, IL BOTTO SARA’ GRANDE E LEI TORNERA’ PICCOLO PICCOLO”
“No Tav e Berlusconi. Perderai consensi. Far cadere il governo per un progetto bloccato da vent’anni è assurdo”. “Del Tav non ce ne importa niente. Il governo non può cadere ora! Le priorità sono altre”.
I follower di Salvini, solitamente d’accordo col ministro dell’Interno, questa volta prendono le distanze. E sotto ai post su Instagram e Facebook in cui il vicepremier chiede a chi lo segue — come fa abitualmente — di commentare il suo intervento in tv (in questo caso a Popolo sovrano), gli utenti criticano la sua scelta di tirare dritto sulla Torino-Lione.
Una posizione opposta rispetto a quella del Movimento 5 Stelle, mentre il contratto di governo prevede di ridiscutere “integralmente il progetto nell’applicazione dell’accordo tra Italia e Francia”.
Se sui social Salvini incassa la disapprovazione dei suoi sostenitori, 5 Stelle si ricompattano intorno a Luigi Di Maio, impassibile sul no all’infrastruttura.
Il vicepremier si è detto “sbalordito” dalle dichiarazioni di Salvini, che ha ipotizzato l’apertura di una crisi di governo proprio sull’alta velocità . Non solo: per il leader M5s è “da irresponsabili”. “Abbiamo solo chiesto la sospensione dei bandi per un’opera vecchia di 20 anni — ha detto — lo abbiamo chiesto perchè previsto dal contratto siglato tra M5S e Lega. E cosa fa Salvini? Oltre a forzare una violazione del contratto minaccia pure di far cadere il governo? Se ne assuma le responsabilità di fronte a milioni di italiani. Io questo lo considero un comportamento irresponsabile, proprio mentre siamo in chiusura su due misure fondamentali come il reddito di cittadinanza e quota 100. Dovrà spiegare il suo comportamento anche ai truffati dalle banche”.
“Se fate cadere il governo per un’opera inutile come il Tav, dovrà dire addio a parecchi voti. Il consenso che ha ce l’ha perchè al governo. Se pensa di passare così all’incasso non ha capito proprio niente”, scrive Francesco al ministro dell’Interno su Twitter, che posta pillole del suo intervento a NoStopNews su Rtl102.5.
E tanti altri utenti la pensano allo stesso modo. “Spero che prevalga il buonsenso — dice Stefania — sblocchiamo i cantieri più importanti non quelli come Tav che è voluta solo per interessi di qualcuno allora facciamo anche il ponte sullo stretto, accidentaccio buon senso”, e ancora: “Incomprensibile l’accanimento sul tav quando ci sono un sacco di opere più urgenti lungo il territorio“.
In tanti chiedono anche lo sblocco di opere “essenziali” diverse dall’alta velocità e la costruzione di strade e ferrovie nel Sud. E c’è chi commenta lapidario la linea intransigente del ministro: “Quando si sale troppo c’è il rischio di perdere la testa. Il botto sarà grande e lei tornerà piccolo piccolo”.
(da “il Fatto Quotidiano”)
argomento: governo | Commenta »
Marzo 8th, 2019 Riccardo Fucile
MA QUANDO HANNO SALVATO DAL PROCESSO IL SEQUESTRATORE DI PERSONE SONO STATI ZITTI
«Minacciare di far cadere il governo come dice il ministro Salvini è da irresponsabili. Io voglio
andare avanti per tutti i cittadini che credono in questo governo».
Così Luigi Di Maio dopo il fallimento dell’ultima trattativa sulla Torino-Lione tra Lega e M5S.
Il vicepremier, bisministro e Capo Politico del MoVimento 5 Stelle sembra non crederci più al contratto di governo, quello che viene chiamato in causa ogni volta che i due alleati di governo sono in crisi. E come potrebbe, del resto il contratto prevede la convocazione del fantomatico “Comitato di conciliazione” ma c’è poco da conciliare.
Davvero il governo rischia di saltare sulla TAV?
Il MoVimento 5 Stelle ha deciso di giocare un’altra carta: quella del Salvini “traditore” non solo dei patti ma anche degli italiani.
Perchè se il ministro dell’Interno decidesse di aprire una crisi di governo non si potrebbero fare le tante cose buone che i 5 Stelle hanno in mente per il Paese. Uno su tutti il Reddito di Cittadinanza, che sta per partire senza la tanto promessa e necessaria riforma dei centri dell’impiego (quindi è un mistero come funzionerà ).
Le sorti del governo e di milioni di poveri, ci fa capire Di Maio, sono subordinate all’interesse della Lega per quel buco inutile nella montagna che è la Tav.
Ma il problema è un altro.
Lunedì dovrebbero essere pubblicati i bandi di TELT, la società che costruirà il tunnel di collegamento Italia-Francia sotto le Alpi. Sono i bandi che il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli ha deciso di non bloccare, probabilmente per prendere tempo. Ma una volta aperte le gare sarà sempre più difficile dire di no all’opera.
Da giorni il M5S ha deciso che la strategia sulla Tav è quella di fare un’inutile sceneggiata, ad uso e consumo del suo elettorato che si sente tradito già per una lunga serie di deroghe fatte dai 5 Stelle al programma con cui si sono presentati alle politiche: dalla questione dell’Ilva di Taranto fino al TAP passando per il Terzo Valico e un assordante silenzio sul Muos. Tutte battaglie del M5S cadute nel dimenticatoio (il No Muos a Miscemi) o disattese.
Tutto questo non serve a fermare la Tav e probabilmente nemmeno ad impedire una crisi di governo. L’unico vero obiettivo è quello di salvare la faccia.
Probabilmente al MoVimento considerano più onorevole far cadere il governo Conte su una questione come la Torino-Lione che andare a vedere il bluff del Reddito di Cittadinanza e dei Navigator.
I pentastellati potrebbero anche giocare la carta della Lega “ingrata”. Dopo che i 5 Stelle hanno salvato Salvini dall’autorizzazione a procedere sul caso Diciotti è così che il titolare del Viminale li ripaga?
Ma anche quella questione non è affatto chiusa, perchè manca ancora il voto (a scrutinio segreto) dell’Aula di Palazzo Madama.
Bisogna quindi raccontare ai grillini che è Salvini che sta facendo di tutto per far cadere il governo. E se possibile tentare di far dimenticare come le posizioni di Lega e M5S sulla Torino-Lione fossero inconciliabili già da prima. La strategia sembra funzionare, infatti nei commenti molti elettori del M5S chiedono la testa del ministro dell’Interno e consigliano a “Luigi” di farsi rispettare e far rispettare la storia del MoVimento.
La linea è quella di Di Maio: «Io sono veramente sbalordito da questa minaccia di crisi di governo che viene dal ministro Salvini. Questo è un momento in cui ci sono milioni di italiani che aspettano di essere risarciti perchè sono stati truffati dalle banche, di avere un reddito di cittadinanza, di accedere a quota 100 e il ministro Salvini minaccia una crisi di governo?». Cosa fare? Quello che i pentastellati di governo sanno fare meglio: aprire un tavolo di discussione (con la Francia in questo caso).
A cosa serve? A prendere tempo, a procrastinare la decisione sulla Torino-Lione a dopo le elezioni europee di maggio. Che coincidono con un altro appuntamento elettorale importante: le elezioni regionali in Piemonte, la regione al centro geografico della questione Tav.
I commenti degli indignados grillini tracimano dalla pagina Facebook di Di Maio e vanno a “dirgliene quattro” direttamente a Salvini.
Le argomentazioni sono sempre quelle: Salvini non far cadere il governo per un buco inutile; Salvini preferisci la Tav a quota 100 e Reddito di Cittadinanza, allora hai a cuore solo il bene del Nord.
Ma ci sono anche quelli che hanno assimilato la lezione leghista e si lamentano che tutta Italia debba pagare per una grande opera che aiuta solo il Nord. Una sorta di padanismo al contrario.
Naturalmente è possibile ribaltare il ragionamento di Di Maio. Perchè rischiare di far cascare il governo, e quindi di non fare RdC, quota 100 e rimborsi ai truffati delle banche, per partito preso e per opporsi a quello che in fondo è solo “un buco in una montagna”? Prima o poi qualcuno farà un’analisi costi-benefici della trattativa Di Maio-Salvini.
E potrebbe scoprire due cose: la prima è che il partito di maggioranza relativa nel governo non riesce ad imporre una sua linea. Certo, i sondaggi danno la Lega sopra al M5S, ma in Parlamento si governa con i voti del 4 marzo 2018, e quelli ci hanno detto che il M5S ha il 30% e la Lega il 17%.
La seconda è che per non vole far fare la Torino-Lione il MoVimento 5 Stelle rischia di mandare a monte tutto le cose buone che ha fatto.
Perchè una crisi la si fa in due, e se è vero che Salvini vuole andare avanti a tutti i costi sulla Tav è anche vero che a rimetterci non è il suo elettorato ma quello dei 5 Stelle. Il M5S si trova così nel più classico dei dilemmi del prigioniero: accettare di fare la Tav dicendo che così ha salvato Reddito di Cittadinanza e Quota 100 (che è sempre meglio che ammettere che non c’era alcuna possibilità di fermare l’opera) sacrificando i propri ideali in nome della Ragion di Stato e mostrandosi così una forza politica responsabile.
Oppure riaffermare la propria contrarietà alla Tav facendo saltare il banco del governo, ben sapendo che così non si faranno RdC e Quota 100, ovvero due provvedimenti per fare i quali ha già sacrificato tanto, a partire dalla coerenza con i propri valori fondanti quando ha salvato Salvini.
(da “NextQuotidiano”)
argomento: governo | Commenta »
Marzo 8th, 2019 Riccardo Fucile
“SE IL GOVERNO DOVESSE CADERE IL M5S DOVREBBE VERGOGNARSI DI TANTE COSE (DAL VOTO DELLA DICIOTTI ALLA LEGITTIMA DIFESA) MA ANDARE ORGOGLIOSI DEL REDDITO DI CITTADINANZA E DEL NO ALLA TAV”
Mentre la Trattativa Lega-M5S sulla TAV prosegue — si fa per dire — con tanto di annunci di crisi di governo, Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano prende posizione su Matteo Salvini in un editoriale ma segnala anche la possibilità di una soluzione diplomatica per l’uscita dal tunnel (è il caso di dirlo):
Salvini è il cazzaro troglodita che è: ma passa le giornate a rivolgersi direttamente alla gente, col linguaggio della gente, sui problemi della gente (anche se le sue soluzioni sono xenofobe e/o propagandistiche). I 5Stelle sono l’armata Brancaleone che sono: ma parlano a persone vere e tentano, a volte con successo altre volte con pasticci, di risolverne i problemi. Anche se il governo cadesse domani e non ci tornassero mai più, i “grillini” dovranno vergognarsi di tante cose (dal voto sulla Diciotti a quello sull’illegittima difesa)
Ma potranno andare orgogliosi di averle tentate tutte per fermare il Tav e ancor di più di aver avviato il più forte investimento contro la povertà , che nel primo giorno ha portato 60 mila cittadini in difficoltà a fare compostamente domanda alle Poste e ai Caf, sperando in un futuro finalmente dignitoso (tra le risate di una “sinistra” indecente, le previsioni di assalti ai forni di una stampa manigolda e le scomuniche di una Cei vergognosa).
Perchè la discesa in campo del presidente del Consiglio, secondo Travaglio, potrebbe sparigliare perchè il premier sa parlare alla stessa base di Salvini:
Al posto di Salvini, ci preoccuperemmo più del linguaggio “populista”e “sovranista”di Conte, concorrenziale al suo e diretto alla sua base, e meno dell’eventuale blocco delle gare: per la prima volta un presidente del Consiglio ha fatto capire all’inclita e al colto (categoria, quest’ultima, che esclude il salviniano medio) che a bloccare il Tav ci guadagniamo tutti, tranne una piccola cricca di affaristi. In un Paese serio, gli autori dell’analisi costi-benefici verrebbero ringraziati per averci fatto risparmiare un sacco di soldi. Invece vengono sputacchiati da giornali e politici prezzolati che, non contenti di averci portati alla bancarotta, ora la vogliono pure fraudolenta.
(da agenzie)
argomento: governo | Commenta »