Agosto 12th, 2021 Riccardo Fucile
STUDI PRIMA DI PARLARE A VANVERA, ECCO LA REALTA’ NEGLI ALTRI PAESI
Lo fa ostentando sicurezza, cercando di convincere i suoi interlocutori, ascoltatori ed
elettori di dire la verità, tutta la verità e nient’altro la verità.
Poi, però, a conti fatti alcune dichiarazioni di Giorgia Meloni sul Green Pass si rivelano incomplete e, a tratti, sconfinano nel macro-terreno delle fake news (come sottolineato anche da Silvio Berlusconi).
E anche oggi, nella sua intervista a Il Corriere della Sera, la leader di Fratelli d’Italia offre uno specchio rotto rispetto alla realtà.
Questa la sua dichiarazione a Il Corriere della Sera:
“Io sono contraria all’utilizzo del green pass per accedere alla vita sociale, perché non trovo né utile né giusto che i cittadini siano sottoposti a misure che, lo ricordo, sono in vigore con queste modalità solo in Francia. In Germania, in Spagna, in Grecia non si è mai pensato di impedire di andare al ristorante a chi non avesse una certificazione ad hoc, e non a caso tantissimi turisti – penso solo ai russi vaccinati con Sputnik – hanno scelto destinazioni diverse dall’Italia. Un grave danno”.
Cosa c’è di sbagliato? I dettagli che la leader di Giorgia Meloni definisce come esempi. La realtà, però, è ben diversa.
Cita, infatti, Germania, Spagna e Grecia che per lei sono Paesi in cui non c’è stata un’estensione dell’utilizzo della certificazione verde, come invece accaduto in Francia e in Italia (ma anche in alcuni Paesi Baltici, come Lettonia e Lituania).
Ma è veramente così? La risposta è no.
Come spiega Il Sole 24 Ore, infatti, le dinamiche sono ben differenti.
In Grecia, per esempio, ci sono tre tipologie di ristoranti: i ristoranti che fanno accedere solo persone vaccinate, quelli che accettano anche chi presenta il risultato di un tampone negativo e chi garantisce la vaccinazione di tutti i dipendenti.
In Spagna e in Germania, invece, non c’è stata alcuna normativa da parte del governo centrale: le singole decisioni vengono prese direttamente dalle istituzioni regionali.
In Catalogna, per esempio, il Green Pass serve per accedere a eventi con più di 500 persone (su modello olandese).
E poi ci sono anche altri casi. In Austria è richiesta la certificazione veder a chi vuole entrare in un museo. Stessa procedura in Portogallo, ma per chi vuole soggiornare in albergo.
Anche in Irlanda è richiesta la vaccinazione (o il certificato di avvenuta guarigione) sia per ristoranti che per gli hotel.
E anche in altri Paesi – Croazia, Romania e Danimarca – il qr Code deve essere mostrato per partecipare ad alcuni eventi e accedere ad alcune attività.
(da NextQuotidiano)
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Agosto 12th, 2021 Riccardo Fucile
SI PAGA IL FRUTTO DELLA POLITICA XENOFOBA SOVRANISTA: AI GIOVANI ARIANI NON PIACE PIEGARE LA SCHIENA SUI CAMPI, E’ PIU’ FACILE DIRE “PRIMA I PRODOTTI ITALIANI” CHE COGLIERLI DALLA TERRA
Dopo i camionisti, i braccianti per la vendemmia, ogni giorno le imprese suonano un nuovo allarme.
Ieri era stata Anita, l’associazione delle ditte dell’autotrasporto di Confindustria, che ha denunciato la carenza di 17mila guidatori di Tir. Oggi Confagricoltura, che fa capo a sua volta a Confindustria, avvisa: “Dalle strutture territoriali e dalle aziende agricole in tutta Italia, dal Nord al Sud, stiamo ricevendo crescenti segnalazioni di carenza di manodopera, mentre si entra nel vivo della stagione della raccolta e della vendemmia in molti campi, frutteti, oliveti e vigneti”.
La soluzione proposta dalle imprese agricole è la stessa prospettata dagli autotrasportatori: allargare i flussi migratori per fare arrivare più lavoratori stranieri.
A sostegno della sua richiesta Confagricoltura ricorda come l’agricoltura vanti già oggi una quota rilevante di manodopera straniera, con oltre 340 mila lavoratori stranieri; complessivamente rappresentano il 32% del totale degli operai agricoli in Italia.
(da agenzie)
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Agosto 12th, 2021 Riccardo Fucile
IL TITOLARE DELLA PALESTRA PERO’ LO CONOSCEVA E HA CHIAMATO LA POLIZIA
La furbata, se così la si può definire, gli costa cara: 1.000 euro. Siamo a Milano. Un
giovane italiano di 20 anni, è finito nei guai martedì pomeriggio dopo essersi presentato in una palestra in zona Porta Romana con un green pass evidentemente non suo.
Ad accertare la violazione del Dpcm che stabilisce l’obbligo della certificazione verde per entrare nelle sale d’allenamento sono stati i poliziotti della Questura, che verso le 16.30 sono stati allertati dal titolare – un italiano 46enne – che non riusciva a placare il ragazzo.
Infatti quando il 20enne si è presentato e ha mostrato il “suo” green pass, il gestore – che lo conosceva – non ha potuto fare altro che notare come i dati non corrispondessero e così gli ha chiesto spiegazioni.
A quel punto il giovane ha iniziato ad avere un atteggiamento polemico e aggressivo, tanto che il proprietario della palestra ha chiesto l’intervento della polizia.
Agli agenti, il ragazzo ha ammesso di non essere d’accordo con le decisioni del governo in tema di vaccini e green pass, e anche davanti ai poliziotti ha continuato nel suo show.
I poliziotti hanno infine identificato il giovane, che adesso rischia una multa da 400 a 1000 euro. Accertamenti in corso per verificare se il certificato presentato dal ragazzo fosse totalmente falso o se più “semplicemente” fosse di qualche parente o conoscente.
(da agenzie)
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Agosto 12th, 2021 Riccardo Fucile
DOPO AVER FIRMATO LA RICHIESTA DEL RINVIO A GIUDIZIO LAURA BASSANI E’ STATA TRASFERITA A SASSARI… ORA PESA LA CARENZA DI ORGANICI
L’inchiesta su Ciro Grillo e i suoi tre amici, accusati di stupro di gruppo su due ragazze, perde pezzi. Pochi giorni fa è stata trasferita dalla Procura di Tempio Pausania alla Procura dei Minori di Sassari Laura Bassani, la pm che ha coordinato, con il procuratore capo Gregorio Capasso, l’inchiesta sulle presunte violenze sessuali in Costa Smeralda.
Nel dare la notizia, l’agenzia Adnkronos precisa che l’indagine si è conclusa e ora il fascicolo è davanti al giudice per le udienze preliminari, che entro l’anno dovrà decidere se rinviare a giudizio il figlio di Beppe Grillo Ciro, Vittorio Lauria, Francesco Corsiglia ed Edoardo Capitta, come chiesto dalla Procura.
Un’inchiesta finita sotto i riflettori soprattutto per il nome di uno dei protagonisti, Ciro Grillo, figlio del fondatore del M5S, e i contraccolpi che il caso ha avuto (o avrà) sull’attività politica del Movimento.
I fatti risalgono a due anni fa, quando in Costa Smeralda, secondo il racconto di una delle due ragazze, dopo una serata in un locale di Porto Cervo, a casa del figlio di Beppe Grillo, dove fu invitata, sarebbe stata violentata. Lo stupro avrebbe riguardato solo lei, mentre all’amica, come emergerebbe da alcune fotografie e da un video, i quattro avrebbero appoggiato i genitali sul viso, mentre la ragazza dormiva.
I pm, dopo avere chiuso l’indagine una prima volta, nel novembre 2020, un anno e mezzo dopo la denuncia, hanno poi riaperto l’inchiesta e chiusa dopo poche settimane con la richiesta di rinvio a giudizio per violenza sessuale di gruppo. Accuse sempre respinte dagli imputati che parlano di “sesso consenziente”.
Adesso, nell’udienza preliminare, il procuratore in persona sarà costretto a presentarsi da solo in aula, davanti alla gup Caterina Interlandi.
Il decreto ministeriale di trasferimento della pm Laura Bassani è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 31 luglio scorso e comunicato alla Procura di Tempio Pausania il 3 agosto. La magistrata il 4 agosto ha preso già possesso del suo nuovo ufficio di Sassari. E ora il procuratore Capasso, che ha firmato con la pm la richiesta di rinvio a giudizio dei quattro giovani, lamenta la carenza di organici che potrebbe mettere a rischio anche il processo a Ciro Grillo e ai suoi amici
“Come sarà sostituita Bassani nei procedimenti in corso? Non è questo il punto – dice Capasso – la Procura di Tempio ha un carico di lavoro enorme e molti processi impegnativi. Il vero problema è che l’intero ruolo, cosi come i turni di reperibilità e le udienze della collega Bassani, andranno ora redistribuiti tra i pochi magistrati rimasti in servizio. Non mi piace guardarmi indietro e rievocare vicende che hanno messo a dura prova il nostro Ufficio e che sono note a tutti, ma i fascicoli rimasti aperti sono oltre mille”.
(da agenzie)
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Agosto 12th, 2021 Riccardo Fucile
LA BRUTTA FINE DELL’AVVOCATO DI TRUMP IN DIFFICOLTA’ ECONOMICA SOMMERSO DA DENUNCE PER DIFFAMAZIONE E CAUSE MILIARDARIE
L’ex sindaco di New York è in difficoltà economica ed è sbarcato sulla piattaforma
Cameo che permette di vendere brevi video a pagamento
«Ciao, sono Rudy Giuliani. Se vuoi parlare di qualcosa, se c’è una storia che vorresti ascoltare, o mandare un messaggio a qualcuno, sarei felice di farlo».
L’ex sindaco di New York City ed ex legale di Donald Trump si è reinventato: oggi pare essere diventato una sorta di spin doctor digitale sulla piattaforma Cameo dove offrirà le sue prestazioni a partire da 199 dollari, dagli auguri per un parente a consigli professionali.
Nell’ultimo periodo Giuliani stava attraversando difficoltà economiche e quindi sembrerebbe essersi messo in gioco sul sito che offre questo tipo di scambio, come già fanno anche altri personaggi dello spettacolo americano e anche italiano.
Il declino di uno degli avvocati più importanti della Grande Mela sono arrivate anche con la causa da 1,3 miliardi di dollari avviata per diffamazione dalla Dominion Voting Systems, quando Giuliani dichiarò che la piattaforma di voto online aveva «rubato» voti a Trump favorendo Biden.
(da agenzie)
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Agosto 12th, 2021 Riccardo Fucile
L’ANNO SCORSO L’80% DELLE AZIENDE ISPEZIONATE NON ERA IN REGOLA… “CAPORALATO DIFFUSO ANCHE NELLA LOGISTICA E NELL’EDILIZIA”
Il 100% delle decine di aziende tra Prato e Milano ispezionate nell’ultima settimana dall’Ispettorato nazionale del lavoro è risultato «irregolare».
A riferirlo è stato il nuovo direttore dell’Inl, il magistrato Bruno Giordano. Giordano ha evidenziato come il fenomeno sia «particolarmente diffuso nelle piccole e medie imprese che rappresentano quasi il 90% del tessuto produttivo italiano» e che le irregolarità e il lavoro nero, spesso, si celano «nelle zone a più alta attività del Centro e del Nord e non nelle aree depresse del Sud». «Su scala nazione, nel 2020, il 79,3% delle aziende ispezionate dall’Ispettorato del lavoro aveva presentato delle irregolarità», ha osservato ancora il direttore dell’Inl.
E per far fronte a questi illeciti, così come allo sfruttamento e al fenomeno del caporalato, Giordano ha comunicato che è già entrata in azione una specifica task force dell’Inl che, con la collaborazione del nucleo tutela del Lavoro dei carabinieri e dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim), effettua quotidianamente decine di controlli al giorno su scala regionale.
Giordano ha poi sottolineato che «il fenomeno del caporalato non è esclusivamente legato alle attività agricole, ma è diffuso anche nei settori della logistica, dell’edilizia e nella gig economy».
A ciò si aggiungono i drammatici dati sui morti sul lavoro in Italia: nel primo semestre del 2021, secondo i dati diffusi dall’inali, 538 persone hanno perso la vita mentre lavoravano. Giordano, per i prossimi mesi, conta di metter in atto «una strategia chirurgica nell’individuare le imprese da controllare, con più ispezioni e mirate», grazie anche a 2.000 nuovi ispettori che andranno a implementare l’attuale organico. Nella strategia del nuovo Capo dell’Ispettorato è presente anche «l’interoperabilità delle banche dati con gli altri enti di vigilanza, come l’Inps, l’Inail e anche le Asl e ad una nuova struttura ispettiva centralizzata e territoriale».
E a margine della cerimonia d’insediamento del nuovo direttore dell’Inl, il ministro del lavoro Andrea Orlando ha sottolineato come sia divenuto ormai improrogabile il tempo di «agire» sulle irregolarità e gli illeciti, «anche perché – ha proseguito il ministro – il mondo del lavoro sta cambiando in fretta: basti a pensare al caporalato non più legato ai settori tradizionali, agricoltura e edilizia ma che è esploso anche nella logistica e tra i rider». «Il nostro lavoro è centrato su due pericoli diversi – ha proseguito il ministro del Lavoro -. Da un lato il lavoro nero che riguarda praticamente tutti i settori anche se la maggior parte delle violazioni sono nel manifatturiero, nell’alberghiero e nella ristorazione. E poi gli infortuni: il primo tra i settori e quello dell’edilizia. Il fenomeno riguarda soprattutto le piccole e medie imprese che sono quelle più suscettibili di distrazione dalle regole: orari, contratti, tutti fattori che spesso sono concause con gli infortuni».
«Il lavoro nero – ha sottolineato Orlando – è sempre insicuro, ma gli infortuni capitano anche dove c’è un lavoro regolare, come ad esempio negli ultimi casi di cronaca. In questi casi si è trattato di infortuni in luoghi regolari, ma dove si è verificata mancanza di formazione, o orari di lavoro lunghi, o un uso inadeguato di attrezzature e macchinari: lo spaccato italiano è questo». Su questi fronti, l’obiettivo dell’esecutivo è dunque quello di «scovare e cercare i settori e le aziende in cui questi fenomeni si verificano con maggiore frequenza e maggiore gravità. Per fare questo dovremo avere del personale preparato. Intendo avviare entro l’autunno la scuola di formazione per i nuovi ispettori».
(da agenzie)
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Agosto 12th, 2021 Riccardo Fucile
NAPOLI HA IL CUORE GRANDE E CONOSCE LA SOLIDARIETA’
Era poggiato sul muretto del lungomare di Napoli. Alle sue spalle il Castel dell’Ovo e
quella lingua di mare che lambisce il capoluogo campano.
A un certo punto ecco arrivare un cameriere che gli dona un pasto. Il bel gesto è stato immortalato dallo smartphone di un passante ed è una boccata d’ossigeno in una fase storica in cui l’intolleranza e il razzismo hanno acciecato menti e coscienze.
Il filmato è stato condiviso sui social anche dallo scrittore Pasquale de Falco ed è diventato immediatamente virale. Le immagini mostrano il cameriere che attraversa la strada con in mano del cibo. Una volta arrivato sull’altro lato della strada, quello che si affaccia sul golfo di Napoli, dona al ragazzo poggiato sul muretto qualcosa da mangiare. Poi, dopo il bel gesto, torna all’interno del locale in cui lavora.
Le immagini del cameriere offre pranzo a un ragazzo bisognoso sono diventate virali. Il tutto è stato accompagnato da commenti che sottolineano la bontà del gesto e il fatto che al Sud la solidarietà sia quotidiana nei confronti di chi è in difficoltà, anche se spesso non viene immortalate e ripresa dagli smartphone.
Perché quanto fatto dal dipendente di quel ristorante è la punta dell’iceberg troppo spesso sommerso dall’egoismo di chi non riesce a vedere oltre la siepe del proprio orticello.
Ed è un qualcosa che Napoli conosce bene. Non a caso, infatti, proprio nella città partenopea è nato il famoso “caffè sospeso” con i clienti che lasciano ai baristi i soldi per pagare il caffè a una persona che non può permettersi neanche quello.
Un gesto di civiltà che riconcilia con il vero senso di solidarietà che, troppo spesso, è solo a parole.
(da NextQuotidiano)
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Agosto 12th, 2021 Riccardo Fucile
“IN ITALIA CI VORREBBE UN PO’ DI DISCIPLINA”
Un paragone esemplificativo, già utilizzato anche dai Maneskin, per definire i comportamenti, gli atteggiamenti e le motivazioni che soffiano nelle vele dei negazionisti di qualsiasi cosa.
Anche il famoso fotografo Oliviero Toscani si scaglia contro chi dice “no” a tutto, paragonando i no vax e i no Green Pass ai terrapiattisti.
“Il Green Pass è una cosa minima, è veramente un problema minimo – ha detto Oliviero Toscani in collegamento con Stasera Italia (su Rete4) -. È incredibile come si perda tempo a discutere sempre su tutto. Questi anti-vax e anti-Green Pass mi ricordano i terrapiattisti. Sono uguali. Hanno la stessa veemenza nel dirti che quel che dicono loro è giusto. Io credo che ci voglia un po’ di disciplina. Ci vuole in questo momento un po’ di disciplina. E bisogna ascoltare gli esperti e gli scienziati”.
Un paragone calzante. Spesso e volentieri, infatti, sui social si spingono teorie del complotto e della cospirazione legate a qualsiasi cosa.
La maggior parte degli utenti che ammiccano al mondo no vax (ora declinato anche nella versione no Green Pass) citano persone e fonti a caso (tipo il “mio cugino”, oppure “un amico di mio cugino mi ha detto”).
Dinamiche che ricordano molto da vicino l’universo dei terrapiattisti, coloro i quali credono (tra le tante cose) che la sfericità – o per meglio dire, il geoide – del nostro Pianeta sia un’invenzione dei famosissimi Poteri Forti.
Secondo loro ci sono barriere ai confini del mondo, come fosse una sorta di Truman Show (con e senza telecamere). Ed è a questo che fa riferimento (anche) Oliviero Toscani.
(da agenzie)
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Agosto 12th, 2021 Riccardo Fucile
A ZONA BIANCA SU RETE4 IL TRASFORMISTA DEL BAGAGLINO DICE TUTTO E IL CONTRARIO DI TUTTO
Dire tutto e il contrario di tutto, per accontentare alcuni e non scontentare altri.
Prosegue il cammino di un Matteo Salvini “di lotta e di governo”, con dichiarazioni che sono contraddittorie tra di loro sui vaccini, sul Green Pass e anche sul lavoro del generale Figliuolo.
E mercoledì sera, ospite di Zona Bianca (su Rete4) è andato in scena l’ennesimo capitolo di questo romanzo ciclico in cui il leghista, nel tentativo di rispondere nel modo più neutro alle domande, si arrampica sugli specchi.
Uno dei temi principali toccati dal segretario del Carroccio, in collegamento dalla Calabria, è stato quello del vaccino declinato in molte sfaccettature.
Il conduttore, Giuseppe Brindisi, chiede a Salvini un commento sulla lettera inviata dal Commissario straordinario Figliuolo alle Regioni per accelerare la campagna di immunizzazione dei più giovani (chiedendo vaccinazioni, per la fascia 12-18, senza prenotazione a partire dal 16 agosto). Ed è lì che iniziano le contraddizioni.
Il leader della Lega ha prima detto che il generale sta facendo un lavoro egregio, poi cita esperti (senza mai fare nomi) che in realtà chiedono prudenza sull’immunizzazione dei minori.
Ma è sicuro di quel che dice? Il suo continuo ammiccamento allo scetticismo anti-vaccinale, infatti, lo porta a non citare e non valutare le posizioni reali su questo tema. Per esempio, la Società Italiana di Pediatria spinge affinché sia intensificata la campagna di immunizzazione nei confronti dei più piccoli.
“La Società Italiana di Pediatria avverte l’esigenza di beneficiare di uno specifico intervento di prevenzione vaccinale Covid19 per l’eta pediatrica. In questo modo, sarà possibile permettere di prevenire ulteriori recrudescenze di episodi di aumentata circolazione del virus sostenute da varianti emergenti con maggiore trasmissibilità”. Queste sono le parole degli esperti che il leader della Lega ha deciso di non citare.
Insomma, da una parte il “governo” che lo spinge a non poter dare giudizi negativi sull’operato di Figliuolo (dopo aver “bombardato” per mese il suo predecessore Domenico Arcuri), dall’altra la “lotta” che sembra essere più in linea con le sue convinzioni (ai posteri l’ardua sentenza sul fatto che siano “posizioni elettorali” o personali).
Ma lo spirito di Alberto da Giussano prosegue poco dopo, quando si dice contrario all’obbligo di vaccinazione per gli insegnanti (altro tema al centro dell’agenda dell’esecutivo e della struttura commissariale).
E c’è anche il tema dei tamponi gratuiti, una battaglia diventata un mantra delle dichiarazioni del segretario del Carroccio. Durante la sua intervista a Zona Bianca, infatti, Salvini ha esaltato l’assessore siciliano Samonà per aver dato il via libera ai test gratis esaltando anche la “grande responsabilità” con cui i cittadini italiani (non vaccinati) si stiano sottoponendo ai tamponi (per poter utilizzare il Green Pass senza immunizzazione).
Peccato che non abbia citato l’esempio opposto dato da Luca Zaia in Veneto che, nei giorni scorsi, ha abolito i test gratuiti proprio per evitare quel che – anche oggi – viene esaltato da Salvini.
(da NextQuotidiano)
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