NAZI IN DOPPIOPETTO: DOPO CHE I SERVIZI SEGRETI TEDESCHI HANNO CLASSIFICATA AFD “PARTITO CHIARAMENTE ESTREMISTA”, LA FORMAZIONE POLITICA HA AMMORBIDITO LA LINEA, MA STA PERDENDO VOTI
I PRIMI SEGNALI: AFD HA CANCELLATO DAI SUOI DOCUMENTI UFFICIALI IL SOSTANTIVO “RE-MIGRAZIONE”, CAVALLO DI BATTAGLIA IN CAMPAGNA ELETTORALE, ED È PRONTA A VOTARE IL CANDIDATO DI CDU-CSU PER LA CORTE COSTITUZIONALE… LA LEADER, ALICE WEIDEL, HA IMPOSTO AGLI ELETTI IN PARLAMENTO UN CORSO DI “GALATEO” POLITICO, PER ABBASSARE I TONI ED EVITARE RIFERIMENTI AL NAZISMO
L’ultradestra tedesca di Afd starebbe ammorbidendo la linea per non restare isolata –
attualmente è forza politica significativa, ma irrilevante – e conquistare voti (e magari alleati) anche al centro.
È questa la lettura di alcuni commentatori, fra cui gli analisti della Frankfurter Allgemeine Zeitung, secondo la quale la dirigenza di Alternative fuer Deutschland starebbe appunto pensando a una nuova strategia.
Per la Faz alcuni segnali vanno proprio in questa direzione: da un lato la stessa Weidel ha espresso la disponibilità a votare venerdì il candidato di Cdu-Csu per la Corte costituzionale ma non le due giuriste proposte dalla Spd.
Inoltre è scomparso dai documenti ufficiali del partito il sostantivo “re-migrazione”, cavallo di battaglia (foriero di fortissime polemiche) durante la campagna elettorale.
Secondo Spiegel si tratta di una scelta quasi obbligata: il tema della lotta all’immigrazione clandestina, infatti, sta visibilmente perdendo interesse, anche grazie all’azione decisa del governo di Friedrich Merz.
E i sondaggi mostrano una battuta di arresto di Afd a fronte di una ripresa dei conservatori dell’Unione (Cdu e Csu) dati da alcuni sondaggi al 30%. Questo spinge l’ultradestra a cercare nuovi temi per qualificare la propria offerta politica.
C’è comunque un rischio in questa nuova strategia: qualora essa non fosse solo un cambiamento cosmetico, potrebbe infatti aprire tensioni interne con la sempre più potente “ala destra” che fa capo a Bjoern Hoecke, ras del partito in Turingia.
L’Afd si è data un codice di buona condotta. E quindi niente più insulti in Parlamento, niente più provocazioni e espulsioni dall’Aula, niente più citazioni dubbie che occhieggiano, o lisciano il pelo alle parole d’ordine naziste, perfino niente più «Remigration». Se il partito ha da essere salvato dai giudici costituzionali, che nei prossimi anni potrebbero bandirlo, se dovrà superare un processo, è bene iniziare dal galateo.
Questo il calcolo che fa l’estrema destra di Alice Weidel, di ripulirsi verbalmente, e quindi ai deputati è stato richiesto un
linguaggio moderato. I piani dell’Afd sono ovviamente più ampi. Dopo essere stata per qualche settimana in testa ai sondaggi Alternative für Deutschland è di nuovo scesa al 22-23% dei consensi. E la Cdu l’ha staccata, risalendo quasi al 30%.
Ma il «piano in 7 punti» dell’Afd è chiaro: parlare sempre male del governo rosso-nero, farlo fallire, puntare diritto agli elettori cristiano-democratici. È lì, in quel bacino a destra, che si consuma la più importante battaglia politica della Germania.
Sospesa tra l’ambizione del potere e il nulla, l’Afd sceglie il mascheramento.
(da Corriere della Sera)
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