Novembre 29th, 2021 Riccardo Fucile
“IO E MIO MARITO ABBIAMO IL VIRUS”
La vicequestora Nunzia Schilirò, uno dei leader del movimento no green pass, è risultata positiva al Covid.
Ad annunciarlo è lei stessa in un video diffuso su Telegram precisando che anche il marito è stato contagiato: “Cari amici, voglio darvi io la notizia e voglio evitare strumentalizzazioni. Io e mio marito abbiamo preso il Covid, dove, da chi e chi lo ha preso per primo non lo so. Abbiamo avuto i sintomi tipici del virus. Febbre alta, tosse, dolori e perdita dell’olfatto”.
Ha tenuto poi a precisare: “Ora stiamo bene, quando sarò guarita e non sarò più pericolosa tornerò alla mia battaglia”.
L’idolo ormai del movimento No Green pass è infatti pronta a ritorna a protestare nelle manifestazioni, tra gli ultimi cortei a cui aveva preso parte anche quello di sole donne a Firenze. Dal palco aveva proposto di fermarsi per 10 giorni e “di dire no alla tessera verde, rifiutiamola”.
Nel suo video lanciato ora sui social ha voluto precisa anche che “le terapie possono essere un’arma per tramutare una malattia che non può essere tragica in una situazione totalmente affrontabile, se la persona contagiata è in salute”.
La vice questora nei giorni scorsi era stata nominata dirigente sindacale: Nunzia Schilirò aveva trovato uno “stratagemma” insieme al sindacato di Polizia diventando dirigente nazionale per le Pari Opportunità Cosap, così da poter continuare a manifestare senza dover chiedere autorizzazione ai suoi superiori.
Una posizione che però non la sottrarrà dall’azione disciplinare avviata nei suoi confronti da parte del Viminale, ma che in futuro le permetterà di esprimersi pubblicamente senza dover chiedere autorizzazioni ai suoi superiori.
Green Pass che la poliziotta ha più volte definito “Marchio della discriminazione” e in diverse occasioni ha ribadito di essere pronta a togliersi la divisa, pur di portare avanti la sua battaglia. Gesti e affermazioni subito giudicate gravissime dalla ministra dell’Interno Luciana Lamorgese
(da Fanpage)
argomento: Politica | Commenta »
Novembre 29th, 2021 Riccardo Fucile
E’ UN RISTORATORE DI ANCONA IL SOGGETTO CHE PENSA CHE MOLESTARE UNA RAGAZZA CHE LAVORA SIA UN ATTO GOLIARDICO…MA VERGOGNATI E TACI CHE NE GUADAGNI
“Ho fatto quel gesto in un momento di stizza e per goliardia”. Si giustifica così il
tifoso della Fiorentina che dopo il triplice fischio della gara persa dalla viola sul campo dell’Empoli, ha molestato la giornalista di Toscana TV, Greta Beccaglia, appostata all’esterno del settore dello stadio ‘Castellani’ occupato dal pubblico di Firenze.
La donna era lì per raccogliere gli umori del popolo viola dopo la cocente sconfitta da parte della squadra di Vincenzo Italiano. Proprio in quel momento però, ha subito uno schiaffo sul sedere dal tifoso che fatto immediatamente indignare tutti e che ha portato la giornalista ad effettuare subito una denuncia.
La polizia di Empoli lo ha identificato incrociando il video della diretta di sabato sera all’esterno dello stadio ‘Castellani’ con altre immagini. La persona in questione ora ha un volto e un nome (non ancora reso pubblico), ma al Corriere Fiorentino l’uomo ha voluto precisare: “Non è assolutamente un atto di sessismo – ha raccontato – Avevamo perso e ho fatto quel gesto in un momento di stizza e per goliardia. Non avrei mai pensato a tutto quello che sta succedendo”. Il tifoso della Fiorentina ha poi aggiunto: “Il mio avvocato sta cercando l’avvocato della giornalista: voglio farle le scuse ufficiali”.
L’uomo è poi intervenuto anche ai microfoni della Zanzara su Radio 24, negando di aver sputato prima di palpeggiare la giornalista: “Ho chiesto scusa e ci mancherebbe. Non volevo parlare con nessuno, solo andare alla mia macchina. Ho sbagliato, voglio incontrarla, quando lei vorrà. Lo sputo sulla mano? Stavo tossendo e sono passato. E’ uno sbaglio, non è scattato niente. A casa mi hanno detto ‘come ti è venuto in mente?!?’, me l’ha detto anche la mia compagna. Sanno che non sono questa persona cattiva, stiamo passando tutti i dispiaceri possibili del mondo. Non sto bene, guardate dove è finita questa cosa per uno sbaglio. Uno lavora una vita, crea una vita e poi guardate cosa succede”.
Intanto il ‘Giornale di Vicenza’ ha sottolineato come l’uomo in questione sia un 45enne residente in provincia di Ancona. L’accusa nei suoi confronti sarebbe quella di violenza sessuale.
Non è escluso che altri tifosi che hanno molestato Greta Beccaglia possano essere indagati. “Da qui a poco sarà emesso un provvedimento di Daspo nei confronti di un uomo, identificato come quello che si è reso responsabile di quei gesti insopportabili, dì cui si conoscono ora le generalità”. È stato questo invece il commento del sottosegretario all’Interno, Carlo Sibilia, che ha voluto anche esprimere tutta la propria solidarietà alla giornalista.
(da Fanpage)
argomento: Politica | Commenta »
Novembre 29th, 2021 Riccardo Fucile
SI PENTONO SOLO QUANDO VENGONO IDENTIFICATI… LA REPLICA DI GRETA: “LE SCUSE NON BASTANO, LA GIUSTIZIA FACCIA IL SUO CORSO”… SOSPESO IL CONDUTTORE CHE AVEVA DETTO “NON TE LA PRENDERE”
Identificato il tifoso che sabato 27 novembre ha molestato in diretta tv la giornalista Greta Beccaglia, impegnata in una diretta con lo studio di Toscana Tv al termine di Empoli-Fiorentina.
L’uomo, secondo i poliziotti del commissariato di Empoli, è un tifoso della Fiorentina. A questa conclusione gli agenti sono arrivati incrociando il video della molestia cone quelli delle telecamere di sorveglianza dello stadio e i dati di entrata e uscita dai tornelli dell’impianto.
Il tifoso, che ha 45 anni e abita a Ancona, ha detto alle telecamere delle Iene: “Mi scuso per il gesto, non so bene che cosa mi sia preso in quel momento. Non riesco a spiegarlo, adesso vorrei contattare la giornalista per chiederle scusa”.
Ha chiesto scusa anche il conduttore del programma di Toscana Tv Giorgio Micheletti che aveva detto in diretta alla giornalista: “Vai avanti, non te la prendere”: l’emittente televisiva ha deciso di “concedergli l’opportunità di un momento di riflessione e di pausa professionale nella conduzione del format “A tut5to Gol” al fine di chiarire il coinvolgimento dei fatti riservandoci di valutare eventuali provvedimenti disciplinari”.
Beccaglia, mentre stava conducendo il suo collegamento tv, era stata colpita da uno schiaffo violento sul sedere. Ha reagito subito, ma il tifoso che usciva dallo stadio, da un settore in cui c’erano i tifosi viola, è scappato. I poliziotti ora lo hanno identificato, ma per procedere oltre aspettavano la denuncia della giornalista. Che è arrivata in mattinata: la giornalista nella denuncia ha ripercorso quanto accaduto nel tardo pomeriggio dopo la fine della partita tra Empoli e Fiorentina (2-1).
Quando ha saputo che il suo aggressore ha detto di volerle chiedere scusa, la giornalista di Toscana Tv ha replicato: “Se si scusa, quell’uomo fa il minimo indispensabile. Ma le scuse in questi casi non bastano. La giustizia deve fare il suo corso e stabilire che quel gesto vergognoso è sbagliato” ha detto a Rainews, per poi proseguire: “Grazie alle telecamere è stato possibile identificare l’autore di questo gesto molto brutto – ha detto la giornalista – Ho cercato di reagire lì per lì in modo educato a un gesto inaccettabile. Quando ho ricevuto lo schiaffo sul sedere ho sentito molto dolore ma ho voluto continuare la diretta per dare un messaggio positivo ai telespettatori”
“Ciò che mi ha amareggiato – ha aggiunto Greta Beccaglia – è stato poi l’atteggiamento di altri tifosi che mi hanno detto cose non certo carine e mi ha fatto paura l’ndifferenza intorno a me. Nessuno è intervenuto per condannare il gesto, anzi un altro tifoso si è avvicinato e mi ha sfiorato. La denuncia che ho fatto è per la dignità di tutte le donne”.
La giornalista è stata invitata al Franchi dal presidente della Fiorentina Rocco Commisso per la gara di martedì 30 settembre tra i viola e la Sampdoria. Un gesto voluto dal numero uno viola per mostrare a Beccaglia la vicinanza del club e ribadire la solidarietà della Fiorentina dopo quanto accaduto pochi giorni fa.
(da agenzie)
argomento: Politica | Commenta »
Novembre 29th, 2021 Riccardo Fucile
ORA ISRAELE CONSEGNI QUEL FANATICO ALLA GIUSTIZIA ITALIANA PER RISPONDERE DEL RAPIMENTO DEL PICCOLO
Cade nel vuoto l’ultimo appello presentato da Shmuel Peleg, nonno di Eitan Biran: la
Corte suprema di Tel Aviv ha respinto il ricorso della famiglia materna stabilendo che il bimbo di sei anni dovrà tornare a vivere con la zia paterna, Aya Biran, residente in provincia di Pavia.
Nell’ultima sentenza emessa oggi, 29 novembre, la magistratura israeliana ha tenuto conto del fatto che il minore «ha vissuto in Italia quasi tutta la sua vita» e quindi non lo si può allontanare «dalla sua residenza abituale».
Peleg, secondo i giudici, non ha poi «fornito una motivazione valida per cui il ritorno in Italia possa provocare al piccolo un danno psichico o fisico».
Il rientro di Eitan in Italia è previsto entro il giorno 12 dicembre: a darne notizia è Gadi Solomon, portavoce della famiglia materna dell’unico sopravvissuto alla strage del Mottarone.
Duro il commento dei Peleg, che accusano direttamente le autorità israeliane: «Lo Stato d’Israele ha rinunciato a un bimbo ebreo indifeso e un cittadino israeliano senza che la sua voce venisse ascoltata, lasciandolo in terra straniera, lontano dalle sue radici, dalla sua amata famiglia e dal posto dove sono sepolti i suoi genitori e il fratello».
C’è invece un senso di liberazione nelle dichiarazioni dei Biran, arrivate dopo il pronunciamento della magistratura, la quale ha preso una decisione «legalmente, moralmente e umanamente corretta».
Shmuel Moran e Avi Chimi, legali della famiglia paterna, aggiungono: «Sebbene sia un sospiro di sollievo, è la fine di un episodio sfortunato, e per lo più dannoso e inutile per il piccolo Eitan che potrà ora tornare alla sua famiglia in Italia, compresi i suoi nonni, i genitori del suo defunto padre, e a tutte le strutture da cui è stato tolto: mediche, psicologiche ed educative. Speriamo che ora – dicono in riferimento ai Peleg -, in considerazione delle loro azioni e delle conseguenze penali delle loro azioni, sapranno fermare le battaglie legali».
(da agenzie)
argomento: Politica | Commenta »
Novembre 29th, 2021 Riccardo Fucile
DA TRE ANNI CONVIVE CON LA SUA COMPAGNA: “SPERO DI ESSERE D’AIUTO AD ALTRE”
Ancora non è certa la sua presenza tra le venti finaliste di Miss Italia, ma Giulia Talia, 24enne romana, è già nella storia della competizione per un motivo diverso: è la prima omosessuale dichiarata a concorrere.
Nel 2020 ha vinto “Miss Cinema Roma”, oggi è alle prefinali della kermesse ed è lei stessa a spiegare con serenità la sua relazione in un video pubblicato sul suo profilo Instagram: “Grazie alla mia famiglia e ai miei amici oggi riesco a parlare senza timore della mia relazione con una donna. Oggi ho un grado di consapevolezza personale che mi ha fatto capire che non si può percorrere la propria vita rincorrendo l’accettazione di chi non lo farà mai. Con l’opportunità di Miss Italia spero di essere d’aiuto facendo arrivare questo messaggio anche a chi è anche lontano da me”.
Da quasi tre anni convive con la sua compagna, e recentemente hanno anche adottato un cane. “Ci siamo conosciute in un locale con amici – racconta Giulia – un mese dopo eravamo a Santorini per un week end e sette mesi dopo convivevamo”.
Talia, una laurea in Scenografia e un tirocinio in corso in uno studio di architettura, vicina a conseguire l’abilitazione in interior design, spiega che la scoperta della sua identità sessuale è stata graduale: “Penso di aver avuto questa consapevolezza da sempre, ma ero relegata in un angolino, inquadrata come una curiosità. Sono stata fidanzata a lungo con Andrea, che ha conosciuto i miei genitori. Poi al primo anno di università mi sono accorta che gli sguardi delle ragazze mi emozionavano di più. E allora mi sono lasciata andare”.
La mattina fa tirocinio, e la sera lavora in un pub: “Nel locale sanno tutto di me e conoscono Barbara, nello studio no. Avevo paura di essere giudicata, poi ho capito che siamo tutti diversi e che ci sarà sempre qualcuno per il quale non va bene. Tanto vale vivere la vita come si vuole”.
(da agenzie)
argomento: Politica | Commenta »
Novembre 29th, 2021 Riccardo Fucile
SIAMO DONNE E SIAMO PROFESSIONISTE, DEVE PREVALERE IL MERITO
Non te la prendere se ti umiliano e molestano mentre stai lavorando. Sembra questo
il messaggio che emerge osservando quando accaduto all’inviata di Toscana TV, Greta Beccaglia. Tutto si è svolto in diretta. La giornalista al termine della partita Empoli-Fiorentina si è recata allo stadio per raccogliere impressioni e commenti dei tifosi, per testimoniare le loro reazioni a caldo. Ma in risposta alle sue domande ha ottenuto insulti sessisti e palpeggiamenti.
Il giornalismo sportivo è uno di quei settori lavorativi dove il maschilismo è ancora molto presente. Le generalizzazioni lasciano il tempo che trovano: ogni luogo di lavoro è fatto di persone e sono loro a fare la differenza, tutto sta alla sensibilità di chi si incontra sul proprio cammino.
Ma innegabilmente esistono dei retaggi culturali che non sono ancora stati abbattuti del tutto. Riguarda il mondo del calcio così come la politica o la ricerca scientifica. Sono ambienti che ci hanno insegnato a guardare come ‘roba da maschi’ e dove, per questo motivo, una presenza femminile risulta ‘strana’. Una donna che scende in campo come arbitro o che dirige una multinazionale, che va nello spazio o che ha in mano le sorti di un Paese, viene da alcuni ancora percepita come fuori posto. Semplicemente perché quel posto è stato per decenni occupato solo da uomini. Ma le donne quei settori da cui sono sempre state escluse se li stanno prendendo. È questione di parità di genere, perché i meriti, le capacità, le abilità professionali, le inclinazioni non hanno sesso: non c’è nulla che una donna non possa o non sappia fare per il solo fatto di essere donna.
Nel 2021 è inaccettabile che una donna venga umiliata come persona e come professionista. Ciò che ha subito l’inviata di Toscana TV è ignobile, lo sarebbe certamente stato anche se la stessa cosa fosse accaduta a un uomo. Ma un uomo non viene palpeggiato durante una diretta tv, invece se succede a una donna è solo una bravata.
Sminuire un fenomeno come questo è gravissimo, perché si contribuisce a far sì che si ripeta ancora. Per ogni uomo che si sente in diritto di toccare il sedere di una donna per strada, ancor di più se in quel momento tra l’altro sta svolgendo la sua professione, ce ne sono cento dietro che sghignazzano e applaudono, che gli danno manforte. Non era un manichino, quello fuori allo stadio di Empoli, non era un pupazzo né una bambola: era una donna sul posto di lavoro.
(da Fanpage)
argomento: Politica | Commenta »
Novembre 29th, 2021 Riccardo Fucile
IL PRESIDENTE DELLA FIORENTINA CHIAMA LA GIORNALISTA E LA INVITA IN TRIBUNA D’ONORE PER DOMANI
Sarebbe un 45enne residente in provincia di Ancona, secondo quanto si appreso, l’uomo identificato dalla polizia come l’autore delle molestie in diretta alla giornalista di Toscana Tv Greta Beccaglia, avvenute durante una trasmissione sportiva dopo la partita Empoli-Fiorentina di sabato scorso.
L’uomo, tifoso della Fiorentina, è stato individuato dagli agenti del commissariato di Empoli, che si sono avvalsi, tra l’altro, delle immagini riprese dalla stessa emittente e di quelle dell’impianto sportivo. Le telecamere hanno permesso di riprenderlo nel passaggio ai tornelli di uscita dallo stadio Castellani.
La giornalista ha denunciato ad un commissariato di polizia quanto subito. Subito dopo il commissariato di Empoli, nelle scorse ore, avrebbe identificato l’autore del gesto. Nel frattempo l’Associazione stampa toscana ed il gruppo Toscana giornalisti sportivi sono pronti a costituirsi parte civile, mentre il presidente della Fiorentina, Rocco Commisso, ha invitato Greta Beccaglia domani in tribuna autorità al Franchi.
“Sono psicologicamente provata – ha detto a La Stampa la Beccaglia -, la notte scorsa non ho quasi chiuso occhio. Se nel 2021 continuano a esserci episodi del genere, significa che tante persone devono ancora capire molte cose. È inaccettabile, nessuno può permettersi di alzare le mani in questo modo, è intollerabile. Conosco tanti tifosi che mi hanno sempre rispettato ma ci sono anche soggetti di questo tipo. Tra l’altro, proprio nella giornata calcistica che si è da poco conclusa, il mondo del pallone si è mobilitato contro la violenza alla donne: i giocatori vengono spesso presi come punto di riferimento dai tifosi, ma in questo caso occorre evidentemente ancora lavorare parecchio e in profondità”.
(da agenzie)
argomento: Politica | Commenta »
Novembre 29th, 2021 Riccardo Fucile
COSA SAREBBE SUCCESSO SE LA GIORNALISTA FOSSE STATA SCIPPATA IN DIRETTA TV?
Se la giornalista Greta Beccaglia fosse stata scippata in diretta tv, al termine della
partita Empoli-Fiorentina, le tante persone presenti cosa avrebbero fatto? Facciamo un conto approssimativo: su dieci, cinque avrebbero urlato “Ehi, che ca**o stai facendo?”; due si sarebbero messi a inseguire lo scippatore; uno avrebbe ripreso la scena col telefonino; due avrebbero fatto finta di niente.
Certo il giornalista anziano in studio, in collegamento con Beccaglia, avrebbe detto qualcosa del tipo: “Ma è pazzesco, chiama subito la polizia, per fortuna abbiamo il viso dello scippatore in video”. Poi si sarebbe rivolto agli spettatori di “A tutto gol” per commentare: “Inconcepibile, avete visto cosa è accaduto, siamo indignati per l’impudenza di questo gesto in diretta”, e roba del genere.
Ma la giornalista Greta Beccaglia non è stata scippata. È stata “soltanto” molestata in diretta tv: un tizio è passato e al volo l’ha palpeggiata, come se fosse la cosa più ovvia e naturale del mondo. E possiamo farlo subito, il conto approssimativo delle reazioni dei presenti: su dieci, sapete quanti hanno urlato, o inseguito il molestatore? Zero. E l’anziano collega da studio, invece di urlare a sua volta e manifestare il suo sconcerto, a lei e agli spettatori, ha ripetuto a Beccaglia: “Non te la prendere, dai, non te la prendere”.
Tanto che la giornalista, che pure aveva cercato di dire al molestatore “Ehi, non puoi fare questo” (e nel frattempo erano passati altri due bei soggetti che non si capisce cosa le avessero detto, ma a occhio non erano commenti calcistici), continua a fare il suo lavoro. Sola.
Calcisticamente, questo sarebbe uno schema. Il solito schema. Chiamiamolo “catenaccio”: tutti i maschi presenti (fuori dallo stadio e dentro lo studio tv) compatti – come un sol uomo, verrebbe da dire – a ignorare quel gesto, non considerarlo, normalizzarlo. L’unica donna, la vittima, da sola. A dover continuare anche lei, come se niente fosse accaduto, perché le è stato chiaramente fatto comprendere che “non è accaduto niente”. Più o meno come negli ultimi diecimila anni: a tutto catenaccio.
E invece quello che pensavamo – che ingenue, noi donne, e che ingenui con noi pure quei maschi che si sarebbero indignati come noi (perché ci sono: il maschilismo è una piaga per femmine e maschi assieme, da combattere assieme, e non lo combattono soltanto le donne) – era che, in questi casi, non dovrebbe scattare uno schema ma un sistema. Quello che scatta con immediatezza appena viene commesso un reato, appena si percepisce una violenza, un sopruso che qualcuno ha commesso su qualcun altro. Indignazione-reazione.
Inseguire il colpevole, marcarlo a uomo, e sostenere la vittima. Magari non tutti avrebbero inseguito uno scippatore, o un feritore, ma tutti si sarebbero resi conto di aver assistito a un sopruso e a una violenza. E a nessuno sarebbe venuto in mente di dire “Eh, non prendertela” (che, per inciso, è una frase che si può dire a qualcuno a cui hanno soffiato un parcheggio, non a qualcuna che è stata molestata pubblicamente e pure in diretta tv).
Quindi sì, care tutte e cari tutti (ma sappiamo di non poter davvero dire “tutti”), c’è da lavorare assai, e rifarli completamente, questi schemi e sistemi. E chi dice che nella nostra società “ormai” non esistono significative dissimmetrie e ingiustizie sessiste abbia la decenza di tacere. E di non prendersela.
(da agenzie)
argomento: Politica | Commenta »
Novembre 29th, 2021 Riccardo Fucile
“NERO DI MERDA” E LA SQUADRA SE NE VA PER SOLIDARIETA’ CON IL VENTENNE ARRIVATO A LAMPEDUSA CINQUE ANNI FA CON UN BARCONE
Episodio di razzismo nel calcio, questa volta su un campo di periferia di Bologna, nel campionato di Terza Categoria, girone A.
A riportarlo è il quotidiano ‘il Resto del Carlino’, che racconta l’uscita dal campo del Saragozza, che ospitava il Real Basca a seguito di un’offesa che sarebbe stata rivolta ad un avversario a un calciatore dello stesso Saragozza.
Secondo la ricostruzione, il fatto è avvenuto nel secondo tempo, quando un giocatore del Real Basca ha rivolto un’offesa a sfondo razziale -‘nero di m…”- a un avversario, scoppiato poi in lacrime.
L’arbitro non ha sentito e preso provvedimenti e il Saragozza ha deciso di lasciare il campo a 20’ dalla fine per solidarietà nei confronti del compagno.
Si attende ora la decisione del giudice sportivo sull’accaduto.
((da agenzie)
argomento: Politica | Commenta »