Luglio 11th, 2025 Riccardo Fucile
CONFINDUSTRIA STIMA UNA PERDITA DI 20 MILIARDI PER L’INDUSTRIA ITALIANA E DI MEZZO PUNTO PERCENTUALE DI PIL ENTRO IL 2026. A PAGARE IL PREZZO PIÙ ALTO SARANNO I SETTORI DEI MACCHINARI, DALL’AUTOMOTIVE E DALLA FARMACEUTICA
“Siamo preoccupati ovviamente del tema dei dazi: è ovvio che anche il 10% ci
preoccupa, perché sommandolo con la svalutazione del dollaro per l’impresa italiana è comunque un peso importante”, avverte il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, dal settimo forum bilaterale con gli industriali francesi di Medef.
“Dobbiamo fare un’analisi dettagliata – avverte – perché ci saranno settori che riusciranno comunque ad essere performanti ed a continuare a vendere i propri prodotti verso gli Stati Uniti ma dobbiamo mettere in atto, comunque, per alcuni settori, politiche di sostegno per poter fare in modo che anche quei settori che saranno in difficoltà possano essere competitivi”.
Dazi al 10%, considerati il possibile punto di caduta della trattativa tra Bruxelles e Washington, sommati agli effetti della svalutazione del dollaro, comporterebbero una perdita di 20 miliardi per l’industria italiana e di mezzo punto percentuale di Pil entro il 2026.
Il settore che rischia di pagare il prezzo più alto è quello dei macchinari e degli impianti che potrebbe perdere 3,3 miliardi di euro, seguito dall’automotive (-1,7 miliardi), dai metalli di base (-1,6 miliardi) e dalla farmaceutica (quasi -1,5 miliardi). Mentre per l’industria alimentare la perdita stimata è di 1,4 miliardi, a cui si aggiungono altri 841 milioni in meno per quella delle bevande.
A fotografare la situazione è una stima del Centro studi di Confindustria, che tiene conto di un deprezzamento del dollaro sull’euro del 10% a inizio luglio rispetto alla media 2024 e
dell’effetto delle tariffe già in essere: 50% su acciaio e alluminio, 25% su auto e componenti e 10% sugli altri prodotti.
La contrazione dell’export avrebbe ricadute anche sulla produzione. Per l’industria italiana dell’auto, già in difficoltà per la transizione all’elettrico e l’avanzata dei concorrenti cinesi, a fronte di una contrazione dell’export del 7,1% per effetto dei dazi e del dollaro debole, si stima un’ulteriore calo della produzione del 4,2%.
«L’export è la locomotiva italiana. Su un saldo commerciale con gli Stati Uniti, che lo scorso anno si è attestato sui 39 miliardi di euro, una perdita di 20 miliardi rischia di avere un pesante contraccolpo», avverte Lucia Aleotti, vicepresidente di Confindustria.
(da agenzie)
argomento: Politica | Commenta »
Luglio 11th, 2025 Riccardo Fucile
LA RAPPRESENTANTE ONU PER I DIRITTIUMANI: “VOGLIONO SILENZIARMI, MA NON CI RIUSCIRANNO”
Francesca Albanese continuerà a fare il suo lavoro «con la schiena dritta». Chiedendo il coinvolgimento della Corte penale internazionale sul «genocidio» a Gaza. Anche se vogliono intimidarla con metodi mafiosi. La Special Rapporteur del Consiglio Onu per i diritti umani sulla situazione nei Territori occupati ha ricevuto sanzioni dal segretario di Stato americano Marco Rubio. E risponde oggi in un’intervista a Repubblica: «Sono state ammazzate 60mila persone a Gaza, fra cui 18mila bambini. La notizia non sono io, ma il tentativo di silenziare le denunce di genocidio. Questa è solo l’ultima mossa disgraziata degli Stati Uniti dopo il mio ultimo rapporto».
L’ultimo rapporto
Albanese denuncia che «la guerra non si ferma per le ambizioni territoriali di Israele, sostenute dalle compagnie impegnate nei settori degli armamenti, sorveglianza, tecnologia, intelligenza artificiale, che si stanno arricchendo. E queste armi le stiamo comprando noi. Poi c’è il sistema creditizio, bancario, i fondi pensione, che hanno garantito il flusso costante di capitali necessario a finanziare le operazioni».
A Rubio, che la accusa di ignorare, il 7 ottobre, Albanese
replica: «Ho scritto sei rapporti per l’Onu, facendo sempre riferimento alla necessità di investigare i crimini commessi. Mi riferisco alla detenzione arbitraria, al trattamento dei minori, al genocidio, chiedendo che la Corte penale internazionale accerti le responsabilità. Ma gli Usa in questo momento sono un paese allergico alla giustizia. Quindi impongono sanzioni contro la Corte, o chiunque cerchi di applicare la legge, usando tecniche intimidatorie reminiscenti della mafia. È il potere economico e politico che cerca di silenziare chi lo critica, dopo averlo ridicolizzato e diffamato. Denuncio questo sistema, che funziona solo se la gente si lascia impaurire e dividere».
Le sanzioni
Albanese dice che le sanzioni su di lei non avranno effetti «sul piano psicologico. Su quello pratico chiaramente mi complicheranno molto la vita, ma io sono una privilegiata
occidentale, tecnicamente protetta dall’immunità diplomatica dell’Onu, mentre la gente a Gaza muore di fame, di stenti o sotto le bombe. Continuerò a fare il mio lavoro con la schiena dritta». E sulla tregua: «L’unico passo positivo possibile sarebbe applicare il diritto internazionale, costruito dopo la Seconda guerra mondiale e l’Olocausto. Israele non ha il diritto di decidere cosa accade nei Territori palestinesi, di cui è la potenza occupante illegittima. Non si tratta con le persone accusate di crimini di guerra e contro l’umanità. Netanyahu merita di essere giudicato all’Aia».
(da agenzie)
argomento: Politica | Commenta »
Luglio 11th, 2025 Riccardo Fucile
L’ENNESIMA STRAGE OPERATA DAI TERRORISTI ISRAELIANI AL COMANDO DEL CRIMINALE NETANYAHU
Un attacco israeliano ha ucciso almeno 15 persone, tra cui donne e bambini, che si
trovavano all’esterno di un centro sanitario nella città di Deir Al Balah, nel centro della Striscia di Gaza. L’ennesima strage a Gaza si è verificata ieri, giovedì 10 luglio, a darne notizia personale medico e funzionari locali. Secondo fonti mediche, i bambini uccisi sono almeno 8: il più piccolo aveva due anni e il più grande 14.
Il ministero della Salute di Gaza ha reso noto che le bombe hanno colpito un centro medico che distribuisce latte in polvere per bambini. Ci sono dei video del brutale attacco: si vedono bambini feriti, a terra sul pavimento, insanguinati.
Le testimonianze: “Tutto si è trasformato in sangue e urla”
L’organizzazione umanitaria statunitense che gestisce la clinica teatro dell’attacco da parte sua ha affermato che il raid è una palese violazione del diritto internazionale. “Improvvisamente, abbiamo sentito il rumore di un drone che si avvicinava, e poi è avvenuta l’esplosione”, ha raccontato un testimone all’agenzia di stampa AFP. “La terra ha tremato sotto i nostri piedi e tutto intorno a noi si è trasformato in sangue e urla assordanti”. Fonti di Gaza contano almeno 82 vittime e 247 feriti nell’ultima giornata.
Secondo una indagine condotta da Medici Senza Frontiere, il
tasso di mortalità nella Striscia di Gaza tra ottobre 2023 e marzo 2025 è risultato almeno cinque volte superiore rispetto a quello stimato prima dell’inizio della guerra. Tra i bambini sotto i cinque anni, la mortalità è risultata dieci volte più alta, e sei volte tra i neonati sotto il mese di vita. “Ci sono le morti legate alla malnutrizione, alla disidratazione, a malattie infettive che si diffondono in contesti di sovraffollamento, scarsa igiene e mancanza di acqua potabile. Teniamo conto che, anche in popolazioni sane, mesi di deprivazione possono portare a un rapido peggioramento della salute generale, soprattutto tra i bambini e gli anziani”, è quanto ha spiegato a Fanpage.it Silvia Mancini, epidemiologa e responsabile affari umanitari di MSF.
(da Fanpage)
argomento: Politica | Commenta »
Luglio 11th, 2025 Riccardo Fucile
UOMO CONTROCORRENTE, CRITICO DEL CONSUMISMO E DELL’OMOLOGAZIONE CULTURALE
È morto all’età di 88 anni Goffredo Fofi, una delle menti più vivide della sua generazione, saggista, critico letterario e cinematografico, si è impresso nel panorama culturale italiano per il suo approccio controcorrente, totalmente non accademico e dall’impronta fortemente comunitaria.
Autore di testi noti e fondatore di riviste di spessore come Quaderni Piacentini, Lo Straniero, Ombre Rosse. Negli anni ha espresso la sua filosofia volta alla costruzione di una rete alternativa alla cultura del consumismo e dell’omologazione culturale.
Il pensiero di Goffredo Fofi: dedito all’impegno sociale e alla cultura
Contrario e preoccupato dall’imperversare dell’individualismo odierno, prediligeva il lavoro di gruppo, affinché nelle società si potesse intervenire in maniera fattiva, lavorando tra la gente. Questa sua visione lo aveva portato ad esaltare il valore, nonché il ruolo della cultura, delle arti e dello spettacolo, come strumenti non effimeri ma di profonda conoscenza dell’umano e del mondo, ritenendo che attraverso l’arte anche gli umili potessero emanciparsi. Una battaglia che ha combattuto strenuamente, circondandosi di chi, condividendo il suo pensiero, lo ha aiutato nella diffusione di questa filosofia.
Questa fervida attenzione per la cultura è nata dalla sua famiglia d’origine che, pur essendo modesta, gli aveva trasmesso l’abitudine della lettura e anche del cinematografo, dove fin da bambino si recava piuttosto spesso.
Nacque a Gubbio, il 15 aprile 1937, frequentò le scuole con costanza e a 18 anni, dopo il diploma magistrale, partì alla volta della Sicilia per seguire l’operato del filosofo Danilo Dolci, attratto e interessato dalle sue battaglie a favore dei disoccupati e contro la mafia.
Da questo momento, Fofi fonderà il suo impegno intellettuale sui principi di pacifismo e giustizia sociale. Negli Anni Sessanta si trasferisce a Parigi, dove collabora con la rivista cinematografica Positif, una volta tornato in Italia, a Torino, fonda la rivista Quaderni Piacentini, per poi firmare un’inchiesta “L’immigrazione meridionale a Torino”. È nel 1967 che fonda
Ombre rosse, rivista in cui si sente forte il suo attivismo politico e culturale. Centrali, negli anni, gli articoli e le analisi su cinema e letteratura che gli hanno permesso di tracciare un percorso evolutivo della società italiana, mettendone in evidenza luci e ombre. Nel 1997 fonda la rivista Lo straniero, in cui si dedica all’arte, la cultura e a temi di rilevanza sociale. Sulle pagine di quest’ultima rivista, diretta fino al 2016, hanno trovato spazio nomi noti della cultura contemporanea da Nicola Lagioia ad Alessandro Baricco, passando per Roberto Saviano.
La visione politica di Goffredo Fofi
Negli Anni Sessanta Fofi si era dedicato, con zelo e passione, alla tutela dell’infanzia occupandosi nel suo periodo siciliano dei bambini che vivevano in uno stato di deprivazione e abbandono; operazione che poi riuscì a ripetere anche nel suo periodo napoletano, lavorando alla Mensa dei bambini proletari. Dal
punto di vista politico, Fofi non era soddisfatto dell’evoluzione dei moti Sessantottini, sebbene fu uno dei primi a sostenerli proprio dalle pagine della sua rivista, Quaderni Piacentini, dove avevano abbracciato le sue teorie anche Piergiorgio Bellocchio e Grazia Cherchi.
Secondo l’intellettuale umbro, infatti, le contestazioni vere e proprie erano durate solo pochi mesi, cedendo il passo alle imposizioni di una sinistra autoritaria di impronta comunista. Fofi, di fatti, ha sempre preso le distanze dal Partito Comunista perché riteneva che fosse animato da una vena conformista portatrice solo di intolleranza, in profondo contrasto con il suo spirito libertario. Era infatti seguace del filosofo liberalsocialista Aldo Capitini portavoce della non violenza. Da costui, infatti, fece sua una formula con cui sintetizzava il suo modo di pensare, la sua etica, ovvero “Non accetto”. Si trattava di un
rifiuto al potere imposto, alle forme di prevaricazione, distaccandosi dall’uso di una conoscenza superficiale che non permetteva una vera evoluzione del mondo e di coloro che lo abitano. Era fermamente convinto, d’altronde, che bisognasse evitare l’individualismo, che intendeva come un amplificatore del consumismo.
La riabilitazione di Totò e la critica cinematografica
Prolifica la sua attività nell’ambito della critica cinematografica che, infatti, rappresentava una lente d’ingrandimento per i fenomeni socio-culturali della contemporaneità e non solo. Nel 1971 scrisse, infatti, un saggio tra i più dirimenti della critica dell’epoca ovvero Cinema italiano. Servi e padroni. A Goffredo Fofi si deve la comprensione, nonché riqualificazione del personaggio di Totò, della sua comicità analizzata nei suoi vari registri e mettendone in luce le complesse sfaccettature. Nel
1968, infatti, pubblica “Totò, l’uomo e la maschera” aiutato dalla compagna dell’attore Franca Faldini, saggio che negli anni è stato più volte riveduto e aggiornato. Lo ricorda anche il Sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, che alla notizia della sua scomparsa scrive: Ci lascia Goffredo Fofi, voce lucida, radicale e sempre controcorrente della nostra cultura. Amico di Napoli e dei napoletani, fu decisivo nel ridare la meritata grandezza a Totò. Una guida rara, che ci mancherà immensamente. A lui si deve anche la riabilitazione di un’altra figura dello spettacolo napoletano, ovvero Nino D’Angelo, che lui definì, per primo, la “vera voce del sottoproletariato napoletano”, dandogli così nuovo lustro ed evidenziandone le sue capacità.
(da Fanpage)
argomento: Politica | Commenta »