Novembre 30th, 2021 Riccardo Fucile
“SERVONO TEMPO E DATI”
“Il vaccino probabilmente non protegge dall’infezione perché abbiamo avuto dei
casi, ma forse protegge dalla terapia intensiva. Ci sono più livelli di protezione: la positività, i sintomi, il ricovero in ospedale, la rianimazione. Ma la situazione è in continua evoluzione, molto difficile da prevedere. Vedo molti colleghi fare esternazioni più o meno rassicuranti ma sono solo speculazioni. Nessuno sa con esattezza cosa accadrà. Una cosa però si può dire: quando venne scoperta la variante Delta, molte persone corsero a vaccinarsi e fecero bene. Perché più persone si vaccinano e meno possibilità ha il virus di evolvere e mutare. E quindi di continuare a diffondersi”.
Lo dice alla Stampa la vicepresidente senior di BioNTech Katalin Karikó, la scienziata che ha creato l’Rna messaggero per i vaccini contro il coronavirus, aggiungendo che per capire se il siero servirà contro la variante Omicron, “serve un numero molto ampio di dati, che ad ora non abbiamo. Lo avremo nelle prossime settimane, in un tempo anche relativamente breve”.
“Non sappiamo, per esempio – spiega la scienziata parlando anche con il Corriere della Sera – quanti dei contagiati in Sudafrica erano vaccinati, quanti di loro si sono ammalati, quanto gravemente. Se hai 1 o 2 casi, serve a poco: occorrono numeri alti. La verità è che per ora non sappiamo. Tutti guardano ai numeri dei contagi in crescita. Però sappiamo anche quante differenti varianti sono già comparse finora: un’altra sudafricana, una giapponese, l’inglese, l’indiana, la latino-americana, ce n’è stata una in California. Semplicemente, il virus evolve continuamente. Questo però non significa che per ogni variante serva un nuovo vaccino. Magari possiamo scoprire che è diminuita l’efficacia contro l’infezione, ma la protezione resta comunque molto alta contro la malattia”.
Quanto all’ok dell’Ema al vaccino ai bambini tra i 5 e gli 11 anni, la scienziata, parlando con La Stampa precisa, che “per un bambino la quantità di vaccino è ridotta rispetto a quella di un adulto, sono solo 10 microgrammi. Poi va valutata l’azione dell’mRna perché il vaccino ne rappresenta solo una piccola parte, mentre il virus è un pezzo ben più grande. Per questo serve una dose di certo per i bambini, io credo che ne serviranno due alla fine. Credo basandomi sulla mia esperienza – prosegue – che le persone davvero vogliano sapere come funziona il vaccino. I livelli di preoccupazione sono diversi: c’è chi chiede come è prodotto, come viene usato, altri vogliono sapere cosa succede a cinque anni dall’inoculazione. A tutte queste persone rispondo, con ragioni scientifiche, ma di base non sanno cosa fa un biologo molecolare. Non hanno sufficienti conoscenze per sapere se ho ragione o torto. E per questo, continueranno a credere al loro credo. È una battaglia che non vinceremo mai”.
Da Milano, dove ha ricevuto la prima laurea honoris causa in Medicina assegnata dalla Humanitas University, la Karikò ha rivolto agli studenti il consiglio di “amare il vostro lavoro”. Nel corso della cerimonia, riporta Repubblica, ai giovani che la ascoltavano ha detto di “concentrarsi su ciò che potete fare e cambiare e poi credere in voi stessi: l’ambiente circostante può essere intimidatorio, soprattutto per un giovane che si approccia al mercato del lavoro. Ma credete in ciò che fate, perché credere in se stessi è un viaggio senza fine mentre credere di fallire dura pochi giorni”. E alle ragazze: “Non dovete scegliere tra la carriera e avere dei figli, ma trovare l’uomo giusto che tiene ai vostri sogni e supporta le vostre decisioni”.
(da agenzie)
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Novembre 30th, 2021 Riccardo Fucile
E I MERCATI FINANZIARI VANNO IN ROSSO
L’amministratore delegato di Moderna Stephane Bancel ritiene che i vaccini esistenti siano molto meno efficaci contro Omicron e a suo giudizio ci vorranno mesi prima che le aziende farmaceutiche possano produrre nuovi vaccini specifici per la nuova variante. Lo ha detto il manager in un’intervista al Financial Times.
Parole che hanno immediatamente deviato in territorio negativo i mercati finanziari e anche i prezzi del petrolio sono scesi rapidamente in scia alle prospettive negative di evoluzione della pandemia. Dopo un’apertura in netto calo, Milano perde l′1,85%, Londra e Francoforte cedono rispettivamente l′1,49% e l′1,53%. Male anche Parigi, -1,53%.
Bancel ha spiegato che l’elevato numero di mutazioni di Omicron sulla proteina spike, che il virus utilizza per infettare le cellule umane, e la rapida diffusione della variante in Sudafrica, suggeriscono che i vaccini attuali potrebbero essere modificati il prossimo anno. “L’efficacia non può essere allo stesso livello avuto con la variante Delta” è il parere di molti scienziati con i quali si è consultato, in attesa di dati più certi.
Diverso parere in casa Pfizer. Secondo l’ex commissario della Fda, Scott Gottlieb, ora nel Cda della casa farmaceutica c’è invece “un ragionevole grado di fiducia nella protezione che l’attuale ciclo di vaccini può garantire con tre dosi”. Anche Joe Biden ha rassicurato sul parere dei consulenti medici del governo i quali “credono che i vaccini continueranno a fornire un grado di protezione contro la forma grave della malattia”.
Tuttavia, Bancel ha spiegato che la preoccupazione degli scienziati deriva dal fatto che 32 delle 50 mutazioni della nuova variante sono sulla proteina spike, su cui si concentrano gli attuali vaccini per rafforzare il sistema immunitario.
Finora gran parte degli esperti, ha aggiunto Bancel, pensava che una variante così altamente mutata non sarebbe emersa per uno o due anni.
(da agenzie)
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Novembre 30th, 2021 Riccardo Fucile
CACCIA AL COMPLICE DOPO L’ASSALTO ALLA FARMACIA DI CORSO VERCELLI
C’è un fermo per l’accoltellamento del brigadiere Maurizio Sabbatino, 53 anni,
intervenuto ieri sera nonostante fosse fuori servizio per disarmare due rapinatori in azione in una farmacia di corso Vercelli a Torino.
Nella notte un ragazzo di 16 anni, italiano, si è costituito al commissariato Madonna di Campagna. E’ stato sottoposto a fermo dai carabinieri: la sua fuga potrebbe essersi interrotta quando il ragazzo si è reso conto che tutta la zona era piena di posti di blocco e lampeggianti. Ora si cerca il complice.
Per il brigadiere Maurizio Sabbatino, invece, la notte è trascorsa in sala operatoria: il carabiniere è stato operato per le lesioni riportate al fegato e ai polmoni e l’operazione sembra essere riuscita. E’ stato trasferito nel reparto di rianimazione: la prognosi resta riservata, ma è giudicato fuori pericolo.
Ore difficili per la moglie e i due figli. Ieri sera accanto a loro c’era anche il comandante provinciale dell’arma, il generale Claudio Lunardo che ha voluto subito rendergli visita.
Sabbatino, che lavora nella compagnia Oltre Dora, era fuori servizio. Intorno alle 19, stava entrando nella farmacia di corso Vercelli 236, dove poco prima erano entrati due uomini con la mascherina chirurgica e uno di loro aveva tirato fuori la scacciacani. Sabbatino è intervenuto per disarmarli ma uno dei due ha estratto un coltello e lo ha colpito più volte. Quattro i fendenti, mentre i due rapinatori si guadagnavano la fuga tra le vie del quartiere Rebaudengo, con un bottino che dovrebbe essere di qualche centinaia di euro.
Al brigadiere, alla sua famiglia e all’Arma dei carabinieri è arrivata la vicinanza di tutta la Difesa. “Gli auguro una pronta guarigione”, ha dichiarato il ministro Lorenzo Guerini, rivolgendosi al Comandante generale dell’Arma, generale di corpo d’armata Teo Luzzi, e ai familiari di Sabbatino. “Nel gesto coraggioso, altruista e ispirato dal profondo senso del dovere del brigadiere – ha sottolineato il ministro – riconosco i valori espressi dall’Arma dei Carabinieri ogni giorno al servizio dei cittadini e del Paese”.
(da agenzie)
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Novembre 29th, 2021 Riccardo Fucile
I SOVRANISTI ITALIANI INSORGONO SUL NULLA: RADICI CRISTIANE DIFESE POI DA CHI? DA UNO CHE HA AVUTO DUE FIGLI DA DUE DONNE DIVERSE E ORA STA CON UNA TERZA E DA UNA CHE CONVIVE SENZA SPOSARSI (PER NON PARLARE DEL PUTTANIERE)
La sedicente destra italiana tuona in difesa delle “radici cristiane”. Matteo Salvini, Giorgia Meloni, ma anche Forza Italia con Antonio Tajani in prima fila, si scagliano contro un documento della Commissione europea che sta circolando in queste ore.
“La Commissione Europea, tramite un documento interno, considera il Natale festività poco ‘inclusiva’ – twittava ieri la presidente di Fratelli d’Italia – Nel bersaglio anche i nomi Maria e Giovanni. Il motivo? Potrebbero risultare ‘offensivi’ per i non cristiani. Ora basta, la nostra storia e la nostra identità non si cancellano”.
Poi Salvini, che ha alzato ancora il tiro: “MARIA. GIUSEPPE. VIVA IL NATALE – ha twittato il leader della Lega – Sperando che in Europa nessuno si offenda…”. E intanto Tajani e altri europarlamentari di Forza Italia annunciano un’interrogazione scritta alla Commissione Ue.
Ma di cosa tratta esattamente questo testo di cui stiamo parlando?
Il documento consiste in un aggiornamento delle linee guida per una comunicazione corretta e inclusiva, che esisteva già ma è stato rivisto recentemente e in queste ore inviato internamente agli organi dell’Unione europea.
L’obiettivo è sottolineare che “ogni persona in Ue ha il diritto di essere trattata in maniera eguale” senza riferimenti di “genere, etnia, razza, religione, disabilità e orientamento sessuale”. Insomma, nessuno vuole cancellare il Natale. Le feste devono essere indicate senza connotazioni religiose, ma in maniera generica. Da qui la protesta della destra italiana, perché nel documento si dice che è meglio dire “le festività sono stressanti”, rispetto a “il Natale è stressante”. Per il semplice fatto che nel periodo di Natale è vacanza (più o meno) per tutti, ma non una festa religiosa per tutti.
Si consiglia di “non usare nomi propri tipici di una specifica religione” e di “evitare di dare per scontato che tutti siano cristiani”. E qui sarebbe anche citato l’esempio dei nomi, Giovanni e Maria, che sono comunque riconducibili alla religione cristiana. Si chiede di non usarli per gli esempi, certo non di abolirli ovviamente.
Le raccomandazioni della Commissione europea, però, non finiscono qui: “Non usare nomi o pronomi che siano legati al genere del soggetto; mantenere un equilibrio tra generi nell’organizzazione di ogni panel; se si utilizza un contenuto audiovisivo o testimonianze, assicurarsi la diversità sia rappresentata in ogni suo aspetto; non rivolgersi alla platea con le parole ‘ladies’ o ‘gentleman’ ma utilizzare un generico ‘dear colleagues’; quando si parla di transessuali identificarli secondo la loro indicazione; non usare la parola ‘the elderly’ ma ‘older people’; parlare di persone con disabilità con riferimento prioritario alla persona”.
Insomma, sono indicazioni a tutto tondo per sviluppare un linguaggio, almeno dal punto di vista istituzionale, più inclusivo. Nessuna abolizione delle tradizioni, ma il rispetto di quelle di ognuno.
Dopo le polemiche suscitate dalla diffusione del documento, è intervenuta la stessa Commissione europea: “Non vietiamo o scoraggiamo l’uso della parola Natale, è ovvio – hanno spiegato all’Ansa fonti dell’esecutivo Ue – Celebrare il Natale e usare nomi e simboli cristiani sono parte della ricca eredità europea. Come Commissione, siamo neutrali sulle questioni delle religioni, abbiamo un costante dialogo con tutte le organizzazioni religiose e non confessionali”.
Quanto alle nuove linee guida viene chiarito: “Si tratta di un documento interno preparato ad un livello tecnico con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza di una comunicazione inclusiva”.
(da Fanpage)
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Novembre 29th, 2021 Riccardo Fucile
CONFERMATE LE TEORIE DI LUC MONTAGNIER? NO, E’ VERO L’OPPOSTO
La realtà smentisce i No vax: le varianti emergono dove non si vaccina
Riscontriamo un video di una vecchia intervista al premio Nobel No vax Luc Montagnier condiviso dalla pagina Facebook I veri patrioti.
Secondo gli admin della pagina, l’emergere della variante Omicron del Sars-Cov-2 confermerebbe le affermazioni del Virologo francese: «variante africana, si sta avverando tutto ciò che disse il Nobel Montagnier […] Per Bassetti è un rincoglionito». In realtà quanto sta succedendo smentisce le sue dichiarazioni.
Per chi ha fretta:
Storicamente le varianti Covid preoccupanti sono emerse proprio dove non si vaccinava o dove la percentuale di popolazione viene poco vaccinata.
Il fenomeno ADE non è mai stato riscontrato, né durante le sperimentazioni cliniche, né quando i vaccini sono stati distribuiti a milioni di persone.
Tutti gli esseri viventi per evolversi devono potersi riprodurre, cosa che succede soprattutto attraverso l’immunità naturale.
Analisi
Dallo spezzone di oltre due minuti possiamo trarre le seguenti principali affermazioni di Montagnier: «È un enorme errore scientifico e un errore medico. È inaccettabile. Nella storia, si farà un giorno un bilancio di tutto questo, perché è davvero la vaccinazione che ha creato le varianti. […] cosa fa il virus? O muore, o escogita una soluzione. Le nuove varianti sono effettivamente il prodotto, il risultato delle vaccinazioni».
Tutto questo si spiegherebbe col fenomeno ADE. «Antibody Depending Enhancement – continua il Virologo – che significa: gli anticorpi che favoriscono l’infezione […] È evidente che le nuove varianti sono create dalla selezione degli anticorpi prodotti dalla vaccinazione, giusto?». No, è del tutto privo di fondamento scientifico. Ma andiamo con ordine.
Cos’è il fenomeno ADE
Anche del fenomeno ADE abbiamo trattato in copiosi articoli (per cominciare qui, qui e qui). Per ADE (Antibody Dependent Enhancement), si intende letteralmente il «potenziamento anticorpale». Parliamo di una condizione paradossale dove gli anticorpi migliorano l’infettività del virus. In alcuni le stesse cellule immunitarie ne diventano i bersagli, quindi il patogeno si moltiplica al loro interno.
L’ADE è stato osservato in vitro e in vivo, in pazienti gravi affetti da dengue, coinvolgendo gli anticorpi non neutralizzanti. Oggi il vaccino contro la dengue è registrato – per la FDA – nei pazienti che hanno già avuto la malattia almeno una volta. Comprensibilmente si tratta di un genere di inconvenienti di cui occorre tener conto. I meccanismi dell’ADE sono ancora oggetto di studio e nulla di tutto questo è stato visto coi vaccini anti-Covid. Del resto gli studi clinici ne hanno tenuto conto. Tutti i presunti eventi avversi, quali il fenomeno ADE o la tempesta di citochine,(associata alle infiammazioni che caratterizzano le forme gravi di Covid-19) sono assenti in tutte le fasi di sperimentazione, che hanno coinvolto decine di migliaia di volontari, prima dell’autorizzazione da parte degli Enti regolatori (EMA, FDA o AIFA).
Circola in ambienti No vax la tesi in base alla quale il positivo vaccinato incorrerebbe nel fenomeno ADE, aiutando il virus a proliferare attraverso linfociti. Come spiegavamo in un articolo precedente, questa tesi è del tutto infondata:
«Sul fenomeno ADE si sono già espressi tantissimi immunologi in tutto il mondo – continua Gerdol – Al di là delle possibilità teoriche, se fenomeni di questo tipo avvenissero nei vaccini a mRNA, questo entrerebbe in netto contrasto tutte le pubblicazioni di altissimo livello in merito. Parliamo di vaccini che hanno superato la fase 3 di sperimentazione clinica. Per non parlare dei dati che arrivano per direttissima, dove vediamo che palesemente c’è stato un abbattimento dei parametri epidemiologici. Proprio a seguito della somministrazione del vaccino di Pfizer, di cui il personaggio fa menzione Oltre a questo c’è tutta la farmaco-vigilanza, da cui non emerge, né il fenomeno ADE, né la tempesta citochinica».
La vaccinazione ha creato le varianti?
Quello delle varianti causate dai vaccini è un tormentone No vax che abbiamo trattato più volte a Open Fact-checking. Proprio storicamente le varianti Covid emergono in contesti che confermano quel che sapevamo potesse succedere, ossia nei luoghi in cui il virus circola e si riproduce indisturbato.
La Comunità scientifica non è ancora concorde sulla definizione di essere vivente per i virus, perché non sono in grado di riprodursi autonomamente. Per esempio, un batterio come E. coli può moltiplicarsi in coltura (ed evolversi in risposta alle sostanze a cui li sottoponiamo) senza bisogno di cellule da infettare; coi virus questo è impossibile. I vaccini riducono drasticamente la probabilità che SARS-CoV-2 infetti le cellule, che gli sono indispensabili per potersi moltiplicare.
Se non si fa niente per ridurre la circolazione del virus e ci si affida alla sola immunità naturale, ecco che abbiamo popolazioni con elevata siero-prevalenza dove il virus si moltiplica aumentando le probabilità che emergano varianti preoccupanti (VOC), che potrebbero eludere le difese immunitarie e/o infettare meglio le cellule. Oltretutto vi sono altri fattori che possono aumentare queste probabilità, quando il virus circola tra persone immuno-compromesse per altre infezioni. In Sudafrica per esempio avevamo visto che vi è un’alta presenza di HIV e TBC.
Possiamo fare un bilancio «storico» che lo conferma alla luce di quel che accade nel Mondo? Effettivamente sì. Elenchiamo di seguito tutte le principali varianti Covid in relazione al contesto in cui sono emerse:
Alfa – Regno Unito: 20 settembre 2020, 0% della popolazione vaccinata
Beta – Sudafrica: 19 agosto 2020, 0% della popolazione vaccinata;
Gamma – Brasile, 11 settembre 2020, 0% della popolazione vaccinata;
Delta – India, 23 ottobre 2020, 0% della popolazione pienamente vaccinata;
Eta – Nigeria, 20 dicembre 2020, 0% della popolazione pienamente vaccinata;
Iota – New York, 23 novembre 2020, 0% della popolazione pienamente vaccinata;
Kappa – India, 1° dicembre 2020, 0% della popolazione pienamente vaccinata;
Lambda – Perù, 30 novembre 2020, 0% della popolazione pienamente vaccinata;
Mu – Colombia, 11 gennaio 2021, 0% della popolazione pienamente vaccinata;
Omicron – Botswana, 11 novembre 2021, appena il 20% della popolazione è stata pienamente vaccinata.
Come aveva spiegato recentemente a Open l’esperto di genomica comparata Marco Gerdol, «Sicuramente più del 50% delle persone in Sudafrica ha avuto la Covid-19. È così che Delta è diventata dominante in Sudafrica, come nel resto del mondo, raggiungendo praticamente il 100% della frequenza. Questa nuova variante [Omicron, Ndr], che come avete spiegato al momento resta sotto osservazione, potrebbe competere con Delta, rivelandosi molto trasmissibile».
Conclusioni
Le affermazioni di Luc Montagnier non hanno riscontro nella comunità scientifica in merito al fenomeno ADE e quello relativo alle varianti “causate da vaccino”.
Come abbiamo spesso constatato, l’aver vinto un premio Nobel non esenta dal diffondere affermazioni pseudoscientifiche.
Qualcuno ha coniato il termine «malattia dei Nobel», riferendosi alla purtroppo lunga lista di scienziati che hanno fatto affermazioni infondate a seguito dell’onorificenza, ne parlavamo qui. Montagnier ha un lungo trascorso costellato da affermazioni che nulla hanno di fondato, come nel caso dell’omeopatia.
Da Virologo dovrebbe conoscere cosa si intende davvero per fenomeno ADE e quanto poco si sa in merito, dovrebbe anche essere in grado di valutare il contesto in cui sono emerse le varianti Covid e come mai il vaccino sia preferibile all’immunità naturale.
(da Open)
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Novembre 29th, 2021 Riccardo Fucile
“RICHIESTE ASSURDE CHE COSTRINGONO NOI MEDICI DI FAMIGLIA A SOTTRARRE TEMPO AI PAZIENTI CHE AVREBBERO BEN PIU’ BISOGNO”
C’è la pandemia, la gente muore, l’unica strada per proteggere noi stessi e gli altri – in attesa di un farmaco che ancora non c’è – è quella di vaccinarsi e anche rispettare le regole. Ma purtroppo c’è una minoranza di fanatici, di disinformati e di egoisti che le sta tentando tutte pur di evitare i vaccini:
“Subissati di domande e richieste, spesso ai limiti dell’insistenza, per avere informazioni e ottenere l’esenzione dalla vaccinazione anti Covid”. È la denuncia dei medici di Medicina generale della sezione napoletana della Fimmg.
“I toni – ha spiegato Corrado Calamaro – si stanno facendo sempre più accesi. Da mesi ormai, vediamo in piattaforma regionale un certo numero di pazienti che ripetono i tamponi per evitare di doversi vaccinare; quegli stessi pazienti No vax ora stanno facendo di tutto per ottenere certificazioni di esenzione. Non è concepibile che le nostre giornate debbano essere programmate anche in funzione di queste richieste assurde che costringono noi medici di famiglia a sottrarre tempo all’assistenza di pazienti che avrebbero ben più bisogno”
In alcuni casi il diniego al certificato di esenzione ha portato a situazioni di tensione e alla ricusazione del medico. “Più ci avviciniamo al 6 dicembre, data dalla quale il tampone non sarà più un escamotage alla vaccinazione – ha concluso Calamaro – più c’è agitazione da parte di questi pazienti. Molti, sentendosi dire di no, scelgono di cambiare il proprio medico di famiglia”.
Dalla Fimmg Napoli emerge anche un’altra preoccupazione, quella per la vaccinazione anti influenzale: “Troppi pazienti – ha denunciato Luigi Sparano – hanno paura di ricevere entrante le vaccinazioni. Stiamo cercando di far comprende che l’influenza rischia di essere un gravissimo rischio, oltre che un problema in vista di una nuova ondata di Covid, ancor più possibile se si dovesse diffondere la variante sudafricana”. Il rischio, se non si riuscirà a dare una svolta alla campagna anti influenzale, è che le terapie intensive vadano in grandissimo affanno a causa del combinarsi dei due virus.
“Siamo ancora in tempo per evitare di farci travolgere – ha concluso Sparano – non possiamo permettere che tornino le chiusure e il dramma delle rianimazioni al collasso. Oggi abbiamo gli strumenti per evitare che negli ospedali ci si debba preparare ad applicare il codice nero, quello per il quale i medici sono costretti a scegliere chi salvare e chi lasciar morire”.
(da agenzie)
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Novembre 29th, 2021 Riccardo Fucile
IL SINDACO DI TRIESTE: “SONO FURIOSO, HANNO FATTO DEL MALE ALLA NOSTRA CITTA’, SONO CONTENTI ORA?”… MA TU DOV’ERI QUANDO I TUOI AMICI SOVRANISTI FOMENTAVANO I NO VAX CON LE LORO BUFALE?
Il Friuli Venezia Giulia, unica Regione in giallo nell’Italia tutta bianca, è il primo banco
di prova del Super Green pass, ovvero quello rialsciato solo col vaccino o con guarigione, una settimana prima che venga applicato in tutto il resto del Paese.
Senza questo certificato, per il momento solo in formato cartaceo, non si potrà andare allo stadio, al cinema, a teatro, né al ristorante o sedere al tavolo nei bar, non si potrà partecipare a cerimonie o feste o andare in discoteca. Esclusi dunque dalla vita sociale i non vaccinati. Nessuna limitazione, invece, nemmeno transitoria, è prevista per chi abbia avuto il Covid da meno di 6 mesi o si è vaccinato negli ultimi 12 mesi. Ma torna l’obbligo, per tutti, della mascherina, anche all’aperto.
Il Friuli Venezia Giulia sconta qualche focolaio di troppo dovuto alle proteste delle settimane scorse, e anche lo scambio con i Paesi d’oltreconfine dove – tanto in Slovenia quanto in Austria – il Covid sta dilagando.
“Nei prossimi giorni era in programma un convegno con 400 persone, per tre giorni: tutto annullato. Significa che sono saltate le prenotazioni di 400 camere d’albergo e i relativi pasti in trattorie, bar e ristoranti. Tutto buttato via per colpa di questi personaggi” dice Roberto Dipiazza, sindaco di Trieste, in un’intervista a Repubblica. Il dito è puntato contro “no vax e portuali. Mai avrei immaginato di vedere nella mia città certe scene: i lacrimogeni, gli idranti, piazza Unità d’Italia profanata da quella gentaglia. Sono furioso, perché hanno fatto del male alla nostra città. Sono contenti ora? Da oggi siamo in zona gialla”.
“Se restiamo in giallo non cambia molto. Sarà penalizzato chi non è vaccinato, ed è giusto così” dice ancora Dipiazza, ma “il problema è che rischiamo di diventare zona arancione o, ancora peggio, rossa. Quando saremo costretti a chiudere tutte le attività sotto Natale, forse i no vax saranno contenti”. Sulla situazione della città, il sindaco spiega: “Gli analisti prevedono un picco tra il 5 e il 6 dicembre, poi dovremmo iniziare a calare. La situazione tuttavia è preoccupante. I triestini sono arrabbiati come me e non potrebbe essere altrimenti se ripensiamo ai materassi stesi in piazza Unità d’Italia. Quella era tutta gente da fuori. Hanno creato danni economici, hanno contribuito a diffondere l’infezione”.
(da agenzie)
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Novembre 29th, 2021 Riccardo Fucile
FOLLIA NEGAZIONISTA
Johann Biacsics, uno dei più ostinati e convinti No Vax austriaci, è morto dopo aver contratto il Covid-19.
Come racconta il quotidiano Die Zeit l’uom è stato accompagnato dai familiari all’ospedale di Vienna all’inizio di novembre in condizioni già severe, con gravi difficoltà respiratorie causate dall’infezione da coronavirus. Biacsics – esponente di spicco del movimento dei cosiddetti “pensatori laterali” – dopo aver rifiutato in precedenza il vaccino ha ripetutamente detto “no” anche alle cure che i dottori gli avevano proposto: il 65enne, infatti, si era convinto di essere già guarito dal Covid nonostante un tampone molecolare avesse dato un esito completamente diverso e fosse positivo.
L’attivista No Vax ha insistito per essere riportato a casa e lì ha deciso di “curarsi” – per modo di dire – con una soluzione a base di candeggina, una sostanza presentata come cura miracolosa contro il Covid-19 e di gran voga tra scettici, negazionisti e cultori delle terapie alternative e domiciliari in Austria. A propagandarne l’uso – al grandi quantità e tramite un clistere – è da mesi il medico e giornalista Christoph Specht. La scelta di non affidarsi ai dottori e al metodo scientifico si è però rivelata ben presto sbagliatissima perché nel giro di alcuni giorni il 65enne è morto. Poco prima i suoi familiari hanno chiamato un’ambulanza, ma quando i soccorritori sono arrivati a casa dell’uomo era ormai troppo tardi.
Johann Biacsics era noto tra i No Vax austriaci per i suoi libri, articoli e video di YouTube sul tema dell’autoguarigione.
Il 65enne era convinto che la medicina alternativa potesse curare anche malattie gravi come il cancro. Due settimane prima della sua morte, Biacsics ha preso parte a diverse manifestazioni contro le chiusure organizzate a Vienna, diffondendo fake news e teorie del complotto. “Ci sono principalmente persone vaccinate nelle unità di terapia intensiva. Il 67 percento è vaccinato”, disse Biacsics ai giornalisti televisivi presenti. Quando i cronisti lo corressero, aggiunse di avere “informazioni privilegiate”.
(da FanPage)
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Novembre 29th, 2021 Riccardo Fucile
DENUNCIATO PER NON AVER RISPETTATO LA QUARANTENA
Da Pescara a Pordenone, positivo al covid, per partecipare a una manifestazione di
no-vax insieme alla moglie. I protagonisti della vicenda sono due coniugi medici, giunti in auto in Friuli e “traditi” dall’errore di aver prenotato una camera d’albergo: l’uomo è stato denunciato dagli agenti della Questura di Pordenone e invitato a raggiungere la sua abitazione per proseguire la quarantena, la donna se l’è cavata perché si è negativizzata.
Gli agenti della Squadra Volante hanno effettuato il controllo nell’albergo scelto dalla coppia, riscontrando che entrambi erano giunti a Pordenone domenica 28 novembre per partecipare alla manifestazione No Vax svoltasi al Parco San Valentino.
Dagli accertamenti è risultato che, mentre la donna si era negativizzata al Covid-19, il marito, di 70 anni, invece risultava ancora positivo, e stava quindi violando lo stato di quarantena indicato nella propria abitazione in Abruzzo.
L’uomo è stato indagato in stato di libertà, la polizia ha inoltre intimato a entrambi di fare immediato rientro nella propria dimora senza effettuare soste, per ripristinare la quarantena. La struttura ricettiva sanificherà la camera occupata dalla coppia.
Il Friuli Venezia Giulia da questa mattina è a prima regione italiana a tornare in zona gialla. La principale disposizione visibile prevede l’obbligo di indossare la mascherina all’aperto e in presenza di altre. Inoltre, in regione sarà già valido il nuovo “Green pass rafforzato” che è destinato a chi è vaccinato o guarito e il cui possesso, per motivi di adeguamento tecnologico, potrà essere dimostrato fino al 5 dicembre 2021 solo esibendo il modello cartaceo. Ieri, 28 novembre, in Friuli Venezia Giulia sono stati registrati 478 nuovi contagi, con una percentuale di positività del 9,51%, e 7 decessi. Le persone ricoverate in terapia intensiva sono 27, mentre i pazienti in altri reparti sono 276. Dai dati Agenas del 28 novembre il tasso di occupazione in terapia intensiva nella regione è del 15% e in area non critica del 22%.
(da agenzie)
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