LO STATO NON ASSUME NEONAZISTI: IL LAND TEDESCO DELLA RENANIA-PALATINATO HA DECISO DI IMPEDIRE A CHI È ISCRITTO A UN’ASSOCIAZIONE ESTREMISTA DI LAVORARE PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, TRA LE FORMAZIONI INSERITE C’È ANCHE ALTERNATIVE FUR DEUTSCHLAND
IL CONTROSPIONAGGIO TEDESCO HA CLASSIFICATO IL PARTITO GUIDA DA ALICE WEIDEL “ORGANIZZAZIONE DI ESTREMA DESTRA PERICOLOSA PER LA DEMOCRAZIA”
Hai la tessera di Alternative für Deutschland? Allora non puoi lavorare per lo Stato. Il
governo della Renania-Palatinato prepara la messa al bando dei fascio-populisti nella pubblica amministrazione vietando loro qualunque impiego in enti, agenzie e istituzioni alle dipendenze del Land. In pratica equivale all’esclusione totale da una lunga lista di posti nei più disparati settori: dalle forze dell’ordine fino al trasporto locale, passando per l’insegnamento in scuole e istituti statali.
Non basterà non essere iscritti ad Afd. Gli aspiranti dovranno dimostrare di avere la “fedina” politica degli ultimi 5 anni pulita, ovvero conteranno anche i vecchi endorsement al partito. In caso di omissione, se scoperti, scatterà il licenziamento.
Alla base del veto, supportato in primis dal ministro dell’Interno della Renania-Palatinato Michael Ebling (Spd), l’ultimo report dell’Ufficio per la protezione della Costituzione (Bfv, il controspionaggio federale) che classificata Afd come «organizzazione di estrema destra pericolosa per la democrazia».
Secondo la nuova modifica del regolamento del Land sulle assunzioni pubbliche, «i candidati non devono appartenere a organizzazioni inserite nella lista del Bfv». Da qui il sillogismo che mette nel mirino Afd mandando su tutte le furie la co-leader, Alice Weidel: «Spaventoso che il governo della Renania-Palatinato discrimini le opinioni politiche. In questo modo si calpestano i principi fondamentali della democrazia. Gli elettori di Afd non si faranno intimidire».
Il ministro Ebling ribatte così sul punto: il partito guidato da Weidel e Tino Chrupalla «da tempo non ha più un’ala moderata e la radicalizzazione al suo interno aumenta ogni giorno. Gli indizi delle sue attività anticostituzionali sono concreti e sufficienti». In Germania il primo provvedimento istituzionale di censura ad Afd arriva dunque dal governo regionale di Magonza (formato dall’alleanza di Spd, Verdi e liberali) e non dall’esecutivo federale a guida social-democristiana.
Mentre il Bundestag deve ancora decidere se e come calendarizzare l’iter parlamentare per vietare il partito sull’intero territorio nazionale. Di fatto la Renania-Palatinato svolge il ruolo di supplente di fronte all’inazione di Berlino ma la sua drastica misura, anche se allineata con il diritto, rimane un provvedimento di natura politica, con tutte le conseguenze del caso.
(da agenzie)
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