Agosto 2nd, 2021 Riccardo Fucile
L’ATLETA OLIMPICA HA OTTENUTO ASILO POLITICO DALLA POLONIA, IL MARITO E’ RIUSCITO A FUGGIRE IN UCRAINA… IL FALLITO TENTATIVO DI SEQUESTRO E RIMPATRIO FORZATO E’ L’IMMAGINE DEL REGIME CRIMINALE DI LUKASHENKO
L’atleta olimpica bielorussa Kristina Timanovskaya “è al sicuro”, garantiscono il
Comitato olimpico internazionale e le autorità giapponesi all’indomani del suo tentato rimpatrio con la forza. Ha trascorso la notte nell’hotel dell’aeroporto Haseda di Tokyo e stamattina è andata all’ambasciata polacca a chiedere asilo a Varsavia che le ha già concesso un visto umanitario.
Volerà in Polonia mercoledì, mentre il marito è già fuggito a Kiev (la coppia non ha figli). Ma gli agenti bielorussi sarebbero in viaggio da Minsk alla sua città natale Klimovichy per “fare visita” ai genitori, denuncia la nonna al Fondo bielorusso per la solidarietà sportiva (Bssf), che aiuta gli atleti perseguitati dal regime Lukashenko per motivi politici
La velocista oggi avrebbe dovuto correre i 200 metri, ma ieri i funzionari del Comitato Olimpico Bielorusso (Noc), guidato da Viktor Lukashenko, che ha preso il posto del padre e presidente Aleksandr, l’avevano ritirata dai Giochi, costretta a fare le valigie e portata in aeroporto con un biglietto per Minsk.
Il suo “stato emotivo e psicologico” era preoccupante, la motivazione ufficiale. In realtà era arrivato un ordine dall’alto dopo che Timanovskaja si era sfogata su Instagram per essere stata iscritta senza preavviso alla staffetta 4×400 per sostituire connazionali che non si erano sottoposte a un numero sufficiente di test anti-doping: “Sono le Olimpiadi, mica uno scherzo”.
“Incolpi le persone di tutto il Paese senza capire cosa e come. Con la tua stupidità distruggerai tante vite”, le avrebbe detto il suo allenatore Jurij Moisevich.
Lo testimonierebbe un audio diffuso dal canale Telegram anonimo @nic_and_mike della conversazione tra Timanovskaja, Moisevich e il vicedirettore del Centro di allenamento bielorusso di atletica leggera Artur Shumak.
L’allenatore cerca di convincerla a tornare a casa e a restare in silenzio: “Per calmare le acque, devi stare zitta”. E ancora: “Risolviamo questo problema e te ne vai con calma. E ti prometto che rimarrai nell’atletica. […] Se stai qui contro la loro volontà, non porterà a nulla di buono”.
E la minaccia velata: torna in Bielorussia altrimenti “il tuo orgoglio […] ti trascinerà nel vortice del Diavolo. È così che si finisce col suicidarsi, sfortunatamente”.
Timanovskaja però non ha ceduto al ricatto. Ha chiesto protezione al Cio e alle autorità giapponesi che l’hanno sottratta dagli uomini che stavano per farla imbarcare con la forza su un volo per Minsk via Istanbul. Anche per lei sarebbe finita come il giornalista Roman Protasevich: arrestata all’atterraggio e costretta a fare pubblica ammenda. È riuscita a scampare il carcere, ma ora l’aspetta l’esilio.
(da la Repubblica)
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Agosto 2nd, 2021 Riccardo Fucile
CENTRODESTRA TRA CONFORMISMO, OPPORTUNISMO E TATTICISMO
Alla fine se ne è accorto anche lui. Anche Giancarlo Giorgetti ha confessato a
mezza bocca di non “riconoscersi” più nel progetto sovranpopulista e fancazzista di Matteo Salvini.
Anche Giorgetti, rappresentante fin troppo silenzioso di quella Lega che preferisce di gran lunga parlare alla borghesia imprenditoriale che rincorrere qualsiasi inutile e dannosa ribellione anti sistema, si è accorto che no, non è possibile tenere tutto insieme, che Draghi e Salvini non possono andare per mano, che non si può rischiare (sì rischiare è il temine giusto) di consegnare il Paese a gente come Giorgia Meloni, gente che organizza gazzarre parlamentari contro il greenpass, a gente che – come ha spiegato Alessandro Barbano proprio qui su HuffPost – che preferisce il gusto dell’iperbole alla fatica del governo, lo slogan d’effetto alla decisione efficace. La decisione che invece servirebbe al Paese.
Eppure, anche dopo le dichiarazioni di Giorgetti, quello che dovrebbe essere il dibattito principe sul futuro strategico del centrodestra italiano rimane nascosto in fondo a una palude di conformismo, opportunismo e tatticismo.
Tutti preferiscono far finta di nulla, pure se tutti sanno che non esiste paese europeo che metta insieme una destra liberale e di governo con una destra populista e sovranista, una destra sana con una malata.
E allora ecco che è tutto un argomentare ufficiale su partiti unici, federazioni e patti di ferro: trucchi infantili per tenere insieme ciò che insieme non può e non potrà mai stare.
Serve un atto di coraggio. E di verità. Serve il coraggio di sancire come “mai nata” l’esperienza di questo centrodestra a trazione sovranista e antieuropea. Un aborto politico, ecco cosa è un’alleanza che dice di volere governare l’Italia e contemporaneamente rincorre ogni micragnoso rivolo di ribellismo
La “destra doppia”, come l’ha definita Ezio Mauro, può anche avere il vento in poppa nei sondaggi, ma una volta al governo dell’Italia si andrebbe a schiantare a causa delle sue contraddizioni.
In tanti, in troppi, sanno tutto questo molto bene, sanno che la Meloni non governerà mai a furia di scommettere su gente come Michetti l’imperatore e Mollicone il corridore, sanno che Salvini ormai è una sorta di giullare impazzito che non prenderà mai più una decisione di governo, ma fanno finta di niente per mero attendismo. “Sì vabbè, ma chi ce lo fa fare. Qualcun altro ci penserà…”.
Ma no, la politica non funziona così, la politica non è attesa. Perché a furia di aspettare che qualcuno al posto nostro risolva i problemi c’è il rischio concretissimo che alla fine qualche “mostro” riesca davvero a prendere il sopravvento.
Lo spiega con esattezza geometrica Anne Applebaum, premio Pulitzer per il suo Gulag: “C’è bisogno di una forte destra liberale, moderata. Una destra ‘centrale’ che rispetti la democrazia e le sue regole. Nei Paesi in cui questa destra ‘centrale’ scompare viene a crearsi un vuoto, uno spazio politico, che presto verrà occupato dalla destra radicale”.
Chi risponderà in Italia a questo “bisogno”? Ecco, il futuro politico italiano è tutto nella risposta a questa domanda. E certo non basterà un mal di pancia di Giorgetti per costruire davvero una destra che sia davvero sentinella di democrazia. Serve molto di più.
(da Huffingtonpost)
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Agosto 2nd, 2021 Riccardo Fucile
PARLARE DI DOPING SENZA PROVE E’ DIFFAMAZIONE, SE LORO SONO ABITUATI COSI’ NON ROMPANO I COGLIONI AL PROSSIMO
La vittoria di Marcell Jacobs non ha fatto in tempo a compiere il percorso inverso rispetto a lui, raggiungendo gli Stati Uniti, che ha sollevato immediate polemiche.
La più rumorosa, quella avanzata dal Washington Post, che in un articolo, lancia l’attacco: “Sarebbe ingiusto accusare Jacobs: a lui va dato il beneficio del dubbio, ma all’atletica no”.
L’allusione, nemmeno tanto velata, è che il risultato del velocista italiano – che ha vinto i 100 metri in 9″80 davanti all’americano Fred Kerley, che ha corso in 9″84 – non sia genuino. Un’ombra che evoca volutamente il peggiore dei sospetti: il doping.
Colpa, per il Post, della storia recente dell’atletica mondiale, “disseminata di campioni pop up rivelatisi poi imbroglioni col doping”.
Sulle pagine del giornale statunitense, Jacobs diventa “Obscure Italian from Texas”. Che significa “Sconosciuto”, ma con quell’accezione di oscuro che avanza sospetti anche senza esplicitarli. per quello, il commento è decisamente più chiaro: “Non è colpa di Jacobs se la storia dell’atletica leggera fa sospettare per i miglioramenti così improvvisi e così enormi”.
Un punto di vista che trova sponde soltanto nel mondo anglofono. Quella del britannico Times, ad esempio: “Da Ben Johnson a Gatlin a Coleman, l’arrivo di una nuova stella mette in allerta”, scrive il giornale inglese. Che al commento aggiunge una statistica: delle 50 migliori prestazioni mondiali sui 100 metri, tolte le 14 di Bolt, ne restano 36. E di queste, 32 sono state prodotte da velocisti poi risultati positivi ai controlli antidoping.
E proprio il capo dei corrispondenti sportivi del Times, con un tweet molto dibattuto in rete, solleva dubbi, sebbene non esplicitandoli: “Il nuovo campione olimpico dei 100 metri, Marcell Jacobs, ha rotto i 10 secondi per la prima volta a maggio. È venuto qui e ha corso 9,84 in semi e 9,80 per vincere. Ah bene”.
Come se fosse il primo caso di un atleta che si miglioram in base alla programmazione posta in essere.
(da agenzie)
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Agosto 2nd, 2021 Riccardo Fucile
MARCELL JACOBS E’ ITALIANO E L’UNICA RAZZA DI CUI FA PARTE SI CHIAMA HOMO SAPIENS
Marcell Jacobs è italiano. E l’unica razza di cui fa parte si chiama Homo Sapiens,
esattamente la stessa a cui appartengono tutti gli altri italiani e gli esseri umani che popolano il pianeta Terra.
Ma per Vox News non è così e riesce a rovinare la gioia per la sua vittoria con un titolo vergognoso.
Che cosa ha fatto Vox? Ha pubblicato un articolo dal titolo: “L’oro di Jacobs alle olimpiadi dimostra che la razza è l’unica cosa che conta: non dove nasci o la cittadinanza”.
E il testo dell’articolo non è migliore: «Troverete che tutti i record nei 100 metri piani sono di atleti geneticamente dell’Africa Occidentale e che tutti i record sulle lunghe distanze sono di atleti dell’Africa Orientale. Non troverete un africano occidentale vincere la maratona o un etiope vincere i 100 metri. Neanche un pigmeo saltare più in alto di Tamberi», fino a parlare di “wwf per i popoli”:
La cosa divertente è che Vox deve ammettere che non solo Jacobs è italiano, ma ha anche “sangue italiano”!
Quindi viene da chiedersi come faccia il portale a escludere che sia il suo dna materno ad averlo portato alla vittoria e non viceversa.
Inoltre, come fa notare Giornalettismo, “si cerca una giustificazione alla presenza – sempre nella finale dei 100 metri piani di Tokyo 2020 – di un atleta cinese, Su Bingtian, nell’ordine d’arrivo dell’ultimo atto della competizione più affascinante della storia dei Giochi Olimpici”.
La tesi che porta il titolo “sulla razza che conta” insomma fa acqua da tutte le parti. Probabilmente senza sortire effetti, come nella proverbiale discussione con il piccione, qualcuno lancia una provocazione a VOX, “Borzov era etiope, Mennea Giamaicano, Berruti keniota”.
Insomma bene ma non benissimo. Sembra comunque che un risultato VOX l’abbia raggiunto. Una bella segnalazione alla polizia postale
(da NextQuotidiano)
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Agosto 2nd, 2021 Riccardo Fucile
L’INCREDIBILE STORIA CHE ARRIVA DA PALERMO
Questa storia incredibile arriva da Palermo. All’ospedale Cervello della città una donna, positiva al COVID, è fuggita dall’ospedale dopo aver partorito.
Secondo i sanitari la donna e suo marito si erano dichiarati no-vax. La storia è ancora più paradossale perché la signora stava per essere dimessa.
Asintomatica e con un parto senza problemi, dopo due giorni di ricovero mancava solo l’ambulanza che l’avrebbe riportata a casa di lì a poco: lei aveva già firmato le dimissioni e asepttava la consegna del certificato.
Ma un vero e proprio blitz del marito nel reparto di ostetricia e ginecologia ha preceduto l’iter normale delle dimissioni. L’uomo è arrivato senza mascherina dicendo, come riporta Il Messaggero che era positivo e poteva entrare.
I sanitari hanno provato a fermarlo : “Non avevano più alcuna intenzione di aspettare – riferiscono medici e infermieri – dicevano che avevano a casa i bambini che li aspettavano, non volevano sentire ragioni”.
L’uomo ha raggiunto la stanza della moglie, l’ha presa sottobraccio ed è uscito dall’ospedale. Il neonato è stato affidato alla nonna.
Cosa rischiano i due? Marito e moglie dopo la segnalazione dell’ospedale alla polizia sono stati ritrovati poco dopo a casa loro dagli agenti. Ora si valuterà quali siano le loro responsabilità e il rischio è che vengano denunciati per epidemia colposa.
(da agenzie)
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Agosto 2nd, 2021 Riccardo Fucile
C’E’ IL PROBLEMA DEI CONTROLLI NEI BAR E NEI RISTORANTI
Il governo Draghi vuole varare un nuovo decreto che estenda il Green Pass
obbligatorio per navi, traghetti, treni e aerei tra domani e giovedì 5 agosto. Ma intanto c’è un nodo da sciogliere per la Certificazione Verde Covid-19 che da venerdì 6 sarà necessaria per accedere a bar e ristoranti al chiuso, palestre e piscine al chiuso, centri termali, musei, cinema, spettacoli dal vivo, fiere e congressi: chi può controllarlo? Il decreto Covid del 22 luglio affida la responsabilità ai gestori degli esercizi e permette di utilizzare l’app Verifica C19 per scansionare il codice QR presente sui pass. Ma al momento non è possibile verificarlo digitalmente e va quindi per forza stampato.
Il primo dilemma che investe il governo è quando far entrare in vigore il Green pass obbligatorio per navi, treni e aerei. La Repubblica scrive oggi che sembra escluso che le nuove regole per i trasporti entrino in vigore in agosto per non bloccare chi ha prenotato le vacanze.
Ma il governo potrebbe fissare la data da settembre: si parla del 15. Altrimenti le nuove regole potrebbero slittare al primo ottobre. Iniziando dalle lunghe tratte. Ovvero dai treni ad Alta Velocità e dagli aerei dove non è operativo. La Certificazione Verde potrebbe essere estesa anche a metropolitane e treni regionali a partire da ottobre. E intanto sul tavolo c’è anche il nodo scuola. L’opzione di consentire la didattica in presenza soltanto a chi, tra insegnanti e alunni, è vaccinato, è una di quelle sul tavolo.
Ma sul punto c’è da registrare l’ostilità di larghe fette della maggioranza che sostiene l’esecutivo. In primis della Lega. Che ha ribadito con Matteo Salvini il suo no all’obbligatorietà per i professori e i maestri. E trova una sponda inaspettata nel MoVimento 5 Stelle. Mentre il Partito Democratico e Forza Italia sono a favore. Mario Draghi sembra orientato a valutare la possibilità di un obbligo progressivo per il personale scolastico, che preveda prima la moral suasion e poi l’obbligo, con il rischio di essere allontanati prima dalle lezioni in presenza e poi addirittura dall’insegnamento. C’è poi il problema, sollevato tra gli altri da Raffaele Guariniello, dell’obbligo di Green Pass per i lavoratori. Nei settori che dovranno richiederlo da venerdì c’è già un paradosso.
Chi può controllare il Green Pass?
Ovvero che i clienti avranno l’obbligo mentre esercenti e dipendenti no. Per questo, spiega ancora il quotidiano, è assai probabile che già con questo decreto si fissi l’obbligo per i lavoratori dei settori in cui è già previsto dal 6 agosto per i clienti: ristoranti, bar, cinema, teatri, musei, palestre, piscine, stadi, fiere e altri eventi pubblici. Resta da capire se anche per i dipendenti l’obbligo scatterà il 6 agosto, o a fine mese. Un altro problema è invece quello del pass dei lavoratori impiegati nelle aziende. Il governo vuole procedere con cautela. Anche se tra i sindacati si registrano aperture sul tema. Rimane sul tavolo anche il tema dei controlli. Quando si esibisce il Green Pass, infatti, bisogna accompagnarlo con il controllo di un documento d’identità.
E questo, spiega oggi La Stampa, per un motivo ovvio: chiunque potrebbe spacciare una Certificazione Verde Covid-19 altrui come propria.
Ma il doppio controllo potrebbe creare a sua volta una serie di problematiche. «I gestori dei bar e dei ristoranti non possono assumersi responsabilità che spettano ad altri – ripetono da giorni quelli della Fipe Confcommercio –. È impensabile che, con l’attività frenetica che caratterizza questi locali, titolari e dipendenti possano mettersi a fare i controlli incrociati con i documenti di identità. Così facendo c’è il rischio di rendere inef#ficace la norma».
Se poi è facile controllare all’ingresso in musei e cinema, di sicuro è più complicato farlo in bar e ristoranti. Dove l’entrata non è di norma controllata.
Green Pass e obbligo: le multe
L’agenzia di stampa Ansa scrive che mercoledì prossimo sarà presentato il Piano Scuola alle Regioni e nello stesso giorno potrebbe essere quindi prevista l’apposita cabina di regia e un Cdm che riguarderà, oltre all’esame del documento del ministero dell’Istruzione, anche altri provvedimenti sul Green pass, come l’introduzione – ma non c’è ancora certezza sulla data dell’entrata in vigore della misura – dell’obbligo del certificato verde anche per i trasporti a lunga percorrenza. Non sarà quindi per ora necessario per il trasporto pubblico locale, ma alle Regioni è stato chiesto un piano dettagliato sul potenziamento dei mezzi pubblici: l’intenzione è di aumentare il numero delle corse, visto che l’80% della capienza non è sufficiente a garantire distanziamento su metro e autobus.
Ancora La Stampa ricorda che le forze dell’ordine dovranno eseguire controlli a campione nei locali, per scoprire eventuali irregolarità: per i trasgressori le multe vanno dai 400 ai 1.000 euro, sia per il cliente che per l’esercente. In caso di violazione reiterata per tre volte, l’esercizio può essere chiuso fino a 10 giorni.
Anche per l’immunologo e membro del Comitato Tecnico Scientifico Sergio Abrignani ci sono ancora problemi da risolvere: «Leggo che il Green Pass verrà esteso ai trasporti a lungo raggio, ma francamente non vedo come sia possibile controllare chi sale sugli autobus in città. È un rischio che si somma a quello delle scuole. Quello che ci può salvare sono veramente i vaccini».
(da agenzie)
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Agosto 2nd, 2021 Riccardo Fucile
“I VACCINI? MANCANO LE DOSI”
«Il numero delle persone in attesa della seconda dose è il doppio rispetto alle fiale disponibili» rivela il matematico del Cnr che analizza l’andamento della campagna vaccinale
Con l’entrata nel mese di agosto, il giro di boa della quarta ondata è ufficialmente cominciato. La previsione per i giorni che verranno è quella di numerosi picchi di incidenza in diverse Regioni d’Italia.
L’analisi del matematico del Cnr, Giovanni Sebastiani, prende in considerazione i dati del bollettino giornaliero e spiega il futuro prossimo dell’andamento epidemiologico. «Per picco intendiamo il raggiungimento di un tetto massimo, in questo caso relativo ai contagi da Covid, dopo il quale seguirà una discesa.
A livello regionale il Lazio ha già superato il proprio picco, mentre a brevissimo sarà la volta di Sicilia, Veneto, Piemonte e Sardegna». Successivamente toccherà alle altre Regioni raggiungere il numero massimo di contagi per poi cominciare il calo della curva. «Quello a cui dobbiamo stare attenti è che non si verifichi quanto accaduto in Olanda e Danimarca, dove il picco era stato ormai raggiunto, così come il calo dei numeri subito dopo. La discesa però ha improvvisamente frenato, con conseguente rialzo della curva subito dopo».
Il calcolo sulle terapie intensive
«Nonostante gli ingressi in terapia intensiva siano in crescita da 3 settimane c’è una buona notizia. Nelle ultime 4 settimane i valori medi sono stati 7, 8, 14 e 18. Nel caso delle prime due abbiamo avuto un aumento di una sola unità. Dopodiché siamo passati da 8 a 14 con un aumento di 6 unità. E poi da 14 a 18: un aumento ma stavolta di 4, numero minore rispetto all’incremento precedente. Dunque possiamo rilevare una frenata».
«Vaccini? Non si arriva a 1 milione al giorno perché mancano le dosi»
«Il collo di bottiglia sono le dosi». Il professor Sebastiani commenta la situazione della campagna vaccinale facendo luce su uno dei nodi principali da dover sciogliere. Non si tratta delle fronde no vax o dei più timorosi, ma di una scarsità di dosi che attualmente non permetterebbe alla struttura commissariale di Figliuolo di raggiungere l’obiettivo annunciato settimane fa di 1 milione di iniezioni giornaliere.
«Non si riesce ad aumentare il numero di somministrazioni giornaliere, in particolare delle persone senza neanche una dose, per carenza di vaccini. Una realtà che viene registrata da ogni nostro report sull’andamento delle vaccinazioni», spiega il matematico del Cnr.
E aggiunge: «Il numero delle persone in attesa della seconda dose, a cui è stata quindi somministrata già la prima, è il doppio rispetto alle fiale disponibili. Motivo per cui già da tempo non si riesce ancora a raggiungere l’ulteriore traguardo fissato da Figliuolo a quota 1 milione di iniezioni al giorno. Certo ci sono fronde di scetticismo ma l’altra questione da risolvere è quella della disponibilità dei vaccini, anche e soprattutto in vista della riapertura delle scuole a settembre».
(da Open)
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Agosto 2nd, 2021 Riccardo Fucile
HA TRA I 35 E I 49 ANNI E UN LIVELLO SOCIOECONOMICO BASSO
Un sondaggio di Ipsos per il Corriere della Sera fornisce oggi numeri e
caratteristiche socio-economiche del popolo dei No Vax italiani.
Nel campione dell’istituto di Nando Pagnoncelli gli “attendisti no vax” sono il 17% degli italiani, divisi tra i Bo Vax (10%) e i No Vax veri e propri (7%).
Dal punto di vista geografico nel Nord-Est i No vax arrivano al 10% e gli attendisti al 15%. Tra chi dice no ai vaccini contro Covid-19 se ne trovano di meno tra chi è residente al Sud (4%) e nelle isole (6%), mentre è nel Nord-Ovest che si tocca il livello più basso: 8%.
Non è quindi un caso che nel Nord-Est sia individuabile il più basso numero di residenti già vaccinato almeno con una dose o che si vaccinerà con certezza: 70% dei residenti (la media italiana è del 77%).
In media chi si professa contrario o attendista nei confronti dell’immunizzazione ha tra i 35 e i 49 anni di età.
Se si considera la situazione economica, invece, i No vax rappresentano l’11% tra chi gode di una condizione elevata. Viceversa, la quantità minore (5%) è riscontrata tra le persone con un regime economico medio, mentre per chi viene classificato a livello più basso si arriva all’8%.
Tra gli incerti invece solo il 4% si trova in una fascia di reddito elevata, mentre se è medio-bassa la percentuale sale al 12% e se è bassa raggiunge il 16%. Al contrario, tra chi si è vaccinato o sicuramente lo farà l’83% si trova in una fascia economica alta.
La maggioranza dei no vax ha la licenza media. Tra i favorevoli invece il titolo di studio più comune è la laurea.
Infine, il voto. Chi alle urne sceglie il centrodestra è più sovrarappresentato tra i No vax. Lo è il 14% degli elettori della Lega e il 10% di chi sceglie Fratelli d’Italia, mentre tra gli elettori del Partito Democratico non si supera la quota del 2% e tra i 5 Stelle il 7%.
Per quanto riguarda gli indecisi, il M5s sale al 13% e FdI al 12%, mentre al primo posto ci sono gli elettori di Forza Italia, Cambiamo e NcI.
Secondo Pagnoncelli «la tendenza a destra dei No vax è in linea con il no al green pass. Un dato che si riscontra anche tra commercianti e artigiani: la quota di contrari e attendisti è del 31%».
(da agenzie)
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Agosto 2nd, 2021 Riccardo Fucile
CHIARA BONTEMPI E GIANMARCO STANNO INSIEME DA 11 ANNI, LA PROPOSTA DI MATRIMONIO PRIMA DELLE OLIMPIADI
“Stai per vivere il tuo sogno amore mio, un sogno che aspetti da anni. Vivilo con la grinta, la convinzione e la forza che solo tu hai. Divertiti e goditi finalmente questi Giochi olimpici. Sono con te. Ti meriti il meglio, vita mia”: con queste parole, poche ora prima della gara, Chiara Bontempi aveva incoraggiato il suo fidanzato Gianmarco Tamberi, che ha poi conquistato l’oro. I due, marchigiani, stanno insieme da undici anni.
Prima di partire “Gimbo” aveva chiesto la sua mano, con una proposta romantica pubblicata anche sui social. Nel suo lungo discorso ha spiegato alla compagna di volerle dimostrare che era proprio lei la cosa più importante, ancor più dei suoi obiettivi. Ha colto l’occasione anche per ringraziarla. “Chiara — ha spiegato — ha messo i miei obiettivi davanti alla sua vita e mi è stata vicina in anni difficili”.
Nonostante la tensione sportiva che ha accompagnato questi 5 anni della vita del saltatore azzurro, dall’infortunio, al successo olimpico, i due non si sono mai lasciati. Domenica al “Circolo degli anelli” su Rai 2 la mamma di di Gianmarco Sabrina Piastrellini ha rivelato che “Dopo tanto tempo dopo la vittoria ho rivisto il mio Gianmarco, il suo carattere allegro e solare, il Gianmarco di prima dell’infortunio”. Segno che, anche per la coppia Chiara-Gianmarco, questi anni sono stati difficili. Ma che tutto è stato cancellato dal trionfo di Tokyo.
(da agenzie)
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