Novembre 29th, 2011 Riccardo Fucile
CONCETTO BELLIA, EX RESPONSABILE DI “TERRA DELL’ETNA E DELL’ALCANTARA” USA LE DIMISSIONI PER FAR VENIR MENO IL PERICOLO DI REITERAZIONE DEL REATO…POI ADERISCE A FLI CHE DICE DI NON SAPERE CHE FOSSE INDAGATO
«Che sia indagato sinceramente non mi risulta. Sicura di non sbagliarsi?». Giuseppe Ferrante, vicecoordinatore per la Provincia di Catania di Futuro e Libertà , delle indagini a carico di Concetto Bellia dice di non saperne nulla. Eppure in virtù della sua recente entrata in Fli Bellia, ex sindaco di Castiglione di Sicilia, ex presidente del Parco dell’Etna e attuale — ma anche un po’ ex — presidente del Gruppo di azione locale (Gal) «Terre dell’Etna e dell’Alcantara», ha ricevuto un incarico importante.
Il 20 novembre è stato nominato membro del coordinamento provinciale catanese del partito di Gianfranco Fini.
Bellia è un personaggio molto conosciuto in città .
A maggio del 2010 gli è stato notificato un avviso di garanzia: da verificare è se abbia gestito in maniera corretta alcuni finanziamenti europei.
Un’indagine a seguito della quale il neo membro del coordinamento ha annunciato le sue dimissioni dal ruolo di presidente del Gal.
Ma, a più di un anno di distanza, la firma che appare sotto i documenti del gruppo di azione locale «Terre dell’Etna e dell’Alcantara» è ancora la sua. Che intanto non esclude una sua candidatura alle prossime amministrative del 2013.
Tutti misteri in realtà facilmente spiegabili secondo Bellia.
L’obiettivo di un Gal, ente a partecipazione mista tra il pubblico e il privato, è quello di favorire lo sviluppo locale, gestendo i contributi finanziari dell’Unione europea.
Cosa che, secondo i magistrati, Bellia non avrebbe fatto a dovere.
«Si tratta semplicemente di un’indagine per favoreggiamento in un progetto che abbiamo finanziato — spiega lui stesso — Niente di particolare».
La storia, secondo l’indagato, sarebbe lineare: «Abbiamo dato, come Gal, un finanziamento a una persona che ha partecipato a un bando pubblico — racconta — e la stessa persona, per farmi un dispetto, è andata a denunciarmi, perchè lavorava con mia moglie e ha litigato con lei».
Una questione personale, dunque, a causa della quale Bellia si è ufficialmente dimesso dal suo ruolo: «L’ho fatto per continuare a vivere sereno con la mia famiglia», aveva dichiarato il 23 maggio 2010 al quotidiano locale.
Ma i documenti del Gal «Terre dell’Etna e dell’Alcantara» — che ha sede a Randazzo — li firma ancora lui.
«Sono due Gal diversi», chiarisce. Stesso nome, stessa finalità , stessi fondi europei di riferimento e, perfino, stesso presidente.
«Solo che il primo, quello dal quale mi sono dimesso, era un’associazione temporanea di scopo, il secondo una cooperativa».
Differenza sfuggita a molti. Nata nel 2009, la cooperativa convive da allora con l’associazione temporanea «perchè, in attesa della chiusura di un progetto, aspettiamo l’apertura dell’altro», dice Bellia, ex non più ex.
In mezzo, la politica.
«È entrato nel coordinamento del Terzo polo perchè era stato sindaco, amministratore e non era un volto sconosciuto», commenta Ferrante.
Almeno al di fuori del partito, visto che dell’inchiesta a carico di Bellia non sa nulla, nè sa qualcosa delle passate dimissioni dal Gal.
Come sia finito nel novero dei coordinatori provinciali del Terzo polo, poi, pare un altro mistero: «Sinceramente non lo so, magari lo sa qualcun altro». Puccio La Rosa, infatti, vicecoordinatore provinciale di Fli pure lui, è chiarissimo: «I membri del coordinamento sono stati selezionati dal partito». E che il partito abbia scelto un uomo la cui posizione deve ancora essere chiarita è una novità anche per lui: «La cosa non mi risulta», sostiene.
Anche in questo caso, per Bellia, nessun equivoco. «Pensa forse che io vada in giro a dire che ho ricevuto tempo fa un avviso di garanzia?».
Nemmeno a due vicecoordinatori del suo partito? «Non sono i miei interlocutori — risponde — E poi, tra l’altro, la stampa ne ha parlato tantissimo. Sono uscito in prima pagina».
E sul suo ruolo politico Bellia è possibilista: «Non escludo niente».
Nemmeno di candidarsi alle primarie del Terzo polo in provincia di Catania, qualora si facessero.
«In fondo — conclude — penso di non essere più delinquente degli altri e di aver amministrato e di amministrare non peggio di molte persone».
di Luisa Santangelo
www.redazionesottosfratto.it
(da “Il Fatto Quotidiano“)
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Novembre 27th, 2011 Riccardo Fucile
LA ANIMATA DISCUSSIONE TRA FINI E LA BASE GENOVESE CHE RECLAMA LEGALITA’ FINISCE SULLE PAGINE DEI QUOTIDIANI DELLA LIGURIA: DAL SECOLO XIX AL IL GIORNALE, DA REPUBBLICA A IL CORRIERE MERCANTILE-LA STAMPA
IL SECOLO XIX: INCONTRO COI DISSIDENTI, COMMISSARIO “DEGRADATO”
Degradata sul campo minato del Fli genovese. 
Via dalle spalle il grado di commissario per non aver saputo tenere le polemiche lontano da Gianfranco Fini nel giorno della sua visita genovese.
Nelle fibrillazioni interne a Futuro e Libertà cade anche Barbara Contini, commissario nominato per mettere ordine a Genova.
Al termine del convegno sul volontariato, Contini fa da tramite tra il leader di Fli e i “dissidenti” genovesi, presenti circa 80 persone formalmente uscite dal partito (ma le dimissioni sono state congelate a Roma) in polemica con il coordinatore regionale Enrico Nan per aver accettato in comodato d’uso come sede del partito dei locali da Andrea Nucera, imprenditore nel mirino dei giudici.
A capo della delegazione (di quasi ex) Rosella Oddone, Riccardo Fucile e Michele Forino. Luogo dell’incontro il giardino della Meridiana.
Fini li ascolta, i dissidenti attaccano Nan.
Il presidente si irrigidisce. “Per sostituire i coordinatori ci sono i congressi” sibila prima di girare le spalle al gruppo ed essere trascinato via dalla scorta.
Il resto è per Barbara Contini: “Questo non me lo dovevi fare. Non occuparti più di Genova”.
I testimoni ci sono, le voci cominciano a girare, dopo poco è di dominio pubblico.
Prima c’era stato il caso di Christian Abbondanza, l’esponente della Casa della Legalità minacciato di morte per le sue inchieste contro la mafia, a cui Fini avrebbe dovuto esprimere solidarietà , incontro saltato, si dice, per le molte insistenze di Nan.
IL GIORNALE : FINI A GENOVA INCONTRA I FAN E FINISCE PER LITIGARE CON LORO…”CADUTA DI STILE PER IL PRESIDENTE: NON ACCETTA LE PACATE CRITICHE”
«Avevamo concordato con la senatrice Barbara Contini un incontro con il presidente Gianfranco Fini, a margine dell’evento organizzato dai giovani volontari di Janua al Palazzo della Meridiana. Eravamo un centinaio. Quasi tutti delusi dalla gestione locale del partito. Dopo soli pochi minuti, quando tre cittadini avevano appena finito i loro civili e brevi interventi, la terza carica dello Stato, ha realizzato una caduta di stile imperdonabile, choccando i presenti. Da cittadino, rimasto muto all’incontro, ma apostrofato, impersonalmente, in maniera inaccettabile, mi sento di esternare tristezza. E la mia protesta. Non voterò e non appoggerò mai più quel partito».
Quella di Fini doveva essere la giornata della «coesione» politica, anche fra le varie anime del partito genovese e non soltanto quella nazionale.
Invece, poco dopo essere sbarcato a Genova, quello di Fini è stato un altro «d-day» della fuga da Fli.
«Fino a poco tempo fa ero di Alleanza Monarchica – racconta l’avvocato Michele Forino – mi sono iscritto insieme a tanti altri amici a Fli, nella convinzione che il manifesto e le idee di Fini fossero condivisibili. Sono stato presidente del primo circolo finiano costituito a Genova: il Cavour. Lo scorso giugno, insieme ad altri trecento iscritti al partito, mi sono dimesso anche da responsabile regionale per l’Organizzazione. Ieri, alle 13.30, dovevamo rappresentare al Presidente le nostre idee, comprese quelle di valutare l’espressione di uomini al di fuori del partito, anche per le prossime elezioni amministrative. Inspiegabilmente, la reazione di Fini è stata eccessivamente brusca.
A me non ha insultato personalmente, ma siamo rimasti quasi tutti sbigottiti. In modo a dir poco sarcastico ci ha poi consigliato di iscriverci al partito di Di Pietro.
Uno schiaffo alla nostra serietà politica e dignità personale di cittadini, ancorchè potenziali elettori, attivisti e simpatizzanti. Dalla terza carica dello Stato non ce lo aspettavamo. Lo avevamo accolto con un caloroso applauso. C’è chi predica bene e razzola male. Fini se ne è andato via lasciandoci a bocca aperta e fortemente delusi. Anche se siamo semplici persone, meritiamo rispetto».
CORRIERE MERCANTILE-LA STAMPA: FINI: TENSIONE CON I DIMISSIONARI E LA CONTINI
L’avvio della 24 ore genovese indica che nel partito c’è ancora tensione dall’estate scorsa, una tensione che sfocia in uno scontro con la sen. Contini che sembrava essere stata indicata come “commissario” di Genova.
Nel cortile di palazzo della Meridiana, al termine del Convegno, la Contini si è avvicinata a Fini con il gruppo di dimissionari.
C’è stato uno scambio di battute sul partito che deve essere “più pulito” con il segretario a replicare che è in grado di riconoscere chi ha la fedina penale pulita.
E c’è chi racconta che alla fine Fini sia sbottato: “Tu da oggi hai finito”.
Minimizza la Contini: “Con quel gruppo che ha voglia di rientrare con me sto lavorando bene da un mese ed è quello che dovevano dire a Fini. Si sono messi a parlare di legalità e capisco che essendoci tensione, sia facile arrabbiarsi. Ci sarà un chiarimento”.
Ma ci sarà da lavorare per ricucire
REPUBBLICA: FINI SCARICA LA CONTINI, LITE COI DISSIDENTI CHE RECLAMANO LEGALITA’
Fli anche ieri, e proprio protagonista Fini, ha mostrato tutte le divisioni già diventate di dominio pubblico.
Fini ha scaricato la sen. Barbara Contini, commissaria da poco tempo, salvo poi cercare di recuperarla qualche ora dopo.
Contini accompagnava il gruppo dei dissidenti che si erano dimessi in polemica con il coordinatore ligure di Fli, Enrico Nan.
Costoro hanno cominciato a parlare di “scarsa democrazia”, di “legalità ” e “fedine penali”.
Fini è andato su tutte le furie, replicando che “qui la fedina penale più sporca è la mia”
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Novembre 27th, 2011 Riccardo Fucile
AMARA GIORNATA GENOVESE PER I MILITANTI DELLE LEGALITA’ DI FLI TRA INSULTI ALLA BASE, DEFENESTRAMENTO DELLA CONTINI POI RIENTRATO E FLOP DELLA CHIAMATA ALLE ARMI DI NAN
Pensavamo di averne viste a sufficienza in questi pochi mesi di vicinanza ideale a Futuro e
Libertà genovese, ma evidentemente non era ancora finita. Quando a 16 anni abbiamo iniziato a militare a destra, negli anni di piombo, e abbiamo visto morire tanti giovani pieni di ideali, mai avremmo pensato di doverci confrontare un giorno con soggetti per cui gli ideali non contano nulla, Quando a 20 anni tornavamo a casa la sera prestando attenzione a chi avrebbe potuto tenderci un agguato, mai avremmo ipotizzato che un giorno avremmo dovuto occuparci di altro genere di “attenzionati”.
Quando a 22 anni speravamo che qualuno salisse le scale delle nostre scarne sedi, esposte agli attacchi dei gruppi extraparlamentari, per condividere le nostre idee, mai ci sarebbe passata per la testa l’idea che un giorno avremmo potuto ricevere persone sotto controllo della Dia.
O che la sede ci fosse messa gratuitamente a disposizione da pluri-indagati.
In fondo siamo rimasti eterni ragazzi, o forse semplicemente persone oneste e coerenti o forse uomini tra le rovine, non ha rilevanza.
Ieri Fini ha fatto visita a Genova, impegnato in mattinata a concludere i lavori di un Convegno sul volontariato nella sua veste istituzionale: buona riuscita con circa 250 persone presenti.
Ma già le premesse non erano delle migliori: un articolo del Secolo XIX svelava che una parte di Fli aveva cercato di convincere Fini a fare un salto nel pomeriggio a un convegno antimafia organizzato dalla Casa della legalità per dare solidarietà al loro presidente, Christian Abbondanza, minacciato di morte dalla ‘ndrangheta.
E il Secolo XIX rivelava che l’iniziativa sarebbe stata bloccata dal coordinatore regionale di Fli, Enrico Nan, ricordando le sue discusse frequentazioni.
Nella stessa mattina Nan in un comunicato stampa negava ogni suo intervento sostenendo che fosse mai stato ipotizzato, discusso e concordato con i vertici nazionali di Fli una iniziativa del genere.
Peccato che non sia così: l’idea era stata del nostro direttore ed era stata accolta con entusiasmo dal commissario prov. Barbara Contini e dallo stesso Fini.
La stessa Casa della Legalità aveva manifestato la propria disponibilità e il programma del convegno era stato richiesto e inviato alla segreteria di Fini via mail (di cui possediamo copia).
Se Fini fosse andato a quell’appuntamento ne avrebbe parlato mezza città , avremmo cancellato ogni ombra sulle vicende passate di Fli e avremmo dato davvero l’immagine di “partito della legalità “.
Non sappiamo se l’idea fosse “geniale” come l’ha definita qualcuno, per noi era soprattutto un modo per far sentire un abbraccio delle istituzioni e del nostro mondo umano a un ragazzo che rischia ogni giorno la vita con le scomode inchieste e denunce.
Ma alla fine qualcuno si è opposto e la partecipazione è saltata ( noi ci siamo andati ovviamente lo stesso con una delegazione).
Lo stesso gruppo umano ha partecipato al convegno della mattina al termine del quale era previsto un incontro, organizzato appositamente dalla sen. Barbara Contini, tra Fini e una delegazione di ex dirigenti ed iscritti che si erano dimessi a causa di quanto emerso sulle frequentazioni di Nan, con lo scopo di ricucire un dialogo.
Essendo stati testimoni, possiamo dire che il presidente di Fli, accolto da un applauso di circa 80 persone ha esordito un po’ seccato chiedendo il motivo della visita e per quale ragione queste persone non potessero partecipare all’incontro pomeridiano degli iscritti di tutta la regione organizzato da Nan all’hotel Sheraton.
L’ex coordinatrice prov Rosella Oddone ha brevemente spiegato la situazione venutasi a creare a Genova e Fini ha replicato che non si possono mandare via le persone, ci vuole un democratico congresso.
Dimenticandosi un dettaglio: che l’attuale coordinatore Nan non è certo stato mai eletto ma imposto e scelto dal vertice nazionale di Fli, ovvero da Bocchino.
Qualcuno ha cercato di far capire che con le tessere fantasma chiunque può vincere i congressi ed è stato apostrofato con un “coglione”, in seguito unito ad altri epiteti del tipo “quattro cretini” e “non si può diffamare qualcuno fino al terzo grado di giudizio”.
Peccato che lo stesso Fini, in occasione della commemorazione di Borsellino a Palermo, avesse sostenuto che “non possono essere candidati coloro che, anche in assenza di condanne penali, abbiano frequentazioni sospette”.
Fini ha concluso invitando i presenti “ad andarsene con di Di Pietro”.
Successivamente ha criticato pure la Contini, rea di averlo messo di fronte a una situazione non prevista e l’ha sollevata dall’incarico di commissario genovese.
In serata pare che il defenestramento sia rientrato con le scuse di Fini alla senatrice.
Nel pomeriggio allo Sheraton invece meno di 100 iscritti e simpatizzanti hanno partecipato all’incontro organizzato con Fini da Nan ( in buona parte provenienti da fuori Genova).
Non era facile, ma in due giorni Fli è riuscita a perdere ulteriore credibilità e voti a Genova.
Avanti così.
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Novembre 26th, 2011 Riccardo Fucile
IL GIORNALE TITOLA: “FINI A GENOVA, IL SUO PARTITO NON SA PIU’ COSA DIRE. E ANCHE IL PM SOTTOLINEA LE STRANE AMICIZIE DI NAN”
«C’è un’Italia in cui credere», recita lo slogan di Gianfranco Fini.
E, tanto per capirci, non è la sua.
Perch’ è oggettivamente impossibile credere a quello che va dicendo, ormai a ciclo continuo, il Fli a proposito del partito in Liguria.
Il «penultimo» comunicato ufficiale che più ufficiale non si può, recita: «Azzerate tutte le cariche liguri, parla solo Barbara Contini».
Giovedì però arriva un nuovo comunicato, dall’ennesima mail «ufficiale» del partito che addirittura riporta il logo e la dicitura «Ufficio Stampa Fli, Roma, eccetera eccetera», e cosa annuncia?
Che oggi all’evento al quale parteciperà Fini, «saranno presenti la senatrice di Fli Barbara Contini e il coordinatore regionale della Liguria Enrico Nan».
Cioè la Contini è una senatrice qualunque, non più la plenipotenziaria con diritto di imporre il bavaglio a tutti, mentre Nan è stato riportato al rango di grande capo.
Mica finita.
Perch’ poche ore prima, da un’altra casella di posta elettronica, era arrivato quasi lo stesso comunicato, che però non faceva cenno a Nan e’ al suo ruolo, e soprattutto dava appuntamento a tutti all’hotel Sheraton alle 17.30, cioè mezz’ora dopo rispetto all’orario fissato dall’ufficio stampa romano.
Tra l’altro c’è il serio rischio che il presidente della Camera possa arrivare in ritardo persino rispetto alla previsione più «generosa».
Perch’ oggi Fini a Genova sembra che si preoccupi di tutto tranne che del suo partito. Invitato dall’Associazione culturale «Janua» a parlare di volontariato e lobby, passerà tutta la mattinata al convegno.
Poi, dopo pranzo, ancora un impegno tutt’altro che partitico. Alle 14 infatti è atteso al MuMa, il museo del Mare, per affrontare il tema di memorie e migrazioni.
E se la confusione regna sovrana nel Fli ligure, anche la magistratura regala delusioni ai dirigenti (o ex? o sospesi? o commissariati?) del partito.
Era infatti pendente una causa per diffamazione intentata da Enrico Nan contro il blog «Destradipopolo» che aveva pubblicato un articolo sulla concessione in uso gratuito della sede di Fli da parte di un imprenditore definito dal sito «attenzionato dalla Dia».
L’articolo sottolineava, non senza toni ironici e beffardi, la scarsa opportunità di questa situazione in cui Nan aveva messo il partito.
Il pubblico ministero che avrebbe dovuto sostenere l’accusa di diffamazione ha però chiesto al gip di archiviare tutto perch’ «l’uso di toni di critica politica particolarmente accesi all’interno del medesimo partito politico può ritenersi giustificato ai sensi dell’art 51 c.p.».
E poi perch’ «In ogni caso, ammesso e non concesso che Andrea Nucera non sia soggetto “attenzionato dalla Dia” (circostanza di difficile verifica, trattandosi di notizie ovviamente riservate e non divulgabili n’ all’interessato n’ al suo difensore), ciò che rileva, nell’economia dell’articolo, è che si tratta di soggetto pluri-indagato e con istanze di bancarotta in atto (circostanza non messa in discussione neppure dal querelante, che di ciò era evidentemente ben consapevole al momento della stipula del contratto della sede di Fli)». Insomma, anche il magistrato non sembra fare sconti alle «amicizie» del Fli ligure.
(da “Il Giornale“)
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Novembre 26th, 2011 Riccardo Fucile
NAN STOPPA LA VISITA DI FINI ALLA CASA DELLA LEGALITA’
Nella sua visita, oggi a Genova, Gianfranco Fini “dribbla”, tra le polemiche, la Casa della legalità
di Christian Abbondanza.
Parecchi iscritti e simpatizzanti di Fli volevano che il presidente della Camera e leader di Futuro e Libertà portasse la propria solidarietà ad Abbondanza, minacciato di morte per le sue inchieste e ripetute denunce contro le infiltrazioni mafiose a Genova e in Liguria.
Ma, secondo indiscrezioni, proprio il coordinatore regionale di Fli, Enrico Nan, dopo molte insistenze, sarebbe riuscito ad evitare il “contatto” tra Fini e il presidente della Casa della Legalità .
Fini, alla fine, ha scelto di seguire il programma originale: in mattinata convegno sul volontariato al Palazzo della Meridiana, incontro con la “base” del suo partito nel pomeriggio all’Hotel Sheraton.
Perchè Nan, ha così ostinatamento espresso la propria contrarietà al fuori programma caldeggiato da molti in Fli?
Si sa che Nan, avvocato penalista, è il legale di Andrea Nucera, l’imprenditore finito nel mirino della Procura e il cui nome è più volte comparso negli articoli di denuncia pubblicati sul sito della Casa della legalità .
Lo stesso Nan era finito la scorsa estate sotto i riflettori per i rapporti con Nucera e con la famiglia Mamone su cui ha posto da tempo l’attenzione la Procura di Genova che indaga sull’intreccio tra appalti e politica e sul ruolo svolto in questo campo dall’ndrangheta.
Nan inoltre aveva ricevuto in comodato gratuito da Nucera un appartamento alla Fiumara adibito per un certo tempo a sede del partito e successivamente tornato in possesso del legittimo proprietario.
Anche da episodi come questo è scaturita la rivolta interna a Fli, culminata la scorsa estate nelle dimissioni in massa di dirigenti e militanti.
(da “Il Secolo XIX“)
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Novembre 25th, 2011 Riccardo Fucile
LA BRUTTE FIGURE DI NAN NON FINISCONO MAI… AVEVANO PRESENTATO DUE DISTINTE QUERELE PER DIFFAMAZIONE CONTRO IL NOSTRO SITO IN RELAZIONE ALLA VICENDA DELLA SEDE DI FLI GENOVA, CONCESSA IN COMODATO GRATUITO DAL PLURI-INDAGATO NUCERA … ENRICO NAN AVEVA QUERELATO ANCHE L’EX COORDINATRICE PROV. DEI GIOVANI DI FLI SOLO PERCHE’ AVEVA OSATO POSTARE SU FACEBOOOK IL LINK DELL’ARTICOLO: COSA OVVIAMENTE LEGITTIMA PER IL PM
Qui di seguito riproduciamo il testo dei due articoli per i quali il nostro direttore è stato querelato per diffamazione dal coordinatore regionale di Fli, Enrico Nan, e dal suo addetto stampa Edoardo Meoli (un articolo è addirittura la riproduzione di quello del quotidiano locale “Il Secolo XIX”)
Il Pubblico Ministero ha ritenuto già in fase preliminare di chiedere l’archiviazione del procedimento in quanto “l’uso di toni di critica politica particolarmente accesi all’interno del medesimo partito politico può ritenersi giustificato ai sensi dell’art 51 c.p.”
Nel dettaglio poi , secondo il Pm “l’articolo censurato da Edoardo Meoli, apparso sul sito Destra di Popolo in data 5.7.2001 ha un taglio chiaramente satirico e non è in alcun modo lesivo della sua reputazione. Del tutto irrilevante per la reputazione di Meoli è il fatto di essere stipendiato dal partito”.
Più complessa la motivazione relativa all’articolo censurato da Enrico Nan, apparso sul sito Destra di Popolo in data 30.07.2011: per il Pm esso “non è lesivo della sua reputazione ma semmai di quella di Andrea Nucera (che peraltro non risulta aver sporto querela)”
Continua il Pm: “In ogni caso, ammesso e non concesso che Andrea Nucera non sia soggetto “attenzionato dalla Dia” (circostanza di difficile verifica, trattandosi di notizie ovviamente riservate e non divulgabili nè all’interessato nè al suo difensore), ciò che rileva, nell’economia dell’articolo, è che si tratta di soggetto pluri-indagato e con istanze di bancarotta in atto (circostanza non messa in discussione neppure dal querelante, che di ciò era evidentemente ben consapevole al momento della stipula del contratto della sede di Fli” (anche perchè Nan è il legale di Nucera n.d.r.).
“Quanto alla condotta addebitata alla Del Giudice, ella si è limitata a richiamare sulla propria pagina di Facebook il link dell’articolo oggetto di censura, articolo liberamente leggibile sul sito web www.destradipopolo.net , senz’altro aggiungere e senza che su di lei incombesse alcun obbligo di verifica della notizia”
Il Pubblico Ministero letti gli atti del procedimento penale a carico di Riccardo Fucile e Paola Del Giudice in relazione al reato di cui all’art 595 commi 1,2,3, c.p. CHIEDE disporsi l’archiviazione del procedimento e la conseguente restituzione degli atti al proprio ufficio.
A dimostrazione che tutto quanto scriviamo è ampiamente documentato, veritiero e dimostrabile..
Infatti abbiamo scritto solo la metà di quello che sappiamo.
Con buona pace di chi non ha ancora compreso con chi ha a che fare.
SECOLO XIX: “SEDE FLI REGALO DI UN AFFARISTA INDAGATO. FUGA DI ISCRITTI, SOTTO ACCUSA I RAPPORTI TRA IL SEGRETARIO NAN E L’IMPRENDITORE NUCERA”
IL MAGGIORE QUOTIDIANO DELLA LIGURIA SVELA CHE LA SEDE DELLA FIUMARA E’ STATA DATA IN COMODATO D’USO GRATUITO A NAN DA UN ATTENZIONATO DALLA DIA, PLURI-INDAGATO E CON ISTANZE DI BANCAROTTA IN ATTO….NAN E’ IL LEGALE DI NUCERA ED E’ STATO ANCHE SUO SOCIO
Perchè la sede ligure di “Futuro e Libertà ” è ospitata, di fatto gratuitamente, nelle proprietà di un
imprenditore pluri-indagato, sulle cui società incombe pure lo spettro della bancarotta?
E perchè il segretario regionale del partito di Fini è stato socio dello stesso impresario, oltre a esserne il legale storico, prima di sfilarsi, un annetto fa circa, cedendo le sue quote?
Sono parecchio agitate le acque all’interno di Fli in Liguria.
Un mese fa un gruppo di frondisti ha lasciato il movimento in disaccordo con la conduzione di Enrico Nan, nominato di fresco plenipotenziario.
E non è un mistero che all’origine degli ultimi polveroni, oltre a svariati dati giudiziari, ci sia un’ormai insanabile frattura tra due anime politiche lontane anni luce.
Però se all’inizio di luglio la bufera s’era sollevata dopo la rivelazione di un incontro tra Nan e Gino Mamone, il re delle bonifiche processato a Genova per corruzione e sotto inchiesta per vari reati, e per il ruolo di presidente di sezione affidato a un ex tassista, coinvolto in passato in oscuri affari petroliferi con lo stesso Mamone in Libia, oggi il casus belli è un po’ diverso.
E, lo confermano qualificate fonti al Secolo XIX, è da qualche settimana sul tavolo del presidente della Camera, Gianfranco Fini.
Per ripercorrere la vicenda bisogna ricollegarsi alla figura di Andrea Nucera.
Costruttore tra i più noti del savonese, fama da duro, Nucera è formalmente indagato dalla Procura di Savona per abuso edilizio e lottizzazione abusiva (il pm Filippo Ceccarelli aveva posto sotto sequestro il cantiere T1 di Ceriale, teatro di una operazione edilizia in grande stile, inviando avvisi di garanzia pure ad amministratori, tecnici comunali e a un commissario della Municipale), mentre in passato era finito nei guai per la realizzione di una villa in un terreno agricolo.
Non solo.
E’ notizia degli ultimi giorni l’istanza di fallimento, presentata sempre dalla magistratura savonese, nei confronti di due delle sue tante aziende.
Nucera è oggi al vertice della Geo Holding srl dal capitale di 10 milioni di euro e amministratore unico della Ager.
Ma in passato, e le visure camerali parlano chiaro, insieme all’attuale segretario regionale di Fli, Enrico Nan, era stato socio della Thea srl: Nan tramite la società “Famiglia srl” di cui possedeva quote, Nucera attraverso la Geo, un’altra delle sue creature, molte delle quali risultano in cessata attività .
Fatto sta che, secondo gli accertamenti condotti in modo più o meno riservato dai vertici di Futuro e Libertà , la Geo Servizi immobiliari, al tempo riconducibile a Nucera, ha ceduto in comodato d’uso la sede di via Antica Fiumara, ponente cittadino non lontano dal centro divertimenti, dove effettivamente Fli ha la sua base regionale.
E la domanda che rimbalza tra molti iscritti – compresi i 25 ex dirigenti che hanno presentato dimissioni a raffica nelle scorse settimane – è secca: quanto è opportuno che la guida del partito sia così tanto legata a un uomo d’affari da tempo sotto la lente dei pm, e con un paio di avvisi di garanzia sul groppone per fatti non proprio irrilevanti?
E soprattutto: non c’era altra strada per ottenere un locale a prezzi ragionevoli, se non quella di farsela regalare da quel costruttore?
Il Secolo XIX lo ha chiesto direttamente a Enrico Nan: “Io nella mia vita mi sono sempre mosso nel solco della legalità , tutto ciò che ho fatto è lecito e ogni azione è stata compiuta nell’interesse delle persone che rappresento e che ho rappresentato”.
Nan definisce poi “un fatto privato” l’accordo con Nucera per l’affidamento degli spazi alla Fiumara, non smentendo che si tratti di comodato d’uso a costo zero.
“Credo che solllevare questioni del genere sia strumentale, insufflare polemiche non credo faccia bene a nessuno” conclude Nan.
Difficile, molto difficile che gli animi si rasserenino.
E lo dicono prima di tutto i numeri: 420 gli iscritti a Genova, dei quali 300 pronti a lasciare Nan per la questione etica.
In attesa che Roma prenda una posizione più netta.
Matteo Indice
(da “il Secolo XIX“)
CALIGOLA NOMINO’ SENATORE UN CAVALLO, NAN COME “COMMISSARIO CITTADINO OMBRA” SCEGLIE IL SUO ADDETTO STAMPA
STIPULATO IL “PATTO DEL CONO GELATO”: FATTA FUORI LA GESTIONE CHE NON VOLEVA INFILTRAZIONI DI “ATTENZIONATI” DALLA DIA, ORA I GOLPISTI POSSONO DEDICARSI A SPARTIRSI CREMA E PISTACCHIO… IL POPOLO DI FLI SI CHIEDE TREPIDANTE: AVETE ALMENO AUMENTATO LO STIPENDIO AL MILITANTE MEOLI ?
Il segretario regionale (nonchè ora anche commissario provinciale e cittadino) Enrico Nan, dopo il golpe ordito ai danni di Rosella Oddone e del gruppo umano che con lei collaborava e che aveva portato Futuro e Libertà ad acquisire consensi a Genova, ha riunito le sue truppe per impostare la futura attività .
Temendo che arrivasse qualche “attenzionato” dalla Dia a congratularsi con lui, questa volta ha evitato la sede di Futuro e Libertà e, vista l’entità delle sue truppe, ha preso in esame due valide alternative: o riunirle sul pianettorolo di casa o all’aperto. Vista la bella stagione, ha optato per la seconda soluzione che in effetti permette e prevede anche la consumazione ai chioschi delle bibite e dei gelati.
Per chi è poi abituato a leccare, quale migliore prospettiva il gusto di limone, fragola e pistacchio?
Enrico Nan avrebbe potuto, come Caligola , nominare suo “segretario cittadino ombra” anche un cavallo, ma pare che nei dintorni non ve ne fossero disponibili .
A quel punto ha dovuto ripiegare sul suo fidato addetto stampa, Edoardo Meoli, raro caso di dirigente Fli locale stipendiato, a cui riteniamo avrà ora sottoposto una nuova congrua offerta al rialzo.
Così Genova potrà rappresentare un’eccezione nel panorama politico italiano dei “futuristi”: potersi fregiare di un segretario “ombra” e al tempo stesso a pagamento.
E’ questa la politica militante di cui si parlava a Mirabello?
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Novembre 25th, 2011 Riccardo Fucile
LA PROPOSTA DI LEGGE DI FUTURO E LIBERTA’ PREVEDE DI RICONOSCERE LA CITTADINANZA AI NATI IN ITALIA DA GENITORI STRANIERI STABILMENTE RESIDENTI DA ALMENO 5 ANNI O A COLORO CHE VI ABBIANO COMPIUTO UN INTERO CICLO SCOLASTICO… L’OBBLIGATORIETA’ DELLA DICHIARAZIONE PER I GENITORI ALL’ATTO DI NASCITA
La nostra proposta di legge mira a riconoscere il diritto di cittadinanza a quanti siano nati in
Italia da genitori stranieri stabilmente residenti o a quanti, avendo raggiunto l’Italia da minori, vi abbiano compiuto un intero ciclo scolastico: una riforma epocale, sempre più improrogabile, che consentirebbe ad una fetta importante di giovani di essere parte della comunità nazionale.
Non amiamo definirli stranieri di seconda generazione, ma “italiani senza cittadinanza”.
Parlano italiano, spesso con inflessione dialettale, conoscono e vivono l’Italia come loro “casa”.
La scoperta di non godere appieno dei diritti e dei doveri dei loro amici o dei compagni di scuola — che solitamente avviene in età adolescenziale — provoca nella gran parte dei casi un senso profondo di esclusione e di discriminazione: si crea una sorta di «terra di mezzo», dove i bambini nati da genitori non italiani crescono con un senso di frustrazione, estraniazione dal loro contesto, pericoloso per il futuro processo di integrazione e di inserimento sociale del minore.
L’iter attuale di acquisizione della cittadinanza, lungo e incerto, rappresenta per molti di questi giovani italiani la prova concreta di una “diversità ” inaccettabile.
E’ sempre più diffuso il convincimento che sia ormai antistorico negare ad un giovane nato in Italia o emigratovi da bambino il diritto di essere italiano (i dati stimano che i minori stranieri nati o comunque residenti in Italia abbiano ormai raggiunto il milione di unità ), passando dai principi dello «jus sanguinis» e da un’ottica «concessoria e quantitativa» della cittadinanza, sui quali si basa la legislazione vigente, al principio dello “jus soli temperato”, condizionato dalla stabilità del nucleo familiare in Italia o dalla partecipazione del minore a un ciclo scolastico-formativo.
L’ispirazione della presente proposta di legge — oltre ad avere come riferimento storico-culturale la tradizione del modello italiano, fondato su una identità dinamica ed aperta — si rifà alla Convenzione europea sulla nazionalità , del 6 novembre 1997, che prevede che lo Stato faciliti nel suo diritto interno l’acquisto della cittadinanza per le «persone nate sul territorio e ivi domiciliate legalmente ed abitualmente» [(articolo 6, paragrafo 4, lettera e)
Prevediamo al comma 1 dell’unico articolo che il minore nato in Italia da genitori stranieri, di cui almeno uno legalmente soggiornante da almeno cinque anni e attualmente residente, possa diventare cittadino italiano, previa dichiarazione di un genitore da inserire «obbligatoriamente» nell’atto di nascita.
L’obbligatorietà della dichiarazione introduce, per così dire, un onere a carico dello Stato a fare sì che il diniego sia consapevole o, da un altro punto di vista, a evitare che l’omissione dell’assenso avvenga per ignoranza della norma.
È un meccanismo previsto per soddisfare l’interesse dello Stato a favorire e a garantire l’instaurarsi del processo di integrazione.
Se il genitore, poi, dovesse dissentire, al soggetto è comunque garantita, sulla base degli stessi presupposti, la possibilità di diventare cittadino italiano richiedendolo entro due anni dal compimento della maggiore età .
Al comma 2 si presta invece attenzione ai minori che, seppure non nati in Italia, vi risiedano legalmente e compiano in Italia il proprio percorso formativo.
È previsto che un minore diventi cittadino italiano, su istanza del genitore (o del soggetto stesso se compie la maggiore età durante gli studi), se ha completato un percorso d’istruzione scolastica o di formazione professionale nel nostro Paese.
I commi da 3 a 6 contengono la disciplina di attuazione e le misure transitorie.
( da blog Fabio Granata)
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Novembre 15th, 2011 Riccardo Fucile
FINI COSTRETTO A INTERVENIRE E A SMENTIRE IL SUO VICE… IL PDL ERA GIA’ INSORTO: “A RISCHIO IL TENTATIVO DI FORMARE IL NUOVO GOVERNO”
«Berlusconi ha capito che deve trattare con noi. Questa è la sua sola opzione. Noi invece ne abbiamo tre: accettare l’intesa con il Pdl, che però non potrà a quel punto esprimere il candidato premier; andare alle urne come Terzo polo, per essere determinanti al Senato dopo il voto. Oppure sostenere che l’esperienza del governo che sta per nascere debba proseguire anche nella prossima legislatura, costruendo un’alleanza con il Pd che preveda Monti come candidato a palazzo Chigi».
Le parole di Italo Bocchino al Corriere della Sera hanno rischiato di causare un incidente diplomatico dalle conseguenze imprevedibili.
La sola ipotesi che il governo tecnico che le forze politiche si stanno impegnando trasversalmente a far nascere possa essere il viatico per un futuro ruolo anche politico del premier in pectore ha rischiato di mandare tutto a carte 48.
E’ stato necessario l’intervento di Gianfranco Fini, che attraverso il suo inner circle ha parlato esplicitamente di un «errore», per far calmare – se non altro all’apparenza – le acque.
La situazione è stata sul punto di precipitare negli stessi istanti in cui Alfano, Cicchitto e Gasparri entravano a Palazzo Giustiniani per incontrare Monti sulle prospettive della nascita del nuovo esecutivo.
Solo pochi minuti prima le agenzie di stampa avevano diffuso la nota del portavoce del Pdl, Daniele Capezzone – redatta come lui stesso ha specificato «quando manca meno di un’ora all’incontro con il presidente incaricato» -, che senza mezzi termini parlava di un «tentativo Monti messo irresponsabilmente a rischio».
«La posizione del Popolo della Libertà è netta – aveva sottolineato Capezzone -: mentre il Capo dello Stato cerca di condurre in porto una delicata intesa politica e mentre il Pdl e il centrodestra hanno agito e agiscono con massima responsabilità , c’è, di tutta evidenza, chi gioca allo sfascio». Un’accusa dura che non ha però portato ad una correzione di tiro da parte di Bocchino.
Il quale, al contrario, ha rilanciato: «Il Pdl anzichè agitarsi dinanzi a una provocazione farebbe bene ad essere forza politica responsabile e a sostenere senza se e senza ma il governo Monti, ponendo fine ai troppi distinguo con cui cerca un viottolo che lo porti al voto».
A quel punto, c’erano tutte le premesse per un possibile botto.
C’è voluto l’intervento di un irritato Fini per calmare le acque.
E’ il prezzo che si paga quando qualcuno prende troppo potere all’interno di un partito e un manovale della politica si traveste da grande stratega.
Certe volte il silenzio è d’oro.
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Novembre 10th, 2011 Riccardo Fucile
IN STUDIO TRAVAGLIO E FELTRI, SERVIZI SULLA CRISI DI PORTO MARGHERA E COLLEGAMENTO CON GLI OPERAI FINCANTIERI DI SESTRI…OLTRE IL BERLUSCONISMO, PER RIDARE DIGNITA’ E GIUSTIZIA SOCIALE AGLI ITALIANI
Nella seconda puntata del nuovo programma di Michele Santoro si parlerà della fine dell’esecutivo di Silvio Berlusconi.
Ospite della trasmissione il presidente della Camera Gianfranco Fini
Dopo il successo di giovedì scorso con oltre 3 milioni di spettatori e il 12% di share, Michele Santoro ritorna stasera per la seconda puntata di Servizio pubblico, che andrà in onda dalle 21 su Sky, su decine di reti locali e sul web.
Nel giorno del debutto, è stato il terzo canale più visto dopo RaiUno e Canale 5 e il sito ufficiale del programma, Serviziopubblico.it, è stato il primo canale per cinque ore sulla rete. Inoltre, i sondaggi lanciati nel corso della trasmissione hanno registrato 120mila risposte, 55.000 nuovi “Mi piace” sulla pagina del social network e 5.000 commenti allo streaming.
Se la prima puntata è stata dedicata al tema di “Azzerare la Casta”, con Luigi De Magistris, sindaco di Napoli, e il latitante coinvolto nel caso escort Lavitola, questa sera si discuterà di “Un altro governo“.
Al centro del dibattito la crisi dell’esecutivo e le dimissioni annunciate dal Presidente del Consiglio a seguito dell’approvazione del rendiconto finanziario che ha dimostrato che il centrodestra non ha più i numeri per sedere a Palazzo Chigi.
Sarà una puntata di approfondimento e discussione alla luce della chiarezza richiesta dall’Europa e dai mercati e del richiamo a scelte urgenti per il bene del Paese invocato da Giorgio Napolitano.
L’ospite di punta della serata sarà il presidente della Camera Gianfranco Fini e a fare da “canto e controcanto” alla fine del berlusconismo, vedremo in studio Marco Travaglio e Vittorio Feltri, per confrontarsi con i loro diversi punti di vista sulla situazione politica.
Tra i reportage messi a punto dalla redazione, la crisi di Porto Marghera e gli operai della Fincantieri di Sestri Ponente e non mancheranno, come accadeva ad Annozero, le vignette di Vauro.
La trasmissione si propone come spazio di informazione, per dimostrare che è possibile archiviare la formula del talk show, ormai obsoleta, in cui si moltiplicano solo le voci dei politici e agli spettatori, nel caos del salotto televisivo, non viene fornito alcun “servizio pubblico”.
“Un altro governo” sarà in onda a partire dalle 21 sulla rete di televisioni locali spalmate su tutto il territorio nazionale, mentre su Sky Tg24 sarà visibile sul canale 504 e tasto active dei canali 500 e 100.
Per chi vorrà seguirla online, oltre al sito dello stesso programma sarà trasmessa su Corriere, Repubblica e su il Fatto Quotidiano.
Inoltre, potrà essere ascoltata in esclusiva anche su Radio Capital.
argomento: economia, emergenza, Fini, Futuro e Libertà, Genova, governo, Politica, radici e valori | Commenta »