E ORA I “SOVRANISTI D’EUROPA” VANNO ALLA CARICA, LA VITTORIA DELLE SVASTICHELLE DI AFD IN SASSONIA-ANHALT GONFIA IL PETTO DELL’ESTREMA DESTRA IN TUTTO IL VECCHIO CONTINENTE
IL 13 SETTEMBRE SI VOTA IN SVEZIA, DOVE E’ IN FORTE ASCESA LA DESTRA RADICALE DEI DEMOCRATICI SVEDESI, NEL 2027 SARA’ LA VOLTA DI GRECIA, FRANCIA (LE PEN E’ LA STRAFAVORITA PER LE PRESIDENZIALI), POLONIA E SPAGNA (VOX POTREBBE ESSERE L’AGO DELLA BILANCIA)… E IN ITALIA FUTURO NAZIONALE DI VANNACCI, ALLEATO IN EUROPA CON AFD, CONTINUA A SCIPPARE CONSENSI AI PARTITI DI GOVERNO
La scelta fatta dalla Sassonia-Anhalt, anche se si tratta di un piccolo land con 1,7 milioni di
elettori, ha gonfiato il petto dei sovranisti d’Europa in vista delle elezioni che si terranno nei prossimi mesi negli Stati membri. […]
I prossimi due appuntamenti elettorali tedeschi saranno anche più rilevanti. Il 20 settembre andranno al voto per rinnovare le assemblee regionali i Länder di Berlino e Meclemburgo-Pomerania. E saranno il vero test. I sovranisti scaldano i motori.
Fuori della Germania, i prossimi ad andare a votare saranno il 13 settembre gli svedesi. I Socialdemocratici di Magdalena Andersson sono al momento dati come il primo partito, ma seguiti dalla destra radicale dei Democratici Svedesi.
Poi in ottobre tocca a lettoni e bulgari. Il 2027 è l’anno dei big: con le presidenziali francesi in aprile — che potrebbero dare il grande scossone all’Unione europea se vincerà il Rassemblement National di Marine Le Pen —, l’Italia, la Spagna (unico grande Paese tra i Ventisette con un governo socialista), la Grecia, e la Polonia dove Piattaforma Civica di Donald Tusk (Ppe) dovrà vedersela con il partito ultraconservatore e nazionalista del Pis, che a Strasburgo sta nell’Ecr con Fratelli d’Italia.
Il voto di ieri, pur riguardando un numero ridotto di elettori, mostra una forte insoddisfazione verso le forze tradizionali. «Il risultato rappresenta un voto molto negativo contro le politiche centriste, sia della Cdu sia dei Socialdemocratici — ha spiegato al Corriere Guntram Wolff, professore all’Université libre de Bruxelles e senior fellow presso i think tank Bruegel e Kiel Institute —. Entrambi hanno perso moltissimo, ed è un vero problema. Si tratta anche di un voto di sfiducia verso il governo federale.
Dunque anche se è un piccolo land, il risultato avrà grandi ripercussioni sulla politica tedesca». Soprattutto, «la vera rivelazione di questo voto è che governare con l’AfD è ormai l’inevitabile e non è più l’irresistibile per la Cdu, visti i loro numeri — ha sottolineato al Corriere Alberto Alemanno, che ha la cattedra Jean Monnet di diritto dell’Unione europea all’HEC di Parigi
Lo fa già dal 2024 a Strasburgo, dove il costo politico di quei voti è rimasto finora pari a zero. Sancisce la fine del firewall in tutta Europa, dove Italia, Austria e Svezia lo hanno già smantellato da anni».
(da “Corriere della Sera”)
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