Giugno 22nd, 2010 Riccardo Fucile
A GENOVA IL TITOLARE DI UN NOTO LOCALE DEL CENTRO PREFERISCE INCENTIVARE GLI STRANIERI A CHIAMARE….”IL RAZZISMO L’HO PROVATO SULLA MIA PELLE 40 ANNI FA: POLIZIOTTO E MERIDIONALE, PER MOLTI ERA UNA CONDANNA AL DISPREZZO” …IN 48 ORE APPARTAMENTO AFFITTATO, NONOSTANTE LA “PADANIA”
Il cartello è stato appeso solo per qualche giorno in un portone della centralissima Piazza della Vittoria, a Genova: “Affittasi appartamento: solo extracomunitari”, con relativo numero di telefono.
Chi cercava un inquilino non italiano è il titolare di un noto bar genovese, prediletto per gli aperitivi dagli impiegati degli uffici della zona.
Il signor Franco si è trovato al centro di un attacco da parte degli esponenti locali della Lega e del quotidiano “la padania” che gli hanno dato del razzista. Intervistato dal “Secolo XIX”, si è fatto due risate per tutta questa polemica: “Nessuna intenzione di discriminare, ho un appartamento da affittare e in passato ho avuto brutte esperienze, sempre e solo con italiani. Mi son detto: vediamo di cambiare genere”.
Sperando quindi di non trovare sempre italiani che non pagavano e che doveva poi così sfrattare.
Quanto all’accusa di razzista, il signor Franco replica divertito: “Dare del razzista a me, è davvero una roba fuori di testa. Il razzismo io l’ho provato sulla mia pelle, quarant’anni fa, quando sono arrivato in questa città . Poliziotto e meridionale (vengo dal Molise), a Genova negli anni ’70 praticamente era una condanna al disprezzo da parte di tanta gente. A volte preferivo dire che facevo il pastore sui monti per evitare gli sguardi obliqui”. Continua »
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Giugno 21st, 2010 Riccardo Fucile
INCENDI DOLOSI E ATTENTATI A SANREMO: IL SOTTOSEGRETARIO LEGHISTA BELSITO ORGANIZZA UN SUMMIT TRA ISTITUZIONI, MA SI DIMENTICA DI INVITARE I CARABINIERI, DISAPPUNTO DEI VERTICI DELL’ARMA…FORSE IN FUTURO 17 UOMINI IN PIU’, MA GRANATA (PDL) E’ CRITICO: RISPOSTA INADEGUATA
Da tempo la Riviera di Levante è colpita da un’impressionante serie di incendi dolosi e
attentati, segno evidente del riemergere dell’ombra della criminalità organizzata sulle attività economiche.
Venerdì è andato in fiamme il pub “Big Ben”, nel cuore della movida della città di Sanremo, con grande paura dei cittadini che abitano nei palazzi vicini. Sull’ennesimo caso stanno indagando i carabinieri.
Dopo tanti silenzi, Il Comune retto dal centrodestra ha pensato bene di indire un summit, organizzato per l’occasione dal sottosegretario leghista Francesco Belsito, cui hanno partecipato il sindaco, il prefetto, il questore, il presidente leghista del consiglio comunale e il suo vice.
Venerdì sera parte la convocazione dagli uffici del sottosegretario: “la presenza dell’autorità governativa e delle massime autorità responsabili della sicurezza e dell’ordine publico nella provincia di Imperia vogliono testimoniare alla cittadinanza l’attenzione e l’impegno a contrastrare il ripetersi dei fenomeni mafiosi”.
Bella la grancassa mediatica e i suoni di vuvuzela.
Ma quando si ritrovano intorno a un tavolo, qualcuno fa osservare la figura barbina (che finirà nella prima pagina del Secolo XIX): si sono dimenticati di convocare i carabinieri, quelli che tra l’altro stanno facendo le indagini.
Pur non esprimendosi in dichiarazioni ufficiali, i vertici provinciali dei carabinieri “hanno fatto trapelare il loro disappunto, e anche di più” (si legge sul Secolo XIX) per essere stati esclusi dal vertice, proprio nel momento in cui occorrerebbe uno sforzo corale contro l’ondata criminale.
Si è sfiorato l’incidente diplomatico, insomma, e la Lega ha rimediato la solita brutta figura.
Il summit nel frattempo si è dimostrato un incontro di facciata, non certo operativo, ma un semplice “incontro istituzionale”. Continua »
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Giugno 21st, 2010 Riccardo Fucile
PER RISANARE IL DEBITO DELLA CAPITALE SI COLPIRANNO TRASPORTI, ASILI, RIFIUTI, BAR, RISTORANTI, AEREI…TREMONTI TAGLIA DI 200 MILIONI I FONDI STANZIATI PER ROMA E L’EX SOCIALE ALEMANNO AUMENTA LE TARIFFE DEGLI ASILI NIDO DAL 15,6% AL 48%, LE MENSE SCOLASTICHE FINO AL 93,6%, L’IRPEF E IL PREZZO DEL BUS
La colpa non è certo solo di Alemanno: quando l’ex ministro ha salito le scale del Campidoglio, i conti della Capitale già non tornavano da tempo, ma ciò è di magra consolazione per i contribuenti romani che da anni sentono ripetere dagli esponenti del centrodestra che “non metteremo le mani nelle tasche degli italiani”.
Decenni di guasti e gestioni finanziarie dissennate hanno prodotto la bellezza di 9,8 miliardi di debito che ora va risanato, dopo anni di silenzi sia da parte dei governi di destra che di sinistra.
Berlusconi si era impegnato ad aiutare il neosindaco per consentire alla nuova giunta di rimettersi gradualmente in carreggiata, ma Tremonti ha ridotto di 200 milioni i fondi che aveva promesso.
Il ministro ha concesso (bontà sua) la possibilità per il Campidoglio di aumentare la addizionale Irpef comunale di un ulteriore 0,4% (Roma è già al tetto massimo dello 0,5%) e di fissare il balzello di 1 euro sui diritti d’imbarco per tutti i passaggeri in transito negli aeroporti romani.
Ma la vera stangata è quella prevista per ripianare il bilancio ordinario in rosso di ben 160 milioni.
Da qui una serie di soluzioni molto onerose.
Il canone per l’occupazione del suolo pubblico salirà dal 12% al 125% in base alle zone.
E’ evidente che il costo dei tavolini all’aperto di bar e ristoranti saranno rapidamente scaricati sui clienti, con buona pace di tutti.
La tassa sui rifiuti per le utenze non domestiche salirà del 12,5%.
Per gli asili nido le tariffe aumenteranno da un minimo del 15,6% a un massimo del 48%.
Per avere un’idea del peso di questa misura, basti sapere che può arrivare a 150 euro di incremento della rata mesile. Continua »
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Giugno 14th, 2010 Riccardo Fucile
IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI BOLZANO GUADAGNA PIU’ DI OBAMA: DAL PARLAMENTO ALLE REGIONI, AI PICCOLI COMUNI, DECENNI DI CRESCITA PROGRESSIVA DI STIPENDI, POLTRONE, SEGRETERIE, PORTABORSE…DALLA SICILIA ALLE CIRCOSCRIZIONI: UN FIUME DI DENARO INARRESTABILE CHE TUTTO CORROMPE
Sono centinaia di migliaia i lavoratori dell’azienza “partitocrazia” italica, comprendendo anche quel “livello industriale” che si usa definire indotto.
Non vi sono solo i protagonisti, coloro che appaiono nelle Tv nazionali o locali a rappresentare schieramenti e interessi, lobbie e territori, categorie e partiti, ma anche una diffusa e poco appariscente rete di personaggi “collegati”.
In Italia gradualmente i vari Consigli hanno copiato le Camere, le Giunte si sono ispirate ai Ministeri: nei decenni, nelle regioni e negli enti locali si è moltiplicata la casta politica e amministrativa.
All’alba delle Repubblica cominciò la Regione siciliana, memore dell’antico Parlamento normanno: chiamò Governo la Giunta, Parlamento il Consiglio regionale, onorevoli i consiglieri regionali.
E ancora in Sicilia ecco sorgere il Consiglio di presidenza, i Gruppi parlamentari, le commissioni, l’appannaggio parificato al Senato, l’assegno votalizio per gli ex.
Dopo poco tempo tutte le altre Regioni gli andarono dietro: segreterie particolari, uffici doppi per Giunta e Consiglio, dotazioni di strutture, sedi, personale, auto, privilegi.
La capitale non era da meno: i vantaggi riconosciuti ai Gruppi parlamentari portarono a istituire Gruppi di deputati o senatori ben inferiori al minimo regolamentare fissato in 20 e 10.
Si arrivò persino a 4 deputati e 5 senatori, imitati a quel punto anche dai Consigli regionali dove vi fu un proliferare persino dei monogruppi e della indennità per il capogruppo. Continua »
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Giugno 9th, 2010 Riccardo Fucile
ASSUNTO IN QUOTA DISABILI, ERA STATO DESTINATO A FARE DA GUIDA PER I TURISTI A PALAZZO PLATAMONE, ANTICA DIMORA BAROCCA E SEDE DI MOSTRE… IL NUOVO ASSESSORE ALLA CULTURA, IN VISITA, SE NE ACCORGE E LO DESTINA AD ALTRE MANSIONI…MA CON CHE CRITERI VIENE ASSEGNATO IL PERSONALE?
Palazzo Platamone, a Catania, è una antica e bella dimora il cui cortile è stato recentemente ristrutturato, prendendo il nome di Cortile della Cultura: costituisce un gioiello di architettura medievale, meta di visite dei turisti che si aggirano tra le vie barocche della città etnea.
Palazzo Platamone è stato dimora nel XVI secolo della famiglia Platamuni, vicerè nel periodo borbonico, e poi convento di San Placido, oggi un fiore all’occhiello per mostre ed esposizioni.
Catania negli ultimi anni ha avuto parecchi problemi amministrativi: nel 2008 è salita alla ribalta nazionale grazie al buco di bilancio di oltre un miliardo di euro, pari a 3.379 a cittadino.
Un deficit che aveva avuto conseguenze paradossali, come i vigili urbani costretti ad andare a piedi perchè le auto erano senza benzina, o come le strade lasciate al buio perchè non erano state pagate le bollette.
Si era così arrivati a interventi governativi per coprire in parte il buco di bilancio e il 4 giugno scorso è stata varata una nuova giunta, presieduta dal sen. Pdl Raffaele Stancanelli.
Una giunta anomale, composta di soli otto assessori, nessun politico, tutti tecnici, per tentare di dare una svolta.
Assessore alla Cultura è stata nominata la stilista Marella Ferrera che ha deciso subito di andare a visitare le bellezze cittadine, patrimonio la cui tutela è centrale per il ruolo assegnatole.
E Marella inizia proprio il tour di verifica da Palazzo Platamone, all’angolo tra via Landolina e via Vittorio Emanule: si avvicina al portone e trova un uomo seduto su una sedia, con un congegno elettronico in mano.
Gli rivolge un paio di domande, nessun cenno di risposta. Continua »
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Giugno 7th, 2010 Riccardo Fucile
DALLA GESTIONE DELLA COSA PUBBLICA ALLA GESTIONE DI UNA CASA DI APPUNTAMENTO: CESARE BIASIN LE IMMIGRATE NON LE CACCIAVA, MA LE SFRUTTAVA…SI FACEVA CONSEGNARE 2.400 EURO AL MESE E PROCURAVA LORO ANCHE CLIENTI…A PONTIDA UNA MEDAGLIA AI PAPPONI PADANI?
Cesare Biasin è ora accusato di sfruttamento.
Secondo gli inquirenti, il politico leghista gestiva due lucciole rumene in via Dell’Olmo e intascava 600 euro a settimana.
Pubblicizzava le loro prestazioni su riviste e sui siti specializzati.
Ex sindaco, ex imprenditore. Tra tanti «ex» ruoli, uno nuovo: sfruttatore di prostitute.
Cesare Biasin, ex sindaco leghista (e attuale consigliere comunale) di Silea, deve far fronte ad accuse pesantissime: favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.
Secondo gli investigatori, Biasin “gestiva” un appartamento a Treviso, in zona Stiore, abitato da due prostitute.
«Gestiva» nel senso che l’appartamento non è suo.
Lui si era ritagliato un altro ruolo, molto più remunerativo: trovava una sistemazione alle prostitute, quattro mura dentro le quali poter lavorare tranquillamente.
Non solo: Biasin pubblicizzava le loro prestazioni su riviste e sui siti specializzati.
In cambio si intascava trecento euro a settimana per ciascuna ragazza.
Sono due, al momento, quelle trovate all’interno dell’appartamento di via Dell’Olmo, in zona Stiore: romene, di 34 e 32 anni.
Ma il giro, secondo gli investigatori, potrebbe essere più ampio.
Quella palazzina di via Dell’Olmo era diventata un vero crocevia per i viandanti del sesso a pagamento.
Non c’era solo l’appartamento che ha messo Biasin nei guai: altre due porte nascondevano prestazioni a luci rosse. In uno, di proprietà di una moglianese e sub-affittato da una padovana (denunciata, quest’ultima, per favoreggiamento), si prostituiva una ecuadoregna di quarant’anni.
In un terzo appartamento, invece, “lavorava” una giovane romena, però in questo caso del tutto imprenditrice di se stessa: il contratto d’affitto è regolarmente intestato a lei.
Sull’ appartamento all’interno numero 22 ora ci sono i sigilli della polizia.
E’ quello che Biasin aveva messo a disposizione delle due romene.
L’ ex sindaco leghista di Silea lo aveva intestato a una sua conoscente, ma ci sarebbero utenze (bollette) e movimenti bancari che dimostrano il suo ruolo attivo.
Gli uomini della questura, allertati dalle segnalazioni di alcuni residenti, hanno passato al setaccio quella palazzina, ricostruendo i legami tra prostitute e sfruttatori. Continua »
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Giugno 5th, 2010 Riccardo Fucile
AVREBBERO SOTTOVALUTATO GLI ALLARMI PRECEDENTI: ACCUSATI DI OMICIDIO COLPOSO I VERTICI DELLA PROTEZIONE CIVILE, SISMOLOGI E TECNICI DEL DIPARTIMENTO….PER LA PROCURA LA CITTA’ ANDAVA EVACUATA…LO STUDIO DI DUE DOCENTI A SUPPORTO
La Procura della Repubblica dell’Aquila ha notificato alcuni avvisi di garanzia relativi all’inchiesta sul mancato allarme per il terremoto. L’accusa rivolta ai membri della Commissione Grandi rischi, che il 31 marzo 2009, 6 giorni prima del terremoto che sconvolse L’Aquila, parteciparono alla riunione che si tenne nel capoluogo abruzzese, è di omicidio colposo.
Nel documento della Procura ci sarebbe scritto che la “protezione civile è venuta meno ai doveri di previsione e prevenzione”.
Perciò, la colpa consiste nella “negligenza, imprudenza e imperizia”.
Tra gli indagati, ci sarebbero alcuni funzionari ai vertici del Dipartimento della Protezione Civile e dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia.
L’avviso di chiusura indagini sarebbe in corso di notifica al professor Franco Barberi, presidente vicario della Commissione, al professor Enzo Boschi, presidente dell’Ingv, al vice capo del settore tecnico-operativo della Protezione Civile Bernardo De Bernardinis, al direttore del Centro nazionale terremoti Giulio Selvaggi, al direttore della fondazione ‘Eucentre’ Gian Michele Calvi, all’ordinario di fisica terrestre dell’Università di Genova Claudio Eva, al direttore dell’ufficio rischio sismico del Dipartimento della Protezione Civile Mauro Dolce.
“Non si tratta di un mancato allarme, l’allarme era già venuto dalle scosse di terremoto. Si tratta del mancato avviso che bisognava andarsene dalle case”, ha spiegato il Procuratore della repubblica dell’Aquila, Alfredo Rossini,
Nel verbale del 31 marzo 2009 sono riportate le parole pronunciate da Franco Barberi, presidente vicario della Commissione Grandi Rischi della Protezione Civile: “Non c’è nessun motivo per cui si possa dire che una sequenza di scosse di bassa magnitudo possa essere considerata precursore di un forte evento”.
Nel verbale sono riportati i pareri degli esperti che sottolineavano che i terremoti sono molto difficili da prevedere, che non è possibile fare pronostici scientifici, e affermavano che era “improbabile” che si verificasse una scossa distruttiva: anzi, “non c’è motivo per dire che un sequenza di scosse di bassa magnitudo possa essere considerata precursore di un forte evento”.
Sei giorni più tardi una scossa di magnitudo 6.3 haa distrutto L’Aquila e molti paesi abruzzesi, causando più di 300 morti. Continua »
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Maggio 21st, 2010 Riccardo Fucile
DONNA ROSALIA, SINDACO DI ALBENGA, VUOLE FARE CASSA CON I TAPPETI DELLA PREGHIERA… PROSTERNARSI ALLA CITTA’ SANTA EQUIVALE AD OCCUPARE IL SUOLO PUBBLICO, COME PER UN ESERCIZIO COMMERCIALE….IN FUTURO APPLICHERA’ LA TASSA ANCHE PER LE PROCESSIONI, LE MESSE ALL’APERTO E I PRESEPI VIVENTI?
Donna Rosalia, in arte Guarnieri, raffinata sindaco leghista del comune di Albenga (Sv),
ama le prime pagine: non quelle di Vogue, per cui occorrerebbe avere il fisique du rol, ma quelle almeno della cronaca locale. Non ha importanza quello che sostiene, l’unica cosa rilevante è far parlare di sè, oscillando anche da un estremo all’altro: un giorno scandalizza i leghisti liguri dichiarandosi favorevole alla costruzione di una moschea, un altro vuole far pagare l’occupazione del suolo pubblico ai tappeti su cui i musulmani si rivolgono ad Allah durante la tradizionale preghiera.
Certamente non le si può negare una buona dose di fantasia, almeno pari alla ignoranza delle norme che regolano il culto e dei regolamenti comunali. Vediamo i fatti: ad Albenga esiste una forte comunità musulmana, in quanto molti lavoratori vengono impiegati nell’entroterra della citta, dedita da sempre all’agricoltura.
Gli islamici da tempo hanno informato il sindaco che stanno cercando un locale più grande da trasformare in moschea: siccome sono in tanti e non tutti riescono a stare nel basso che funge attualmente da luogo di preghiera, alcuni il venerdì stendono i tappeti per pregare rivolti alla Mecca nell’attigua piazza San Francesco.
Prima ascoltano le parole dell’iman e poi si prosternano in direzione della Citta Santa, creando qualche disagio a chi vuole passare da lì, in pieno centro storico.
Un problema che si potrebbe risolvere con un po’ di buon senso, obbligando i fedeli a lasciare un ampio spazio libero di passaggio, utilizzando magari qualche transenna, oppure mettendo a disposizione degli stessi uno spazio comunale più accogliente, anche all’aperto, in attesa della nuova moschea. Invece il sindaco, paragonando chi srotola per qualche minuto un tappeto per pregare a chi sistema un dehor all’aperto, non contesta il diritto al culto dei musulmani, ma lo equipara a una occupazione del suolo pubblico per il quale occorre pagare la tassa. Continua »
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Maggio 17th, 2010 Riccardo Fucile
ELETTO SPAGNOLLI CON IL 51,4% , OBERRAUCH (PDL) APPENA AL 33,5%…. IL PDL SCENDE DAL 30% al 22,4% , BASSA LA LEGA AL 5,7%… SCONFITTA E CALO DEL PDL ANCHE A BRESSANONE E MERANO, DISASTRO A ROVERETO…. A BOLZANO SI ERA PRESENTATO DIVISO E LE DUE FAZIONI SI ERANO PRESE A PUGNI PER DEI MANIFESTI STACCATI
Tranquilli che i vertici del Pdl stasera parleranno di “vittoria del centrodestra” in Trentino Alto Adige per la tornata elettorale che ha visto andare al voto ieri gli elettori di 315 Comuni (111 in Alto Adige, 204 in Trentino).
In effetti non c’è mai limite al peggio.
Molti i piccoli centri: occhi puntati dunque sui 27 Comuni superiori (a 15mila abitanti in Alto Adige, a 300 abitanti in Trentino).
Con alcune sfide cruciali che hanno già dato le prime indicazioni.
A partire da Bolzano dove il candidato del centrosinistra Luigi Spagnolli viaggia al 51,4%.
Un’affermazione che sta gettando nel caos il Pdl (33,5%) che, in questa tornata elettorale, si è spaccato in varie anime.
Il Pdl, infatti, si diviso tra l’ala dell’onorevole Michaela Biancofiore e quella del deputato Giorgio Holzmann.
Il tutto è culminato giovedì sera in una rissa tra rappresentanti dei due schieramenti per dei manifesti staccati.
“E’ un disastro. Roma si dovrà rendere conto che il Pdl in Alto Adige così non può andare avanti” dice Alberto Sigismondi, uno dei due co-coordinatori del Pdl altoatesino.
Replica la Biancofiore: “Ne parlerò con Berlusconi. Non mi dimetto, almeno non oggi. Qui in Alto Adige il Pdl non è un partito unito, ma ce ne sono due”.
Che Fini non abbia tutti i torti quando parla di un partito inesistente sul territorio e spesso in balia delle beghe locali ?
Eppure si era mosso pure Gasparri, noto ideologo di corte, per prendere parte a una delle fazioni in lotta: strano che abbia solo ottenuto di far precipitare il Pdl dal 30% del 2005 al 22,4%.
Ma non sono solo questioni locali a incidere: a Bressanone e Merano guidano lo spoglio i candidati Svp (tutti e due sindaci uscenti di giunte di centrosinistra). Va male il candidato del Pdl. Continua »
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