LA SANATORIA SOVRANISTA PER GLI EVASORI E’ STATA UN FLOP: HA PORTATO SOLO 1,2 MILIARDI (AMMESSO CHE PAGHINO LE RATE), HA ADERITO SOLO IL 13% DELLA PLATEA PREVISTA
CON APPENA 6.700 EURO A TESTA HANNO SANATO 5 ANNI DI NERO, UNA VERGOGNA… E 9 SU 10 NEANCHE HANNO ADERITO PERCHE’ SANNO CHE RESTERANNO IMPUNITI
Porterà appena1,2 miliardi di incassi, se tutti i 188mila contribuenti coinvolti
verseranno le rate dovute, il “ravvedimento speciale” offerto dal governo Meloni alle partite Iva che hanno aderito al concordato preventivo con il fisco.
Si metteranno in regola per le cifre non dichiarate tra 2018 e 2022 versando solo 6.700 euro, in media.
Ed è pure sotto le aspettative degli addetti ai lavori: i commercialisti, pur molto critici su come è stato gestito il concordato, lo scorso anno si attendevano che la sanatoria forfettaria a prezzi di saldo avrebbe consentito di raccogliere alcuni miliardi. Invece il flop della misura voluta dal viceministro Maurizio Leo si è riverberato anche sul condono che ora Fratelli d’Italia punta a riproporre.
I numeri finora erano top secret.
La risposta del Mef conferma ancora una volta come l’intera operazione concordato, che secondo Leo avrebbe dovuto risolvere il problema dell’evasione delle partite Iva, sia stata una scommessa persa. Visto lo scarso effetto deterrente dei pochi controlli, l’intesa con l’Agenzia delle Entrate è stata firmata solo da 584mila contribuenti (il 13% della platea potenziale) tra cui 188-190mila circa con “pagelle fiscali” sotto la sufficienza, ovvero probabili evasori.
I dati del Mef sono poi distinti per tipologia di contribuente. Il che permette di scoprire che a godere del condono forfettario sono state soprattutto le società di capitali in contabilità ordinaria: 80.231 quelle che hanno aderito, con 418 milioni già versati. Poi 33.700 persone fisiche in regime semplificato (83 milioni), 21.600 lavoratori autonomi (81 milioni), 17.700 società di persone in contabilità ordinaria (86 milioni) e 15.700 in semplificata (42,6 milioni).
Di sicuro c’è che in media ognuno ha versato o rateizzato poco più di 6.700 euro. Contro una base minima di partenza di 5mila, considerato che la cifra minima prevista era di 1000 euro per ognuno dei cinque anni sanabili. “Non si sono sprecati. E va
ricordato che questo ravvedimento non era in alcun modo commisurato all’evaso reale: per la prima volta è stato proposto un condono “forfettario”, con il risultato di dare un vantaggio a chi aveva occultato di più“, commenta Guerra con ilfattoquotidiano.it. “Il concordato di per sé era già una svendita da parte di un sistema fiscale che avrebbe tutti i mezzi per stimare in modo puntuale i redditi ma dichiara esplicitamente di non riuscire a fare abbastanza controlli”, continua la deputata dem.
(da Il Fatto Quotidiano)
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