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ANCORA CITTADINI CHE RINUNCIANO AL VACCINO ASTRAZENICA: IERI IL 60% A NAPOLI, IL 90% IN UMBRIA, 561 PERSONE A PADOVA

Marzo 22nd, 2021 Riccardo Fucile

SCOPPIA ANCHE IL CASO PRENOTAZIONI A RILENTO

Le ultime disdette a Padova. Nel weekend in 561 hanno mandato una mail per rinunciare al vaccino AstraZeneca che avevano prenotato nelle scorse settimane, quasi tutti insegnanti e personale scolastico.
Un altro campanello d’allarme dopo le massicce defezioni di Napoli dove alla stazione marittima solo il 40 per cento dei prenotati si è presentato tra sabato e domenica per ricevere l’iniezione.
Anche qui a rinunciare soprattutto insegnanti ma anche vigili urbani.
Un dato ancora peggiore è arrivato dall’Umbria dove ieri appena il 9,2 per cento dei prenotati ha risposto alla chiamata, costringendo così l’Ausl Umbria 1 a ricorrere massicciamente alle chiamate dirette ad altre persone, secondo liste di riservisti che hanno scatenato un putiferio di polemiche perchè redatte ancora con gli appartenenti ai cosiddetti servizi essenziali e non secondo l’ordine di priorità  indicato dalla struttura commissariale guidata dal generale Figliuolo.
E dunque ancora una volta avvocati, magistrati, impiegati comunali, appartenenti al settore delle onoranze funebri.
Proprio il fai da te delle Regioni è al centro del lavoro di coordinamento del commissario Figliuolo che oggi insieme al capo della Protezione civile Curcio fa il punto con il premier Draghi. Esperti di pianificazione e di logistica sono già  stati inviati nelle Regioni per cercare di dare una accelerazione alla campagna vaccinale innanzitutto colmando i ritardi con gli over 80, soprattutto a domicilio, e con le persone estremamente vulnerabili.
Ma si corre anche per mettere a punto il sistema di prenotazioni e di gestione delle vaccinazioni in vista dell’arrivo massiccio di fiale previsto per metà  aprile quando la struttura commissariale si pone l’obiettivo di arrivare a 500.000 vaccinazioni al giorno contro la media di 200,000 di questa settimana.

(da agenzie)

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IL PIC NIC DEI 50 NEGAZIONISTI IN UN PARCO CITTADINO A CESENATICO

Marzo 22nd, 2021 Riccardo Fucile

PER LORO E’ FINITA MALE, C’ERA LA DIGOS AD ASPETTARLI

A Cesenatico circa cinquanta negazionisti si sono riuniti in un parco cittadino per un “picnic negazionista”. Per loro è finita male: sono stati denunciati. Ma il sindaco è stato costretto a chiudere il parco a causa del loro comportamento inappropriato
Il sindaco di Cesenatico Matteo Gozzoli ha raccontato la vicenda su Facebook:
“Non avrei mai voluto farlo, non credevo ce ne fosse bisogno, ma qualche ora fa i Carabinieri, insieme alla Polizia Locale, sono dovuti intervenire nel nostro Parco di Levante a un ritrovo di circa 50 persone che non rispettavano il distanziamento e non indossavano alcun dispositivo di protezione. Era da giorni che in varie chat giravano messaggi per questo “pic-nic”, incuranti di ogni norma, del dramma che stiamo vivendo e del dolore delle persone che hanno perso i loro cari o hanno vissuto momenti difficili in ospedale. Mi rendo conto che la situazione sia difficile anche psicologicamente ma tutti dobbiamo fare la nostra parte e rispettare le regole perchè, mentre la campagna vaccinale sembra aver ingranato, manca poco alla fine di questo tunnel. Le scuole sono chiuse, tante imprese stanno soffrendo e non c’è giorno in cui io non ci pensi: rimaniamo uniti, è l’unica cosa che possiamo fare. Per evitare problemi di ogni sorta il Parco di Levante è stato chiuso e riaprirà  domani mattina regolarmente. Resta inteso che se dovessero ripetersi manifestazioni analoghe saremmo costretti a tenere chiuso il parco. Intanto ringrazio i Carabinieri e la Polizia Locale per essere intervenuti prontamente oggi.”
Non si tratta dell’unico caso. Una manifestazione analoga è avvenuta a Rimini, presso il parco Marecchia. I negazionisti qui erano una ventina e, spiega Il Resto del Carlino, ad aspettarli c’era la Digos che li aveva già  tenuti d’occhio su Instagram:
“Erano i negazionisti del Covid, quelli che si sono battezzati con lo slogan ‘World wide rally for freedom and democracy’. Non sapevano che i poliziotti della Digos erano già  lì ad aspettarli, con il risultato che sono stati tutti denunciati per manifestazione non autorizzata e sanzionati per le violazioni alle leggi anti-Covid. Leader della ‘sezione’ locale, una trentenne riminese, ma c’era anche gente proveniente da Ravenna, Cesena, Forlì e Cesenatico”

(da “NextQuotidiano”)

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VARESE, LA FESTA ABUSIVA CON 40 INVITATI ORGANIZZATA DALL’EX MILITANTE DI FORZA NUOVA

Marzo 22nd, 2021 Riccardo Fucile

DOPO IL VIDEO DI STRISCIA DI NOTIZIA INTERVENGONO LE FORZE DELL’ORDINE

In barba a tutte le leggi e norme anti covid. Varese: Francesco Tomasella, ex militante di Forza Nuova e creatore e amministratore di una chat su Telegram dal nome “Varese Libera”, organizza la sua festa di compleanno (per la notte tra sabato e domenica), invitando tutti gli iscritti al canale. Scrivendo così:
Siete tutti invitati sabato prossimo alla festa che ho organizzato per il mio compleanno dalle ore 19! — scrive su Telegram —. Musica, balli, cibo e bevande uniche! Chi vuole partecipare mi scriva in privato entro martedì! Qui è meglio non pubblicare l’indirizzo, non sia mai lo veda qualche Sceriffo/Spione di Regime che ci voglia rovinare la festa… Grazie a tutti! Fino alla libertà !
E, fortuna (sfortuna sua!) ha voluto che tra quelle quaranta persone sia riuscita a farsi invitare anche una collaboratrice di Max Laudadio di Striscia la Notizia, Valeria Desta, che ha ripreso quanto stava succedendo e ha avvisato le forze dell’ordine. Che poi hanno identificato tutti i presenti.
Chi è Francesco Tomasella, organizzatore della festa di Varese
Definirlo complottista sarebbe poco: crede che il covid non uccida, che lo Stato controlli la popolazione con questa scusa, che i giornalisti siano servi dello Stato, che non servano restrizioni. E così via. Si tratta di un ex militante di Forza Nuova, che da quando è scoppiata la pandemia ha iniziato a scrivere sui suoi social e a pubblicare video complottisti.
Dice in un video: “Con tutte queste restrizioni è gesto eroico tenere aperto, un atto di coraggio”. Infatti Francesco Tomasella non è la prima volta che organizza feste “private” all’interno di ristoranti o locali che invece dovrebbero rimanere chiusi: ha anche sposato e condiviso la campagna dei ristoratori #ioapro, postando scatti dai diversi ristoranti in cui la sera andava a cenare. E ha scritto frasi come questa: “Ha già  fatto più giovani morti il vaccino del Covid stesso! (Che non ne ha mai fatti) #TruffaVirus! #Libertà . Con tanto di hashtag “Truffavirus”.
Francesco Tomasella e l’incontro a Varese con Diego Fusaro
2 febbraio 2021: Francesco Tomasella si unisce a Vox Italia di Diego Fusaro. Che, di certo non si offenderà  se verrà  identificato come uno “scettico” del virus e delle restrizioni anticovid. Ed è proprio questo il motivo che spinge l’ex Forza Nuova a vendere in campo con il filosofo (firma tra l’altro del Primato Nazionale, giornale “sovranista” molto vicino ai movimenti e partiti neofascisti).
Tomasella lo annuncia così:
Dopo essere riusciti in questi mesi, come libero comitato di cittadini, ad animare il dibattito intorno a questi temi almeno in tutto il Varesotto, riteniamo oggi che sia giunto il momento di fare un passo ulteriore per sostenere la stessa battaglia su tutto il territorio nazionale. Per questo annuncio che i principali animatori del Comitato Varese Libera si uniranno da oggi al movimento politico Vox Italia, fondandone il circolo varesino che presiederò. Colgo l’occasione per annunciare che in previsione delle prossime elezioni amministrative presenteremo i nostri candidati in tutta la provincia; in particolare per la città  di Varese sveleremo nelle prossime settimane una nostra lista che resterà  indipendente rispetto a quelle di centrodestra e centrosinistra.
Benissimo: in bocca al lupo.

(da “NextQuotidiano”)

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FLOP VACCINI LOMBARDIA, FONTANA COMMISSARIA ARIA, OVVERO SE STESSO

Marzo 22nd, 2021 Riccardo Fucile

CHIUDE LA STALLA QUANDO I BUOI SONO SCAPPATI: TIPICO SCARICABARILE QUANDO NON SI HANNO LE PALLE PER DIMETTERSI

Il presidente della Lombardia Attilio Fontana sta provvedendo in queste ore a cambiare i vertici di Aria spa, la società  della Regione sotto accusa per i disagi che si sono verificati nella campagna vaccinale.
Fontana sta azzerando tutte le cariche principali della società , dopo l’ultimo weekend in cui si sono verificati numerosi problemi nelle prenotazioni per il vaccino soprattutto a Cremona.
In Lombardia, quindi, la Regione si arrende ammette il fallimento della campagna di vaccinazione e commissaria Aria, l’azienda regionale per l’informatica e gli acquisti a cui aveva affidato la gestione del portale delle prenotazioni degli over 80.
Una decisione che certifica anche da parte dei vertici della Regione il flop della prima fase della campagna.
Attilio Fontana   in mattinata ha deciso il commissariamento di Aria, in attesa del subentro di Poste Italiane che entro due settimane dovrebbe gestire il portale delle prenotazioni delle vaccinazioni sarà  obbligata ad inviare le liste delle persone da vaccinare a tutti gli ospedali.
Saranno infatti le Asst a chiamare direttamente chi dovrà  ricevere il vaccino. Almeno finchè   non subentrerà  Poste Italiane nella gestione delle prenotazioni.
La decisione è arrivata dopo il caos che dura da giorni in diversi hub lombardi dove per colpa di Aria non sono arrivati gli sms con gli appuntamenti   ai cittadini che dovevano presentarsi per la somministrazione. Così nei centri vaccini non si è presentato nessuno come a Cremona, Monza e Como e medici e volontari hanno cercato di metterci una pezza chiamando direttamente a casa chi doveva vaccinarsi. Con grave disagio per molti anziani e per il personale docente e non docente delle scuole che spesso è stato avvertito all’ultimo momento e ha dovuto farsi vaccinare a decine di chilometri di distanza dal proprio domicilio.
La nuova   dèbacle della Regione ha gettato altra benzina sul fuoco anche sul fronte della polemica politica. Il presidente di Anci Lombardia, Mauro Guerra sbotta: “Così non va, ci lascino aiutare. Da settimane ci negano gli elenchi per inesistenti problemi di privacy. Bisogna cambiare passo sui vaccini in Lombardia e per questo i comuni sono pronti ad aiutare se sarà  loro permesso”.
Nella maggioranza di centrodestra che governa la Lombardia sale la tensione. Anche perchè il presidente di Aria, Francesco Ferri, è di Forza Italia. E’ l’ex talent scout che Silvio Berlusconi chiamò anni fa per cercare nuovi volti da indirizzare alla politica. Il regista della fusione tra Lombardia Informatica e Arca da cui è nata Aria, però, è l’assessore lombardo al Bilancio, Davide Caparini, che aveva promesso di farne il fiore all’occhiello dell’efficienza lombarda.
Davanti a questo nuovo flop le opposizioni di centrosinistra chiedono l’intervento del governo e il commissariamento della Regione.

(da agenzie)

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RAGGI E LA FARSA DEL NUOVI BUS: LI PRESENTA DUE VOLTE MA SONO SEMPRE GLI STESSI

Marzo 22nd, 2021 Riccardo Fucile

NEL VIDEO PUBBLICATO DALLA SINDACA SI VEDONO LE STESSE VETTURE DEL 2 FEBBRAIO

Due presentazioni, in altrettanti quadranti della città , ma con le stesse vetture. Come se fossero una “scenografia” fissa.
Venerdì, in piena zona rossa, nel cuore del quartiere Portuense, la sindaca Virginia Raggi ha presentato le ultime (di trenta in totale) “vetture corte arrivate nel deposito di Magliana che servono anche i collegamenti con un importante polo ospedaliero come il Bambino Gesù e quartieri come il Trullo e Massimina-Casal Lumbroso”.
Peccato che, nel video che ha pubblicato la prima cittadina dopo l’appuntamento in via Lenin, con pista ciclabile accanto, si vedano le stesse vetture che compaiono nella presentazione del 2 febbraio – la 248 e la 259 – per lo stabilimento di Romana Diesel.
“Che sia una casualità ?”, si sono chiesti sui social alcuni cittadini. “O forse vengono utilizzati sempre gli stessi come ‘scenografia’”, ipotizzano altri, divertiti dall’ipotetico fatto accidentale che coinvolge la presentazione di questi nuovi bus da 8 metri Iveco-Indcar, che sostituiscono quelli noleggiati da Atac nel 2019 e che sono utilizzati anche su diverse linee nella zona nord della città , come Grottarossa, dove servono l’ospedale Sant’Andrea.
Il mistero si infittisce, però, leggendo le didascalie che accompagnano le video-dirette del 22 febbraio e di ieri, 19 marzo, in cui sono presenti entrambe queste vetture, la 248 e la 259. Alle 11.02 del 22 del mese scorso la sindaca scrive: “Presentati 30 nuovi bus Iveco-Indcar acquistati da Atac nello stabilimento di Romana Diesel. Sono vetture da 8 metri molto utilizzate su diverse strade della nostra città . Erano 14 anni che, per la flotta Atac, non si acquistavano vetture di queste dimensioni”.
Si legge, poi, nella video-diretta di ieri: “Oggi presentiamo gli ultimi arrivati nel deposito di Magliana che servono i collegamenti con i quartieri Portuense, Trullo, Massimina-Casal Lumbroso e anche un importante polo ospedaliero come il Bambino Gesù. I primi 15 sono già  in servizio da alcune settimane. Molti di voi li avranno visti anche sulle linee nel quadrante nord e centro della città , collegamenti strategici dove i bus di lunghezza standard non possono operare. Con questa fornitura e gli altri mezzi ordinati e in arrivo saranno oltre 900 i bus nuovi messi su strada da inizio mandato, grazie ai grandi investimenti fatti nel rilancio del servizio di trasporto pubblico”.
Tra questi 900, “presto saranno in esercizio anche i 100 bus ibridi acquistati dall’azienda in autofinanziamento e altri 82 mezzi ordinati da Roma Capitale su piattaforma Consip”, ha fatto sapere poi il vicesindaco con delega alla Città  in Movimento, Pietro Calabrese, presente anche lui all’appuntamento

(da “La Repubblica”)

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COVID, I DATI DELLA SETTIMANA: CALANO I NUOVI CASI MA AUMENTANO RICOVERI E MORTI

Marzo 22nd, 2021 Riccardo Fucile

MALATI IN OSPEDALE CRESCIUTI DEL 12%, IN SETTE GIORNI LE VITTIME SALGONO DI 2.797 UNITA’

Dopo cinque settimane di crescita, i nuovi casi di infezione da coronavirus in Italia tornano a scendere. Per ora si tratta di un calo molto limitato, dell’1,6% ma si spera che rappresenti l’avvio di una tendenza più accentuata, anche alla luce del fatto che buona parte del Paese da una settimana è in zona rossa. Il numero assoluto di casi nei sette giorni tra lunedì 15 e ieri è stato di 153.383, contro 155.934 della settimana precedente. Ci sono comunque ancora 12 regioni dove si registra un aumento, mentre 7 e le due Province autonome osservano una discesa. Il numero degli esami è più o meno stabile. I tamponi molecolari e antigenici rapidi sono stati 2 milioni e 265mila contro i 2 milioni e 800mila della settimana precedente.
La situazione nelle regioni: male Sicilia e Calabria
Ad andare peggio, a parte la Val d’Aosta che, con numeri molto piccoli, è esposta a forti variazioni, sono due realtà  del Sud come Calabria e Sicilia.
Tra chi continua a crescere ci sono anche regioni in zona rossa come il Piemonte e il Veneto.
Ecco i dati: la Val d’Aosta passa da 184 a 298 casi (+114, +62,1%), la Calabria da 1.815 a 2.326 (+511, +28,5%), la Sicilia da 4.419 a 5.032 (+613, +13,8%), la Liguria da 2.244 a 2.495 (+251, +11,1%), la Toscana da 8.531 a 9.374 (+843, +9,8%), la Puglia da 10.101 a 10.971 (+870, +8,6%), il Piemonte da 14.258 a 15.436 (+1.178, +8,2%), il Lazio da 11.627 a 12.526 (+899, +7,7%), la Basilicata da 860 a 909 (+49, +5,6%), la Sardegna da 734 a 778 (+34, +4,6%), Il Veneto da 11.804 a 12.241 (+437, +3,7%), il Friuli Venezia Giulia da 5.398 a 5.508 (+110, +2%).
Ecco invece l’elenco delle realtà  che vedono una discesa dei numeri: la Provincia Bolzano passa da 1.115 a 830 casi (-285, -25,5%), il Molise da 452 a 353 (-99, -21,9%), l’Umbria da 1.538 a 1.247 (-291, -18,9%), la Campania da 18.401 a 15.370 (-3.031, -16,4%), la Provincia di Trento da 1.864 a 1.603 (-261, -14%), l’Emilia-Romagna da 19.866 a 17.759 (-2.107, -10,6%), la Lombardia da 33.061 a 30.882 (-2.179, -6,5%), l’Abruzzo da 2.598 a 2.447 (-151, -5,8%), le Marche da 5.064 a 4.998 (-66, -1,3%).
Il dato dell’incidenza
Per quanto riguarda l’incidenza, cioè il numero di casi settimanali ogni 100mila abitanti, ci sono ben 9 Regioni e una Provincia autonoma, quella di Trento, che superano la soglia di 250, oltre la quale si va in zona rossa.
La Cabina di regia che effettua il monitoraggio, però, tiene conto dei dati registrati tra il venerdì e il giovedì (cioè il giorno prima della sua riunione) per stabilire i passaggi di colore. Per questo, osservare adesso quei numeri può essere fuorviante. Comunque le regioni che hanno numeri più alti sono quelle già  in zona rossa, salvo la Toscana, che sarebbe a 253. Bisogna aspettare alcuni giorni per capire se il dato sarà  confermato.
Ricoveri in aumento del 12%
L’andamento di tutti i ricoveri, dato fondamentale perchè rivela la pressione del Covid sugli ospedali e quindi la riduzione dello spazio riservato alle altre patologie, segue una tendenza opposta a quella delle nuove diagnosi. L’incremento prosegue ed è abbastanza accentuato.
Come noto i ricoveri risentono dopo alcuni giorni dell’andamento dei casi ma in questo momento quel fenomeno non si osserva. Anzi. Ieri nei reparti dedicati alle persone colpite dal coronavirus erano ricoverati 30.932 pazienti 27.600 di domenica 15 marzo. L’aumento è di 3.332 letti, cioè del 12%. La scorsa settimana era stato un po’ più alto del 16,2%. Comunque quella appena conclusa è la quinta settimana per numero di letti occupati dall’inizio dell’epidemia.
In base ai dati elaborati da Giorgio Presicce, analista della Regione Toscana, sui numeri della Protezione civile, in terapia intensiva si segue un andamento simile. Ieri erano 3.448 le persone ricoverate, cioè 366 in più di domenica 15, per un incremento dell’11,8%. La settimana scorsa la crescita era stata del 16,2%. Il dato dell’occupazione comunque preoccupa, visto che è stato più alto solo in altre tre settimane con il record di 3.753 ricoverati domenica 29 novembre.
Ieri il numero delle persone morte per il Covid è salito a 104.942, i decessi in sette giorni sono cioè stati 2.797 (l’altra settimana erano arrivati a 102.145). In questo caso si segna un aumento significativo, rispetto ai 2.360 decessi della settimana precedente. Risalendo nel tempo, di settimana in settimana, i morti sono stati 2.086, 1.981 e 2.141.

(da “La Repubblica”)

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