Settembre 8th, 2021 Riccardo Fucile
E’ CONTRARIA PER I COMUNI MORTALI MA FAVOREVOLE SE SI TRATTA DI TUTELARE SE STESSA E I SUOI PARLAMENTARI IN AULA (ALLORA SERVE)
Se il Green Pass serve a proteggere comuni mortali che vanno al ristorante, in
piscina, in palestra o devono salire su un treno veloce o su aereo il partito di Giorgia Meloni manifesta aperta contrarietà al certificato verde.
Se invece serve a proteggere i parlamentari allora Fratelli d’Italia non si oppone all’introduzione del lasciapassare. E’ quanto è emerso ieri alla Camera chiamata ad esaminare il decreto per l’emergenza Covid, che contiene le disposizioni relative al Green Pass.
A chiedere che l’obbligo del certificato verde (già richiesto per stare in altri ambienti della Camera come la biblioteca e il ristorante) valga anche per l’ingresso in Aula e nel palazzo di Montecitorio è stato dunque il partito della Meloni.
A riproporre la questione, peraltro già affrontata alla Camera prima della pausa estiva dei lavori, è stato precisamente il capogruppo di FdI, Francesco Lollobrigida: “Siccome mi sembra scontato che in quest’Aula, quando in questi metri quadri vi sono centinaia di parlamentari che risultano presenti, debba applicarsi la stessa norma che vale per gli assembramenti fuori da quest’Aula, vorrei sapere se la Presidenza abbia ritenuto opportuno chiedere ai parlamentari per l’ingresso in Aula il Green Pass o ritenga invece che il privilegio di essere esentati da uno strumento imposto alla nostra gente sia una cosa corretta”. Insomma dietro la storiella del “no ai privilegi” Fratelli d’Italia pensa a proteggere la salute dei suoi parlamentari.
(da agenzie)
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Settembre 8th, 2021 Riccardo Fucile
UN’IDEA CHE PIACE (QUASI) A TUTTI
In un pigro giorno di fine estate, tra una discussione sul green pass e l’altro, nei palazzi romani si delinea un nuovo schema di gioco per il futuro della politica italiana. Al centro della scena, naturalmente, la ormai prossima elezione del futuro presidente della Repubblica.
Tra uno schema e l’altro, starebbe prendendo piede l’ipotesi di mandare davvero Mario Draghi al Quirinale. Se il diretto interessato fosse d’accordo, l’attuale inquilino del Colle Sergio Mattarella potrebbe esaudire il desiderio più volte lasciato filtrare, e dedicarsi a una serena pensione senza rinforzare l’anomalia di un secondo mandato, come capitato col suo predecessore.
Da quietare, a questo punto, ci sarebbero le ansie di molti membri del parlamento che – per il combinato disposto di nuovi equilibri elettorali e di un robusto taglio dei posti a seguito della mini riforma costituzionale – si vedrebbero anche loro pensionati. Ma, tuttavia, senza alcuna pensione.
La questione riguarda diversi gruppi parlamentari ma, in modo particolare, colpirebbe il Movimento 5 Stelle, il Partito Democratico che Letta finirebbe di derenzizzare già in sede di costruzione delle liste, Forza Italia e diversi cespugli tra cui il più nutrito, oggi, è sicuramente Italia Viva, oltreché le piccole truppe di Leu. In sostanza, ma è storia nota, il principale ostacolo sulla strada che porta Draghi al Quirinale è costituito dal rischio concreto che la legislatura finisca un anno prima del dovuto, rimandando a casa qualche centinaio di parlamentari.
Proprio per sedare queste ansie, si starebbe già escogitando una soluzione. Il ministro dell’economia e fedelissimo di Draghi Daniele Franco sarebbe il candidato perfetto per ricevere il timone al posto del premier, raccogliendone gli oneri più delicati, tra cui ovviamente il compimento del Recovery Fund.
Questo consentirebbe a chi ha paura del voto anticipato – grosso modo i gruppi elencati sopra – di intestarsi una scelta di responsabilità per il bene del paese, votando la fiducia a un governo Franco.
Dall’altra parte, chi dall’opposizione già oggi di tanto in tanto lamenta la sospensione della democrazia – Fratelli d’Italia – potrebbe gridare con più forza al complotto. Meno lineare la posizione della Lega, ma a oggi sarebbe facile scommettere sulla voglia di Salvini di rifarsi una verginità, ripartendo dall’opposizione e sperando che la mossa frutti un rilancio del suo consenso personale, in un partito pronto a chiedere conto di un eventuale fallimento alle politiche del 2023.
Tutto facile? Assolutamente no. Ma il fatto che nei palazzi si cominci a parlare di nomi e schemi, benché in una pigra giornata di fine estate, dice molte cose. Anzitutto, che l’inverno si avvicina a larghi passi. E nessuno vuole farsi trovare senza aver accumulato la legna per i giorni più freddi.
( da glistatigenerali)
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Settembre 8th, 2021 Riccardo Fucile
E’ ALLA FRUTTA E INVENTA SUCCESSI CHE GIA’ ESISTEVANO: IN CASO DI DANNI CAUSATI DAL VACCINO IL RISARCIMENTO E’ LEGGE DELLO STATO DAL 1992
Salvini sono giorni che non viene a capo di quello che gli succede intorno. Il
leader della Lega si dice prima rassicurato, poi aperturista su tutti i temi ma allo stesso tempo gioca la partita anche al fianco di Giorgia Meloni.
“Ho parlato con il presidente Draghi, non risulta nessuna estensione di green pass a tutti i lavoratori del pubblico e del privato, a differenza di quello che ho letto su qualche giornale e quindi questo mi conforta”, una rassicurazione quella del leader della Lega che non ha avrebbe avuto bisogno di esistere: nessuno ha mai parlato fino ad ora di green pass per tutti.
Capitolo indennizzo. La risposta è nella norma, quella troppe volte dimenticata. In caso di danni causati da vaccino, l’Italia riconosce risarcimenti economici da quasi trent’anni.
La legge che inquadra questo diritto è la n 210/1992 che prevede proprio l’ “Indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati”.
Il tema è già stato ampiamente trattato. Infatti oggi il corrispettivo riguarda anche i soggetti che sono stati danneggiati da vaccinazioni raccomandate e non obbligatorie. Il tema dell’ingiustizia dell’indennizzo per le sole vaccinazioni obbligatorie infatti è stato sollevato qualche anno fa davanti alla Consulta.
La sentenza, a beneficio del Senatore Salvini fu chiara. “Nell’orizzonte epistemico della pratica medico-sanitaria la distanza tra raccomandazione e obbligo è assai minore di quella che separa i due concetti nei rapporti giuridici. In ambito medico, raccomandare e prescrivere sono azioni percepite come egualmente doverose in vista di un determinato obiettivo, cioè la tutela della salute (anche) collettiva. In presenza di una effettiva campagna a favore di un determinato trattamento vaccinale, è naturale che si sviluppi negli individui un affidamento nei confronti di quanto consigliato dalle autorità sanitarie: e ciò di per sé rende la scelta individuale di aderire la raccomandazione obiettivamente votata alla salvaguardia anche dell’interesse collettivo, al di là delle particolari motivazioni che muovono i singoli.”
Ecco che la vaccinazione Covid, non obbligatoria, ma fortemente raccomandata, conduce al riconoscimento di un indennizzo in caso di conseguenze negative sulla salute.
(da agenzie)
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Settembre 8th, 2021 Riccardo Fucile
LA VERGOGNA DELLE ASL CHE DA 5 MESI HANNO L’OBBLIGO DI COMUNICARE I NOMI DEI SANITARI NON VACCINATI MA FINORA LO HANNO FATTO SOLO 41 SU 106
Medici sospesi per non essersi vaccinati contro Covid-19 e poi riammessi perché pentiti.
Il dato sugli operatori sanitari ex No vax arriva dalla Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo) e registra la presenza di 176 medici sospesi e subito di nuovo regolarizzati dopo la comunicazione di avvenuta vaccinazione.
Così secondo i numeri aggiornati e diffusi dal presidente Fnomceo Filippo Anelli, attualmente in Italia si registrano in tutto 566 medici sospesi perché non immunizzati: la cifra iniziale ammontava a 742, a cui sono stati poi sottratti i 176 pentiti.
La Federazione nazionale degli ordini dei medici conferma quanto già riportato da Open nella giornata di ieri, martedi 7 settembre: i medici No vax attualmente comunicati dalle Asl sono circa 1.500, di cui circa 934 risultano ancora in servizio. Fino ad ora solo 41 ordini dei medici territoriali su 106 hanno trasmesso i dati relativi alla presenza di operatori No vax, «per cui il numero potrebbe essere molto più alto», spiega Anelli.
«Molte Asl stanno cercando di affidare ai medici compiti amministrativi» continua il presidente, «ma questo è difficilmente realizzabile. Invito i colleghi a fare subito il vaccino perché la categoria possa essere pienamente operativa e contare sul loro contributo». Dalla Federazione poi si chiarisce quanto la fronda scettica tra gli operatori sanitari rimanga secondo i dati attualmente disponibili comunque una ridotta minoranza: «I medici italiani compresi i dentisti sono in tutto 450 mila. Considerando i No vax registrati finora siamo allo 0,3% del totale».
(da agenzie)
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Settembre 8th, 2021 Riccardo Fucile
SCOPERTA A GENNAIO IN COLOMBIA, SI E’ DIFFUSA IN 50 PAESI… RESISTE DI PIU’ AI VACCINI
Da quando è stata scoperta in Colombia a gennaio, la variante Mu si è diffusa in
quasi quattro dozzine di paesi e si è manifestata anche alle Hawaii e in Alaska. Finora è stato trovata in 49 stati su 50, il Nebraska essendo rimasto l’unico a non aver segnalato casi.
I funzionari sanitari ritengono che la variante Mu sia ancora più trasmissibile della variante Delta e abbia il potenziale per resistere ai vaccini.
Negli Stati Uniti, secondo Newsweek, la variante Mu è stata rilevata in 49 stati e nel Distretto di Columbia. La California ha riportato il numero più alto della variante con 384 casi, di cui 167 nella contea di Los Angeles.
«L’identificazione di varianti come Mu e la diffusione di varianti in tutto il mondo evidenzia la necessità per i residenti della contea di Los Angeles di continuare ad adottare misure per proteggere se stessi e gli altri», ha affermato la dottoressa Barbara Ferrer, direttrice della sanità pubblica della contea di Los Angeles, in una dichiarazione.
«Questo è ciò che rende così importante vaccinarsi e stratificare le protezioni. Queste sono azioni che interrompono la catena di trasmissione e limitano la proliferazione del COVID-19 che consente al virus di mutare in qualcosa che potrebbe essere più pericoloso».
Il 30 agosto, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito la variante Mu una variante di interesse per la sua capacità di essere più trasmissibile rispetto a qualsiasi altro ceppo di COVID-19. I Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie non hanno ancora fatto classificazioni simili su Mu negli Stati Uniti.
Anthony Fauci, direttore dell’Istituto nazionale per le allergie e le malattie infettive, ha affermato che i funzionari sanitari stavano mantenendo un “occhio attento” sulla variante Mu nonostante non fosse “ vicina” a diventare il ceppo COVID-19 dominante in gli Stati Uniti.
«Anche se in sostanza non ha preso piede in alcuna misura, qui prestiamo sempre attenzione alle varianti in ogni momento», ha affermato Fauci. Gli Stati Uniti hanno visto il picco di casi di varianti Mu a metà luglio, ma da allora il numero di casi che coinvolgono quella variante è diminuito, segnalando un indebolimento del ceppo o indicando un futuro preoccupante.
(da agenzie)
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Settembre 8th, 2021 Riccardo Fucile
SI PARLA DI ALTRE ANOMALIE MA SI ATTENDE IL COMUNICATO DELLA COMMISSIONE PREFETTIZIA… LA LEGA ANNUNCIA RICORSO
La Lega rischia di non poter partecipare alle prossime elezioni Comunali a Napoli il 3 e 4 ottobre, dopo che la commissione della prefettura ha deciso di escludere la lista «Prima Napoli» che raccoglie i candidati del Carroccio.
La lista dei candidati leghisti sarebbe stata esclusa per un un ritardo nella consegna dei documenti in Prefettura.
Come riferiscono fonti leghiste di Napoli, gli avvocati stanno già presentando un ricorso.
La decisione sulla lista leghista arriva dopo quella che aveva già colpito altre due liste a sostegno del candidato di centrodestra Catello Maresca, le due civiche «Catello Maresca» e «Catello Maresca sindaco». Anche in quei casi i rappresentanti delle liste hanno presentato ricorso.
Si tratta di tre liste della coalizione di centrodestra che sostiene Catello Maresca, “Prima Napoli”, che è la lista in cui sono confluiti i candidati della Lega, “Catello Maresca” e “Maresca Sindaco”.
I motivi di esclusione sarebbero molteplici e diversi a seconda dei casi, ma a modificare ogni speranza di “recupero” delle tre liste di Maresca c’è il video pubblicato da Repubblica che ritrae gli ultimi secondi prima dello scoccare delle ore 12:00 termine ultimo di presentazione delle liste.
I rappresentanti delle tre liste arrivano tutti dopo che la funzionaria comunale ha dichiarata “chiusa” la ricezione delle documentazioni.
Le due liste civiche a sostegno di Catello Maresca, “Maresca Sindaco” e “Catello Maresca” a quando apprende Fanpage.it sarebbero state consegnate oltre le ore 12:00 e quindi sarebbero fuori tempo massimo per ricevere il via libera dai funzionari comunali. Ma c’è di più.
Le due liste infatti sarebbero mancanti delle vidimazioni ufficiali, in pratica non ci sono le firme degli autenticatori. Un gap che se confermato sarebbe impossibile da recuperare.
(da agenzie)
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Settembre 8th, 2021 Riccardo Fucile
SAMIR, 24 ANNI, SI E’ CANDIDATO AL X MUNICIPIO NELLA LISTA ROMA FUTURA CHE APPOGGIA GUALTIERI
Un condensato di razzismo e xenofobia si è riversato sotto il post su Facebook di
Samir Abdelkhalik, 24 anni, in cui annunciava la sua scesa in campo per il voto di ottobre nella lista di Roma Futura del X municipio della Capitale.
A denunciare l’episodio la consigliera regionale del Lazio Marta Bonafoni: “Una violenza tanto più grave perché rivolta verso un ragazzo che a soli 24 anni ha voluto mettere a disposizione dei cittadini di Ostia, dove è nato e cresciuto, le sue energie e il suo tempo”
‘Samir: ottimo per il I municipio di Tunisi o di Rabat’, ‘Ok, ora sali sugli elefanti e vai a caccia di leoni, ok?’, ‘De preciso da ndo vieni? yemen iraq iran? ma vatte a fa na passeggiata’, ‘romano de Roma?’, ‘vai a pascolar serpenti’. Sono solo alcuni dei commenti vergognosi ricevuti da Samir Abdelkhalik Omran Mohamed sotto al post Facebook in cui annunciava la sua candidatura con la lista civica ‘Roma Futura’ al Municipio X, una serie di insulti razzisti inaccettabili che Samir ha deciso di denunciare con forza, per riportare ancora una volta l’attenzione delle istituzioni sulla moltiplicazione degli episodi di xenofobia nella Capitale.
“Purtroppo è stata coinvolta anche la mia ragazza, con insulti sessisti e razzisti inviati in una chat social privata- prosegue nella nota Samir Abdelkhalik Omran Mohamed- Ho deciso di denunciare perché non possiamo tacere di fronte all’ennesimo caso di odio online a sfondo razzista. Mi era capitato di affrontare situazioni simili, sui social e sui campi da calcio dove giocavo e dove ora alleno. Ho sempre reagito con pacatezza, ma da candidato a consigliere mi sento investito di una responsabilità in più. Per questo ho deciso di raccontare, per spronare le persone vittime di razzismo e sessismo a non aver paura di essere se stesse e denunciare sempre. Sono nato in un quartiere difficile- sottolinea Samir- ma mi sono sempre sentito accolto. Eppure c’è ancora un grosso lavoro da fare per trasformare Roma in una città pienamente inclusiva”.
(da agenzie)
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Settembre 8th, 2021 Riccardo Fucile
CONTINUA IL DELIRIO: “GIORNALISTI CORROTTI AL SERVIZIO DI BIG PHARMA”… “ATTENDO CHE MICHETTI RETTIFICHI, ALTRIMENTI FARA’ UNA FIGURA MESCHINA”
“Non sono antisemita, ma dovete pur scrivere qualcosa, altrimenti come
guadagnate lo stipendio?”. Francesca Benevento, la no-vax candidata nella lista civica di Enrico Michetti a Roma, risponde così, via Telegram, all’Adnkronos, mentre ancora imperversa la bufera che l’ha travolta in questi giorni di campagna elettorale per alcuni suoi vecchi post complottisti contro il vaccino anti-Covid e contro il ministro della Salute Roberto Speranza (definito “ebreo askenazita formato dalla McKinsey”).
Trapela il suo sfogo contro lo staff di Michetti, reo di averla ‘scaricata’.
“Le frasi pronunciate da Benevento sono gravi e prendiamo le distanze. Prendiamo le distanze e prenderemo i dovuti provvedimenti. Ci sarà un confronto con lei ma non anticipo la sentenza”, ha dichiarato ieri l’aspirante sindaco del centrodestra, a margine della presentazione della lista per le amministrative assieme alla leader di Fdi Giorgia Meloni. Il tribuno delle radio romane si è detto “molto arrabbiato” per la vicenda, e ha aggiunto: “Stiamo provando a rintracciare la candidata ma ancora non siamo riusciti”. Benevento, però, racconta all’Adnkronos un’altra versione, sostenendo che è stato Michetti a non voler parlare con lei: “Sono in contatto con la segreteria di Michetti… Attendo che rettifichino, altrimenti li aspetta una figura meschina”, minaccia l’ex M5S.
“Ieri (7 settembre, ndr) – prosegue l’architetta – mi hanno detto che mi avrebbe chiamato Michetti, dopodiché, invece, hanno detto che aveva una lunga riunione. Non ha quindi voluto parlare con me nonostante io lo avessi cercato”.
“Tutte falsità”, insiste la candidata, che ne ha anche per la categoria dei giornalisti, alla quale riserva parole non esattamente al miele: “Ipocriti lecchini servi del potere, corrotti come i politici al soldo di Big Pharma”.
Ora non resta che attendere il confronto tra Michetti e Benevento per capire il destino della candidata no-vax. Ma i toni utilizzati dalla consigliera ex M5S non lasciano presagire un lieto fine.
(da agenzie)
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Settembre 8th, 2021 Riccardo Fucile
I “PATRIOTI DEL COVID” E I MEDIA SOVRANISTI COMPLICI CHE HANNO DIFFUSO BALLE SENZA CONTRADDITTORIO HANNO SULLA COSCIENZA MIGLIAIA DI MORTI
Ieri bastava dare un occhio alle chat della Lega per farsi un’idea di quanto pagherà caro la pagliacciata sul Green Pass.
Da quasi due mesi Salvini e i suoi agitano le piazze parlando di uno strumento di tortura, ma poi in Parlamento al momento di votare contro hanno ritirato gli emendamenti.
Naturale che molti elettori abbiano subito voltato le spalle, e non si bevano i giochetti per salvare la faccia, come il voto a una proposta di FdI in minoranza (leggi l’articolo): chi dice che il certificato verde è un ricatto agli italiani (testuale) ci mette la faccia oppure ha solo preso in giro il prossimo.
In politica – direte – quest’ultima è la prassi, ma farlo in una pandemia è roba da alto tradimento. Grazie al martello battuto senza sosta sull’inutilità del Green Pass, la Lega, Meloni e personaggi in cerca d’autore alla Paragone, hanno gonfiato irresponsabilmente le fila dei no-vax, che in Italia non erano mai stati così tanti, allontanando quell’immunità di gregge che serve per gestire la pandemia.
Un danno incalcolabile, di cui devono vergognarsi protagonisti e fiancheggiatori, comprese le tv e i giornali complici, che hanno consentito ai leader dei partiti ni-vax di confondere le idee senza contraddittorio (a meno che non si voglia spacciare per contraddittorio la bava depositata dai conduttori delle reti Mediaset quando intervistano un giorno Salvini e Meloni, e l’altro Meloni e Salvini).
Tutta propaganda che la Lega si è rimangiata per salvare le poltrone, mentre Fratelli d’Italia continua a capitalizzare il vantaggio di stare all’opposizione, anche a costo di zavorrare un Paese che così può affogare.
(da La Notizia)
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