“COLABIANCHI SI DEVE DIMETTERE”: DOPO IL LICENZIAMENTO DI BEATRICE VENEZI, GLI ORCHESTRALI NON REVOCANO LA PROTESTA E METTONO NEL MIRINO IL SOVRINTENDENTE CHE FINO A POCO TEMPO FA SI ERA RIFIUTATO DI DISCUTERE CON LE RAPPRESENTANZE SINDACALI
DECISIVE SARANNO LE ELEZIONI COMUNALI: SE VINCERÀ IL CANDIDATO DEL CENTROSINISTRA, IL PD ANDREA MARTELLA, DATO IN VANTAGGIO DAI SONDAGGI, IL NUOVO SINDACO DIVENTERÀ PER STATUTO PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE LA FENICE E PUÒ INDICARE UN NUOVO SOVRINTENDENTE
Lo stato di agitazione degli orchestrali della Fenice è confermato, e con questa anche la sfiducia nei confronti del sovrintendente Nicola Colabianchi. Le lavoratrici e i lavoratori della fondazione continuano a pretendere quindi le sue dimissioni, anche perché il caso Beatrice Venezi porta formalmente la sua firma, e pazienza se era stato imbeccato dalla politica (per l’esattezza: da FdI).
La questione insomma non è chiusa così, con il giubilo degli orchestrali per il contratto stracciato alla direttrice, domenica scorsa. Il prossimo passaggio è semplice: le elezioni comunali.
Se vincerà il candidato del centrosinistra, il pd Andrea Martella, il prossimo 24 e 25 maggio, il nuovo sindaco diventerà per statuto presidente della Fondazione Teatro La Fenice e volendo può indicare un’altra persona. Oggi il candidato progressista, dato in vantaggio da tutti i sondaggi, non calca la mano ma in campagna elettorale ha detto una cosa semplice: «La Fenice è l’emblema di un metodo di governo arrogante».
Colabianchi ha sì stracciato il contratto a Venezi dopo le sue indifendibili accuse contro i propri futuri colleghi, ipotecando ogni possibile collaborazione, ma fino a
poco tempo fa si era rifiutato di discutere di pianta organica con le rappresentanze sindacali come forma di “ritorsione” contro le proteste che hanno infiammato la città e non solo. Cose che non si dimenticano e che non sarà facile cancellare.
(da agenzie)
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