LA PROTESTA CONTRO LA NOMINA DELLA “BACCHETTA NERA” ALLA FENICE CONTINUA! AL CONCERTO DI CAPODANNO NEL TEATRO VENEZIANO MUSICISTI E CANTANTI DEL CORO INDOSSANO UNA SPILLA DORATA CON UNA CHIAVE DI VIOLINO E UN CUORE, DISTRIBUITA ANCHE AL PUBBLICO ALL’ENTRATA
IL SINDACO DI VENEZIA, BRUGNARO: “L’OBIETTIVO È RIUSCIRE A TROVARE LA PACE”. MA I MUSICISTI: “FACILE PARLARE DI DIALOGO E POI SOTTRARSI AL PIÙ SEMPLICE SALUTO” (BRUGNARO NON È ANDATO A SALUTARE CORO E ORCHESTRA)
Calore sul palco, gelo dietro le quinte. Dieci minuti di applausi per il Concerto di Capodanno
del Teatro La Fenice. Per la prima volta in 23 anni il primo cittadino non è andato però, come da tradizione, a salutare coro e orchestra prima dell’evento, dimostrando quanto regni ancora un clima di tensione.
Da fine settembre coro, orchestra e personale tecnico amministrativo della Fenice chiedono la revoca di Beatrice Venezi da direttrice musicale perché il suo profilo professionale è ritenuto non adeguato al ruolo assegnatole.
«L’obiettivo è riuscire a trovare la pace — ha detto il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, giustificando il mancato saluto con l’incontro con il Sottosegretario alla Cultura Gianmarco Mazzi —. Io sono per dare fiducia ai giovani e per dare un’opportunità a Beatrice Venezi. Dobbiamo cercare di riaprire il dialogo».
Intanto però la protesta silenziosa è andata avanti, simboleggiata dalla spilla dorata (come il colore della Fenice) raffigurante una chiave di violino e un cuore all’interno, distribuita al pubblico all’entrata del Teatro. «Facile parlare di dialogo e poi sottrarsi al più semplice saluto — ha detto il musicista Marco Trentin di
Fials Cisal —. La spilla per noi significa unità nel chiedere la revoca di Venezi e le dimissioni del soprintendente Nicola Colabianchi».
Oltre a coro e orchestra, la spilla si è notata sul frac del direttore d’orchestra Michele Mariotti, al suo debutto al Teatro La Fenice, e sul completo di Federico Mollicone (FdI), presidente della Commissione Cultura della Camera.
Mariotti, prima del gran finale Libiam ne’ lieti calici di Giuseppe Verdi, cantato da Rosa Feola e da Jonathan Tetelman, ha augurato buon anno anche da parte dei «magnifici» coro e orchestra.
Insomma, si cerca la pace, ma per ora non la si trova. «L’obiettivo è portare la Fenice sempre più in alto» ha detto il soprintendente Nicola Colabianchi.
Intanto basterebbe almeno ricominciare a parlarsi.
(da Corriere della Sera)
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