SONDAGGIO PIAVE-FANPAGE: CAMPO LARGO AVANTI DI TRE PUNTI
MA IN CASO DI BALLOTTAGGIO IL CENTRODESTRA (GRAZIE AI VOTI DEI VANNACCIANI) VINCEREBBE 51% A 49%
La maggioranza è ancora impantanata sulla legge elettorale, specie dopo l’emendamento sul ballottaggio firmato dal parlamentare di FdI Marcello Pera, che ha mandato in confusione gli alleati. Mentre sulle preferenze sembrano essersi ricompattati, sul doppio turno Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia tornano a dividersi. Matteo Salvini ha affossato l’ipotesi e anche gli azzurri sono scettici. FdI invece, prende tempo. Per Meloni però, introdurre il ballottaggio alle prossime politiche, potrebbe esser la chiave per neutralizzare Roberto Vannacci e assicurarsi un secondo mandato. È quanto emerge dall’ultimo sondaggio realizzato da Piave in esclusiva per Fanpage.it. Vediamo come potrebbe andare.
Con il ballottaggio il centrodestra è avanti (di poco)
In uno scenario, con FdI al 25,4%, Lega al 6% e FI all’8,2%, al primo turno il centrosinistra totalizzerebbe il 43,9%, superando il centrodestra, al 40,8%. Il restante 15,3% è composto da Futuro Nazionale, con il 7,6%, e dalle forze centriste. Ad un eventuale secondo turno però, il centrodestra recupererebbe terreno, aggiudicandosi la vittoria con il 51%, contro il 49% del campo largo.
Si tratta chiaramente di una distanza ristretta, in cui va considerato il margine d’errore. “Ad oggi il ballottaggio avvantaggia Meloni, ma è un margine talmente risicato che non è detto che continui a farlo”, commenta a Fanpage.it Gian Piero Travini, analista di Piave.
La destra vincerebbe anche grazie ai voti di Vannacci
Una quota di quei voti arriverebbe dal partito di Roberto Vannacci. Anche se il generale ha rimarcato proprio qualche giorno fa che i suoi consensi “non sono pacchi postali”, bisogna capire “quanto presa avrà sul suo elettorato al secondo turno se optasse per l’astensione”, spiega l’analista, “perché un conto è un partito radicato da anni, un conto è Vannacci. Lui può avere radicamento su chi crede in lui e su un elettorato o ex elettorato M5s per spingerli a non votare al secondo turno, ma non è detto che lo abbia su i delusi di centrodestra che votano Fn e che tornerebbero a votare per non far vincere il centrosinistra: quello è un trigger molto forte per l’elettorato di destra e estrema destra. E non solo. Ad esempio gli elettori di Azione che si trovano davanti a una scelta Meloni-Conte o Meloni-Schlein potrebbero comportarsi molto diversamente al secondo turno anche avendo inclinazioni moderatamente di sinistra, preferendo l’astensione”.
È difficile insomma, che un elettore di Futuro Nazionale che non sia un “vannacciano purista” o un “astensionista” (tra il 10 e il 20% del suo elettorato a seconda di quanto crescerà nel futuro), non torni a votare centrodestra al doppio turno.
(da Fanpage)
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