Luglio 2nd, 2010 Riccardo Fucile
ORGANIZZATO DAI FINIANI DI “FAREFUTURO”, PREVEDE 15 GIORNI DI GRANDI APPUNTAMENTI CON OSPITI BIPARTISAN: TRA QUESTI BUTTAFUOCO, DACIA MARAINI, CARDINI, LUCIA ANNUNZIATA, BEPPE ENGLARO, ALBERTAZZI, MARGHERITA HUCK, CRISTICCHI, BRUNO GUERRI, GAD LERNER, GIORELLO, SCUDATI, ERRI DE LUCA, VAURO… L’ATTACCO DE “IL GIORNALE” E LA REPLICA DI “CAFFEINA”
E’ iniziato l’altro ieri sera a Viterbo, in una splendida cornice di pubblico, il festival
“finiano” denominato “Caffeina Cultura”, con la partecipazione alla serata inaugurale di Roberto Saviano che aveva rilasciato un’intervista esclusiva al primo numero di “Caffeina magazine”, la rivista diretta da Filippo Rossi, scrittore e già direttore di FareFuturoweb Magazine, il periodico della Fondazione di Gianfranco Fini, spesso al centro del dibattito politico.
Come sottolinea Saviano nell’intervista “questo è un paese di contrade, come diceva il Guicciardini, dalla divisione trae sempre beneficio il singolo, mai il Paese intero. Non realizzi nulla, quindi non sbagli”.
“Caffeina” è anche la testata del festival ricco di ospiti che si alterneranno sul palco dal 30 giugno al 17 luglio, personaggi sia di destra che di sinistra, senza imprigionare la cultura.
Come scrive nella brochure di presentazione Filippo Rossi: “Di tutte le sostanze, droghe e spezie che da secoli animano gli usi e i commerci degli uomini, la caffeina è senz’altro la più popolare. E’ l’unica sostanza stimolante che sia riuscita ad abbattere resistenza e pregiudizio, si tratta di un eccitante potentissimo chiamato “creatività “.
L’iniziativa è stata ovviamente subito criticata dai “guardiani della rivoluzione mai fatta” de “il Giornale” di Perdente Feltri che hanno posto l’accento sui troppi ospiti di sinistra. Pubblichiamo di seguito la risposta di Stefano Petroselli di FareFuturo alle osservazioni del quotidiano dei falchi berlusconiani, in modo che possiate farvi un’opinione anche sullo spirito che anima “Caffeina cultura”
Sulle pagine del Giornale “Caffeina cultura” è stata definita una «sagra del pugno chiuso», con una retorica che forse nemmeno in pieni anni Settanta veniva utilizzata con questa veemenza inquisitoria.
Nessuna attenzione alla cultura, nessuna attenzione alle soluzioni, nessuna attenzione alla qualità : quel che conta è solo la barricata, è solo l’intelligenza considerata come arma propagandistica.
Il merito non conta, conta solo il grado di fedeltà al partito, alla causa, al capo.
In una declinazione della cultura come “strumento di lotta” che tanto, troppo, assomiglia a un totalitarismo delle idee che, forse, dovrebbe appartenere a tradizioni politiche diverse dal giornale che fu di Indro Montanelli.
Una tradizione che ama dividere il mondo in nostri e loro, che ha bisogno di commissari politici i quali, occhialetti inforcati, sottolineano col rosso i nomi che non vanno, li escludono, li depennano.
È una tradizione che non dovrebbe appartenere a chi dice di credere alla libertà individuale e di pensiero, a chi dovrebbe odiare ogni etichettatura militante. Continua »
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Giugno 30th, 2010 Riccardo Fucile
COME IL PDL RIESCE A FARSI MALE DA SOLO: COMMISSARIATO L’ACI DI MILANO, LA MICHELA NOMINA COMMISSARIO IL FIGLIO DI ERMOLLI, AMICO DEL PREMIER…L’UNICA LISTA AMMESSA AL VOTO VEDE FUTURI MEMBRI DEL CDA IL SUO FIDANZATO, EROS MAGGIONI, E IL FIGLIO DI LA RUSSA…. GESTIRANNO IL GP DI MONZA E UN VASTO PATRIMONIO IMMOBILIARE
L’Automobile Club di Milano, quello che gestisce il Gran Premio di Monza e un vasto
patrimonio immobiliare, è da mesi nell’occhio del ciclone, tra polemiche feroci e ben cinque lettere di dimissioni, di cui almeno due pilotate, proprio per far far cadere il Consiglio di amministrazione.
A questo punto, come da regolamento, l’Ente è stato commissariato, in attesa delle elezioni che si terranno il 22 luglio.
E qui cominciano le sorprese: il Ministro del Turismo, nonchè promotrice della Libertà , Michela Vittoria Brambilla, chi va a nominare commissario straordinario?
Massimiliano Ermolli, 38 anni, figlio di uno degli uomini che più vicini a Silvio Berlusconi non può esserci.
E passi, in fondo si tratta di aspettare solo un paio di mesi per il rinnovo del CdA.
Già , ma quante liste ci saranno in lizza alle elezioni?
Sorpresa: una sola, perchè una seconda lista, dal nome “Per la trasparenza”, non è stata ammessa proprio da Ermolli junior per presunti “vizi di forma”. Scriviamo a buon titolo “presunti”, in quanto la lista esclusa ha presentato ricorso al Tar e ha diffuso un comunicato stampa in cui sostiene: “Noi sentiamo l’Aci come una istituzione da difendere e vogliamo evitare che arrivi chi la spogli del suo patrimonio”.
In cosa consiste il patrimonio?
Intanto nella gestione del Gran Premio di Monza che vale 50 milioni di euro, più numerosi palazzi, terreni, aree occupate da distributori di benzina, un altro blocco patrimoniale di circa 70 milioni di euro.
Se la lista rimane una sola, chi sono i candidati destinati a sedere nel futuro consiglio di amministrazione?
E qua iniziano i dolori.
E’ infatti candidato lo stesso Massimiliano Ermolli il quale, da commissario, esclude l’altra lista e poi, da candidato della lista unica, si fa eleggere.
Altro che commissario garante delle elezioni, insomma, non si può dire che Ermolli non abbia un palese interesse in conflitto, nella sua duplice veste. Non solo: Massimiliano è pure consigliere della società paterna Sinergica che svolge un’attività di consulenza per l’Aci, per un importo, solo nel 2009, di 250.000 euro tra attività di accertamento, consulenza e promozione.
E gli altri candidati a entrare nel nuovo Cda chi saranno mai? Continua »
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Giugno 30th, 2010 Riccardo Fucile
MENTRE I VERTICI ESULTANO PER LA RIDUZIONE DELLA PENA A SETTE ANNI, BERLUSCONI ORDINA: “STATE ZITTI, POSSIAMO SOLO PERDERE CONSENSI”…IN SICILIA I GIOVANI PDL: “IL NOSTRO EROE E’ BORSELLINO, NON MANGANO”…IL FINIANO GRANATA: “C’E’ POCO DA ESULTARE, I CONDANNATI PER MAFIA NON DEVONO FARE POLITICA”
Marcello Dell’Utri voleva l’assoluzione che aspettava da 14 anni, l’accusa una condanna storica: alla fine i giudici hanno emesso una condanna a metà . Condanna ridotta da 9 a 7 anni per aver avuto rapporti con la mafia, portandola nel salotto buono della finanza e nella villa di Arcore, ma solo fino al 1992.
Dopo quindi nessun patto con Cosa Nostra, nessun connubio tra mafia e politica, da cui sarebbe sorta Forza Italia.
Si torna agli anni Settanta quando Dell’Utri, grazie al suo amico Tanino Cinà , comincia a frequentare personaggi di prima fila della gerarchia mafiosa, come Stefano Bontade e Mimmo Teresi.
E quello che ancor oggi si ostina a definire “eroe”, Vittorio Mangano, installatosi nelle vesti di stalliere nella villa di Berlusconi.
Sono gli anni dell’ascesa impreditoriale del Cavaliere, tra investimenti immobiliari e nel campo delle Tv commerciali: Dell’Utri era a capo di Publitalia, società di emanazione Fininvest per la raccolta pubblicitaria.
Per tutelare glli interessi di Berlusconi in Sicilia (Tv e Standa), occorreva avere un referente con amicizie mafiose: Marcello Dell’Utri, con le sue entrature, era la persona giusta per offrire garanzie alla criminalità mafiosa.
Questo in sintesi conferma la sentenza.
Dell’Utri teneva contatti con le varie “famiglie”, mediava, incontrava.
Queste relazioni si sono interrotte nel 1992, dopo gli omicidi di Falcone e Borsellino, dicono i giudici: nessun patto con la mafia e nessuna trattativa per la discesa in campo di Forza Italia, come invece sosteneva l’accusa che aveva chiesto un inasprimento della pena.
La Corte ha in pratica tracciato un confine netto tra il prima e il dopo: fino al 1992 conferma delle frequentazioni mafiose di Dell’Utri, dopo nessun patto con la mafia.
Ora cosa accadrà ?
Se la condanna fosse confermata in Cassazione, il senatore finirebbe in carcere almeno due anni.
Ma c’è il rischio/speranza della prescrizione: se la Cassazione non dovesse pronunciarsi entro il 2012, a 20 anni dall’ultimo reato, la sentenza finirebbe in archivio. Continua »
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Giugno 28th, 2010 Riccardo Fucile
SECONDO L’EX CAPO DELLA BANCA POPOLARE DI LODI, DOVEVANO SERVIRE AD AMMORBIDIRE LA POSIZIONE DELLA LEGA CONTRO IL MANDATO A VITA DEL GOVERNATORE FAZIO….100.000 EURO SAREBBERO STATI DESTINATI A CALDEROLI PER LA SUA CAMPAGNA ELETTORALE…GIA’ NEL 2001 FIORANI CHIESE LA SOSTITUZIONE DI UN CANDIDATO NEL COLLEGIO DI LODI
La nomina del sottosegretario Aldo Brancher a un dicastero senza portafoglio non meglio
precisato, ha sollevato un legittimo mare di polemiche: dopo essere stato scaricato con grande imbarazzo anche dalla Lega, il neoministro ha dovuto rinunciare al legittimo impedimento e dovrà quindi presentarsi alle prossime udienze del processo che lo vede imputato per concorso in appropriazione indebita e ricettazione e che nasce da uno stralcio della vicenda Antonveneta.
Brancher, già ai tempi di Mani Pulite, era stato condannato in primo grado e in appello per falso in bilancio e finanziamento illecito ai partiti e assolto poi in Cassazione solo grazie alla prescrizione per il secondo reato e alla depenalizzazione del primo.
Ma vediamo meglio cosa riguarda questo nuovo processo per evitare il quale, secondo l’opinione di molti osservatori, il premier ha nominato ministro il suo fidato collaboratore.
I testi dell’accusa sono diversi e tra essi spicca Gianpiero Fiorani, ex numero uno della banca Popolare di Lodi: nel 2006 sono state le loro dichiarazioni a inchiodare Brancher.
Fiorani ha fatto mettere a verbale: “Nel 2004 ho erogato a Brancher 100.000 euro che gli ho consegnato in ufficio a Lodi per ringraziarlo dell’attività svolta in Parlamento a favore di Antonio Fazio. Altri 100.000 euro glieli ho consegnati a Roma, nel suo ufficio di Montecitorio”.
Ma non finì qua.
Continua Fiorani: “A Lodi gli ho portato ancora 200.000 euro: ho consegnato la busta a Brancher, la doveva dividere con Calderoli (che era presente nella sala del Consiglio), perchè anche il ministro aveva bisogno di soldi per la sua attività politica “.
A Fiorani serviva l’aiuto dei due per attenuare le posizioni della Lega contro il mandato a vita del governatore Antonio Fazio.
Racconta a verbale Fioroni: “Quando ci fu la discussione sul ddl Risparmio, Brancher fu una delle persone che contattai per primo e che si dimostrò disponibile a sostenere il “partito di Fazio”. Continua »
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Giugno 28th, 2010 Riccardo Fucile
LA PRESIDENTE FINIANA DELLA COMMISSIONE GIUSTIZIA PUNITA PER AVER CERCATO DI PORRE UN FRENO ALLA LEGGE SULLE INTERCETTAZIONI…. CHIUSA LA RUBRICA IN DIFESA DELLE DONNE VITTIME DI VIOLENZA….IL VATE SIGNORINI: “ERA POCO ADATTA A UNA SETTIMANALE DI INTRATTENIMENTO”… MEGLIO LE ASPIRANTI VELINE IN TUBINO NERO?
Partiamo dalla notizia: Giulia Bongiorno, presidente della Commissione Giustizia della Camera ed esponente di punta dei finiani contro la legge sulle intercettazioni, non avrà più la sua rubrica che sul settimanale “Chi” teneva da tre anni con Michelle Hunziker, cofondatrice dell’associazione “Doppia difesa”.
L’appuntamento fisso dedicato al problema delle violenze e degli abusi sulle donne è stato cancellato nello stesso giorno in cui la Bongiorno aveva prolungato il calendario delle audizioni a Montecitorio, suscitando l’ira dei falchi del Pdl.
In una intervista al “il Giornale” Alfonso Signorini, direttore di “Chi”, respinge ogni accusa di “rappresaglia” e si lancia un una profonda disamina sociologica dei suoi lettori.
In pratica , sostiene, il suo settimanale è di intrattenimento e svago, parla di spettacolo, flirt, scandaletti, è ricco di tette al vento: una lettrice resta seccata della presenza di una pagina dove si parla di stupri e si rovina la sana lettura. Forte di un non meglio noto sondaggio in tal senso della casa editrice Mondadori, peraltro a uso e consumo interno, meglio quindi alleggerire il settimanale di una rubrica “pesante” e concedere due pagine in più a qualche chiappa abbronzata.
D’altronde, sostiene Signorini, la Bongiorno e la Huzinker erano al corrente della decisione.
Ma la “doppia difesa” di Signorini pare fare acqua da tutte le parti.
Smentito dalla meno politica delle due cofondatrici, la bionda Michelle, che ha dichiarato di aver appreso della soppressione della rubrica solo aprendo l’ultimo numero della rivista e non trovandola più.
Non solo: Michelle e Giulia hanno fatto numerosi tentativi per conoscerne i motivi e, solo dopo varie insistenze, è stato detto loro che non si tratta di “una scelta del direttore”, ma di una “scelta editoriale”, ovvero della Mondadori. L’opposto di quanto ha sostenuto Alfonso Signorini che ha rivendicato come sua l’iniziativa. Continua »
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Giugno 28th, 2010 Riccardo Fucile
SIAMO GLI UNICI IN EUROPA A NON AVERE UN VERO PARTITO SOCIALISTA, UNO LIBERALE E UNO DEMOCRISTIANO: DA NOI SOLO PARTITI LEADERISTICI O PERSONALI…CANCELLATE IDENTITA’ POLITICHE E CULTURALI, SI E’ PERSA UNA VISIONE GLOBALE…SI PREFERISCE LIVELLARE IN BASSO, MAI IN ALTO…CONTANO SOLO L’IMMEDIATO CONSENSO E SI CORRE DIETRO AI SONDAGGI
Vestite per qualche minuto i panni del “viaggiatore” in terra sconosciuta, del “turista per
caso”, alla ricerca di usi e costumi di una terra poco nota.
Anche di un semplice visitatore proveniente da un altro Paese europeo, costretto a leggere i nostri giornali per qualche settimana, durante le sue vacanza nelle nostre belle località turistiche.
Il quadro generale del nostro Paese che percepirebbe è formato da scandali quotidiani che coinvolgono i massimi vertici della politica, liti continue all’interno della medesima coalizione, sia di governo che di opposizione, interessi privati e leggi personali, conflitto costante tra poteri dello Stato e istituzioni.
Scendendo nella cronaca, avrebbe la sensazione di un Paese dove la tutela ambientale non è mai all’ordine del giorno, le infrastrutture latitano da anni, i trasporti pubblici boccheggiano e i grandi evasori se la spassano.
In compenso abbondiamo di girotondi e marce della sinistra, di messaggi video a misteriose riunioni senza pubblico dei Promotori della libertà , di amarcord medioevali stile Pontida.
Roba da stropicciarsi gli occhi e piegare la pancia dal ridere, per uno che non è abituato.
Un Paese senza più identità unitaria, dove si allarga ogni giorno di più la forbice tra una minoranza sempre più ricca e una maggioranza sempre più povera. Continua »
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Giugno 26th, 2010 Riccardo Fucile
ASSURDO SPRECO DELLA CASTA: PER REGOLAMENTO HANNO DIRITTO A UNA “STRUTTURA SPECIALE” DI COLLABORATORI ESTERNI… MA SE GLI AUTISTI GIA’ ESISTONO IN REGIONE, PERCHE’ SPENDERE 35.707 EURO A TESTA PER PIAZZARE UN AMICO?… SE NON VI PIACE L’AUTISTA DELLA REGIONE, ANDATE A PIEDI
Per adesso la scelta l’hanno fatta in sei, ma è possibile che il fenomeno si estenda a tutta
la giunta di centrodestra della Regione Calabria.
La squadra di governo si sta dotando infatti di un autista personale di fiducia, liberamente scelto al di fuori della pubblica amministrazione.
La Regione Calabria ovviamente ha in organico i suoi autisti, regolarmente assunti, ma un assessore, in base al regolamento vigente della Regione, ha diritto a una sua “struttura speciale” di collaboratori in cui sono consentite immissioni di personale dall’esterno.
E pare che quello dell’autista di fiducia sia diventato un cult in Regione.
Ha iniziato il 19 aprile l’assessore all’Urbanistica, Piero Aiello, in carica da tre giorni: la prima cosa che ha fatto evidentemente è stato di prendere carta e penna per scrivere all’ufficio personale, chiedendo l’assunzione come autista di fiducia di una persona esterna.
Stipendio base: 35.707,44 euro, straordinari esclusi.
Due giorni dopo, il 21 aprile, ecco che si precipita anche l’assessore all’Agricoltura e alla Forestazione, Michele Trematerra, che indica anche lui un esterno.
Passano 24 ore ed ecco arrivano anche le lettere di richiesta dell’assessore al Bilancio, Giacomo Mancini, il 27 aprile quella dell’assessore Stillitani, il 30 aprile quella dell’assessore alle Attività produttive, Antonio Caridi, il 5 maggio quella dell’assessore al’Ambiente, Francesco Pugliano.
E siamo arrivati a sei assessori che hanno scelto lo chauffeur all’esterno della struttura, spesa attuale prevista 210.000 euro. Continua »
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Giugno 24th, 2010 Riccardo Fucile
TREMONTI ANNUNCIA: “AI COMUNI MAGGIORI POTERI FISCALI NEL CAMPO IMMOBILIARE E TERRITORIALE…” NON PIU’ ICI, SI CHIAMERA’ IMU: LA FILOSOFIA DI ACCORPARE LE IMPOSTE, PER AUMENTARLE SENZA FARSENE ACCORGERE…SERVIRA’ AI COMUNI PER TAPPARE I BUCHI DEI TAGLI STATALI, COSI’ IL GOVERNO FA BELLA FIGURA
La vita politica di Berlusconi è contrassegnata dal motto “Meno tasse per tutti”, fin dal momento della sua discesa in campo: purtroppo, per circostanze varie, in quindici anni sono solo aumentate, mai diminuite.
A parte il caso dell’Ici, che è opportuno ricordare nel suo sviluppo: nel 2006 il governo Prodi eliminò l’Ici sulla prima casa per i redditi più bassi, fino a 50.000 euro.
Nel 2008 Berlusconi vinse le elezioni promettendo di abolire completamente l’Ici anche per i redditi più alti, superiori ai 50.000 euro.
Veniamo ai nostri giorni.
Nel corso del 236° anniversario della Guardia di Finanza, il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha annunciato che il federalismo fiscale arriverà sul tavolo del governo nei prossimi giorni.
Nella bozza del decreto base, ha precisato Tremonti, ci sarà “il ritorno ai Comuni del potere fiscale nel loro comparto naturale di competenza: immobiliare e territoriale”.
In poche ore si sparge la voce che in pratica ciò potrebbe dare origine a un ritorno dell’Ici: per il governo cerca di gettare acqua sul fuoco prima Calderoli che parla di “accorpamento di imposte oggi spezzettate” e poi altri esponenti che annunciano un “lavoro di unificazione in un’unica tassa”.
Torna il concetto del service -tax, annunciato mesi fa, ma con una integrazione sospetta: dietro la cortina fumogena delle parole, Tremonti ha detto due cose importanti. Continua »
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Giugno 23rd, 2010 Riccardo Fucile
PIU’ CHE GUARDIANI DI UNA RIVOLUZIONE CHE NON HANNO FATTO, SEMBRANO PADRI GUARDIANI DELLA CONVENTICOLA… POCHI FRA’ GALDINO CHE CERCANO NOCI E TANTI LUSSURIOSI CHE CERCANO UN POSTO AL SOLE… CRITICANO FINI PER AVER FATTO UNA CORRENTE, SALVO POI CREARNE DIECI LORO
Ci mancava pure la Gelmini, adesso siamo al completo.
Due giorni fa, sulle sponde del lago di Garda, è nata l’ennesima fondazione che riunisce
esponenti del Pdl: insieme alla Mariastella, altri due noti intellettuali, come Sandro Bondi e Franco Frattini.
Scopo non ufficiale è quello di rintuzzare le velleità egemoniche delle truppe capitanate da La Russa e Gasparri che ormai giocano da soli.
Ufficialmente è solo “dialettica interna”, ma fondamentale per determinare pesi e ruoli in vista del futuro congresso (se mai si farà ) e del dopo Silvio.
La nascita della Fondazione “Liberamente” ha però già creato tensioni interne con Giorgio Stacquadanio e il suo Predellino, tutti auto-proclamatisi da tempo portatori dell’ortodossia berlusconiana.
Se in principio era il Verbo, ovvero lo scopo era quello di contrastare Fini che “con Generazione Italia e FareFuturo funzionano fin troppo bene”, il premier gradualmente si è vista sfuggire la situazione di mano.
I colonnelli di An mantengono ciascuno la propria corrente e fanno convention milionarie con la “Nostra Destra”, Tremonti ha “Respublica”, Cicchitto conta su “Riformismo e Libertà “, la Brambilla i “promotori della Libertà “, Quagliariello ha Magna Carta, Valducci i Club della Libertà .
Senza contare le associazioni minori, i relativi siti e le realtà locali appoggiate ai vari leader, le riviste, i quaderni, le biro.
Non è un caso che lo stesso Berlusconi sia sbottato contro le correnti interne, senza stavolta riferirsi a Fini: “Stiamo cercando di farci del male da soli, non dobbiamo aprirci a correnti, ma restare uniti”. Continua »
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