Destra di Popolo.net

BERSANI: “PER ORA LA NOSTRA ROSA NON CAMBIA, TENTERO’ ANCORA L’ACCORDO CON IL PDL”

Aprile 16th, 2013 Riccardo Fucile

IN POLE RESTANO AMATO E MARINI… MA IL SEGRETARIO SONDA UN OUTSIDER

La linea non cambia. «Non accettiamo veti da parte di nessuno, figuriamoci se vengono da dentro il nostro partito».
Alla otto di sera Pierluigi Bersani riunisce a Montecitorio il gruppo ristretto di dirigenti che lavora al dossier Quirinale: Enrico Letta, Dario Franceschini, i capigruppo Zanda e Speranza, il braccio destro Migliavacca.
La giornata è stata pesante, le bordate di Matteo Renzi contro Franco Marini e Anna Finocchiaro, due importanti petali della rosa che il segretario del Pd è in procinto di offrire al Cavaliere, hanno rischiato davvero di far saltare tutto.
Per questo la decisione presa è di approntare le difese, mettere i sacchetti di sabbia alle finestre e prepararsi così a nuovi affondi del sindaco di Firenze.
Dopo il faccia a faccia tra il leader del Pd e il premier a palazzo Chigi, dai montiani filtra infatti la notizia che il segretario teme ora un attacco ad alzo zero anche contro Giuliano Amato.
Proprio il candidato che attualmente è in testa alle preferenze del Pdl e sul quale – nonostante le forti resistenze di Sel e il no della Lega – sarebbe possibile chiudere un accordo.
«La rosa resta quella – ripete quindi Bersani ai suoi – e comprende anche Marini e Finocchiaro. Dobbiamo ignorare i veti di Renzi».
Una strategia obbligata per non lasciare al “rottamatore” il diritto di sfogliare tutti i petali fino a lasciarne soltanto uno. Magari quello di Romano Prodi.
Un candidato di rottura, per tornare presto al voto.
Le ultime 48 ore prima dell’apertura del seggio elettorale sono la fase più difficile. L’incontro con Berlusconi è l’altra questione da dirimere.
Al momento, senza certezze, di comune accordo si sarebbe deciso di soprassedere. Anche per non dare l’impressione di un fallimento.
I due si dovrebbero sentire oggi stesso, ma soltanto per telefono e senza darne pubblicità . Bersani non proporrà  al leader del Pdl un nome secco, ma continuerà  con l’idea della rosa.
Un’offerta che vale per i primi tre scrutini, quelli a maggioranza qualificata. «Speriamo ancora di eleggerlo al primo colpo», confida in serata uno dei partecipanti alla riunione ristretta del Pd.
Per cui a Berlusconi verrà  proposto un ventaglio di possibilità , quelle già  note e uscite in questi giorni: Marini, Finocchiaro, Violante, Amato, D’Alema, Prodi.
Emma Bonino non risulta invece inserita nel cesto dei democratici.
Se poi non dovessero arrivare risposte oppure Berlusconi continuasse a ripetere che l’intesa deve comprendere anche un governo di larghe intese, allora si passerebbe al piano B.
Una candidatura secca, al quarto scrutinio, da portare a casa con i voti del movimento 5 Stelle.
E in quel caso, in uno scenario di rottura totale, ci sarebbe soltanto Romano Prodi. Un’ipotesi, quella del fondatore dell’Ulivo, che tuttavia non troverebbe il consenso di Scelta Civica.
Anche perchè Prodi renderebbe più probabile il voto anticipato, visto come una iattura dai montiani, assolutamente impreparati a questa evenienza e ormai privi del candidato premier.
Nell’incontro a quattr’occhi, senza collaboratori o numeri due, che Bersani ha avuto alle sei di sera con Mario Monti a palazzo Chigi, il premier è stato infatti su questo molto chiaro: «In partenza noi preferiremmo votare un presidente condiviso insieme al centrodestra».
Bersani stesso continua a essere di questo avviso.
E anche la stragrande maggioranza dei parlamentari del Pd, sondati in maniera informale in questo week-end da Zanda e Speranza, la pensano allo stesso modo, preferendo di gran lunga un capo dello Stato eletto al primo turno con un plebiscito che coinvolga anche il centrodestra.
Nel faccia a faccia con Bersani il professore si sarebbe anche detto disponibile a incontrare in prima persona Berlusconi, «se può servire a facilitare le cose».
E dentro Scelta Civica, il cui direttivo si è riunito ieri sera fino a tarda ora, già  si ragiona su una consultazione diretta Monti-Berlusconi prima dell’avvio delle votazioni.
Tra la rosa allargata che verrà  offerta al centrodestra e il nome secco di Prodi da lanciare in pista al quarto scrutinio, in realtà  Bersani ha in mente un colpo ad effetto. Una terza strada, una carta da tenere nascosta nella manica fino all’ultimo.
Si parla a bassa voce di un nome molto autorevole e stimato, un giudice della Corte costituzionale attualmente in carica.
Dal profilo bipartisan e senza precedenti parlamentari, ma con esperienza politica.
E conosciuto all’estero.
Bersani sussurrerà  il nome all’orecchio di Berlusconi solo a un passo dall’apertura delle votazioni.
«La difficoltà  — ammette in serata il veltroniano Walter Verini — sta proprio nel trovare un nome autorevole ma che non sia troppo sbilanciato sul fronte dell’opinione pubblica. Il candidato ideale per passare al primo turno deve unire alla grande esperienza il minor grado di logoramento».
E proprio questo l’identikit che ha in mente Bersani: un candidato nuovo, fuori dalla nomenklatura di partito, per sparigliare tutti i giochi.
Ma per ora se lo tiene per sè.

Francesco Bei e Alberto D’Argenio
(da “la Repubblica“)

argomento: Bersani | Commenta »

BERLUSCONI STOPPA LA TRATTATIVA: “UN SEGNALE DAL PD O NIENTE INCONTRO”

Aprile 15th, 2013 Riccardo Fucile

MA GLI SHERPA LAVORANO PER UN CONTATTO DOMANI SERA

Il day after delle piazze di lotta e di minaccia lascia spazio e tempo alla diplomazia sotto traccia dei pontieri di Pd e Pdl.
Ma a tre giorni dall’apertura dell’urna di Montecitorio per la scelta del capo dello Stato, la soluzione condivisa non c’è.
Per la verità , per tutto il giorno i contatti telefonici tra Letta, Alfano e Verdini, da una parte, Migliavacca, Errani, Enrico Letta, dall’altra hanno tessuto una trama sottile che ha tenuto in piedi le candidature di Franco Marini e di Anna Finocchiaro.
Proprio in chiave «conciliazione», con spiragli successivi per un governo delle riforme.
E questo, nonostante le chiusure di sabato di Bersani e il Berlusconi in versione campagna elettorale di Bari.
Tutto sembrava procedere in quella direzione finchè su trattative e dialogo non è piombata l’intervista al Tg5 di Matteo Renzi.
Per il sindaco di Firenze e la cinquantina di suoi grandi elettori in Parlamento non è lui il cattolico sul quale bisognerà  puntare.
E non è un mistero che i renziani, con i prodiani, tra oggi e domani usciranno più o meno allo scoperto per lanciare la corsa del Professore.
Tra i candidati di «pacificazione », se così stessero le cose, resterebbe in gioco Giuliano Amato e, dietro, Massimo D’Alema.
Prodi, ancora una volta, chiamato in causa, glissa giocando sull’ironia: «Non vorrei che si creasse un problema di emigrazione di massa, ma posso solo dire che nella cosiddetta corsa per il Quirinale non ci si iscrive e non ci si deve nemmeno pensare» risponde con chiara allusione a Berlusconi («Con lui, andiamocene tutti all’estero ») in un’intervista che andrà  in onda su Servizio pubblico, La7.
Che il quadro si faccia più complicato, Silvio Berlusconi lo aveva intuito già¡ sabato.
E segnali improntati al pessimismo li ha lasciati filtrare per tutto il giorno dal ritiro di Arcore, evitando anche il bagno di folla alla fiera del mobile di Rho.
«Si eleggano pure Prodi e allora andiamo dritti al voto e vedremo chi tornerà  a Palazzo Chigi », si è sfogato sabato sera sull’airbus privato al rientro dal capoluogo pugliese.
Ad ascoltarlo, al fianco della fidanzata Pascale, Lupi, Bonaiuti, Santanchè, Schifani, Capezzone, Maria Rosaria Rossi.
E «al voto, al voto» il Cavaliere ripeteva ancora ieri, con i dirigenti sentiti da Villa San Martino, galvanizzato dalla risposta di piazza di sabato.
Per il resto, scetticismo: «Se da Bersani non arrivano segnali concreti di apertura e disponibilità  al confronto sul nuovo presidente, allora per me l’incontro possiamo anche non farlo», è stato lo sfogo con alcuni fedelissimi.
Filtra anche l’intenzione di rientrare a Roma mercoledì, se nulla cambia.
Vorrebbe dire annullare il faccia a faccia. Ma è vero, come confermano da via del Nazareno, che non è stato ancora inserito in agenda.
Ma è altrettanto vero che il Cavaliere – nella lettura delle «colombe» Pdl – fa molta tattica.
Alza il tiro per stanare nelle ore decisive Bersani. Tant’è che chi è di casa a Palazzo Grazioli sostiene che il capo potrebbe rientrarvi nelle prossime 24 ore per incontrare il leader Pd magari già  domani sera o al più mercoledì.
Del resto, tutto vuole Berlusconi in queste ore fuorchè una rottura che porterebbe dritti all’elezione di un presidente «ostile».
E allora «il Pd ci fornisca una terna all’interno della quale scegliere», invoca un’ultima volta una fedelissima come Daniela Santanchè.

Carmelo Lopapa
(da “La Repubblica“)

argomento: Berlusconi, Bersani | Commenta »

BERSANI DOPPIA ROSA DI NOMI PER IL QUIRINALE

Aprile 12th, 2013 Riccardo Fucile

“IO NON SONO CANDIDATO”… FINOCCHIARO IN POLE POSITION

«Toglietevelo dalla testa, è una gigantesca cavolata. Io non sto brigando per una poltrona, cerco di trovare una soluzione per l’Italia».
Bersani spazza via il suo nome dal toto-Quirinale e lo fa davanti a Roberto Maroni che invece gli offre i voti della Lega per il Colle.
«Gli esterni non devono essere della partita. Noi vogliamo alla presidenza della Repubblica – spiega il leader del Carroccio – un politico puro. Sappi che Berlusconi considera l’idea. Per quanto mi riguarda, la scelta perfetta è il capo del partito di maggioranza. Cioè, tu».
Il rifiuto di Bersani è netto e addirittura risentito. «Di colli mi interessano quelli piacentini », dice a denti stretti.
Ma dal messaggio di Maroni e dai segnali che arrivano dal Pdl si capisce che la larga condivisione può essere raggiunta solo intorno a una personalità  di «alta tenuta politica».
Ecco perchè da ieri si lavora su due rose di nomi.
Quella più vasta prevede anche Paola Severino e Luciano Violante.
La prima però ha poca esperienza e farebbe fatica a guidare una fase così difficile.
Il secondo invece ha gli strumenti ma un consenso ballerino soprattutto dentro il centrosinistra. Poi, c’è la rosa ristretta, ma non definitiva.
Giuliano Amato, Franco Marini, Pietro Grasso e il nome che al momento appare più probabile, Anna Finocchiaro.
L’ex capogruppo al Senato corrisponde a molti tratti dell’identikit che ha in mente Bersani e gli consentirebbe di non scivolare sul piano inclinato del Pd in tensione.
Tiene unito il partito, ha estimatori nel centrodestra e nel Carroccio, è una novità  assoluta in quanto donna e avrebbe, giocoforza, il placet di Massimo D’Alema, un altro dei papabili in corsa.
La Finocchiaro infatti è una pupilla dell’ex premier, una scelta alla quale non potrebbe dire di no.
In realtà , in un gioco di specchi e di false piste, da Bersani arriva un invito a essere prudenti, «a fare uno sforzo ulteriore di fantasia.
Tutti i nomi usciti finora sono adeguati, ma non è detto che una figura politica debba essere quella dello stretto giro dei soliti noti».
Un depistaggio, forse. O un’allusione all’ipotesi di Mario Draghi, oggi presidente della Bce. Nome inattaccabile che permetterebbe a Bersani di evitare errori fatali lungo il sentiero che deve portare al governo di cambiamento.
Berlusconi non sta alla finestra. Gioca su più tavoli.
Ieri Fabrizio Cicchitto ha lanciato Violante.
Un sostegno sincero, ma talmente scoperto da lasciare il dubbio di un candidato “nascosto”. Ossia, D’Alema.
Quello che è certo è che il Cavaliere vuole una figura autorevole e di polso per il Quirinale.
Non ostile, capace di decisioni anche impopolari.
Che non si chiamano amnistia o salvacondotto, ma avrebbero il profilo di qualcosa che assomiglia molto a queste vie d’uscita.
Da giorni, Berlusconi confida ai suoi interlocutori il suo vero obiettivo: un riconoscimento politico con la nomina a senatore a vita.
Non è una garanzia assoluta rispetto alle questioni giudiziarie che lo travolgono.
Lo dimostra il caso di Giulio Andreotti, promosso al laticlavio nel ’91, ma finito lo stesso in processi per mafia e omicidio.
Ma sarebbe il suggello offerto dal Quirinale alla sua traiettoria politica.
Se si troverà  un candidato condiviso, il giorno giusto per l’ufficialità  è martedì.
Fino ad allora i contatti non si fermeranno.
Ieri sera alle 19, Gianni Letta è stato visto uscire dal portone del Quirinale.
Per conto di Bersani, Vasco Errani ed Enrico Letta sentono gli ambasciatori del Pdl, sfogliando petali ed eliminandoli uno ad uno.
Il braccio destro del segretario Pd Maurizio Migliavacca continua a sondare i parlamentari del Movimento 5stelle per capire quanto sono grandi le spaccature i dissensi.
E oggi i capigruppo Luigi Zanda e Roberto Speranza chiederanno un colloquio ai capigruppo grillini, dopo la prima scrematura della selezione online.

Goffredo De Marchis
(da “La Repubblica“)

argomento: Bersani | Commenta »

I PALETTI DI BERSANI PER UN ACCORDO: “IL NOME NON LO DECIDETE COMUNQUE VOI”

Aprile 10th, 2013 Riccardo Fucile

BERLUSCONI NON ESCLUDE IL VOTO ANTICIPATO…E SPUNTA DE RITA PER IL COLLE, NELLA ROSA FORSE ANCHE BERSANI

«L’ultima cosa che voglio è ridurre l’Italia a un campo di battaglia. Per questo abbiamo deciso di incontrarvi ».
È Pierluigi Bersani a rompere il ghiaccio con Berlusconi.
Quinto piano di Montecitorio, corridoi deserti e cronisti depistati da solerti commessi. Il segretario del Pd e il leader del Pdl — dopo un mese di trattative fra gli sherpa — finalmente si affrontano faccia a faccia.
Si incontrano nell’ufficio del presidente della commissione Trasporti (che ancora manca del titolare), ai due lati di un grande tavolo rettangolare.
Accanto a loro soltanto Enrico Letta e Angelino Alfano.
Solo un rifornimento di bottigliette d’acqua li tradisce all’esterno.
Se in teoria è soltanto il Colle l’oggetto dell’incontro, il Cavaliere comunque ci prova. Vuole allargare subito la trattativa al governo, far sì che le due partite si fondano in una.
«C’è un paese che sta morendo – attacca Berlusconi –, qua sta andando tutto a rotoli, le televisioni ormai la pubblicità  la regalano, il debito pubblico esplode: dovete capire che serve uno scatto di reni, un’assunzione comune di responsabilità  per formare un governo forte e autorevole. Smettetela di correre dietro a quei pazzi che vi insultano ».
Un governo con ministri del Pd, del Pdl e di Scelta Civica, un esecutivo di larghe intese.
«Alt, fermiamoci un momento», Bersani non gli fa nemmeno terminare il discorso. «Non siamo qui per parlare del governo, c’è prima un presidente della Repubblica da eleggere. Sarà  il nuovo capo dello Stato ad occuparsene, lasciamogli qualcosa da fare pure a lui no?».
La battuta ci sta e Berlusconi accetta di tornare al punto. «Quando l’ho fermato – racconterà  più tardi ai suoi il segretario – non ho trovato resistenze. Mi ha quasi stupito».
Dunque «il metodo». Bersani e Letta insistono soprattutto su questo.
È il «metodo» della condivisione e ruota attorno a un cardine: sarà  il centrosinistra ad offrire una rosa di personalità , con parità  di genere, al Pdl e agli altri partiti. D
entro quella rosa si sceglie, comunque «insieme».
Non si parla di nomi, almeno non in maniera esplicita. Nemmeno in quel quarto d’ora finale quando Berlusconi e Bersani chiedono ai “numeri due” di uscire e restano da soli nella stanza.
Anche perchè nel Pd temono che l’ex premier sia un po’ troppo chiacchierone e vada a bruciare i candidati veri rendendoli pubblici.
Tanto più che tutti sospettano che la vera carta del leader del Pdl sia il voto anticipato a fine giugno.
Nel vertice Bersani e Letta si limitano quindi a parlare di caratteristiche, tracciando di fatto un identikit.
Il nuovo capo dello Stato dovrà  avere «un’alta professionalità  », e soprattutto «un’alta tenuta politica», nel senso che dovrà  essere in grado di «gestire per sette anni una fase difficilissima per l’Italia».
Ma bisognerà  anche esprimere un certo grado di «novità  », come è stato fatto con i presidenti delle Camere. Berlusconi, forse per la prima volta, accetta di separare i due tavoli – Quirinale e governo – che fino a ieri pretendeva fossero uniti.
E per il Pd già  questo è un buon risultato.
Quanto al «metodo», il Cavaliere non dice di no, resta sul vago: «Proveremo a verificare se quella che ci avete proposto è una strada percorribile».
L’idea di un presidente della Repubblica che conosca la difficile arte della politica gli appare in fondo come una garanzia.
In linea teorica il criterio della «novità », avanzato ieri dal Pd, escluderebbe tanti candidati che hanno ballato finora, anche se alla fine si ricade sempre su quelle figure: Giuliano Amato, Franco Marini, Romano Prodi, Massimo D’Alema, Emma Bonino, Piero Grasso.
Un outsider sarebbe Giuseppe De Rita, il presidente del Censis, mentre perde quota il Guardasigilli Paola Severino.
Anche se a Montecitorio ormai circola con insistenza uno scenario sorprendente: ci sarebbe persino il nome di Bersani nella rosa del Pd per il Quirinale.
Esaurito il discorso sul «metodo » e stoppato il tentativo di Berlusconi di affrontare il nodo del governo di larghe intese, in fondo l’incontro potrebbe chiudersi lì.
Ma quando si trovano faccia a faccia due nemici storici, è inevitabile che ci sia spazio anche per le battute, allora il colore diventa sostanza.
Alfano racconterà  ai dirigenti del Pdl che «alla fine il rapporto personale si è rafforzato».
Un Berlusconi talmente avvolgente che nel Pd circolava ieri sera una battuta: «Altri due colloqui così e Berlusconi ci invita tutti nella sala del bunga-bunga».
In effetti il Cavaliere le prova tutte. Parla del Milan, per conquistare il rossonero Letta, ma anche della “fidanzatina» Francesca Pascale: «È giovane, è bella, è solare. Mi ha fatto cambiare vita».
Berlusconi fa Berlusconi.
All’uscita saluta e ringrazia i commessi, «a cominciare dalle ragazze ».
Poi incontra in un corridoio un’addetta alle pulizie che spinge il suo carrello pieno di bidoni e di scope. Le chiede il nome e le stringe la mano.
«È già  in campagna elettorale», sorride chi osserva la scenetta.

Francesco Bei e Goffredo de Marchis
(da “la Repubblica”)

argomento: Berlusconi, Bersani | Commenta »

IL DUELLO NEL PD E’ SUL GOVERNO DI SCOPO

Aprile 9th, 2013 Riccardo Fucile

LETTA: “PER IL COLLE ANCHE IL NOME DI DONNE”… I RENZIANI E LA CARTA BOLDRINI

Il vero oggetto del contendere nel Pd non è il governissimo.
Nessuno ci crede e, soprattutto, nessuno lo vuole. Nemmeno quelli che aprono la porta al dialogo, come Dario Franceschini o Walter Veltroni.
Il braccio di ferro con Pier Luigi Bersani, che appare sempre più solo, e il resto del partito, renziani in testa, è su un altro obiettivo.
Ossia sul governo di scopo o del presidente che dir si voglia che dovrebbe traghettare il Pd fino a novembre, o, al massimo, a febbraio, per poi andare alle elezioni con il sindaco di Firenze alla testa del centrosinistra.
Ma Bersani da questo orecchio, almeno per ora, non ci sente.
Ha dalla sua il fatto che nessuno dei maggiorenti del partito intende pugnalarlo (metaforicamente, ben si intende).
Il che vuol dire che il segretario, pur essendo sulla carta in minoranza in Direzione, può continuare ad andare avanti.
Ed è esattamente quello che Bersani intende fare.
Infatti, il segretario, che ieri ha avuto un chiarimento non facile con Franceschini, insiste con i suoi ragionamenti: «L’alternativa tra elezioni e grande coalizione non esiste. E non esistono nemmeno compromessi al ribasso. Mica vogliamo regalare l’Italia a Grillo!».
Ma seppur determinato, il leader del Partito democratico si rende perfettamente conto che la strada che ha imboccato è accidentata: «C’è qualcuno che vuole che salti tutto», confida ai suoi il segretario.
Che non è molto lontano dal vero.
C’è un gran movimento nel Pd.
All’orizzonte sembra affacciarsi un’operazione che spariglierebbe tutte le carte.
E costringerebbe Bersani alla resa.
È un’operazione che si gioca tutta sul campo dell’elezione del presidente della Repubblica.
Renziani, giovani turchi (sebbene non tutti) e altri esponenti del Pd stanno pensando a una candidatura al Quirinale innovativa: quella della presidente della Camera Laura Boldrini.
È una mossa azzardata che costringerebbe Sel ad assecondare l’operazione e metterebbe in imbarazzo i grillini.
Quanti di loro, a scrutinio segreto, voterebbero per Boldrini?
Ancora è solo un abbozzo di idea (infatti resiste ancora l’altra opzione, quella Prodi), ma ci stanno lavorando in molti.
La carta della donna è una carta astuta, tant’è vero che vuole giocarla anche il Pd «ufficiale», come ha annunciato Enrico Letta, che però non ha fatto nomi (Anna Finocchiaro?).
Nel frattempo continua il «corteggiamento» nei confronti di Renzi da parte dei maggiorenti del Pd.
Massimo D’Alema giovedì sarà  a Firenze, per un convegno all’Università  e non è escluso che incontri il sindaco del capoluogo toscano.
A domanda precisa, Renzi svicola e risponde così: «Non so, io non vado al convegno e forse sono a Roma quel giorno. Ma se torno in tempo gli offro volentieri un caffè a palazzo Vecchio, come prescritto dal cerimoniale per gli ex premier».
Il sindaco di Firenze non esclude quindi l’incontro con il «nemico» rottamato. Del resto, ormai, Renzi si muove come un vero e proprio leader politico. Ruolo che assolverà  anche alla Camera, dal 18 aprile, se, insieme al presidente della Regione Enrico Rossi, farà  parte della delegazione toscana dei grandi elettori.
Già  adesso i parlamentari del Pd scommettono su chi avrà  il maggior seguito di giornalisti nel Transatlantico di Montecitorio: Renzi o Bersani?
In attesa di sapere chi vincerà  la scommessa, il segretario prepara la rimonta mediatica.
Per sabato infatti è prevista una manifestazione del Pd contro la povertà .
Ma pare che anche questa volta il segretario rifugga la piazza.
L’iniziativa, infatti, dovrebbe tenersi in un teatro romano. E non sembra convincere tutti: in molti big la diserteranno.

Maria Teresa Meli
(da “il Corriere della Sera“)

argomento: Bersani, Partito Democratico, PD, Renzi | Commenta »

BERSANI GELATO DALL’USCITA DEL COLLE: “IO IL GOVERNO COL PD NON LO FARO’

Aprile 9th, 2013 Riccardo Fucile

META’ PD SPINGE VERSO SILVIO… D’ALEMA VA DA RENZI

L’ennesima incomprensione tra il Pd e Napolitano.
Quando il vertice Bersani-Berlusconi è ormai imminente, quando mancano solo dieci giorni alle votazioni per il nuovo capo dello Stato.
A Largo del Nazareno vivono con stupore l’uscita del presidente della Repubblica, la richiesta di «coraggio », il richiamo all’accordo politico che segnò la stagione della solidarietà  nazionale. «Allora uno governava, l’altro consentiva», si limita a commentare Bersani parlando con i suoi collaboratori.
Ossia, le parole dell’inquilino del Quirinale non si devono leggere in contrapposizione con la proposta del governo di cambiamento.
«L’accordo politico con Berlusconi si realizza nella Costituente per le riforme – spiegano dalla sede del Pd –. Che è qualcosa di più di una Bicamerale. I costi della politica, la riduzione del numero dei parlamentari, la stessa modifica della legge elettorale toccano direttamente i cittadini. Come dimostra il successo dei 5stelle».
Ma il discorso di Napolitano viene decrittato in maniera opposta dai sostenitori del piano B.
Da chi sta facendo pressioni sul segretario per arrivare a un’intesa “vera” con il Cavaliere. Anche rinunciando al suo tentativo, sostituendolo nel ruolo di candidato principale a Palazzo Chigi.
Quello del capo dello Stato si trasforma così in un assist per questa parte del Pd. «Tutti sappiamo che Napolitano era favorevole alle larghe intese», avrebbe confidato Dario Franceschini ai suoi fedelissimi ricordando il passaggio delle consultazioni.
Dunque, in questo senso bisogna leggere il suo invito.
Significa indicare una rotta diversa dalla “non sfiducia” che fu la formula di quel lontano 1976.
E dalla “non maggioranza” predicata da Bersani fin dal giorno successivo al voto. Insomma, all’incontro con il Cavaliere (che potrebbe avvenire senza troppa pubblicità  tra oggi e domani) occorre arrivare con una proposta davvero aperta.
Non solo con il no al governissimo, che in queste settimane è stato caldeggiato soltanto da Graziano Delrio e Matteo Renzi.
Si può trovare una via di mezzo per dare un esecutivo al Paese.
Abbandonando la minaccia di mettersi di traverso a governi di scopo o del Presidente.
Se questa è l’interpretazione che una fetta del Partito democratica può dare alle frasi di Napolitano non è certo un buon viatico per la difficile strada di Bersani, confermata nella lettera di ieri a Repubblica.
La partita adesso è quella sul Quirinale.
Deciderà  sia il nuovo capo dello Stato sia il governo del futuro.
Bersani la gioca guardando alle risposte del centrodestra, ma continuando a monitorare i movimenti nel fronte grillino. Non a caso il circolo dei suoi fedelissimi — Vasco Errani, Maurizio Migliavacca ed Enrico Letta — si è diviso i compiti.
Fra loro, c’è chi segue da vicino gli sviluppi della discussione all’interno dei 5stelle, pur sapendo che una maggioranza organica con i parlamentari del comico rimane impossibile.
Ma dietro al lavoro del segretario le manovre di altri dirigenti non sono più nemmeno tanto nascoste.
Un’eco si potrebbe sentire già  oggi nella riunione dei gruppi parlamentari.
Giovedì, invece, è praticamente sicuro un incontro a quattr’occhi tra Renzi e Massimo D’Alema, i due grandi nemici delle primarie.
“Rottamatore” e “rottamato” si annusano da una settimana.
L’ex premier sarà  a Firenze tra due giorni per un convegno e gli staff, a cominciare dall’ex vicesindaco Dario Nardella, preparano una visita di “cortesia” a Palazzo Vecchio.
Come se fosse un incontro istituzionale. Non sarà  così.
Sul tavolo ci sono gli assetti del Pd, la candidatura di Renzi, la nascita dell’esecutivo e l’atteggiamento dei 51 parlamentari renziani nelle votazioni per il Colle. D’Alema del resto rimane stabilmente nel toto- Quirinale.
È il momento perciò di siglare una tregua stabile con il sindaco di Firenze.
Senza il Pd non si può fare nulla, ripetono a Largo del Nazareno.
Ma se il Pd si presenta agli appuntamenti-chiave diviso, allora la posizione del segretario si indebolisce. Per i bersaniani l’assenza di un’alternativa è nei fatti, «verificata dallo stesso Napolitano nel suo giro di consultazioni».
Però se il partito ha cambiato posizione, non sarà  facile, anche per il nuovo presidente della Repubblica, non tentare una strada che eviti il ritorno alle urne a giugno.

Goffredo De Marchis
(da “La Repubblica“)

argomento: Berlusconi, Bersani | Commenta »

I FAN DI BERSANI MINACCIANO LE URNE: “SE SALTA PIERLUIGI SI VOTA A GIUGNO”

Aprile 8th, 2013 Riccardo Fucile

SEMPRE SCONTRO TRA I DEMOCRATICI, IL PIANO B FA NUOVI PROSELITI

Le elezioni a giugno possono diventare la miccia che fa esplodere il Pd.
«Il punto è sempre quello», dicono a Largo del Nazareno.
Dal 26 febbraio, in fondo, la situazione non è cambiata. Ma sono cambiate le forze in campo.
Perchè il “partito” del no al voto sta crescendo e tiene dentro un fronte trasversale con Veltroni, Franceschini, Letta, D’Alema e Renzi che ha anche il suo piano B: tornare alle urne e conquistare la candidatura a Palazzo Chigi senza grandi avversari.
Il braccio di ferro interno sembra però inevitabile. Perchè i giovani turchi sono fermi da settimane: «O Bersani ce la fa o si dà  di nuovo la parola ai cittadini».
Anche i bersaniani non vedono alternative: «Governicchi con il Pdl non esistono. E se esistono, quanto durano? Sei mesi, otto mesi? Quello sì sarebbe perdere tempo. Ci va di mezzo il Paese».
L’eco di questo bivio cruciale si avvertirà  già  domani nella riunione dei gruppi parlamentari.
Dario Franceschini ha tracciato la strada: se fallisce il “governo del cambiamento” guidato da Bersani, non si può andare a votare subito.
Serve comunque un esecutivo di transizione che faccia la riforma elettorale cancellando il Porcellum e affronti l’emergenza sociale.
Fino a qualche giorno fa, questa era anche la posizione del sindaco di Firenze. Poi, la rotta è stata modificata.
Renzi non sa se può permettersi di aspettare troppo “il suo momento”.
Vede i tentativi che si consumano a Roma per fermarne la corsa o rallentarla con lo stesso obiettivo finale: logorarlo.
Per questo ha rotto gli indugi chiedendo una scelta secca al segretario: o governissimo o voto. L’alternativa di un accordo con il Pdl continua a non dispiacergli.
«Quello che io voglio evitare a tutti i costi è apparire un leader cooptato dal gruppo dirigente », ripete a tutti quelli che lo consultano. E non sono pochi, anche tra i dirigenti più vicini a Bersani. Dunque, la sua strada passa per primarie vere, aperte, non fatte in fretta e furia, davvero competitive, che non lascino il sospetto di un risultato già  scritto grazie a un apparato convertito sulla via di Damasco.
Franceschini chiama Renzi sempre più spesso, i lettiani hanno un filo diretto, persino D’Alema ne sonda gli umori attraverso alcuni “ambasciatori” autorizzati che scambiano due chiacchiere con il sindaco davanti a un caffè a Firenze o nell’albergo romano dove dorme quando viene nella Capitale.
Questa diplomazia è un’arma in più per il primo cittadino, che nelle primarie precedenti scontò anche la sua distanza dal partito.
Gli danno la sicurezza di poter vincere la battaglia interna senza problemi.
“Adesso” resta il suo slogan anche nel passaggio delle prossime settimane, quelle in cui si decide il destino della legislatura. Ma anche le ragioni del “no al voto subito” possono diventare le sue. Si tiene aperte le due vie d’uscita.
Bersani è concentrato sulla partita del Quirinale, che giovedì o venerdì giocherà  guardando negli occhi Silvio Berlusconi in un vertice atteso.
Eppure a Largo del Nazareno guardano al dopo voto sul capo dello Stato.
«Le elezioni a giugno sono un’opzione», dicono.
Il leader dei Giovani Turchi Matteo Orfini non ha dubbi: «Sapevamo fin dall’inizio che si sarebbe tornati al punto di partenza. Noi non molliamo».
Perciò la corrente di Orfini e Fassina avverte «tutti quelli che stanno cercando di attuare una tattica più morbida verso il centrodestra».
Se Bersani fallisce, si deve riunire la direzione e ci si conta sulle elezioni anticipate ». In quest’ottica, appare come una coincidenza singolare la manifestazione contro la povertà  convocata dal Pd a Roma per sabato.
Lo stesso giorno in cui Berlusconi sarà  a Bari per un appuntamento che molti considerano ambiva-lente: o l’inizio della campagna elettorale o un semplice comizio. Dipende da come andrà  il colloquio con Bersani.
È una lettura che vale anche per l’iniziativa dei democratici?
Il ritorno alle urne era una posizione largamente maggioritaria nel Pd fino a dieci giorni fa. Oggi molto meno.
Una posizione che rischia di uscire sconfitta nella “conta” sia in direzione sia nei gruppi parlamentari.
Basta leggere attentamente anche le parole di Nichi Vendola. Che difende il tentativo Bersani, non vede altri governi all’orizzonte, rifiuta qualsiasi intesa con Berlusconi. Ma dice che le elezioni subito «sarebbero una follia» e che la «gente inseguirebbe coi forconi i politici se non ci fosse un governo».
Una linea che la presidente della Camera Laura Boldrini ha subito sposato.

Goffredo De Marchis
(da “La Repubblica”)

argomento: Bersani, Partito Democratico, PD | Commenta »

BERLUSCONI FRENA SUL PATTO CON BERSANI: “O E’ UN GOVERNO ALLA PARI O SI VOTA”

Aprile 8th, 2013 Riccardo Fucile

PREVALE LO SCETTICISMO SU UN ACCORDO MALVISTO DA META’ DELL’ELETTORATO DI RIFERIMENTO

Un vento gelido sembra sceso sulla trattativa intorno al Quirinale e al governissimo.
E lo stesso incontro tra Berlusconi e Bersani, che era dato per sicuro ventiquattr’ore fa, è tornato a ballare nelle agende dei due leader.
Il messaggio che da Arcore è arrivato ieri ai luogotenenti che tengono aperti i canali con il Nazareno è intriso di cautela.
Il Cavaliere appare neghittoso: «Cosa ci vediamo a fare io e Bersani se il Pd continua a rifiutare un governo insieme a noi?».
Un’ondata di scetticismo ha dunque travolto le aperture dei Franceschini, Speranza e Latorre.
L’ex premier infatti non si accontenta più di un governo di scopo o del Presidente, nè accetta di lasciar partire un esecutivo a guida Pd garantendo il suo sostegno esterno.
E non vuole dare per scontata l’elezione di una personalità  di centrosinistra al Quirinale con i voti del Pdl.
A questo punto, intravisto il varco nel campo avversario, punta al risultato pieno: «Devono mettersi l’anima in pace. O trattano con noi con pari dignità  oppure noi andiamo a votare».
Anche sulla partita del Colle i nomi che fino a ieri sembravano più credibili da Amato a Marini — ora vengono avvolti da mille obiezioni.
«Ma siamo proprio sicuri che personaggi della Prima Repubblica siano adatti a interpretare questa nuova fase? La gente — si chiede un berlusconiano di primo piano — cosa dirà  visto che Grillo ci sparerà  addosso?»
Difficile separare, in questo nuovo atteggiamento di sfida, la realtà  di un negoziato comunque difficile dall’abilità  del venditore che tratta sul prezzo intuendo che l’acquirente ormai non può sottrarsi. In ogni caso tutto il Pdl — anche il piccolo settore delle colombe — sembra spinto su un piano inclinato che porta verso le elezioni anticipate.
Berlusconi, quando i suoi ambasciatori gli riferiscono delle aperture del Pd, estrae dalla cartellina l’ultimo sondaggio di Alessandra Ghisleri.
E, numeri alla mano, dimostra che un accordo di larga coalizione sarebbe mal visto da quasi la metà  degli elettori del centrodestra, tenendo invece il M5S molto alto.
«Non ci conviene dare il via libera a un governicchio con il Pd che dura sei mesi e poi si torna a votare. O si fa una cosa seria oppure meglio votare subito, visto che Grillo adesso sta calando».
Cosa vorrebbe dunque Berlusconi?
Un’apertura esplicita e formale, non gli bastano più i «segnali di fumo» in arrivo dall’altra parte del campo.
Insomma, vanno bene le interviste, ma serve un impegno formale della segreteria, dei gruppi parlamentari o della direzione del Pd per voltare pagina.
E tuttavia il Cavaliere dubita che il Pd possa permettersi questo cambiamento di linea, almeno finchè il timone sarà  in mano a Bersani.
«Il segretario Pd dovrebbe mettersi un secchio in testa e abiurare la linea tenuta in questi ultimi 40 giorni, mi pare difficile», riflette Raffaele Fitto.
Fabrizio Cicchitto è sarcastico: «Purtroppo il Pd è venuto meno alla regola aurea del vecchio Pci: il segretario doveva venire dal Regno di Sardegna, vedi Togliatti, Natta e Berlinguer, gli emiliani servivano a portare soldi e voti».
Maria Stella Gelmini, un’altra colomba, suona lo stesso spartito: «I vari Orfini e Speranza sono avvisati. Non acconsentiremo mai alla nascita di un governo che ci veda portatori d’acqua gratuiti».
È solo l’ultima offerta del venditore o davvero tutto sta per saltare?

Francesco Bei
(da “La Repubblica”)

argomento: Berlusconi, Bersani | Commenta »

PATTO BERSANI-MONTI PER IL QUIRINALE: CON 570 “GRANDI ELETTORI” POSSONO ELEGGERE CHI VOGLIONO

Aprile 5th, 2013 Riccardo Fucile

IL PRIMO TENTATIVO SARA’ PERO’ QUELLO DI PROVARE A COINVOLGERE IL PDL NELLA SCELTA… EMERGONO I NOMI DELLA BONINO E DI CACCIARI

Parte la trattativa sul Quirinale.
Ieri il faccia a faccia tra Bersani e Monti, lunedì (forse) quello con Berlusconi «in campo neutro», ovvero in Parlamento.
Il segretario del Pd non rinuncerà  a chiedere udienza anche a Grillo.
Per quasi due ore Pierluigi Bersani e Mario Monti siedono uno di fronte all’altro nello studio del premier a palazzo Chigi.
Era da tempo che non accadeva e l’atmosfera è rilassata. «Quasi di connivenza », scherza chi ha assistito almeno a parte della conversazione. Si parla di tutto, ma il tema vero è ovviamente il Quirinale.
E tra i due leader si arriva a siglare un vero e proprio «patto di consultazione » in vista delle prossime mosse.
In sostanza ora centrosinistra e Scelta Civica marceranno insieme, potendo così arrivare a un pacchetto di 570 grandi elettori, sufficienti dopo il terzo scrutinio a portare al Colle un loro candidato.
E tuttavia «il metodo» che Monti e Bersani condividono è un altro: «Cercheremo convergenze ampie ».
Significa che, almeno all’inizio, si farà  un tentativo di coinvolgimento del centrodestra.
«Nonostante i continui attacchi che ricevo da personaggi come Brunetta e Gasparri – spiega il premier – dobbiamo sforzarci di procedere in una logica di inclusione».
Un discorso che, per Monti, dovrebbe valere anche per il dopo, ovvero per il governo. Ma su questo punto le strategie dei due divergono e non si scostano dalle posizioni ormai fossilizzate da settimane.
E tuttavia anche sul Quirinale la disponibilità  al dialogo espressa dal segretario del Pd incontra alcuni limiti.
A Monti Bersani anticipa infatti che la trattativa con Berlusconi «va portata avanti, ma su un nome potabile».
Potrà  pur essere «un moderato», ma senza farsi dettare condizioni dal Pdl.
«Tocca a noi avanzare una proposta – ripete il leader Pd – , ovviamente in “cooperativa” con voi di Scelta Civica ».
Di nomi si è parlato eccome, ma i due leader hanno avuto l’accortezza di appartarsi da soli.
Alla fine l’identikit che ne esce, così come viene riferito agli uomini del Nazareno è quello di una personalità  «rigorosa», ma che non sia «ostile, fino a prova contraria, nei confronti del Pdl».
Un profilo che si attaglia a molti dei candidati in pectore, da Giuliano Amato a Massimo D’Alema, da Franco Marini fino a Luciano Violante e Pietro Grasso.
E proprio Grasso potrebbe rivelarsi utile, se non altro perchè la sua elezione al Colle libererebbe il posto da presidente del Senato per un esponente del Pdl (il “saggio” Quagliariello).
Se sul Quirinale l’intesa Monti-Bersani sembra solida, è quando si passa a discutere di quello che accadrà  dopo che le strategie non coincidono più.
Il premier infatti ribadisce che anche per il governo l’unica soluzione è quella di un pieno coinvolgimento del Pdl.
Mentre il segretario Pd resta scettico.
«Ma scusa – è lo sfogo che viene riproposto a Monti – l’esperienza con Berlusconi l’abbiamo pagata sia io che te alla elezioni e non abbiamo risolto niente. Avremmo dovuto cambiare l’Italia e invece, per colpa del Pdl, siamo rimasti fermi. Io non mi ci voglio più trovare in una situazione in cui non solo non si cambia nulla ma alla fine il Cavaliere ti lascia sempre con il cerino in mano».
A difendere questa frontiera, quella del governo del “cambiamento”, Bersani non è solo.
Anche Sel a un governo con Berlusconi non ci starebbe mai.
Per questo, secondo Nichi Vendola, già  dall’elezione del successore di Napolitano sarebbe opportuno lasciar perdere le tentazioni delle larghe intese e riproporre invece il metodo Boldrini-Grasso.
Con un outsider, che scompagini i giochi e lanci un ponte verso i Cinquestelle.
«Con questi ragazzi di Grillo – confida Vendola in un Transatlantico deserto – noi ci parliamo. Molti di loro ci hanno votato in passato. Alcuni sono persino venuti da me a raccontarmi che avevano ricopiato le mie poesie sul diario ai tempi del liceo».
Certo, il leader di Sel è consapevole che nel Pd, dopo l’affondo di Renzi, è in corso un congresso sotto mentite spoglie.
E la partita del Quirinale rischia di spaccare definitivamente il partito.
«Ma come diceva Pasolini, “piange ciò che muta, anche per farsi migliore”.
In queste due settimane siamo entrati in un’acceleratore che cambierà  per sempre non solo il Pd ma tutta la politica italiana».
Vendola non è l’unico a prevedere lacerazioni tra i democratici.
Sul fronte opposto, quello che guarda alla larga coalizione con il centrodestra, anche Beppe Fioroni mette in guardia chi immagina candidati che possano risultare troppo «divisivi» e ostili pregiudizialmente al Pdl: «Un presidente condiviso sarebbe la prima vera riforma italiana. Ma un presidente da combattimento provocherebbe un Big Bang nel Pd dalle conseguenze micidiali».
Tra candidati che finiscono sott’acqua e altri che si affacciano, ieri è stata la giornata in cui un partito è venuto alla scoperto ufficialmente con una proposta: i socialisti di Riccardo Nencini, alleati del Pd, hanno riunito la Direzione votato Emma Bonino for president.
Sotto traccia si fanno altri nomi di outsider.
A sorpresa spunta quello del filosofo Massimo Cacciari, attento al fenomeno grillino.

Francesco Bei
(da “La Repubblica“)

argomento: Bersani, Monti | Commenta »

« Previous Entries
Next Entries »
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.297)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.222)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (120)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.586)
    • criminalità (1.403)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.531)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.332)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.079)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (823)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (511)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (543)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.787)
    • governo (5.803)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.413)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (37.652)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.685)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (454)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Febbraio 2026 (356)
    • Gennaio 2026 (653)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (458)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (504)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (462)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (585)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (633)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (207)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (159)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Febbraio 2026
    L M M G V S D
     1
    2345678
    9101112131415
    16171819202122
    232425262728  
    « Gen    
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • LA LISTA DI PROSCRIZIONE: IL GOVERNO CHIEDE ALL’ANM I NOMI DI CHI FINANZIA IL NO
    • IL MINISTRO E’ CHI IL MINISTRO FA
    • NORDIO, DELMASTRO, BARTOLOZZI: IL TRIANGOLO NERO DI VIA ARENULA
    • IL BOARD OF PEACE DI TRUMP E’ UN’ACCOZZAGLIA DI PETROMONARCHIE, AFFARISTI DEL SUD GLOBALE ED EX COLONIE SOVIETICHE
    • SONDAGGIO SWG REFERENDUM GIUSTIZIA, I SOSTENITORI DEL NO HANNO RAGGIUNTO QUELLI DEL SI’: PARITA’ AL 38%
    • VANNACCI AL 3,6%: I VOTI DA LEGA E FDI
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA