Destra di Popolo.net

LA DESTRA SI RIUNISCE (DAVANTI AL GIUDICE): QUANTI GUAI CON LA GIUSTIZIA PER GLI EX AN

Ottobre 29th, 2014 Riccardo Fucile

MATTEOLI INQUISITO PER CORRUZIONE, GASPARRI IMPUTATO PER PECULATO, ALEMANNO A RISCHIO PROCESSO PER FINANZIAMENTO ILLECITO, ALTRI EX CON PROBLEMI GIUDIZIARI….COSI’ E’ FINITA LA DIVERSITA’ MORALE CHE ERA UN ORGOGLIO AI TEMPI DEL MSI

“L’Italia onesta in piazza con la Destra”, “Tangentocrazia, ti spazzeremo via”.
Sabato 17 ottobre 1992   il Movimento sociale italiano sfilava per il centro della capitale: oltre 50 mila neofascisti (definizione rivendicata con orgoglio, anche se ancora per poco) che manifestavano in guanti bianchi a sostegno di Mani pulite.
Contro i partiti corrotti ma anche per simboleggiare, proprio attraverso quei guanti bianchi, la diversità  di un partito non toccato dagli accertamenti della magistratura.
Per una serie di coincidenze, unica ma significativa, a poco più di vent’anni di distanza alcuni dei principali protagonisti di quel corteo sono inquisiti contemporaneamente.
Col paradosso che la diaspora degli ex An, divisi in quattro partiti, sembra riunita proprio dalle inchieste dei pm.
VOLEVAMO I COLONNELLI
L’ultimo è l’ex ministro Altero Matteoli, all’epoca già  parlamentare missino da una decina d’anni e oggi berlusconiano convinto.
La Procura di Venezia ha inviato al Senato la richiesta di autorizzazione a procedere nell’ambito dell’inchiesta sul Mose.
Corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, il reato ipotizzato: Matteoli avrebbe ricevuto complessivamente 550 mila euro in contanti per favorire l’assegnazione al Consorzio Venezia Nuova e alle imprese consorziate i finanziamenti per la bonifica dei siti industriali di Marghera.
Nei giorni scorsi la Giunta delle autorizzazioni di Palazzo Madama ha iniziato l’esame della vicenda, che si preannuncia lunga e complessa.
Chissà  se finirà  come nel 2009, quando Montecitorio negò l’autorizzazione nei suoi confronti per un’indagine che lo vedeva accusato di favoreggiamento: aveva informato il prefetto di Livorno di un’inchiesta che lo riguardava.
Ma Matteoli è solo l’ultimo dei colonnelli di Alleanza nazionale finiti nel mirino della magistratura negli ultimi mesi.
Non se la passa troppo bene nemmeno Maurizio Gasparri, altro ex An rimasto in Forza Italia ( e nel 1992 appena eletto deputato ), dal momento che è sotto processo per peculato: nel 2012, da presidente dei senatori del Pdl, si sarebbe appropriato di 600 mila euro del gruppo per stipulare una polizza vita a lui intestata, indicando i suoi eredi legittimi come beneficiari in caso di morte (la somma è stato poi restituita un anno dopo attraverso due bonifici).
Gasparri ha respinto l’addebito, sostenendo di essersi limitato a tutelare il gruppo parlamentare in previsione di una serie di contenziosi ai quali stava andando incontro. Ma il giudice dell’udienza preliminare non ha ritenuto la motivazione convincente, visto che lo scorso aprile lo ha rinviato a giudizio.
Chi invece un processo lo rischia a breve è un altro federale di peso della Alleanza nazionale che fu: Gianni Alemanno, oggi in Fratelli d’Italia, accusato di finanziamento illecito.
Secondo la Procura di Roma, dietro un falso sondaggio sulla qualità  dei servizi scolastici realizzato nel 2010 si sarebbe in realtà  nascosta una attività  di telemarketing a favore della candidatura di Renata Polverini, nel cui listino era candidata la moglie, Isabella Rauti.
Secondo il gip l’allora sindaco sarebbe stato il regista dell’operazione, avendo di fatto commissionato il sondaggio alla società  di consulenza Accenture, che poi a sua volta lo avrebbe pagato con 30 mila euro ricavati da false fatture.
Luogo dell’incontro, ha sostenuto un manager dell’azienda: lo studio di fisioterapista. I pm un mese e mezzo fa hanno chiesto il rinvio a giudizio ma la decisione del gup non è ancora arrivata.
Da un anno si sono invece perse le tracce di un’altra inchiesta che vede l’ex sindaco inquisito, sempre con l’accusa di finanziamento illecito: quella sulle presunte tangenti versate dalla Menarini per la fornitura di 45 filobus.
Indagine divenuta involontariamente trasversale alla diaspora di Alleanza nazionale: oltre ad Alemanno fra gli indagati c’era infatti anche Paolo Di Paolantonio, attualmente capogruppo di Nuovo centrodestra alla Regione Lazio e marito della deputata Barbara Saltamartini, anche lei altra ex An di rito alfaniano.
LO SCUDO MEDIEVALE
“Ma quale immunità  parlamentare: il popolo, il popolo deve giudicare” gridavano i giovani missini in quel lontano autunno del ’92.
D’altronde l’abolizione dello scudo giudiziario per gli onorevoli era uno dei cavalli di battaglia del Movimento sociale e dell’Alleanza nazionale dei primi tempi.
«Un privilegio medievale che va abolito» tanto per usare la definizione dell’epoca di Gianfranco Fini. E invece, solo per restare a questa legislatura, il sistema dell’autorizzazione a procedere ha già  “salvato” un ex An.
Si tratta di Francesco Proietti Cosimi, stretto collaboratore di Fini dai tempi del Msi e suo segretario particolare dopo la svolta di Fiuggi.
Una fiducia tale da averlo spinto a seguire il leader anche nella disastrosa esperienza di Futuro e libertà .
L’anno scorso la Procura di Roma voleva utilizzare dieci conversazioni telefoniche di Proietti Cosimi in un’inchiesta sul crac della Keis srl, in cui era indagato per bancarotta fraudolenta, emissione di fatture per operazioni inesistenti e finanziamento illecito ai partiti.
Ma prima la Giunta delle autorizzazioni (presieduta da un altro ex colonnello di An, Ignazio La Russa) e poi l’Aula di Montecitorio hanno detto “no”.
Questa la discutibile motivazione: è vero che le intercettazioni erano avvenute fortuitamente sui cellulari della figlia e del nipote, inquisiti prima di lui, ma “ponendo sotto controllo le utenze di suoi strettissimi parenti vi era una certezza quasi assoluta di incorrere in comunicazioni” del deputato.
Di fatto una sorta di estensione dell’immunità  parlamentare anche ai familiari.
L’anno precedente era invece toccato ad Amedeo Laboccetta (altro ex Msi-An rimasto in Forza Italia) essere oggetto di una richiesta di autorizzazione a procedere, per una vicenda divenuta celebre per la sua unicità : la perquisizione a casa del re delle slot machine Francesco Corallo nell’inchiesta sui finanziamenti concessi dalla Bpm (148 milioni nel caso in questione).
In quell’occasione Laboccetta sottrasse ai finanzieri un pc portatile sostenendo fosse suo, lasciando i militari stupefatti e impossibilitati a intervenire proprio in virtù dell’immunità  parlamentare.
Circostanza che valse al deputato un’accusa di favoreggiamento. La Giunta della Camera intimò all’onorevole di restituire il laptop e prima che l’Aula si esprimesse, il deputato lo consegnò ai pm come forma di “rispetto della decisione” e quale segno di “leale collaborazione”.
Peccato, si scoprì poi, che il pc era stato nel frattempo manomesso e che alcuni file cancellati risultavano irrecuperabili.
Insomma, una casistica dai variegati capi d’imputazione.
In ogni caso guai a parlare di “vendetta e accanimento nei confronti di Alleanza nazionale”, come fece nel 2006 Francesco Storace rivolgendosi al pm Henry John Woodcock : per quelle parole il leader de La Destra la scorsa primavera è stato condannato per diffamazione dal tribunale di Roma.

Paolo Fantauzzi
(da “L’Espresso”)

argomento: AN | Commenta »

SCONTRO SUL TESORO DI ALLEANZA NAZIONALE, TRA TASSE, IMMOBILI E MINACCE

Giugno 23rd, 2014 Riccardo Fucile

UN PATRIMONIO DI 160 MILIONI DI EURO…GIOVEDI IL PROSSIMO CDA… GASPARRI: “RESTITUIAMO TUTTO ALLO STATO”

Settanta case che fanno gola a tanti, ma che tra veti incrociati, nodi legali e problemi di natura fiscale rischiano di restare «congelate».
È l’infelice destino del cosiddetto «tesoro» di Alleanza Nazionale, un patrimonio che oltre a una sessantina di milioni di euro «liquidi», comprende anche beni immobili del valore di oltre un centinaio di milioni.
Un «bottino» il cui destino dovrebbe essere discusso nel prossimo CdA della Fondazione An, fissato per giovedì 26 giugno.
Un Consiglio d’Amministrazione che, viste le premesse, si preannuncia infuocato.
Gli antefatti sono noti.
Nel corso del 2013 la Fondazione decise di pubblicare un bando per mettere gli immobili a disposizione di chiunque volesse avviare un progetto aderente ai valori della stessa An.
L’operazione, ovviamente, non aveva esclusivamente finalità  «morali». Fittando gli immobili – seppur a prezzi agevolati – si sarebbe reso redditizio un patrimonio che fino a quel momento aveva costituito solo un costo: in termini di tasse, spese di condominio e assicurazioni.
La legge che ha modificato il finanziamento pubblico ai partiti, però, ha cambiato il quadro e, in attesa di chiarimenti giuridici, la Fondazione si è vista costretta a ritirare il bando.
Sono passati alcuni mesi senza che fatti nuovi intervenissero, così il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri, membro del CdA, ha preso carta e penna e ha scritto agli altri consiglieri per esigere un chiarimento sulla situazione di ogni immobile.
Il senso delle sue richieste era: in che condizione sono gli edifici? C’è qualcuno che li occupa? Vi sono sedi di movimento politici?
In definitiva: cosa si può fare per metterli finalmente a reddito?
A Gasparri aveva risposto il presidente della Fondazione Franco Mugnai, annunciando la creazione di una «task force» – composta a sua volta da diversi consiglieri – a cui erano stati affidati 50.000 euro per studiare una strategia economicamente vantaggiosa per la gestione degli immobili che passasse anche dal trasferimento degli stessi nella piena disponibilità  della Fondazione.
Attualmente, infatti, la maggior parte delle settanta abitazioni è ufficialmente affidata a due società  immobiliari: la Italimmobili srl e la Immobiliare Nuova Mancini srl.
Ma è proprio sul passaggio delle proprietà  alla Fondazione che si incontrano i primi problemi.
A farli emergere è Francesco Biava, vice di Mugnai nonchè responsabile della «Nuova Mancini».
Nella lettera con la quale ha risposto all’ennesima sollecitazione di Gasparri, Biava scrive che gli oneri fiscali a carico della società  immobiliare (Irap ed Ires) «sono calcolati sul valore “storico” degli immobili.
Un eventuale scioglimento delle società  immobiliari, come discusso in CdA, per far confluire tutti gli immobili direttamente nella Fondazione, porterebbe con sè l’obbligo di una rivalutazione catastale degli immobili stessi, ad occhio 10 volte superiore all’attuale, la cui plus valenza comporterebbe una tassazione pari al 27,5% della stessa».
Non si tratta proprio di spiccioli. Basti pensare a quanto ha pagato di imposte nell’intero 2013 la «Nuova Mancini»: circa 24 mila euro di Imu e altri 35 mila tra Irap e Ires.
Cifre destinate a moltiplicarsi in caso di rivalutazione catastale.
A questi vanno aggiunti altri 18mila euro di spese condominiali e 8mila euro di assicurazioni, per un totale di poco inferiore ai 90mila euro annui.
Se si considera che la stessa «Nuova Mancini» gestisce solo 17 dei 70 immobili della defunta An, si comprende come i costi per la Fondazione arrivino a sfiorare il mezzo milione l’anno.
Decisamente troppo per pensare di andare avanti così.
Ma oltre all’aspetto economico c’è quello giuridico. Perchè se nelle sedi della defunta An fosse ospitata «gratuitamente» qualche associazione di natura politica, si rischierebbe di violare la nuova legge sul finanziamento ai partiti.
Da questo punto di vista, almento per quanto riguarda la «Nuova Mancini», Biava tranquillizza Gasparri: «Nessuno dei 17 cespiti immobiliari – scrive ancora – risulta essere sede di un partito politico. Cinque risultano pienamente utilizzate a vario titolo dai custodi, tre sono utilizzate dai custodi solo occasionalmente, tre non sono utilizzate e restano a disposizione, tre non sono utilizzate e sono inagibili per vari motivi, due sono senza custode territoriale e le chiavi sono nella disponibilità  della Nuova Mancini, una è occupata “sine titulo” ed è stata già  da tempo aperta una causa per rientrarne in possesso».
Per quanto riguarda le sedi gestite invece dalla Italimmobili sono attesi invece chiarimenti entro il CdA del 26.
In caso contrario c’è già  chi, tra i consiglieri, vorrebbe trasferire la documentazione alla Prefettura di Roma, cui spetta il riconoscimento giuridico delle fondazioni.
«A questo punto – spiegava Gasparri nei giorni scorsi – sarebbe meglio riconsegnare tutti gli immobili allo Stato».
Si eviterebbero altri scontri e problemi legali.
Ma chi rinuncerebbe a un tesoro di oltre cento milioni di euro?

Carlantonio Solimene
(da “il Tempo”)

argomento: AN | Commenta »

I MAGISTRATI INDAGANO SUI TANTI AFFARI TRA MATTEOLI E L’IMPRENDITORE ERASMO CINQUE

Giugno 20th, 2014 Riccardo Fucile

LA SUA AZIENDA OTTENEVA QUOTE DI CANTIERI MILIONARI PER OPERE PUBBLICHE IN VENETO, LAZIO E LOMBARDIA

Un’impresa virtuale. Così le carte dell’inchiesta veneziana sul Mose descrivono la Socostramo di Erasmo Cinque, costruttore romano che è stato consigliere del ministro Altero Matteoli.
Lo scrive “l’Espresso” nel numero in edicola il 20 giugno.
Dai documenti consultati dal settimanale risulta che in effetti la Socostramo ha operato, più che con ruspe e scavatrici, attraverso un fitto trading di partecipazioni in importanti consorzi per realizzare opere pubbliche in Veneto, Lazio e Lombardia.
Nell’area di Venezia, Cinque ha ceduto alla Mantovani di Romeo Chiarotto e Piergiorgio Baita la sua quota nei consorzi La Quado, Fagos e Talea ricavando oltre 15 milioni di euro da attività  che risultavano bloccate per il blocco dei finanziamenti statali.
Nel 2012 la Socostramo ha incassato altri 15,3 milioni di euro da un lodo per i lavori sull’Appia nella zona di Albano Laziale.
In Lombardia, dove la Socostramo partecipa al raggruppamento che costruisce la piastra dell’Expo e alle bonifiche, c’è un’indagine aperta sulla ristrutturazione della caserma dei carabinieri in via Montebello a Milano.
Ma la partita finanziaria più rilevante riguarda l’Arcea Lazio, società  mista fra la Regione e un gruppo di privati fra i quali Cinque.
Arcea doveva realizzare l’autostrada Roma-Latina ma si è limitata a sperperare decine di milioni di euro in consulenze e progetti.
Dopo la liquidazione della società  e la perdita della concessione, Cinque ha fatto causa e ha vinto un lodo arbitrale da 43 milioni di euro contro il quale l’amministrazione pubblica ha proposto appello.
Il rapporto molto stretto tra Matteoli e Cinque è ribadito dal ruolo del costruttore nella Fondazione per il bene comune creata dall’ex ministro dell’Ambiente e poi delle Infrastrutture.

Gianfrancesco Turano

argomento: AN, Giustizia | Commenta »

“CHI UTILIZZA I SETTANTA IMMOBILI DELLA FONDAZIONE AN? SONO IN STATO DI ABBANDONO? SONO SEDI POLITICHE ATTIVE? CHI LE USA?”

Giugno 19th, 2014 Riccardo Fucile

GASPARRI: “SONO MESI CHE LO CHIEDO E NESSUNO MI RISPONDE”…C’E’ QUALCOSA DA NASCONDERE?

Una «task force» per risolvere il nodo del patrimonio immobiliare della Fondazione Alleanza Nazionale.
È la prima iniziativa messa in campo dalla Fondazione stessa per affrontare un problema, quello degli edifici appartenuti al defunto partito di via della Scrofa, che con il passare del tempo si è complicato sempre più e che all’ente nato sulle ceneri di An costa sia in termini di imposizioni fiscali che di svalutazione del valore di mercato.
Meno di un anno fa la Fondazione aveva deciso di emettere un bando per permettere, a titolo oneroso agevolato, l’utilizzo degli immobili «da parte di soggetti di area». Successivamente, però, l’approvazione della riforma sul finanziamento ai partiti aveva consigliato un «congelamento» del bando e la situazione era rimasta invariata.
Al punto che il vicepresidente del Senato e membro del CdA della Fondazione, Maurizio Gasparri, aveva scritto agli altri consiglieri per sollecitare una soluzione che permettesse di mettere a reddito gli immobili: una settantina.
Alla lettera di Gasparri ha risposto due giorni fa il presidente della Fondazione Franco Mugnai. «Non vi è dubbio che la gestione del nostro patrimonio immobiliare sia questione delicata ed urgente» ha ammesso Mugnai.
Comunicando, però, che nel corso dell’ultimo CdA, tenutosi il 12 giugno, è stata creata una «squadra» che avrà  il compito di «approfondire, con la massima sollecitudine, le complesse problematiche fiscali, tributarie etc, afferenti l’eventuale scioglimento/assorbimento delle società  (immobiliari, ndr) con conferimento sostanziale dei beni alla Fondazione, destinando peraltro uno specifico budget di 50.000,00 a tale operazione».
In pratica, la Fondazione vorrebbe «cancellare» le società  che detengono ufficialmente gli edifici: l’Italimmobili Srl e l’Immobiliare Nuova Mancini srl.
Inoltre il «team» – che sarà  composto dallo stesso presidente Mugnai, dal segretario generale Antonio Giordano, dai consiglieri Antonino Caruso e Maurizio Leo e dai presidenti delle due società  immobiliari – dovrà  «elaborare possibili soluzioni inerenti la complessiva gestione del patrimonio da sottoporre al Consiglio»
Un impegno che Gasparri, che ha sollevato la vicenda, sembra apprezzare, ma che non giudica sufficiente.
Lo stesso giorno, infatti, il vicepresidente del Senato ha scritto una nuova lettera ai consiglieri: «Caro Franco, resta il fatto – ha sottolineato – che passano i mesi e non si sa se e da chi vengano utilizzati gli immobili ex An».
«Ho chiesto e chiedo – ha continuato Gasparri – prima ancora di diverse soluzioni organizzative per la gestione del patrimonio, di rendere noti gli eventuali utilizzatori di questi immobili. Sono tutti in abbandono? Sono sedi politiche attive? Utilizzate da chi? A questa semplice domanda si può e si deve rispondere subito e credo che chi presiede le società  proprietarie degli immobili debba fornirti, e poi tu a noi, ogni notizia disponibile. Anche, spero di no, di non sapere nulla di quel che accade. Però così non si può andare avanti».
Il caso non finisce qui.

(da “il Tempo”)

argomento: AN | Commenta »

CONTRORDINE EX CAMERATI: “BOCCHINO AL SECOLO? FARA’ SOLO IL MANAGER”: ALLORA SIAMO A POSTO

Giugno 17th, 2014 Riccardo Fucile

FRATELLI D’ITALIA PRIMA LO NOMINA ORA NEGA QUASI TUTTO… L’EX DIRETTORE DE ANGELIS POLEMICO

Nuova puntata del “Grande fratellastro” sugli schermi degli stabilimenti balneari convenzionati alla catena “duri e puri”, tra venditori di meloni e vu cumpra’.
Dopo la nomina alla direzione del “Secolo d’Italia” di Italo Bocchino e le proteste di donna Assunta Almirante, nuovo colpo di scena che arriva attraverso la precisazione postuma di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale in affitto.
L’esordio del comunicato di FdI non è dei migliori: «Italo Bocchino non è iscritto a FdI e non ricopre alcun incarico nel movimento”. Ricorda tanto quei comunicati che, negli anni di piombo, stilava la federazione milanese (e non solo) del Msi per “scaricare” qualche camerata che, magari per difendersi, era finito nei guai.
Ma veniamo al dunque: “per quanto concerne il “Secolo d’Italia”, il consiglio di amministrazione della Fondazione Alleanza nazionale si è limitato a prendere atto di una lettera del comitato di redazione con la quale si comunicava “la disponibilità  del collega Bocchino a realizzare un comparto marketing finalizzato al reperimento di risorse pubblicitarie”, conferendo allo stesso l’incarico di direttore del marketing e dei relativi aspetti editoriali».
Insomma Bocchino, tra un impegno con Romeo e un articolo sotto pseudonimo, passava da quelle parti, ha scritto due righe, il comitato di redazione le ha girate alla Fondazione che lo ha nominato ipso facto direttore del marketing.
Fratelli d’Italia precisa che “stabilire e dirigere la linea politica del “Secolo d’Italia” non rientra nelle competenze di Bocchino, ma è compito che rimane nelle mani del vicedirettore responsabile Girolamo Fragalà  o in ipotesi di altro soggetto a cui venisse conferito esplicitamente tale incarico».
FdI-An conclude sottolineando che nessuno ha «assegnato a Bocchino il ruolo di “federatore” del centrodestra» e che «l’organizzazione della festa del Secolo d’Italia, qualora dovesse tornare, spetterebbe ad altri organismi».
A stretto giro arriva il primo commento dell’ex direttore Marcello De Angelis: «La Fondazione ha tutto il diritto di nominare un direttore editoriale che si occupi di reperire pubblicità , cosa che purtroppo non ha fatto quando a chiederlo sono stato io per sostenere economicamente il Secolo che dirigevo».
Il rapporto tra De Angelis e il «suo» Secolo si è concluso in modo burrascoso: «più di quanto detto non aggiungo perchè attualmente ho una vertenza in corso col Secolo e non sarebbe corretto…» dichiara a “il Tempo” di Roma.
Ma vediamo come stanno realmente le cose, al di là  degli incarichi formali.
Intanto Bocchino ha rilasciato diverse interviste dalle quali emerge non solo un suo ruolo di addetto marketing ma anche quello prettamente politico di “unificatore” delle varie componenti del centrodestra.
Vi sono, è vero, aspetti di rilancio pubblicitario come il progetto di ritorno nelle edicole romane e quello della trasformazione della sede storica di via Della Scrofa in un caffè letterario.
Ma Bocchino vuole e ha necessità  di guardare a tutta la galassia del centrodestra per raccogliere la pubblicità  a trecentosessanta gradi e per evitare che i conti (già  in rosso) subiscano un ulteriore trauma .
Per questo ha chiesto come condizione, per poter attrarre pubblicità , che Il Secolo abbia attenzione per tutte le componenti di An: da chi ha scelto Fi agli alfaniani, dai meloniani ai larussiani, ovvero “per tutti gli ex An ovunque siano finiti nel centrodestra”.
In sostanza o il Secolo trova pubblicità  o chiude.
E per trovarla non può essere solo l’organo di partito di Fratelli d’Italia.
Un progetto peraltro condiviso dai vertici di FdI,   ma che gli stessi, per convenienza e per non sputtanarsi con la base che non vuole sentir parlare di Bocchino, vorrebbero nascondere.
E Bocchino è funzionale a Fdi e a quel progetto, salvo il difetto di parlare troppo.
Quindi certi comunicati sono davvero un “tappullo peggior del buco”: chi ha approvato la nomina di Bocchino a direttore editoriale del Secolo?
Parlano i fatti.
A Bocchino è andato il voto unanime di tutto il CdA della Fondazione Alleanza Nazionale in cui figurano La Russa, Alemanno, Meloni (per Fratelli d’Italia),   Gasparri, Matteoli, Martinelli (per Forza Italia) e i finiani Donato La Morte ed Egidio Digiglio (questi ultimi assenti al voto).
Se ne deduce che gli unici distinguo sono arrivati dai finiani, non certo dai cocuzzari.
Buon bagno a tutti.

argomento: AN, Fratelli d'Italia | Commenta »

LE COMICHE FINALI: ORA DONNA ASSUNTA VUOLE BOICOTTARE “IL SECOLO D’ITALIA” (CONTRO BOCCHINO), COME SE QUALCUNO LO LEGGESSE

Giugno 16th, 2014 Riccardo Fucile

BOCCHINO: PRIMA LO HANNO ALLEVATO, ORA NON LO VOGLIONO… PRIMA LO VOTANO DIRETTORE ALL’UNANIMITA’ E ORA FANNO FINTA DI CADERE DAL PERO… ESILARANTE STORACE: “SONO IN ASPETTATIVA, SE TORNO NON VOGLIO GENUFLETTERMI AD ALFANO”: HA RAGIONE, LUI E’ ABITUATO A LUSTRARE LE SCARPE DIRETTAMENTE A SILVIO

Leggiamo sul ben informato quotidiano romano “il Tempo” che “è rivolta a destra contro la nomina di Italo Bocchino a direttore editoriale del “Secolo D’Italia”.
Contro l’ex colonnello finiano insorge in particolare la famiglia Almirante, che dedica al neodirettore diversi post «di fuoco» su Facebook.
A farsi sentire per prima è la figlia di Giorgio Almirante, che non fa nulla per nascondere la sua irritazione.
«Sono rimasta basita alla notizia – scrive -. Il giornale che è stato organo del MSI e poi di An, che ha aperto le porte a tanti giovani che sono poi diventati noti giornalisti che ha avuto direttori come Almirante, Tripodi, Giovannini, Accame in mano a Bocchino! Vergogna! Si vuol forse aprire una porta a Fini? Non si può premiare chi ha contribuito a distruggere il nostro mondo! Anche perchè non ci troviamo davanti al nuovo Indro Montanelli».
Passano poche ore e tocca a Donna Assunta esprimere la sua indignazione: «Propongo di non leggere e non aprire la pagina del Secolo d’Italia fino a quando non sarà  fatta completa chiarezza! Nel caso in cui verrà  confermato credo che sarà  opportuno prendere dei provvedimenti»
Parole dure, come quelle postate da diversi militanti sui profili Facebook degli esponenti di Fratelli d’Italia.
Proprio nel partito della Meloni la nomina di Bocchino ha creato più di un malumore, e c’è chi prova a fare dei distinguo: «Non siamo stati noi a sceglierlo – spiega Fabio Rampelli – ma il CdA della Fondazione An. Che è cosa ben diversa da Fratelli d’Italia».
E c’è anche chi rimprovera a Bocchino l’eccessivo protagonismo degli ultimi giorni. «Certo – commenta Maurizio Gasparri, membro di quel CdA della Fondazione An che ha ratificato all’unanimità  la nomina – se Italo avesse evitato di rilasciare interviste a destra e a manca, forse sarebbe stato meglio. Neanche l’avessero fatto segretario generale dell’Onu…».
Mentre Francesco Storace, leader de La Destra, commenta preoccupato l’ipotetica nuova linea politica del giornale on line: «Fa rabbrividire leggere che il Secolo diventerà  uno “strumento a disposizione della destra, ovunque sia collocata con la diaspora: Ncd, Fi o Fdi”. Io sono dipendente del Secolo in aspettativa non retribuita. Se domani torno a scrivere lì devo genuflettermi a Quagliarello, Lorenzin, Alfano, Scopelliti?».
Lui, il neodirettore, preferisce non replicare alle accuse: «Non mi interessano queste polemiche, ora bisogna lavorare per unire».
E, nel pomeriggio, annuncia il ritorno della Festa del Secolo: «Tornerà  da questo anno – svela – come appuntamento di tutta la destra e per la ricostruzione del centrodestra. Cambiano i partiti, ma le tradizioni politiche che hanno fatto la storia politica italiana restano le stesse».
Sempre che i militanti siano d’accordo.

A leggere quanto riporta “il Tempo” non si sa se ridere o piangere.
Sicuramente sorgono alcune spontanee domande:
1) Donna Assunta che carica aveva nel Msi? Per fortuna nessuna, altrimenti si sarebbe sfasciato prima del tempo, visto che riesce a stretto giro a dire una cosa e a smentirla il giorno successivo.   (“Non vado al congresso dei Fratelli d’Italia”…salvo accomodarsi in prima fila il giorno dopo)
Quindi eviti di parlare come fosse depositaria di chissà  quale testamento politico: la sua opinione vale come quella di qualsiasi iscritto dell’epoca.
2) Se le persone non hanno il pregio della coerenza, a maggior ragione dovrebbero avere almeno il decoro del silenzio: o vogliamo pubblicare le sue decine di dichiarazioni entusiastiche quando Almirante nominò Fini suo delfino?
Aveva forse sollevato obiezioni donna Assunta quando Bocchino cresceva alla corte di Tatarella, coccolato da Almirante (vedi foto) e faceva carriera in An? Non ci risulta.
3) E’ nota la nostra “stima” per Bocchino, ma è esilarante che tutte le componenti della Fondazione An lo nominino direttore editoriale del Secolo d’Italia (da Fratelli d’Italia a Forza Italia e sottocorrenti varie) salvo poi negarne la paternità  di fronte alle proteste della presunta base di lettori.
Come se Bocchino fosse stato chiamato a dirigere il Corriere della Sera e non , salvo qualche pagina culturale di livello, il giornalino della parrocchietta della Meloni, con una linea editoriale tra La Padania e il Giornale.
Potremmo dire “altro che il giornale intelligente diretto da Flavia Perina”, ma a questo punto ci costringono persino a rimpiangere il “caro nemico” Cesco Giulio Baghino.
4) Tra grida di “vergogna”, chi auspica “provvedimenti” e chi propone “di non leggerlo” (cosa che già  fanno i più, quindi ci vuole poco a raggiungere l’obiettivo) sembra di assistere a una discussione dei Cinquestelle: a quando una votazione on line pilotata da Assunta Casaleggio con controllo dei voti affidati ai discendenti diretti?
Il tema potrebbe essere “Quale Bocchino vi piace? Quello della prima fase tatarelliana, quello della fase finiana, quello alle dipendenze di Romeo o quello convertito sulla via della Garbatella?”
5) Il grande Storace (gli concedo “il grande”, così forse evito i suoi cortesi “apprezzamenti” via mail) ricorda il suo status di “dipendente del Secolo in aspettativa non retribuita”. e si preoccupa, in caso di suo ritorno al giornale, dell’eventualità  che debba genuflettersi ai vari Alfano e Quagliarello.
Ma come direbbe il Razzi di Crozza: “non penso…ritengo che Alfano & C. avrebbero il dovuto rispetto per le sue ginocchia logorate dalle scale di palazzo Grazioli durante le sue periodiche salite al santuario della destra etica, identitaria e sociale”.
Conclusione: il più lungimirante alla fine è Bocchino che, con un cast di caratteristi di questo genere, sta meditando di riportare sulle scene la commedia all’italiana, attraverso la riesumazione delle “feste del Secolo”.
Dai palchi dei comizi al palcoscenico delle compagnie di giro.
In fondo basterebbe che ciascun ex An interpretasse se stesso e al botteghino ci sarebbe la coda.
Altro che gadget, qua si fiuta l’affare del “Secolo”.

argomento: AN | Commenta »

ORA CI PENSA BOCCHINO A RICOSTRUIRE IL CENTRODESTRA

Giugno 14th, 2014 Riccardo Fucile

DOPO UN ANNO ALLA CORTE DEL DISCUSSO IMPRENDITORE ROMEO, GLI EX COLONNELLI DI AN LO NOMINANO DIRETTORE EDITORIALE DEL “SECOLO D’ITALIA”

Scomparso. Per 14 mesi Italo Bocchino non si è fatto vedere nè sentire: niente dichiarazioni, nessun dibattito, neanche un tweet.
La notizia è che l’ex colonnello di An e vicepresidente Fli, classe 1967, da lunedì torna in pista: è il nuovo direttore editoriale del Secolo d’Italia, storica testata prima dell’Msi, poi di An.
Il “lancio” avviene attraverso un’intervista a “Libero”, quotidiano berlusconiano ortodosso che in passato lo aveva “massacrato” anche per le sue vicende giudiziarie e private.
Ecco il testo dell’intervista-presentazione.

Scusi Bocchino, ma dove è stato?
«Mi sono preso un anno sabbatico, ho staccato tutto, letto poco i giornali, non ho rilasciato una sola dichiarazione nè partecipato a dibattiti. Ho detto no anche agli inviti in tv».
E come ha trascorso il suo anno-off, dopo un ventennio di Parlamento, sempre in prima fila?
«Ho lavorato nel privato, alle relazioni esterne di un gruppo importantissimo, la Romeo Gestioni. È stata una esperienza impagabile e, soprattutto, utile: chi fa politica spesso non si rende conto di quanto la burocrazia ostacoli le aziende».
Fatto sta che si è deciso a tornare. La politica è una malattia…
«È una passione, più che altro. Chiariamoci, però: io non torno alla politica attiva, non ho alcuna intenzione di farlo per molte ragioni».
Tipo l’operazione Fli, che non è stata proprio un successo?
«Il risultato non buono che abbiamo avuto alle Politiche è certamente una ragione. Anzi, guardi, chiamiamola col suo nome: è stata una sconfitta. E io mi sento corresponsabile».
Mica era solo. C’era pure Gianfranco Fini che, invece, torna alla politica attiva. In che rapporti siete rimasti?
«Siamo amici, ovviamente i rapporti sono ottimi».
Fini organizza un’ «assemblea» a fine mese. Non parteciperà ?
«Gianfranco è convinto che si possa dare un contributo al centrodestra dall’esterno, ma io la penso diversamente. Credo che la storia dimostri che gli elettori non gradiscono le novità , vorrebbero innanzitutto ricostruzione».
Quindi non andrà  all’assemblea e, invece, tornerà  al suo primo mestiere, il giornalismo
«Esattamente. Io penso che sia possibile dare un contributo al centrodestra, soprattutto di idee, e che si debba farlo partendo da quello che già  c’è e che non è poco».
Beh, Matteo Renzi, alle Europee ha spianato tutti…
«È una analisi superficiale. Il centrodestra sta meglio di come lo raccontano: alle Politiche era al 29%, oggi al 31%. Nel mentre sono successe alcune cose tipo che il suo leader è stato condannato, cacciato dal Senato, assegnato ai Servizi sociali…».
C’era – o avrebbe dovuto esserci – il resto del centrodestra, no
«Fdi ha raddoppiato i voti, la Lega ha avuto un buon risultato, Ncd è di centrodestra, no? Sei milioni di moderati non hanno votato: vanno recuperati».
Come sarà  il suo Secolo d’Italia?
«L’obbiettivo è diventare punto di riferimento per tutta la destra e per coloro che si sentono di destra, in qualunque partito militino e chiunque abbiano votato tra Fi, Fdi e Ncd. La redazione è solida, di 16 giornalisti, consapevole che la missione è importante: favorire la ricostruzione del centrodestra a partire dalle idee».
Ai tempi dello “strappo”, ebbe duri scontri con i Colonnelli, per esempio La Russa: l’hanno perdonata ?
«Quando la Fondazione An ha proposto la mia nomina c’erano tutti: Ignazio, Altero Matteoli, Maurizio Gasparri, Gianni Alemanno e Giorgia Meloni. Il voto è stato all’unanimità . In politica le cose cambiano e i rapporti personali sono sempre stati buoni. Bisogna mettere da da parte il passato e lavorare per il futuro: un giornale può essere strumento utile».
Pensa che il Cavaliere, dopo tutto quello che vi siete detti, leggerà  mai il suo Secolo d’Italia?
«Me lo auguro, visto che vogliamo dare un contributo al centrodestra e che lui, piaccia o no, è l’azionista di maggioranza del centrodestra».
Berlusconi accusa Fli di avere partecipato ad un complotto internazionale ai danni del suo governo. È andata così ?
«Sicuro ci sono state spinte internazionali perchè il suo governo cadesse e qualcuno in Italia si è prestato al gioco. Ma ciò non significa nè che ci sia stato un complotto, nè che lui non avesse qualche responsabilità : la politica estera era troppo schiacciata su Putin e Gheddafi, la politica economica di Giulio Tremonti non convinceva e anche se le sue vicende personali lo avevano indebolito agli occhi dei partner stranieri. È una vicenda complessa, che a tempo debito andrà  approfondita. Verrà  quel tempo».

In verità , secondo fonti giornalistiche di un anno fa (vedi Lettera 43 e Dagospia), Italo Bocchino sarebbe stato reintegrato da subito come “inviato parlamentare a 3.000 euro al mese” al Secolo d’Italia.
Abbinando a questo un incarico di collaborazione con   Alfredo Romeo, l’imprenditore napoletano a capo di un impero, il gruppo Romeo, che prende appalti dalle pubbliche amministrazioni e dalle società  pubbliche.
Romeo è stato condannato, pena sospesa, per corruzione e turbativa d’asta, dopo un’inchiesta che tirò in ballo proprio Italo Bocchino per una serie di intercettazioni.
«Siamo un sodalizio», diceva Bocchino in una delle telefonate. «Quindi poi ormai…siamo una cosa…quindi…consolidata, un sodalizio, una cosa solida…una fusione di due gruppi».
Secondo i magistrati della procura di Napoli in quelle intercettazioni c’era “l’evidenza di un canale privilegiato tra Romeo e Bocchino per orientare le decisioni del gruppo di An al Comune di Napoli in merito a un mega appalto, il Global Service, che stava molto a cuore a Romeo”.
Nella conversazione intercettata vi è la dichiarazione di «un soddisfatto Bocchino», commentano i pm, «per l’esito del ritiro degli emendamenti più ‘fastidiosi’ proposti dal gruppo consiliare di An con riferimento alla delibera avente a oggetto il progetto Global Service».
In pratica Bocchino avrebbe avuto in questo anno “un incarico di lobbista per un gruppo che lavora con la pubblica amministrazione”.
Nel frattempo ha ricucito i rapporti con gli ex colonnelli An, fino ad arrivare alla nomina all’unanimità  a direttore editoriale del “Secolo”.
Un incarico (ben remunerato) per “ricostruire il centrodestra”.

argomento: AN | Commenta »

GLI IMMOBILI FANTASMA DI AN: IL “TESORETTO” SI SVALUTA E NON RENDE

Giugno 14th, 2014 Riccardo Fucile

DI NUOVO POLEMICHE SULLA GESTIONE DEL FONDO DA PARTE DELLA FONDAZIONE AN

Torna a far discutere il «tesoro» di Alleanza Nazionale, gestito dalla Fondazione An dopo lo scioglimento del partito nel Pdl.
Si tratta di un patrimonio di oltre 150 milioni di euro tra liquidità  (55 milioni dai rimborsi elettorali) e beni immobili, del valore di un altro centinaio di milioni.
Negli ultimi anni, complici anche alcune grane giudiziarie ancora in via di risoluzione, il patrimonio è rimasto di fatto bloccato, se si eccettua l’organizzazione di alcune iniziative andate in scena nelle ultime settimane per commemorare la figura di Giorgio Almirante a cento anni dalla sua nascita.
La situazione sembrava essersi sbloccata nel luglio 2013, quando il CdA della Fondazione decise di emettere due bandi per utilizzare finalmente parte del patrimonio.
Da un lato si mettevano in palio poco più di un milione di euro – frutto degli interessi maturati relativamente alla parte «liquida» – per progetti inerenti l’ambito culturale «di destra». In secondo luogo, si offriva a varie associazioni – sempre riconducibili all’area politica della vecchia Alleanza Nazionale – la possibilità  di affittare una settantina degli immobili di proprietà  della Fondazione.
Un sistema che, tra l’altro, avrebbe permesso all’ente anche di far fruttare economicamente un patrimonio che, altrimenti, avrebbe costituito esclusivamente un costo in termini di imposte.
Nonostante i bandi indicassero termini perentori – entro il 30 settembre dovevano pervenire le varie proposte e poi una commissione apposita le avrebbe valutate – nel corso dei mesi non se ne è più parlato.
Almeno fino allo scorso aprile, quando il cda della Fondazione ha deciso di annullare entrambe le iniziative.
Spiegando la scelta con le incognite giuridiche generate dalla nuova legge sul finanziamento ai partiti.
«A seguito dell’entrata in vigore della Legge n.13/2014 – si leggeva nel comunicato ufficiale della Fondazione – si è reso necessario procedere a un riesame completo del lavoro di selezione dei progetti / domande, già  svolto dalle rispettive Commissioni competenti, onde evitare possibili violazioni di legge».
Il «riesame completo» finora non è ancora stato completato.
Tanto che nel CdA della Fondazione svoltosi giovedì di tutto si è parlato – compreso l’eventuale rilancio del Secolo d’Italia on line – tranne che degli immobili.
Al punto che Maurizio Gasparri, membro dello stesso CdA, ieri ha preso carta e penna e ha scritto una lettera agli altri consiglieri per chiedere quali siano le reali intenzioni della Fondazione riguardo la gestione di un patrimonio finito da troppo tempo in un «limbo» inspiegabile.
«Sono diverse riunioni del Consiglio d’Amministrazione della Fondazione che chiedo lumi sulla gestione del patriomonio immobiliare di proprietà  della Fondazione stessa» scrive il vicepresidente del Senato.
«Dopo le numerose richieste – prosegue – al CdA del 12 giugno scorso mi è stata consegnata solamente una relazione stringata sulla gestione di una sola società  immobiliare. Da tre anni, i bilanci vengono chiusi con forti perdite. In virtù di questa situazione alquanto confusa chiedo di effettuare una riunione del CdA della Fondazione con all’ordine del giorno l’analisi, immobile per immobile, di tutto il patrimonio, per poter individuare in che stato si trova, chi ne è in possesso, i costi annuali, le potenzialità  reddituali».
«Nella stessa riunione del CdA – scrive ancora Gasparri – si dovrà  anche discutere e prendere una decisione sulla strategia di gestione del patrimonio al fine di evitare ulteriori perdite d’esercizio causate dal ritardo della messa a reddito degli immobili». «Tutto ciò – la conclusione del senatore di Forza Italia – anche al fine di evitare responsabilità  degli amministratori delle società  immobiliari nonchè dei membri del CdA della Fondazione».
Peraltro, alcuni degli immobili citati nel bando risulterebbero «occupati» senza che alla Fondazione sia corrisposto alcun affitto.
È il caso, ad esempio, dei 12 vani di via Paisiello 40, a Roma, nei quali Francesco Storace ha aperto la sede del suo Giornale d’Italia .
Per questo immobile, però, è stato già  avviato un confronto con la Fondazione che potrebbe portare presto alla stipula di un regolare contratto d’affitto.

Carlantonio Solimene
(da “il Tempo”)

argomento: AN | Commenta »

SCONTRO TRA I LE PEN: “MIO PADRE CI DANNEGGIA”, JEAN MARIE: “SIETE DIVENTATI COME GLI ALTRI PARTITI”

Giugno 10th, 2014 Riccardo Fucile

DOPO LA PUBBLICAZIONE SUL SITO DEL PARTITO DI UN VIDEO ANTISEMITA DEL VECCHIO FONDATORE, LA FIGLIA SI RIBELLA… SE IN ITALIA IL “TRADITORE” E’ FINI, PER LA MELONI E GLI EX AN LA TRADITRICE DOVREBBE ESSERE LA LORO ALLEATA MARINE

Le Pen padre contro Le Pen figlia, si acuisce lo scontro tra il fondatore del Front National, Jean-Marie e la figlia Marine, protagonisti di uno psicodramma politico-familiare senza precedenti nella storia del partito.
Ieri, per la prima volta, la figlia si è scagliata con forza contro una battuta dalle forti connotazioni razziste e antisemite del padre ottantacinquenne, che a fine maggio è stato rieletto per un terzo mandato all’Europarlamento di Strasburgo.
In un video pubblicato sul sito del Front National – che nel frattempo Marine ha fatto rimuovere – l’anziano politico attaccava numerosi artisti che hanno preso posizione contro il Fn: tra loro la cantante Madonna, l’umorista Guy Bedos, il campione di tennis Yannick Noah e il popolarissimo cantante di origini ebraiche, Patick Bruel, campione di vendite in Francia.
Le critiche di Bruel? “La prossima volta ne faremo un’infornata…”, commentava soddisfatto Jean-Marie Le Pen, suscitando shock e indignazione in tutto il Paese. Tanto che il governo socialista di Francois Hollande ha chiesto di procedere alla sua espulsione dal partito.
Ma questa volta a reagire in modo inedito è stata anche la bionda Marine, da tempo impegnata nel ripulire l’immagine del partito.
Vista “la lunghissima esperienza politica di Jean-Marie Le Pen, non aver saputo vedere in anticipo l’interpretazione che sarebbe stata fatta di quella formulazione è un errore politico di cui il Front National subisce le conseguenze”, ha tuonato la Le Pen, forte del suo risultato nelle elezioni europee, dove il Fn si affermato come primo partito di Francia.
La risposta del padre non si è fatta attendere: “Considero che l’errore politico sia di quelli che si sono allineati al pensiero unico”.
E ancora: “Vorrebbero assomigliare agli altri partiti politici. Se questo è il desiderio di un certo numero di dirigenti del Fn, ci sono riusciti. Sono loro che hanno fatto un errore politico, non io”, ha proseguito Jean-Marie intervistato questa mattina da radio RMC, in quello che è un chiaro monito contro la linea politica della figlia.
Condannando per la prima volta le parole del padre, Marine compie una tappa supplementare nella sua strategia di rinnovamento dell’immagine del partito, ponendosi inoltre come vero ed unico capo, forte dell’exploit nel voto Ue.
La presidente del Fn, che ha già  qualificato la Shoah come il “massimo della barbarie” (mentre il padre è stato condannato per aver definito le camere a gas “un dettaglio della storia”) non può più permettersi di tollerare le provocazioni di papà .
Motivo? Minacciano pesantemente le sue ambizioni per le elezioni presidenziali del 2017 e ostacolano la sua volontà  di formare, insieme agli altri euroscettici d’Europa, un gruppo indipendente al Parlamento di Strasburgo.
Per la proprietà  transitiva, sembra di ritornare alle accuse di “traditore” che certi ex An hanno rivolto a Fini (quando, per inciso, Fini l’ha sempre pensata in un certo modo fin da quando Almirante lo impose come suo erede).
Una situazione imbarazzante per la ditta Meloni & associati: in questo caso parrebbe evidente che dovrebbero indicare Marine come traditrice del FN delle origini.
Ma allora perchè si sono alleati con lei?
Beh, se sono duri e puri, fanno sempre in tempo a giurare fedeltà  a Jean Marie…

argomento: AN, Fratelli d'Italia | Commenta »

« Previous Entries
Next Entries »
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.297)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.222)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (120)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.586)
    • criminalità (1.403)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.531)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.332)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.079)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (823)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (511)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (543)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.787)
    • governo (5.803)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.413)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (38.611)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.685)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (454)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Aprile 2026 (60)
    • Marzo 2026 (641)
    • Febbraio 2026 (617)
    • Gennaio 2026 (653)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (458)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (504)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (460)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (584)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (633)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (207)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (159)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Aprile 2026
    L M M G V S D
     12345
    6789101112
    13141516171819
    20212223242526
    27282930  
    « Mar    
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • CLAUDIA CONTE SULLO YACHT DEL TRUFFATORE PER LA SUA LINEA DI BIKINI
    • MATTEO PIANTEDOSI È SICURO CHE CLAUDIA CONTE NON ABBIA RICEVUTO FAVORITISMI. ALLORA SAPRÀ SPIEGARCI A CHE TITOLO LA “EVENT PRODUCER” GIRAVA IL MONDO PER IL TOUR DEL VELIERO AMERIGO VESPUCCI, PER CUI AVREBBE INCASSATO SOLO 4MILA EURO PER LA TAPPA AMERICANA
    • ALMASRI, LE CONSEGUENZE DI UNO STRAPPO
    • TRUMP SI È DATO IL DAZIO SUI PIEDI. DODICI MESI DOPO IL “LIBERATION DAY” ANNUNCIATO DAL TYCOON PER RIPORTARE IN PATRIA LE PRODUZIONI INDUSTRIALI, GLI AMERICANI SONO SOTTO LA TENAGLIA DEI RINCARI: SPENDONO IN MEDIA 1.500 DOLLARI IN Più RISPETTO A UN ANNO FA
    • “LA LUNA DI MIELE DEGLI ITALIANI CON GIORGIA MELONI È FINITA”. IL “NEW YORK TIMES” CERTIFICA LA “CADUTA SULLA TERRA” DELLA DUCETTA: “MENTRE LA POPOLARITÀ DI TRUMP IN EUROPA CROLLA A NUOVI MINIMI E IL CONTINENTE COMINCIA A MOSTRARSI PIÙ FERMO NEI SUOI CONFRONTI, MELONI STA SCOPRENDO CHE ESSERE UNA DELLE FAVORITE DEL PRESIDENTE AMERICANO PUÒ RAPPRESENTARE ANCHE UN HANDICAP”
    • RIEMPITE LE TANICHE DI BENZINA: SI VA VERSO UN RAZIONAMENTO DEL CARBURANTE, NON È PIÙ UN’IPOTESI PEREGRINA: LO AMMETTE IL COMMISSARIO UE ALL’ENERGIA DAN JORGENSEN
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA