Novembre 12th, 2021 Riccardo Fucile
“TRASMISSIONI COME UN RING, COSI’ SI DANNEGGIANO I CITTADINI”
«Io faccio il medico e il divulgatore scientifico, vado in televisione per portare la scienza e non per partecipare a pollai di No vax e No Green pass che fanno solo ‘caciara’».
Matteo Bassetti va all’attacco della tv che concede troppo spazio a chi è contro la scienza in un colloquio con l’AdnKronos. «Ieri a Piazzapulita sono stato attaccato e insultato senza nessun argomento scientifico ma solo per le mie posizioni pro-vaccino. Va messo un punto, questi no-vax e no-Green pass non vanno invitati», dice Bassetti.
Il primario del reparto di malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova ieri ha abbandonato la trasmissione dopo l’attacco del giurista Ugo Mattei. «Ero da solo contro diverse persone il cui unico scopo era infangarmi e sinceramente non perdo tempo a farmi insultare da persone che non stimo», ha detto ad Adn.
Bassetti non ce l’ha con Corrado Formigli: «È stato carino, ci siamo sentiti e non ho nulla contro di lui. Ma è evidente che queste persone portano in tv lo stesso atteggiamento che hanno nelle piazze – prosegue Bassetti – Ora va messo un punto però, io continuerò ad andare in televisione a parlare di vaccini e di scienza, anche a Piazzapulita, ma questi personaggi si devono dare una regolata. Alcune trasmissioni – conclude – si stanno trasformano in ring per liti tra pro-vax e no-vax, così vengono danneggiati i cittadini che ieri sera non hanno ricevuto un messaggio corretto».
(da Open)
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Novembre 12th, 2021 Riccardo Fucile
PROMETTEVANO DI ABBASSARE LA MORTALITA’ DEL 75%, MA I LORO DATI ERANO SBAGLIATI
Il Journal of Intensive Care Medicine ha recentemente ritrattato un articolo,
firmato da diversi promotori dell’ivermectina, per la cura domiciliare contro la Covid-19.
Lo studio si intitolava Clinical and Scientific Rationale for the “MATH+” Hospital Treatment Protocol for COVID-19.
Oggi è visibile la nota della rivista dove spiega le ragioni della ritrattazione. Ma è ancora possibile leggere il paper integrale col timbro «retracted» in bella vista.
Eppure proprio l’ivermectina sembra la grande assente, nello studio non viene mai menzionata. I ricercatori, usando dati rivelatisi inventati, sostenevano i benefici di diversi altri trattamenti che non hanno mai mostrato efficacia e sicurezza contro la Covid: si parla di acido ascorbico (vitamina C); vitamina D; eparina; plasma, eccetera. Secondo gli autori del portale Retraction Watch, che hanno analizzato le ragioni della ritrattazione, i ricercatori dopo la pubblicazione avvenuta nel dicembre 2020, stavano pensando effettivamente di includere nel protocollo anche l’ivermectina. Qualcosa però è andato storto.
Chi sono gli autori dello studio
Tra i principali firmatari del paper troviamo due figure già note nell’ambito della controversa ricerca a favore dei trattamenti domicliari precoci per la Covid-19. Il primo è Pierre Kory che compare anche tra gli autori degli studi raccolti in una meta-analisi – citata dalla la Dott.ssa Chifari Negri in una audizione al Senato, promossa dal movimento per le cure domiciliari IppocrateOrg – di cui avevamo trattato in un precedente articolo, riscontrando diversi problemi di metodo.
Il secondo è Paul Marik, il principale promotore dell’ivermectina, già protagonista di una ritrattazione nel marzo scorso da parte della rivista Frontiers in Pharmacology, come riporta Catherine Offord in un articolo per The Scientist. Kory e Marik sono anche le principali anime del gruppo Front-Line COVID-19 Critical Care Alliance (FCCC), che sostiene il protocollo alternativo per le cure domiciliari anti-Covid promosso nel paper recentemente ritrattato.
Cosa volevano dimostrare gli autori
Lo studio è apparso online nel sito della rivista il 15 dicembre 2020. I ricercatori avevano utilizzato un protocollo denominato «MATH+», col quale calcolarono che i pazienti sottoposti ad esso avevano oltre il 75% di probabilità in meno di morire per Covid. Inizialmente l’ivermectina non c’era, ma i ricercatori prevedevano di inclderla in un secondo momento.
Secondo quanto riportavano i ricercatori nel paper, i dati erano stati raccolti mediante la FCCC, comprensivi di rapporti clinici, radiografici e patologici, provenienti da due ospedali americani. Viene presentato così il loro protocollo:
«Questo manoscritto esamina la logica scientifica e clinica alla base di MATHþ sulla base di dati in vitro, preclinici e clinici pubblicati a sostegno di ciascun medicinale, con un’enfasi speciale sugli studi a sostegno del loro uso nel trattamento di pazienti con sindromi virali e nello specifico per COVID- 19 – continuano i ricercatori – La revisione si conclude con un confronto dei dati di mortalità pubblicati internazionali con gli esiti del centro MATHþ. […] La mortalità ospedaliera media in questi 2 centri in oltre 300 pazienti trattati è del 5,1%, che rappresenta una riduzione del rischio assoluto di mortalità superiore al 75% rispetto alla mortalità ospedaliera media pubblicata del 22,9% tra i pazienti COVID-19».
Le ragioni della ritrattazione
Uno degli ospedali da cui sono stati raccolti i dati della ricerca è il Sentara Norfolk General Hospital, situato a Norfolk in Virginia, il quale ha contattato la rivista sollevando «preoccupazioni sull’accuratezza dei tati sulla mortalità ospedaliera». Insomma, c’era qualcosa che non andava in quel 75% di ridotta mortalità.
«Il tasso di mortalità tra i 191 pazienti del Sentara Norfolk General Hospital al 20 luglio 2020 è stato segnalato come 6,1%, rispetto ai tassi di mortalità riportati in letteratura che vanno dal 15,6% al 32% – afferma il portavoce del Sentara – Abbiamo condotto un’attenta revisione dei nostri dati per i pazienti con COVID-19 dal 22 marzo 2020 al 20 luglio 2020, che mostra che tra i 191 pazienti a cui si fa riferimento nella tabella 2 il tasso di mortalità era del 10,5%, anziché del 6,1%. . Inoltre, di questi 191 pazienti, solo 73 pazienti (38,2%) hanno ricevuto almeno 1 delle 4 terapie MATH+ e il loro tasso di mortalità è stato del 24,7%. Solo 25 dei 191 pazienti (13,1%) hanno ricevuto tutte e 4 le terapie MATH+ e il loro tasso di mortalità è stato del 28%».
A seguito di tale segnalazione il Journal of Intensive Care Medicine ha comprensibilmente ritrattato lo studio. Questo episodio, come altri da noi trattati in precedenza (per cominciare qui, qui e qui) è la dimostrazione del fatto che il sistema di controllo delle pubblicazioni scientifiche, per quanto non sia sempre immediato, è una garanzia in più che può coprire i limiti della peer-review.
Dopo la pubblicazione di uno studio infatti non è finita; tutti i ricercatori nel Mondo interessati al tema potranno fare le pulci al paper: chiederanno di accedere ai dati grezzi se questi e/o i metodi appaiono controversi; oppure tenteranno di ripetere osservazioni ed esperimenti pubblicando nuovi risultati più accurati. È così che la Comunità scientifica si auto-corregge, permettendo anche a noi di distinguere tra Scienza e pseudo-scienza.
(da Open)
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Novembre 12th, 2021 Riccardo Fucile
CHIUSURA DEI NEGOZI E SMART WORKING
I 16.364 di nuovi casi di Coronavirus nelle ultime 24 ore registrati ieri sono il picco più alto raggiunto dalla pandemia in Olanda.
Negli ultimi sette giorni 86.384 persone sono risultate positive, con una media di 12.341 al giorno. Per questo i Paesi Bassi, che nell’ultimo aggiornamento del Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie risultano in zona rossa, vanno verso il lockdown. Gli esperti del Comitato Scientifico nazionale hanno consigliato al governo di Mark Rutte chiusure per due settimane. E oggi l’esecutivo ha in programma una conferenza stampa alle ore 18 per annunciare la sua decisione.
La conferenza stampa di Rutte
Che sarà molto probabilmente un blocco parziale delle attività, come ha annunciato l’emittente olandese Nos.
I bar, i ristoranti e gli esercizi commerciali non essenziali chiuderanno alle 19 per almeno tre settimane a partire da sabato 13 novembre. I lavoratori verranno invitati a lavorare da casa il più possibile mentre gli eventi sportivi si svolgeranno senza pubblico.
Scuole, teatri e cinema invece rimarranno aperti. Il contagio da Coronavirus nei Paesi Bassi ha ricominciato la sua corsa dopo l’abbandono delle restrizioni a settembre. La nuova ondata ha messo sotto pressione gli ospedali di tutto il paese, costringendoli a ridimensionare l’assistenza regolare per curare i pazienti affetti da Covid-19. Per questo gli esperti hanno consegnato al governo il blocco parziale delle attività e la limitazione dell’ingresso nei luoghi pubblici.
Anche se questo sarà in controtendenza con la strategia del governo, che fino a poco tempo fa pensava che un tasso di vaccinazione relativamente alto avrebbe portato all’ulteriore allentamento delle misure entro la fine dell’anno.
Oggi, scrive Reuters, la popolazione olandese è vaccinata completamente contro Covid-19 all’85% mentre le terze dosi sono state fornite solo agli immunodepressi e agli anziani. Il 55% dei pazienti negli ospedali e il 70% di quelli in rianimazione non erano vaccinati o avevano ricevuto soltanto la prima dose.
La scorsa settimana erano stati ampliati i luoghi per i quali era necessario il Green pass. Intanto il ministro della Salute Hugo de Jonge ha raccomandato la dose di richiamo per le persone che hanno ricevuto il vaccino monodose di Johnson & Johnson, poiché gli studi dimostrano che la protezione si è affievolita più velocemente rispetto ad altri vaccini.
(da agenzie)
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Novembre 12th, 2021 Riccardo Fucile
TERZA DOSE PER TUTTI E STRETTA SUL GREEN PASS
Rischio zona gialla a Nordest e in alcune regioni del centro e del sud. Speranza:
no a un lockdown generalizzato. La stretta sulla Certificazione Verde Covid-19 e il piano per il booster da dicembre a febbraio
I numeri dei contagi da Coronavirus in Italia continuano a crescere. E c’è chi pronostica 20 o 30 mila positivi a Natale prima della discesa. E mentre la Lombardia torna a vedere il fantasma della zona gialla, il picco dei positivi si registra a Nordest. Intanto il governo accelera sulla terza dose di vaccino. Il piano del commissario Francesco Paolo Figliuolo prevede richiami senza prenotazione e iniezioni a tutti nei centri per anziani. E c’è anche chi invoca anche una stretta sul Green pass: l’ipotesi è di darlo solo ai vaccinati e ai guariti. Mentre il ministro Speranza conferma che il rischio di un lockdown generalizzato non c’è. Ma il alcuni territori potrebbero arrivare le restrizioni a dicembre.
Il picco di contagi a dicembre
Con ordine. Ieri il bollettino del ministero della Salute ha registrato 8.569 positivi e 67 morti. Il monitoraggio settimanale della Fondazione Gimbe ha confermato la crescita: dal 3 al 9 novembre i casi sono aumentati del 37,7%. Ma soprattutto, ha segnalato il crollo delle prime dosi di vaccino. Ieri sono cresciuti anche i ricoveri ordinari (in totale 3.509) mentre la situazione delle terapie intensive per ora non preoccupa. Fra le regioni il Veneto ha registrato il maggiore incremento giornaliero di casi: 1.077. Seguito da Lombardia (1.066), Campania (959), Lazio (894), Friuli Venezia Giulia (650), Emilia Romagna (617), Sicilia (604), Toscana (509). Intanto il Centro europeo per la per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) nella sua mappa aggiornata ha portato in rosso Friuli-Venezia Giulia, Bolzano, Marche e Calabria. L’unica regione italiana a bassa incidenza è il Molise. Il resto della penisola è in giallo.
Roberto Battiston, direttore dell’Osservatorio Epidemiologico su Covid-19 dell’Università di Trento, spiega oggi a la Repubblica che il picco è in arrivo: . «Ogni settimana aggiungiamo un paio di migliaia di casi alla media giornaliera. Di questo passo arriveremo a 20-30mila a Natale».
«L’epidemia – aggiunge – è come un fiume in piena che in questo momento scorre veloce e copioso. Non riusciamo a ridurne la portata, ma in Italia al momento ci salviamo perché abbiamo buoni argini». Il fisico Giorgio Sestili, fondatore della pagina Facebook Coronavirus – Dati e analisi scientifiche, ha spiegato ieri all’agenzia di stampa Ansa che sebbene in aumento, tutti i numeri dell’epidemia in Italia si sono ridotti notevolmente rispetto a un anno fa, quando il vaccino non c’era e i casi giornalieri erano più di 35.000.
I ricoverati nei reparti ordinari un anno fa erano 31.600 (di cui 3.000 in terapia intensiva) e oggi sono 3.900 (423 nelle rianimazioni), ossia si sono ridotti di un fattore 10. Sempre un anno fa le persone positive erano 590.000 e oggi 103.000.
Lockdown a Nordest
Sono numeri che indicano che «l’anno scorso la situazione dell’epidemia era peggiore: eravamo nel pieno di una crescita esponenziale con un tempo di raddoppio di 6-7 giorni e i casi positivi giornalieri erano 35.000, contro i 6-7.000 di oggi. Il merito è dei vaccini, sui quali bisogna insistere per riuscire ad arginare l’aumento dei contagi», secondo Sestili.
Ma che l’epidemia cresca in alcune zone più che in altre è un dato di fatto. E per questo l’ipotesi di un aumento delle restrizioni su base territoriale si fa sempre più corposa. Il case history è il Friuli-Venezia Giulia. Dove l’occupazione delle terapie intensive ha superato l’11%.
«Serve la zona gialla», dice a La Stampa Alberto Peratoner, responsabile di pronto soccorso e dirigente del sindacato degli anestesisti-rianimatori in Regione. I nuovi casi settimanali a Trieste, aggiunge il quotidiano, hanno raggiunto il livello monstre di 471 ogni 100 mila abitanti. La soglia di allerta in Italia è fissata a 50. La vicinanza con la Slovenia, che ha il 40,5% della popolazione vaccinata, non è di aiuto.
Il ministro della Salute Roberto Speranza nel colloquio di oggi con la Repubblica conferma che il rischio di un lockdown generalizzato non c’è, ma la crescita dell’epidemia in Europa è un segnale chiaro: «I numeri hanno la testa dura. In Germania ci sono 50 mila contagi in 24 ore. In Francia 12 mila casi, l’Olanda annuncia nuove misure. Abbiamo imparato che la contiguità tra Paesi spesso anticipa un trend. Sappiamo anche che la stagione che ci attende sarà complicata. E allora, l’Italia non può essere estranea a questa dinamica». E per questo per adesso siamo fortunati: «I nostri dati sono un po’ migliori degli altri perché i tassi di vaccinazione sono più alti. Questo ci dà un piccolo vantaggio. E poi la prudenza nel rilascio delle misure. Abbiamo lasciato il freno più tardi e mai del tutto. In particolare su una cosa: le mascherine al chiuso».
Mascherine e vaccini
Le mascherine sono qui per restare: «Non c’è alcun dubbio. Hanno un costo sociale ed economico relativamente basso, sono decisive. E vanno indossate anche all’aperto, se ci sono assembramenti. È un obbligo, non dimentichiamolo». Ma il punto centrale è la previsione sul Natale: il ministro non immagina nuovi lockdown generalizzati: «Non si può paragonare la stagione delle misure più radicali all’attuale, per la semplice ragione che allora non c’era l’87% di popolazione vaccinata, e non c’erano ovviamente neanche i vaccini». A osservare che la situazione italiana è al momento ancora fra le più favorevoli d’Europa è anche il coordinatore del Comitato tecnico-scientifico Franco Locatelli. Il quale tuttavia aggiunge che «non dobbiamo sottovalutare i segnali di allerta».
Il Corriere della Sera aggiunge che Figliuolo ha chiesto di prevedere per tutti «la possibilità aggiuntiva di accedere alla vaccinazione direttamente presso gli hub vaccinali senza prenotazione». Ma anche di «ricorrere in modo sistematico alla “chiamata attiva”, procedendo alla prenotazione dei soggetti interessati alla dose “booster” anche attraverso la rete della medicina del territorio, con il più ampio coinvolgimento dei medici di medicina generale, dei pediatri di libera scelta e dei farmacisti».
Anche il docente di Microbiologia Andrea Crisanti pronostica un picco a breve in un’intervista a La Stampa: «La settimana prossima raggiungeremo i diecimila al giorno, saranno ventimila a Natale. Il contagio viene alimentato dai non vaccinati e da chi sta perdendo la protezione. Subito la terza dose a tutti».
La stretta sulla Certificazione Verde
E intanto si fa strada l’ipotesi della stretta sul Green pass. Anche perché intanto in Europa la Francia dal 15 dicembre lo darà soltanto agli over 65 che hanno ricevuto la terza dose. Mentre in Germania si discute intorno alla possibilità di fare entrare in bar e ristoranti soltanto vaccinati e guariti. Regole che presto potrebbero arrivare anche in Italia. L’epidemiologo e membro del Cts Donato Greco, ospite di Un Giorno da Pecora su Rai Radio1, ha spiegato che questa strategia «se non si dovesse raggiungere in tempi brevi la soglia del 90% dei vaccinati, potrebbe essere presa in considerazione anche dall’Italia. E per ottenere il Green pass il tampone potrebbe anche non bastare più. Il pass sanitario verrebbe concesso solo ai vaccinati».
(da Open)
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Novembre 12th, 2021 Riccardo Fucile
IN CRESCITA I NUMERI DEL COVID IN ITALIA
L’incidenza settimanale a livello nazionale continua ad aumentare: 78 per 100mila abitanti (05/11/2021-11/11/2021) contro 53 per 100mila abitanti della scorsa settimana (29/10/2021-04/11/2021, dati flusso Ministero Salute). Sale anche l’indice di trasmissibilità Rt: nel periodo 20 ottobre – 2 novembre 2021, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1,21 (range 1,08 – 1,31), in aumento rispetto alla settimana precedente (quando è stato pari a 1,15) e stabilmente al di sopra della soglia epidemica. o evidenzia il monitoraggio della Cabina di regia, i cui dati sono comunicati dall″Istituto superiore di sanità.
È stabile e sopra la soglia epidemica, rileva il monitoraggio, l’indice di trasmissibilità basato sui casi con ricovero ospedaliero (Rt = 1,14 (1,1-1,19) al 2/11/2021 vs Rt=1,12 (1,06-1,17) al 26/10/2021). Si ritiene che le stime di Rt siano poco sensibili al recente aumento del numero di tamponi effettuati, poiché tali stime sono basate sui soli casi sintomatici e/o ospedalizzati.
È in forte aumento il numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione (11.001 vs 8.326 della settimana precedente). La percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti è in diminuzione (34% vs 35% la scorsa settimana). È in aumento anche la percentuale dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (48% vs 47%). Rimane stabile la percentuale di casi diagnosticati attraverso attività di screening (18% vs 18%).
Continuano a salire i tassi di occupazione delle aree mediche e delle terapie intensive per la nuova ondata Covid. “Il tasso di occupazione in terapia intensiva è al 4,4% (rilevazione giornaliera ministero della Salute all′11 novembre) vs il 4,0% (rilevazione giornaliera Ministero della Salute al 04/11) – sottolinea l’Iss -. Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale sale al 6,1% (rilevazione giornaliera ministero della Salute all′11 novembre) vs il 5,3% al 28/10”.
Nell’ultima settimana 20 Regioni su 21 risultano classificate a rischio moderato, con una che è ad alta probabilità di progressione a rischio alto. Lo rileva il monitoraggio settimanale della cabina di regia. 11 Regioni, sottolinea l’Iss, riportano un’allerta di resilienza, mentre nessuna riporta molteplici allerte di resilienza. In forte aumento il numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione (11.001 vs 8.326 della settimana precedente).
La percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti è in diminuzione (34% vs 35% la scorsa settimana). È in aumento anche la percentuale dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (48% vs 47%). Rimane stabile la percentuale di casi diagnosticati attraverso attività di screening (18% vs 18%).
(da agenzie)
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Novembre 12th, 2021 Riccardo Fucile
EX CONSIGLIERE DELLA LEGA, POI CON FORZA NUOVA
Fabio Tuiach, l’ex consigliere comunale della Lega poi militante in movimenti
estremi e di recente divenuto fervente cattolico, ex pugile, è stato licenziato dalla Agenzia per il lavoro portuale del Porto di Trieste (Alpt) perché, nonostante fosse assente al lavoro perché in malattia, avrebbe tenuto un comizio pubblico.
Tuiach, ex pugile, è stato uno dei protagonisti delle manifestazioni di protesta dei no Green pass, partecipando alle proteste all’esterno del varco 4 e in piazza Unità, dove è stato visto più volte, con un rosario al braccio e una grande foto di un santo.
Il provvedimento è riferito proprio ai quei giorni.
(da agenzie)
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