BUDANOV, IL CAPO DEGLI 007, È IL DESIGNATO DAL LEADER PER L’UFFICIO PRESIDENZIALE
BUDANOV E’ UN MITO: PER DIECI VOLTE I RUSSI HANNO CERCATO DI ELIMINARLO SENZA SUCCESSO… E’ IL CERVELLO DI TUTTE LE OPERAZIONI UCRAINE OLTRE LE LINEE CHE HANNO RIDICOLIZZATO L’ESERCITO DI PUTIN
Se l’uomo di ghiaccio che guida le barbe finte militari del Gur, Kyrylo Budanov, non è volato a Miami a trattare con gli americani, è perché è lui la prima scelta di Zelensky per guidare l’ufficio presidenziale. Il presidente lo voleva a Kiev per chiederglielo.
Ma l’uscita di scena di Yermak ha cambiato le carte in tavola: mentre Umerov e gli altri lasciavano il Paese per volare negli States, Kyrylo entrava nell’ufficio di Zelensky: «Mi ha riportato la situazione della sicurezza, quella politica e le prospettive. Abbiamo identificato diversi punti chiave importanti nel
processo negoziale». Lo ha incontrato per primo, poi sono entrati gli altri papabili per la poltrona di Yermak: il suo vice Palisa, e il ministro della Difesa Shmyhal.
Nessuno sa ancora se Budanov accetterà. L’ultima volta che la presidenza gli offrì una “promozione”, Kyrylo distese il suo sorriso gelido e inespressivo: rifiutò e tacque. Era febbraio 2023, bisognava trovare qualcuno che prendesse il posto del ministro della Difesa Reznikov per un altro scandalo di corruzione.
Il capo della fazione parlamentare dei Servi del Popolo, Arakhamia, aveva già annunciato la nomina, invece toccò a Umerov: «Non lascerò l’incarico finché non finirà la guerra», rispondeva Kyrylo. Nei sondaggi sulla fiducia vola, sempre alle spalle di Zaluzhny, spesso davanti a Zelensky.
A quarant’anni da compiere la sua vita è un romanzo: «È sopravvissuto a dieci attentati», raccontano biografi e cronache di questi anni difficili. I russi hanno provato a ucciderlo in tutti modi. Nel 2016 tentò di far saltare in aria un aeroporto in Crimea, e ne uscì ferito. Da un’operazione in Donbass lo salvarono curandolo in America.
Il 4 aprile 2019, la sua Chevrolet saltò in aria troppo presto. Il 29 maggio 2023 i russi ci riprovarono con missili e droni sulla cittadella del Gur di Rybalskoye, a Kiev. Niente da fare. Ha un braccio che piega male e schegge in testa, è nell’elenco dei «terroristi da eliminare» di Mosca ma è al suo posto. Persino la moglie Marianna, «sempre al mio fianco dall’invasione», sopravvisse a un avvelenamento.
Zelensky lo ha premiato con la Stella d’oro nel 2024 per «il coraggio e l’eroismo»
Ora Zelensky ha bisogno di lui. Budanov era uno dei membri della unità 2245 dei servizi addestrata dalla Cia. Ha guidato operazioni spregiudicate dietro le linee, dagli elicotteri sull’Azovstal alle moto d’acqua lungo le coste russe fino ai
generali eliminati. A differenza di Yermak, che ore prima del 24 febbraio negava che i russi avrebbero invaso, Budanov lo aveva previsto come una inascoltata Cassandra.
(da agenzie)
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