Luglio 18th, 2025 Riccardo Fucile
“I SOCIAL AVREBBERO INFLUENZA”
In Gran Bretagna si potrà votare a partire dai 16 anni. È un azzardo?
«Non lo vedo come un azzardo, perché in Scozia c’è già questa possibilità. E poi è comunque una cosa che Starmer aveva promesso in campagna elettorale».
In Italia si potrebbe?
«Bisognerebbe modificare l’articolo 48 della Costituzione. Ci vorrebbe una sperimentazione di impatto per valutarne la situazione e poi fare educazione civica. Reintrodurre il tema nelle scuole secondarie. Dovrebbe cambiare il sistema scolastico con un’istruzione apposita per prepararli. In Italia verrebbero coinvolti circa 1,6 milioni di giovani tra i 16 e i 18 anni, più o meno come in Gran Bretagna dove sono circa 1,5 milioni».
Quali le forze politiche che verrebbero avvantaggiate?
«Secondo tutti i sondaggi, dal 2019 ad oggi, sarebbero quelle che hanno già una buona tendenza: Fdi, Cinque Stelle, Pd, Lega,
Avs e poi i partiti più centristi».
Che ruolo avrebbero i social?
«Molto importante. Bisognerebbe riuscire a capire gli usi e i consumi dell’informazione di questi i ragazzi. I social e il web la fanno da padroni in questa età. Soprattutto l’influenza che potrebbe avere un loro beniamino, un cantante o un influencer. Devono avere una certa maturità, una certa consapevolezza per poter dimostrare di possedere le capacità cognitive e morali sufficienti per compiere una scelta che sia consapevole».
Sono preparati questi ragazzi?
«Sono preparati per accedere agli studi e per accedere al mondo del lavoro. È evidente che noi votiamo per avere un certo tipo di servizi, sulle tasse, sulla sanità. Siamo strutturati da una esperienza di vita che però ci facciamo sul campo. Loro, attraverso il potenziamento dell’educazione civica, con l’introduzione di moduli su partecipazione e istituzioni pubbliche, potrebbero imparare non proprio sul campo ma sui libri. Si dice che i giovani sono influenzabili, ma lo sono anche gli adulti. Non hanno esperienza di vita, ma non è un requisito legale per votare. Bisogna però renderli consapevoli».
Sarebbe dunque una cosa giusta?
«Con la giusta preparazione, sì. Permettere di votare sarebbe una modalità nuova e più contemporanea per fare un investimento sul futuro e sulla responsabilizzazione nei confronti di questa generazione».
E anche sull’ascolto?
«Il tema vero è questo. La politica parla sempre di loro e meno
con loro. Dargli il voto li metterebbe al centro dell’attenzione, perché avrebbero dei loro beniamini. Perché se affrontassero il voto, affronterebbero anche le candidature».
(da La Stampa)
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Luglio 18th, 2025 Riccardo Fucile
ITA AIRWAYS BATTE EASYJET… ROMA-CATANIA LA ROTTA PIU’ TRAFFICATA
È Ryanair la compagnia aerea più usata in Italia. Nel 2024, la compagnia low-cost irlandese ha sfondato per la prima volta la soglia dei 60 milioni di passeggeri trasportati in un anno, più del numero di persone residenti lungo la Penisola. Lo rivela il bollettino statistico di Enac, l’ente nazionale per l’aviazione civile, relativo allo scorso anno. Al secondo posto delle compagnie più gettonate c’è Ita Airways, che riesce a tenersi alle spalle le altre due low-cost più gettonate: EasyJet e Wizz Air.
Anno record per il trasporto aereo
Il 2024 è stato un anno record per il trasporto aereo in Italia, con oltre 182 milioni di passeggeri che si sono imbarcati su voli da e per l’Italia. Di questi, 36,2 milioni sono collegamenti «domestici», ossia dentro i confini italiani, mentre il resto riguarda destinazioni all’estero. Quasi due viaggiatori su tre hanno volato con una compagnia aerea low-cost, a conferma del ruolo dominante che vettori come Ryanair ed EasyJet sono riusciti a conquistare. Tra le compagnie italiane, dopo Ita Airways si piazza Air Dolomiti, vettore veneto del gruppo Lufthansa, che ha trasportato circa 2,4 milioni di passeggeri nel 2024, poco più di Aeroitalia e Neos.
Le rotte più trafficat
La rotta aerea domestica più trafficata è la Roma Fiumicino-Catania, con poco meno di 2 milioni di viaggiatori in entrambe le direzioni. E al secondo posto c’è un altro collegamento tra la Capitale e la Sicilia, questa volta però con Palermo (1,7 milioni di passeggeri). Completa il podio la tratta Roma Fiumicino-Milano Linate, con circa un milione di passeggeri. Nei collegamenti con l’Europa, la rotta più trafficata è Fiumicino-Madrid, mentre per quanto riguarda i voli extra Ue la prima destinazione è New York.
(da agenzie)
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Luglio 18th, 2025 Riccardo Fucile
LE FAMIGLIE IN MEDIA SPENDONO 320 EURO IN PIU’ ALL’ANNO PER GLI ALIMENTARI
Il carrello della spesa diventa sempre più caro. L’inflazione in Italia si mantiene su
livelli piuttosto bassi – l’1,7% a giugno rispetto a un anno prima – ma lo stesso non si può dire per i beni che le famiglie comprano più spesso al supermercato: qui il tasso d’inflazione è salito gradualmente dall’inizio dell’anno, e ora è arrivato al 2,8%. Lo ha fatto sapere l’Istat.
Secondo Assoutenti, in media, considerando quanto sono aumentati i prezzi su alimentari e bevande analcoliche (+3,5%) una famiglia media con due figli si trova a spendere 320 euro all’anno in più per mangiare e bere. L’Unione nazionale consumatori, basandosi sui dati locali di Istat, ha stilato una classifica delle città in cui il costo della vita è aumentato di più: al primo posto ci sono a pari merito Bolzano, mentre all’ultimo si piazza Pisa.
Come detto, in generale i prezzi a giugno erano più alti solo dell’1,7% rispetto a un anno prima. Una differenza tutto sommato ridotta, se si considera che tra il 2022 e il 2023 l’inflazione toccò picchi di oltre il 10%. Tuttavia, ci sono dei prodotti – quelli che le famiglie devono comprare più spesso – su cui l’aumento è stato più deciso.
L’Istat ha una categoria chiamata appositamente “carrello della spesa”, per misurare quanto cambiano i prezzi per i consumatori. All’interno ci sono gli alimentari, i prodotti per la cusa della casa e per l’igiene personale. Complessivamente, questi hanno visto un aumento del 2,8% rispetto a giugno 2024. Questa percentuale dall’inizio dell’anno non ha mai smesso di salire gradualmente (a gennaio era all’1,7%).
L’inflazione risulta anche più alta se si considerano solo gli alimentari e le bevande analcoliche. In questo settore, l’aumento annuo è del 3,5%. L’associazione di consumatori Assoutenti ha stimato che in media, per una famiglia con due figli, pagare il 3,5% in più per mangiare e bere significa spendere circa 320 euro in più all’anno. Su alcuni prodotti, peraltro, il prezzo è salito ancora di più: il 19,7% per il burro, il 24,8% per il caffè, ma anche il 7,2% per le uova e il 6,3% per formaggi e latticini.
La classifica delle città dove il costo della vita è salito di più
La stima della spesa aggiuntiva da 320 euro, comunque, è una proiezione generale che può cambiare moltissimo da una famiglia all’altra, e anche da una zona del Paese all’altra. Infatti, l’inflazione varia nelle diverse Regioni, e l’Istat fornisce informazioni più dettagliate per le singole zone. Così, l’Unione nazionale consumatori ha stilato una classifica delle città in cui il costo della vita in generale è salito di più.
Non si tiene conto della percentuale di inflazione, ma del cambiamento concreto nella spesa da affrontare. Per esempio: al primo posto si piazza Bolzano. Qui l’inflazione (generale, non solo sul carrello della spesa o sugli alimentari) a giugno è del
2,3% rispetto all’anno prima. Non è la percentuale più alta in assoluto, ma visto che il costo della vita era già alto in partenza, significa un esborso maggiore di 763 euro per una famiglia media.
Segue Rimini, dove l’inflazione al 2,7% (la più alta a livello nazionale) porta a spendere 743 euro in più. Poi Venezia (2,2%) con 617 euro. In seguito si piazzano Bergamo (604 euro), Belluno (599 euro), Arezzo (595 euro), Udine (590 euro), Bologna (588 euro), e infine Padova e Siracusa con 579 euro.
All’estremo opposto della classifica c’è invece Pisa, dove l’inflazione registrata è di appena lo 0,6% e questo significa che una famiglia media spende appena 162 euro all’anno in più per vivere. Al penultimo posto Olbia-Tempio con 179 euro, poi Vercelli (189 euro), Massa Carrara (216 euro), Sassari (219 euro), Caserta (221 euro), Lodi (230 euro), Trapani (232 euro) e Campobasso (236 euro), dove l’inflazione è all’1%.
(da Fanpage)
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Luglio 18th, 2025 Riccardo Fucile
SECONDO UNO STUDIO CANADESE, LA PRATICA FRENA IL DECLINO COGNITIVO E PERMETTE DI PERCEPIRE MEGLIO LE PAROLE IN ETÀ AVANZATA
Suonare uno strumento musicale mantiene giovane il cervello frena il declino della capacità di percepire il parlato a cui solitamente si va incontro con l’avanzare dell’età. Lo dimostra lo studio pubblicato sulla rivista Plos Biology dalla Baycrest Academy for Research and Education (Canada) e dall’Accademia Cinese delle Scienze. I ricercatori hanno utilizzato la risonanza magnetica funzionale per misurare l’attività cerebrale di 25 anziani musicisti, 25 anziani che non suonavano alcuno strumento e 24 giovani non musicisti, a cui era stato chiesto di ascoltare e identificare delle sillabe mascherate da suoni rumorosi.
I risultati raccolti dimostrano che gli anziani musicisti fanno meno fatica a riconoscere il parlato rispetto ai loro coetanei non musicisti, il cui cervello invece va in sovraccarico per cercare di compensare il declino cognitivo legato all’età. In generale, gli anziani musicisti hanno mostrato un’attività e una connettività delle aree del cervello simile a quella dei giovani non musicisti.
Nel complesso, i risultati supportano l’ipotesi che la pratica musicale potenzi la riserva cognitiva, compensando il declino legato all’età e mantenendo l’integrità e l’architettura funzionale delle reti neurali. “Uno stile di vita positivo aiuta gli anziani ad affrontare meglio l’invecchiamento cognitivo e non è mai troppo tardi per intraprendere e mantenere un hobby gratificante come imparare a suonare uno strumento”, commenta Lei Zhang della Baycrest Academy for Research and Education.
“Proprio come uno strumento ben accordato non ha bisogno di essere suonato più forte per essere udito, il cervello degli anziani musicisti rimane perfettamente accordato grazie ad anni di
allenamento”, aggiunge Yi Du dell’Accademia Cinese delle Scienze. “Il nostro studio dimostra che questa esperienza musicale rafforza la riserva cognitiva, aiutando il cervello a evitare il solito sovraffaticamento legato all’età, tipico di chi cerca di comprendere un discorso in luoghi rumorosi”.
(da agenzie)
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