Agosto 31st, 2010 Riccardo Fucile
IL LEADER LIBICO E IL PREMIER ITALIANO IN SOCIETA’, ATTRAVERSO FININVEST E LAFITRADE, IN QUINTA COMMUNICATIONS, LA SOCIETA’ DI COMUNICAZIONI DI BEN AMMAR… LA LIBIA HA SPESO 2,5 MILIARDI PER ENTRARE IN UNICREDIT, HA L’1% DI ENI, IL 14,8% DI RETETIL, LAVORA CON ANSALDO, FINMECCANICA, IMPREGILO…. E COSI’ SILVIO PUO’ ENTRARE NEI SALOTTI BUONI DELLA FINANZA
La visita di Gheddafi in Italia è continuata anche ieri tra le polemiche e le provocazioni del leader libico e il silenzio interessato del nostro governo. Gheddafi, non pago dei 5 miliardi regalatigli dall’Italia per fare il lavoro sporco di affogamento dei profughi, ha sostenuto che anche l’Europa gli deve dare 5 miliardi di euro l’anno per porre un freno al fenomeno migratorio.
Ha poi sostenuto che “le donne in Libia sono più libere che in Occidente” perchè possono stare a casa a preparare il pranzo ai mariti e anche a fare la calzetta, per concludere in serata con l’apologia di chi ha “giustiziato Mussolini” senza processo.
Detto da un assassino di studenti e oppositori, nonchè da un finanziatore del terrorismo internazionale, è indubbio che il soggetto avesse sicuramente tutte le credenziali per sostenere una tesi del genere.
Nel corso della cena con 800 invitati era stato persino severamente vietato porre al leader libico domande sui diritti umani e la tutela dei profughi in Libia. “Chi non capisce appartiene al passato”, ha spiegato il premier.
L’idea di islamizzare l’Europa non lo turba, in fondo basta che resista all’assedio il perimetro di Villa Certosa e sia garantito il pass alle veline in tubino nero.
Del resto sai che gliene frega.
Se poi i giudici, una volta islamizzati, non portassero a fondo i suoi processi ancora meglio, si convertirebbe subito all’Islam.
I più seri, in fondo, si sono dimostrati i carabininieri che hanno preteso per il loro tradizionale Carosello di non avere “nessun contatto” con la sceneggiata berbera.
Mentre molti, anche nella maggioranza, hanno parlato di una sceneggiata ignobile a danno del nostro Paese, è continuato il pellegrinaggio degli imprenditori alla tenda di Gheddafi ( in realtà dorme in un comodo letto all’ambasciata libica).
Perchè sono gli affari il vero motivo dell’amicizia tra il leader libico e Berlusconi.
Vediamo di approfondire quali.
Gli affari diretti ufficiali sono pochi. Gheddafi ha un tesoretto personale di 65 miliardi di dollari, sottratti al popolo libico evidentemente, visto che si tratta di petrodollari e non c’è scritto da nessuna parte che a lui spettino per la carica che ricopre in modo dittatoriale.
Attraverso Fininvest e Lafitrade, Gheddafi e Berlusconi, hanno una bella quota entrambi di Quinta Communications, società di produzione cinematografica di Tarak Ben Ammar, l’imprenditore franco-tunisino socio di Silvio in parecchie iniziative.
In realtà l’interesse è reciproco: Silvio ha sdoganato la Libia sui mercati internazionali e ne ha pilotato gli investimenti ad uso e consumo dei suoi interessi, politici e imprenditoriali, in Italia. Continua »
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Agosto 30th, 2010 Riccardo Fucile
MENTRE IN ITALIA IL GOVERNO PENSA A IMPEDIRE AI GIORNALI DI PUBBLICARE LE INTERCETTAZIONI SCOMODE AL POTERE, IN GERMANIA UN GOVERNO DI DESTRA BLINDA LA LIBERTA’ DI STAMPA…CAMBIATO IL CODICE PENALE PER SOTTRARRE I GIORNALISTI ALLE PENE
Per il centrodestra tedesco di Angela Merkel, la libertà di stampa è un valore costitutivo della democrazia, e quindi non solo va difesa ma anche rafforzata.
Il governo ha approvato un disegno di legge volto appunto a proteggere maggiormente i giornalisti, in particolare quando diffondono informazioni riservate o segreti istruttori.
La nuova legge stabilisce con chiarezza inequivocabile che solo le fonti che passano le informazioni riservate, ma non i giornalisti stessi, possono essere perseguite in base al diritto penale.
Il disegno di legge approvato prevede, con un emendamento al codice penale, che non sia più possibile per la magistratura perseguire i giornalisti per concorso nella violazione del segreto su notizie riservate.
L’esecutivo della Merkel ha deciso di privilegiare il diritto dei media a informare liberamente, e quello dell’opinione pubblica a informarsi ed essere informata.
Una decisione, quella tedesca, che va in direzione diametralmente opposta rispetto agli orientamenti del centrodestra italiano.
E’ uno strappo anche con le frequenti passate abitudini dell’establishment tedesco, sia dei conservatori sia a volte della Spd, quando era al potere, di cercare di controllare o condizionare la libertà dei media.
La nuova legge federale voluta dalla Merkel e dal ministro della Giustizia, la liberale Sabine Leutheusser-Schnarrenberger, introduce una importante modifica, inserendo un emendamento correttivo all’articolo 335b del codice penale. Continua »
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Luglio 22nd, 2010 Riccardo Fucile
IL DOCUMENTO DI PROTESTA DI CONFAGRICOLTURA: LA COMMISSIONE EUROPEA INTERVENGA A RIPRISTINARE LA LEGALITA’…ANCHE GALAN CHIEDE CHE L’EUROPA CI SANZIONI…I QUATTRO MILIARDI LI RESTITUISCA LA COCCA BOSSI-TREMONTI
In spregio ad ogni appello all’equità e alla tutela dei diritti delle persone oneste, la
Commissione Bilancio del Senato ha approvato, con un solo voto di scarto, l’emendamento alla manovra che dispone una sospensione fino al 31 dicembre del pagamento della rata delle multe sulle quote latte per i produttori che hanno aderito alle rateizzazioni.
Tutto ciò nonostante il parere negativo del ministro Galan e del Pdl che poi in commissione ha dovuto appoggiarlo per imput dall’alto.
Una delle pagine più vergognose della storia repubblicana, in cui Tremonti e Bossi hanno protetto dei mascalzoni che hanno fatto i furbi: mentre undicimila produttori infatti hanno pagato a suo tempo, 65 si ostinano a non pagare, tutelati da due ministri della Repubblica.
Ciò è costato in questi anni allo Stato italiano 4 miliardi di multe già pagate alla Ue, mentre sono stati incassati appena 320.000 euro.
In pratica il governo ha perso 3,7 miliardi che avrebbe potuto ora impiegare diversamente.
Anche il premier ha dato ragione alla tesi di Galan, ma è ormai noto che quando la Lega ricatta, Silvio scatta sugli attenti.
Il premier non ha avuto il coraggio di prenderli a pedate nel culo, come si addice assestare ad ogni politico che chieda qualcosa di illegale e ora arriverà una sonora multa dalla Ue, nell’ordine si vocifera di 1 miliardo di euro, tanto paga il contribuente italiano.
Confagricoltura stigmatizza con parole dure questo vero e proprio atto di forza a tutela degli interessi dei pochi allevatori che hanno aderito alla sanatoria introdotta dalla Legge 33, voluta dall’ex ministro delle Politiche agricole, Luca Zaia.
“E’ una legge che si può dunque a buon titolo definire ‘ad personas’ e a cui il nuovo rinvio dei pagamenti definito nell’emendamento passato al Senato garantisce altri spazi di dilazione”. Continua »
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Luglio 12th, 2010 Riccardo Fucile
L’ITALIA HA PAGATO 4 MILIARDI DI MULTE ALLE UE E HA RECUPERATO SOLO 320 MILIONI DA CHI HA SFORATO….PER DIFENDERE 70 PRODUTTORI CONDANNATI, LA LEGA HA CREATO UN BUCO DI 3,7 MILIARDI, PARI A UN ANNO DI TAGLI ALLE REGIONI… LA LEGA DELLE MARCHETTE NON HA PIU’ L’APPOGGIO NEANCHE DELLA CATEGORIA DEI PRODUTTORI
Le quote latte rappresentano un prelievo introdotto dal 1984 per ogni chilo di latte
prodotto oltre i limiti.
Dato che i limiti erano noti e prevedevano compensazioni economiche, chi ha sforato tali quote ha commesso un reato comunitario coscientemente, nella convinzione che, come accade spesso in Italia, sarebbe bastata qualche manifestazione di protesta e l’appoggio di un partito politico per vedersi azzerare l’ammenda.
La disciplina tra l’altro è stata rinegoziata nel 2008 con miglioramenti per l’Italia, ovvero fu concesso ai nostri produttori un aumento del 5% della quota. Ora il governo, nonostante il parere contrario del ministro Galan, del Pdl, delle associazioni di categoria e dell’intero parlamento, a parte la Lega, ha pensato bene di far slittare ancora a fine anno il pagamento di quanto dovuto da circa 75 produttori condannati per aver fatto a suo tempo i furbi.
Bossi ha minacciato fulmini non per difendere gli onesti, ma 75 individui che hanno casuato allo Stato italiano una perdita economica enorme.
E ora l’Europa ha avvertito l’Italia: non sarà tollerato nessun rinvio dei pagamenti delle quote latte, pena l’avvio di una procedura di infrazione.
Il commissario Ue all’Agricoltura, Dacian Ciolos, definisce l’emendamento leghista alla finanziaria come “in netto contrasto con il diritto Ue e con i ripetuti impegni assunti dal governo, di imporre una rigorosa applicazione del regime delle quote latte in Italia”.
Il commissario Ue ricorda che “sospendere i pagamenti sarebbe non solo in contrasto con la decisione unanimemente assunta nel 2003, ma priverebbe anche gli agricoltori italiani dei vantaggi finanziari di quel piano, che prevede di poter pagare i prelievi senza interessi in 14 anni, anzichè l’intero debito in un’unica soluzione”.
In pratica la commissione sarebbe costretta ad avviare la procedura d’unfrazione con relativa mega multa.
Vediamo di chiarire due aspetti, premesso che lo Stato italiano nel corso degli anni ha fatto tutto quanto era possibile per ridurre queste giuste sanzioni.
La Lega, in questa battaglia a favore degli evasori condannati, non difende un bel nulla, certamente non gli interessi dei produttori di latte: non a caso tutte le associazioni e le confederazioni di categoria ritengono che chi ha fatto il furbo debba finalmente pagare.
La Lega difende semplicemente una settantina di evasori condannati. Continua »
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Luglio 9th, 2010 Riccardo Fucile
IL TASSO DI DISOCCUPAZIONE DAL 5,8% DEL 2007 E’ SALITO ALL’8,7%… LA BUSTA PAGA MEDIA IN ITALIA E’ DI 31.462 EURO, CONTRO LA MEDIA UE DI 37.172 EURO…80 MILIONI DI EUROPEI IN DIFFICOLTA’
Partito dal 5,8% a fine 2007, il tasso di disoccupazione nell’area Ocse è cresciuto fino al
punto massimo del dopoguerra, l’8,7%, nel primo trimestre 2010, che corrisponde a 17 milioni di persone disoccupate in più.
Lo denuncia l’Employm ent outlook 2010 dell’Ocse, presentato a Parigi, che sottolinea come questo calo del tasso di occupati sia stato di intensità differente nei vari Paesi membri.
Nel documento si ribadisce anche come i salari italiani siano agli ultimi posti tra quelli dei paesi avanzati.
Nel 2008 si attestano in media a 31.462 euro (-0,1% rispetto al 2007), contro i 37.172 euro dei paesi Ocse (+0,1%) e i 37.677 dei paesi Ue (+0,5%).
Dietro di noi solo Polonia (11.786 euro), Ungheria (12.462), Repubblica Ceca (13.613), Corea (20.838), Grecia (25.177) e Spagna (28.821).
Nettamente meglio Stati Uniti (40.243 euro), Francia (39.241) e Germania(37.203)
“I paesi Ocse devono creare 17 milioni di nuovi posti di lavoro per tornare ai livelli precedenti la crisi, ha detto il segretario generale dell’organizzazione Angel Gurrìa.
“Rudirre insieme la disoccupazione e i deficit pubblici è una sfida molto difficile, ma antrambe le cose sono necessarie. Nonostante i segni di ripresa nella maggior parte dei paesi, rimane il rischio che milioni di persone perdano contatto con il mondo del lavoro. L’alta disoccupazione non può essere accettata come una nuova normalità e bisogna adottare una strategia politica di integrazione”.
Il “job gap”, ha proseguito Gurrìa, varia a seconda dei paesi. Gli Stati Uniti hanno bisogno di creare 10 milioni di nuovi posti, nella piccola Irlanda ne bastano 318.000, ma è un aumento del 20%; in Spagna mancano due milioni e mezzo di posti per tornare ai livelli pre-crisi di fine 2007.
Nel complesso dell’area Ocse i disoccupati sono oggi 47 milioni. Ma aggiungendo le persone che hanno smesso di cercare lavoro o sono a part-time e vorrebbero un impiego a tempo pieno, cioè i sotto-occupati, si arriva alla stratosferica cifra di 80 milioni. Continua »
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Giugno 20th, 2010 Riccardo Fucile
LE CRITICHE DI “FREEDOM HOUSE”, ISTITUTO DI RICERCA USA, FONDATO DA ROSSEVELT NEL 1941, CHE SI OCCUPA DELLA PROMOZIONE DELLA DEMOCRAZIA LIBERALE NEL MONDO…I SUOI RAPPORTI SULLA LIBERTA’ NEI VARI PAESI SONO CONSIDERATI IMPORTANTI IN TUTTO IL MONDO….E’ VICINO AL CONGRESSO USA
Nella valutazione del decreto legge sulle intercettazioni, al centro delle polemiche nel
nostro Paese, pesano spesso in Italia le posizioni politiche. Difficile talvolta discernere tra le critiche preconcette, se pur legittime, e quelle che invece emergono dal’esame delle singole norme.
In tal senso riteniamo opportuno dare spazio alle considerazioni di un organismo “super partes” di carattere internazionale.
Parliamo di “Freedom House”, un istituto di ricerca statunitense, finanziato con fondi governativi e con sede a Washington.
Si occupa attivamente della promozione della democrazia liberale nel mondo.
I suoi rapporti sulla libertà nei vari Paesi sono tenuti in grande considerazione e citati spesso dai media di tutto il mondo.
Fondato nel 1941 per riaffermare i valori della democrazia e della libertà di fronte alla minaccia nazista (tra i fondatori anche Eleonor Roosevelt, moglie del presidente), Freedom House ha uffici sparsi in tutto il mondo.
Karin Deutsch Karkekar è la responsabile per le inchieste sulla libertà di stampa nel mondo e ha rilasciato una interessante intervista al quotidiano genovese “Secolo XIX” , in cui conferma che il disegno di legge presentato dal governo italiano è da tempo sotto stretta osservazione.
“Siamo totalmente d’accordo con l’Osce che ha dichiarato la sua contrarietà . E’ inaccettabile impedire ai media di fornire informazioni ai cittadini su inchieste in corso, suscettibili di sfociare in provvedimenti giudiziari. Significa impedire ai giornalisti di svolgere il proprio lavoro, minacciando multe spropositate”. Continua »
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Giugno 17th, 2010 Riccardo Fucile
LA “NUOVA ALLEANZA FIAMMINGA” CHE HA VINTO AL NORD DEL PAESE RESPINGE I COMPLIMENTI DI BORGHEZIO E SALVINI: “NON SIAMO UNA DESTRA SEPARATISTA, RAZZISTA E XENOFOBA, SIAMO PIU’ VICINI A DI PIETRO…” “L’IMMIGRAZIONE VA FERMATA, MA CHI E’ DENTRO IL PAESE DEVE AVERE GLI STESSI DIRITTI”
Cercano sempre di appropriarsi delle vittorie altrui, ponendole ad esempio della validità
delle proprie tesi e a testimonianza di quanto esse stiano facendo breccia in Europa, ma anche questa volta gli è andata male.
Appena gli autonomisti del N-VA hanno vinto le elezioni al nord del Belgio, abitato dai fiamminghi, la intellighentia leghista, composta da Borghezio, Salvini e Speroni, si era precipitata a congratularsi, cercando di mettere il cappello sulla vittoria.
La risposta del leader della “Nuova Alleanza Fiamminga”, Bart de Wever, non si è fatta attendere: “Quelli della Lega sono dei fannulloni, noi siamo dei moderati, con la Lega non abbiamo nulla a che fare, loro sono legati agli estremisti del Vlaams Belang”.
L’N-VA non è la destra razzista, separatista e xenofoba che pur esiste nelle Fiandre, ma che è stata sconfitta alle elezioni.
In realtà le elezioni in Belgio le hanno vinte gli autonomisti al Nord e i socialisti al Sud.
Il nord è il piccolo regno federale dove abitano i fiamminghi che hanno una lingua, una storia, una cultura diversa dai valloni che abitano al sud.
Da una parte chi parla francese, dall’altra una lingua simile all’olandese.
In Belgio non esistono partiti nazionali, ma solo regionali, come sono tali anche le televisioni, le scuole, i giornali.
Gli autonomisti della “Nuova Alleanza Fiamminga” non hanno nulla a che fare con la Lega italiana, mentre i socialisti valloni sono dei normali socialisti europei. Non a caso al Parlamento europeo la Nuova Alleanza e la Lega non sono neanche nello stesso gruppo parlamentare. Continua »
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Giugno 16th, 2010 Riccardo Fucile
SUI REDDITI ALTI AUMENTA IL PRELIEVO IN FRANCIA, REGNO UNITO E GERMANIA…GLI STESSI PAESI TASSANO BANCHE, SOCIETA’ ENERGETICHE E RENDITE FINANZIARIE…. IN ITALIA SACRIFICI SOLO PER GLI STATALI E TAGLI AI SERVIZI LOCALI
L’austerity un Eurolandia non è fatta solo di tagli alla spesa pubblica e sacrifici per gli statali.
La nuova tendenza continentale, a differenza della manovra di Tremonti, per recuperare risorse e dare un senso di equità agli aggiustamenti di bilancio, è quella di ritoccare in vario modo le aliquote per i redditi alti e di elevare il prelievo su rendite finanziarie, stock option e superstipendi.
Questa tendenza è trasversale ai governi di destra e di sinistra, a parte il nostro, dove chi è ricco non viene minimamente sfiorato da questa manovra, mentre i dipendenti pubblici per 4 anni si vedranno congelata la retribuzione e gli enti locali ridotti i trasferimenti per i servizi anche del 30%.
La Merkel in Germania, ad es., non ha escluso un imminente aumento dell’aliquota Irpef più alta, oggi ferma al 42%.
In Francia è previsto un prelievo straordinario sui redditi oltre gli 11.000 euro mensili, in Portogallo è stata fissata una nuova aliquota del 45% per i redditi sopra i 150 euro, in Gran Bretagna del 50% sui redditi oltre le 150.000 sterline e anche in Spagna è stato annunciato un aumento fiscale.
Solo in Italia l’aliquota sopra i 75.000 euro resta inchiodata aal 43%.
Per quanto riguarda la tassa sui redditi da capitale, mentre il nostro Paese non ha adottato nessuna nuova misura, in Spagna l’aliquota è aumentata dal 18% al 19-21%, in Portogallo hanno messo una tassa del 20% sulle plusvalenze azionarie, in Francia una ritenuta alla fonte del 50% nei paradisi fiscali, nel Regno Unito un prelievo sui capital gain.
Vediamo le banche: in Italia nessun intervento, in Portogallo una tassa del 2,5% sugli utili degli istituti di credito, in Francia e Gran Bretagna è prevista una nuova tassa nel 2011, in Germania hanno messo un prelievo sulle società energetiche. Continua »
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Giugno 16th, 2010 Riccardo Fucile
LA REPUBBLICA DELLE BANANE: L’OSCE CHIEDE DI RITIRARE IL DECRETO INTERCETTAZIONI, FINI VUOLE MODIFICARLO, NAPOLITANO VALUTARLO… BERTOLASO DAL SEMINARIO AL PIEDATERRE… FORMIGONI GUIDA LA RIVOLTA CONTRO TREMONTI…A SILVIO NON RESTA CHE FARE LA CORTE A 7 DEPUTATI E 4 SENATORI DELL’API DI RUTELLI
Un’altra giornata da Repubblica delle banane.
Non era mai successo che la Commissione centrale del Viminale bocciasse una proposta
unanime di tre procure e che decidesse di non concedere il programma di protezione a un pentito che pur ha collaborato con i pm di Firenze e Caltanissetta sulle stragi del 1992-1993.
E’ capitato per Gaspare Spatuzza, lo stragista della cosca di Brancaccio pentitosi nel 2008, definito dalla Dna “collaboratore fondamentale che ha consentito una lettura reale della strage di via d’Amelio”.
Spatuzza tirò in ballo anche Berlusconi e Dell’Utri e forse per questo si è arrivati a questa decisione politica che fa ora di Spatuzza “un morto che cammina”.
Era invece già successo che un organismo internazionale criticasse il nostro Paese perchè non rispetta le convenzioni internazionali: ora è toccato all’Osce, l’Organizzazione per la Cooperazione e la Sicurezza in Europa, che ha invitato il governo italiano “a rinunciare alla legge sulle intercettazioni o a modificarla secondo gli standard internazionali sulla libertà di espressione”.
L’ennesima figura da cioccolatai per una legge bavaglio che qualcuno vorrebbe pure blindare e che è stata criticata da un organismo che raccoglie 56 Stati.
Tutti prevenuti o imbecilli?
Frattini ha protestato (non contro le intercettazioni, contro la responsabile Ocse, Dunja Mijatovic) per lesa maestà , la Lega ha addirittura chiesto le dimissioni della “bosniaca”.
Come se essere bosniaci fosse un insulto equiparabile a quello di emettere rutti leghisti.
Nel frattempo il governo vuole ad ogni costo approvare il decreto intercettazioni entro luglio e senza modifiche.
Cosa difficile perchè alla Camera, in Commissione Giustizia, i finiani sono ben 5, compresa la presidente Giulia Bongiorno, e non intendono andare di corsa.
Anzi chiedono ulteriori, motivate modifiche.
Berlusconi minaccia elezioni “se non si fa come vuole lui”, ma Farefuturo replica ironicamente “Ma ci facci il piacere…”. Continua »
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