SECONDO GLI EXIT POLL, IN GERMANIA, NELLE ELEZIONI DEL BADEN WUERTTEMBERG, LA REGIONE DELLA MERCEDES, DELLA PORSCHE E DEI GRANDI MARCHI DELL’AUTO, I VERDI IN TESTA CON IL 31,5%, LA CDU AL 30,5%
I NEONAZISTI DI AFD SI FERMANO AL 18%
Nel Baden-Württemberg, uno dei Länder tedeschi più ricchi e industriali, il primo test elettorale di quest’anno ha colpito subito il cancelliere Friedrich Merz. Nelle proiezioni diffuse dopo la chiusura dei seggi, i Verdi di Cem Özdemir sono davanti alla Cdu.
Zweites Deutsches Fernsehen (Zdf), una delle principali emittenti pubbliche tedesche, indica i Verdi al 31,5%, la Cdu di Manuel Hagel segue al 30,5%, guadagnando il 6,4%, mentre l’ultradestra di AfD sale e ottiene il 18% (+8,3%), i socialdemocratici (Spd) raggiungono il 5,5%, i liberali (Fdp) il 4,5% e la sinistra (LInke) il 4,5%.
Merz non si è ancora visto, nonostante i leader federali della maggior parte dei partiti siano già apparsi davanti alle telecamere. Al suo posto, il capo di gabinetto, Thorsten Frei, originario del Baden-Württemberg: «Manuel Hagel era esattamente il candidato giusto ed è il presidente del Land giusto per la Cdu nel Baden-Württemberg», ha detto. Per poi sottolineare che il capolista ha condotto una campagna elettorale impegnata e che quindi «non può essere stato questo il motivo» della mancata vittoria.
«I Verdi – ha aggiunto – hanno chiaramente fatto ricorso a tattiche subdole e hanno cercato di screditare il nostro candidato principale». Il riferimento è a un video fatto circolare da alcuni rappresentanti dei Grünen durante la campagna elettorale in cui Hagel, come lui stesso ha poi ammesso, faceva commenti sulle studentesse minorenni.
Dal canto suo, Hagel si è subito congratulato con l’avversario. «Volevamo diventare la forza politica più forte. A giudicare dalla situazione attuale, non è così. I Verdi e il signor Özdemir hanno ottenuto risultati significativi. Mi congratulo con il partito e con lei personalmente, signor Özdemir», ha detto. Senza ancora pronunciarsi sulla sua eventuale partecipazione a un governo statale sotto la guida del candidato e capolista dei Verdi.
La fine dell’era Winfried Kretschmann – l’unico ministro-presidente dei Verdi che la Germania abbia mai avuto finora – sembrerebbe dunque non aver sancito il ritorno automatico dei conservatori alla guida del Land. Il Baden-Württemberg, d’altronde, era un osservato speciale perché segnava il passaggio da un leader verde al governo dal 2011 a una nuova fase, con Özdemir chiamato a difendere il primato del suo partito e Hagel impegnato a riportare la Cdu al vertice della regione. Kretschmann si è detto contento di poter smettere, aggiungendo che «per quanto riguarda i nostri compiti, ci lasciamo alle spalle un’organizzazione ben gestita» e che Özdemir è un «successore di talento che possiede tanta esperienza, visione e prudenza; è un piacere lasciare l’incarico sotto la sua guida»
Non passa certo inosservata, poi, l’avanzata dell’AfD di Markus Frohnmaier. Nel 2021 il partito si era fermato al 9,7%, le proiezioni di oggi lo collocano attorno al 18%, quasi il doppio.
La Spd, alleata della Cdu nel governo federale, si colloca poco sopra la soglia del 5%, mentre Fdp e Linke, almeno nelle prime proiezioni, sono sotto. Il campo delle maggioranze possibili nel nuovo Landtag, dunque, si restringe, e la continuità di una cooperazione tra Verdi e Cdu, che governano insieme il Land da anni, resta uno scenario plausibile.
Il leader dei liberali, Christian Dürr, ha parlato di una «notte elettorale amara». Ha dichiarato ad Ard, l’altra grande emittente pubblica tedesca, insieme a Zdf, che il partito è stato messo sotto pressione a causa del testa a testa tra Cdu e Verdi. Ma non è la fine del Fdb: «Siamo ripartiti da zero dopo le elezioni federali e sapevo che sarebbe stata una maratona, non uno sprint», ha sottolineato.
Per Merz il fatto che la Cdu non abbia centrato nelle proiezioni il sorpasso in un Land considerato contendibile è un problema. Il malcontento già presente in una parte del campo conservatore – mentre il governo federale continua a misurarsi con riforme percepite come lente e con un’economia che fatica a ritrovare slancio – potrebbe infatti aggravarsi. E siamo solo al primo dei cinque appuntamenti regionali previsti quest’anno, con la Renania-Palatinato chiamata al voto il 22 marzo.
Per i Verdi, al contrario, il vantaggio nelle proiezioni ha un valore che va oltre il semplice piazzamento. Riuscire a difendere il primo posto dopo quindici anni di guida regionale significava impedire che l’uscita di scena di Kretschmann coincidesse con la chiusura di una lunga stagione politica. La partita tedesca è molto più aperta di quanto i conservatori sperassero.
(da Il Sole24ore)
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