Settembre 5th, 2026 Riccardo Fucile
PARALLELAMENTE, LA PROCURA DI ROMA GUIDATA DA FRANCESCO LO VOI DOVRÀ ACCERTARE LA PRESUNTA VIOLAZIONE DELLA LEGGE SCELBA SULLA RICOSTITUZIONE DEL PARTITO FASCISTA
Ci sono altri nomi. Quelli degli ufficiali della Marina che raccolgono firme contro la moschea di Foggia a un banchetto di Futuro nazionale, dei poliziotti che ricoprono ruoli organizzativi o dirigenziali nel partito in Sicilia, quelli dei finanzieri che ne spingono la martellante campagna elettorale sui social.
Nomi che si aggiungeranno presto al tenente dell’aeronautica Antonsergio Belfiori e al sottoufficiale dei carabinieri Luigi Avveduto nella documentazione portata all’attenzione della procura militare per le loro presunte violazioni del codice dell’ordinamento militare.
Insieme al materiale già raccolto dal Sindacato dei Militari e confluito nella prima denuncia dell’avvocato Massimo Strampelli, docente di Diritto militare all’Università Link, una corposa integrazione arriverà a breve sul tavolo del procuratore militare Marco De Paolis anche per le tante segnalazioni che stanno affluendo da tutta Italia a firma di altri esponenti delle Forze armate, di rappresentanti politici e semplici cittadini ai quali queste condotte sono saltate all’occhio.
Così come al vaglio del capo della Procura capitolina, Francesco Lo Voi, c’è già una denuncia dello stesso sindacato contro i vertici del partito di Roberto Vannacci (lo stesso generale in congedo, il coordinatore nazionale Massimiliano Simoni, il responsabile del programma Lorenzo Gasperini) per la presunta violazione della legge Scelba sul divieto di ricostituzione del partito fascista.
Le due inchieste, ma è più corretto parlare in questa fase solo di accertamenti preliminari, viaggiano parallele ma separate. I profili che deve esaminare la Procura militare sono essenzialmente quelli sul divieto di svolgere attività politica in un partito per chi è in servizio nelle forze armate, mentre sul piano penale verrà valutato il significato «politico» delle idee portate avanti da FnV. Al vaglio dei pm capitolini arriverà anche l’integrazione di un ulteriore esposto già presentato dal Fronte Antifascista che chiede di verificare «se tra gli iscritti, i dirigenti e i coordinatori di FnV vi siano appartenenti in servizio alla polizia di Stato o agli altri corpi di polizia ad ordinamento civile».
Quanto a Belfiori e Avveduto, le loro posizioni sono potenzialmente aggravate dal fatto di essere segretari di due distinti sindacati (Siam e Sim, rispettivamente) e dunque di utilizzare questo loro ulteriore ruolo per fare proselitismo politico. Avveduto è anche consigliere municipale a Roma ma questa carica in sé non costituisce una violazione.
(da Corriere della Sera)
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Settembre 5th, 2026 Riccardo Fucile
L’ITALIA HA RISERVE DI PETROLIO CERTIFICATE PER NEANCHE 580 MILIONI DI BARILI E NE CONSUMA 1,25 AL GIORNO: BASTEREBBERO UNA QUINDICINA DI MESI PER FARLA TORNARE IN GINOCCHIO DA AL THANI
L’ora abbondante di comizio di Giorgia Meloni alla festa organizzata per lei da Fratelli
d’Italia (sì, facevano finta fosse per la durata del governo, ma era per lei) è stata un lungo elenco di successi, in larga parte presunti
Un discorso lunare, in cui sono gli imbarazzi della stand-up premier la parte più rilevante. È il caso di quando Meloni, non esattamente di buon umore nonostante le urla della folla adorante, affronta la vicenda Ilva, che l’ha accolta in Puglia con la notizia delle oltre 2.500 lettere di licenziamento arrivate ai lavoratori dell’indotto: dopo quattro anni di governo se la cava col pensierino secondo cui “il nostro obiettivo è tutelare la salute pubblica, ma anche preservare un patrimonio industriale importante per la Puglia e la nazione”.
Non si sono meritati una citazione invece, forse per estraneità territoriale, gli operai della Electrolux, in sciopero da ieri dopo che l’azienda ha confermato la chiusura della fabbrica di Cerreto d’Esi e 1.450 esuberi in Italia
Il tema energia è quello in cui più s’è visto l’imbarazzo di Meloni e forse per questo l’unico per il quale la premier s’è lasciata andare al sussulto della proposta, per quanto la sua sparata di ieri ricordi troppo il trumpiano “drill, baby, drill”, trivella, baby, trivella. Dopo essersi vantata – ma a questo punto dovrebbe essere chiaro a tutti che non teme il vecchio detto “chi si loda s’imbroda” – di “aver rotto il tabù del nucleare in Italia”, tecnologia che ci garantirà un futuro di pace, amore e prezzi bassi, ha in sostanza promesso agli italiani che strapagano il pieno dell’auto e vedono le bollette del gas e della luce salire alle stelle che “estrarremo più petrolio dai nostri mari”: “Non c’è bisogno di andarlo a prendere in Qatar – ha scandito con la classica vena sul collo – quando lo abbiamo in Basilicata”.
Ora, per dare l’idea di cosa stiamo parlando, basti dire che l’Italia ha riserve di petrolio certificate per neanche 580 milioni di barili e ne consuma 1,25 al giorno: una quindicina di mesi e tocca ritornare dal Qatar, ammesso e non concesso che il suo ex amico Trump abbia riaperto lo Stretto di Hormuz. Drill, baby, drill
(da Il Fatto Quotidiano)
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Settembre 5th, 2026 Riccardo Fucile
ALLA DOMANDA SU COSA VIENE PRIMA DEL MATRIMONIO, IL 50,8% INDICA COME PRIORITÀ PROPRIO “GODERSI IL TEMPO LIBERO E GLI HOBBY”, PRIMA DI SALUTE E BENESSERE EMOTIVO
Oltre un terzo dei single giapponesi tra i 15 e i 39 anni non ha intenzione di sposarsi, secondo i primi risultati di una vasta indagine governativa. A frenare le nozze sono soprattutto i timori per la stabilità economica e il desiderio di preservare il proprio tempo libero e gli interessi personali.
L’inchiesta, condotta online dall’Agenzia per l’infanzia e le famiglie (Cfa) tra maggio e agosto su un campione di circa 100mila persone, ha raccolto 68mila risposte valide. Tra i celibi e le nubili interpellati – oltre il 60% del totale – il 35,1%, ha dichiarato di non volersi sposare, il 37,5% auspica un matrimonio futuro, mentre solo il 9,5% lo vorrebbe al più presto.
Tra gli ostacoli più citati con possibilità di risposta multipla, al primo posto, al 40% figurano i ‘timori per un reddito sufficiente a garantire una vita familiare stabile’. Seguono al 34,4% la ‘perdita di tempo libero o meno spazio per gli hobby’, ‘l’assenza di un partner desiderato’ al 32,6%, e la ‘mancanza di un alloggio o di risorse per acquistarlo’, per il 30,3%.
Alla domanda su cosa viene prima del matrimonio, il 50,8% ha indicato ‘godersi il tempo libero e gli hobby’, davanti a salute, benessere emotivo e stabilità economica. L’analisi per fasce d’età rivela che, sia tra gli uomini che tra le donne, la quota di chi dichiara di non avere un partner desiderato cresce con l’avanzare degli anni.
Le donne, in tutti i gruppi d’età, risultano più sensibili al tema della disparità nella divisione dei carichi domestici e della cura dei figli. Il sondaggio, primo su larga scala del suo genere, spiega l’ente governativo, intende fornire una base statistica per interventi mirati sul fronte del lavoro, della casa e del welfare familiare. L’Agenzia renderà noti i dati definitivi entro marzo 2027 e utilizzerà i risultati per affinare le politiche giovanili, in un Paese che da decenni convive con il calo della natalità e l’invecchiamento demografico.
(da agenzie)
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Settembre 5th, 2026 Riccardo Fucile
LE DIFFERENZE TRA NORD E SUD RESTANO MARCATE
In un contesto di crescita generalizzata dei prezzi, con un carrello della spesa in Italia che
in cinque anni ha subito un incremento del 29,5%, nel nostro Paese si registrano differenze importati da città a città.
Milano si conferma la città più cara d’Italia anche nel 2026, come osserva il Codacons che ogni anno pubblica l’indagine sui listini al dettaglio in vigore nelle principali città italiane.
Su quali dati si basa l’analisi del Codacons
L’analisi dell’associazione, realizzata sulla base dei dati dell’Osservatorio prezzi del Mimit aggiornati al mese di giugno, prende in esame un paniere composto da 33 voci, di cui 20 prodotti alimentari e 13 servizi (bar, parrucchieri, pizzerie, veterinari, dentisti, cinema, ecc). Il quadro che emerge è quello di un’Italia spezzata in due, con le città del Sud molto più convenienti rispetto a quelle del Nord.
La spesa per il paniere esaminato dal Codacons costa a Milano quasi 693 euro, a Bolzano 652 euro, ad Aosta e Bologna poco più di 640 euro. Napoli risulta la città più economica: la spesa per gli stessi beni e servizi si attesta infatti a 402 euro circa, il 42% in meno rispetto a Milano.
Seguono i 464 euro di Palermo e i 474 euro di Catanzaro. Per acquistare frutta, verdura, carne, pesce, e altri generi alimentari inseriti nel paniere la spesa è di poco superiore ai 200 euro in ben 6 città (Milano, Bolzano, Trieste, Bologna, Genova e Firenze), scende a circa 170 euro a Bari e Palermo, e cala a 154 euro a Pescara, 149 euro a Catanzaro, 140 euro a Napoli.
Nel viaggio dei prezzi realizzato dal Codacons si scopre poi che il pane fresco più costoso tra le città monitorate è venduto a Bolzano e costa in media 7,16 euro al chilo, mentre il prosciutto crudo più “salato” è a Firenze: in media 41,2 euro al chilo.
zucchine più care sono a Trieste (2,98 euro al chilo), che svetta al primo posto in classifica anche per il costo del taglio capelli donna (oltre 33 euro).
Servizi, che cosa è emerso dall’analisi del Codacons
Per i servizi invece le differenze si fanno più nette: servono 491 euro circa a Milano e 452 euro ad Aosta e Bolzano, contro i 292 euro di Palermo e i 262 euro di Napoli.
Per lavare l’auto la spesa varia da un minimo di 8,50 euro di Ancona a un massimo di 21 euro a Bolzano, mentre se si necessita di un dentista per una otturazione conviene risiedere a Palermo, dove bastano 71 euro contro i 176 euro di Aosta.
Per una pizza meglio sedersi ai tavoli di Catanzaro, 10,35 euro il costo medio di un pasto in pizzeria contro i quasi 15 euro di Bolzano, ma se si vuole andare al cinema la città meno cara è Bari, dove il costo medio del biglietto è di 7,3 euro, evitando Bologna (11,5 euro).
L’analisi del Codacons prende in esame anche le spese per gli animali domestici, altra voce che incide sui bilanci di milioni di famiglie: per il servizio di vaccinazione presso un veterinario, il costo medio varia da 29,5 euro a Napoli a un massimo di 63 euro a Milano, mentre per la toelettatura del cane si spendono circa 24 euro a Bari e Catanzaro, quasi 50 euro ad Aosta.
(da Fanpage)
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Settembre 5th, 2026 Riccardo Fucile
MA IN CASO DI BALLOTTAGGIO IL CENTRODESTRA (GRAZIE AI VOTI DEI VANNACCIANI) VINCEREBBE 51% A 49%
La maggioranza è ancora impantanata sulla legge elettorale, specie dopo l’emendamento sul ballottaggio firmato dal parlamentare di FdI Marcello Pera, che ha mandato in confusione gli alleati. Mentre sulle preferenze sembrano essersi ricompattati, sul doppio turno Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia tornano a dividersi. Matteo Salvini ha affossato l’ipotesi e anche gli azzurri sono scettici. FdI invece, prende tempo. Per Meloni però, introdurre il ballottaggio alle prossime politiche, potrebbe esser la chiave per neutralizzare Roberto Vannacci e assicurarsi un secondo mandato. È quanto emerge dall’ultimo sondaggio realizzato da Piave in esclusiva per Fanpage.it. Vediamo come potrebbe andare.
Con il ballottaggio il centrodestra è avanti (di poco)
In uno scenario, con FdI al 25,4%, Lega al 6% e FI all’8,2%, al primo turno il centrosinistra totalizzerebbe il 43,9%, superando il centrodestra, al 40,8%. Il restante 15,3% è composto da Futuro Nazionale, con il 7,6%, e dalle forze centriste. Ad un eventuale secondo turno però, il centrodestra recupererebbe terreno, aggiudicandosi la vittoria con il 51%, contro il 49% del campo largo.
Si tratta chiaramente di una distanza ristretta, in cui va considerato il margine d’errore. “Ad oggi il ballottaggio avvantaggia Meloni, ma è un margine talmente risicato che non è detto che continui a farlo”, commenta a Fanpage.it Gian Piero Travini, analista di Piave.
La destra vincerebbe anche grazie ai voti di Vannacci
Una quota di quei voti arriverebbe dal partito di Roberto Vannacci. Anche se il generale ha rimarcato proprio qualche giorno fa che i suoi consensi “non sono pacchi postali”, bisogna capire “quanto presa avrà sul suo elettorato al secondo turno se optasse per l’astensione”, spiega l’analista, “perché un conto è un partito radicato da anni, un conto è Vannacci. Lui può avere radicamento su chi crede in lui e su un elettorato o ex elettorato M5s per spingerli a non votare al secondo turno, ma non è detto che lo abbia su i delusi di centrodestra che votano Fn e che tornerebbero a votare per non far vincere il centrosinistra: quello è un trigger molto forte per l’elettorato di destra e estrema destra. E non solo. Ad esempio gli elettori di Azione che si trovano davanti a una scelta Meloni-Conte o Meloni-Schlein potrebbero comportarsi molto diversamente al secondo turno anche avendo inclinazioni moderatamente di sinistra, preferendo l’astensione”.
È difficile insomma, che un elettore di Futuro Nazionale che non sia un “vannacciano purista” o un “astensionista” (tra il 10 e il 20% del suo elettorato a seconda di quanto crescerà nel futuro), non torni a votare centrodestra al doppio turno.
(da Fanpage)
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Settembre 5th, 2026 Riccardo Fucile
SECONDO I SERVIZI SEGRETI AMERICANI, DIFFICILMENTE L’IRAN ACCETTERÀ UN ACCORDO A BREVE. ANZI, È BEN FELICE DI CONTINUARE A ROMPERE I COJONI A TRUMP IN VISTA DELLE ELEZIONI DI MEDIO TERMINE
Dopo sei mesi di guerra, l’Iran e’ diventato piu’ sicuro della sua capacita’ di attaccare
obiettivi in Medio Oriente e sembra determinato a continuare il conflitto per esasperare gli Stati Uniti. A riferirlo e’ un rapporto dell’intelligence statunitense di cui ha dato notizia il New York Times.
Secondo i sevizi segreti americani, difficilmente l’Iran accettera’ un accordo a breve. Anzi, e’ ben felice di dare filo da torcere al presidente Donald Trump in vista delle elezioni di medio termine. Nelle prossime settimane, l’Iran potrebbe tornare ad attaccare basi militari americane in Medio Oriente o compiere azioni di guerra ibrida.
Gli 007 ritengono che hacker legati all’Iran siano stati molto probabilmente responsabili di attacchi informatici su oltre 100 sistemi idrici in tutti gli Stati Uniti alla fine di luglio. E ora punterebbero a colpire infrastrutture petrolifere.
(da agenzie)
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Settembre 5th, 2026 Riccardo Fucile
UN MESE FA, ERANO DI 1,997 E 2,097. LA CRESCITA È STATA DI 5,5 CENTESIMI AL LITRO PER LA VERDE E 6,7 PER IL DIESEL. E TANTI SALUTI ALLO “SCONTO” SULLE ACCISE VARATO DAL GOVERNO (2,5 MILIARDI BUTTATI NEL CESSO)
I prezzi dei carburanti aumentano ancora. Secondo i dati del ministero delle Imprese e del Made in Italy rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti, oggi sabato 5 settembre 2026 il prezzo medio in modalità ‘self service’ lungo la rete stradale nazionale è pari a 2,052 euro al litro per la benzina (2,046 euro il prezzo di ieri) e 2,164 euro al litro per il gasolio (2,157 euro il prezzo di ieri).
Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 2,138 euro per la benzina e 2,237 euro per il gasolio. Esattamente un mese fa, il 5 agosto, i prezzi sulla rete stradale erano di 1,997 euro al litro per la benzina e 2,097 euro al litro per il gasolio. L’aumento è stato dunque di 5,5 centesimi al litro per la verde e 6,7 centesimi al litro per il diesel.
(da agenzie)
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Settembre 5th, 2026 Riccardo Fucile
A QUESTI SI AGGIUNGONO 135 CONTRATTI A TERMINE IN SCADENZA CHE NON SARANNO RINNOVATI – LO SCIOPERO È STATO PROCLAMATO DOPO DUE GIORNI DI TRATTATIVA AL MINISTERO DEL MADE IN ITALY
Fim-Cisl, Fiom-Cgil, e Uilm hanno proclamato uno sciopero di otto ore in tutti gli stabilimenti di Electrolux, dopo che la multinazionale svedese ha confermato la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi (Ancona) e ha annunciato 1.450 esuberi in Italia al posto dei 1.719 previsti all’inizio. A questi, ricordano i sindacati, si aggiungono 135 contratti a termine in scadenza che non saranno rinnovati. […]
La maggior parte degli esuberi riguarda gli stabilimenti di Porcia (Pordenone) e Susegana (Treviso). Lo sciopero è stato proclamato dopo due giorni di trattativa al ministero delle Imprese e del Made in Italy, durante la quale Electrolux «ha chiesto di superare gli accordi sindacali sulla organizzazione del lavoro», offrendo «solo modifiche limitate al piano industriale», spiegano i sindacati. […]Il Pd chiede al governo la convocazione del tavolo con il ministro delle Imprese Adolfo Urso, le Regioni, i sindacati e gli enti locali coinvolti. Per i dem «è grave che a fronte di richieste pesantissime ai lavoratori l’azienda continui a mettere sul tavolo tagli».
(da Corriere della Sera)
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Settembre 5th, 2026 Riccardo Fucile
STAVOLTA HANNO PORTATO VIA UNA AFFETTATRICE… “SONO SEMPRE LE STESSE PERSONE E NON SONO STRANIERI”
Quarto colpo in dodici mesi al Bar Mora di Sottomarina, a Chioggia. Nella notte tra il 30 e il 31 agosto, dei ladri sono entrati nel locale portando via per la seconda volta in un anno l’affettatrice (acquistata di recente in sostituzione di quella rubata a settembre 2025), oltre a gelati, caramelle e una bottiglia di scotch whisky.
Esausto dai continui danneggiamenti, il titolare Matteo Boscolo Bragadin ha affisso un cartello rivolto direttamente ai responsabili, lanciando anche un messaggio via social: «Te la ricompro, stesso prezzo come nuova. Se io non lavoro, tu non troverai più nulla da portare via. Se ti servono soldi, posso offrirti un lavoro. Se passi ti offro un caffè».
«Prendono sempre le stesse cose, tranne il vino»
Una provocazione diventata virale e pensata per sensibilizzare la cittadinanza sui ripetuti episodi di microcriminalità che colpiscono le attività commerciali della zona. Sul caso si è mosso anche un blogger locale che avrebbe consegnato nomi e targa del veicolo usato nel furto ai carabinieri.
«L’ho chiamato, mi ha detto di aver fatto denuncia formale proprio ieri mattina, con tutto il materiale. Io non l’ho visionato, non mi sono fatto dire nulla: saranno i carabinieri a verificare se è vero», spiega il titolare a Repubblica. Il gestore si dice convinto che dietro le incursioni ci sia sempre la stessa mano: «Secondo me sono le stesse persone, e non sono stranieri. Prendono sempre le stesse cose: gelati, bibite, birre. Il vino non gli interessa: quindici cartoni, non ne hanno preso uno», racconta a Repubblica.
La solidarietà di Chioggia
Nonostante i costi economici e psicologici, il locale – una storica balera dell’Adriatico attiva da 43 anni – ha ripreso l’attività per il finale di stagione anche grazie alla solidarietà della comunità. «Il materiale immediatamente vendibile, come i gelati, l’ho già rimpiazzato stamattina: il caldo aiuta, la gente viene ancora al mare anche fuori weekend. L’affettatrice la recupereremo da amici. Ci penseremo con calma per la prossima stagione. Adesso bisogna prendere un po’ di respiro, tornare più sereni», spiega Bragadin. «Una signora – racconta – è venuta a offrirci la sua affettatrice, mi ha detto che non la usa e che, se avessi voluto, me la avrebbe regalata. Mi ha spiazzato: non ho saputo cosa risponderle, se non offrirle un caffè».
(da agenzie)
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