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PRECAUZIONE IN FRANCIA: DOSI ASTRAZENICA SOLO PER CHI HA PIU’ DI 55 ANNI

Marzo 19th, 2021 Riccardo Fucile

DOMANDA: MA NON ERA IL VACCINO CHE FINO A UN MESE FA ANDAVA SOMMINISTRATO SOLO A CHI AVEVA MENO DI 55 ANNI? NON CI SIAMO PROPRIO

L’Alta autorità  per la salute di Parigi ha raccomandato oggi l’uso del vaccino Astrazeneca solo per chi ha più di 55 anni.
La Francia ha ripreso oggi le vaccinazioni dopo la sospensione e il successivo parere dell’agenzia per il farmaco e il premier Jean Castex, 55 anni, riceverà  proprio l’antiCovid della casa farmaceutica britannica.
Questa limitazione di età  si spiega con il fatto che i gravi casi di problemi nella coagulazione del sangue che avevano motivato la sospensione del vaccino sono stati osservati unicamente su persone di età  inferiore ai 55 anni, ha precisato l’autorità  sanitaria francese.
Per il vaccino AstraZeneca si tratta di una decisione piuttosto sorprendente, considerando che, quando è stato aperto al pubblico, soltanto 3 mesi fa, era riservato a chi ha meno di 55 anni. “L’età  – ha spiegato Dominique Le Guludec, la presidente della HAS – è il fattore principale di rischio che espone le persone a sviluppare forme gravi” di Covid.
L’Italia non ha scelto questa strada: “Le autorità  regolatorie nazionali hanno un loro grado di autonomia per decidere restrizioni d’uso. Noi abbiamo valutato e non riteniamo che sussistano motivi per procedere ad una restrizione di impiego d’uso del vaccino AstraZeneca sotto i 55 anni di età  come deciso in Francia” ha detto il presidente del Css Franco Locatelli durante la conferenza stampa al ministero

(da agenzie)

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PER LA GERMANIA I VACCINI IN UE NON BASTANO PER FERMARE LA TERZA ONDATA

Marzo 19th, 2021 Riccardo Fucile

L’ISTITUTO KOCK: “CONTAGI IN CRESCITA ESPONENZIALE, LE RESTRIZIONI DURERANNO A LUNGO”

“Non c’è in Europa vaccino sufficiente per fermare una terza ondata solo con la vaccinazione” lo ha detto il ministro tedesco della Salute Jens Spahn in conferenza stampa a Berlino. “Anche se le distribuzioni dalla Ue dovessero essere affidabili, passeranno ancora settimane finchè i gruppi a rischio saranno vaccinati completamente” ha proseguito il ministro tedesco.
Attualmente, a detta di Spahn, la Germania attende circa 15 milioni di dosi AstraZeneca, “e in effetti si tratta di 2 o 3 milioni di dosi in meno rispetto alle attese”.
Il ministro alla Salute spera comunque in una netta accelerazione delle vaccinazioni in Germania, dicendosi anche favorevole “ad iniziare prima del previsto con le somministrazioni da parte dei medici di base”.
Si tratta, peraltro, di uno dei temi che saranno affrontati questo pomeriggio al vertice della cancelliera Merkel con i governatori dei Laender. Tra le proposte, quella di permettere a medici una maggiore flessibilità  rispetto alle rigide regole sulla priorità  nelle vaccinazioni a seconda delle situazioni mediche che si presenteranno.
L’aumento dei contagi ”è chiaramente esponenziale” ha rincarato il vice-presidente del Robert Koch Institut, Lars Schaade, Il numero di nuovi contagi da coronavirus in Germania sta crescendo “in maniera esponenziale”. La rapida diffusione della variante inglese, ha aggiunto, significa che “purtroppo davanti ci sono settimane difficili”.
Per questo, Schaade ha invitato i cittadini ad autoisolarsi il più possibile durante il periodo delle festività  pasquali. ”È altamente probabile che a Pasqua avremo una situazione simile a quella registrata prima di Natale, con molti contagi e molti decorsi gravi della malattia” ha detto Schaade. Il quale ha lanciato un appello ai tedeschi: “Passate la Pasqua solo nella cerchia più stretta e rinunciate ai viaggi”.
Per il virologo ed esperto di Salute del Spd Karl Lauterbach ha sottolineato che “siamo all’inizio di una fulminante terza ondata” ed è necessario che i tedeschi si autoisolino il più possibile in casa.
Nelle ultime 24 ore la Germania ha registrato oltre 17.000 nuovi casi, il tasso di incidenza del contagio nella popolazione è cresciuto a 95,6 mentre il giorno precedente era a 90. Si tratta di un aumento di circa 5000 casi rispetto allo stesso giorno della settimana scorsa.
Il drastico aumento dei contagi in Germania ha dimostrato “quanto sia imprevedibile questa pandemia”. Il desiderio di soluzioni rapide è comprensibile, ma la verità  è che non esistono. “Dobbiamo rimanere cauti, prudenti e pragmatici” ha dichiarato Jens Spahn. “Dobbiamo ancora resistere”.

(da “Huffingtonpost”)

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SONO 98 I MILIARDI “ESIGIBILI” CHE IL GOVERNO VUOLE CONDONARE AGLI EVASORI FISCALI

Marzo 19th, 2021 Riccardo Fucile

LA LEGA VUOLE CANCELLARE ANCHE I 480 MILIARDI PER CUI L’AGENZIA DELLE ENTRATE HA DISPOSTO MISURE ESECUTIVE, IL PD E LEU SOLO QUELLE RITENUTE INESIGIBILI, DRAGHI QUELLE FINO A 5.000 EURO CON REDDITI FINO A 30.000 EURO… IN PRATICA UNO CHE GUADAGNA 1.800 EURO NETTI AL MESE NON SAREBBE IN GRADO DI PAGARE A RATE 10 MULTE ARRETRATE DA 60 EURO, SIAMO ALLA FARSA

Si tenta una mediazione a poche ore dal consiglio dei ministri per una intesa sul contestato colpo di spugna sui 60 milioni di vecchie cartelle fiscali: l’ultima proposta sul tavolo in vista del consiglio dei ministri è quella di cancellare le cartelle sotto i 5.000 euro ma solo per color che hanno un reddito Irpef sotto i 30 mila euro.
La questione, che divide la vasta maggioranza, riguarda una cifra enorme pari a 987 miliardi di crediti dello Stato nei confronti dei contribuenti che si sono cumulati tra il 2000 e il 2015 (con vecchi sistemi di esazione ancora affidati, ad esempio, alle banche). Di questi il 91 per cento sono difficilmente esigibili (il 41 per cento sono falliti, deceduti o nullatenenti) e il restante 50 per cento riguarda contribuenti sottoposti ad una azione cautelare-esecutiva o in autotutela dove l’Agenzia potrà  proseguire le istanze di riscossione.
Come operare? La Lega vuole intervenire con una cancellazione dei debito sotto i 10 mila euro, i 5S (ieri la vice ministra Castelli ha invitato “mettere da parte l’ideologia”) vogliono la cancellazione dell’intero magazzino del 91 per cento (anche le azioni cautelari-esecutive), mentre il Pd vuole evitare condoni fiscali a redditi medio alti (dunque potrebbe accettare una soglia più bassa, diciamo 5.000 euro) e Leu acconsentirebbe di intervenire solo sul magazzino veramente inesigibile, ovvero falliti, deceduti e coloro verso i quali sono stati tentante azioni cautelari ma senza più possibilità  di successo alcuno.
Una proposta diversa viene dal presidente della Commissione Finanze della Camera Marattin di Italia Viva: “Contrariamente alla Lega che propone un condono e a Pd e Leu che lanciano l’allarme, noi proponiamo la cancellazione del magazzino dei crediti inesigibili e proponiamo un intervento con sconto o dilazione per i crediti fiscali contratti causa-Covid”.

(da agenzie)

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NEL BUGIARDINO DEL VACCINO ASTRAZENICA ENTRERA’ UN NUOVO EFFETTO COLLATERALE, COSI’ IL PROBLEMA E’ RISOLTO

Marzo 19th, 2021 Riccardo Fucile

I SINTOMI CUI PRESTARE ATTENZIONE: MAL DI TESTA MOLTO FORTE, PROBLEMI ALLA VISTA, PESANTEZZA DEGLI ARTI INFERIORI… UNA FORMA DI TROMBOSI ASSOCIATA A CALO DI PIASTRINE, SOPRATTUTTO NELLE DONNE SOTTO I 55 ANNI

Che cosa cambierà  adesso?
Nel foglietto illustrativo del vaccino di AstraZeneca verrà  aggiunto un nuovo e rarissimo effetto collaterale: una forma di trombosi associata a calo di piastrine, concentrata soprattutto nelle donne al di sotto dei 55 anni.
Con quali effetti?
Per chi riceve il vaccino nessuno in particolare. Le autorità  di farmacovigilanza faranno però particolare attenzione alle segnalazioni di questi casi e svolgeranno esami per capire se ci sono legami con il vaccino.
Che cosa deve fare chi ha fattori di rischio per la trombosi?
Le autorità  sanitarie sconsigliano l’assunzione di farmaci anticoagulanti, che a loro volta hanno effetti collaterali (favoriscono emorragie). “È necessario monitorare con attenzione eventuali sintomi nei giorni successivi al vaccino” spiega Lidia Rota Vender, presidentessa dell’Associazione per la lotta alla trombosi.
Quali sono i sintomi?
Sono gli stessi di ogni forma di trombosi, anche non associata al vaccino, e vanno segnalati subito al medico, spiegando che si è stati immunizzati. “Mal di testa molto forte che assomiglia a una cuffia che comprime il capo e non passa con i farmaci antinfiammatori” spiega Rota Vender. “Problemi improvvisi alla vista, gonfiore o pesantezza agli arti”.

(da agenzie)

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IL CENTRODESTRA LITIGA PER IL CANDIDATO A ROMA: BERTOLASO DA’ FORFAIT MA LEGA E FORZA ITALIA INSISTONO PERCHE’ SI PRESENTI

Marzo 19th, 2021 Riccardo Fucile

LA MELONI NON LO VUOLE E DICE CHE LA SCELTA SPETTA A FDI… TENSIONE ANCHE A NAPOLI SU MARESCA

Non c’è partito che non sia nei guai per il crocevia delle elezioni romane. Ma chi si ritrova in mezzo al guado adesso è il centrodestra. Il forfait di Guido Bertolaso nelle ultime ore ha mandato per aria l’unica candidatura solida sulla quale puntavano due partiti su tre della coalizione: Forza Italia e ancor più la Lega. O meglio, Matteo Salvini, che sulle presunte doti taumaturgiche dell’ex capo della Protezione civile ha sempre creduto. Al punto da suggerirne il reclutamento per l’emergenza Covid al suo governatore Attilio Fontana in Lombardia.
Niente da fare, su di lui non c’è sostegno unanime, Fratelli d’Italia non ha ceduto per mesi. E ora il leader della Lega scarica sull’alleata la responsabilità  dello stallo e lo fa platealmente. “Chi ha detto no a Bertolaso per mesi ora faccia qualche proposta alternativa, perchè non si possono dire solo dei no – spiega Salvini dopo aver lasciato la sede del ministero dei Trasporti – Io continuo a ritenere che lui sia il miglior sindaco per Roma, se qualcuno la pensa in maniera contraria faccia delle proposte. E mi riferisco a Fratelli d’Italia”.
Giorgia Meloni non replica a stretto giro. I suoi ricordano come sia stata lei nei giorni scorsi a chiedere la convocazione del tavolo per discutere delle candidature e di Roma in particolare.
In quell’occasione il capo leghista aveva risposto di avere “cose più importanti da fare” in questo momento, occuparsi cioè di lotta alla pandemia. Fdi resta ancora in attesa di una convocazione. Forza Italia invece insiste:   “Per noi Bertolaso resta la migliore ipotesi e la consideriamo tutt’ora valida – sostiene il senatore Maurizio Gasparri – Non contestiamo il diritto di proporre nomi alternativi, ma quelli finora avanzati non appaiono competitivi”.
E i nomi che restano sullo sfondo, meno conosciuti, sono quelli di Andrea Abodi, capo dell’Istituto del Credito sportivo, o di Francesco Rocca, presidente della Croce rossa italiana.
Va da sè che sulle tensioni pesano le dinamiche maggioranza-opposizione che ormai attraversano i due partiti del centrodestra. Fdi all’opposizione e Lega al governo con Draghi stanno logorando dei rapporti già  non idilliaci.
I sondaggi delle ultime ore, che danno il partito di Giorgia Meloni in crescita di un punto e mezzo (al 16,5) e la Lega in discesa al 20, non contribuiscono a migliorare il clima.
Tanto è vero che lo stallo, anzi la guerra Lega-Fdi si ripropone a destra anche a Napoli. Catello Maresca, magistrato, civico, ha fatto trapelare la sua disponibilità  a una condizione: che i partiti rinuncino ai loro simboli.
Salvini (per via dello scarso radicamento in Campania, sostengono i più maliziosi nella coalizione) ha subito sposato la causa. “E’ colui che mi ha convinto di più tra i possibili candidati – ha detto lunedì scorso a margine dell’udienza del processo per diffamazione intentato ai 99 Posse – E’ una grande opportunità  per Napoli e se ci fosse la necessità  di fare un passo indietro come Lega per dar spazio a una candidatura come quella di Maresca saremmo pronti a ritirare il simbolo”. Fratelli d’Italia, che in quella regione viaggia quasi a due cifre, proprio no.
L’unico vantaggio per il centrodestra è che le elezioni sono slittate in autunno. Ma sarà  dura trovare una sintesi, se la coalizione sopravviverà  al governo Draghi.

(da agenzie)

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ADDIO A ELENA MALAGODI, UNA VITA TRA ARTE E SOLIDARIETA’

Marzo 19th, 2021 Riccardo Fucile

CURATRICE DI MOSTRE, A CAPO DI DUE ONLUS CHE SI OCCUPANO DI BAMBINI E DONNE IN DIFFICOLTA’ IN SENEGAL, HA SCELTO DI ESSERE SEPOLTA NEL PAESE AFRICANO

Si è spenta a causa del covid Elena Malagodi: curatrice di mostre d’arte e interprete, aveva trascorso l’ultimo ventennio della sua vita in Africa, dove aveva fondato due ong di cui era presidentessa – FAI in Senegal e Natanguè Sènègal – impegnate nell’assicurare istruzione ai bambini e supporto alle donne in difficoltà .
Come ha fatto sapere il compagno, Malagodi ha scelto di essere sepolta nel paese africano, in un cimitero interconfessionale, a ribadire fino all’ultimo il suo impegno e il suo amore per il paese africano.
Già  moglie dell’artista cubano Agustin Cà¡rdenas, amico di Andrè Breton, e del politico italiano, Giovanni Malagodi, che fu segretario e presidente del Partito liberale italiano, Malagodi aveva alle spalle un’infanzia drammatica e avventurosa.
Nata a Roma subito prima del conflitto mondiale da una madre lettone di origine ebraica e da un ufficiale italiano, era tornata a Riga con la madre nel 1941, ritrovandosi a sfuggire dalla persecuzione nazista, riuscì a sopravvivere alla guerra e visse in Russia fino al 1955, quando tornò a Roma dal padre, grazie al quale studiò da interprete.
Conobbe l’artista Agustin Cà¡rdenas, con cui visse a Parigi. Negli anni, la sua attività  di interprete la portò a conoscere e frequentare artisti e letterati, da Michail Baryshnikov a Isaiah Berlin; passò negli anni Ottanta a organizzare mostre di Cà¡rdenas, Ercole Monti, Martine Franck, Henri Cartier-Bresson, Balthus, Alberto e Diego Giacometti, Jean Arp e si risposò con il politico liberale Giovanni Malagodi.
Dopo la cui morte ha cominciato a frequentare il Senegal, facendo dell’aiuto alle popolazioni locali l’impegno degli ultimi anni della sua vita.

(da agenzie)

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IL GOVERNO DEI “MIGLIORI AMICI DEGLI EVASORI”: IL CONDONO DELLE CARTELLE FINO A 5.000 EURO COSTERA’ UN MILIARDO AGLI ITALIANI ONESTI CHE HANNO PAGATO MULTE, IMU E BOLLO AUTO

Marzo 19th, 2021 Riccardo Fucile

NON HANNO NEANCHE LE PALLE DI DIRE CHE ALMENO IL 70% DI 3,4 MILIARDI DI EURO DI CARTELLE NON RISCOSSE DAL 2000 AL 2015 E’ ANCORA ESIGIBILE… L’IGNOBILE MARCHETTA ALLA LEGA DI DRAGHI, COMPLICE IL M5S CHE MINIMIZZA QUANDO IN ALTRI TEMPI AVREBBE SCATENATO L’INFERNO… PD SENZA DIGNITA’: NON SI STA IN UN GOVERNO CON CHI PREMIA GLI EVASORI FISCALI

I timori che i dubbi di palazzo Chigi e del Tesoro si possano trasformare in un ridimensionamento dello stop alle vecchie cartelle fiscali montano a metà  mattina. Tra i 5 stelle, ma anche in casa Lega.
Il ministro dell’Economia Daniele Franco è collegato in una videoconferenza affollatissima con i capigruppo della maggioranza, affiancati da sottosegretari e presidenti di commissione. C’è da chiudere, e in fretta, il decreto Sostegni, atteso venerdì sul tavolo del Consiglio dei ministri. Dentro ci sono 32 miliardi di nuovi aiuti. “Sulle cartelle – dice il ministro – è in corso una riflessione”.
La questione divide la maggioranza: Lega e quasi tutti i 5 stelle vogliono cancellare le cartelle 2000-2015 fino a 5mila euro. Leu e una parte del Pd no.
Passano poche ore dalla riunione e i timori dei grillini e dei leghisti si trasformano in pressing. Rispunta così l’alleanza gialloverde che può contare anche sul sì di Forza Italia e sul consenso, anche se con distinguo, di Italia Viva.
La quadra con tutta la maggioranza però non c’è. Dopo la riunione, Franco si mette a lavoro a via XX settembre per rivedere l’impianto del pacchetto. L’ipotesi è di mandare al macero le cartelle con importo fino a 3.000 euro (non 5.000) e relative al periodo 2000-2010, non 2000-2015.
Il riassetto viene portato avanti in totale riservatezza e questo genera ancora più tensione tra i leghisti e tra i grillini. Alle sei del pomeriggio non è arrivata neppure la convocazione di palazzo Chigi per il Consiglio dei ministri atteso per l’indomani.
È l’immagine che certifica che il lavoro sul decreto è ancora in corso.
Patetica il viceministro dell’Economia in quota 5s Laura Castelli che chiama “pulizia del magazzino fiscale” quello che fino a due anni fa avrebbe chiamato sconcio condono. Affermando che il 90% delle cartelle è diventato inesigibile quando tutti sanno che fino a ieri era il 70%, il che vuol dire , su 3,4 miliardi, rinunciare a incassare almeno 1 miliardo, regalandolo agli evasori.
Non è vero che si tratta solo di cartelle che non verranno mai pagate, se fosse così non ci sarebbe neanche necessità  del condono e non si spiegherebbe il fervore della Lega a favore degli evasori. Non ci vengano a raccontare balle, molti hanno un’auto e sarebbe bastato sequestrarla a tempo debito e vedreste la coda a saldare il debito.
I Cinquestelle vogliono salvare la faccia è far passare lo stop alle vecchie cartelle come una pulizia del magazzino dell’Agenzia delle Entrate e non un condono.
I 5 stelle e la Lega sanno che, oltre a Franco, anche Draghi ha più di un dubbio sull’operazione cartelle.
A iniziare dalla necessità  di non passare come il capo del governo dei condoni.
Lo schema spinto dai 5 stelle e dalla Lega implica la cancellazione di 61,5 milioni di vecchie cartelle con un importo fino a cinquemila euro . E una rinuncia, per lo Stato, a 3,4 miliardi.
Il Carroccio vorrebbe ancora di più e cioè tirare dentro le cartelle fino a 10mila euro, ma anche il target più basso è considerato comunque un risultato più che buono. Con l’aggiunta che si proverà  un rilancio durante il passaggio parlamentare del decreto Sostegni. Ma a ballare è il tetto dei 5mila euro: abbassarlo significherebbe ridurre sensibilmente l’obiettivo sperato. Di fatto annullarlo.
Solo alle otto e un quarto di sera da palazzo Chigi filtra un “verso il Cdm domani (venerdì ndr) alle 15”. C’è spazio anche venerdì mattina per trattare e per cercare di trovare una quadra dentro la maggioranza prima della riunione dei ministri. Per capire cioè se l’ipotesi a cui lavora Franco può avere il sì di Lega e 5 stelle. Un via libera tutt’altro che scontato dato che alle nove e mezza di sera è Matteo Salvini a rilanciare: “Noi abbiamo detto di azzerare le cartelle fino a cinquemila euro, quindi non stiamo parlando di grandi evasori. Facciamo un’enorme opera di pulizia e giustizia sociale. Per noi è fondamentale”.
Giustizia sociale? Certo premiare gli evasori che se ne sono fottuti di pagare il dovuto alla faccia di quegli italiani onesti che hanno versato il dovuto.
E’ davvero il governo dei “migliori amici dei disonesti”.

(da agenzie)

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LA MAIL DI FRATELLI D’ITALIA INVIATA AI DIPENDENTI DELLA REGIONE PIEMONTE

Marzo 18th, 2021 Riccardo Fucile

VIOLATA LA PRIVACY DEI DIPENDENTI: COME HANNO POTUTO AVERE GLI INDIRIZZI MAIL DI TUTTI?

Una mail inviata da un privato cittadino ai dipendenti della Regione Piemonte, in cui c’è l’invito a iscriversi a una newsletter, il cui nome è “Gazzetta Tricolore, la newsletter di Fratelli d’Italia”.
Ma quando la comunicazione è arrivata su tutte le caselle di posta elettronica degli uffici regionali, in più di uno hanno fatto un salto sulla sedia.
Come è possibile? Chi l’ha inviata? Tale Luigi Songa, che del partito di Giorgia Meloni ne è esponente. Nome piuttosto conosciuto in Piemonte.
Scrive oggi il quotidiano La Stampa:
Una mail quasi di propaganda, arrivata sulle mail dei dipendenti regionali, con l’invito a iscriversi alla «Gazzetta Tricolore, la newsletter di Fratelli d’Italia». Il mittente? Luigi Songa, esponente del partito di Giorgia Meloni, nome importante della destra del Vco e in passato anche presidente dell’Atc Piemonte Nord, balzato agli onori delle cronache perchè nel suo ufficio custodiva diversi cimeli inneggianti al fascismo. Songa ieri ha fatto partire la mail, innescando in poche ore l’ennesimo putiferio: «I dipendenti ci hanno scritto allarmati e infastiditi, anche perchè purtroppo non è la prima volta che accadono cose di tal genere», protesta Marco Grimaldi, capogruppo di Luv in Regione.
Anche i rappresentanti del partito hanno “condannato” il gesto:
Informato, il capogruppo di Fratelli d’Italia, Paolo Bongioanni, dice che si tratta di «un episodio del quale eravamo all’oscuro, da cui prendiamo le distanze e di cui ci scusiamo. Anche perchè c’è una questione di privacy che non può essere sottovalutata».
Lo stesso Songa spiega: «Gestisco un sistema di messaggistica automatica e volevo effettuare una verifica del database». Peccato che nel messaggio di prova, tra i destinatari, siano stati inseriti per errore i contatti dei dipendenti. Possibile? Come ci sono finite le persone che lavorano in Regione? «Qualcuno li ha caricati erroneamente lo scorso anno», si giustifica l’ex presidente di Atc.
Spiegazione che non fa venir meno le polemiche.

(da agenzie)

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LA MELONI ORA DA’ ORDINI ANCHE AL COVID-19: “LA DISTANZA DI DUE METRI E’ SCANDALOSA”

Marzo 18th, 2021 Riccardo Fucile

COME SI PERMETTE IL VIRUS DI CONTAGIARE ANCHE A DUE METRI SENZA IL PERMESSO DELLA SORELLA D’ITALIA?

Ora la pretesa dei sovranisti è quella di dare l’ordine pure al Covid. Come se la variante inglese   dovesse contagiare di meno solo perchè l’ha deciso Fratelli d’Italia.
“La raccomandazione dell’Iss di aumentare a due metri il distanziamento nei bar e nei ristoranti è una follia assoluta. Se questa proposta dovesse diventare obbligatoria, saremmo davanti al colpo di grazia per un comparto messo in ginocchio dalla pandemia e umiliato dai decreti di Conte e Draghi. La distanza di due metri vorrebbe dire tagliare ancora i coperti: molte attività  non riaprirebbero più e il fatturato per coloro che dovessero resistere sarebbe insufficiente per durare a lungo” ha scritto su Facebook Giorgia Meloni.
“È scandaloso – aggiunge la leader di Fdi – che il governo e le autorità  sanitarie continuino a imporre regole senza senso”
Come succedeva con il Governo Conte, la narrazione sovranista sposta il focus dal virus alla politica. La logica dietro la distanza di due metri sta nella maggiore contagiosità  del virus. Non è colpa di nessuno, se non del virus.
Questo continuare a remare contro per generare malcontento porta semplicemente a un menefreghismo per le misure di sicurezza e quindi a un persistere del contagio.
Fratelli d’Italia, con queste campagne di protesta contro i mulini a vento, arrecano un danno alla lotta contro l’unico vero nemico, ossia il virus.

(da Globalist)

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