Marzo 23rd, 2020 Riccardo Fucile
PRIMA VOLTA CHE ITALIANI POSITIVI VENGONO TRASFERITI IN UN ALTRO PAESE EUROPEO, ANDRANNO IN SASSONIA… LA GRANDE SOLIDARIETA’ EUROPEA
Il Land tedesco della Sassonia prenderà 6 pazienti positivi al Covid-19 dall’Italia e li curerà negli ospedali della sua regione.
Lo ha reso noto oggi il governatore Michael Kretschmer, aggiungendo di aver risposto in questo modo ad una richiesta giunta dall’Italia. “È un segnale molto importante il fatto che anche noi possiamo aiutare gli altri”, ha detto. Il Land di Dresda ha al momento 865 casi confermati di coronavirus. È la prima volta che pazienti italiani vengono trasferiti in un altro Paese Ue.
Marian Wedt, parlamentare della Cdu, ha dichiarato a Repubblica di essersi impegnato in questi giorni per far sì che il suo Land potesse accogliere dei pazienti provenienti dalla Lombardia.
Wedt ha deciso di dedicarsi alla questione dopo il blocco alla frontiera tedesca delle mascherine e delle tute protettive destinate all’Italia, che ha definito “una vergogna”
(da “Huffingtonpost”)
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Marzo 21st, 2020 Riccardo Fucile
LA PRESIDENTE UE: “STIAMO FACENDO TUTTO IL POSSIBILE PER AIUTARE L’ITALIA: 11 MILIARDI PER LE IMPRESE, 8 MILIARDI PER I GARANTIRE I PRESTITI DELLE BANCHE, MASSIMA FLESSIBILITA’ SUGLI AIUTI DI STATO”
“Siete un esempio meraviglioso per il resto d’Europa”: con queste parole la presidente della
Commissione europea, Ursula von der Leyen, elogia la risposta degli italiani all’emergenza coronavirus in un’intervista al Corriere della Sera.
“Ci sentiamo vicini agli amici italiani”, assicura, “faremo tutto quanto è possibile per aiutare l’Italia, lo stiamo davvero facendo”. “Siamo davvero colpiti per come state affrontando questa crisi”, “lo ripeto: siamo tutti italiani”.
Con la sospensione del Patto di stabilità l’Europa ha messo a disposizione dell’Italia “un pacchetto fortissimo che si completa con la nuova potenza di fuoco annunciata dalla Bce”, sottolinea la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. “La Commissione, e questo è importante per l’Italia, concederà la massima flessibilità sugli aiuti di Stato e sul Patto di stabilità così il governo italiano potrà aiutare le imprese e il mercato del lavoro, e investire nel settore della sanità ”, osserva
“Le regole del Patto di stabilità , solitamente rigide, sono state molto allentate. Per la prima volta nella Storia ho attivato la clausola di sospensione del Patto di stabilità . Significa che il governo italiano potrà mettere nell’economia tanto denaro quanto serve. Le normali regole di bilancio, quelle sul debito ad esempio, non saranno applicate in questa fase”,assicura von der Leyen.
“Poi abbiamo un’iniziativa per gli investimenti. Soldi che vengono dai fondi strutturali inutilizzati, che l’Italia non potrebbe più usare e che invece noi le lasciamo. I fondi potranno essere usati in tutti i settori considerati prioritari: sono 11 miliardi. L’Italia potrà investirli nelle piccole e medie imprese, o per la disoccupazione di breve termine o altro. In più attraverso la Banca europea per gli investimenti forniremo 8 miliardi di garanzie a livello europeo per i prestiti che le Pmi possono usare”.
“Stiamo valutando l’opzione dei coronavirus bond e altre”, aggiunge la numero uno della Commissione europea che esclude il pericolo di un’Europa divisa: “Non lo permetterò mai, capisco che i governi debbano rallentare la diffusione del virus, ma dobbiamo tenere il mercato unico il più possibile operativo e fluido. Alcuni Stati membri hanno chiuso i confini interni: noi abbiamo immediatamente messo sul tavolo delle linee guida per introdurre corsie preferenziali, corridoi dedicati al trasporto delle merci essenziali e del materiale sanitario, e per permettere all’economia di andare avanti. All’inizio la situazione era critica, ora è migliorata”.
(da agenzie)
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Marzo 20th, 2020 Riccardo Fucile
SALTA IL TETTO AL 3% DEL RAPPORTO TRA DEFICIT E PIL PER SOSTENERE L’ECONOMIA DEI PAESI EUROPEI FLAGELLATI DAL CORONAVIRUS
Le scosse fortissime, tragiche e incalcolabili della pandemia da coronavirus sgretolano le regole di bilancio europee nel giro di pochi giorni.
Oggi la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen annuncia la decisione di attivare la ‘general escape clause’ per sospendere – de facto – il Patto di Stabilità e crescita.
Il 3 per cento che finora ha regolato il rapporto tra deficit e pil per un po’ è accantonato.
Non solo: von der Leyen dice esplicitamente che si discute anche degli eurobond, che Giuseppe Conte ha soprannominato ‘coronabond’ per questa fase emergenziale, altro strumento di condivisione dei rischi finora naufragato nei veti del nord Europa.
“Se servono, li useremo”, sono le parole della presidente. E’ fatta? E’ un grandissimo passo in avanti dal punto di vista italiano, ma ne servono altri.
La clausola di ‘fuga’ dalle regole è stata introdotta con la riforma del ‘Six-Pack’ all’interno del Patto di Stabilità e crescita nel 2011, come risultato della crisi finanziaria negli anni precedenti, esperienza che, sottolinea la Commissione nella sua comunicazione di oggi, “sottolineò l’esigenza di una disposizione specifica nelle regole fiscali europee per permettere una devizione ordinata e coordinata dalle normali richieste a tutti gli Stati membri in una situazione di crisi generale causata da una recessione economica severa dell’area euro o di tutta l’Unione”.
La Commissione stima che Covid-19 potrebbe contrarre il pil europeo dell’1 per cento nel 2020, ma “scenari più avversi non sono da escludere”.
“Presupponendo che la crisi sanitaria si protragga fino a giugno e oltre — è l’agghiacciante scenario contenuto nella comunicazione della Commissione Europea — il calo delle attività economiche nel 2020 potrebbe essere simile alla contrazione del 2009, l’anno peggiore della crisi economica e finanziaria”.
Ecco la cornice che ha portato l’organismo di Palazzo Berlaymont a chiedere agli Stati membri di attivare la ‘clausola di fuga’: è la prima volta che succede da quando è stata introdotta. Passaggio rivoluzionario ma attenzione. L’articolo che la introduce parla di “misura temporanea”.
“In periodi di severa recessione per la zona euro o tutta l’Ue, gli Stati possono temporaneamente allontanarsi dall’aggiustamento verso l’obiettivo di medio termine (OMT), posto che ciò non metta a rischio la sostenibilità di bilancio nel medio termine”.
Inoltre la comunicazione della Commissione si conclude sottolineando che: “La clausola di salvaguardia non sospende le procedure del Patto di Stabilità e crescita. Permette alla Commissione e al Consiglio di adottare le necessarie misure di coordinamento nella cornice del Patto, pur deviando dalle regole”.
Al netto di questo, la decisione di oggi è un passo storico: gli Stati potranno spendere e sforare per far fronte al ‘mostro coronavirus’ e le conseguenze che scatena sulla società e l’economia. E’ qualcosa di rivoluzionario, anche nella portata della decisione che dà l’indicazione netta della volontà di cercare una strada europea e non nazionale a questa crisi.
Ma non è un passo definitivo. E ne richiede altri. L’approvazione da parte del Consiglio europeo — i leader si riuniscono in videoconferenza giovedì prossimo — appare lo scoglio minore. Il punto sono gli altri strumenti che andranno a fare da corredo all’attivazione della clausola. Cioè chi pagherà il nuovo debito prodotto dallo ‘tsunami coronavirus’ per evitare che si trasformi in tagli draconiani da fare in futuro?
Ecco perchè sul tavolo della discussione ci sono anche gli eurobond. Ed ecco perchè l’Italia, insieme alla Francia, chiede di usare le risorse del Meccanismo europeo di stabilità , 410 miliardi di soldi pronte all’uso, senza le condizionalità che al momento le vincolano. Cioè senza troike di sorta, senza cadere nel meccanismo di controllo che impone sacrifici sulla spesa.
Su questo — lo ha chiesto esplicitamente Giuseppe Conte in un’intervista al Financial Times – la discussione è aperta, a partire dalla conference call di oggi tra i ministri delle Finanze di Italia, Germania, Spagna, Portogallo, Francia, Finlancia e Olanda e poi l’Ecofin — sempre in videoconferenza – lunedì prossimo. Giovedì, appunto, la decisione dovrebbe essere adottata formalmente dai leader Ue.
“Abbiamo promesso che faremo di tutto per sostenere gli europei e le imprese europee” per fronteggiare la crisi, dice von der Leyen in un video messaggio su twitter, il quarto dall’inizio dell’emergenza in Italia e poi negli altri paesi europei. “Ieri — annuncia – abbiamo messo in atto le regole sugli aiuti di Stato più flessibili di sempre per aiutare le persone e le aziende. Oggi attiviamo la clausola per allentare le regole di bilancio, consentendo ai governi di pompare euro nell’economia”.
Su tutto il resto – l’accesso ai fondi del Salva Stati senza contropartite di tagli alla spesa pubblica, la creazione di eurobond – vanno convinti gli Stati nordici, Germania e Olanda in primis, i più affezionati al pareggio di bilancio e alle regole di austerity.
C’è da dire che anche la stessa Germania si appresta a varare nuove regole sul debito: lunedì il gabinetto Merkel approverà una regola speciale che permetterà allo Stato di non rispettare più il pareggio di bilancio, finora un totem per i tedeschi.
La spinta al cambiamento viene dallo stato di necessità dettato da Covid-19, tragedia che non conosce confini e stressa le finanze di tutti gli Stati. Tutti sulla stessa barca e per ora non si registrano tentazioni di ammutinamento. E’ l’Europa che cambia decisamente pelle, se si pensa agli anni della crisi dell’euro e della crisi del debito in Grecia. Serviva una pandemia per muoversi in senso europeista. Peccato, ma è anche un’opportunità , la più rivoluzionaria, finora.
(da “Huffingtonpost“)
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Marzo 19th, 2020 Riccardo Fucile
RIUNIONE NOTTURNA STRAORDINARIA: VERRANNO ACQUISTATI TITOLI DI STATO PER SORREGGERE L’ECONOMIA DEI PAESI DEBOLI, ITALIA IN PRIMIS
Riunione ‘di guerra’ alla Bce: il consiglio direttivo ha tenuto in nottata una riunione d’emergenza, in conference call, per discutere le opzioni disponibili a fronteggiare l’emergenza economica causata dal coronavirus.
A costringere la Bce ad agire è fiammata dello spread italiano sopra 320, nonostante l’Eurotower – tramite Bankitalia – da giorni stesse comprando Btp a pieno ritmo. Segno che per gli investitori, si sta materializzando il rischio che un’Italia che va verso un calo del Pil 2020 fra -6 e -10%, e un debito spedito come un treno verso il 150, forse 160% del Pil, rischia di avitarsi in una spirale senza ritorno.
Ma – riferiscono fonti vicine al dossier – a spingere per la riunione d’emergenza sarebbe stato anche il governo francese, con il ministro delle Finanze Bruno Le Maire che chiede un intervento “veloce e massiccio”.
Perchè accanto allo spread italiano si stanno allargando anche i differenziali dei paesi ‘core’, come Francia, appunto, o Olanda. Ed è il segnale che, a dieci ani dalla grande crisi finanziaria, il coronavirus rischia di rimettere in discussione – almeno nella testa degli investitori – la tenuta dell’Eurozona.
Il Consiglio direttivo della Bce alla fine della call ha lanciato un nuovo Programma di acquisti di emergenza pandemica (Pepp) per complessivi 750 miliardi di euro. Gli acquisti, si legge in una nota, saranno condotti fino alla fine del 2020 e includeranno tutte le categorie di attività di titoli del settore privato e pubblico eleggibili in base al programma di acquisti gia’ esistente.
L’obiettivo è “contrastare i gravi rischi per il meccanismo di trasmissione della politica monetaria e per le prospettive della zona euro derivanti dall’epidemia e dalla crescente diffusione del coronavirus”. Il programma di acquisti terminerà quando il consiglio direttivo “giudicherà che la crisi derivante dall’epidemia di coronavirus sara’ finita ma in ogni caso non prima della fine dell’anno”.
(da “Huffingtonpost”)
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Marzo 13th, 2020 Riccardo Fucile
“O RETTIFICA O PARTE ATTACCO PUBBLICO”… IL RUOLO DI MATTARELLA… PIAZZA AFFARI RECUPERA
L’ottimismo monta prima dell’apertura, quando i futures, gli indicatori di quello che sarà la seduta,
dicono che l’asticella della Borsa è collocata in territorio positivo, a +3 per cento.
Dopo il dato drammatico di giovedì, quel -16,9% che ha marcato il peggiore risultato mai registrato nella storia, Piazza Affari cambia umore e registro. Non solo perchè la Consob ha vietato poche ore prima la vendita allo scoperto.
La Bce ha corretto il tiro dopo il “non è compito nostro ridurre gli spread” di Christine Lagarde.
Eccola la chiave per interpretare il balzo. La genesi della rettifica è italiana.
Il ruolo di Sergio Mattarella, ma anche quello di Roberto Gualtieri. Il ministro dell’Economia ha parlato al telefono con Francoforte. Ed è stato durissimo: “Serve una rettifica delle parole di Lagarde, altrimenti lanciamo un attacco pubblico”.
La giornata prosegue all’insegna dell’euforia. Piazza Affari recupera l’intera perdita di ieri. Lo spread, che ieri è schizzato a 250 punti, si stringe a 220. Arrivano nel frattempo anche le parole rassicuranti di Ignazio Visco sul fatto che la Bce agirà ancora e potrà concentrare gli acquisti su un unico Paese. Vanno giù i differenziali anche sulle scadenze a 2, a 5 e a 30 anni. Il trend è cementificato.
Ma bisogna riavvolgere il nastro a giovedì pomeriggio per capire perchè questa risalita ha potuto prendere forma. Sono le tre e mezza del pomeriggio quando il titolare del Tesoro lascia la riunione in videoconferenza con le opposizioni sul decreto che contiene le misure economiche contro il coronavirus.
Il telefono è collegato con l’Eurotower, con cui il ministro ha chiesto di parlare subito dopo aver ascoltato le parole di Lagarde sullo spread e l’Italia. La conversazione si accende. Gualtieri, che poco prima si è coordinato con il capo dello Stato sulla linea da tenere, lancia un messaggio perentorio. Il senso è questo: quelle parole fanno male, mandano i mercati in subbuglio. Vanno assolutamente corrette. La Borsa è un bagno di sangue.
La telefonata si conclude e Gualtieri riprende l’incontro con i rappresentanti di Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia. Poco dopo arriva la rettifica di Lagarde. Il messaggio di Mattarella chiude il cerchio: “L’Italia sta attraversando una condizione difficile e la sua esperienza di contrasto alla diffusione del coronavirus sarà probabilmente utile per tutti i Paesi dell’Unione Europea. Si attende quindi, a buon diritto, quanto meno nel comune interesse, iniziative di solidarietà e non mosse che possono ostacolarne l’azione”.
La scia lunga delle parole controverse di Lagarde non si ferma. Il Pd annuncia un’interrogazione parlamentare: “Riteniamo – si legge nel testo che lancia l’iniziativa – che la Consob debba verificare se esistano le condizioni per una ispezione su eventuali atti speculativi legati alla giornata borsistica di ieri in connessione con le dichiarazioni rese ieri” da Lagarde. Andrea Orlando, il vicesegretario dei dem, twitta: “Buone notizie dall’Europa. Speriamo si continui così. Von der Leyen 5-Lagarde 0”. Anche Paolo Gentiloni, commissario europeo per gli Affari economici, dice che Lagarde ha fatto bene a precisare. Il fronte italiano è tutto con la presidente della Commissione europea, che torna a spendere parole di solidarietà nei confronti dell’Italia. E anche i mercati metabolizzano l’incidente.
(da “Huffingtonpost”)
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Febbraio 15th, 2020 Riccardo Fucile
IERI ERA PARI E GIORGETTI AVEVA GIURATO FEDELTA’ ETERNA ALLA UE… ORMAI IL CAPITONE NON SA PIU’ CHE FARE PER FERMARE IL CROLLO DI CONSENSI
“O l’Europa cambia o non ha più senso di esistere. Gli inglesi hanno dimostrato che volere è potere. O si sta dentro cambiando le regole oppure come ha detto un pescatore che ho incontrato ‘ragazzi allora facciamo gli inglesi’. O regole cambiano o è inutile stare in una gabbia che ti strangola”: Matteo Salvini cambia di nuovo idea sull’Europa dopo l’intervista di Giancarlo Giorgetti in cui il numero 2 della Lega chiudeva a qualsiasi ipotesi di uscita dall’euro.
Probabilmente a causa di qualche nervosismo di troppo intercettato all’interno e all’esterno, il Salvini che voleva cambiare l’Europa da dentro torna a minacciare l’uscita “come gli inglesi”, anche se la situazione dell’Italia è molto diversa da quella della Gran Bretagna, che ha sempre mantenuto la sua moneta e quindi aveva meno legami con il Vecchio Continente quando ha deciso per la Brexit.
Salvini paragona cose imparagonabili ma soprattutto continua a mandare messaggi contraddittori sia rispetto alla maggioranza leghista guidata da Giorgetti sia rispetto alla platea di mercato (del voto) degli antieuro, che probabilmente ora sono in confusione dopo le dichiarazioni e le controdichiarazioni di questi giorni (e mesi, e anni).
Venerdì l’ex sottosegretario alla presidenza del consiglio, Giancarlo Giorgetti, spiegando il motivo per il quale Salvini lo ha messo a capo della ‘diplomazia’ della Lega, aveva dichiarato: “L’uscita dall’euro non è più un obiettivo politico del partito”.
“Noi non vogliamo uscire – aveva ribadito Giorgetti – Ma non siamo più i soli a dire che molto deve cambiare”
Ha buon gioco Dario Parrini (Pd): “Parlare di svolta moderata della Lega fa sorridere. Chi ci crede cita interviste come quella di ieri di Giorgetti che dice ‘Fidatevi, resteremo nell’euro, non siamo antieuropeì. Ventiquattro ore dopo, cioè oggi, Salvini dice potremmo fare come gli inglesi e andarcene dall’Europa. Pensare che le persone serie cadano in questo giochino delle parti è un’offesa. È chiaro che la svolta moderata della Lega è solo una barzelletta.”
(da agenzie)
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Febbraio 14th, 2020 Riccardo Fucile
ALL’AEROPORTO DI SCHIPHOL, IN OLANDA, COSTRETTO ALLA FILA RISERVATA AI CITTADINI EXTRA UE…I COMMENTI: “VE NE SIETE VOLUTI ANDARE, ORA ATTACCATEVI”
“Ve ne siete voluti andare. Ora attaccatevi”. Più o meno è questo il tono dei commenti sotto un
post di Colin Browning, cittadino inglese sovranista che su twitter, tra una bandiera britannica e l’altra, scrive ‘Let’s make Britain Great Again’, ossia ‘Rifacciamo grande la Gran Bretagna’, versione anglosassone del famoso slogan di Trump.
Colin è, come è facile immaginare, un ‘brexiter’, che ha votato per lasciare l’Unione Europea. Evidentemente non deve essere molto intelligente, visto che twitta, infastidito: “Servizio assolutamente disgustoso all’aeroporto di Schiphol (Olanda). 55 minuti bloccati nella fila immigrazione. Questa non è la Brexit per cui ho votato”.
Non si capisce per quale Brexit abbia votato Colin: forse, come la maggior parte dei sovranisti ignoranti, voleva scappare da tutte le responsabilità di far parte dell’Ue, senza però perdere i vantaggi.
Peccato che non sia così e da quando la Brexit è entrata in vigore, voluta a furor di popolo, i cittadini inglesi non rientrano più nel trattato di Schengen, che stabilisce la libera circolazione dei cittadini europei negli Stati dell’Unione.
Da quel momento in poi, per loro c’è la fila immigrazione, mentre il resto dei cittadini europei passano senza problemi.
Gongolando, aggiungeremmo, come stanno facendo in molti su twitter: “Avete votato in Olanda? Possono fare quello che vogliono con i cittadini di stati che non sono dell’Unione. Si chiama sovranità . Magari ne hai sentito parlare” scrive in inglese un utente.
(da agenzie)
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Febbraio 14th, 2020 Riccardo Fucile
IL TENTATIVO DI UNIRE LE FORZE CON IL GRUPPO DEI CONSERVATORI E ORBAN AL PARLAMENTO EUROPEO, MA IL PROGETTO SI INFRANGE SUL VETO POLACCO… E ANCHE LA MELONI ORA SI OPPONE ALLE MIRE DI SALVINI
Matteo Salvini non è nemmeno andato all’Europarlamento a festeggiare il suo gruppo europeo,
“Identità e Democrazia”, la formazione sovranista che con la Brexit è diventata quarta nella classifica dei gruppi in Aula, superando i Verdi.
Ora, dopo gli addii dei britannici e i nuovi ingressi, i sovranisti sono 76 e i Verdi sono 67. Un mutamento numerico che l’alleata francese, Marine Le Pen, ha ritenuto opportuno onorare, con una visita la scorsa settimana all’Europarlamento a Bruxelles, con tanto di incontro con tutto il gruppo di Identità e Democrazia, leghisti compresi.
Ma Salvini non è più contento della collocazione della Lega in Europa. Sogna un nuovo gruppo per i suoi 30 eurodeputati, come ha detto oggi nella conferenza all’Associazione Stampa Estera, anche a costo — ed è questa la novità — di mollare Marine Le Pen, si apprende da fonti leghiste.
Si sa, l’alleanza con la leader del Rassemblement National, pur celebrata da Salvini a ogni occasione e di fatto pilastro della sua campagna per le Europee, è stata un ostacolo alla formazione di un unico gruppo sovranista al Parlamento europeo, sogno leghista prima del voto di maggio.
L’inverno scorso, il leader polacco del Pis, Jaroslaw Kaczynski, ha respinto al mittente l’offerta di Salvini, quando il leghista si presentò a Varsavia.
Due i motivi: il primo, l’asse dell’allora ministro dell’Interno italiano con Le Pen, leader di un partito ben piazzato nei sondaggi in Francia, ma di opposizione.
Secondo, i legami con la Russia, vero e proprio tabù storico-politico in Polonia, problema che riguarda tanto Le Pen quanto lo stesso Salvini. Per questo non se ne fece nulla.
Gli eurodeputati del Pis ora sono nel gruppo europeo Ecr – i Conservatori e Riformisti che includono anche gli eletti di Fratelli d’Italia – quella destra nei cui confronti però non vale il ‘cordone sanitario’ che in Europa ha escluso tutta Identità e Democrazia dalle cariche nelle istituzioni europee.
Ecr è guidato dai polacchi, appunto, che hanno legami storici con la Germania, restano nell’orbita tedesca e soprattutto dipendono dai fondi europei. E poi sono al Governo nel loro paese e questo in Europa conta.
Inoltre, proprio per il no a Salvini, Kaczynski viene apprezzato dalle cancellerie europee che altrimenti adesso si ritroverebbero ad avere a che fare con un unico ‘gruppone’ anti-europeista.
È il motivo per cui, riferiscono fonti europee, non decolla la condanna del Consiglio europeo alla Polonia per violazione dello Stato di diritto, malgrado Varsavia abbia pure approvato la contestata legge che mina l’indipendenza della magistratura.
A quanto apprende Huffpost, il leader polacco non ha cambiato idea. Resta convinto di non voler formare un nuovo gruppo sovranista con Matteo Salvini.
La ragione è presto spiegata e sommata alle altre già citate rafforza il suo no: un nuovo gruppo verrebbe automaticamente guidato dalla Lega, che avrebbe la delegazione più numerosa. I polacchi dunque perderebbero il ruolo di guida che invece ora si sono assicurati nell’Ecr.
Malgrado queste reticenze, Salvini immagina questo nuovo grande gruppo europeo. Anche al punto di mettere fine all’alleanza con Le Pen, che pure ieri si è dimostrata solidale dopo il voto in Senato sul caso Gregoretti.
L’idea non è ancora matura. Ma il leghista non ha fretta, dicono i suoi.
Secondo il piano leghista, il nuovo gruppo dovrebbe comprendere anche gli eurodeputati di Fidesz, il partito di Viktor Orban sul quale pende l’espulsione dal Ppe. I tempi sembrano lunghi, tanto più che ultimamente i Popolari hanno rinviato il caso Orban, che appare destinato a restare sospeso nel Ppe fino al Congresso dell’anno prossimo.
Ma se dovesse lasciare i Popolari, l’ungherese dovrebbe entrare in un altro gruppo europeo. Di recente ha avuto un lungo incontro a Roma con Giorgia Meloni e soltanto il giorno dopo ha incontrato Salvini.
In molti danno per scontato un suo ingresso nell’Ecr, in caso di addio al Ppe. Ma non è detto che Orban non preferisca fondare, anche lui come Salvini, un gruppo ex novo con tutti i Conservatori e Riformisti e magari altri pezzi dei Popolari.
Infatti è questo lo scenario immaginato da Salvini. Un’idea che si poggia anche sul caos scoppiato nel più grande partito del Ppe: la Cdu tedesca, che ora è più che spaccata dopo l’accordo con l’ultradestra xenofoba dell’AfD in Turingia e le dimissioni della presidente Annegret Kramp-Karrenbauer. È un vero e proprio caso europeo, un problema anche per lo stesso Ppe.
Dal punto di vista sovranista, è il momento giusto per soffiare sul fuoco: al prossimo Congresso, in vista delle elezioni 2021, il partito di Angela Merkel deve decidere la futura linea politica e, soprattutto, la distanza da tenere verso l’AfD.
Se confermare il no assoluto della Cancelliera a qualsiasi dialogo con una formazione xenofoba oppure rompere il tabù dettato dal nazismo e dalla storia e avvicinarsi alla concorrenza di destra, come sarebbe nel dna di Friedrich Merz, rivale di Merkel, il primo a candidarsi alla leadership della Cdu per il prossimo Congresso.
Salvini insomma tenta di giocare su queste variabili, per uscire dall’angolo di un gruppo sovranista con 76 eurodeputati eppure ininfluente nelle istituzioni europee, perchè lasciato ai margini.
Contro di lui, il muro di Kaczynski e anche della stessa Giorgia Meloni, con cui i rapporti ultimamente non sono idilliaci. Il leghista oggi l’ha descritta come rappresentante della “destra radicale”.
In casa Fratelli d’Italia l’espressione non è piaciuta, ultima di varie scintille dell’ultimo periodo tra i due partiti alleati di un centrodestra che ancora cerca un accordo interno.
(da “Huffingtonpost”)
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Febbraio 13th, 2020 Riccardo Fucile
SI SPARGE LA VOCE E SI SCATENA LA MOBILITAZIONE: “QUA NON TI VOGLIAMO”
Mr Salvini goes to Britain, o quasi. Anzi: no.
Ma nel dubbio in Regno Unito, nonostante la Brexit e tutto quanto, sembra esserci un discreto sentimento antisalviniano.
Lo scrive il quotidiano Liverpool Echo che parla di sindacati, politici e altri gruppi che starebbero preparando una protesta in stile “Sardine” contro un’imminente visita di Matteo Salvini in città .
La protesta è organizzata dalle sezioni locali di Unite Against Fascism e Stand Up to Racism che oltre al sostegno della parlamentare Labour Kim Johnson, dell’ex parlamentare Theresa Griffin hanno ricevuto il supporto del sindacato GMB.
Un portavoce di Unite Against Fascism ha dichiarato che «nessun locale a Liverpool dovrebbe ospitare una persona come Salvini. Perchè Liverpool è una città orgogliosamente multiculturale con una grande storia antifascista che risale a coloro che andarono a combattere nella Guerra Civile Spagnola».
E ancora «qualora dovesse arrivare a Liverpool ci sarà una mobilitazione di massa contro Salvini
Nel comunicato si rimarca l’opposizione a ogni forma di antisemitismo, islamofobia e razzismo e si invita tutta la cittadinanza a prendere parte ad una manifestazione che si terrà il 28 marzo.
Un altro evento di protesta è stato organizzato per il 3 marzo a Londra in occasione di quella che dovrebbe essere una visita di Salvini nella capitale del Regno Unito.
Nella descrizione dell’evento si ricordano alcune uscite di Salvini contro Rom e Sinti, le sue posizioni contro l’immigrazione e l’alleanza con partiti di ultra-destra come i tedeschi di AfD, gli austriaci del FPO, la vicinanza al premier ungherese Orban l’amicizia con il Front National di Marine Le Pen.
Anche il sindaco di Londra Sadiq Khan ha fatto sapere che persone che seminano odio e divisioni come Matteo Salvini non sono le benvenute in città .
In realtà Salvini a Liverpool non ci va
Il problema è che al momento non c’è alcuna indicazione ufficiale che Salvini possa essere a Londra il 3 marzo e tanto meno a Liverpool il 28 marzo. A
nzi, probabilmente a Liverpool Salvini non ha mai pensato di andarci. Quello di cui i quotidiani britannici come il Guardian stanno parlando è invece un evento organizzato dalla pagina Facebook Lega Nel Mondo UK Liverpool Manchester Salvini Premier, una pagina legata al movimento “Lega nel Mondo” che raccoglie i simpatizzanti e gli elettori italiani della Lega residenti all’estero e che — stando al sito ufficiale — ha come referenti politici i deputati Roberto Lorenzato e Simone Billi.
Di recente la sede di Lega nel Mondo del Regno Unito e dell’Irlanda ha aperto una sezione proprio a Liverpool. Proprio per questa ragione il 28 marzo, si legge in un comunicato, «il 28 Marzo si terra’ a Liverpool la cena fondativa per tutti i simpatizzanti, parteciperà ‘ il coordinatore per UK EIRE Anthony Scatena e il Vicesegretario Alessandro Giudicianni».
Da nessuna parte è scritto che parteciperà Matteo Salvini mentre sulla pagina di Eventbrite (un sito per organizzare eventi) relativa all’evento si legge solo di una “cena” il cui biglietto d’ingresso è 28 sterline (nessun rimborso in caso di cancellazione) in un non meglio precisato locale su Bold Street.
Di nuovo: il nome di Salvini non risulta tra gli ospiti e ma è possibile che i quotidiani inglesi si siano fatti confondere dal nome dell’evento “Salvini Premier”, che come sappiamo è il nome del partito.
Stesso identico discorso per l’evento in programma a Londra per il 3 marzo in occasione della “cena ufficiale”.
Anche a Brighton si sta organizzando un’analoga cena dell’associazione, questa volta per il 7 marzo mentre il 4 Aprile si terrà a Dublino la cena fondativa per tutti i simpatizzanti di Lega EIRE a cui dovrebbero partecipare anche gli aderenti al neonato gruppo di della Lega nel Mondo di Belfast.
Pensare che Salvini possa trascorrere un mese tra Irlanda e Regno Unito per partecipare a tutte queste cene “fondative” — che sono molte e sparse in giro per il mondo visto che la Lega nel Mondo sta aprendo sedi un po’ ovunque (anche a Toronto, in Canada) — è un po’ strano.
(da “NextQuotidiano”)
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