Novembre 28th, 2021 Riccardo Fucile
“RESTANO SEDUTI A GUARDARE INVECE DI LOTTARE CONTRO OGNI RESTRIZIONE A CAUSA DELLA PANDEMIA”
C’è una pandemia devastante, un virus che ha fatto milioni di morti nel mondo e che
– purtroppo – a causa di no-vax che non vogliono vaccinarsi e delle diseguaglianze internazionali che non consentono aio paesi poveri di vaccinare la popolazione continua a sfornare varianti che rischiano di mettere in discussione l’efficacia dei vaccini stessi e delle cure.
Adesso Donald Trump junior, primogenito dell’ex presidente americano, essere non meno spregevole del padre, loda l’ondata di proteste no vax e no green pass in Europa e accusa gran parte degli americani di non fare lo stesso: “Sono come delle pecore, e restano seduti a guardare invece di lottare contro ogni restrizione imposta a causa della pandemia”.
L’intervista è stata rilasciata a Fox News e cade nelle ore in cui anche negli Usa dilaga l’allarme per la possibile diffusione della nuova variante Omicron del Covid 19.
Donald Junior ha anche puntato il dito sui principali media americani rei, a suo modo di vedere, di tacere sulle manifestazioni in Europa. “Vogliono essere sicuri che nessuno sappia quello che accade e si renda conto che la libertà può veramente esistere in alcune parti del mondo”.
(da agenzie)
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Novembre 28th, 2021 Riccardo Fucile
LA SCONCERTANTE REAZIONE IN STUDIO: “NON TE LA PRENDERE”… ORA LE FORZE DELL’ORDINE PROVVEDANO A IDENTIFICARE I COLPEVOLI E A DENUNCIARLI: NESSUNA PIETA’ PER QUESTI SFIGATI
Doveva essere un collegamento come tanti e, invece, per la giornalista Greta Beccaglia quei due minuti e 30 secondi si sono trasformati in una vergognosa umiliazione in diretta.
Ieri pomeriggio, 27 novembre, al termine della partita Empoli-Fiorentina (che è terminata con un 2-1), la giornalista, che si trovava fuori dalla curva sud dello stadio di Empoli per aspettare l’uscita dei tifosi della Fiorentina, è stata molestata in diretta televisiva.
Beccaglia lavora alla trasmissione “A tutto gol” di Toscana Tv. Un uomo, infatti, le ha dato uno schiaffo sul fondoschiena, altri le hanno urlato frasi sessiste.
«Hanno iniziato a urlarmi cose non carine mentre io ero in diretta, al lavoro, e uno mi ha tirato uno schiaffo sul culo. Questa cosa è inaccettabile per una ragazza come me che si fa un mazzo così per arrivare al suo obiettivo, al suo sogno», racconta lei subito dopo, ancora scossa per l’accaduto
La reazione del conduttore in studio
Nel corso del collegamento Beccaglia prova a mantenere la calma (nel momento in cui viene molestata dice: «Scusami, non puoi fare questo, mi dispiace»): «Ho provato ad andare avanti e a sorridere – continua lei – nessuno, però, può permettersi di alzare le mani senza il consenso».
Poi nelle storie pubblicate su Instagram fa un appello ai suoi follower: «Se riconoscete l’uomo, scrivetemi in privato». Stupisce, invece, la reazione del conduttore in studio: «Non te la prendere», dice in un primo momento. Poi aggiunge: «Si cresce anche attraverso questa esperienza. Chiudiamola qui così, se vuoi, puoi reagire a questi atteggiamenti che meritano ogni tanto qualche sano schiaffone che, se fosse stato da piccolo, li avrebbe fatti crescere meglio».
Dura la reazione del presidente dell’Ordine dei giornalisti della Toscana, Giampaolo Marchini: «Il conduttore ha invitato la collega a non prendersela. Verso di lei non è stata sentita nessuna parola di solidarietà da parte del conduttore».
Diversi gli attestati di stima, espressi via social, alla giornalista molestata.
(da agenzie)
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Novembre 28th, 2021 Riccardo Fucile
LATITANTE PER 15 ANNI E RICERCATO DALL’INTERPOL, E’ STATO SCARCERATO PER UNA MAIL NON LETTA
«Una vergogna. Lo Stato italiano ci deve delle spiegazioni». Hanno reagito così i
familiari delle vittime di Reinhard Doring Falkenberg, uno dei torturatori del regime cileno di Pinochet, alla notizia della sua liberazione dal carcere di Lucca e della sua successiva fuga in Germania.
Uno dei ricercati dall’Interpol più pericolosi al mondo e uno dei nomi più temibili di Colonia Dignidad, il centro di detenzione per gli oppositori della dittatura fondato in Cile da un gruppo di nazisti, era detenuto in Italia da settembre.
75 anni, era stato identificato mentre era in vacanza a Forte dei Marmi durante un controllo. Era in attesa della richiesta di estradizione dal Cile, da dove è fuggito nel 2005 per evitare il processo per crimini contro l’umanità.
Il documento è arrivato il 19 novembre, ma il 18 novembre la Corte d’Appello di Firenze aveva già deciso di revocare la custodia in carcere per motivi di salute, e perché non risultava ancora essere pervenuta la richiesta di estradizione.
A questo si aggiunge un altro fatto: per tre giorni, dal 19 novembre alla mattina del lunedì 22 novembre, nessuno legge l’email con la richiesta dal Cile.
Proprio in quella data scadeva il tempo a disposizione delle autorità cilene per richiedere l’estradizione.
Il torturatore si presenta regolarmente alla questura di Lucca per l’obbligo di firma fino al 22 novembre, quando, a metà mattinata, gli viene comunicata l’estradizione che diventerebbe effettiva il giorno dopo.
Basta quel margine di tempo per permettergli di tornare indisturbato in Germania. Reinhard Doring Falkenberg è stato latitante per 15 anni. Tra i suoi crimini c’è la condanna per il rapimento e la scomparsa di Elizabeth Rekas, Antonio Ormaechea e Juan Maino, il fotografo italo-cileno militante del Movimento a sostegno di Allende.
(da agenzie)
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Novembre 28th, 2021 Riccardo Fucile
ORA SI PREVEDONO NUOVE RESTRIZIONI
Gli svizzeri si sono detti favorevoli al Green pass. Secondo le proiezioni di SSR/gsf.bern, infatti, il 63% degli elvetici ha votato “Sì” al referendum sulla legge che prevede l’introduzione del certificato anti-Covid.
E’ il primo Paese al mondo che è stato chiamato a votare sulla certificazione verde.
Gli svizzeri si erano già espressi nel giugno 2021 sulla legge Covid. Allora il testo era stato approvato con il 60,2% di voti.
Ma rispetto al voto di sei mesi fa, il clima sociale e politico si è fatto più teso. A Berna la polizia ha transennato l’area attorno a Palazzo federale, sede del governo e del parlamento, per timore di scontri. Alcuni gruppi contrari alla Legge Covid in votazione hanno infatti lanciato appelli a manifestare, come riferiscono i media.
Nonostante l’incremento dei casi, il governo federale elvetico, a differenza di altri, non ha reagito imponendo nuove restrizioni. Secondo gli analisti, l’esecutivo non voleva suscitare ulteriore opposizione alle politiche anti-Covid adottate prima di affrontare il test di domenica alle urne. Ma ora, a seguito della vittoria del referendum, il governo potrebbe inasprire le misure
Martedì, le autorità sanitarie svizzere avevano avvertito di una “quinta ondata” nel paese, dove la popolazione vaccinata corrisponde a circa due terzi, in linea con i tassi di immunizzazione dei paesi confinanti, duramente colpiti dalla pandemia, di Austria e Germania. Il tasso di infezione è aumentato vertiginosamente nelle ultime settimane. Il conteggio medio dei casi settimanali in Svizzera è salito a più di 5.200 al giorno da metà ottobre a metà novembre, in aumento di oltre cinque volte, con una curva verso l’alto, ancora una volta come Germania e Austria.
(da agenzie)
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Novembre 28th, 2021 Riccardo Fucile
IL CANCELLIERE: “L’OPPOSIZIONE E’ NO VAX, ANTISCIENZA E ALIMENTA PAURE COLLETTIVE. SENZA OBBLIGO VACCINALE NON NE USCIREMO MAI”
Alexander Schallenberg, cancelliere dell’Austria, in un’intervista al Corriere della Sera
spiega che “la peculiarità austriaca nella pandemia è la presenza in Parlamento di una forza politica che agisce in modo irresponsabile contro la scienza e alimenta le paure collettive”. Interpellato sull’obbligo vaccinale, spiega: “I numeri del contagio crescevano in modo esponenziale”.
“Quanto alla vaccinazione obbligatoria – aggiunge -, forse ho sperato troppo a lungo che si potessero convincere quanti più austriaci possibile a farlo volontariamente. Sfortunatamente non ha funzionato e con una quota del 66% di vaccinati sull’intera popolazione non usciremo mai dal circolo vizioso”.
“La maggior differenza tra l’Austria e gli altri Paesi europei è che il terzo partito del nostro Parlamento sia apertamente e vocalmente contro la vaccinazione, negando che sia il solo biglietto d’uscita dalla pandemia”. L’idea è che l’obbligo “scatti dal 1° febbraio 2022. Prima, tutti quelli non vaccinati riceveranno una notifica che li invita a farlo. Chi non lo fa entro quella data dovrà pagare una multa salata. Ma per me è l’extrema ratio”, chiarisce.
Poi, un passaggio sulla riforma del Patto di Stabilità: “Siamo tutti in una situazione straordinaria ed è stato giusto sospenderlo. Ma le ragioni della sua esistenza sono ancora lì. Per questo dobbiamo tornare alla disciplina di bilancio”.
(da agenzie)
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Novembre 28th, 2021 Riccardo Fucile
SOLO ORA SCATTANO I TAMPONI AI PASSEGGERI DEL VOLO
Saranno controllati solo ora i passeggeri che erano con il dipendente dell’Eni risultato positivo alla variante sudafricana sul volo dal Mozambico a Roma dell’11 novembre scorso
Resta l’incognita sulla possibile diffusione della variante Omicron ad altri soggetti in Italia oltre a quello scoperto nel dipendente dell’Eni rientrato in Italia dal Mozambico. E soprattutto i dubbi legati in particolare al tempo già trascorso che si riesce a individuare con sufficiente precisione tutti i possibili contagi di Coronavirus che il suo passaggio in Italia possa aver generato.
L’uomo si trova in isolamento nella sua casa in provincia di Caserta assieme al resto della sua famiglia, rimasta contagiata dopo il suo arrivo.
Le verifiche però sul percorso fatto dall’uomo dovrebbero proseguire ripercorrendo a ritroso i suoi spostamenti, così da tracciare e individuare possibili nuovi contagi che dovranno essere messi in isolamento.
Una prima verifica sarà disposta sui passeggeri che con lui viaggiavano sul volo dal Mozambico a Roma Fiumicino l’11 novembre. Come ha spiegato l’assessore regionale alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato, tutti i passeggeri saranno sottoposti a tampone.
Ma spetterà al ministero della Sanità prima fornire i nominativi alle autorità sanitarie laziali attraverso le carte di imbarco. Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo non avrebbe avuto altri contatti stretti al suo rientro, dovuto a un controllo medico disposto dalla sua azienda e già previsto a Milano.
(da agenzie)
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Novembre 28th, 2021 Riccardo Fucile
LO STORICO: “SIAMO COME CRICETI SU UNA RUOTA O COME MARINAI DI NOTTE IN MEZZO AL MARE”
Muoio dalla voglia di dire a Franco Cardini che ha scritto un libro strepitoso. “Beato
lei. A me non piace per niente”. Ma come? “L’unico dei miei libri che mi piaciucchia è ‘L’appetito dell’Imperatore’. Gli altri, niente. E più recenti sono, meno mi piacciono”.
A proposito di appetito, siamo in un ristorante, a Roma, e ordina subito un’amatriciana. “Tanto più che il mio medico me lo sconsiglierebbe”. Poi mi avverte che farà una cosa oscena. “Mettere l’acqua nel vino è una vecchia abitudine che ho preso da mia nonna. È una magia. Il vino dura di più e ne bevo meno”.
Non bisogna dargli retta né col vino, né coi giudizi sul suo ultimo libro.
“Le dimore di Dio” (Mulino) è un racconto davvero strepitoso non solo delle moltissime case che l’uomo ha costruito in onore di Dio, ma anche della tenace insistenza con cui l’ha fatto nei secoli. Templi, Chiese, Sinagoghe, Moschee. Perché tutti gli uomini e le donne, in ogni tempo, in ogni luogo, in ogni forma, hanno ripetuto questo gesto? “Escluderei sia stato Dio ad aver avuto bisogno di loro”.
Franco Cardini è un professore di storia medievale e guarda il mondo contemporaneo con distaccato buonumore.
“Può darsi che Dio troverà una dimora anche nei computer. Chi può dirlo”. Nel frattempo, ci sono i posti in cui ha dimorato già. “Il fatto che Dio sia in cielo, in terra e in ogni luogo, come dice il catechismo di Pio X, non esclude l’esistenza di spazi che Dio privilegia, posti in cui Egli si manifesta con più intensità che in altri. I luoghi citati dalle Sacre Scritture, per esempio”.
Già usare la parola Dio, in un articolo di giornale che sarà pubblicato online, mette in allarme. Non c’è Dio, scriveva Cioran, che sopravviva al sorriso dello spirito. Che è poi la specialità della rete: prendere per il culo tutto. “Ma è anche vero il contrario”, dice Cardini. “Non c’è sarcasmo, ironia e cinismo che sopravvivano al cospetto di Dio. Si può negare, rifiutare, bestemmiare, dileggiare Dio: tutto ciò fa parte della nostra nullità, mentre la sua gloria non ne viene neppure sfigurata”.
Basta una sensazione per dire che Dio è lì, presente?
Ma lei ha idea di quante cose ci siano in una sensazione?
Non capisco cosa intenda dire.
Che la maggior parte dei trattati teologici, di tutte e tre le religioni monoteiste, prendono le mosse dalle sensazioni. Perché la sensazione è ciò che si avverte nel corpo e nella mente. Non è l’oggetto, non è la presenza stessa di Dio.
Ma non le sembra, comunque, un punto di partenza effimero?
Se lei dà una martellata su un dito a un bambino, il bambino urlerà. Ma se lei gli chiede cosa ha provato, il bambino le risponderà che ha provato dolore solo se in precedenza gli ha insegnato a dare quel nome a quella sensazione. Altrimenti, non saprà cosa risponderle. Vale la stessa cosa per la presenza di Dio. Ci sono intere culture nate per decifrarla.
È roba da intellettuali?
No. Mia nonna, che era una contadina, avvertiva la presenza di Dio con più intensità di quanto non l’avverta io. Ne sono sicuro. Nella mia mente Dio è subito associato alle opere di Michelangelo, l’al di là alla cupola della Moschea blu di Istanbul. È un’immagine mediata dall’arte, dalla cultura. Un filtro tra me e questa presenza. Che, però, può essere avvertita anche senza mediazioni, direttamente.
Lei dove l’ha provata di più?
Erano i primi giorni di aprile del 2005 ed era morto Giovanni Paolo II. Io sono un cattolico normale e mi trovavo a Roma, in un albergo vicino San Pietro. Andai a dare un’occhiata alla veglia e finì che senza accorgermene passai la notte lì. Non mi apparve l’Arcangelo Gabriele. Eppure la Basilica, la folla, la preghiera, il cappuccino e il cornetto all’alba. Avvertii intensamente che Dio era lì.
Tutto qui?
Ma Dio non si può immaginare, figurarsi se si può dire. Qualsiasi tentativo di farlo è destinato al fallimento. L’unico modo di parlarne è non attribuirgli niente di speciale.
Allora perché gli uomini gli hanno dedicato le opere più straordinarie?
Prima che Dio diventasse uno, attraverso il monoteismo, la divinità era ovunque. In particolare, nei luoghi in cui si esprimeva la potenza della natura. Poi la presenza di Dio, il solo e unico Dio, comincia a manifestarsi in luoghi precisi. Il Tempio di Gerusalemme, modello successivo di tutte le Chiese e Moschee costruite nel mondo, venne edificato sulla collina del Moriah, a nord est di Sion, sul cosiddetto Monte della Dimora. Il luogo dove in precedenza Dio aveva impiantato il giardino dell’Eden.
Quindi Sinagoghe, Chiese, Moschee sono porzioni di Paradiso?
Sono certamente un modello architettonico e artistico del Paradiso.
Come si può immaginare il Paradiso se nessuno lo ha mai visto?
Immaginarlo si può eccome, tanto è vero che è stato immaginato da tutte le religioni, e questo esclude che sia inimmaginabile.
Ma può essere come lo immaginiamo?
Paolo VI, una volta, disse che chi aveva perduto un animale caro in Paradiso lo avrebbe ritrovato. Mi sono sempre chiesto come, in che forma. L’uomo immagina il Paradiso per analogia. L’ha accostato al piacere erotico, alla serenità mentale, alla sazietà fisica. Ma c’è un buco che non riusciremo mai a colmare: è come sarà tutto questo senza più il corpo. Qui finisce l’immaginazione e comincia l’inimmaginabile.
Lei crede che ci andrà in Paradiso?
Ho troppa stima di Dio per pensare che sia stato ferito dal male che ho fatto in Terra, cioè quelle tre o quattro fesserie di cui sarò chiamato a rispondere.
Se è così, allora, ci andremo tutti.
Mia nonna raccontava che una notte, durante la seconda guerra mondiale, andò in Chiesa. Era illuminata solamente dalla fiammella delle candele e, nella semi oscurità, riconobbe il profilo di un uomo che pregava. Quando l’uomo si alzò e le passò vicino vide che sulla giacca aveva le mostrine delle SS. Era un soldato nazista. E si spaventò tremendamente. Non faceva altro che raccontarlo. E raccontava che quando lo disse in famiglia, si stupirono tutti. Le dissero: ‘Ora anche i nazisti pregano?’.
E lei?
Rispose che quelli erano affari tra quell’uomo e Dio. E non saprei come rispondere meglio alla domanda che mi ha fatto su chi andrà in Paradiso.
In Chiesa, però, oggi non ci va nessuno. Nemmeno i nazisti.
E crede che questo dispiaccia a Dio?
Io volevo sapere se dispiace a lei.
Senz’altro le Chiese non sono state fatte per rimanere vuote. Le Cattedrali medievali, addirittura, erano costruite per ospitare l’intera popolazione di una certa città. Così veniva stabilita la loro grandezza. A Natale e a Pasqua si riempivano completamente.
Ma oggi che sono vuote, secondo lei, c’è ancora la presenza di Dio, o anche Dio ha smesso di essere lì?
Dio non scompare perché scompaiono gli uomini che vanno in cerca della sua presenza. Certo, là dove si avverte la presenza di Dio, l’uomo funziona come un ripetitore radio. Trasmette il segnale. Lo diffonde. Lo amplifica. Se non c’è nessuno, nessuno lo sentirà.
Ma è possibile che Dio oggi sia andato altrove?
Dove?
L’uomo non ha smesso di adorare. Idee, capi, star.
Nel Novecento, l’uomo ha avuto delle divinità politiche: la classe, la nazione, che erano dei surrogati di Dio. Oggi sono culti – se così vogliamo chiamarli – a cui manca completamente la trascendenza. Tutto rimane qui, tremendamente con i piedi per terra. Non c’è teologia, non c’è alterità.
È necessariamente un male?
Il movimento di liberazione dell’uomo da Dio è cominciato molti anni fa, direi nel 1400. Oggi si è compiuto fino in fondo. L’uomo è completamente libero. Ma assomiglia a quel criceto che sale su una ruota e corre a perdifiato, rimanendo sempre fermo nello stesso posto.
Perché?
Perché il vuoto lasciato da Dio nella vita dell’uomo è stato via via riempito dalla ricerca di una soddisfazione senza nome. L’uomo ne agguanta una, la sperimenta, ma poi ne vuole subito un’altra, e poi un’altra ancora, senza riuscire mai a essere soddisfatto.
Perché pensa che prima lo era?
Innanzitutto, cerco di pensare il meno possibile. Preferisco guardare i dati oggettivi, come mi insegnano le discipline che studio.
E i dati le dicono che prima l’uomo stava meglio?
Questo sarebbe un giudizio di valore. E non è quello il punto.
Allora qual è?
Che l’uomo si è liberato di Dio, oggi la sua libertà è assoluta. Il problema è che non sa cosa farsene. È come un marinaio che si trova, di notte, in mezzo al mare. L’acqua calma. Infinite rotte a disposizione. Ma non ha più stelle in cielo che gli diano un senso dell’orientamento.
(da Huffingtonpost)
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Novembre 28th, 2021 Riccardo Fucile
IL VIAGGIO DI FRANCESCO GIOVEDI A CIPRO E GRECIA… RIPORTERA’ CON SE’ 50 PROFUGHI CON UN CORRIDOIO UMANITARIO
Il Papa parte giovedì alla volta di Cipro e Grecia. Più tempo a Cipro che in Grecia, in verità. Perché tanti giorni dedicati all’isola divisa a metà con la Turchia? Come ama fare Francesco, è attraverso i “piccoli” che vuole dare un messaggio universale.
Il viaggio, dal 2 al 6 dicembre, è un vero pellegrinaggio alle radici dell’Europa, come ha sottolineato lo stesso Pontefice nel videomessaggio pubblicato ieri.
Un viaggio che indica la necessità più che di una ripartenza, di una vera e propria resurrezione. Secondo la mitologia della Grecia classica, dalla spuma delle acque mediterranee di Cipro emerse Afrodite, dea della bellezza e dell’amore, in sostanza dea della vita.
“A Petra tou Romiou,” un grosso scoglio, segna il suo luogo leggendario di nascita, a metà strada tra Limassol e Pathos. Paphos (patrimonio culturale mondiale dell’Unesco) , capitale di Cipro ai tempi dell’impero romano, è la città dove nel 47 dopo Cristo gli apostoli Paolo (San Paolo, proprio lui) e Barnaba, sbarcati sull’isola, convertirono il proconsole Sergius Paulus. Cosicché Cipro fu anche la prima provincia dell’Impero ad essere governata da un cristiano.
A Cipro, Paolo e Barnaba (nato lì, patrono dell’isola che in seguito evangelizzò Milano) incontrarono San Lazzaro (il fratello di Marta e Maria che era stato “svegliato” dalla morte da parte di Gesù), che si era trasferito a Cipro, il santo maggiormente venerato dai cristiani ciprioti, a cui è dedicata la più antica basilica bizantina dell’isola, ora ortodossa, a Larnaca. San Lazzaro, Lazzaro di Betania, che proprio quest’anno Papa Francesco ha associato alla memoria liturgica della sorella Marta, con quella di Maria, da celebrarsi il 29 luglio, ne fu il primo vescovo e a Larnaca è stata ritrovata la sua seconda tomba (visto che dalla prima era uscito vivo) e i suoi resti già nel 600 dopo Cristo
La storia insomma ha fatto di Cipro, un luogo di resurrezione personale e sociale, persino istituzionale. Ponte d’Europa con il Medio Oriente e Israele da una parte e l’Asia dall’altra, Cipro è segnata dalle contraddizioni. Resiste l’ultimo muro d’Europa, la Green Line che separa la parte turca da quella greca. Ma anche le contraddizioni sono destinate ad essere erose dalla storia. Quel Muro negli ultimi anni è diventato estremamente “poroso” e attraversato da migliaia di migranti che dal Medioriente anelano di raggiungere l’Europa, la ragazza così bella, che secondo la mitologia greca, fece innamorare di sé lo stesso Zeus.
Cipro e Grecia vogliono dire Mar Mediterraneo, mare nostrum, come ha ripetuto anche ieri Francesco. Un mare che in tanti dall’Africa e dall’Asia attraversano per raggiungerci e sfuggire a fame, miseria, assenza di futuro. E ancora una volta una leggenda (minoritaria) sulla sorte di San Lazzaro di Cipro ci insegna qualcosa per l’oggi. San Lazzaro di Betania non sarebbe morto a Cipro, ma con le sue sorelle sarebbe partito su una nave senza remi e senza vele approdando attraverso il Mediterraneo a Marsiglia, di cui sarebbe stato il primo vescovo, martirizzato sotto l’imperatore Nerone. Una barca senza vela e senza remi, come quella di tanti profughi di oggi. Cinquanta di loro raggiungeranno l’Italia con un corridoio umanitario voluto dal Papa, poco prima del prossimo Natale.
(da agenzie)
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Novembre 28th, 2021 Riccardo Fucile
SOLITI INSULTI A GOVERNO E GIORNALISTI
Un centinaio di persone si sono date appuntamento in piazza Duomo a Milano per
protestare contro il green pass. “La gente come noi non molla mai” e “Libertà” sono gli slogan che scandiscono il ritmo della protesta intervallata da insulti contro il premier Mario Draghi e il ministro della Salute Roberto Speranza.
La protesta è stata prontamente ‘interrotta’ dall’intervento di polizia e carabinieri che ha circondato i manifestanti e ha impedito qualsiasi possibilità di corteo. “Vergogna” è il grido che si alza all’indirizzo delle divise. Lo fa sapere l’Adnkronos.
“Nel corso del pomeriggio in cui a Milano si sono svolti un presidio preavvisato all’Arco della Pace e una manifestazione non preavvisata in piazza Duomo dalla quale circa 150 persone si sono mosse verso corso di Porta Ticinese, la Polizia di Stato ha identificato 100 persone delle quali 9 saranno denunciate per manifestazione non preavvisata, violenza privata e interruzione di servizio pubblico. Sono in corso ulteriori accertamenti nei confronti dei partecipanti alla manifestazione non preavvisata per eventuali provvedimenti dell’autorità giudiziaria e per sanzioni amministrative anche per il mancato utilizzo delle mascherine”, ha fatto sapere la Questura di Milano.
Dal vicepresidente di Confcommercio Milano, Mario Peserico, è arrivato un appello alla responsabilità: “Il diciannovesimo sabato di proteste No Green Pass nel centro di Milano ha provocato ancora disagi a cittadini e imprese. Per l’ennesima volta chiediamo che prevalga un senso di responsabilità comune per far rientrare queste proteste nel perimetro della legalità. È assurdo, infatti, che si debbano colpire l’economia e la società in una situazione ancora di forte difficoltà per il perdurare della pandemia”.
Su Telegram, dove come sempre è partito il passaparola, si prevedevano un milione di persone. A scriverlo nelle chat Zeno Molgora, il 28enne perquisito e indagato proprio per l’organizzazione delle proteste milanesi.
(da agenzie)
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