Gennaio 3rd, 2013 Riccardo Fucile
“STA PORTANDO IL PDL SU POSIZIONI SETTARIE”
Dallo studio di Uno Mattina Mario Monti sottolinea che “ci sono molte posizioni nel Pdl che hanno impedito riforme per iniettare più concorrenza nei mercati delle libere professioni. Per esempio, dal punto di vista economico generale, penso all’onorevole Brunetta”.
Ed all’ex ministro della Pa, Monti si riferisce osservando che “sta portando, con l’autorevolezza di un professore di una certa statura – sottolinea – accademica, il Pdl su posizioni piuttosto estreme e, se posso permettermi di dire, settarie” .
Sono ormai note le quotidiane prese di posizione dell’ex ministro Brunetta contro il governo Monti.
Oggi il premier, con il suo humor britannico, gli ha riservato una risposta.
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Novembre 7th, 2011 Riccardo Fucile
IL PREMIER AGGRAPPATO ALLA TAVOLETTA DEL NAUFRAGO INSISTE A NEGARE CHE LA NAVE STIA AFFONDANDO… ANCHE GABRIELLA CARLUCCI PASSA ALL’UDC: “NEL 1994 HO CAMBIATO LA MIA VITA PERCHE’ CREDEVO IN FORZA ITALIA, ORA IL PDL E’ TROPPO DISTANTE DAI PROBLEMI REALI DEL PAESE”
Il voto sul Rendiconto, in programma martedì a Montecitorio, assume sempre di più i contorni di un appuntamento cruciale per il governo. Non solo.
L’esecutivo potrebbe trovarsi a fare i conti anche con una mozione di sfiducia delle opposizioni. Silvio Berlusconi, però, non mostra tentennamenti.
«Abbiamo verificato in queste ore, con numeri certi, che la maggioranza c’è», ha assicurato collegato telefonicamente con la convention di Azione Popolare.
Ma intanto il Pdl perde un altro pezzo, importante, perchè si tratta di una delle fedelissime della prima ora, l’ex-showgirl Gabriella Carlucci.
La deputata passa all’Udc: «Aderisco a questo partito che fa parte del Ppe, perchè spero che i moderati possano trovare nuove strade».
Così la parlamentare in una nota in cui annuncia l’addio al Pdl e afferma:« Ho con passione contribuito alla crescita di Forza Italia dal 1994 nel campo delle attività culturali e dal 2001 in Puglia dove con spirito di servizio mi dedico, tra l’altro, alla cura dei problemi amministrativi del Comune di Margherita di Savoia dove sono Sindaco. Ho cambiato la mia vita, con grandi sacrifici familiari, perchè ho creduto nella politica, ma non in quella che da qualche tempo non riesce a preoccuparsi di quanto drammaticamente sta accadendo e ritengo che un Governo di larghe intese possa essere l’unica soluzione per salvare il Paese».
E dire che il Premier aveva detto: «Nonostante le defezioni che mi auguro possano rientrare, siamo ancora maggioranza», aggiunge il presidente del Consiglio, mentre da più parti e anche da alcuni dei suoi gli arrivano inviti a fare un passo indietro, a «non arroccarsi» alla fortezza del Pdl, a fare attenzione ai numeri «troppo risicati».
Se il governo dunque sembra appeso al pallottoliere, il Cavaliere è comunque convinto di avere ancora la maggioranza.
Per questo insiste sul fatto che non esiste alcuna alternativa a questo esecutivo se non il voto, ribadendo il suo «no» a governi tecnici o di larghe intese.
Se l’opposizione votasse contro o facesse ostruzionismo sulle misure chieste dall’Ue, è l’avvertimento di Berlusconi, «si assumerebbe una chiara responsabilità ».
Al contrario di quanto afferma il premier, per il capogruppo del Pd, Dario Franceschini, l’esecutivo non ha più i numeri: «Il problema non è il voto di martedì sul Rendiconto nè quello che avverrà nelle prossime ore – spiega il deputato -. Berlusconi non ha più la maggioranza alla Camera, o si dimette o presto i parlamentari che vogliono un governo di emergenza per salvare il Paese voteranno la sfiducia per poterlo far nascere».
Lo stesso Pier Luigi Bersani conferma a In mezz’ora che l’opposizione presenterà una mozione di sfiducia anche e soprattutto se dovesse essere approvato il Rendiconto.
Il leader Pd chiude poi all’ipotesi di un governo tecnico guidato da Gianni Letta o da Renato Schifani: «Sarebbe un governo di centrodestra e non si vede come potrebbe fare quello che non ha fatto il governo Berlusconi», spiega Bersani.
Frena sulla mozione di sfiducia il leader dell’Idv Antonio Di Pietro. «Prima dobbiamo avere i numeri e poi presentare la mozione di sfiducia. In questo momento non è tanto in discussione la mozione di sfiducia del centrosinistra ma la presa d’atto dello sfaldamento del centrodestra», chiarisce l’ex pm.
Un invito alla cautela arriva a Berlusconi da Claudio Scajola. «I numeri in Parlamento sono diventati molto risicati – avverte l’ex ministro intervistato da Maria Latella -, siamo riusciti ad andare avanti un anno in un momento difficilissimo per la crisi economica, oggi questi numeri, con le ulteriori uscite, sembrano non esserci più, allora il mio invito a Berlusconi è che o riesce a mantenere le redini del governo oppure deve farsi lui stesso protagonista di un cambiamento».
Critiche al nostro Paese arrivano intanto dalla Francia.
L’Italia ha un «problema di credibilità , è vero. Bisogna lottare contro questa sfiducia», ha detto il ministro degli Esteri francese, Alain Juppè, affermando a Radio Europe 1 che è necessario vigilare sull’impegno del governo italiano sulle riforme.
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Settembre 27th, 2011 Riccardo Fucile
“BASTA CHIEDERE AI CITTADINI CERTIFICATI PER PARTECIPARE AI CONCORSI, BASTA CON IL DURC E QUELLO ANTIMAFIA: SEMPLIFICARE PER CRESCERE”
Il ministro della Pubblica amministrazione elenca le sue “vitamine” per la crescita economica.
Via anche il Durc, che attesta il regolare versamento dei contributi ai lavoratori. Difesa incondizionata, invece, del suo collega di governo sul quale pende una richiesta di rinvio a giudizio coatto per concorso esterno a Cosa nostra.
Sì al ministro Saverio Romano, accusato di mafia, no al certificato antimafia.
E’ il pensiero di Renato Brunetta, ministro della Pubblica amministrazione, distillato durante la presentazione del nuovo logo del dicastero.
“Basta chiedere a imprese e cittadini documentazione per informazioni che la Pubblica amministrazione già possiede”, afferma il ministro.
“Basta certificato antimafia, basta pacchi di certificati per partecipare ai concorsi, basta con il Durc (il certificato unico di regolarità contributiva per le imprese, ndr)”. La semplificazione, aggiunge, è “una delle vitamine per la crescita”.
Deve restare, invece, il ministro Saverio Romano, sul quale pende una richiesta di rinvio a giudizio coatto per concorso esterno in associazione mafiosa, oggetto di una mozione di sfiducia che sarà discussa dopodomani: “Le dimissioni del ministro Romano non sono all’ordine del giorno”, assicura Brunetta.
L’occasione di queste esternazioni è la presentazione del nuovo logo della Pubblica amministrazione, alla fine del quale Brunetta si è lasciato andare con i giornalisti.
Ma l’accenno al certificato antimafia provoca qualche imbarazzo persino tra i membri del suo staff, che già fiutano le polemiche.
Che infatti arrivano subito, per primo dal Partito democratico. “Brunetta, rischia così di indebolire i presidi antimafia di cui ci siamo dotati in questi anni (qui la procedura richiesta per ottenere il certificato antimafia, ndr). La penetrazione delle mafie in ogni tipo di gara o di appalto per opere pubbliche è un dato crescente ed è noto a tutti. Di certo — continua la nota — non potrà essere accettata una misura che rende più fragile il sistema di controllo dello Stato”.
Rapidissima e tranciante la reazione del Procuratore nazionale antimafia Piero Grasso: “Il ministro Brunetta è sempre molto originale. Stop ai certificati antimafia? Faccia una proposta di legge, la valuteremo… E’ stato da poco approvato il Codice antimafia”, continua il Procuratore, “che tra l’altro disciplina in modo molto rigoroso tutta la certificazione antimafia. Se il ministro aveva qualche osservazione da fare poteva farla in sede di Consiglio dei ministri”.
Comunque, conclude Grasso, “non è mia abitudine prendere posizione su cose campate in aria”.
Grasso fa riferimento al Testo unico antimafia predisposto dal governo e approvato dal parlamento meno di due mesi fa, che all’articolo 99 conferma la necessità del certificato antimafia per gli imprenditori che vogliono lavorare per la pubblica amministrazione o esercitare determinate attività private sottoposte ad autorizzazione.
Ce n’è abbastanza per la precisazione di rito, che arriva per bocca del portavoce del ministro (ma in perfetto Brunetta style): “I conservatori della sinistra non riescono a capire che accadrà esattamente il contrario, in quanto la certezza dei dati non diminuirà ma verrà semmai rafforzata: invece di chiedere al singolo imprenditore di fare il fattorino tra le amministrazioni, saranno infatti queste ultime a procurarsi direttamente presso gli uffici competenti la documentazione richiesta”.
Come no, immaginiamo come se li procurerà …
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Settembre 12th, 2011 Riccardo Fucile
SI FERMA LA COMMISSIONE BILANCIO: SI SPOSA LA FIGLIA DEL PRESIDENTE PDL…IL PREMIER INTANTO VA AL RICEVIMENTO DI NOZZE DI TITTI E RENATO BRUNETTA
“Iamme, iamme, ncoppa iamme ià ”. Tutti a Napoli e auguri agli sposi!
C’è la crisi, l’Italia rischia il default, i mercati sono in fibrillazione, la Germania ci deve salvare, ma i tedeschi sono pure un po’ incazzati per certe battute fuori luogo sulla loro Cancelliera e la Commissione Bilancio di Montecitorio si ferma.
A mezzogiorno preciso, col mondo che casca, i deputati hanno riposto faldoni e tabelle contabili, statistiche e grafici, proiezioni e dati sui conti correnti e hanno chiuso i battenti.
Si sospende l’esame dei provvedimenti. Arrivederci a oggi.
Panico tra ministri e sottosegretari.
Giustificazione da parte del capogruppo Pdl in Commissione: si sposa mia figlia e nessuno vuole rinunciare all’invito, ergo se non sospendiamo la seduta, la maggioranza non ha i numeri.
Alla faccia del Paese e dei suoi problemi: si sposa la figlia giovanissima di Gioacchino Alfano e si va tutti a Napoli a festeggiare.
Gioacchino, ex sindaco di Sant’Antonio Abate, ha fatto una rapida carriera politica e si appresta a scalare tutti i vertici del Pdl nella disastrata Campania di Nicola Cosentino.
L’onorevole lo ha capito quando il suo omonimo, l’altro Alfano, Angelino, ex Guardasigilli in nome e per conto del Cavaliere, è stato nominato segretario del Pdl.
“Se Angelino mi chiama non potrò dirgli di no”, disse con un sorriso sornione al Corriere del Mezzogiorno quando l’Alfano-bis scalò i vertici del Pdl.
I due sono amici per la pelle. “Ogni anno andiamo in pellegrinaggio e ripercorriamo i percorsi della Bibbia, del Vecchio Testamento. Siamo stati anche in Russia sulle tracce della Chiesa ortodossa”.
Chiesa, famiglia e partito.
Come ai vecchi tempi della Dc. Tutti a Napoli, allora, a festeggiare.
Il pranzo sarà luculliano, i vini ottimi, la Falanghina e i rossi vesuviani, il pesce rigorosamente del Golfo, e per finire babà e limoncelli di Sorrento.
Ospiti illustri Angelino Alfano, ovviamente, e Maurizio Lupi, vicepresidente dei deputati Pdl alla Camera, gli amici veri.
Feste, farina e forca.
Ma il recordman delle feste di matrimonio, è Renato Brunetta.
Il ministro della Funzione pubblica, nemico giurato di perditempo (i precari) e parassiti vari (impiegati pubblici e pensionati al minimo), si è sposato una volta sola con la sua Titti, ha festeggiato a Ravello, perla della Costiera amalfitana e non contento ha deciso di ri-festeggiare a Roma.
Bastava farsi un giro ieri in via Nazionale all’altezza del Palazzo delle Esposizioni e vedere uno spiegamento di forze di agenti, carabinieri, artificieri per “bonificare” gli ambienti e le sale dell’Open Colonna.
“Aspettiamo 300 invitati — ci racconta un addetto ai lavori — tutte personalità importanti, big del partito e ministri e forse anche lui. Il Cavaliere”.
Atteso fin dal pomeriggio, Silvio Berlusconi non poteva mancare questa volta. Già diede forfait a Ravello e Renatino Brunetta ci rimase male.
Anche Titti, per la verità .
Ma erano giorni complicati, con Tremonti che dava del cretino a Brunetta e i precari che minacciavano di assediare Ravello e di rovinare la festa.
Cose che a Berlusconi, fondatore del partito dell’amore, fanno venire l’orticaria.
Ma questa volta Silvio non è mancato.
Ha deluso i pm napoletani che volevano sentirlo per l’affaire Lavitola-Tarantini, martedì non ci sarà , non ha voluto fare altrettanto con l’amico Brunetta.
E allora, basta con la crisi e le toghe rosse.
Tutti alla festa.
Viva, viva gli sposi
Enrico Fierro
(da “Il Fatto Quotidiano“)
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Luglio 27th, 2011 Riccardo Fucile
HA UNA FURIA SOCIALE E POLITICA… CERCA SEMPRE DI FAR CADERE I SUOI CRITICI NELLA TRAPPOLA DELLA STATURA FISICA
Pubblichiamo un brano della prefazione di Francesco Merlo al suo libro, “Brunetta, il
Fantuttone” in uscita in questi giorni per Aliberti (pag.135 – €.11)
Basta un accenno, diretto o indiretto, alla sua statura, basta pronunziare le parole “basso” o “piccolo” o soltanto dire che il progresso umano è dovuto allo sforzo dei piccoli proprio perchè insofferenti del poco spazio che occupano, e Brunetta tira fuori l’argomento che gli sta più a cuore: “Razzista” urla al telefono, “quello è razzista” racconta in tv e nei libri che scrive.
E qualche volta lo fa con ironia: “Dica la verità , lei mi trova ancora più piccolo che in televisione ?”.
Più spesso ricorre al tono stizzoso e bisbetico che lo ha reso famoso, “Come reagirebbe lei, se avesse un figlio al quale dicessero continuamente ‘nano, sei un nano’?”
Ma sempre si avverte, neppure tanto fuori scena, il compiacimento per il disagio sopportato, per le presunte umiliazioni subìte, per la grandine di dileggi e di sciagurate persecuzioni che si sarebbero abbattute sulla sua vita di piccolo ma ingombrante genio.
È la prova di una grande fragilità , prima ancora di un’ossessione?
È vero che la sua insistenza facilmente può far venire in mente l’idea — il luogo comune direi — che ci sia una voglia di risarcimento, anche fisico, oltre che psicologico e sociale, alla base delle sue sparate: “Avrei preso il Nobel per l’Economia se non avessi scelto di servire il mio Paese con la politica”.
E sono sicuramente materia di psicanalisi i mille insulti pronunziati non al bar ma nei convegni pomposi, nelle sedi istituzionali, da cattedre solenni e prestigiose: fannulloni, ignoranti, siete la peggiore Italia, vi prenderei a calci, la sinistra di merda…
Quel ridere che subito degenera in sghignazzata, il carattere rancoroso, il malanimo che si percepisce nei suoi sfoghi sempre violenti, esprimono davvero l’animoso bisogno di un risarcimento, la rabbia che cerca riscatto.
Sicuramente c’è qualcosa di andato a male.
Ma si tratta evidentemente di una furia sociale, culturale e politica. Quella della statura fisica è invece una trappola nella quale Brunetta cerca sempre di far cadere i suoi critici(…)
Quando ancora non era diventato ministro e la sua antropologia di agitatissimo fantuttone non si era così bene espressa, mi piacque molto il racconto che Brunetta faceva delle sue origini, la storia del padre che vendeva oggetti vari su una bancarella a Venezia, e di come lui, da ragazzo, lo aiutasse.
Insomma, i difficili inizi e la fame patita.
Vedevo nel socialmente basso che diventa socialmente alto una rottura, un ingorgo di impulsi, un eccesso di sollecitazioni, il punto debole trasformato in forza, l’elemento strategico di una personalità che ha dato scacco al destino.
Il modello vincente è Vittorio Gassman che entra al liceo timidissimo e addirittura balbuziente perchè ingolfato di pensieri e ne esce poeta e attore, tecnico della fonè: da tartagliatore a fine dicitore.
Ebbene ancora più sociale ed edificante è il salto dalla bancarella al governo del Paese. C’è infatti la prova che la democrazia funziona, e che anzi è proprio questo il bello della democrazia: l’ascensore sociale, la possibilità di farcela, la scalata dal bisogno al merito. Ma Brunetta ha sporcato tutto con l’astio, con il desiderio di “fargliela pagare”.
Non sogna che tutti i venditori ambulanti diventino ministri, ma che tutti i non ministri diventino venditori ambulanti.
Francesco Merlo
(da “Il Fatto Quotidiano“)
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Luglio 7th, 2011 Riccardo Fucile
RIVOLTO A SACCONI, IL MINISTRO DELL’ECONOMIA COMMENTA: “MA HAI SENTITO QUELLO CHE STA DICENDO? MA E’ SCEMO” … POI LE SCUSE PRIMA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
Scaramucce a distanza con dichiarazioni alle agenzie di stampa.
Ogni tanto l’escalation nel chiuso di un consiglio dei ministri con qualche frase che trapela.
Ora il rapporto «ruvido» tra i due è venuto alla luce del sole prepotentemente: in un video divulgato da Repubblica Tv con tanto di audio inconfutabile.
I protagonisti sono due ministri: Tremonti e Brunetta. Parole pesanti del primo al secondo: «È un cretino. Ma è scemo?».
Il giorno dopo però il ministro dell’Economia ci mette una pezza e chiede scusa al collega Renato Brunetta nel corso del Consiglio dei ministri.
Lo dichiara lo stesso ministro della Pubblica amministrazione attraverso un comunicato stampa: «È venuto Giulio e mi ha abbracciato, chiedendomi scusa. Io, però, non ho ancora capito cosa sia successo. Ma si sa, non sono veloce di comprendonio».
Ma facciamo un passo indietro a mercoledì, giorno della conferenza stampa che illustra la manovra ai giornalisti.
Tremonti ha appena finito di parlare.
Brunetta prende la parola per la parte che riguarda il suo ministero.
La sede è quella del dicastero del Tesoro, via XX Settembre.
Ma galeotto è il microfono che rimane davanti alla bocca del ministro dell’economia e cattura a sua insaputa il «fuori onda» che rivolge al collega, con il quale è noto non corre buon sangue.
Così nel video ecco i velenosi commenti che Tremonti «comunica» ai funzionari del Tesoro mentre Brunetta sciorina cifre: «Questo è il tipico intervento suicida…».
Si copre il volto e si rivolge al ragioniere generale dello Stato, Mario Canzio, aggiungendo: «…proprio… …è proprio un cretino».
E il ragioniere: «Anche perchè in una manovra di 34 miliardi e nove… il pubblico impiego è a 0,6… è inutile che gliene parli, no?»
E Tremonti sarcastico: «Eh, ma deve parlare!».
Dall’altro lato del ministro siede il capo di gabinetto del ministero Vincenzo Fortunato che chiosa: «È un massacro».
Sarcastico Tremonti: «Devo dirlo?». Nel frattempo Brunetta in sottofondo dice: «…e in più c’è una cosa di cui nessuno si è accorto».
Lesto Tremonti mentre parlotta con Fortunato, s’inserisce con una battuta a Brunetta: «Neanch’io?».
La sala ride e Brunetta rassicura un paio di metri più in là : «No, tu te ne sei accorto».
Ma non è finita.
Brunetta continua il suo intervento e il ministro dell’Economia si spazientisce sempre più.
Ad un certo punto si rivolge a Sacconi: «Maurizio, è scemo eh?».
E il ministro del Welfare: «Io non lo seguo neppure».
Brunetta procede. Ora parla della visita fiscale: «Sarà obbligatoria nei giorni prefestivi…». E Tremonti: «…o nei giorni che precedono la manovra».
E l’ultima battuta prima di confermare il suo pensiero: «Questo è proprio un cretino».
I due insieme sono come il fiammifero con il fuoco.
Infatti, come è successo mercoledì, il 12 novembre del 2009 mentre Brunetta presentava un pezzo della riforma sulla Pubblica amministrazione, il «professor Giulio», scrive Verderami sul Corriere del giorno dopo, bocciava il «professor Renato»: «Non si fa la semplificazione con una nuova regolamentazione », ha iniziato a ripetere dando sulla voce del collega.
Si è scatenato il parapiglia, e per una volta Letta è intervenuto a sostegno di Tremonti. Alla fine, dopo ripetuti colpi sotto la cintura, Brunetta si è alzato e ha teso la mano al ministro dell’Economia, che non ha contraccambiato, anzi: «Non ti avvicinare, altrimenti ti prendo a calci in…».
Questo è purtroppo lo stato di degrado morale e di sfiducia reciproca in cui versa il governo del nostro Paese.
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Giugno 16th, 2011 Riccardo Fucile
“HO DOVUTO SENTIRE IN TANTI ANNI TROPPE PAROLE UMILIANTI…IO E LA MIA FAMIGLIA ABBIAMO FATTO TANTI SACRIFICI ECONOMICI MA CONSERVIAMO LA NOSTRA DIGNITA’…QUESTA ITALIA PEGGIORE NON L’HANNO CREATA I GIOVANI COME ME, L’AVETE REALIZZATA VOI”
Caro ministro,
ieri sera ho visto il video del suo convegno con fuga.
Era una giornata felice perchè in questi giorni è così che mi sento, grazie alla rinascita di una fiducia nella politica, una buona politica (quella fatta da 27 milioni di cittadini).
Grazie al fatto che per tanto tempo ho sofferto un senso di impotenza dinanzi a un mondo che mi piaceva sempre meno e che mi scivolava davanti senza che me ne sentissi parte, in un’età in cui dovrei sentire che il mondo è mio.
E invece ora mi sembra di aver partecipato a un momento storico.
Non solo per l’esito del referendum, ma per il significato che esso ha avuto, almeno per me.
La possibilità di credere di nuovo che il mio voto conta nelle decisioni di uno Stato, che se per la Costituzione (che io amo) il popolo è sovrano, lo è anche per il Paese reale.
Eppure ieri sera ho visto una scena in cui un ministro della Pubblica amministrazione cercava di evitare il confronto con dei ragazzi perchè aveva un treno da prendere e che poi, dopo averli invitati a salire sul palco, li ha snobbati senza sentire cosa avessero da dire.
«Siete l’Italia peggiore».
L’Italia peggiore.
Queste parole non mi hanno lasciata indifferente come molte, troppe parole umilianti che ho sentito dire in questi anni.
Le trovo agghiaccianti, signor ministro.
Agghiaccianti per me che ho studiato anni, con sacrifici economici miei e della mia famiglia, mettendo in difficoltà rapporti di amicizia e non, perchè dovevo a tutti i costi raggiungere i miei obiettivi.
Ora le mie soddisfazioni le prendo anche. Ma sempre con lavori precari.
Credo, signor ministro, che la sua affermazione sia offensiva ma soprattutto errata.
Primo: quei ragazzi non erano forse precari della Pubblica amministrazione, di cui lei è responsabile?
Secondo: lei fa parte della nostra classe dirigente, questa Italia peggiore l’avete creata voi. Terzo: è questa Italia peggiore che manda avanti il resto dell’Italia.
Quarto: questa Italia peggiore è il futuro dell’Italia, quindi badi alle persone con cui parla e pensi a che futuro desidera costruire per il suo Paese.
Quinto: se noi siamo l’Italia peggiore, dobbiamo ancora trovare un termine per tutta quella parte di mondo di cui sopra in cui noi non ci riconosciamo.
L’elenco potrebbe continuare, signor ministro, ma lascio perdere perchè, pensi, io precaria non ho neanche la possibilità di dimettermi per affermazioni fuori luogo.
Tuttavia mi consolo perchè guardandomi attorno mi rendo conto che io potrò anche fare quattro lavori per arrivare a uno stipendio. ma c’è gente a cui non bastano quattro parole per arrivare a un pensiero intelligente.
Alessandra Erriquez
(da “Il Corriere della Sera“)
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Giugno 16th, 2011 Riccardo Fucile
“VOLEVAMO AVERE VOCE E IL MINISTRO, CON IL SUO COMPORTAMENTO NEVROTICO, CE L’HA DATO INVOLONTARIAMENTE”
La donna che ha fatto «arrabbiare» Brunetta si chiama Maurizia è laureata in Orientalistica, ha un master, un dottorato, ha fatto diverse missioni all’estero, è precaria da 15 anni di cui 6 ad “Italia Lavoro” dove si occupa di immigrazione.
E non vuole un posto fisso.
Cosa voleva dire al ministro?
Volevo fargli capire quale può essere l’altra faccia dell’innovazione di cui parla: un lavoro precario, senza tutela e riconoscimento. Volevo spiegargli questo paradosso: come i miei colleghi mi occupo di reinserimento nel mondo del lavoro di soggetti fragili, ma la mia agenzia produce per prima precarietà , disoccupazione e spreco delle competenze. Tradisce la sua missione. Questo volevo fargli sapere, e con grande educazione.
Brunetta dice che siete provocatori, che volete il posto fisso e che in questo paese nessuno è disposto a scaricare le cassette al mercatogenerale. E’ così?
Il provocatore è lui, la smettesse di insultare i precari dicendo che non hanno voglia di lavorare. A noi lui non interessa, non è il nostro obiettivo. Se a quel convegno ci fosse stato Sacconi o la Polverini sarebbe stato lo stesso: volevamo avere voce e il ministro, grazie al suo atteggiamento nevrotico, ce l’ha data. Quanto al posto fisso non tutti i precari lo vogliono. Chiedono – prima ancora – tutele, rispetto delle competenze, continuità nel reddito.
Cos’ha pensato quando il ministro è scappato?
Che è debole e molto arrabbiato per via delle amministrative e dei risultati del referendum.
Perchè avete formato una Rete? Il sindacato non vi tutela?
I sindacati, come i partiti, non sempre riescono a rappresentarci, ma quando lo fanno la collaborazione funziona
Pensa che Brunetta debba dimettersi?
Spero che a dimettersi sia tutto il governo
(da “La Repubblica“)
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Giugno 16th, 2011 Riccardo Fucile
LA PENOSA ESIBIZIONE DI BRUNETTA MENTRE INSULTA UNA LAVORATRICE PRECARIA E’ L’IMMAGINE DELLA ARROGANTE PRESUNZIONE DEL PARTITO DEGLI ACCATTONI….LA PARTE PEGGIORE DELL’ITALIA LA RAPPRESENTA LUI
Basta osservare il video che immortala il ministro Brunetta mentre insulta senza motivo alcune ragazze precarie della Pubblica amministrazione (“Siete l’Italia peggiore”) e si vedrà l’arroganza del potere dispiegarsi nella versione più cruda. Ecco sua eccellenza concludere un fervorino di circostanza al solito convegno sull’innovazione.
Un codazzo di trafelati funzionari si accinge a scortarlo verso più luminosi destini, quando quelle insignificanti (ai suoi occhi) donne chiedono cortesemente di poter dire qualcosa.
Si tratta di ascoltare quanto è difficile la vita delle persone, ma appena sente pronunciare l’orrenda parola “precario” il ministro dà in escandescenze.
Come una furia si lancia contro un innocuo striscione e lo fa a brandelli.
Poi eccolo sulla berlina di Stato sgommante finalmente lontano da quei cascami della società .
Alcune domande sorgono spontanee.
Da cosa deriva il disprezzo che Brunetta sparge a piene mani verso chi non si genuflette al suo passaggio?
A guardarlo schiumare e agitare i pugni si potrebbe pensare a un’infanzia difficile, ma poi perchè farla scontare agli altri?
Ma il peggio viene dopo, quando impaurito dalla rivolta di massa dei precari scoppiata in rete, il ministro mal consigliato, fornisce su Internet una sua versione dei fatti completamente inventata.
Può un ministro così insensibile davanti al dramma dell’occupazione, così incapace di dominare le proprie deplorevoli pulsioni, così maldestramente portato a manipolare la verità , può costui restare al suo posto?
(da “Il Fatto Quotidiano“)
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